{"id":23956,"date":"2014-01-29T17:42:31","date_gmt":"2014-01-29T17:42:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=23956"},"modified":"2014-01-29T17:42:31","modified_gmt":"2014-01-29T17:42:31","slug":"nota-stampa-dellassociazione-contro-tutte-le-mafie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2014\/01\/29\/nota-stampa-dellassociazione-contro-tutte-le-mafie\/","title":{"rendered":"NOTA STAMPA DELL\u2019ASSOCIAZIONE CONTRO TUTTE LE MAFIE."},"content":{"rendered":"<p><strong>MAI DIRE MAFIA: IL CALVARIO DI ANTONIO GIANGRANDE.<br \/>\n<\/strong>Guerra aperta contro alcuni magistrati di Taranto: denuncia per calunnia e diffamazione alla Procura di Potenza, richiesta di ispezione ministeriale al Ministro della giustizia e richiesta di risarcimento danni per responsabilit\u00e0 civile dei magistrati al Presidente del Consiglio dei Ministri.<\/p>\n<p>\u00abNon meditar vendetta! Ma siedi sulla riva del fiume e aspetta di veder passare il corpo del tuo\u00a0nemico! Ed io ho aspettato\u2026..affinch\u00e8 una istituzione, degna dell\u2019onor di patria, possa non insabbiare una mia legittima ed annosa aspettativa di giustizia. Perch\u00e9 se questo succede a me, combattente nato, figuriamoci a chi \u00e8 Don Abbondio nell\u2019animo. Gi\u00e0 che sono in buona compagnia. Silvio Berlusconi: &#8220;Venti anni di guerra contro di me. In Italia giustizia ingiusta per tutti&#8221; \u00bb. Cos\u00ec afferma il dr Antonio Giangrande, noto saggista di fama mondiale e presidente dell\u2019Associazione Contro Tutte le Mafie, sodalizio antimafia riconosciuto dal Ministero dell\u2019Interno. Associazione fuori dal coro e fuori dai circuiti foraggiati dai finanziamenti pubblici.<\/p>\n<p>\u00abPuntuale anche quest\u2019anno \u00e8 arrivato il giorno dedicato all\u2019inaugurazione dell\u2019anno giudiziario. Un appuntamento che, da tempo immemore ripropone un oramai vetusto ed urticante refrain: l\u2019aggressione virulenta ai magistrati portata da tutti coloro che non fanno parte della casta giudiziaria.\u00a0 Un piagnisteo continuo. Un rito liturgico tra toghe, porpore e carabinieri in alta uniforme. Eppure qualche osservazione sulle regole che presidiano e tutelano l\u2019Ordine giudiziario italiano dovrebbe essere fatta. Faccio mie le domande poste da L\u2019Infiltrato Speciale su Panorama. Quale sistema prevede una \u201csospensione feriale\u201d per 3 mesi filati? Quale organizzazione non prevede un controllo sul tempo effettivo trascorso in ufficio ovvero regola e norma ogni forma di\u2026telelavoro da casa? Quale altro ruolo istituzionale prevede l\u2019impunit\u00e0 di fatto per ogni atto compiuto nell\u2019esercizio del proprio magistero? Quale altro organo dello Stato \u00e8 il giudice di se stesso? Ma, soprattutto, pu\u00f2 il dovere di imparzialit\u00e0 del giudice sposarsi con lo svolgimento di vera e propria attivit\u00e0 politica entro le varie \u201ccorrenti\u201d interne alla magistratura? Qualcuno potr\u00e0 negare che diversi esponenti di magistratura democratica abbiano rivendicato apertamente le radici nel pensiero marxista leninista della propria corrente? Dico questo senza alcun pregiudizio e, anzi, con il rispetto che devo ad amici e magistrati che stimo ed ai quali questa percezione, che non credo sia mio esclusivo patrimonio, non rende il giusto merito.