{"id":240847,"date":"2025-03-19T15:17:29","date_gmt":"2025-03-19T14:17:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=240847"},"modified":"2025-03-22T10:59:57","modified_gmt":"2025-03-22T09:59:57","slug":"dalle-canne-alle-pasticche-fino-al-micidiale-fentanyl-di-adesso-a-leccecronaca-it-la-dottoressa-maria-grazia-martin-racconta-il-suo-lungo-impegno-professionale-di-contrasto-alle-tossicodip","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2025\/03\/19\/dalle-canne-alle-pasticche-fino-al-micidiale-fentanyl-di-adesso-a-leccecronaca-it-la-dottoressa-maria-grazia-martin-racconta-il-suo-lungo-impegno-professionale-di-contrasto-alle-tossicodip\/","title":{"rendered":"DALLE &#8216;CANNE&#8217;, ALLE &#8216;PASTICCHE&#8217;, FINO AL MICIDIALE FENTANYL DI ADESSO. A leccecronaca.it LA DOTTORESSA MARIA GRAZIA MARTIN RACCONTA IL SUO LUNGO  IMPEGNO PROFESSIONALE DI CONTRASTO ALLE TOSSICODIPENDENZE DEI GIOVANI"},"content":{"rendered":"\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"943\" height=\"960\" class=\"wp-image-240848\" style=\"width: 1500px;\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/MGM.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/MGM.jpg 943w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/MGM-295x300.jpg 295w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/MGM-768x782.jpg 768w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/MGM-60x60.jpg 60w\" sizes=\"(max-width: 943px) 100vw, 943px\" \/><\/p>\n\n\n\n<p>di <strong>Giovanni Gemma ___________<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u00abLa lotta alle droghe \u00e8 una sfida continua e complessa, che richiede un adattamento costante delle strategie.\u00bb La complessit\u00e0 \u00e8 il punto centrale delle raccomandazioni di Maria Grazia Martin, 70 anni, di Torino, psicoterapeuta dalla lunga carriera, autrice e professionista dell\u2019ambito del contrasto alle droghe.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>L\u2019abbiamo intervistata su leccecronaca.it proprio su questo multiforme problema. <\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>La ringraziamo per i numerosi spunti, dall\u2019origine sociale delle dipendenze alla sua esperienza operativa, dalla trattazione scientifica delle droghe al recentissimo ed attuale problema del Fentanyl.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Lei \u00e8 stata per lungo tempo impegnata professionalmente nella lotta alle droghe \u2013 e anche oggi si tiene aggiornata su quanto accade. Vorrei chiederLe, nella sua visione, un breve panorama storico: come si \u00e8 evoluta questa lotta?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il fenomeno della diffusione delle sostanze stupefacenti \u00e8 di origine&nbsp; multifattoriale, si \u00e8 evoluto enormemente. Inizialmente, prevaleva un approccio repressivo, focalizzato sulla criminalizzazione del consumo e sullo smantellamento delle reti di spaccio. <\/p>\n\n\n\n<p>Col tempo, si \u00e8 compresa l&#8217;importanza della prevenzione, del trattamento e del reinserimento sociale, con un&#8217;attenzione crescente alla salute pubblica e al rispetto dei diritti umani.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>I servizi sanitari per le dipendenze sono strutturati su tutto il territorio italiano ed in prevalenza si occupano del trattamento e della cura di soggetti affetti da dipendenze patologiche da sostanze stupefacenti o alcol e da disturbi del comportamento. Le istituzioni devono adottare un approccio pi\u00f9 integrato e comunitario nelle strategie di prevenzione. Le attivit\u00e0 di prevenzione si svolgono nel <em>setting <\/em>scolastico e nelle attivit\u00e0 di <em>Outreach<\/em>, presso i luoghi del divertimento giovanile. \u00c8 fondamentale la collaborazione tra diverse agenzie educative: scuola, famiglia e servizi alla cura per creare una rete di supporto per i giovani.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Tutto ci\u00f2 quanto ha inciso sulla sua vita?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Questo percorso ha inciso profondamente sulla mia vita professionale, facendomi maturare una visione pi\u00f9 complessa del fenomeno e dell&#8217;importanza di un approccio multidisciplinare. Mi ha permesso di aprire una finestra su questo fenomeno, che si stava manifestando, conoscendo bene i meccanismi dall\u2019interno, non soltanto come osservatore esterno.