{"id":24229,"date":"2014-02-05T09:13:17","date_gmt":"2014-02-05T09:13:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=24229"},"modified":"2014-02-05T09:18:50","modified_gmt":"2014-02-05T09:18:50","slug":"le-br-e-il-linguaggio-della-sinistra-prima-fasciste-poi-sedicenti-e-fantomatiche-infine-compagni-che-sbagliano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2014\/02\/05\/le-br-e-il-linguaggio-della-sinistra-prima-fasciste-poi-sedicenti-e-fantomatiche-infine-compagni-che-sbagliano\/","title":{"rendered":"LE BR E IL LINGUAGGIO DELLA SINISTRA. PRIMA FASCISTE, POI SEDICENTI E FANTOMATICHE INFINE COMPAGNI CHE SBAGLIANO."},"content":{"rendered":"<p>Il caso Feltrinelli rivel\u00f2 che la borghesia rossa era anche cieca e sorda. Si rifiut\u00f2 di accettare persino la rivendicazione di Potere operaio. Il giornale dei Potop usc\u00ec con un titolo di prima pagina che diceva: Un rivoluzionario \u00e8 caduto. Nel necrologio si leggeva che l\u2019editore aveva dato la vita \u00abnella guerra di liberazione dallo sfruttamento\u00bb. Sette anni dopo, nel corso del processo Gap-Feltrinelli-Brigate rosse, in un documento letto in aula prima della sentenza, i brigatisti imputati rivelarono che cosa fosse accaduto all\u2019editore: \u00abIl compagno Osvaldo era impegnato in un\u2019azione di sabotaggio ai tralicci dell\u2019alta tensione. Voleva provocare un black-out in una vasta zona di Milano, per garantire una migliore operativit\u00e0 a nuclei impegnati nell\u2019attacco a diversi obiettivi\u00bb. Il comunicato proseguiva cos\u00ec: \u00abMa il compagno Osvaldo aveva commesso un errore tecnico. Era la scelta e l\u2019utilizzo di orologi dalla bassa affidabilit\u00e0 se trasformati in timer. In questo modo aveva sottovalutato gli inconvenienti di sicurezza. Determinando l\u2019incidente mortale e il conseguente fallimento di tutta l\u2019operazione\u00bb.<br \/>\nLa borghesia rossa non tenne conto neppure delle spiegazioni fornite dai brigatisti. Nel frattempo continuava a dare la caccia ai fantasmi. Seguendo un percorso che nessuno aveva deciso, ma in grado di condurre migliaia di persone allo stesso punto d\u2019arrivo: le Brigate rosse non esistevano. Il guaio \u00e8 che si trattava quasi sempre di eccellenze in grado di fare opinione nei loro ambienti: docenti universitari, scrittori famosi, politici, intellettuali e naturalmente giornalisti.<br \/>\nL\u2019esistenza di questo fronte negazionista l\u2019avevo gi\u00e0 constatato nell\u2019aprile 1974 durante il sequestro del sostituto procuratore Mario Sossi, rapito a Genova dalle Brigate rosse e tenuto in ostaggio per un mese. Era il primo sequestro di lunga durata attuato dai brigatisti e in seguito apparve la prova generale del rapimento di Aldo Moro.<br \/>\nIn quell\u2019epoca lavoravo per il Corriere della Sera guidato da Piero Ottone e venni mandato a Genova per raccontare gli sviluppi del sequestro. Rimasi sul posto per pi\u00f9 di un mese e mi resi conto di come si muoveva la borghesia di sinistra. Non voleva accettare la verit\u00e0, ossia che si trattava di un\u2019operazione di puro terrorismo rosso. Diretta a obbligare lo Stato, rappresentato dalla magistratura genovese, a rimettere in libert\u00e0 un gruppo ribelle che avevo descritto tre anni prima sulla Stampa, chiamandoli i tupamaros di Genova.<br \/>\nQuella mia inchiesta non era piaciuta per niente al Pci e mi aveva meritato i rimproveri dell\u2019 Unit\u00e0. Il giornale comunista sosteneva che non si trattava di una banda politica, ma soltanto di criminali comuni. E non contava nulla che si ispirassero al terrorismo sudamericano e agli scritti di Carlos Marighella, un terrorista brasiliano ucciso dalla polizia in un\u2019imboscata nel novembre 1969. Marighella aveva sfornato un Piccolo manuale della guerriglia urbana. La traduzione italiana era stata trovata a Genova durante le indagini su una banda rossa, la XXII Ottobre, ritenuta colpevole di rapine e di almeno un sequestro di persona: il rampollo di una ricca famiglia genovese. Nel testo si leggeva: \u00abLa guerriglia urbana \u00e8 soltanto un momento della lotta rivoluzionaria, \u00e8 solo il primo passo verso l\u2019organizzazione della guerriglia di campagna, quella dei contadini, e poi di un esercito di liberazione nazionale che abbatter\u00e0 la dittatura del capitalismo\u00bb.