{"id":243117,"date":"2025-05-16T12:45:31","date_gmt":"2025-05-16T10:45:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=243117"},"modified":"2025-05-21T20:21:16","modified_gmt":"2025-05-21T18:21:16","slug":"dossier-non-e-che-siamo-a-csi-che-in-mezzora-si-sa-tutto-ma-sono-passati-18-anni-dal-delitto-di-chiara-poggi-ed-e-ora-di-saperne-di-piu-intanto-ecco-motivi-e-personaggi-in-a","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2025\/05\/16\/dossier-non-e-che-siamo-a-csi-che-in-mezzora-si-sa-tutto-ma-sono-passati-18-anni-dal-delitto-di-chiara-poggi-ed-e-ora-di-saperne-di-piu-intanto-ecco-motivi-e-personaggi-in-a\/","title":{"rendered":"DOSSIER \/ \u201cNon \u00e8 che siamo a Csi, che in mezzora si sa tutto\u201c. MA SONO PASSATI 18 ANNI DAL DELITTO DI CHIARA POGGI ED E&#8217; ORA DI SAPERNE DI PIU&#8217;. INTANTO ECCO MOTIVI E PERSONAGGI IN APPUNTI INEDITI DELL&#8217;EPOCA ANNOTATI DAL CRONISTA"},"content":{"rendered":"\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"500\" height=\"261\" class=\"wp-image-243119\" style=\"width: 1500px;\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/VIoLETTA.jpeg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/VIoLETTA.jpeg 500w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/VIoLETTA-300x157.jpeg 300w\" sizes=\"(max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/p>\n\n\n\n<p>di&nbsp;<strong>Giuseppe Puppo __________<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Clamorose novit\u00e0 sul delitto di Chiara Poggi, 26 anni, di Garlasco, in provincia di Pavia, uccisa in casa sua il 13 agosto 2007, uno dei casi di cronaca nera che pi\u00f9 ha appassionato e diviso gli Italiani, e per cui \u00e8 stato condannato in via definitiva, dopo ben cinque gradi di giudizio, il fidanzato, Alberto Stasi, in carcere dal 2015, anche se oggi gode del regime di semi libert\u00e0 per poter andare a lavorare di giorno.<\/p>\n\n\n\n<p>La Procura della Repubblica di Pavia ha iscritto nel registro degli indagati Andrea Sempio, all\u2019epoca dei fatti 19 anni, amico del fratello della vittima, con l\u2019accusa di omicidio. Su istanza dei legali del condannato, fu gi\u00e0 indagato nel 2016, ma la sua posizione venne archiviata. Adesso, la svolta.<\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 chiaro, \u00e8 solo indagato, vedremo se e quando ci saranno ulteriori sviluppi.<\/p>\n\n\n\n<p>Per\u00f2 la notizia \u00e8 clamorosa, perch\u00e9 riapre il caso, mentre proseguono le nuove indagini __________<\/p>\n\n\n\n<p>All\u2019epoca e almeno per tutta la prima fase delle indagini, seguii giornalisticamente il caso da vicino.<\/p>\n\n\n\n<p>Presi una quantit\u00e0 di appunti e annotazioni sull\u2019intera vicenda che non entrarono nei miei semplici articoli di cronaca nera di allora.<\/p>\n\n\n\n<p>Li ho cercati e ritrovati, alla luce di quanto sta avvenendo in questi giorni e li ho trascritti.<\/p>\n\n\n\n<p>Li pubblico adesso qui su leccecronaca.it perch\u00e9 danno un quadro di insieme di motivi e personaggi ritornati prepotentemente adesso di attualit\u00e0 dopo diciotto anni.<\/p>\n\n\n\n<p>Ripeto, sono appunti e annotazioni che risalgono a 18 anni fa.<\/p>\n\n\n\n<p>Eccoli.<\/p>\n\n\n\n<p>_________<\/p>\n\n\n\n<p><em>La letteratura \u2013 il suo pregio pi\u00f9 grande \u2013 ha sempre la potenzialit\u00e0 migliore, pi\u00f9 di qualunque altro mezzo, non solo di raccontare, ma soprattutto di capire e far capire qualcosa della molteplice e composita realt\u00e0, e comunque di raccontare quello che gli altri media non possono raccontare.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>A volte poi addirittura la realt\u00e0 ha pi\u00f9 fantasia di noi, quando inventa essa stessa circostanze incredibili che a nessuno, nemmeno a mettercisi apposta ed esagerare, verrebbero mai in mente.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Quale romanziere, tanto per fare un solo&nbsp; esempio, avrebbe potuto scrivere la storia di un uomo dal passato oscurato, poi filatelico di mestiere, in relazione a due giovani donne, sia pure ad anni di distanza, entrambe scomparse misteriosamente, senza lasciar traccia?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Cos\u00ec a volte la stessa letteratura \u2013 pure, come gi\u00e0 detto, il mezzo migliore \u2013 fatica a tenere dietro, a rendere, ad esprimere, quanto la realt\u00e0, la verit\u00e0 effettuale delle cose, ha invece compiutamente, per quanto tragicamente, creato.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Un caso, pi\u00f9 di tutti: il delitto dell\u2019estate 2007, l\u2019omicidio di una ragazza, Chiara Poggi, a Garlasco.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>***<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>La cronaca nera \u00e8 stata sempre il primo oggetto dell\u2019interesse collettivo. \u201cSesso, soldi e sangue\u201d formano il trinomio dell\u2019acme. Poi, a parte le dosi pi\u00f9 o meno ampie di&nbsp; morbosit\u00e0, guardiamo tutti alle cronache dei giornali e dei telegiornali, per capire che cosa cambia, nel bene, nel male, intorno a noi, anche&nbsp; per misurarci e compararci, spesso per poi assolverci con indulgenza.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Qualche caso, pompato ad arte, diviene pi\u00f9 spesso a torto, senza cio\u00e8 ragioni plausibili, che a ragione, per gli elementi dirompenti che contiene, pi\u00f9 famoso degli altri, magari d\u2019estate, quando c\u2019\u00e8 pi\u00f9 spazio per tutto, anche di colonne sulle pagine dei giornali e di minuti sulle scalette dei telegiornali, che comunque&nbsp; bisogna pur riempire.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Detto ci\u00f2, c\u2019\u00e8 una vicenda che ha segnato una nuova era dell\u2019informazione, in cui ora, quando il caso divampa, essa diventa intrattenimento prolungato, spettacolo senza soluzione di continuit\u00e0, e cio\u00e8&nbsp; le indagini si fanno in diretta, con i mass media si impostano le strategie processuali e i processi si celebrano sulle colonne dei giornali e soprattutto negli studi televisivi: l\u2019assassinio di Samuele Lorenzi, a Cogne, in onda a varie fasi fin dal 2001.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Poi, \u00e8 toccato a pochi mesi di distanza l\u2019uno dall\u2019altro, al rapimento del piccolo Tommy a Parma, al massacro di Erba e&nbsp; all\u2019assassinio di Barbara Cicioni a Marsciano, vicino Perugia.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Infine, la morte violenta di Chiara, a Garlasco, agosto 2007, in cui, per tutte queste ragioni, la tendenza in atto trionfa.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Ma mai come in questa circostanza, al di l\u00e0 della storia che ognuno pi\u00f9 o meno conosce, almeno superficialmente, perch\u00e9&nbsp; pezzo forte di giornali e telegiornali, c\u2019\u00e8 bisogno di chiedere aiuto ad altri mezzi di comunicazione di massa, ad altre discipline, per ricostruire compiutamente, nelle loro molteplici e multiformi suggestioni, i tanti significati e i tanti significanti dell\u2019accaduto.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>_________<\/p>\n\n\n\n<p>Il 13 agosto 2007 viene trovata morta nella sua abitazione di via Pascoli, a&nbsp;<strong><u>Garlasco<\/u><\/strong>,&nbsp;1)&nbsp;nel Pavese, Chiara Poggi, 26 anni, laureata in economia e commercio, impiegata in uno stage di informatica in un\u2019azienda di Milano.<\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 stata sorpresa di mattina e finita a colpi di oggetto contundente, con accanimento e ferocia, dopo aver aperto in abbigliamento casalingo a qualcuno che evidentemente conosceva bene.