{"id":241896,"date":"2025-04-13T00:04:00","date_gmt":"2025-04-12T22:04:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=241896"},"modified":"2025-04-17T18:04:34","modified_gmt":"2025-04-17T16:04:34","slug":"novita-discografiche-the-land-we-knew-the-best-album-capolavoro-intimista-e-profondo-di-chris-eckman","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2025\/04\/13\/novita-discografiche-the-land-we-knew-the-best-album-capolavoro-intimista-e-profondo-di-chris-eckman\/","title":{"rendered":"NOVITA&#8217; DISCOGRAFICHE \/ &#8220;The land we knew the best&#8221;, ALBUM CAPOLAVORO,  INTIMISTA E PROFONDO, DI CHRIS ECKMAN"},"content":{"rendered":"\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"1920\" height=\"1080\" class=\"wp-image-241907\" style=\"width: 1500px;\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/cambio-1.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/cambio-1.jpg 1920w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/cambio-1-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/cambio-1-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/cambio-1-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/cambio-1-1536x864.jpg 1536w\" sizes=\"(max-width: 1920px) 100vw, 1920px\" \/><\/p>\n\n\n\n<p>di <strong>Roberto Molle _________<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Chris Eckman<\/strong> ha da poco pubblicato il suo ultimo disco con un titolo tra il nostalgico e l\u2019evocativo: <strong>The Land We Knew The Best<\/strong>; e io mi trovo qui, nel mattino di un giorno di primavera che non sa decidersi se esplodere o lasciarsi morire dentro un freddo strisciante che non se ne vuole andare.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono nella mia comfort-zone d\u2019ascolto a mettere un po\u2019 di ordine tra le canzoni e ricordi che riaffiorano quando dinanzi agli occhi la parola <strong>Walkabouts<\/strong> viene evocata in tutto il suo criptico e ancestrale significato.<\/p>\n\n\n\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"720\" height=\"507\" class=\"wp-image-241899\" style=\"width: 800px;\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/CHRIS-ECKMAN-E-JANA-BELTRAN.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/CHRIS-ECKMAN-E-JANA-BELTRAN.jpg 720w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/CHRIS-ECKMAN-E-JANA-BELTRAN-300x211.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 720px) 100vw, 720px\" \/><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Dei Walkabouts Chris Eckman ha fatto parte per pi\u00f9 di venticinque anni e quando penso a lui, in qualche modo \u00e8 inevitabile riandare a <strong>Carla Torgerson<\/strong> e alla sua voce calda e seducente o ai tamburi di <strong>Terry Moeller<\/strong>, la mia batterista preferita di sempre e, ovviamente, al resto della band che nel 2011 salut\u00f2 per sempre i suoi fans con un album che riascoltato oggi \u00e8 capace di regalare ancora mille emozioni: lo splendido <strong>Travels In The Dustland<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra dischi, articoli accumulati negli anni e stralci di recensioni mai portate a conclusione, riemergono dal mio impolverato archivio appunti, pensieri e istantanee dell\u2019universo Walkabouts a cui prima o poi, avrei dato forma concreta. Riflessioni ispirate da album che hanno debordato da scenari americani tracimando fino al vecchio continente portandosi dietro storie di amori, luoghi, delusioni, dolori e bellezza.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<ul>\n<li><strong><em>28 febbraio 2015 <\/em><\/strong><em>\u201cVado a dormire prima che il diavolo si svegli, e mi alzo prima che gli angeli prendano il volo\u2026\u201d, dicono le parole di \u201cThe lights will stay on\u201d; una canzone che ha per tema la morte e il ricordo indelebile di chi, ormai non c\u2019\u00e8 pi\u00f9. In questa giornata dove fuori un vento gelido punge fino al midollo, dentro \u00e8 tempo di retrospettiva. Sono i Walkabouts la mia ossessione del momento, e suoni alla mano, mi aggiro nella loro corposa discografia alla ricerca di nuovi, evocativi elementi. Ieri notte, sar\u00e0 stato verso l\u2019una, in televisione davano un biopic su <strong>Kurt Kobain<\/strong>, e le immagini restituivano scorci e paesaggi di quella Seattle sonnacchiosa, crepuscolare e quasi claustrofobica che aveva fatto da sfondo comune ai protagonisti delle due band (<strong>Walkabouts e Nirvana<\/strong>) pi\u00f9 o meno coeve, che pi\u00f9 di tante altre sono state identificate come \u201c<strong>Quelle del Seattle-sound<\/strong>\u201d, <strong>ovvero il Grunge<\/strong>. Per la verit\u00e0, i Walkabouts hanno preso le distanze da quel genere tanto tempo fa, percorrendo una strada che li ha portati verso il recupero delle radici del suono pop(lare) americano e non solo.