<br \/>\nMa le sinistre erano cocciute. Continuarono a pensare che quelli della XXII Ottobre fossero volgari delinquenti e nient\u2019altro. Soltanto l\u2019inviato del quotidiano della Fiat, ovvero il sottoscritto, aveva fatto \u201cla scoperta\u201d fantasiosa di ritenerli terroristi politici di sinistra.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/cultura\/quella-borghesia-rossa-che-tubava-i-terroristi-948000.html\" target=\"_blank\">Quella borghesia rossa che tubava con i terroristi &#8211; IlGiornale.it<\/a><\/p>\n<p>NEL 1981 L&#8217;assassinio per \u00abpunire\u00bb il fratello Patrizio<br \/>\nRedazione<br \/>\nRoberto Peci \u00e8 una delle pi\u00f9 note vittime delle azioni terroristiche delle Brigate Rosse. La sua morte fu una vendetta trasversale contro il fratello Patrizio, esponente di spicco dell&#8217;organizzazione terroristica, che dopo la cattura decise di collaborare con la magistratura e le forze dell&#8217;ordine. Roberto Peci, che faceva l&#8217;operaio, fu sequestrato il 10 giugno 1981 a San Benedetto del Tronto da un commando di 4 terroristi. Fu accusato di tradimento e delazione davanti ad un \u00abtribunale del popolo\u00bb e nei 55 giorni di prigionia fu spesso sottoposto a interrogatorio dai suoi sequestratori, capeggiati da Giovanni Senzani. L&#8217;interrogatorio fu filmato. La Rai, sebbene la messa in onda del filmato fosse richiesta dai brigatisti, decise di rifiutare. Roberto Peci fu assassinato il 3 agosto del 1981. Lo stesso Senzani film\u00f2 l&#8217;esecuzione, avvenuta con 11 colpi di mitra in un casolare abbandonato.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/spettacoli\/nel-1981-lassassinio-punire-fratello-patrizio-943175.html\" target=\"_blank\">NEL 1981 L&#8217;assassinio per \u00abpunire\u00bb il fratello Patrizio &#8211; IlGiornale.it<\/a><\/p>\n<p>A Locarno vanno in scena i deliri dell&#8217;ultimo brigatista<br \/>\nIn Sangue recita Senzani, killer mai pentito di Roberto Peci. E dice: &#8220;Ho ucciso un traditore ma non sono un cattivo maestro&#8221;<br \/>\nPaolo Giordano<br \/>\n\u00abDelbono choc\u00bb. \u00abPassaggio a vuoto per Sangue\u00bb. E via cos\u00ec. \u00c8 stata una caporetto, almeno a giudicare dai primi commenti, il battesimo al Festival di Locarno di Sangue, il nuovo film di Pippo Delbono che avr\u00e0 una distribuzione irrisoria nelle sale ma distribuir\u00e0 ceffoni alla memoria e al buon senso di tanti italiani.<br \/>\nD&#8217;altronde la decisione di mescolare in un unico copione gli ultimi istanti di vita della propria madre con le memorie di Giovanni Senzani \u00abdel capo pi\u00f9 ambiguo e sanguinario delle Brigate Rosse\u00bb (il Fatto scripsit) aveva un destino gi\u00e0 scritto. Ma la realt\u00e0 ha drammaticamente peggiorato le aspettative. Quando Sangue \u00e8 stato proiettato ai giornalisti, qualcuno se ne \u00e8 andato dopo mezz&#8217;ora e non importa se per ragioni estetiche o politiche. E quando \u00e8 iniziata la conferenza stampa, apriti cielo.<br \/>\nPippo Delbono, regista molto impegnato ma poco impegnativo, che anche stavolta ha confezionato il proprio film utilizzando quasi esclusivamente i cellulari, ha risposto rimanendo vago nei propri confini incerti: \u00abDa piccolo giocavo con le bambole e odiavo le pistole, sono un buddista distantissimo dal delirio della violenza di quegli anni, anzi di quella gente avevo quasi paura\u00bb. Oppure \u00abla morte di mia mamma (filmata per intero &#8211; ndr) \u00e8 stato un messaggio d&#8217;amore e io avevo bisogno di quello e di uno che parlasse di quel passato\u00bb. Appunto.