<\/p>\n\n\n\n<p>Era sola nella villetta di famiglia: lasciati i genitori ancora in vacanza nel Trentino, avrebbe dovuto trascorrere il ferragosto sulla riviera ligure, a Spotorno, insieme al fidanzato, suo concittadino, di due anni pi\u00f9 giovane di lei,&nbsp;<strong><u>Alberto Stasi&nbsp;<\/u>2)&nbsp;.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il ragazzo \u00e8, almeno ufficialmente, l\u2019unico indagato, in quanto \u201c<em>l\u2019ultimo ad averla vista in vita e il primo ad averla vista morta<\/em>\u201d, come spiegato dagli inquirenti \u2013 in primo luogo il pubblico ministero Rosa Muscio \u2013 ai numerosi giornalisti, presenti stabilmente sul posto, in una sovrapposizione mediatica che fra conferme e pi\u00f9 spesso smentite, verit\u00e0 e pi\u00f9 spesso mezze verit\u00e0, novit\u00e0 e pi\u00f9 spesso bugie, rivelazioni e pi\u00f9 spesso colpi di scena, di giorno in giorno sempre di pi\u00f9 monta massicciamente.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Nelle chiacchiere del paese e del villaggio globale, vengono per\u00f2 sospettate anche due cugine della vittima, gemelle,&nbsp;<strong><u>Stefania e Paola Cappa,<\/u><\/strong>&nbsp;<strong>3)<\/strong>&nbsp;23 anni. Diventano protagoniste.<\/p>\n\n\n\n<p>Hanno confezionato la prima foto ufficiale della vittima con un&nbsp;<strong><u>fotomontaggio<\/u>&nbsp;4) \u2013&nbsp;<\/strong>su&nbsp;<strong><u>internet<\/u><\/strong>&nbsp;diventer\u00e0 presto un cimento collettivo \u2013 per apparire insieme a lei. Ecco, apparire: le gemelline sono state sempre divorate dalla aspirazione di apparire in televisione, di fare le veline, di fare insomma spettacolo.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci riescono, infatti, contese, in un rapporto di amore e odio, dai giornali, in alcuni pochi, ma intensi, lunghi giorni, anche perch\u00e9 il delitto di Chiara \u00e8 diventato&nbsp;<strong><u>reality \u2013 show<\/u><\/strong>,&nbsp;<strong>5)&nbsp;<\/strong>l\u2019inchiesta giudiziaria spettacolo.<\/p>\n\n\n\n<p>Il loro pap\u00e0, avvocato ed economista, le difende: \u201c<em>sono ragazze<\/em>\u201d, il succo; ma sono innocenti ed estranee al misfatto e per le due figlie gemelle evoca, denunciandolo,&nbsp; uno scenario peggiore dell\u2019<em>&nbsp;<strong><u>incubo di Kafka 6)<\/u>&nbsp;<\/strong><\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Indagato e sospettate a parte ( anche per la figura specchiata, apparentemente e pure dopo tutte le opportune verifiche, della vittima, che sembra non celare e non avere proprio niente da nascondere, tutta casa, fidanzato, volontariato e aspirazione al lavoro \u2013 ma in direzione seria e diametralmente opposta a quella verso cui sono orientate le cugine \u2013&nbsp; orgogliosa di poter presentare \u201c<em>un curriculum che parla da solo<\/em>\u201d; pure per la mancanza di qualsiasi ipotesi plausibile, tipo rapinatore occasionale, o amante segreto ) l\u2019inchiesta per\u00f2 segna il passo.<\/p>\n\n\n\n<p>Indagini, rilievi, perfino gli ormai immancabili e celebri Ris di Parma, il nucleo dei Carabinieri specializzato nelle investigazioni scientifiche, non sembrano portare per\u00f2 da nessuna parte.<\/p>\n\n\n\n<p>Un bel problema.<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 appena una ricostruzione sommaria dell\u2019accaduto; l\u2019indagato, per quanto traballante, ha retto e ha un alibi; le due sospettate non c\u2019entrano seriamente; non c\u2019\u00e8 l\u2019arma del delitto, tanto meno il movente, n\u00e9 si pu\u00f2 ipotizzare in qualche modo uno sconosciuto, o una rapina, niente, nient\u2019altro al di fuori dell\u2019ambito famigliare, o amicale, come ha detto e ribadito il procuratore capo.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo due settimane, infatti, il procuratore della repubblica di&nbsp;<strong><u>Vigevano<\/u><\/strong>,&nbsp;&nbsp;<strong>7)&nbsp;<\/strong>Alfonso Lauro, \u00e8 costretto ad ammettere sostanzialmente che l\u2019inchiesta della magistratura non ha prodotto niente di concreto.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo dice in una conferenza \u2013 stampa campale, in cui fra l\u2019altro rimprovera i giornalisti: \u201c<em>Non dovete eccitare la morbosit\u00e0 della gente, le indagini sono complicate e scientifiche, mica si fanno in televisione<\/em>\u201d. Con quel a tratti marcato- specie nelle doppie \u201csc\u201d e \u201cgl\u201d \u2013 tipico e simpaticamente caratteristico dei napoletani, fedele anche al suo cognome, il capo della procura si sfoga pure, facendo capire che in primo luogo ci vuole tempo, oltre che a tanta pazienza:\u201c<strong><em><u>Non \u00e8 che siamo in tv, non siamo&nbsp; a Csi, che in mezzora si sa tutto<\/u><\/em><\/strong>\u201d<strong>8)&nbsp;.<\/strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Tantissimi rilievi; qualche sospetto non fugato, ma impossibile da portare e provare in tribunale ancora sul fidanzato; nessuna certezza.<\/p>\n\n\n\n<p>Intanto, arrivano i memoriali sui settimanali.<\/p>\n\n\n\n<p>Arrivano le proposte pi\u00f9 o meno indecenti di&nbsp;<strong><u>Fabrizio Corona<\/u><\/strong>,&nbsp;<strong>9)&nbsp;<\/strong>il quale, evocando la protagonista del&nbsp;<strong><u>film<\/u>&nbsp;di Gabriele Muccino<\/strong>&nbsp;<strong><u>\u201cRicordati di me<\/u><\/strong><strong><u>\u201d<\/u><\/strong>&nbsp;<strong>10)<\/strong>&nbsp;che voleva fare la velina, e dalla quale il fotografo diventato famoso per le sue disavventure giudiziarie dice di aver avuto l\u2019ispirazione, va di persona a Garlasco, a scritturare le gemelline, per quanto senza riuscirci, almeno in prima battuta, per le sue \u201cpaparazzate\u201d e \u201ccomparsate\u201d varie.<\/p>\n\n\n\n<p>Cominciano gli \u201cspeciali\u201d in tutte le televisioni, pubbliche e private; e figurarsi cosa accadr\u00e0 quando, finita la pausa estiva, torneranno in video coi loro salotti e salottini Bruno Vespa ed Enrico Mentana; sempre intanto, con una originalit\u00e0 che basta da sola a far onore, conduttori vari e assortiti intervistano il criminologo Francesco Bruno, per raccogliere le sue solite parole in libert\u00e0; mentre manca ancora l\u2019avvocato Taormina, ma forse \u00e8 soltanto questione di tempo.<\/p>\n\n\n\n<p>***<\/p>\n\n\n\n<p>Intanto, un contadino impiccione, impiccione forse proprio perch\u00e9 in qualche modo ossessionato addirittura come tutti i suoi paesani, vede una busta di plastica in un canale di irrigazione, una roggia, \u201cun cavo\u201d, come lo chiamano a Garlasco, che si butta nel Ticino, dopo aver percorso chilometri tutto intorno alla zona, passando fra l\u2019altro anche vicino la strada della villetta della vittima. Riesce pazientemente ad attirarla e pu\u00f2 cos\u00ec vedere cosa c\u2019\u00e8 dentro: vestiti e un paio di scarpe femminili, sporchi di sangue.<\/p>\n\n\n\n<p>Per\u00f2, gli inquirenti non arrivano n\u00e9 conferme, n\u00e9 smentite: ci si chiede se \u00e8 perch\u00e9 non vogliano darle, o perch\u00e9 non ne abbiano, malgrado i sofisticatissimi mezzi adoperati, ultimi speciali solventi chimici, capaci rilevare qualsivoglia, anche minima, traccia biologica, su quella che abbiamo imparato a chiamare \u201c<em>la scena del crimine<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>I tempi, dettati dall\u2019attesa dagli esiti dei rilievi, ammesso che si rivelino decisivi, comunque si allungano di settimane.