&nbsp; Ho trattato nella mia carriera professionale \u2013 quaranta anni \u2013 migliaia di giovani affetti da uso, consumo e dipendenza da sostanze stupefacenti, alcol e gioco d\u2019azzardo patologico.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><a><strong>Lei ha lavorato, negli anni Novanta, in Regione Piemonte come responsabile delle politiche antidroga. Quali strategie avete adottato con la giunta e i collaboratori in quel periodo?<\/strong><\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Abbiamo lavorato su pi\u00f9 fronti. Da un lato, abbiamo rafforzato i servizi sanitari per le dipendenze attraverso i percorsi di cura, di recupero e riabilitazione. Dall&#8217;altro, abbiamo investito in attivit\u00e0 di prevenzione nelle scuole e nei luoghi di aggregazione giovanile, puntando sull&#8217;informazione e sulla promozione di stili di vita sani. Abbiamo anche promosso la formazione degli operatori e il potenziamento delle strutture di accoglienza e cura, le comunit\u00e0 terapeutiche.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><a><\/a><a><strong>Avete avuto un riscontro di efficienza\/efficacia delle vostre strategie<\/strong><\/a><strong>?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Alcune delle strategie implementate hanno portato a risultati positivi, come una maggiore consapevolezza tra i giovani riguardo ai rischi delle droghe e un aumento dell&#8217;accesso ai servizi di supporto. Tuttavia, il problema delle dipendenze \u00e8 complesso e richiede un continuo adattamento delle politiche di riferimento. <\/p>\n\n\n\n<p>Credo che certamente gli interventi siano stati efficaci, tuttavia&nbsp; il lavoro \u00e8 sempre in corso, in quanto il fenomeno \u00e8 in continua evoluzione. Le politiche devono evolvere con i tempi e rispondere alle nuove sfide legate alle dipendenze, specialmente con l&#8217;emergere di nuove sostanze e modi di consumo.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019approccio deve essere fondato sui risultati di efficacia che rispondono ai criteri scientifici e non ideologici. Gli interventi preventivi di <em>Outreach<\/em> sono rivolti agli sperimentatori e consumatori. L\u2019educatore, gli operatori pari, lo psicologo hanno un ruolo nella relazione di prossimit\u00e0 e sostengono i giovani verso la consapevolezza e all\u2019autotutela, nel non farsi troppo male, tramite interventi infopreventivi e di <em>counseling<\/em>, di sostegno e con la consegna di materiale sterile, per la prevenzione delle malattie correlate. I progetti sono presenti in molte regioni italiane: Emilia-Romagna, Lazio, Piemonte \u2013 ed in Europa: Germania, Francia Portogallo.<\/p>\n\n\n\n<p>Inoltre, in Piemonte, le attivit\u00e0 previste degli interventi di prevenzione rientrano nei Livelli essenziali di assistenza e sono regolamentati da una legge regionale. <\/p>\n\n\n\n<p>Tra gli interventi posti in essere si effettua il <em>drugchecking<\/em> che offre un&#8217;analisi chimica della sostanza e una consulenza individuale alle persone che fanno uso di sostanze psicoattive, nell&#8217;intento di consentire l&#8217;accesso alle offerte di prevenzione e di riduzione del danno a persone facenti uso di sostanze in modo ricreativo, difficilmente raggiungibili. Il <em>drugchecking<\/em> permette inoltre di osservare le tendenze e le dinamiche del mercato delle droghe e del consumo di sostanze illegali, nonch\u00e9 riconoscere tempestivamente l&#8217;insorgenza di nuove sostanze.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019identificazione di nuove sostanze \u00e8 segnalata al Dipartimento di Politiche Antidroga del Ministero della Salute e all\u2019EMCDDA di Lisbona. Occorre delineare&nbsp; una nuova cultura della prevenzione e della cura che prevede di coinvolgere diversi attori: famiglia, scuola, circoli, parrocchie, centri sportivi, centri d&#8217;aggregazione giovanile, centri musicali, servizi preposti alla cura della persona \u2013 Ser.D, consultori, centri di salute mentale.