{"id":235726,"date":"2024-11-04T00:02:00","date_gmt":"2024-11-03T23:02:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=235726"},"modified":"2024-11-07T18:01:38","modified_gmt":"2024-11-07T17:01:38","slug":"la-voce-del-sud-oggi-piu-che-negli-anni-si-chiede-dove-la-vittoria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2024\/11\/04\/la-voce-del-sud-oggi-piu-che-negli-anni-si-chiede-dove-la-vittoria\/","title":{"rendered":"LA VOCE DEL SUD OGGI PIU&#8217; DEGLI ALTRI ANNI SI CHIEDE: &#8220;Dov&#8217;\u00e8 la vittoria?&#8221;"},"content":{"rendered":"\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"750\" height=\"445\" class=\"wp-image-235727\" style=\"width: 2500px;\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Monumento-ai-Caduti-2021-750x445-1.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Monumento-ai-Caduti-2021-750x445-1.jpg 750w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Monumento-ai-Caduti-2021-750x445-1-300x178.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 750px) 100vw, 750px\" \/><\/p>\n\n\n\n<p>di <strong>Giuseppe Puppo <\/strong>&nbsp;______&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Si chiamava come me<strong>:<\/strong> io porto il suo nome<strong>!<\/strong><strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Mio nonno paterno il 24 maggio 1915 fu arruolato e subito part\u00ec per il fronte, lasciando il suo piccolo paese al Sud del Sud dei santi, dove viveva, povero, ma bello, curando con la forza dei vent\u2019anni le vigne e i giardini e coltivando la terra.<\/p>\n\n\n\n<p>Chiaromonte se ne stava indifferente all\u2019incuria del tempo e degli uomini su una collina, disteso come un vecchio addormentato, ammalato di noia e di abbandono.<\/p>\n\n\n\n<p>Negli anni Cinquanta ci and\u00f2 a vivere un professore universitario americano, Edward Banfield, che vi dimor\u00f2 alcuni mesi e vi elabor\u00f2 la teoria contenuta nel suo saggio per cui in seguito divenne famoso, <em>\u201cIl familismo amorale\u201d<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>I giovani di oggi che hanno compiuto la scelta coraggiosa di rimanervi hanno intrapreso adesso una meritoria opera di modernizzazione, grazie a internet, al turismo, all&#8217;enogastronomia, fra l&#8217;altro cominciando un ambizioso programma di riqualificazione, per attrarre nuovi residenti, e cos\u00ec facendo hanno dato a tutti una speranza per il futuro.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Finita la guerra, mio nonno paterno fu uno dei primi a tornare in paese. Per meglio dire, fu uno dei pochi, che vi fece ritorno, dei tanti che furono strappati alle loro famiglie, alla loro giovent\u00f9, alla loro stessa esistenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella villa comunale, sulla sommit\u00e0 del borgo, dall\u2019alto del colle che domina un groviglio di vallate, di fiumi e di monti, in un panorama mozzafiato, accanto alla statua celebrativa, c\u2019\u00e8 una lapide che li ricorda tutti quanti, e dovettero costruirla di grandi dimensioni, tale da poter contenere tutte le croci.<\/p>\n\n\n\n<p>Monumenti simili stanno in tutti i paesi del nostro Salento (nella foto, quello di Porto Cesareo), in tutte le citt\u00e0 del Sud, che pi\u00f9 che altre zone d\u2019Italia pag\u00f2 il costo della <em>vittoria.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Dov&#8217;\u00e8 la Vittoria?<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Io, che affondo le mie radici nel secolo scorso, che sono figlio del Novecento, ho avuto la fortuna di trovare le risposte da ragazzino nei racconti che mio nonno paterno mi faceva quando d\u2019estate, anche per sfuggire al caldo torrido di Lecce, andavo a trovarlo con i miei genitori.<\/p>\n\n\n\n<p>Le risposte stanno nei suoi occhi lucidi quando nominava i coetanei mandati a morire come carne da macello; sono le espressioni di incredulit\u00e0 quando si chiedeva egli stesso come avesse fatto a sopravvivere per quasi quattro anni in centinaia di assalti senza senso ai colpi di mitraglia; sono la puzza, la fame, la sete, il freddo, le malattie delle trincee; i gas, i lanciafiamme, i cannoni;&nbsp; i campi di prigionia crudeli di deportazioni feroci, dove la sopravvivenza era in un tozzo di pane, in un frammento di patata, in un cucchiaio di estratto di radici conteso e sottratto agli altri; i mutilati, gli invalidi, gli impazziti di terrore; i fucilati dal fuoco amico, in quanto ritenuti disertori, o semplicemente disobbedienti agli ordini.