{"id":238098,"date":"2025-01-05T00:03:00","date_gmt":"2025-01-04T23:03:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=238098"},"modified":"2025-01-13T11:00:13","modified_gmt":"2025-01-13T10:00:13","slug":"novita-discografiche-nine-days-di-oh-petroleum-un-ascolto-difficile-sofferto-e-bellissimo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2025\/01\/05\/novita-discografiche-nine-days-di-oh-petroleum-un-ascolto-difficile-sofferto-e-bellissimo\/","title":{"rendered":"NOVITA&#8217; DISCOGRAFICHE \/ \u201cNine Days\u201d DI OH PETROLEUM: UN ASCOLTO DIFFICILE, SOFFERTO E BELLISSIMO"},"content":{"rendered":"\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"960\" height=\"640\" class=\"wp-image-238100\" style=\"width: 2500px;\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/OH-PETROLEUM.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/OH-PETROLEUM.jpg 960w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/OH-PETROLEUM-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/OH-PETROLEUM-768x512.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/>di <strong>Roberto Molle<\/strong> _________<\/p>\n\n\n\n<p>Qualche volta sento di vivere un vero e proprio <em>transfert<\/em> e mi sento come un pesce fuor d\u2019acqua nell\u2019ambiente in cui vivo da sempre. A scanso di fraintendimenti voglio precisare che amo il mio Paese e il mio essere un po\u2019 disallineato riguarda soprattutto la musica e la sua identit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Semplicemente sono pi\u00f9 a mio agio dentro le atmosfere plumbee e piovose di certi scenari anglosassoni. Non so come sia possibile, \u00e8 stato cos\u00ec da sempre. Magari in un\u2019altra vita avr\u00f2 vissuto in un sobborgo di Salford o nella campagna che circonda il piccolo villaggio di Tanworth-In-Arden nel Warwickshire, chiss\u00e0: il dato \u00e8 che il fascino di quelle terre, gli umori e i suoni che nel tempo sono arrivati da l\u00ec, hanno in qualche modo influito sul mio sentire e spesso hanno contribuito a rendermi la vita migliore. <\/p>\n\n\n\n<p>Poi, il fatto che a tanti la musica abbia salvato la vita pu\u00f2 sembrare un luogo comune, ma come ogni luogo comune quell\u2019assunto ha un fondo di verit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Queste riflessioni di carattere esistenziale cadono in un momento legato all\u2019ascolto di un album con il quale mi sto trovando in perfetta sintonia. Un po\u2019 per la sua bellezza ma anche per il fatto che (m\u2019immagino) il suo autore possa avere, anche lui, percezione di appartenenza ad altri mondi, tanto la sua musica incarna essenze e suggestioni quasi aliene alla scena italiana.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Il riferimento \u00e8 a <strong>Oh Petroleum<\/strong> (pseudonimo di Maurizio Vierucci) e al suo disco \u201c<strong>Nine Days<\/strong>\u201d fresco di pubblicazione.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Qualche anno fa dopo una full immersion nell\u2019ascolto dei precedenti album di Oh Petroleum ne scrissi in un articolo del 15 maggio 2018 su leccecronaca.it: \u201c<em>Si chiama&nbsp;<strong>Maurizio Vierucci<\/strong>&nbsp;ma i suoi dischi portano il marchio di&nbsp;<strong>Oh Petroleum<\/strong>, \u00e8 di Brindisi e divide la sua ispirazione tra l\u2019Inghilterra e gli States. Mi piace pensare a Oh Petroleum come a un\u2019artista sui generis che ha mutuato suoni e parole da un \u201cuniverso parallelo\u201d, travalicando confini territoriali e barriere mentali, approdando a una dimensione di grande respiro cosmopolita. Il suo percorso \u00e8 comune a quello di tanti altri musicisti: inizio da batterista, poi strumentista in diverse band della citt\u00e0. Di base, i generi che hanno ruotato da subito nelle corde di Maurizio sono quelli che ancora oggi ne determinano l\u2019imprinting: folk, blues, sperimentazione e rock\u2019n\u2019roll. Quello della sperimentazione \u00e8 l\u2019elemento caratterizzante che lo ha portato a fondere la sua musica con altre discipline, collaborando con diversi artisti in spettacoli e azioni performative. In passato ha preso parte al programma di \u201cresidenza internazionale\u201d Sounds Res con Lee Ranaldo, David e Found Sound Nation\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Tornando al presente e a \u201cNine Days\u201d: \u00e8 stato un ascolto difficile, sofferto, bellissimo. L\u2019intensit\u00e0 che si sprigiona dalla voce di Maurizio costringe a una resa e a delle condizioni: spegnere il mondo di fuori, indossare le <em>Sennheiser <\/em>e bloccare ogni rumore che possa filtrare, essere disposti a scivolare nella notte pi\u00f9 <em>nera<\/em> per poter meglio apprezzare ogni pi\u00f9 piccola sfumatura di luce e di vita.