<\/p>\n<p>Detto questo premetto che la pubblicazione della notizia relativa alla presentazione di una denuncia penale e alla sua iscrizione nel registro delle notizie di reato costituisce lecito esercizio del diritto di cronaca. La pubblicazione della notizia relativa alla presentazione di una denuncia penale e alla sua iscrizione nel registro delle notizie di reato, oltre a non essere idonea di per s\u00e9 a configurare una violazione del segreto istruttorio o del divieto di pubblicazione di atti processuali, costituisce lecito esercizio del diritto di cronaca ed estrinsecazione della libert\u00e0 di pensiero previste dall&#8217;art. 21 Costituzione e dall&#8217;art 10 Convenzione europea dei diritti dell&#8217;uomo, anche se in conflitto con diritti e interessi della persona, qualora si accompagni ai parametri dell&#8217;utilit\u00e0 sociale alla diffusione della notizia, della verit\u00e0 oggettiva o putativa, della continenza del fatto narrato o rappresentato. (Corte di Cassazione, Sezione 3 Civile, Sentenza del 22 febbraio 2008, n. 4603).<\/p>\n<p>Ed allora ecco alcuni brani dell\u2019atto presentato alle varie istituzioni.\u00bb<\/p>\n<p>&#8220;Si presenta, per fini di giustizia ed a tutela del prestigio della Magistratura oltre che per tutela del diritto soggettivo dell\u2019esponente, l\u2019istanza di accertamento della responsabilit\u00e0 penale ed amministrativa e richiesta di risarcimento del danno, esente da ogni onere fiscale, in quanto gi\u00e0 ammesso al gratuito patrocinio nei procedimenti de quo. Responsabilit\u00e0 penale, civile ed amministrativa che si ravvisa per i magistrati nominati per azioni commesse da questi in unione e concorso con terzi con dolo e\/o colpa grave. Elementi costitutivi la responsabilit\u00e0 civile dei magistrati di cui alla Legge 13 aprile 1988, n. 17:<\/p>\n<p>a) la grave violazione di legge determinata da negligenza inescusabile;<\/p>\n<p>b) l&#8217;affermazione, determinata da negligenza inescusabile, di un fatto la cui esistenza \u00e8 incontrastabilmente esclusa dagli atti del procedimento;<\/p>\n<p align=\"center\"><strong>PER IL PRIMO FATTO<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019Avv. Nadia Cavallo presenta il 10\/06\/2005 una denuncia\/querela nei confronti di Antonio Giangrande, sottoscritto denunciante, per avere, con pi\u00f9 azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, in unione e concorso con Monica Giangrande, con denuncia-querela presentata all\u2019A.G., incolpato Cavallo Nadia Maria del reato di truffa e subornazione, pur sapendola innocente. La denuncia di Cavallo Nadia Maria \u00e8 palesemente calunniosa e diffamatoria nei confronti di Antonio Giangrande in quanto la denuncia di cui si fa riferimento e totalmente estranea ad Antonio Giangrande e non \u00e8 in nessun modo riconducibile ad egli.<\/p>\n<p><strong>Insomma: la denuncia a firma di Antonio Giangrande non esiste.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Pur mancando la prova della calunnia, quindi del reato commesso, comunque inizia il calvario per il dr. Antonio Giangrande.<\/strong><\/p>\n<p>La dott.ssa Pina Montanaro apre il fascicolo n.\u00a0<strong>5089\/05 R.G.<\/strong>\u00a0notizie di reato. Non espleta indagini a favore dell\u2019indagato, ai sensi dell\u2019art. 358 c.p.p., e nel procedimento Gip n. 2612\/06, pur non supportato da alcuna prova di accusa, in quanto la denuncia contestata in capo ad Antonio Giangrande non esiste, chiede comunque in data 20 aprile 2006 il rinvio a giudizio di Antonio Giangrande in concorso ed unione con Monica Giangrande.