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>I giovani di allora sono i genitori di oggi. Ritiene \u2013 anche al di l\u00e0 del suo impegno professionale \u2013 che si sia fatto un buon lavoro nel contrasto alle dipendenze<\/strong><strong>?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Interessante la riflessione circa i giovani di allora sono i genitori di oggi. Vorrei sottolineare come quella generazione, credendo erroneamente che i diritti sono acquisiti una volta per sempre, oggi spesso mostra segni di disimpegno sociale, pubblico. Ci\u00f2 non raramente si \u00e8 anche tradotto, purtroppo, in un astensionismo o in una certa indifferenza alle questioni collettive. All\u2019opposto, i giovani attuali \u2013 in cui credo molto \u2013 sono stati spesso lasciati nell\u2019ombra, non ascoltati, non coinvolti, proprio mentre manifestavano un alto tasso di attivismo. Direi: viva i giovani!<\/p>\n\n\n\n<p>Per precisazione scientifica, nel libro <a href=\"https:\/\/publieditweb.it\/book\/e-proibito-proibire\/46e75f41-2ba4-4627-af34-482c395f104e\/aabc3c45-d13e-4b59-b6fd-bda6e09b6e49\/\"><em>\u00c8 proibito proibire<\/em><\/a>, che ho curato insieme ad Elena Zumaglino, si delinea l\u2019evoluzione della famiglia, passando dalla famiglia normativa degli anni Settanta &nbsp;alla famiglia affettiva del periodo attuale. La famiglia affettiva si riferisce a un ambiente familiare in cui i genitori \u2013 o comunque i <em>caregiver<\/em> \u2013 esercitano un controllo e una protezione eccessivi sui propri figli. Questo comportamento pu\u00f2 manifestarsi in vari modi.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Pu\u00f2 farcene alcuni esempi?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>S\u00ec, ne posso dire diversi. Sovraccarico di attenzione: i genitori sono eccessivamente coinvolti nella vita dei figli, monitorando ogni aspetto delle loro attivit\u00e0 quotidiane. Difficolt\u00e0 nell&#8217;indipendenza: i ragazzi possono avere difficolt\u00e0 a sviluppare competenze sociali e capacit\u00e0 di autogestirsi, poich\u00e9 i genitori tendono a fare tutto per loro.<\/p>\n\n\n\n<p>Risposta alle emozioni: i genitori iperprotettivi possono avere difficolt\u00e0 a tollerare la frustrazione o il dolore emotivo dei figli, cercando di proteggerli da qualsiasi esperienza negativa, il loro obiettivo \u00e8 di crescere figli felici, senza trasmettere regole e confini necessari per identit\u00e0 pi\u00f9 strutturate \u2013 e non vengono educati alla gestione della frustrazione e ad eventuali insuccessi della vita. Senso di colpa: i genitori possono sentirsi in colpa se non riescono a proteggere i figli da situazioni o esperienze difficili, aumentando cos\u00ec la loro ansia e il loro bisogno di controllare.<\/p>\n\n\n\n<p>Impatto sulla crescita: i bambini cresciuti in un ambiente cos\u00ec protettivo possono sviluppare ansia, bassa autostima e difficolt\u00e0 di adattamento sociale poich\u00e9 non hanno avuto l&#8217;opportunit\u00e0 di affrontare sfide e risolvere problemi da soli. Relazioni interpersonali: questi ragazzi possono avere difficolt\u00e0 a instaurare relazioni sane e a stabilire confini, poich\u00e9 spesso sono abituati a una dinamica familiare in cui ogni loro bisogno \u00e8 stato soddisfatto senza sforzo.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Insomma, alla fin fine, grandi responsabilit\u00e0 ricadono sulle spalle dei genitori.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 importante che i genitori trovino un equilibrio tra la protezione e l&#8217;autonomia, consentendo ai figli di fare esperienze, affrontare sfide e sviluppare le proprie capacit\u00e0. Questo pu\u00f2 aiutarli a diventare adulti autonomi e sicuri di s\u00e9. Con l&#8217;emergere della famiglia affettiva, nella societ\u00e0 contemporanea, gli affetti e i sentimenti hanno preso il sopravvento, trasformando i ruoli parentali in relazioni pi\u00f9 paritetiche, basate sul dialogo e sulla confidenza con il padre e la madre. I ruoli genitoriali sono interscambiabili.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche i padri hanno la necessit\u00e0 di strutturare la relazione sul piano affettivo, non riconoscendosi pi\u00f9 in un ruolo normativo. In proposito, interessante \u00e8 quanto scrive Maggiolini in <em>\u00c8 proibito proibire<\/em>: \u00abI genitori indulgenti sono benevoli e poco esigenti in tema di disciplina in quanto ritengono sbagliato interferire con la libert\u00e0 del figlio e porre dei limiti alla sua volont\u00e0. Ci\u00f2 facendo non sono una guida e non insegnano il valore del limite.