{"id":238616,"date":"2025-01-20T16:13:15","date_gmt":"2025-01-20T15:13:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=238616"},"modified":"2025-01-20T16:13:19","modified_gmt":"2025-01-20T15:13:19","slug":"le-idee-disuguaglianza-poverta-ingiusta-e-ricchezza-immeritata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2025\/01\/20\/le-idee-disuguaglianza-poverta-ingiusta-e-ricchezza-immeritata\/","title":{"rendered":"LE IDEE \/ DISUGUAGLIANZA: POVERT\u00c0 INGIUSTA E RICCHEZZA IMMERITATA"},"content":{"rendered":"\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"1536\" height=\"1021\" class=\"wp-image-238617\" style=\"width: 1500px;\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/po.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/po.jpg 1536w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/po-300x199.jpg 300w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/po-1024x681.jpg 1024w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/po-768x511.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1536px) 100vw, 1536px\" \/><\/p>\n\n\n\n<p>(Rdl) ________ <\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Viviamo soggiogati da un sistema economico e politico un sistema che, nel mondo e in Italia, premia pochi privilegiati e lascia milioni di persone indietro. &#xfe0f;<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019estrema concentrazione di ricchezza non \u00e8 in molti casi frutto di merito, ma deriva da rendite di posizione (eredit\u00e0, monopoli, clientelismo) e da un sistema economico \u201cestrattivo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>E l\u2019acuirsi dei divari \u00e8 anche il prodotto di politiche che favoriscono chi \u00e8 gi\u00e0 avvantaggiato e si interessano sempre meno di migliorare il benessere di chi sta peggio&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Oxfam, &#8220;movimento globale di persone che lavorano insieme per porre fine all\u2019ingiustizia della povert\u00e0&#8221;, ha pubblicato oggi il rapporto annuale in concomitanza dell\u2019apertura dei lavori del World Economic Forum di Davos.  ________<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">I DATI E IL CONTESTO INTERNAZIONALE<\/h3>\n\n\n\n<p>Un&nbsp;<strong>quadro sempre pi\u00f9 allarmante<\/strong>&nbsp;sta emergendo a livello globale: da un lato, miliardi di persone vivono in povert\u00e0, mentre, dall\u2019altro, un numero ristretto di super-ricchi continua ad accumulare fortune a ritmi vertiginosi.<\/p>\n\n\n\n<ul>\n<li>Nel 2024&nbsp;<strong>la ricchezza dei miliardari \u00e8 cresciuta<\/strong>, in termini reali,&nbsp;<strong>di 2 mila miliardi di dollari<\/strong>, pari a circa 5,7 miliardi di dollari al giorno,&nbsp;<strong>a un ritmo tre volte superiore rispetto all\u2019anno precedente. Ogni settimana, in media, sono nati 4 nuovi miliardari<\/strong>.<\/li>\n\n\n\n<li>L\u2019anno scorso&nbsp;<strong>la ricchezza dei 10 uomini pi\u00f9 facoltosi al mondo \u00e8 cresciuta, in media, di quasi 100 milioni di dollari al giorno<\/strong>. Qualora il 99% dei loro patrimoni \u201cevaporasse\u201d da un giorno all\u2019altro, rimarrebbero comunque miliardari.<\/li>\n\n\n\n<li>L\u2019anno scorso prevedevamo la comparsa del&nbsp;<strong>primo trilionario entro un decennio<\/strong>, ma al tasso attuale di crescita della ricchezza estrema di trilionari&nbsp;<strong>ne avremmo cinque<\/strong>.