<br \/>\nQuando Senzani, aggrappato a una lucidit\u00e0 acritica che lascia tuttora senza parole, ha iniziato a parlare di quel passato, tutti sono rimasti senza parole e qualcuno, in sala stampa, ha riassunto urlando: \u00abHa ucciso Roberto Peci e ora trascorre la sua vita al mare con il nipotino\u00bb. Senzani, che secondo molti ha avuto a che fare anche con il sequestro Moro ed \u00e8 colpevole dei sequestri D&#8217;Urso e Cirillo, era nel commando Br che, seguendo un metodo mafioso (assassinare un parente del proprio obiettivo) ha rapito e ucciso l&#8217;operaio Roberto Peci, fratello di Patrizio il primo pentito delle Brigate Rosse.<br \/>\nPer di pi\u00f9 Senzani, un criminologo nato a Forl\u00ec nel 1942, mai pentito, in semilibert\u00e0 dal 1999 dopo diciassette anni di carcere e definitivamente libero dal 2010, ha pure filmato attimo per attimo la morte. Un paio di settimane fa all&#8217;Espresso ne aveva descritto gli ultimi momenti con sprezzo indifferente, che \u00e8 misteriosamente passato sottotraccia. E ieri, dopo aver (ebbene s\u00ec) lamentato la tortura subita dalle forze dell&#8217;ordine al momento dell&#8217;arresto, ha riconosciuto con nonchalance di aver torturato \u00abanche psicologicamente\u00bb la sua vittima durante i 55 giorni di rapimento (non casualmente gli stessi riservati ad Aldo Moro). Aggiungendo: \u00abLa morte \u00e8 sempre orribile quando la si d\u00e0 e quando la si subisce, fu una decisione politica\u00bb. E non importa che Patrizio Peci non c&#8217;entrasse nulla: era \u00abtraditore\u00bb come il fratello pentito perch\u00e9 \u00abquesto \u00e8 nelle carte processuali. La nostra verit\u00e0 \u00e8 che erano entrambi brigatisti a livelli diversi\u00bb.<br \/>\nAgghiacciante che dopo 32 anni non ci sia neanche uno straccio di parola consapevole e addolorata ma tant&#8217;\u00e8: \u00e8 persino inutile inciampare nell&#8217;indignazione. \u00abNon posso pi\u00f9 essere un cattivo maestro &#8211; ha detto -. Durante il funerale di Prospero Gallinari ho visto quello di Aldo Moro, della guerriglia, della lotta armata, \u00e8 una storia finita\u00bb. Di certo lo sarebbe stata un poco di pi\u00f9 se il film di Delbono si fosse sviluppato come (forse) era nelle intenzioni ma non, a giudicare dalle reazioni, nelle realt\u00e0: ossia affiancare la morte di una persona cara (nel film si racconta anche la scomparsa della moglie di Senzani) con quella di una follia sanguinaria della quale l&#8217;ex ergastolano, fondatore tra l&#8217;altro del Partito della Guerriglia, fu senz&#8217;altro uno dei motori pi\u00f9 potenti. Missione fallita. E non certo perch\u00e9 il film, a seguirne le critiche, non mostra la precisione analitica che, ad esempio, si trova in libri come Il sole dell&#8217;avvenire di Fasanella e Pannone. Ma perch\u00e9 \u00e8 perso in partenza il tentativo di confrontare due dolori cos\u00ec sconfinati. Se non altro perch\u00e9 uno, a quanto pare, non \u00e8 mai stato provato: \u00abNon abbiamo lasciato traccia\u00bb, ha detto ieri Senzani. Chiedete conferma ai parenti di quell&#8217;operaio ripreso mentre moriva ucciso, e incolpevole.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/spettacoli\/locarno-vanno-scena-i-deliri-dellultimo-brigatista-943179.html\" target=\"_blank\">A Locarno vanno in scena i deliri dell&#8217;ultimo brigatista &#8211; IlGiornale.it<\/a><\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2014\/02\/05\/le-br-e-il-linguaggio-della-sinistra-prima-fasciste-poi-sedicenti-e-fantomatiche-infine-compagni-che-sbagliano\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2014\/02\/05\/le-br-e-il-linguaggio-della-sinistra-prima-fasciste-poi-sedicenti-e-fantomatiche-infine-compagni-che-sbagliano\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il caso Feltrinelli rivel\u00f2 che la borghesia rossa era anche cieca e sorda. 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