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>La famiglia affettiva non \u00e8 pi\u00f9 alleata della scuola, che non \u201ccomprende\u201d le capacit\u00e0 e\/o le difficolt\u00e0 dei figli, non \u00e8 allineata al progetto educativo familiare.&nbsp; La famiglia considera il proprio figlio come il migliore, ma ci\u00f2 non trova riscontro n\u00e9 in classe, n\u00e9 con i pari. Tornando al contrasto alle dipendenze: abbiamo registrato risultati positivi, soprattutto in termini di riduzione dei consumi in alcune fasce d&#8217;et\u00e0 e di aumento delle richieste di aiuto.<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia, la lotta alle droghe \u00e8 una sfida continua e complessa, che richiede un adattamento costante delle strategie. Credo che sia stato fatto un buon lavoro, nel diffondere una maggiore consapevolezza sui rischi delle droghe. Le dipendenze rimangono un problema serio e le nuove generazioni affrontano sfide diverse, legate anche alla diffusione di nuove sostanze e alla facilit\u00e0 di accesso tramite internet.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ci sono differenze tra gli stupefacenti di trent\u2019anni fa e quelli che si trovano ora?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Certamente ci sono differenze significative. Le sostanze di oggi sono spesso pi\u00f9 potenti e pure, e ci sono nuove sostanze sintetiche. Inoltre, il modo di consumare e le culture che ruotano attorno all&#8217;uso di sostanze sono cambiate.<\/p>\n\n\n\n<p>La diffusione di nuove sostanze psicoattive (NPS) rappresenta una sfida ulteriore, data la rapida evoluzione del mercato e la difficolt\u00e0 di identificarle e controllarle. Le NSP sono spesso utilizzate da giovani consumatori, che sono alla ricerca del divertimento, del piacere, di socializzazione e di ricerca d\u2019identit\u00e0. Questo ha prodotto una sorta di normalizzazione dei comportamenti, che prima erano stigmatizzati, creando un nuovo tipo di consumatore che sa come gestire il proprio uso di sostanze.<\/p>\n\n\n\n<p>La scelta delle sostanze \u00e8 correlata a ci\u00f2 che fa stare bene. <em>Scelgo in base a ci\u00f2 che mi serve e quindi scelgo in base al mio bisogno.<\/em> L\u2019uso \u00e8 contemplato come ricerca del piacere e degli stati di eccitamento, attinenti all&#8217;area della socialit\u00e0, oppure come mezzo per ridurre l&#8217;ansia, l&#8217;angoscia, l\u2019incertezza, e per meglio rispondere alle richieste dell\u2019ambiente di vita.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Per informazioni, usate categorie per classificare le varie droghe?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Le sostanze stupefacenti possono essere classificate in base ai loro effetti, che sono generalmente divisi in diverse categorie ben delineate dalla <em>DrugWeel<\/em> e cos\u00ec suddivise: stimolanti, empatogeni, psichedelici, dissociativi, cannabinoidi, sedativi e oppioidi. Ogni categoria ha le proprie caratteristiche.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Potrebbe darcene una rapida panoramica?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Certo. Stimolanti \u201cEccitanti\/<em>uppers<\/em>\u201d, aumento di energia, aumento della frequenza cardiaca, euforia, pupille dilatate, paranoia, ansia, eccitazione sessuale, impotenza sessuale, <em>comedowns<\/em>. Empatogeni \u201cAmato\/<em>loved up<\/em>\u201d, connessione, calore, empatia, comprensione, sudorazione, eccitazione, sbalzi d&#8217;umore, depressione. Psichedelici \u201cViaggi\/<em>trips<\/em>\u201d, connessione spirituale, sensi intensificati, allucinazioni visive o uditive, ansia, panico, problemi di salute mentale.<\/p>\n\n\n\n<p>Dissociativi \u201cFuori dal corpo\/<em>out of body<\/em>\u201d, euforico, fluttuante, disconnesso, rilassato, intorpidito, spaventato, incapace di muoversi. Cannabinoidi \u201cFatto\/sconvolto\u201d, calma, fame chimica, fluttuante, ridanciano, sensuale, rilassato, paranoico, pigro, ansia, bocca asciutta, problemi di salute mentale. Sedativi \u201cAnimato\/vivace\u201d, sicuro di s\u00e9, euforico, rilassato, comportamento a rischio, astinenza, perdita di sensi, coma, vomito, morte.