<\/p>\n\n\n\n<p>La soluzione del mistero appare ancora lontana, anche in considerazione del fatto che, pur avendo a disposizione le risposte della scienza, toccher\u00e0 poi sempre agli inquirenti interpretarle, ridistribuirle e assegnarle correttamente.<\/p>\n\n\n\n<p>_________<\/p>\n\n\n\n<p><strong>1)&nbsp;Garlasco<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"296\" height=\"268\" class=\"wp-image-243120\" style=\"width: 800px;\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/chiara4-1.jpg\" alt=\"\"><\/p>\n\n\n\n<p>Siamo qui nel profondo Nord Italia.<\/p>\n\n\n\n<p>Una \u201cregione\u201d omogenea e ben uniformemente caratterizzata, dalla storia e dalla vocazione agricola, al di l\u00e0 di quella \u201cpolitica\u201d e amministrativa della Lombardia: la Lomellina.<\/p>\n\n\n\n<p>Quasi diecimila abitanti, in provincia di Pavia, \u201c<em>la provincia pavese<\/em>\u201d, come si chiama il quotidiano locale: a sud ovest c\u2019\u00e8 poi gi\u00e0 la provincia di Alessandria, in Piemonte, a sud ovest quella di Piacenza, in Emilia e, sulla direttrice dell\u2019autostrada Milano \u2013 Genova, la Liguria.<\/p>\n\n\n\n<p>Un santuario religioso: il Santuario della Madonna della Bozzola, la domenica meta dei fedeli cattolici.<\/p>\n\n\n\n<p>Un tempio profano, nei fine settimana meta di giovani e meno giovani, ormai da una generazione e di Garlasco l\u2019elemento pi\u00f9 significativo.<\/p>\n\n\n\n<p>Un grandissimo complesso, ora anche di altri intrattenimenti, come giochi, punti di ristoro, di ritrovo e di soggiorno, l\u2019estate all\u2019aperto, con luci e piscina, di sale concentriche, le rotonde, appunto, tutt\u2019intorno alla principale, dove si ballano i vari generi musicali, dagli anni Sessanta, quando venivano a esibirsi i cantanti pi\u00f9 famosi, a oggi, con i migliori dj ad animare e le pi\u00f9 belle ragazze ad esibirsi.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto intorno campi di mais e di fieno, e alcune risaie.<\/p>\n\n\n\n<p>I canali segnano il perimetro del paese. Anche in via Giovanni Pascoli, dove ci stanno nove villette. Quel 13 agosto 2007, solo tre erano abitate. In una di esse, ci stava Chiara Poggi, da sola, perch\u00e9 gentori e fratello erano anccora in vacanza.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec quella mattina Chiara Poggi non aveva potuto rispondere al rito quotidiano del semplice squillo, senza conversazione, ch\u00e9 talmente era chiaro il significato del \u201cva tutto bene\u201d, che non ce n\u2019era bisogno e poi pure perci\u00f2 si risparmiava sullo scatto alla risposta della scheda, intorno alle 9.30.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec come non sarebbe pi\u00f9 andata al mare in Liguria dopo Ferragosto insieme a lui e l\u2019estate sarebbe rimasta limitata a quel fine settimana passato poco prima a Londra insieme al fidanzato e all\u2019amico Marco Panzarasa, col quale egli passava l\u00ec un&nbsp; soggiorno di studio \u2013 vacanza.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec \u2013 dopo anni di tragitti andata e ritorno, per studiare prima e adesso anche per lavorare &#8211; non avrebbe poi pi\u00f9 preso il pullman&nbsp; che da Piazza della Vittoria, a Garlasco, porta a Milano- il centro di gravit\u00e0 permanente di tutta quella zona &#8211; a viale Famagosta, dove c\u2019\u00e8 la fermata della metropolitana e quindi si pu\u00f2 andare in qualsiasi punto della grande citt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche in via Savona, alla \u201cComputer sharing\u201d, una grossa azienda di informatica, specializzata nei supporti alla pubblica amministrazione, dove Chaira Poggi lavorava da sei mesi, con buone prospettive, dopo aver superato quel periodo di prova in corso, di sconfiggere il destino di precariet\u00e0 cui sembrano purtroppo destinati i giovani di oggi.<\/p>\n\n\n\n<p>Del resto, com\u2019ella amava dire, a sottolineare le proprie capacit\u00e0 e le proprie volont\u00e0 di perseguire un obiettivo lavorativo importante e concreto, il suo era \u201c<em>un curriculum che parla da solo<\/em>\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Un fidanzato tranquillo, un rapporto normale, con vaga progettualit\u00e0,&nbsp; ma tanta comprensione e molta condivisione al presente.<\/p>\n\n\n\n<p>Nient\u2019altro: n\u00e9 amanti nascosti, n\u00e9 relazioni pericolose, n\u00e9 scheletri negli armadi, anzi, nelle stanze della vita prematuramente e violentemente troncata di Chiara Poggi, non c\u2019erano nemmeno gli armadi.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>2)&nbsp;Alberto Stasi<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Questa somiglianza fra Alberto Stasi e il cittadino pi\u00f9 famoso della zona, il cantante Rosalino Cellamare, in arte Ron, 55enne, che calca le scene musicali italiane fin dagli inizi degli anni Settanta 1970, nonostante le due foto qui riportate ne diano un\u2019idea soltanto approssimativa, \u00e8, a parte i tre decenni di differenza di et\u00e0,&nbsp; stupefacente, un\u2019altra coincidenza, chiss\u00e0 se significativa.<\/p>\n\n\n\n<p>A dire il vero, Ron non \u00e8 di Garlasco, come tutti dicono, ma del piccolo paese di Dorno, che sta a pochi chilometri, anche se ci \u00e8 andato poi ad abitare.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma di Garlasco parla, sostenendo che in questi giorni fosse diventato un piccolo cimitero: \u201c<em>Speriamo di non diventare come Cogne<\/em>\u201d. Poi chiama al telefono il sindaco Enzo Spialtini e gli dice di essere stato mal interpretato: \u201c<em>Garlasco non \u00e8 Cogne<\/em>\u201d .<\/p>\n\n\n\n<p>Eppure la famiglia Stasi non \u00e8 originaria di Garlasco. Alberto vi arriva dopo aver finito il liceo scientifico a Mortara e prende a frequentare il locale oratorio, facendo volontariato, la sua passione, oltre allo studio: si iscrive infatti alla Bocconi di Milano e, come \u00e8 noto, la morte drammatica della fidanzata Chiara lo coglie che sta preparando la tesi di laurea in Economia e commercio.<\/p>\n\n\n\n<p>Anzi, a suo dire, la spiegazione del fatto, oggettivamente strano, di non aver voluto trascorrere la notte insieme alla fidanzata, pur avendo entrambi la loro casa libera dagli altri famigliari, era proprio nella scadenza inderogabile del 17 agosto, data entro cui doveva consegnare la tesi e perci\u00f2 voleva svegliarsi presto la mattina dopo e darci dentro sui tasti di quel computer, su cui ovviamente sono state effettuate perizie&nbsp; tecnica per stabilirne orari di uso, diventate perci\u00f2 fondamentale, anche se degli esiti nulla \u00e8 stato ufficialmente rivelato dagli inquirenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Quell\u2019ultima notte, cos\u00ec straordinariamente normale: i cartoni della pizza presa dalla pizzeria dietro l\u2019angolo; un vecchio film replicato per l\u2019ennesima volta in tv, \u201cLo squalo\u201d, di Steven Spielberg, con quell\u2019orrore gratuito, che pi\u00f9 che l\u2019incarnazione della cattiva coscienza del popolo americano, ad Amity Bay, era il presagio della tragedia che avrebbe di l\u00ec a poco divorato le loro vite a Garlasco; la buonanotte e ognuno a casa sua.<\/p>\n\n\n\n<p>Suo pap\u00e0 Nicola \u00e8 originario di Ruvo di Puglia, ma si era trasferito a Milano negli anni Settanta. Aveva sposato una milanese e avviato un\u2019attivit\u00e0 commerciale di auto &#8211; ricambi. Sesto San Giovanni, Segrate, Liscate: l\u2019hinterland di Milano, quindi e poi le immediate vicinanze, sono la geografia dell\u2019anima di questa famiglia che corrisponde a quella fisica, anche con l\u2019 apertura della nuova sede di auto &#8211; ricambi e auto &#8211; accessori a Garlasco, dove tutti insieme erano andati infine a vivere da qualche anno e dove stavano costruendo pure una nuova, grande dimora.