<\/li>\n\n\n\n<li>Il tasso di riduzione annua della povert\u00e0 estrema (condizione in cui versa chi non dispone di risorse giornaliere superiori a 2,15 dollari) \u00e8 in forte rallentamento. Senza una crescita pi\u00f9 inclusiva l\u2019obiettivo di eradicare la povert\u00e0 entro il 2023 resta un miraggio.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Il numero assoluto di individui che vivono sotto la soglia di povert\u00e0 di 6,85 dollari al giorno \u00e8 oggi lo stesso del 1990<\/strong>, poco pi\u00f9 di 3,5 miliardi di persone. Alle tendenze attuali, potrebbe volerci un secolo per riportare la popolazione del pianeta sopra tale soglia. \u201c<em>L\u2019incapacit\u00e0 di contenere la concentrazione di ricchezza tende a consolidare il potere nelle mani di pochi e generare paperoni trilionari.<\/em>&nbsp;\u2013&nbsp;<strong>\u00e8 il commento del nostro Direttore generale, Roberto Barbieri<\/strong>&nbsp;\u2013&nbsp;<em>Un\u2019inversione di tendenza \u00e8 necessaria, ma il contesto politico la complica. La precarizzazione economica e la marginalizzazione culturale di ampie fasce della popolazione favoriscono proposte politiche che creano artificiose contrapposizioni tra emarginati e si prodigano nell\u2019imprenditoria della paura. Proposte politiche che si vanno radicando negli Stati Uniti, con la rielezione di Donald Trump, e nel vecchio continente volte a soddisfare obiettivi di identit\u00e0 pi\u00f9 che raggiungere effettivi risultati economico-sociali a vantaggio dei propri sostenitori pi\u00f9 vulnerabili. Una politica dell\u2019identit\u00e0 che tiene insieme pi\u00f9 interessi contrastanti, ma avvantaggia di fatto solo chi \u00e8 gi\u00e0 in posizioni di privilegio. Cos\u00ec, l\u2019obiettivo di un\u2019economia pi\u00f9 inclusiva e una societ\u00e0 pi\u00f9 dinamica ed equa si allontana<\/em>\u201d.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Ricchezza meritata o rendita di posizione?<\/h3>\n\n\n\n<p>La ricchezza globale non solo \u00e8 fortemente concentrata al vertice, ma in gran parte deriva anche&nbsp;<strong>da rendite di posizione<\/strong>. Basti pensare&nbsp;<strong>che oltre 1\/3 (il 36%) delle fortune dei miliardari deriva da eredit\u00e0<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>La crescita della ricchezza dei miliardari \u00e8 in parte riconducibile a sistemi di relazioni clientelari e, soprattutto, intrecciata con l\u2019immenso potere di mercato esercitato dalle imprese che controllano o dirigono. Il potere monopolistico&nbsp;<strong>garantisce rendite immeritate e contribuisce alla crescita delle disuguaglianze<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<em>Ai super-ricchi piace dire che per accumulare enormi patrimoni ci vogliono abilit\u00e0, determinazione e duro lavoro.&nbsp;<strong>Ma la verit\u00e0 \u00e8 che gran parte della ricchezza estrema non \u00e8 ascrivibile al merito<\/strong>.<\/em>&nbsp;\u2013 ha aggiunto&nbsp;<strong>Amitabh Behar, direttore esecutivo di Oxfam International \u2013&nbsp;<\/strong><em><strong>Molti dei cosiddetti \u2018self-made men\u2019 sono in realt\u00e0 eredi di grandi fortune, tramandate per generazioni<\/strong>. \u00c8\u202fper questo, ad esempio, che la tassazione irrisoria o nulla delle grandi eredit\u00e0 \u00e8 contraria a qualsiasi criterio di equit\u00e0 e non fa che perpetuare un sistema in cui ricchezza e potere restano nelle mani di pochi. Nel frattempo risorse pubbliche essenziali per migliorare l\u2019istruzione, la sanit\u00e0 e creare posti lavoro,&nbsp;<strong>soprattutto nei Paesi pi\u00f9 poveri e sfruttati, continuano a fluire verso i conti bancari pi\u00f9 ricchi del pianeta. Questo non \u00e8 solo un male per l\u2019economia, \u00e8 un male per l\u2019umanit\u00e0<\/strong><\/em>\u201c.