<\/p>\n<p>Il Dr Ciro Fiore nel procedimento\u00a0<strong>Gip n. 2612\/06<\/strong>, pur non supportato da alcuna prova di accusa in quanto la denuncia contestata in capo ad Antonio Giangrande non esiste, dispone comunque in data 02 ottobre 2006 il rinvio a giudizio di Antonio Giangrande in concorso ed unione con Monica Giangrande.<\/p>\n<p>Il processo a carico di Antonio Giangrande in concorso ed unione con Monica Giangrande contraddistinto con il n.\u00a0<strong>10306\/10 RGDT<\/strong>\u00a0si apre con l\u2019udienza del 06\/02\/07 presso il Tribunale di Manduria \u2013 Giudice Monocratico, sezione staccata del Tribunale di Taranto, ma la posizione di Antonio Giangrande \u00e8 stralciata per vizi di notifica.<\/p>\n<p>Il Dr Pompeo Carriere il 28\/04\/2010 riapre il procedimento\u00a0<strong>Gip n. 2612\/06,<\/strong>\u00a0dopo lo stralcio della posizione di Antonio Giangrande rispetto alla posizione di Monica Giangrande per vizi di forma della richiesta di rinvio a giudizio. Su apposita richiesta della difesa di Antonio Giangrande di emettere sentenza di non luogo a procedere per il reato di calunnia ove ritenga o accerti che ci siano degli elementi incompleti o contraddittori riguardo al fatto che l&#8217;imputato non lo ha commesso, il dr. Pompeo Carriere, il 19\u00a0 luglio 2010, disattende tale richiesta e dispone nei confronti del Pubblico Ministero l\u2019ulteriore integrazione delle indagini e l\u2019acquisizione delle prove mancanti per sostenere l\u2019accusa in giudizio contro Antonio Giangrande. All\u2019udienza dell\u20198 novembre 2010, il Pubblico Ministero non ha svolto le indagini richieste, anche a favore dell\u2019indagato, e non ha integrato le prove necessarie. Ciononostante in tale data il dr. Pompeo Carriere, pur non supportato da alcuna prova di accusa, in quanto la denuncia contestata in capo ad Antonio Giangrande non esiste, dispone comunque il rinvio a giudizio di Antonio Giangrande per il reato di calunnia.<\/p>\n<p>Il nuovo processo a carico di Antonio Giangrande contraddistinto con il n.\u00a0<strong>10346\/10 RGDT<\/strong>\u00a0si apre con l\u2019udienza del 01\/02\/11 presso il Tribunale di Manduria \u2013 Giudice Monocratico, sezione staccata del Tribunale di Taranto. In quella sede ai diversi giudici succedutisi, in sede di contestazioni nella fase preliminare, si \u00e8 segnalata la mancanza assoluta di prove che sostenessero l\u2019accusa di calunnia.<\/p>\n<p>Solo in data 23 gennaio 2014, nonostante l\u2019assenza alla discussione con l\u2019arringa finale dell\u2019imputato (in segno di palese protesta contro l\u2019ingiustizia subita) e del suo difensore di fiducia e senza curarsi delle richieste del Pubblico Ministero togato, che stranamente per questo procedimento \u00e8 intervenuto di persona, non facendosi sostituire dal Pubblico Ministero onorario, ed a dispetto delle richieste dell\u2019imperterrita presenza della costituita parte civile, l\u2019avv. Nadia Cavallo, che ne chiedeva condanna penale e risarcimento del danno, il giudice Maria Christina De Tommasi, pur potendo dichiarare la prescrizione non ha potuto non acclarare l\u2019assoluzione di Antonio Giangrande per il reato di calunnia