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<em>Sei stato tu ad uccidere Chiara<\/em>\u201d?<\/p>\n\n\n\n<p>Alberto si \u00e8 sentito rivolgere la fatidica domanda, nel corso dei lunghi interrogatori, cui, da persona informata sui fatti, \u00e8 stato sottoposto, dal pubblico ministero Rosa Muscio, 34 anni, sposata, originaria di Potenza, una dei due collaboratori del \u201ccapo\u201d Alfonso Lauro e competente perch\u00e9 di turno quella famosa mattina.<\/p>\n\n\n\n<p>Ha negato, si \u00e8 detto addolorato dell\u2019accaduto, ha sostenuto di aver detto tutto quello che c\u2019era da dire.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma perch\u00e9 \u00e8 stato l\u2019ultimo a vedere Chiara da viva e il primo a vederla da morta; perch\u00e9, per quanto spiegati e rispiegati, alcuni particolari dei suoi racconti non hanno convinto; perch\u00e9 un momento di follia, per futili motivi, come un attacco di gelosia, resta pur sempre un movente razionalmente ipotizzabile e infine perch\u00e9 mancano &nbsp;elementi di prova inconfutabili a sua discolpa, per tutte queste ragioni resta indagato, anzi l\u2019unico indagato.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Eppure la madre di Chiara, abbracciandolo e baciandolo pubblicamente, gli ha detto: \u201c<em>Possono dire quello che vogliono, io non ci credo che puoi essere stato tu<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Altro che le chiacchiere di paese&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>Certo, noi abitanti del paese globale abbiamo visto in tv a pi\u00f9 riprese dire: \u201cChe schifo chi tocca i bambini!\u201d proprio da chi, come si \u00e8 scoperto successivamente, aveva rapito e ucciso il piccolo Tommy, ogni limite dell\u2019inverosimile quindi \u00e8 stato gi\u00e0 superato: ma questa mamma distrutta per la morte della figlia che oltre ogni dubbio, fidandosi del suo intuito, fa e dice cose del genere, sarebbe il limite invalicabile, la prova, per quanto giuridicamente inammissibile e pure manifestatamente irrazionale, &#8211; credo quia absurdum &#8211; dell\u2019innocenza di Alberto.<\/p>\n\n\n\n<p>Lui, che amava Chiara, con la quale voleva proseguire a camminare insieme nella vita, sposare pure, non appena si fossero resi economicamente indipendenti con loro lavoro, da entrambi progettato a Milano:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<em>Sono scosso, non riesco a fare niente, penso continuamente a Chiara. Chiedo rispetto per lei e anche per me&#8230;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Sto male fisicamente, sto male dentro&#8230;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Le persone che mi stanno pi\u00f9 vicine, che mi danno sostegno ogni giorno sono i miei genitori e due amici&#8230;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Sono distrutto, mi sento crocefisso, ho raccontato tutto, pi\u00f9 di questo non posso fare, ora posso solo aspettare<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Eppure \u00e8 contro di lui che si concentrano le \u201cattenzioni\u201d degli inquirenti e di giorno in giorno sempre di pi\u00f9, in attesa degli esiti delle indagini scientifiche, intese come elementi capaci di inchiodarlo definitivamente, con spessore di prove da portare in tribunale, per una condanna fino a trent\u2019anni di carcere, cio\u00e8 una vita, Alberto Stasi entra nel tunnel buio del sospetto prima e della colpa poi, dove si sta malissimo:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<em>Ogni giorno di attesa, ogni nuovo elemento per me \u00e8 come un macigno che rotola sul mio tormento.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>A questo punto non so pi\u00f9 quale sorte aspettarmi, soprattutto non so quando e come potr\u00f2 uscire da questo incubo<\/em>\u201d.&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>3)&nbsp;Stefania e Paola Cappa<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"275\" height=\"416\" class=\"wp-image-243121\" style=\"width: 800px;\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/chiara7.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/chiara7.jpg 275w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/chiara7-198x300.jpg 198w\" sizes=\"(max-width: 275px) 100vw, 275px\" \/><\/p>\n\n\n\n<p>Due ragazze controverse, che \u2013 al di l\u00e0 delle voci discordanti della gente che mormora e al di l\u00e0 delle loro stesse voci, che hanno detto tutto e il contrario di tutto, a giorni alterni &#8211; devono ancora trovare la loro strada; studentessa di legge la prima, di scienze della comunicazione, la seconda, entrambe in giro, per lavoro, per piacere, vai a sapere, per i locali della zona. Poi, aspiranti veline, tre volte sui set di \u201ccasting\u201d &#8211; come si chiamano in gergo le strutture che reclutano ragazze da utilizzare per le trasmissioni televisive \u2013 di Mediaset.<\/p>\n\n\n\n<p>Intanto calano nella vicenda della morte violenta della cugina con la pesantezza di un macigno e con la grazie di un pachiderma.<\/p>\n\n\n\n<p>Per quanto possa essere interpretato come un gesto di affetto e di coinvolgimento, il \u201ctaroccamento\u201d della foto di Chiara cui le gemelline hanno fatto unire le loro, col vestito buono della festa, \u00e8 indice delle reali intenzioni e delle vere aspirazioni di Paola e Stefania:&nbsp; apparire in qualche modo all\u2019attenzione dei mass media, diventare un personaggio.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi, \u201cil memoriale\u201d che appare con la firma di Paola Cappa sul settimanale \u201cOggi\u201d, per quanto sia frutto di un\u2019intervista orale realizzata da Giuseppe Fumagalli e opportunamente registrata: registrazione che verr\u00e0 utile quando successivamente la famiglia Cappa smentir\u00e0 quell\u2019articolo.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019altra bugia evidente \u00e8 a proposito del fotomontaggio e nel momento in cui il settimanale esce in edicola lo si sa gi\u00e0, per via della confessione del fotografo autore dell\u2019abile messinscena.<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco comunque il testo completo di quanto scritto\/detto da Paola Cappa per \u201cOggi\u201d:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cHo letto e riletto cento volte la stessa scena.&nbsp;Chiara che apre la porta di casa, una persona che entra, la prende a martellate in testa e la abbandona morta sulle scale. Chiara non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9, mi dico, ma non riesco ad accettare la sua fine. Ho l&#8217;impressione di essere sprofondata nella preistoria. Non vedo niente di umano in questa storia. E dopo tanti giorni non riesco ad accettare nulla di quel che \u00e8 successo.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche perch\u00e9 mai come adesso&nbsp;avverto la presenza di Chiara. Mai come adesso la vedo vicina e sorridente. Mai come adesso mi sembra di sentire la sua voce.<\/p>\n\n\n\n<p>Dicono tutti che era molto timida. Pudica, dico io. E quando dico pudica non penso a una suor\u00ecna, mi riferisco a una persona che ha grande rispetto per se stessa e per gli altri. Riservata, pulita, sempre educata con tutti. S\u00ec, forse, anche timida. Ma quando \u00e8 cos\u00ec, anche la timidezza diventa una bella cosa. \u00c8 come se lasciasse trasparire una fortissima sensibilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 come se proteggesse l&#8217;anima da tutte le volgarit\u00e0, le sguaiataggini e le bassezze del mondo d&#8217;oggi.