<\/p>\n\n\n\n<p>Apre il disco <strong><em>The Loom<\/em><\/strong>, marziale e funerea cavalcata nel buio attraverso ricordi, rimembranze, ectoplasmi.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<em>The ghost finally came \/ and the bulb burnt out\u201d (Il fantasma \u00e8 finalmente arrivato \/ e la lampadina si \u00e8 fulminata)<\/em> canta languido Oh Petroleum, introducendo uno scenario che si fa contrafforte gotico sul filo di un\u2019ipnotica melodia che non lascia scampo. \u201c<em>I need this \/ a message to me \/ a slap in the face \/ a word said unafraid<\/em>\u201d (<em>Ho bisogno di questo \/ un messaggio per me \/ uno schiaffo in faccia \/ una parola detta senza paura<\/em>), si legano suoni e parole dentro un gioco poetico che cresce e libera da gabbie ancestrali e spettri che sopravvivono dentro ognuno di noi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Water<\/em><\/strong> inizia eterea, da qualche parte su una strada polverosa che conduce verso il nulla. \u201c<em>It\u2019s much harder than you think \/ consider \/ that I\u2019d walk seven days \/ to find some water<\/em>\u201d (<em>\u00c8 molto pi\u00f9 dura di quanto pensi \/ considera \/ che camminerei sette giorni \/ per trovare un po&#8217; d&#8217;acqua<\/em>), verosimile istantanea distopica dentro un testo che non si lascia facilmente interpretare. Una traversata scandita da un blues che si sporca di oscurit\u00e0 mentre una carovana avanza alla ricerca di qualcosa che non si lascer\u00e0 trovare.<\/p>\n\n\n\n<p>La terza traccia si muove sulla quella dimensione onirica che ormai \u00e8 chiaro, segna tutto \u201cNine Days\u201d. <strong><em>Chalk<\/em><\/strong> \u00e8 quasi un sussurro liberato nel vuoto cosmico di un non luogo. \u201c<em>You don\u2019t know it\u2019s \u201cfear\u201d \/ the answer in your throat \/ something like a flute \/ keeps sounding just behind<\/em>\u201d (<em>Non sai che \u00e8 &#8220;paura&#8221; \/ la risposta nella tua gola \/ qualcosa come un flauto \/ continua a suonare appena dietro<\/em>), la percezione \u00e8 comunque di una action in progress dettata dall\u2019esigenza di creare minimali installazioni fatte di suoni e parole dentro piccoli affreschi con una terza dimensione percepita: quella visiva.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Wild Boars<\/em><\/strong> \u00e8 altra istantanea che si allinea in un gioco di ombre che giocano a scrivere sull\u2019acqua. Immagini che vivono il tempo di pochi secondi, tornando nel cerchio della mente. \u201c<em>Cold or rain? \/ many tears run \/ follow and lose space and time \/ it\u2019s an eyes\u2019 alliance<\/em>\u201d (<em>Freddo o pioggia? \/ molte lacrime scorrono \/ seguire e perdere spazio e tempo \/ \u00e8 un&#8217;alleanza di occhi<\/em>) flash apparentemente slegati che disegnano percorsi sottotraccia come pezzi di puzzle che vanno ricomposti.<\/p>\n\n\n\n<p>Quelle volte che le parole s\u2019incendiano liberando profumi imprigionati dentro narici atrofizzate: <strong><em>In The Meadow<\/em><\/strong> riapre a uno sguardo gotico squarciando un velo intessuto di atmosfere dark. \u201c<em>Would they really set on fire this side of the meadow?\u201d \/ Here I picked lilies and dandelions [..] But vandals prevail \/children cry \/ \u201cwill we be devoured by beasts?\u201d<\/em> (<em>Davvero darebbero fuoco a questo lato del prato? \/ qui ho raccolto gigli e denti di leone <\/em>[..]<em> Ma i vandali prevalgono \/ i bambini piangono \/ &#8220;Saremo divorati dalle bestie?&#8221;)<\/em>, passaggi che evocano partiture vittoriane, la Cynthia di Nursery Cryme (dal songbook di Peter Gabriel n.d.r.) come una novella Alice nel paese delle mostruosit\u00e0 grida dal cuore di una caverna con gli occhi iniettati di sangue prima di essere inghiottita dal buio.