per non aver commesso il reato, in quanto non vi era prova della sua colpevolezza. Per la seconda accusa dello stesso procedimento penale riguardante la diffamazione, ossia per il capo B, la De Tommasi ha pronunciato il non doversi procedere per intervenuta prescrizione, nonostante avesse anche qui dovuto constatare che il fatto non era stato commesso, per la mancanza di prove a carico di Antonio Giangrande, in quanto l\u2019articolo incriminato era riconducibile a terze persone, sia come autori, che come direttori del sito web.<\/p>\n<p>Declaratoria di NON AVER COMMESSO IL REATO. Dopo 8 anni, un pubblico Ministero, due Giudici per l\u2019Udienza Preliminare, tre Giudici monocratici, di cui una, dr.ssa Rita Romano, estromessa con istanza di ricusazione, sostituita dalla dr.ssa Vilma Gilli ed a sua volta sostituita da Maria Christina De Tommasi.<\/p>\n<p>Rita Romano ricusata per essere stata denunciata da Antonio Giangrande proprio per la sentenza di condanna adottata nei confronti di Monica Giangrande. Sentenza del 18\/12\/2007 con processo iniziato il 06\/02\/07. Esito velocissimo tenuto conto dei tempi medi del Foro. Nel processo nato a carico di Antonio Giangrande e Monica Giangrande su denuncia di Nadia Cavallo e poi stracciato a carico di Monica Giangrande, la stessa Monica Giangrande era accusata con Antonio Giangrande di calunnia per aver accusato la Cavallo Nadia di un sinistro truffa. Monica Giangrande affermava nella sua denuncia che la stessa Avv. Nadia Cavallo accusava lei, Monica Giangrande, di essere responsabile esclusiva del sinistro. In effetti Rita Romano stracciava la posizione di Antonio Giangrande per difetto di notifica del rinvio a giudizio e dopo l\u2019espletamento del processo a carico di Monica Giangrande condannava l\u2019imputata. Ciononostante lo stesso giudice riconosceva nelle sue motivazioni che la stessa Giangrande Monica accusava la Nadia Cavallo sapendola colpevole, perch\u00e9 proprio lo stesso giudice riconosceva tal Nigro Giuseppa come responsabile di quel sinistro che si voleva far ricondurre in capo alla Giangrande Monica, la quale, giustamente negava ogni addebito. L\u2019appello contro la sentenza a carico di Monica Giangrande \u00e8 stata inspiegabilmente mai impugnata dai suoi difensori, pur sussistendone validi motivi di illogicit\u00e0 della motivazione.<\/p>\n<p>L\u2019inimicizia dei magistrati di Taranto nei confronti di Antonio Giangrande \u00e8 da ricondurre al fatto che lo stesso ha denunciato alcuni magistrati del foro tarantino, anche perch\u00e9 uno di loro, il sostituto procuratore Salvatore Cosentino, ha archiviato una denuncia contro il suo ufficio, anzich\u00e9 inviarlo alla Procura di Potenza, Foro competente. Inoltre l\u2019avv. Nadia Cavallo \u00e8 molto apprezzata dai magistrati Tarantini e da Salvatore Cosentino, ora alla procura di Locri. In virt\u00f9 della sentenza di condanna emessa contro Monica Giangrande l\u2019avv. Nadia Maria Cavallo ha percepito alcune decine di migliaia di euro a titolo di risarcimento del danno morale e oneri di difesa. Evidentemente era suo interesse fare la stessa cosa con il dr. Antonio Giangrande, con l\u2019aiuto dei magistrati denunciati, il quale per\u00f2 non era di fatto e notoriamente autore del reato di calunnia, cos\u00ec come era falsamente accusato. Innocenza riconosciuta ed acclarata dal giudice di merito, per\u00f2, dopo anni.