<br><br>L&#8217;ho capito con l&#8217;et\u00e0, quando ho imparato&nbsp;a conoscere Chiara e la profondit\u00e0 del suo spirito.<\/p>\n\n\n\n<p>Aveva un irrinunciabile bisogno di studiare tutto e tutti, per capire sempre persone e situazioni. Per aprirsi con qualcuno aveva bisogno di fidarsi ciecamente. Senza riserve.<\/p>\n\n\n\n<p>Di tutto quello che \u00e8 stato scritto di vero c&#8217;\u00e8 solo una cosa. Se luned\u00ec 13 agosto ha aperto al suo assassino, lo ha fatto entrare in casa e gli ha girato le spalle \u00e8 perch\u00e9, chiunque fosse, aveva la sua piena fiducia. Non c&#8217;erano scorciatoie per nessuno con Chiara. Nemmeno per me o Stefania, che eravamo sue cugine.<\/p>\n\n\n\n<p>Abbiamo dovuto crescere, conoscerci e poi, con gli anni, \u00e8 maturato anche il nostro rapporto. Da piccole ci frequentavamo spesso. Mia mamma e suo pap\u00e0 sono fratelli e avevamo in comune nonno Angelo, che stava nella vecchia casa dei Poggi. Passavamo tutti i pomeriggi insieme. Chiara diceva che da grande voleva fare la parrucchiera e noi eravamo le sue prime clienti. Stefania e io avevamo lunghissimi capelli biondi e lei passava interi pomeriggi a pettinarci. Eravamo capaci di restare per ore sul dondolo a parlare, parlare, parlare.<\/p>\n\n\n\n<p>Si parlava, ma per anni non abbiamo avuto&nbsp;un vero rapporto confidenziale. Quello \u00e8 venuto dopo.<\/p>\n\n\n\n<p>Negli ultimi tempi tra noi era un continuo scambio di segreti. Ci dicevamo tutto. Se devo dire quando tra noi cominci\u00f2 quella complicit\u00e0, penso a quella fotografia apparsa su tutti i giornali, dove siamo tutte e tre vestite di rosso.<\/p>\n\n\n\n<p>E&#8217; un&#8217;immagine che risale a cinque anni fa, all&#8217;unica vacanza che abbiamo fatto insieme. Eravamo tutte e tre a Loano, ospiti di una zia. A Loano non c&#8217;\u00e8 granch\u00e9, non ci sono locali e dopo una giornata al mare non rimane che un gelato e una passeggiata per il centro. Una delle cose pi\u00f9 divertenti era la sera prima di uscire, quando dovevamo decidere come vestirci, come truccarci e farci belle. Chiara stava al gioco. Una sera l&#8217;abbiamo sfidata. \u00abDai\u00bb, le abbiamo detto, \u00abmettiti un bel top colorato che ci facciamo fare qualche bella foto\u00bb. E quando lei ha preso dal cassetto quella camicetta rossa, io e Stefania subito ne abbiamo scelta una dello stesso colore. \u00c8 nata cos\u00ec la foto che io e mia sorella abbiamo portato davanti alla casa di Chiara, il giorno in cui l\u2019hanno massacrata.<\/p>\n\n\n\n<p><br>E&#8217; stato un gesto che abbiamo fatto&nbsp;con la massima spontaneit\u00e0, che forse avremmo dovuto evitare. Nel ciclone di questi giorni abbiamo letto e sentito di tutto. In quell&#8217;immagine, dove eravamo tutte vestite allo stesso modo, c&#8217;\u00e8 stato addirittura chi ha visto la prova di un legame morboso. Di morboso io vedo solo la volont\u00e0 di speculare su una tragedia. E&#8217; un&#8217;immagine bella e pura che difendo come un mio tesoro personale e che mi accompagner\u00e0 sempre.<\/p>\n\n\n\n<p>E&#8217; lo splendido ricordo di una notte irripetibile, in cui ne abbiamo combinate di tutti i colori. La zia prendeva delle gocce che la facevano dormire fino al mattino e noi siamo uscite promettendo che saremmo rientrate presto.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma quella notte Chiara ci trascin\u00f2 in giro tutta notte.<\/p>\n\n\n\n<p>Siamo state in tutti i locali di Alassio e abbiano fatto l&#8217;alba alle Rocce di Pinamare, una discoteca bellissima, che finisce sulla spiaggia, con la gente che si disperde sui lettini di fronte al mare, la musica bellissima e l&#8217;energia travolgente di una festa. Fu una notte memorabile. Avevamo ballato come pazze e siamo rientrate alle sei di mattina facendo attenzione a non svegliare la zia.<br><br>Ecco, io credo che quella notte tra noi&nbsp;sia nato qualcosa di speciale. La fuga, il senso di assoluta libert\u00e0, la musica, il ballo e lo splendore di quella notte d&#8217;estate ci avevano rese complici. Di colpo avevamo capito che Chiara non era solo una brava ragazza, tutta presa dai suoi impegni di studio.<\/p>\n\n\n\n<p>Era una di noi.<\/p>\n\n\n\n<p>Fu come stringere un patto. Chiara era pi\u00f9 grande, noi non avevamo ancora diciotto anni anni.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma era diventata la terza gemella.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra di noi c\u2019era uno spirito di sorellanza.<\/p>\n\n\n\n<p>Mentre scrivo \u00e8 come se la vedessi. Sorrideva sempre. Mai vista col muso. Nemmeno di recente, quando mi ha confidato che si trovava male coi colleghi e le colleghe dell&#8217;azienda di Pavia in cui stava facendo uno stage. Le bastava prendere in braccio uno dei suoi gatti per dimenticare tutto. Amava tantissimo i gatti. Ne aveva due. Li aveva chiamati Piuma e Min\u00f9. Ogni anno voleva un calendario grosso e spesso, con la foto di un gatto per ogni giorno dell&#8217;anno.<\/p>\n\n\n\n<p>Chiara aveva un dono di natura: sapeva dare colore alla vita. Di punto in bianco si inventava una cosa e la faceva. Un anno fa disse che avrebbe rivestito le pareti di camera sua con quelle cartoline distribuite gratis nei bar, nelle librerie o nei metr\u00f2. In pochi mesi c&#8217;era riuscita e aveva tappezzato la stanza di immagini tutte diverse l&#8217;una dall&#8217;altra. Di questo ho parlato quando i carabinieri mi hanno voluto sentire.<\/p>\n\n\n\n<p>Qualcuno mi ha chiesto se non avevo&nbsp;qualche strana coincidenza da segnalare. Ne ho una, ma non mi sembra di grande aiuto alle indagini. Il 13 luglio sono caduta dalla bicicletta e mi sono rotta il ginocchio. Mi sembrava una tragedia. Dopo un mese esatto, il 13 agosto, Chiara \u00e8 stata massacrata. Io ci ho pensato. Sar\u00e0 stupido ma l&#8217;ho vissuto come un&#8217;ultima prova della nostra sorellanza.<\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 come se la sentissi: \u201cDai, Paola, non fare tragedie per un ginocchio rotto!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Chiara come me amava questa campagna.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci sono meno zanzare, meno rane e meno nebbia, aprono i ristoranti cinesi, chiudono le vecchie trattorie e mio pap\u00e0 dice che sono tutti segni di decadenza. Avr\u00e0 ragione, ma a me piace lo stesso. Le risaie sono uno spettacolo che nell&#8217;arco di un anno continua a cambiare. In primavera, quando sono tutte allagate, un giorno all&#8217;ora del tramonto io e Chiara ci siamo fermate a guardarle. Una magia. Eravamo in silenzio e avevamo l&#8217;impressione di essere in mezzo al mare, sospesi sull&#8217;acqua.<\/p>\n\n\n\n<p>Chiara lavorava a Milano, ma non avrebbe mai lasciato la sua campagna. La sentiva come la sua terra. I Poggi sono agricoltori e nella storia della famiglia, Chiara era stata la prima a prendere una laurea. Per lei era un motivo di orgoglio, ma lo sentiva anche come un impegno nei confronti di tutta la famiglia. Aveva una carica impressionante. Dava tutti gli esami e usciva sempre col massimo dei voti.<\/p>\n\n\n\n<p>Una volta, a Natale ci mostr\u00f2 il filmato della tesi ci lasci\u00f2 di sasso. Vederla cos\u00ec sicura in mezzo a tutti quei professori e sentirla rispondere con prontezza a tutte le domande, era stata la conferma che sotto una superficie di timidezza c&#8217;era una ragazza corazzata, consapevole di quello che valeva e di quello che voleva.