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Gli squilibri Nord-Sud<\/h3>\n\n\n\n<p>I Paesi ricchi controllano il 69% della ricchezza globale, pur rappresentando solo il 21% della popolazione mondiale.&nbsp;<strong>Le relazioni economiche tra il Nord e il Sud del mondo sono dominate da forme di \u201cmoderno colonialismo\u201d<\/strong>. Il predominio delle valute del Nord nel sistema dei pagamenti internazionali e i costi di finanziamento pi\u00f9 bassi nei Paesi ricchi sono alla base di forti squilibri nei flussi di redditi da capitale tra le economie avanzate e il Sud: ogni anno il&nbsp;<strong>Nord \u201cestrae\u201d circa 1.000 miliardi di dollari dal Sud<\/strong>. Nonostante&nbsp;<strong>il Sud contribuisca al 90% della forza lavoro globale, riceve solo il 21% del reddito da lavoro aggregato<\/strong>; i salari nel Sud sono significativamente inferiori rispetto a quelli del Nord, con una differenza, a parit\u00e0 di competenze dei lavoratori, tral\u201987 e il 95%. Inoltre, i Paesi a basso e medio reddito spendono quasi la met\u00e0 delle proprie risorse pubbliche per rimborsare il debito estero, che ha raggiunto 307.000 miliardi di dollari a met\u00e0 del 2023, e&nbsp;<strong>3,3 miliardi di persone vivono in Paesi che pagano pi\u00f9 per il servizio del debito di quanto stanziano per l\u2019istruzione e la sanit\u00e0<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">I DATI E IL CONTESTO ITALIANO<\/h3>\n\n\n\n<p>Le ultime stime disponibili, relative a met\u00e0 del 2024, fotografano&nbsp;<strong>ampi squilibri<\/strong>&nbsp;nella distribuzione della ricchezza delle famiglie italiane:<\/p>\n\n\n\n<ul>\n<li>In Italia, a met\u00e0 del 2024,&nbsp;<strong>il 10% pi\u00f9 ricco dei nuclei familiari<\/strong>&nbsp;(titolare di quasi 3\/5 della ricchezza netta del Paese)&nbsp;<strong>possedeva oltre 8 volte la ricchezza della met\u00e0 pi\u00f9 povera<\/strong>&nbsp;delle famiglie.<\/li>\n\n\n\n<li>Il&nbsp;<strong>5% pi\u00f9 ricco delle famiglie italiane, titolare del 47,7% della ricchezza nazionale, possedeva quasi il 20% in pi\u00f9 della ricchezza complessivamente detenuta dal 90% pi\u00f9 povero<\/strong>.<\/li>\n\n\n\n<li>La met\u00e0 pi\u00f9 povera delle famiglie italiane deteneva appena il 7,4% della ricchezza nazionale.<\/li>\n\n\n\n<li>Con uno sguardo ancor pi\u00f9 granulare, nel 2024&nbsp;<strong>la ricchezza dei miliardari italiani \u00e8 aumentata di 61,1 miliardi di euro \u2013 al ritmo di 166 milioni di euro al giorno<\/strong>&nbsp;\u2013 raggiungendo un valore complessivo di&nbsp;<strong>272,5 miliardi di euro detenuto da 71 individui<\/strong>. L\u2019ammontare permetterebbe di coprire l\u2019intera superficie della citt\u00e0 di Milano con banconote da 10 euro.<\/li>\n\n\n\n<li>Il 63% della ricchezza miliardaria in Italia \u00e8 frutto di eredit\u00e0.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Il paese delle \u201cfortune invertite\u201d<\/h3>\n\n\n\n<p>In 14 anni, la ricchezza del 10% pi\u00f9 ricco delle famiglie italiane \u00e8 aumentata di oltre 7 punti percentuali, mentre quella del 50% delle pi\u00f9 povere \u00e8 diminuita di quasi 1 punto percentuale.<br>\u00c8 il quadro di un&nbsp;<strong>Paese delle&nbsp;<em>fortune invertite<\/em><\/strong>&nbsp;con traiettorie di benessere familiare profondamente divergenti. Cristallizzando le differenze di opportunit\u00e0 nell\u2019accesso a credito ed investimenti, a migliori istruzione, formazione e posizioni lavorative, le disuguaglianze definiscono strutture di cittadinanza differenziate. Persistendo nel passaggio da una generazione all\u2019altra, impediscono all\u2019ascensore sociale di ripartire.