<\/p>\n<p align=\"center\"><strong>PER IL SECONDO FATTO<\/strong><\/p>\n<p>In questo procedimento risultano esserci due querelanti e quindi due persone offese dal reato:<\/p>\n<p>Dimitri Giuseppe querela in data 19\/07\/2004 Corigliano Renato perch\u00e9 si ritiene vittima di Falsa Perizia giudiziaria. Corigliano Renato controquerela Dimitri Giuseppe per calunnia e diffamazione per aver pubblicato la querela, in cui si producevano le accuse di falsa perizia contro il Corigliano ledendo il suo onore e la sua reputazione. Corigliano Renato non querela Antonio Giangrande. Dimitri Giuseppe per la diffamazione subita dal Corigliano controquerela Antonio Giangrande, pur non avendo il Dimitri Giuseppe legittimit\u00e0 a farlo, non essendo egli persona offesa.<\/p>\n<p><strong>Insomma: la querela di diffamazione da parte della persona offesa contro Antonio Giangrande non esiste.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Pur mancando la prova della diffamazione, quindi del reato commesso, comunque inizia il calvario per il dr. Antonio Giangrande.<\/strong><\/p>\n<p>Il Dr. Enrico Bruschi apre il fascicolo n.\u00a0<strong>3015\/06 R.G.<\/strong>\u00a0notizie di reato. Non espleta indagini a favore dell\u2019indagato, ai sensi dell\u2019art. 358 c.p.p., e decreta egli stesso la citazione a giudizio saltando l\u2019Udienza Preliminare.<\/p>\n<p>Il processo a carico di Antonio Giangrande contraddistinto con il\u00a0<strong>n. 10244\/10 RGDT<\/strong>\u00a0si apre con l\u2019udienza del 05\/10\/2010 presso il Tribunale di Manduria \u2013 Giudice Monocratico, sezione staccata del Tribunale di Taranto, ma la posizione di Antonio Giangrande \u00e8 inviata al Giudice per le Indagini Preliminari per l\u2019Udienza di Rito.<\/p>\n<p>Il Dr Pompeo Carriere il 26\/11\/12 apre il procedimento Gip\u00a0<strong>n. 243\/12<\/strong>. Sostenuto dalla richiesta del PM Enrico Bruschi il dr. Pompeo Carriere, ciononostante non vi sia la querela di Corigliano Renato contro Antonio Giangrande e pur non supportato da alcuna prova di accusa, in quanto la denuncia contestata in capo ad Antonio Giangrande non esiste, dispone comunque il rinvio a giudizio di Antonio Giangrande per il reato di Diffamazione.<\/p>\n<p>Il nuovo processo a carico di Antonio Giangrande contraddistinto con il\u00a0<strong>n. 10403\/12 RGDT<\/strong>\u00a0si apre presso il Tribunale di Manduria \u2013 Giudice Monocratico, sezione staccata del Tribunale di Taranto. In quella sede ai diversi giudici succedutisi, in sede di contestazioni nella fase preliminare, si \u00e8 segnalata la mancanza assoluta di prove che sostenessero l\u2019accusa di Diffamazione.<\/p>\n<p>Solo in data 18 aprile 2013 Corigliano Renato \u00e8 stato sentito ed ha confermato di non aver presentato alcuna querela contro Antonio Giangrande. Corigliano Renato e Dimitri Giuseppe hanno rimesso la querela, il primo perch\u00e9 non l\u2019aveva presentata e comunque non aveva alcuna volont\u00e0 punitiva contro Antonio Giangrande, il secondo non aveva addirittura la legittimit\u00e0 a presentarla. Il giudice Giovanni Pomarico \u00a0non ha potuto non acclarare il non doversi procedere nei confronti di Antonio Giangrande per remissione delle querele.