<\/p>\n\n\n\n<p>Oppioidi \u201cInvincibile\u201d: sicuro di s\u00e9, indolore, sicuri\/a proprio agio, euforici, pupille ristrette, dipendenza, allucinazioni, astinenza, overdose. In quest\u2019ultima categoria \u00e8 da inserire il&nbsp; Fentanyl, farmaco antidolorifico, molto pi\u00f9 potente della morfina, di circa ottanta volte, svolge una funzione analgesica a rapida insorgenza e ha una breve durata d\u2019azione.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il problema del consumo, a prescindere dallo spaccio, non si \u00e8 risolto. Trova per\u00f2 delle differenze tra la situazione attuale e quella in cui lei ha iniziato ad operare?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Quando ho iniziato a operare nella lotta alle droghe, negli anni Ottanta, il contesto era caratterizzato da un certo grado di stigmatizzazione nei confronti delle persone con problemi di dipendenza. La societ\u00e0 tendeva a vedere la tossicodipendenza principalmente come un problema di ordine pubblico, e le politiche erano per lo pi\u00f9 punitive. Questo approccio ha portato a una criminalizzazione dei consumatori, piuttosto che a un sostegno per chi cercava aiuto.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel corso degli anni, ho notato diverse differenze significative nella situazione attuale. C\u2019\u00e8 maggiore consapevolezza e comprensione riguardo alla tossicodipendenza come una questione di salute pubblica piuttosto che solo un problema criminale. Sono aumentate le iniziative di sensibilizzazione e informazione che promuovono la comprensione delle dipendenze come malattie complesse che richiedono un intervento integrato, talvolta emerge una rassegnazione verso la patologia.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma anche una evoluzione delle sostanze. Questo richiede un aggiornamento costante delle strategie di intervento e prevenzione.In cambio,alle informazioni e alle risorse di aiuto \u00e8 notevolmente migliorato. Oggi ci sono pi\u00f9 servizi disponibili \u2013 come <em>hotline<\/em>, centri di trattamento, e programmi di riduzione del danno, che offrono supporto a chi ne ha bisogno.E c\u2019\u00e8 una maggiore integrazione tra i servizi di salute mentale e quelli di trattamento delle dipendenze; questo \u00e8 fondamentale, poich\u00e9 molte persone con problemi di dipendenza lottano anche con problemi di salute mentale concomitanti.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Quindi si parla solo di fattori, per cos\u00ec dire, istituzionali?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Anche la cultura giovanile \u00e8 cambiata. Oggi, i <em>social media<\/em> e la tecnologia hanno un impatto significativo su come i giovani percepiscono e si relazionano con le sostanze. Ci sono nuove forme di comunicazione e di socializzazione che influenzano anche le scelte riguardo al consumo di droghe.<\/p>\n\n\n\n<p>Attualmente affrontiamo anche nuove preoccupazioni, come il consumo di sostanze digitali e il benessere psicosociale in un mondo sempre pi\u00f9 interconnesso, che pu\u00f2 portare a nuove forme di dipendenza. Intendo segnalare che in questo momento la carenza di personale sanitario nei servizi, pu\u00f2 pregiudicare l\u2019efficacia dei diversi interventi nella cura e nella prevenzione e disperdere le competenze e le esperienza acquisite nel campo delle dipendenze.<\/p>\n\n\n\n<p>In sintesi, mentre il problema del consumo di droghe non \u00e8 stato risolto e presenta ancora molte sfide, ci sono stati progressi significativi nella comprensione e nell&#8217;approccio al fenomeno. Questa evoluzione richiede un continuo adattamento delle politiche e delle strategie di intervento per affrontare le nuove realt\u00e0 che emergono.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Facciamo un esperimento mentale. Se potesse ricominciare da capo il suo impegno, anche col senno di poi cambierebbe qualcosa?