{"id":24113,"date":"2014-02-04T11:43:59","date_gmt":"2014-02-04T11:43:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=24113"},"modified":"2014-02-04T16:09:56","modified_gmt":"2014-02-04T16:09:56","slug":"erica-zingaropoli-la-sua-africa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2014\/02\/04\/erica-zingaropoli-la-sua-africa\/","title":{"rendered":"ERICA ZINGAROPOLI \/ LA SUA AFRICA"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2014\/02\/04\/erica-zingaropoli-la-sua-africa\/e-z\/\" rel=\"attachment wp-att-24185\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/e.z.-150x150.png\" alt=\"\" title=\"e.z.\" width=\"150\" height=\"150\" class=\"alignnone size-thumbnail wp-image-24185\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/e.z.-150x150.png 150w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/e.z..png 225w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a>Francis, un sorriso di serenit\u00e0<\/p>\n<p>Il minibus che mi porta a Diani \u00e8 ancora vuoto, il conducente ha le mani sul volante e sussulta tra le scosse del motore acceso in attesa della partenza. Sono seduta dietro di lui. Lo sportello accanto al suo si apre e un ragazzo gli si siede accanto, mette una mano sullo schienale e si volta verso di me. Mi sorride, mi saluta, ma prima che gli risponda, lui gi\u00e0 sorride e mi fa un\u2019altra domanda, poi un\u2019altra ancora e poi sorride. L\u2019autista si volta verso di me e mi dice di non farci caso, \u00e8 in un mondo tutto suo.<\/p>\n<p>Francis ha venticinque anni, \u00e8 alto, ha i capelli cortissimi, ampie narici, la bocca grande, e la pelle nera, di velluto. I denti bianchissimi si rivelano in uno splendido sorriso. Continua a parlare con me, mi guarda e ride di una conversazione a cui non partecipo, ma lui si rallegra, guarda in su, poi scuote la testa, socchiude gli occhi, sorride, sorride senza smettere mai. Mi sono chiesta quanto splendido fosse il suo mondo, pieno di risposte che lui vorrebbe e che ottiene, chiuso nella sua realt\u00e0 fuori dal caos di Mombasa. Fuori dalle luci, le auto, la musica, il mercato soffocante, il caldo, la sabbia che si alza e finisce negli occhi, la gente che urla, che vende, che chiede elemosina, i fumi dei cibi cucinati per strada, i bambini scalzi e nudi che si rincorrono, il fango per terra, i cumuli di spazzatura. E Francis non ascolta, non assiste, lui sorride, si domanda mille cose tutte insieme, non soffre di risposte che potrebbero ferirlo, non vede il broncio della gente, non coglie gli insulti, non comprende la tristezza, il suo mondo pieno di colori gli d\u00e0 ci\u00f2 che lui desidera. Traspare la sua voglia di vivere, la pace interiore che emana, la serenit\u00e0, tutto passa guardano nei suoi occhi. Trascina con s\u00e9, dimentichi tutto ci\u00f2 che c\u2019\u00e8, ti porta lontano nei suoi discorsi fatti di grandi lettere di marzapane colorato, messe una accanto all\u2019altra da un bambino che gioca e che legge un suo significato in frasi stabilite senza senso, nei suoi occhi che possono vedere ci\u00f2 che gli altri non possono, che creano figure che non esistono. Mette insieme i pezzi di un mosaico gigante che disegna una citt\u00e0 e la sua gente, lui pu\u00f2 toccarli, il suo mondo glielo permette e nella sua gioia non ha bisogno di altro.<\/p>\n<p>Dopo pochi minuti Francis scende dall\u2019autobus, l\u2019autista gli ha dato venti scellini, lui li tiene tra indice e medio e probabilmente non sa cosa siano o cosa farsene. Mette le mani sul portellone posteriore e continua a chiedermi mille cose che non comprendo. Gli sorrido, lui sorride e chiude gli occhi, piega la testa sul lato poggiando l\u2019orecchio sulla spalla, muove le labbra nel suo sordo frastuono, nella sua musica soave che lo porta via, poi mi guarda per l\u2019ultima volta e mi fa un cenno di approvazione con il capo, l\u2019autobus \u00e8 pieno e inizia a muoversi.<\/p>\n<p>Francis ci segue con lo sguardo, le mani sono poggiate sui finestrini e la bocca preme sui vetri impolverati, come un bambino che saluta suo pap\u00e0 e non vuole che vada via, poi si ferma, lascia scorrere le mani sul mezzo, lungo i finestrini, il cofano, finch\u00e9 ci allontaniamo. Mi volto ad osservarlo, prima di perderlo nella prossima curva che stiamo per imboccare. Si incammina mentre la maglietta gli disegna le spalle e lui continua a voltare il capo da una parte all\u2019altra, a ondeggiare le mani, sempre l\u00ec, nel suo mondo che non lo lascia andare, nelle risposte che lo fanno star bene, con un sorriso grande come il sole.<\/p>\n<p>Erica Zingaropoli<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2014\/02\/04\/erica-zingaropoli-la-sua-africa\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2014\/02\/04\/erica-zingaropoli-la-sua-africa\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Francis, un sorriso di serenit\u00e0 Il minibus che mi porta a Diani \u00e8 ancora vuoto, il conducente ha le mani sul volante e sussulta tra le scosse del motore acceso in attesa della partenza. 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