<\/p>\n\n\n\n<p>Se penso a lei mi viene in mente un detto: \u00abChi si accontenta gode\u00bb. Qualcuno lo pu\u00f2 interpretare come una tendenza alla rinuncia. Non \u00e8 cos\u00ec. Anzi, \u00e8 proprio il contrario. Guardando mia cugina ho capito che il percorso pi\u00f9 ricco di frutti e di sorprese passa attraverso la quotidianit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p><br>Chiara ha capito cose che sfuggivano ad altre persone della sua et\u00e0. Aveva l&#8217;incrollabile certezza che nella vita si pu\u00f2 ottenere tutto, procedendo un passo dopo l&#8217;altro, costruendo le cose giorno per giorno. Con la sua semplicit\u00e0 ha superato ogni ostacolo e col sorriso sulle labbra ha sempre ottenuto tutto quello che voleva. Non aveva le velleit\u00e0 di chi apre un libro di diritto e gi\u00e0 se la tira da avvocato e in ventiquattr&#8217;ore pretende di passare da una cascina di Garlasco a un attico di New York.<\/p>\n\n\n\n<p>Chiara conosceva il valore e il potere del tempo. Una conoscenza che oggi hanno in pochi.<\/p>\n\n\n\n<p>Lei l&#8217;aveva perch\u00e9 \u00e8 nata in una famiglia di agricoltori ed \u00e8 stata educata ai ritmi della terra, che non regala niente e per fare una manciata di riso chiede lavoro e pazienza.&nbsp;<br><br>Io, Chiara, la ammiravo.<\/p>\n\n\n\n<p>La nostra sorellanza si sviluppava tutta in uno scambio di confidenze. Sui ragazzi non amava esporsi troppo. Non so se prima di Alberto ha avuto qualcun altro. Quando per la prima volta ci ha parlato di lui \u00e8 stata una sorpresa per tutti. Sapevo chi era, perch\u00e9 avevamo frequentato lo stesso liceo a Mortara. Un ragazzo di paese, come si dice dalle nostre parti. Semplice come lei. In giro si vedevano poco. Qualche volta si trovavano con due, tre amici al bar Italia, ma se avevano in ballo un esame ognuno si chiudeva a casa sua a studiare. Fare le stesse cose li faceva sentire vicini.<\/p>\n\n\n\n<p>Stavano insieme da quattro anni e Chiara aveva confessato a mia sorella Stefania che Alberto era diventato per lei troppo importante. Il loro legame era fortissimo e da un anno avevano cominciato a fare progetto per il futuro. Prima o poi si sarebbero sposati.<\/p>\n\n\n\n<p>Di Chiara non dimenticher\u00f2 la generosit\u00e0. Quando mi sono lasciata col mio ragazzo, lei era l&#8217;unica che riusciva a confortarmi. E sei anni fa, quando ho cominciato a soffrire di anoressia, si \u00e8 fatta in quattro per trovare prodotti che non suscitassero il mio rifiuto.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando, poi, mi sono rotta il ginocchio, appena aveva un momento libero veniva a trovarmi. \u00c8 venuta in ospedale il 18 luglio, un giorno prima di partire per l&#8217;Inghilterra. Alberto era a Londra per un corso. Lei mi disse che aveva un voglia matta di partire, per vederlo e riabbracciarlo. Al ritorno era ancora venuta a trovarmi. Non vedeva l&#8217;ora che i suoi partissero per rimanere qualche giorno sola con Alberto.<\/p>\n\n\n\n<p>Chiara \u00e8 unica nella sua purezza. \u00c8 come l&#8217;aria come l&#8217;ossigeno. Come una cosa visibile e invisibile. \u00c8 perfetta. E lo so adesso che non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9. Quando le persone non ci sono pi\u00f9 ci si rende conto di quel che valgono. Mi sento molto fredda. Non ho avuto ancora modo di metabolizzare. Prima o poi esploder\u00f2. Soffro di anoressia da sei anni. \u00c8 come essere in un tunnel, una cosa molto strana. Ma oggi so che la vita va vissuta\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>4) Il fotomontaggio &#8230; internet<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"484\" height=\"334\" class=\"wp-image-243122\" style=\"width: 800px;\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/chiara8.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/chiara8.jpg 484w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/chiara8-300x207.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 484px) 100vw, 484px\" \/><\/p>\n\n\n\n<p>Ecco, la foto famosa, o famigerata.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma ad essa \u00e8 collegato un altro aspetto sconcertante.<\/p>\n\n\n\n<p>Con quelle certe dosi di leggerezza, strafottenza, incoscienza, approssimazione, creativit\u00e0 repressa e obliquamente espressa, che sono le caratteristiche principali non di internet nel suo complesso, bens\u00ec di alcuni usi invalsi di internet &#8211; ch\u00e9 esso un mezzo \u00e8, per giunta dalle potenzialit\u00e0 enormi e straordinarie&nbsp; e il suo valore \u00e8 dato esclusivamente dall\u2019uso che come tale ne viene fatto \u2013 la famosa o famigerata foto taroccata d\u00e0 il l\u00e0 a tutta una serie di \u201celaborazioni\u201d in cui, ad opera di anonimi, quanto creativi naviganti, le gemelline appaiono accanto a questo o a quello, in un sito appositamente aperto, poi presto chiuso, per non essere accusato di speculazione, come ipocritamente la chiusura viene spiegata, dopo centinaia di fotomontaggi ricevuti e pubblicati.<\/p>\n\n\n\n<p>In realt\u00e0, i promotori dell\u2019iniziativa sono esattamente come le gemelle \u201cK\u201d: s\u00ec, cos\u00ec ormai sono chiamate su internet e, da l\u00ec, poi pure sui giornali.<\/p>\n\n\n\n<p>Due i rilievi: primo, le sorelle Cappa generano per lo pi\u00f9 antipatia; secondo, internet \u00e8 ormai caratterizzato da tale vena goliardica, fatua e vagamente stupida e spesso pure idiota.<\/p>\n\n\n\n<p>A Stefania e Paola il popolo di internet imputa \u2013 come dire? \u2013 la spregiudicatezza, del fotomontaggio:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<em>Certo ritoccare una foto non \u00e8 reato, non hanno fatto niente di male, tuttavia hanno avuto la forza, nel giorno dell\u2019assassinio della cugina, di posare come popstar e di mettersi al pc per realizzare un artefatto che avrebbe portato i loro volti su giornali e tv<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma ci sono anche coloro i quali le difendono, considerandole non dissimili dalla maggior parte delle ragazze di oggi, con le loro stesse aspirazioni e la loro stessa spregiudicatezze nel perseguirla: figlie del loro tempo, insomma.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Quando poi il \u201cdibattito\u201d deborda sui giornali, diventa materia di puro esibizionismo, esattamente come quello che caratterizza gli animatori di altre modalit\u00e0.&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Abbondano i riferimenti alle due sorelle di Garlasco anche negli altri strumenti del web, blog, video e quant\u2019altro. in cui si nota che, antipatia di fondo che si conferma massicciamente, c\u2019\u00e8 sempre una buona dose di esibizionismo pur in chi l\u2019esibizionismo critica.<\/p>\n\n\n\n<p>Vedi il video su \u201cYoutube\u201d di tal Debbie, che prende spunto dall\u2019aver conosciuto a suo dire Paola e Stefania Cappa in vacanza in montagna a&nbsp;Champoluc, in Valle d\u2019 Aosta e da ci\u00f2 parte in una serie di considerazioni sulla televisione, il mondo dello spettacolo e la presenza femminile: ma implicitamente rimanda alla sua attivit\u00e0 artistica, di cantautrice.<\/p>\n\n\n\n<p>Infine \u2013 ma qui siamo alla semplice fenomeno di riflessione di quanto avviene dappertutto, anche in ogni bar dello sport e del commercio \u2013 si registrano svariate ipotesi e molteplici&nbsp; interpretazioni: fantasmi che escono da nick anonimi e acquistano spessore di contenuti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>5)&nbsp;Il reality \u2013 show<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 scattato in maniera netta e corposa nella nostra societ\u00e0 contemporanea, cos\u00ec come essa si \u00e8 andata progressivamente caratterizzando, dominata dai mezzi di comunicazione di massa, un meccanismo preciso: un individuo diventa sempre pi\u00f9 spesso \u201cfamoso\u201d, cio\u00e8 attira l\u2019attenzione degli altri e diventa un modello da imitare, un personaggio da seguire, comunque un qualcuno degno di attenzione e considerazione, chi appare.