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Povert\u00e0 assoluta oltre il livello di guardia<\/h3>\n\n\n\n<p>In poderosa crescita da oltre un decennio, nel 2023, la povert\u00e0 assoluta \u00e8 rimasta stabile, coinvolgendo oltre&nbsp;<strong>2,2 milioni di famiglie (5,7 milioni di persone) che non avevano risorse sufficienti per acquistare beni e servizi essenziali<\/strong>. L\u2019incidenza della povert\u00e0 familiare \u00e8 leggermente aumentata dall\u20198,3% all\u20198,4%, mentre quella individuale \u00e8 rimasta al 9,7%.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<em><strong>L\u2019andamento positivo del mercato del lavoro nel 2023 non ha comportato la riduzione dell\u2019incidenza della povert\u00e0 assoluta<\/strong>, ostacolata dall\u2019impatto dell\u2019inflazione ancora elevata e con effetti pi\u00f9 marcati sulle famiglie meno abbienti.<\/em>&nbsp;\u2013 ha commentato&nbsp;<strong>Mikhail Maslennikov, Policy advisor su giustizia economica<\/strong>&nbsp;\u2013&nbsp;<em>La dinamica del 2024 risentir\u00e0 verosimilmente del rallentamento dell\u2019economia nazionale, ma peser\u00e0 anche la portata delle misure di contrasto alla povert\u00e0 che hanno sostituito il reddito di cittadinanza.&nbsp;<strong>Rispetto al RDC, l\u2019Assegno di Inclusione ha comportato una contrazione del 37,6% del numero dei nuclei beneficiari e uno scostamento maggiore \u2013 eccezion fatta per i nuclei con i minori \u2013 tra le famiglie che beneficiano del sussidio e quelle in povert\u00e0 assoluta nel nostro Paese<\/strong>. Fallimentare fin qui \u00e8 anche l\u2019esperienza del Supporto per la Formazione ed il Lavoro che va prefigurando, per i suoi percettori, una lenta transizione dall\u2019occupabilit\u00e0 alla disperazione<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Mercato del lavoro: non \u00e8 tutto oro quel che luccica<\/h3>\n\n\n\n<p>Nel periodo post-pandemico, l\u2019occupazione in Italia \u00e8 migliorata, con un tasso di occupazione al 62,4% (grazie soprattutto all\u2019occupazione over-50) e una disoccupazione al 5,7% (in parte dovuta alla crescita degli inattivi).,. Tuttavia, persistono problemi strutturali, come forti squilibri territoriali e ritardi occupazionali rispetto all\u2019Unione Europea, con giovani e donne che soffrono di sotto-occupazione e bassa qualit\u00e0 del lavoro.&nbsp;<strong>A fronte dei miglioramenti occupazionali, i salari rimangono stagnanti<\/strong>: il salario medio annuale reale \u00e8 invariato negli ultimi 30 anni. Tra il 2019 e il 2023,&nbsp;<strong>le retribuzioni lorde sono aumentate del 6-7%, ma l\u2019inflazione del 17-18% ha ridotto il salario lordo reale di oltre 10 punti percentuali<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<em>Piuttosto che adottare toni acriticamente trionfalistici sulla crescita dell\u2019occupazione,&nbsp;<strong>il Governo dovrebbe affrontare con maggior vigore le datate debolezze strutturali del mercato del lavoro italiano<\/strong>, favorendo la riduzione dei divari retributivi e delle sacche di lavoro povero.<\/em>&nbsp;\u2013 aggiunge&nbsp;<strong>Maslennikov<\/strong>&nbsp;\u2013&nbsp;<em>Non sembra tuttavia questa l\u2019intenzione dell\u2019esecutivo.