\u201d<\/em><\/li>\n\n\n\n<li><strong><em>13 giugno 2018<\/em><\/strong><em> \u201cIn Train Leaves At Eight\u201d i Walkabouts omaggiano una serie di artisti europei, da <strong>Bregovic<\/strong> ai <strong>dEUS<\/strong>, da <strong>Solex<\/strong> a <strong>De Andr\u00e8<\/strong> e <strong>Fossati<\/strong>, a <strong>Theodorakis<\/strong> ai <strong>Neu!<\/strong>, fino al grande <strong>Jaque Brell<\/strong>.<\/em><\/li>\n\n\n\n<li><strong>21 dicembre 2022<\/strong> <em>\u201cSe dovessi fare una lista dei musicisti italiani che pi\u00f9 mi hanno dato, in cima, ci metterei Fabrizio De Andr\u00e8. Se poi dovessi aggiungerci quelli stranieri che in qualche modo hanno interagito con lui, beh\u2026 ci metterei Chris Eckman. Una cover di <strong>Desamistade <\/strong>di De Andr\u00e8 si trova in <strong>Train Leaves At Eight<\/strong>, un album dei Walkabouts del 2000. Qualche anno dopo, Chris raccont\u00f2 l\u2019incontro con la musica di De Andr\u00e8: \u201c\u00c8 stato per merito di un mio amico di Vienna, che mi invi\u00f2 una cassetta di musicisti europei che secondo lui avrei dovuto assolutamente ascoltare. Pensa, un americano che scopre la musica di un italiano grazie a un austriaco\u2026 tutto molto strano, ma anche affascinante. Un\u2019altra dimostrazione che le canzoni viaggiano per conto loro, De Andr\u00e8 mi ha conquistato dal primo istante. Mi sono procurato quasi tutta la sua discografia. Non so spiegare cosa mi abbia incantato di Fabrizio, io non conosco l\u2019italiano e quindi dovrei essere tagliato fuori dall\u2019aspetto pi\u00f9 importante della sua arte. Mi sono fatto tradurre alcuni dei suoi testi, e non mi \u00e8 stato difficile intuire quale poeta formidabile sia stato.\u201d<\/em><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 tutta la potenza evocativa di quanto sopra che mi accompagna mentre inserisco il dischetto nel lettore (che Chris mi ha spedito qualche giorno fa direttamente da Lubiana, la citt\u00e0 slovena dove vive da oltre una ventina d\u2019anni). Ma prima di far partire la musica ancora alcuni flash sulla storia di questo musicista americano che ha adottato l\u2019Europa come nuovo luogo dove vivere.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Prima di approdare a una carriera solistica che con <strong>The Land We Knew The Best<\/strong> segna un poker (insieme a <strong>A Janela, The Black Field <\/strong>e<strong> The Last Side Of Mountain<\/strong>) di album intimisti e profondi, venati di folk, rock e poesia, Chris Eckman insieme a Carla Torgerson ha dato vita al duo <strong>Chris &amp; Carla<\/strong> (side project di Walkabouts), una manciata di album farciti di atmosfere pi\u00f9 acustiche e folk rispetto alla linea Walkabouts. Nel 2007 assieme ai musicisti <strong>Hugo Race<\/strong> (ex Bad Seeds) e <strong>Chris Brokaw<\/strong> (ex Codeine e Come) ha formato i <strong>Dirtmusic<\/strong>, un progetto musicale di contaminazione tra folk-rock, indie-rock e musica etnica.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>La copertina di <strong>The Land We Knew The Best<\/strong> trasmette una pace irreale filtrata da uno sfondo candido di che si fa passepartout al ritratto di un bosco da qualche parte nella zona dove Chris vive. La sensazione che avevo avuto qualche altra volta ascoltando brani da <strong>The Last Side Of Mountain<\/strong>, che nelle canzoni di Chris (post Walkabouts) sia sempre autunno o inverno, che nostalgia e poesia si compendiassero dentro ballads scritte mentre un amore svanisce consumato dal tempo, che in fondo si rimane gli stessi pur adattandosi a mille situazioni, che la musica potr\u00e0 anche non salvarci la vita, ma sicuramente ce la rende migliore, ecco, queste sensazioni continuo ad averle e ne sono contento perch\u00e9 a provocarmele \u00e8 la musica di un musicista e songwriter lontano mille miglia dallo show-biz e da ogni mainstream possibile.<\/p>\n\n\n\n<p>E ora l\u2019ascolto e il resoconto delle otto tracce di un album che da qualche giorno mi sta ossessionando con la sua bellezza.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Genevieve<\/strong> apre un solco profondo anche nel cuore pi\u00f9 gelido e lo riempie di dolci preghiere. Ballad nel senso pi\u00f9 ampio, folk irredento e soffuso, parole che affondano leggere dentro un afflato. Chris, la sua voce calda e profonda, versi che accendono la notte e un dolore: \u201c<em>Genevieve, torna a casa \/ attraversa questo portico \/ sei l\u2019unica che abbia mai conosciuto \/ che si riempie le gambe di punture di zanzara \/ nel tempo che ci vuole \/ per allacciarsi una scarpa \/ e sei l\u2019unica che ondeggiava e tremava \/ quando abbiamo mantenuto \/ la semplicit\u00e0, la purezza e la semplicit\u00e0\u2026<\/em>\u201d. Il violino <strong>di Catherine Graindorge<\/strong>, la voce e il piano soffuso di <strong>Jana Beltran<\/strong>, ricamano ghirigori di tremole luci come lampi nel buio a illuminare un volto nella penombra. Quanta bellezza in <em>Genevieve<\/em>, eterea, scarna, essenziale. E quanti rimandi a quel volto che lentamente si accende, acquista fisionomia e un sorriso. \u00c8<strong> Leonard<\/strong>, tornato sul filo di una melodia, ammaliato da un nome di donna, affascinato da un musicista fratello. <strong>Genevieve<\/strong> e <strong>Suzanne<\/strong>, muse della stessa legione, sfiorate, irraggiungibili, eternamente evocate.