<\/p>\n<p>Declaratoria di NON DOVERSI PROCEDERE PER REMISSIONE DI QUERELA. Ma di fatto per difetto di legittimazione ad agire. Dopo 4 anni, un pubblico Ministero, un Giudice per l\u2019Udienza Preliminare, tre Giudici monocratici, di cui una, dr.ssa Rita Romano, estromessa con istanza di ricusazione perch\u00e8 denunciata da Antonio Giangrande, sostituita dalla dr.ssa Frida Mazzuti ed a sua volta sostituita da Giovanni Pomarico.<\/p>\n<p>L\u2019inimicizia dei magistrati di Taranto nei confronti di Antonio Giangrande \u00e8 da ricondurre al fatto che lo stesso ha denunciato alcuni magistrati del foro tarantino, anche perch\u00e9 uno di loro, il sostituto procuratore Salvatore Cosentino, ha archiviato una denuncia contro il suo ufficio, anzich\u00e9 inviarlo alla Procura di Potenza, Foro competente.<\/p>\n<p align=\"center\"><strong>PER IL TERZO FATTO<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019avv. Santo De Prezzo, in data 06 novembre 2006, denuncia e querela il dr. Antonio Giangrande per violazione della Privacy per aver pubblicato sul sito web della Associazione Contro Tutte le Mafie il suo nome, nonostante il nome dell\u2019avv. Santo De Prezzo fosse gi\u00e0 di dominio pubblico in quanto inserito negli elenchi telefonici, anche web, e nell\u2019elenco degli avvocati del Consiglio dell\u2019Ordine degli Avvocati di Brindisi, anche web.<\/p>\n<p>La dr.ssa Adele Ferraro, sostituto procuratore presso il Tribunale di Brindisi apre il proc.\u00a0<strong>n.<\/strong>\u00a0<strong>9429\/06 RGNR,\u00a0<\/strong>non espleta indagini a favore dell\u2019indagato, ai sensi dell\u2019art. 358 c.p.p., ed il 1\u00b0 ottobre 2007 (un anno dopo la querela) decreta il sequestro preventivo dell\u2019intero sito web<strong>\u00a0<\/strong>della Associazione Contro Tutte le Mafie, arrecando immane danno di immagine. Il Decreto \u00e8 nullo perch\u00e9 non convalidato dal GIP ed emesso il 19 ottobre 2007, successivamente al sequestro. Il decreto \u00e8 rinnovato il 09\/11\/ 2007 e non convalidato dal giudice Katia Pinto. Poi ancora rinnovato il 28\/12\/2007 e convalidato da Katia Pinto il 26\/02\/2008, ma non notificato.<\/p>\n<p>La dr.ssa Katia Pinto apre il proc.\u00a0<strong>n. 1004\/07 RGDT\u00a0<\/strong>e il 19\/09\/2008, dopo quasi un anno dal sequestro del sito web con atti illegittimi dichiara la sua incompetenza territoriale e trasmette gli atti a Taranto, ma non dissequestra il sito web.<\/p>\n<p>In questo procedimento non risulta esserci il fatto penale contestato eppure si oscura un sito web di una associazione antimafia e si persegue penalmente il suo presidente, Antonio Giangrande.<\/p>\n<p><strong>Insomma: il fatto non sussiste. Pur mancando la prova della violazione della privacy, quindi del reato commesso, comunque inizia il calvario per il dr. Antonio Giangrande.<\/strong><\/p>\n<p>Il Dr. Remo Epifani sostituto procuratore presso il Tribunale di Taranto apre il fascicolo\u00a0<strong>n.<\/strong>\u00a0<strong>8483\/08 RGNR,\u00a0<\/strong>non espleta indagini a favore dell\u2019indagato, ai sensi dell\u2019art. 358 c.p.p., e decreta il rinvio a giudizio per ben due volte: il 23\/06\/2009 e difetta la notifica e il 28\/09\/2010, rinnovando<strong>\u00a0<\/strong>\u00a0il sequestro preventivo del sito web, mai revocato.<\/p>\n<p>Il Dr. Martino Rosati, Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Taranto\u00a0 apre il proc.\u00a0<strong>n. 6383\/08 GIP\u00a0<\/strong>e senza indagini a favore dell\u2019indagato, ai sensi dell\u2019art. 358 c.p.p., dispone con proprio autonomo decreto il 14\/10\/2008 il sequestro preventivo del sito web.