&nbsp;<strong>Una chiara politica industriale, orientata alla creazione di buona occupazione, resta del tutto assente<\/strong>, accompagnata da un immobilismo sul rafforzamento della contrattazione collettiva e sulla revisione del sistema di fissazione dei salari, nonch\u00e9&nbsp;<strong>dall\u2019affossamento del salario minimo legale come tutela dei lavoratori pi\u00f9 fragili e meno protetti<\/strong>. Insistere sulla liberalizzazione dei contratti a termine, di somministrazione e stagionali e ridurre le tutele del lavoro negli appalti rischia di esasperare ulteriormente saltuariet\u00e0, discontinuit\u00e0 e precariet\u00e0 lavorativa<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">La democrazia fiscale tradita<\/h3>\n\n\n\n<p>Il Governo appare poco preoccupato dal fatto che i contribuenti italiani pi\u00f9 ricchi versino al fisco, in proporzione al proprio reddito, meno imposte dirette, indirette e contributi, rispetto ai cittadini con redditi pi\u00f9 bassi e che<strong>&nbsp;l\u201985% degli italiani, trasversalmente a tutti i partiti, ritenga il nostro sistema fiscale profondamente iniquo<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il sistema fiscale italiano \u00e8 frammentato in regimi favorevoli per alcune categorie<\/strong>, garantendo migliori condizioni fiscali a chi ha pi\u00f9 potere o appartiene a specifici elettorati. Ci\u00f2 prefigura&nbsp;<strong>un tradimento del contratto sociale<\/strong>, con le stesse categorie che continuano a finanziare beni e servizi pubblici, come sanit\u00e0 e istruzione, sottofinanziati e permanentemente a rischio di ulteriori tagli. Preservare la frantumazione del sistema fiscale italiano in molteplici regimi preferenziali e scendere, in nome della lotta all\u2019evasione, a patti iniqui con i contribuenti ritenuti meno fedeli al fisco \u00e8 indicativo della poca attenzione dell\u2019esecutivo per il basso grado di equit\u00e0 del nostro sistema fiscale e la tenuta sociale.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Lo #SpaccaItalia<\/h3>\n\n\n\n<p>La&nbsp;<strong>legge sull\u2019autonomia differenziata<\/strong>&nbsp;ha rappresentano nel 2024 un ulteriore elemento di forte preoccupazione e sconcerto, ponendosi<strong>&nbsp;in netta antitesi ad un\u2019azione di contrasto alle disuguaglianze<\/strong>. Il regionalismo competitivo cui \u00e8 improntata la legge Calderoli, invalidato alla radice dalla Corte Costituzionale, ha messo ulteriormente a repentaglio l\u2019uguaglianza dei&nbsp;<strong>cittadini che gi\u00e0 oggi scontano gravi divari nella disponibilit\u00e0 e nella fruizione di servizi pubblici, marcatamente differenziati a seconda del territorio di residenza<\/strong>. In contrasto con l\u2019idea di un regionalismo solidale,&nbsp;<strong>le scelte del Governo rischiano di trasferire, senza valide motivazioni, alle Regioni a statuto ordinario molteplici competenze esclusive su temi fondamentali delle politiche pubbliche<\/strong>&nbsp;e prefigurano un passaggio dal bilancio dello Stato a quello delle Regioni di una porzione consistente della spesa pubblica con un incentivo all\u2019utilizzo poco efficiente e trasparente delle risorse.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">LE RACCOMANDAZIONI DI POLICY AL GOVERNO ITALIANO<\/h2>\n\n\n\n<p><strong>Chiediamo un cambio di rotta in Italia a partire da politiche di contrasto alla povert\u00e0 a vocazione universale, maggiore equit\u00e0 del sistema fiscale, politiche a sostegno del lavoro dignitoso.