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Nine Days To Fall<\/em><\/strong> ha la durata di un pezzo punk depotenziato da un riverbero che ne scortica tutta l\u2019elettricit\u00e0 possibile, trasformando il brano in una litania che non sarebbe dispiaciuta al <strong>Jason Molina<\/strong> di \u201c<strong>Ghost Tropic<\/strong>\u201d. \u201c<em>Vapor surrounds the mouth \/ slowly curls down on your face \/ you tease me even when you dream \/ as if a phantom took your place<\/em>\u201d <\/p>\n\n\n\n<p>(<em>Il vapore circonda la bocca \/ si avvolge lentamente sul tuo viso \/ mi prendi in giro anche quando sogni \/ come se un fantasma avesse preso il tuo posto<\/em>), tutto \u00e8 tenuto insieme da un apparente scollegamento con il mondo reale, capace per\u00f2 di ricomporsi in un sotto mondo dove la percezione \u00e8 dettata da una capacit\u00e0 empatica dentro un parallelo virtuale.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Distant Laughter<\/em><\/strong> \u00e8 fatta di lande desolate, nebbie che galleggiano, lune scomparse dietro nuvole di metallo, nere signore con la falce: simboli e iconografie care al <strong>Paul Roland<\/strong> di \u201c<strong>Danse Macabre<\/strong>\u201d. Ma laddove Roland gioca (come in tutti i suoi dischi) a disseminare indizi per tracciare dei racconti gotici, Oh Petroleum sembra voler dare vita a se stante a ogni istantanea che crea con la musica e la sua splendida voce.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNine Days\u201d si chiude con <strong>The Monster<\/strong>, un brano intriso del languore di un giorno che muore. Le parole sembrano farneticanti: \u201c<em>Elders move from a pretty house to another \/ from town to town<\/em> [..]<em> We can see them burning and running \/ they are like fiery hares [..] I wailed beneath the ferns \/ a red pensive face upon \/ a blue head \/ Wet with dew \/ weities\u2019 useless sound<\/em>\u201d <\/p>\n\n\n\n<p>(<em>Gli anziani si spostano da una bella casa all&#8217;altra \/ di citt\u00e0 in citt\u00e0 <\/em>[..]<em> Possiamo vederli bruciare e correre \/ sono come lepri infuocate \/ con un movimento del tuo pollice<\/em> [..]<em> Ho pianto sotto le felci \/ un volto rosso e pensieroso su \/ una testa blu \/ bagnata di rugiada<\/em> \/ <em>Il suono inutile delle divinit\u00e0<\/em>) <\/p>\n\n\n\n<p>ma raccontano movimenti, partenze, passioni, sogni e ritorni.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNine Days\u201d \u00e8 un disco complicato e semplice allo stesso tempo. Sfinisce per la sua bellezza nascosta tra le pieghe di un\u2019oscurit\u00e0 che illumina con i suoni, le parole e la voce melanconica di Maurizio Vierucci. Sono tempi questi che portano le sensibilit\u00e0 degli artisti a spogliarsi del superfluo e rivelarsi nella loro essenzialit\u00e0. In quest\u2019ottica \u201cNine Days\u201d \u00e8 specchio di interiorit\u00e0 che incanta e fa ben sperare.<\/p>\n\n\n\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"1890\" height=\"1772\" class=\"wp-image-238099\" style=\"width: 1200px;\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/cop.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/cop.jpg 1890w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/cop-300x281.jpg 300w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/cop-1024x960.jpg 1024w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/cop-768x720.jpg 768w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/cop-1536x1440.jpg 1536w\" sizes=\"(max-width: 1890px) 100vw, 1890px\" \/><\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2025\/01\/05\/novita-discografiche-nine-days-di-oh-petroleum-un-ascolto-difficile-sofferto-e-bellissimo\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2025\/01\/05\/novita-discografiche-nine-days-di-oh-petroleum-un-ascolto-difficile-sofferto-e-bellissimo\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Roberto Molle _________ Qualche volta sento di vivere un vero e proprio transfert e mi sento come un pesce fuor d\u2019acqua nell\u2019ambiente in cui vivo da sempre. 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