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Se avessi l&#8217;opportunit\u00e0 di ricominciare, potrei concentrarmi ancora di pi\u00f9 sulla prevenzione e sull&#8217;educazione, cercando di coinvolgere i giovani in modo pi\u00f9 diretto e innovativo, utilizzando strumenti digitali e sociali e con la Metodologia della <em>Peer Education<\/em>, utilizzata in ambito scolastico, validata dall\u2019Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze di Lisbona.<\/p>\n\n\n\n<p>Si tratta d\u2019una metodologia didattica che si basa su un processo di trasmissione di conoscenze ed esperienze tra i membri di un gruppo di pari, all&#8217;interno di un piano che prevede finalit\u00e0, tempi, modi, ruoli e strumenti ben strutturati, costituisce una sorta di laboratorio sociale sul rinforzo di <em>life skills<\/em>, in cui sviluppare consapevolezze, testare nuove attivit\u00e0, progettare e condividere insieme, dando la possibilit\u00e0 agli studenti di migliorare la propria autostima e le capacit\u00e0 sociali, relazionali e comunicative.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Secondo lei, che motivi sottostanno al desiderio di provare le droghe? \u00c8 possibile \u2013 come nel caso dell\u2019acido lisergico negli anni Sessanta-Settanta \u2013 che ci sia anche una specie di <em>liaison<\/em> artistica?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Le motivazioni sono complesse e variano da persona a persona. Spesso entrano in gioco fattori sociali, psicologici e individuali, come la ricerca di evasione, il bisogno di appartenenza, la curiosit\u00e0, la pressione dei pari. La <em>liaison<\/em> artistica, come la definisce lei, con l\u2019uso di sostanze stupefacenti, \u00e8 stata una condizione presente in alcuni casi negli anni Settanta, ma \u00e8 fondamentale educare sui rischi. La vulnerabilit\u00e0 dei giovani \u00e8 un tema complesso e multidimensionale che riguarda diversi aspetti della vita dei ragazzi e delle ragazze. Questa vulnerabilit\u00e0 pu\u00f2 manifestarsi in vari ambiti, tra cui psicologico, sociale, economico e sanitario.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Pu\u00f2 spiegarci meglio?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ecco alcuni dei fattori chiave che contribuiscono alla vulnerabilit\u00e0 giovanile. Pressione sociale e culturale: i giovani spesso si trovano a dover affrontare pressioni significative legate alle aspettative sociali, alla conformit\u00e0 ai gruppi di pari e ai modelli proposti dai media. Questo pu\u00f2 portare a problematiche come l&#8217;ansia, la depressione e l&#8217;insicurezza. Problemi economici e occupazionali: la difficolt\u00e0 di entrare nel mercato del lavoro e la precariet\u00e0 economica possono aumentare il senso di vulnerabilit\u00e0 tra i giovani, rendendo difficile la costruzione di una vita autonoma e stabile. Accesso all&#8217;istruzione: le disuguaglianze nell&#8217;accesso all&#8217;istruzione possono esacerbare la vulnerabilit\u00e0. I giovani provenienti da contesti socioeconomici svantaggiati possono avere meno opportunit\u00e0 di formazione e sviluppo personale.<\/p>\n\n\n\n<p>Salute mentale e benessere: le problematiche di salute mentale sono in aumento tra i giovani, alimentate da fattori come il cyberbullismo, l&#8217;isolamento e ritiro sociale e la mancanza di supporto adeguato. Relazioni familiari e supporto sociale: le dinamiche familiari possono influenzare significativamente il benessere dei giovani. Una rete di supporto sociale debole o disfunzionale pu\u00f2 rendere i giovani pi\u00f9 vulnerabili a stress e difficolt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Discriminazione e problemi di identit\u00e0: &nbsp;giovani che appartengono a minoranze etniche o LGBTQIA+ possono affrontare discriminazione e stigma, che influenzano ulteriormente la loro autostima e il loro benessere. L\u2019uso diffuso della tecnologia pu\u00f2 avere effetti sia positivi che negativi. Sebbene offra opportunit\u00e0 di connessione e apprendimento, pu\u00f2 anche esporre i giovani a contenuti inappropriati e a rischi come il cyberbullismo.<\/p>\n\n\n\n<p>In conclusione, affrontare la vulnerabilit\u00e0 dei giovani richiede l&#8217;impegno di tutta la societ\u00e0, inclusi educatori, famiglie, istituzioni e organizzazioni comunitarie. \u00c8 fondamentale promuovere un ambiente che favorisca il benessere, l&#8217;inclusione e lo sviluppo delle competenze dei giovani, permettendo loro di affrontare le sfide in modo resiliente e positivo.