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Mio nonno materno si chiamava Giovanni Grandinetti. Part\u00ec da Chiaromonte due anni e mezzo dopo Giuseppe Puppo, in seguito alla disfatta di Caporetto. Era uno dei \u2018ragazzi del \u201899\u2019, che a 18 anni fu spedito all\u2019improvviso, in fretta e furia, a combattere una guerra che non capiva, per una Patria che non conosceva, contro un nemico che nemmeno sapeva chi fosse, in nome di un&#8217;Italia di cui l\u00e0 avevano conosciuto solo le truppe di occupazione piemontesi, le tasse, la leva obbligatoria, la giustizia sempre al servizio dei potenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Lui, non amava parlarne, almeno a me. Quando gli chiedevo qualcosa al riguardo, per\u00f2, piangeva. Piangeva sempre come un bambino impaurito, poi ogni volta apriva un cassetto chiuso a chiave di una vecchia scrivania e tirava fuori la nomina a Cavaliere di Vittorio Veneto, la medaglia, l\u2019assegno di due lire che gli avevano dato, e piangeva ancora pi\u00f9 forte, senza pudore.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Crescendo, studiando, maturando, in seguito ho capito come la vittoria stesse negli enormi profitti degli Agnelli, degli Ansaldo e degli altri imprenditori e ricchi a vario titolo.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho letto delle foglie e dei fratelli di Giuseppe Ungaretti, ho fatto il viaggio al termine della notte di Louis Ferdinand Celine, ho imparato da Ezra Pound <em>che non ci sono guerre giuste.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Oggi siamo di nuovo in un\u2019altra guerra mondiale, solo che si sta facendo a tappe e a pezzi, in Ucraina e in Medio Oriente, dove ha gi\u00e0 preso i connotati, rispettivamente, di una carneficina crudele e di una vera e propria apocalisse.<\/p>\n\n\n\n<p>Per dire di quanto quella prima mondiale &nbsp;ci condizioni ancora, baster\u00e0 ricordare che l\u2019Ucraina indipendente fu creata sulla carta delle mappe geografiche  nel 1917, quale conseguenza punitiva della pace richiesta e pesantemente pagata dalla Russia.<\/p>\n\n\n\n<p>Le vicende mediorientali si trascinano irrisolte da decenni.<\/p>\n\n\n\n<p>Ad aggravare la situazione sull&#8217;orlo del baratro stanno poi considerazioni di geopolitica, da cui appare evidente che al tramonto dell&#8217;Occidente si sta sostituendo l&#8217;alba dei Paesi Emergenti, India, Brasile, Turchia e quant&#8217;altri, non allineati, ma sotto l&#8217;egida della Cina.<\/p>\n\n\n\n<p>Una transizione che verosimilmente provocher\u00e0 tensioni e scontri.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>In Italia, il governo precedente ci ha trascinato dentro, questa nuova Guerra Mondiale permanente; il nuovo, che pur si dice sovranista, non sembra aver nessuna intenzione di farcene uscire, e ci tiene ben stretti agli <em>alleati <\/em>americani della Nato.<\/p>\n\n\n\n<p>Ne stanno pagando i costi, per ora fortunatamente solo economici, le famiglie italiane, per dire bene cio\u00e8 la stragrande maggioranza di quelle del popolo, dal momento che quelle dei ricchi non hanno problemi di bollette, di aumenti della benzina, di costi del pane e della pasta.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Anche questa guerra, come tutte le altre, comunque vada a finire, ha gi\u00e0 i vincitori<strong>:<\/strong> i mercanti di armi, gli speculatori dell\u2019alta finanza internazionale, i politici loro camerieri che li servono alla tavola imbandita.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;<em>La guerra \u00e8 sempre una sconfitta, sempre! Ed \u00e8 ignobile, perch\u00e9 \u00e8 il trionfo della menzogna, della falsit\u00e0: si cerca il massimo interesse per s\u00e9 e il massimo danno per l\u2019avversario, calpestando vite umane, ambiente, infrastrutture, tutto; e tutto mascherato di menzogne. E soffrono gli innocenti<\/em>&#8220;, ha detto Papa Francesco due giorni fa.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Io constato amaramente il fallimento della politica, tutta quanta, quella delle opposizioni  compresa a pieno titolo, ivi compresi pure movimenti, partiti e partitini che potevano essere alternativi e che invece, per miopia, per personalismi, per pressappochismo si sono presentati divisi alle recenti elezioni, col risultato di non riuscire a far eleggere in Parlamento nemmeno una che fosse una voce critica.<\/p>\n\n\n\n<p>Ancora pi\u00f9 dolorosamente, denuncio il fallimento della cultura, di fronte a celebrazioni come quella odierna, fatte sempre come sempre di retorica e di menzogna.<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2024\/11\/04\/la-voce-del-sud-oggi-piu-che-negli-anni-si-chiede-dove-la-vittoria\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2024\/11\/04\/la-voce-del-sud-oggi-piu-che-negli-anni-si-chiede-dove-la-vittoria\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Giuseppe Puppo &nbsp;______&nbsp; Si chiamava come me: io porto il suo nome! 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