<\/p>\n<p>Il processo a carico di Antonio Giangrande contraddistinto con il\u00a0<strong>n. 10329\/09 RGDT<\/strong>, si apre il 03\/11\/2009, ma viene chiuso per irregolarit\u00e0 degli atti. Il nuovo processo contraddistinto con il<strong>\u00a0n. 10018\/11 RGDT\u00a0<\/strong>si apre il 01\/02\/2011.<\/p>\n<p>Solo in data 12 luglio 2012 lo stesso Pm dr. Gioacchino Argentino chiede l\u2019assoluzione perch\u00e9 il fatto non sussiste ed in pari data il giudice dr.ssa Frida Mazzuti non ha potuto non acclarare l\u2019assoluzione di Antonio Giangrande perch\u00e9 il fatto non sussiste. Il Dissequestro del sito web www.associazionecontrotuttelemafie.org non \u00e8 mai avvenuto e l\u2019oscuramento del sito web \u00e8 ancora vigente.<\/p>\n<p>Declaratoria di ASSOLUZIONE PERCHE\u2019 IL FATTO NON SUSSISTE. Dopo 6 anni, due pubblici Ministeri, un Giudice per l\u2019Udienza Preliminare, tre Giudici monocratici, di cui una, dr.ssa Rita Romano, estromessa con istanza di ricusazione perch\u00e8 denunciata da Antonio Giangrande, sostituita dalla dr.ssa Frida Mazzuti.<\/p>\n<p>L\u2019inimicizia dei magistrati di Taranto nei confronti di Antonio Giangrande \u00e8 da ricondurre al fatto che lo stesso ha denunciato alcuni magistrati del foro tarantino, anche perch\u00e9 uno di loro, il sostituto procuratore Salvatore Cosentino, ha archiviato una denuncia contro il suo ufficio, anzich\u00e9 inviarlo alla Procura di Potenza, Foro competente.\u201d<\/p>\n<p>\u00ab\u00a0Pare evidente la tricotomia della responsabilit\u00e0 penale: il movente, il mezzo, l\u2019opportunit\u00e0<strong>.\u00a0<\/strong>Per questo<strong>\u00a0<\/strong>si chiede la condanna per reati consumati, continuati, tentati, da soli o in concorso con terzi, o di altre norme penali, con le aggravanti di rito, e attivazione d\u2019ufficio presso gli organi competenti per la violazione di norme amministrative. Altres\u00ec si chiede il risarcimento del danno patrimoniale e non patrimoniale, liquidato in via equitativa dal giudice competente, per la sofferenza\u00a0che si \u00e8 riservata al sottoscritto ed alle persone che mi stimano per la funzione che io occupo e l\u2019umiliazione e, soprattutto, per il dolore difficilmente immaginabili da parte di chi non vive l\u2019incubo di essere accusato \u00a0di calunnie tanto ingiuste quanto infondate.\u00a0Nessuna Autorit\u00e0 degna del mio rispetto ha tutelato la mia persona. Le mie denunce contro queste ed altre ingiustizie sono state sempre archiviate. E\u2019 normale allora che io diventi carne da macello penale. E\u2019 normale che io sia l\u00ec a partecipare da 16 anni all\u2019esame forense, sempre bocciato, se poi i magistrati, commissari di esame, contro di me fanno questo ed altro.\u00bb<\/p>\n<p><em>Dr Antonio Giangrande<\/em><\/p>\n<p>Presidente dell\u2019Associazione Contro Tutte le Mafie e di Tele Web Italia<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2014\/01\/29\/nota-stampa-dellassociazione-contro-tutte-le-mafie\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2014\/01\/29\/nota-stampa-dellassociazione-contro-tutte-le-mafie\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>MAI DIRE MAFIA: IL CALVARIO DI ANTONIO GIANGRANDE. 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