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">AMBITO NAZIONALE<\/h4>\n\n\n\n<p><strong>Misure di contrasto alla povert\u00e0 a vocazione universale<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ul>\n<li>Ripensare profondamente le misure di contrasto a povert\u00e0 ed esclusione lavorativa garantendo la possibilit\u00e0 di accedere a uno schema di reddito minimo a chiunque si trovi in difficolt\u00e0.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p><strong>Misure per contrastare il lavoro povero e promuovere un lavoro dignitoso per tutti<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ul>\n<li>Disincentivare l\u2019utilizzo dei contratti non standard.<\/li>\n\n\n\n<li>Definire i contratti collettivi principali.<\/li>\n\n\n\n<li>Introdurre un salario minimo legale.<\/li>\n\n\n\n<li>Perseguire politiche industriali che favoriscano la buona occupazione.<\/li>\n\n\n\n<li>Introdurre condizionalit\u00e0 alle imprese per l\u2019accesso agli incentivi pubblici.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p><strong>Misure in materia fiscale per una maggiore equit\u00e0 del sistema impositivo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ul>\n<li>Favorire una generale ricomposizione del prelievo e rafforzare l\u2019equit\u00e0 orizzontale del sistema impositivo.<\/li>\n\n\n\n<li>Introdurre un\u2019imposta progressiva sui grandi patrimoni.<\/li>\n\n\n\n<li>Aumentare il prelievo sulle grandi successioni.<\/li>\n\n\n\n<li>Promuovere una revisione del prelievo immobiliare.<\/li>\n\n\n\n<li>Non perseguire interventi condonistici.<\/li>\n\n\n\n<li>Dare impulso a una serrata lotta all\u2019evasione fiscale.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p><strong>Misure in materia di decentramento delle politiche pubbliche<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ul>\n<li>Abrogare il disegno di legge sull\u2019autonomia regionale differenziata.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">AMBITO INTERNAZIONALE<\/h4>\n\n\n\n<ul>\n<li>Supportare interventi di riduzione\/ristrutturazione e cancellazione del debito dei Paesi a basso e medio reddito.<\/li>\n\n\n\n<li>Definire un percorso programmato di progressivo aumento dei fondi per l\u2019aiuto pubblico allo sviluppo.<\/li>\n\n\n\n<li>Sostenere l\u2019emissione regolare di Diritti Speciali di Prelievo e favorirne una maggiore allocazione a beneficio dei Paesi del Sud del mondo.<\/li>\n\n\n\n<li>Supportare l\u2019istituzione di uno&nbsp;<em>standard globale<\/em>&nbsp;di tassazione dell\u2019estrema ricchezza che renda pi\u00f9 equo (ed effettivo) il prelievo a carico degli&nbsp;<em>ultra ricchi<\/em>.<\/li>\n\n\n\n<li>Favorire un processo di riforma delle Nazioni Unite e delle istituzioni finanziarie internazionali che assicuri una governance pi\u00f9 trasparente, democratica ed equilibrata.<\/li>\n\n\n\n<li>Trasporre e, laddove possibile, rafforzare la direttiva europea per la due diligence delle grandi imprese su ambiente e diritti umani.<\/li>\n<\/ul>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2025\/01\/20\/le-idee-disuguaglianza-poverta-ingiusta-e-ricchezza-immeritata\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2025\/01\/20\/le-idee-disuguaglianza-poverta-ingiusta-e-ricchezza-immeritata\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Rdl) ________ &#8220;Viviamo soggiogati da un sistema economico e politico un sistema che, nel mondo e in Italia, premia pochi privilegiati e lascia milioni di persone indietro. &#xfe0f; L\u2019estrema concentrazione di ricchezza non \u00e8 in molti casi frutto di merito, ma deriva da rendite di posizione (eredit\u00e0, monopoli, clientelismo) e da un sistema economico \u201cestrattivo\u201d. 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