<\/p>\n\n\n\n<p>Non si impone per quello che propone in positivo, o per quello che sa fare, ma semplicemente perch\u00e9 \u00e8 noto, cio\u00e8 \u00e8 stato messo al centro dell\u2019attenzione dai mezzi dai mass \u2013 media, la televisione in primo luogo.<\/p>\n\n\n\n<p>Quindi abilit\u00e0, valenza artistica, o spessore morale, non contano: l\u2019industria dell\u2019informazione crea dal nulla i suoi \u201ceroi\u201d, per pi poterli usare a piacimento per veicolare i propri contenuti di spettacolo e&nbsp; realizzare i propri interessi di consumismo.<\/p>\n\n\n\n<p>La notoriet\u00e0 dunque come massima realizzazione possibile; l\u2019anonimato, la peggiore sofferenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Uno degli strumenti, in cui per giunta la caratteristica di basarsi sulla quotidianit\u00e0, sulla normalit\u00e0 e sulla rappresentazione dell\u2019ovvio, esalta tutto il contesto generale, portandolo all\u2019apoteosi, \u00e8 il cos\u00ec detto reality \u2013 show.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo anni di grandi fratelli e di isole dei famosi spesso la logica del reality \u2013 show finisce dunque per sovrapporsi alla realt\u00e0 stessa, anzi spesso tout court&nbsp; per sostituirla.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>6) L\u2019 incubo di Kafka<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Si \u00e8 scoperto che le gemelline cugine della vittima, oltre ad aver falsificato una foto pur di apparire sui giornali, hanno rilasciato interviste e chiesto di lavorare nel mondo dello spettacolo. Tutto il contrario, in maniera finanche stridente, di Chiara.<\/p>\n\n\n\n<p>A parte le valutazioni di ordine morale che il loro comportamento ingenera, in presenza dell\u2019atroce delitto di una parente stretta, finiscono esse stesse nel novero dei sospettati.<\/p>\n\n\n\n<p>Allora il padre, Ermanno Cappa, le difende. Del resto, \u00e8 avvocato, autore di testi giuridici, oltre ad essere esponente accreditato di banche e associazioni bancarie.<\/p>\n\n\n\n<p>opo aver convocato i giornalisti presenti in maniera massiccia in paese, tiene una appassionata arringa, in cui, da genitore, invoca comprensione, prima che rispetto, per le giovani figlie e poi, da professionista, evoca uno scenario kafkiano per condannare i sospetti che ingiustificatamente si sono addensati sulle ragazze:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<em>Da Lomellino con i piedi per terra dico che se basta questo a far nascere un sospetto di omicidio, allora Kafka era un dilettante\u201d<\/em>&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il riferimento \u00e8 colto e corretto.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo scrittore cecoslovacco Franz Kafka, uno degli esponenti pi\u00f9 originali ed autorevoli della letteratura del Novecento, ha dato forma ad alcune celeberrime suggestioni, soprattutto esprimendo, in forme visionarie, platealmente surreali, l\u2019inquietudine, l\u2019estraneamento, l\u2019alienazione dell\u2019uomo contemporaneo.<\/p>\n\n\n\n<p>Per la precisione, nel romanzo \u201cIl processo\u201d racconta in un quadro di fondo agghiacciante la vicenda di un rispettabile uomo d\u2019affari, Josef K. il quale&nbsp; si ritrova, senza mai riuscire a capirne e nemmeno a saperne le ragioni, indagato,&nbsp; processato, condannato e alla fine ucciso.<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cQualcuno doveva aver calunniato Josef K., perch\u00e9,&nbsp; senza che avesse fatto niente di male, una mattina fu arrestato.&nbsp;&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>La cuoca della signora Grubach, la sua padrona di casa, che ogni giorno verso le otto gli portava la colazione, quella volta non venne.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Ci\u00f2 non era mai accaduto.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>K. aspett\u00f2 ancora un po&#8217;, guard\u00f2 il suo cuscino la vecchia signora che abitava di fronte e che lo osservava con una curiosit\u00e0 del tutto insolita in lei, poi per\u00f2, meravigliato e affamato a un tempo, suon\u00f2\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Questo l\u2019incipit dell\u2019incubo kafkiano.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma c\u2019\u00e8 un\u2019altra cosa, una coincidenza significativa, che rende nella fattispecie il tutto eccezionale.<\/p>\n\n\n\n<p>Il protagonista del romanzo citato e \u2013 come dire? \u2013 l\u2019artefice della citazione e al tempo stesso anch\u2019egli protagonista della realt\u00e0 hanno incredibilmente, kafkianamente, lo stesso cognome.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>7)&nbsp;<u>Vigevano<\/u><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Agli appassionati della letteratura, ma pure ai cinefili ( per via del bel film omonimo di Elio Petri in cui Alberto Sordi riversa il suo solito talento ) la cittadina \u201ccapozona\u201d della Lomellina non evoca un procuratore, ma un maestro: il Maestro di Vigevano, appunto, il titolo del bel romanzo, di Lucio Mastronardi, degli anni Sessanta.<\/p>\n\n\n\n<p>Sostanzialmente \u00e8 la storia del maestro di scuola elementare Antonio Mombelli,<\/p>\n\n\n\n<p>convinto dalla moglie a lasciare la scuola per impiantare una fabbrichetta di scarpe che aveva avviato: una decisione che si riveler\u00e0 non soltanto sbagliata, ma addirittura perniciosa per tutta la famiglia.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma come anche gli altri due romanzi di Lucio Mastronardi (\u201cIl calzolaio di Vigevano\u201d e \u201cIl meridionale di Vigevano\u201d ) \u00e8 soprattutto la storia della provincia settentrionale, ancora sostanzialmente contadina,&nbsp; travolta dall\u2019industrializzazione, e dalle trasformazioni dello sviluppo economico degli anni Cinquanta e Sessanta, e irreversibilmente deteriorata dalle logiche dure, ciniche ed egoiste del denaro, inteso quale unico mezzo di promozione personale e gratificazione sociale.<\/p>\n\n\n\n<p>Qui sta la storia sociale di Garlasco.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Maestro di Vigevano, infatti, fissa correttamente negli anni dello sviluppo economico e sociale nella provincia italiana i cambiamenti sopravvenuti del comune sentire e nel comune comportarsi, dando poi forma al nuovo mondo cos\u00ec sopravvenuto, sfrenato e irriflessivo, sconvolgente dolorosamente senza scrupoli, coi suoi motivi e coi suoi personaggi.<\/p>\n\n\n\n<p>Di tutti i tanti giornalisti presenti a Garlasco, soltanto uno se ne ricorda. E\u2019 Francesco Battistini, il quale, nel riferire l\u2019interrogatorio affrontato da Alberto Stasi appunto a Vigevano, sede della Procura della Repubblica competente per territorio, cos\u00ec si esprime a proposito del ragazzo, sul \u201cCorriere della sera\u201d:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<em>Il ragazzo sta l\u00ec seduto, apatico, gli occhi a terra come un personaggio di Mastronardi (\u201c<\/em>Lui era nel giusto, siamo noi che sbagliavano<em>\u201d), e aspetta si compia la pratica, che non sar\u00e0 svelta\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il riferimento letterario \u00e8 a proposito di un morto suicida, esattamente come si suicid\u00f2 lo stesso Lucio Mastronardi nel 1979, dopo aver scoperto di avere una gravissima malattia:<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u00abLui era nel giusto, siamo noi che sbagliavamo\u2026\u00bb, dice un passante, uno di Vigevano.