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Town Lights Fade<\/strong> \u201c<em>Le luci della citt\u00e0 stanno svanendo lentamente \/ Siamo angeli ubriachi nella neve \/ senza nessun altro posto dove andare \/ le nostre ossa sono riscaldate dal fuoco \/ lampi di calore sono nelle nostre teste \/ i nostri cuori ignorano le scorciatoie\u2026\u201d. <\/em>Con un refrain che trascina dentro tornanti che si nutrono di poesia, la chitarra di Chris si fa elettrica quanto basta a dare carattere notturno e languido respiro a un brano che ipnotizza ascolto dopo ascolto. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Running Hot<\/strong> inizia con un violino che apre a mille fantasie. Leggiadro ed evocativo fino a spingersi sul confine di atmosfere che rimandano a primavere popolate da mandorli cinesi in fiore. I chiaroscuri del crepuscolo s\u2019incendiano e le nevi quasi si sciolgono, ma il cuore resta dentro un buio sospeso: \u201c<em>I guai arrivano, ma non per restare \/ non so dire perch\u00e9 siamo corsi cos\u00ec Lontano \/ ma quando accarezzi quella strana chitarra \/ sento le cose per quello che sono \/ caldo come il vento\u2026\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Buttercup<\/strong> \u201c<em>Le foglie tremano sugli alberi \/ le tue gambe sono distesse sulle mie ginocchia \/ \u00e8 stata un\u2019estate tempestosa\u2026<\/em>\u201d. Tutto si muove verso sonorit\u00e0 pi\u00f9 roots. Ritmo sincopato e una chitarra pi\u00f9 sciolta. Vengono in mente le farmers-house del midwest, le grandi distese dell\u2019Indiana e <strong>John Cugar Mellencamp<\/strong> che cerca di domare un cavallo.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Laments<\/strong> attacca di tamburi, scivolando verso la costa ovest, delicatamente acida e rock. La voce di Chris \u00e8 distesa e profonda mentre guarda oltre il fiume. Un brano che si nutre di suggestioni bucoliche, quasi un\u2019elegia alla natura: \u201c<em>C\u2019\u00e8 giovinezza dentro queste terre selvagge \/ c\u2019\u00e8 un desiderio rappresentato nei minimi dettagli \/ c\u2019\u00e8 il blu che annega nel viola \/ un\u2019ombra di montagna \/ che copre come un velo<\/em>\u2026\u201d. Ottimo spunto per un\u2019outtake da inserire dentro un insperabile album reunion di <strong>CSN&amp;Y<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Haunted Nights<\/strong> La voce di <strong>Jana Beltran<\/strong> si fa pi\u00f9 presente, un passo dietro a Chris ma prende spessore in un duetto dalle tinte pastello. Le parole scivolano via leggere come piume a raccontare dentro un respiro country che trasporta verso nuove esperienze: \u201c<em>Ero ubriaco come non mai \/ dalle labbra sciolte e loquaci \/ dicevo un mondo di cose \/ che non potevo difendere \/ ho cercato di tornare indietro \/ ho cercato di schivare \/ ho cercato di dare un senso a tutto\u2026\u201d. <\/em>L\u2019atmosfera \u00e8 pi\u00f9 distesa ma il velo di malinconia fatica a cadere.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>The Cranes<\/strong> ha un intro scuro e pulsante e una voce pi\u00f9 nera. Ancora intorno alla natura e ad alcune creature che la popolano: \u201c<em>Le gru che volano basse \/ le gru stanno tornando a casa \/ stanno sfondando la nebbia della palude \/ guardale \/ sbandare e deviare \/ le tue mani \/ le tue mani \/ indovina e comprendi \/ il vortice e la vertigine \/ e il motivo per cui scivoliamo via\u2026<\/em>\u201d. Il volo come metafora di libert\u00e0 e liberazione, di fragilit\u00e0, di cadute e rialzate. Un groove scandito dalla chitarra e la voce di Chris e dal suono limpido e misterioso delle water bowls di <strong>Ana Kravanja<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Last Train Home<\/strong> chiude un album di dolente bellezza. Il piano di <strong>Rok Zalokar<\/strong> crea melodie che si nutrono di spleen dolcissimi, la voce di Chris si fa sofferta e grave. Come un <strong>Tom Waits<\/strong> redivivo scampato all\u2019ultima sbornia, sul punto di prendere una decisione: restare o ripartire: \u201c<em>Ti terr\u00f2 vicino \/ memorizzer\u00f2 questo battito \/ ti bacer\u00f2 lentamente \/ ho gi\u00e0 perso il mio treno \/ Ti riaccompagner\u00f2 \/ mi fermer\u00f2 \/ due strade pi\u00f9 in basso \/ aggrappandomi al tempo \/ prender\u00f2 l\u2019ultimo treno per casa\u2026<\/em>\u201d. Forse tra questi versi si gioca il destino artistico di un musicista come Chris Eckman, americano innamorato dell\u2019Europa, con il cuore in due luoghi e amori andati perduti su entrambi i fronti. Racconta Chris in un\u2019intervista rilasciata recentemente a Giancarlo De Chirico di Extra Music Magazine: \u201c<em>Sono sempre stato attratto dalla natura, in particolare dai paesaggi. Questo succedeva anche quando ero con i Walkabouts e gli scenari naturali che ho trovato in Slovenia assomigliano molto ai luoghi dove sono cresciuto, intendo certi scenari tipici del Nord Ovest degli Stati Uniti, Per questo sono rimasto a vivere qui e amo questa terra cos\u00ec tanto [\u2026] si, purtroppo non sono stato molto fortunato in amore. D\u2019altra parte se si va a guardare la storia delle grandi canzoni della tradizione country americana, parlano tutte di cuori infranti, di amori finiti e di solitudine. La mia esperienza non \u00e8 stata diversa. Diciamo che sono diventato uno specialista in fatto di fallimenti amorosi, ma sono in buona compagnia<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"2048\" height=\"2048\" class=\"wp-image-241897\" style=\"width: 800px;\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/CHIRS-ECKMAN-ALBUM.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/CHIRS-ECKMAN-ALBUM.jpg 2048w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/CHIRS-ECKMAN-ALBUM-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/CHIRS-ECKMAN-ALBUM-1024x1024.jpg 1024w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/CHIRS-ECKMAN-ALBUM-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/CHIRS-ECKMAN-ALBUM-768x768.jpg 768w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/CHIRS-ECKMAN-ALBUM-1536x1536.jpg 1536w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/CHIRS-ECKMAN-ALBUM-60x60.jpg 60w\" sizes=\"(max-width: 2048px) 100vw, 2048px\" \/><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Hanno suonato in <strong>The land We Knew The Best<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Chris Eckman<\/strong>: vocal &amp; acoustic guitar, electric rhythm guitar, feedback guitar, synth<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Alastair McNeil<\/strong>: electric guitar, acoustic guitar, nylon acoustic guitar, percussion,&nbsp; electric cello, hammond<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ziga Golob<\/strong>: contrabass<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Blaz Celarec<\/strong>: drums, percussion<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Jana Beltran<\/strong>: vocals, piano<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ana Kravanja<\/strong>: viola, water bowls, vocals<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Urska Preis<\/strong>: harp, harp drones<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Catherine Graindorge<\/strong>: violin &amp; viola<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Rok Zalokar<\/strong>: piano<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Andraz Mazi<\/strong>: pedal steel<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Bostjan Simon<\/strong>: baritone sax<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2025\/04\/13\/novita-discografiche-the-land-we-knew-the-best-album-capolavoro-intimista-e-profondo-di-chris-eckman\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2025\/04\/13\/novita-discografiche-the-land-we-knew-the-best-album-capolavoro-intimista-e-profondo-di-chris-eckman\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Roberto Molle _________ Chris Eckman ha da poco pubblicato il suo ultimo disco con un titolo tra il nostalgico e l\u2019evocativo: The Land We Knew The Best; e io mi trovo qui, nel mattino di un giorno di primavera che non sa decidersi se esplodere o lasciarsi morire dentro un freddo strisciante che non [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":241908,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[31],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/241896"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=241896"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/241896\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":241911,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/241896\/revisions\/241911"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/241908"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=241896"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=241896"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=241896"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}