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>In diversi Paesi si \u00e8 fatta, in Italia ancora no (se non per scopo terapeutico): come vede la legalizzazione della cannabis?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Personalmente, la legalizzazione della cannabis per uso ricreativo e terapeutico potrebbe avere vantaggi, come la riduzione del mercato nero e un maggiore controllo sulla qualit\u00e0. Tuttavia, \u00e8 importante che venga accompagnata da campagne di sensibilizzazione e programmi di prevenzione.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Non \u00e8 raro vedere spot, pubblicit\u00e0 progresso e interventi istituzionali per sensibilizzare al problema delle dipendenze. Secondo lei, riescono a funzionare davvero?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Gli spot e le campagne di sensibilizzazione possono essere utili, ma la loro efficacia dipende dalla qualit\u00e0 del messaggio e dal modo in cui viene comunicato. \u00c8 fondamentale che queste iniziative siano parte di un approccio pi\u00f9 ampio e integrato, che coinvolga anche le comunit\u00e0 e le famiglie.<\/p>\n\n\n\n<p>Per concludere, il consumo di droghe tra i giovani \u00e8 un fenomeno complesso che richiede una comprensione profonda delle dinamiche sociali, culturali e psicologiche. \u00c8 essenziale sviluppare approcci multidimensionali che considerino le necessit\u00e0 e le esperienze degli adolescenti, promuovendo al contempo una cultura di prevenzione e supporto comunitario.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Solo pochi giorni fa, <\/strong><a href=\"https:\/\/www.raiplay.it\/dirette\/rai3\/Fentanyl-overdose-globale---PresaDiretta---16032025-56038431-930d-45f1-9d32-a118170dc6cf.html\"><strong>nell\u2019ultima puntata di<em> PresaDiretta<\/em><\/strong><\/a><strong>, abbiamo visto la \u00abdimensione globale\u00bb d\u2019una droga da lei gi\u00e0 citata \u2013 il Fentanyl, la \u00abdroga degli <em>zombie<\/em>\u00bb. Non le sembra che la superdiffusione in Occidente di questa sostanza sia legata anche al decadimento dei sistemi sanitari e che definirla appunto droga degli <em>zombie<\/em> non faccia altro che peggiorare lo stigma e l\u2019esclusione delle vittime?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Per fortuna in Italia non sta causando i morti al livello della deflagrazione in America. Certo, bisognerebbe stare molto attenti: nel corso degli anni, come operatori, siamo riusciti a evitare tante vittime, ma non possiamo cullarci. La mancanza di personale e altre criticit\u00e0 dei sistemi sanitari attuali sono un ulteriore scoglio ad efficaci strategie di prevenzione.<\/p>\n\n\n\n<p>Dietro alla pericolosissima diffusione di questa droga c\u2019\u00e8 sempre un fattore: la disperazione, l\u2019assenza di speranza. Questo \u00e8 un punto importante che non possiamo dimenticare. E, dinanzi ad una tale complessit\u00e0, \u00e8 stata coniata questa espressione \u2013 <em>droga degli zombie<\/em>. Ma \u00e8 appunto una definizione della stampa, in una societ\u00e0 che si \u00e8 trovata con un\u2019ondata di decessi e non riesce a contenerla.<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2025\/03\/19\/dalle-canne-alle-pasticche-fino-al-micidiale-fentanyl-di-adesso-a-leccecronaca-it-la-dottoressa-maria-grazia-martin-racconta-il-suo-lungo-impegno-professionale-di-contrasto-alle-tossicodip\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2025\/03\/19\/dalle-canne-alle-pasticche-fino-al-micidiale-fentanyl-di-adesso-a-leccecronaca-it-la-dottoressa-maria-grazia-martin-racconta-il-suo-lungo-impegno-professionale-di-contrasto-alle-tossicodip\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Giovanni Gemma ___________ \u00abLa lotta alle droghe \u00e8 una sfida continua e complessa, che richiede un adattamento costante delle strategie.\u00bb La complessit\u00e0 \u00e8 il punto centrale delle raccomandazioni di Maria Grazia Martin, 70 anni, di Torino, psicoterapeuta dalla lunga carriera, autrice e professionista dell\u2019ambito del contrasto alle droghe. 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