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>8)<em>&nbsp;\u201c<u>Non \u00e8 che siamo in tv, non siamo&nbsp; a Csi, che in mezzora si sa tutto\u201c<\/u><\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il riferimento corretto e anzi d\u2019obbligo \u00e8 per una serie di telefilm americani, una delle tante della cos\u00ec detta \u201cfiction\u201d che infestano la nostra televisione pubblica e privata cos\u00ec malamente degradata, ma pi\u00f9 delle altre diventata \u201ccult\u201d, C.S.I.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Si pronuncia \u201csi es ai\u201d ed \u00e8 la sigla del reparto investigativo che a New York fa i rilievi scientifici direttamente sulla scena del crimine, in Italia sarebbero i Ris dei Carabinieri.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Va in onda in onda gioved\u00ec, subito dopo cena, sull\u2019emittente \u201cgiovanile\u201d Italia 1, quindi pi\u00f9 delle altre, per il target meno preparato e dunque pi\u00f9 indifeso, strumento potentissimo di suggestioni, purtroppo negative nei modelli diseducativi che continuamente propone, a cominciare dai \u201ctelegiornali\u201d.&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La caratteristica principale \u00e8 la crudezza delle immagini, che spesso sconfinano nel trucido, nell\u2019orrido, nel repellente, sempre con ampia dovizia di particolari.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi, la carica di violenza, la violenza elevata a sistema, che sottende e dunque automaticamente propaga.<\/p>\n\n\n\n<p>Infine, c\u2019\u00e8 da notare come tutto sia spiegato e analizzato nei dettagli: cos\u00ec, \u00e8 una buona palestra di esercizio, per chi caduto nel crimine, ma soprattutto per chi si appresti a commetterlo, o ci stia pensando, su come meglio organizzarsi e, attraverso la conoscenza delle tecniche investigative ormai entrate in uso, evitare quegli errori che potrebbero portare a essere scoperti.<\/p>\n\n\n\n<p>Il tutto, da ripetere per sottolineare: all\u2019ora di punta, subito dopo cena.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019unica differenza con la realt\u00e0 \u00e8 i risultati dei test scientifici nei telefilm vengono ottenuti, o quanto meno rivelati, in poco tempo, mentre nella realt\u00e0 richiedono sempre giorni, o addirittura settimane.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>9) Fabrizio Corona<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Come detto, ad un certo punto il re del pettegolezzo, il dominatore dei paparazzi, il protagonista mediatico dell\u2019estate 2007 irrompe sulla scena del delitto dell\u2019estate.<\/p>\n\n\n\n<p>In macchina, la sua, dalla vicina Milano, segnalato da tutti i giornalisti televisivi e della carta stampata che da giorni stazionano numerosissimi in pianta stabile a Garlasco.<\/p>\n\n\n\n<p>Come visto, va a proporre \u201cil quarto d\u2019ora di celebrit\u00e0\u201d alle cugine gemelline, le quali peraltro se l\u2019erano gi\u00e0 ritagliato per fatti loro, anzi, come premessa di lassi di tempo maggiori.<\/p>\n\n\n\n<p>Con ci\u00f2 facendo, allunga i suoi, tempi di celebrit\u00e0 e giacch\u00e9 c\u2019\u00e8 promuove il libro dal titolo blasfemo sulle sue prigioni e l\u2019ultima raccolta di brani musicali che piacciono a lui, preziosi quanto le sue mutande firmate, tutti prodotti del suo multiforme ingegno multimediale e multilevel marketing.<\/p>\n\n\n\n<p>La proposta pare venga comunque respinta al mittente, anche se a questo proposito le versioni dei protagonisti sono discordanti e se sia stata accettata e taciuta, o semplicemente rimandata in senso temporale, o proprio respinta, questo, non lo possiamo sapere.<\/p>\n\n\n\n<p>Comunque sia, l\u2019esito \u00e8 del tutto ininfluente ai fini della nostra ricerca.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Qui invece interessa sottolineare che con l\u2019arrivo di Fabrizio Corona, i disvalori di cui \u00e8 portavoce ( i guai giudiziari portatori di vantaggi economici ) e i significati allegorici di cui \u00e8 sovraccarico ( la bella vita lucignola dei soldi facili che sono la misura di tutto; delle discoteche esclusive; delle modelle, delle veline e delle ragazze immagine che si impongono grazie al loro aspetto fisico e alla loro intraprendenza negli ambienti dorati dello spettacolo; della cocaina; delle griffe; dell\u2019omologazione consumistica; del protagonismo, dell\u2019egoismo, della superficialit\u00e0; delle isole dei famosi, dei grandi fratelli e delle grandi sorelle)&nbsp; irrompono automaticamente anch\u2019essi nella vicenda dolorosa e anzi tragica del delitto di Chiara Poggi.<\/p>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 pi\u00f9 un fatto di cronaca: \u00e8 diventato anch\u2019esso un reality &#8211; show.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>10)&nbsp;<u>Il film di Gabriele Muccino \u201cRicordati di me\u201d<\/u><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Fabrizio Corona ha spiegato che l\u2019 \u201cispirazione\u201d di scritturare le \u201cgemelline\u201d gli \u00e8 venuta dal film di Gabriele Muccino \u201cRicordati di me\u201d con queste parole:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<em>Ognuno pu\u00f2 essere portato per il mondo dello spettacolo, basta trovare i famosi cinque minuti di notoriet\u00e0 di cui parlava Andy Warhol.&nbsp;<\/em><strong>10 A )<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>Paola e Stefania possono rappresentare, almeno per finta, almeno nell\u2019immaginario collettivo, la diciassettenne interpretata nel film da Nicoletta Romanoff. Una ragazza che sogna di fare la velina e sfondare nel mondo dorato della tv<\/em>\u201d .<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019intuizione \u00e8 corretta.<\/p>\n\n\n\n<p>Anzi, una scena di questo film pu\u00f2 essere evidenziata come l\u2019icastica rappresentazione di un intero fenomeno sociale generazionale che dilaga.<\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 quando Valentina Ristuccia, interpretata da Nicoletta Romanoff, dopo essere riuscita ad ottenere di comparire in un programma televisivo, corre a perdifiato verso casa, per poter annunciare ai suoi la realizzazione del suo sogno, ebbra di felicit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco, cos\u00ec insomma fare la velina, la valletta televisiva, anche la semplice comparsa, entrare in un qualche modo nel mondo che appare dorato, rutilante e agiato dello spettacolo, soltanto in virt\u00f9 del proprio aspetto fisico, \u00e8 diventata l\u2019aspirazione, la realizzazione stessa di vita, per tantissime ragazze, specie nelle fasce di et\u00e0 pi\u00f9 tenere.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019 essere riconosciuti e riconoscibili diventa quindi l&#8217; obiettivo primario dell&#8217;agire, obiettivo davanti al quale anche antichi, consolidati valori scompaiono irresistibilmente.<\/p>\n\n\n\n<p>Per il resto, \u201cRicordati di me\u201d \u00e8 un bel film, un riuscito ritratto della famiglia media italiana contemporanea, che nel 2003 conferma cos\u00ec il suo autore, gi\u00e0 fattosi notare con&nbsp; il precedente \u201cUltimo bacio\u201d, quale certezza nel panorama del cinema italiano del nuovo millennio.<\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 la storia di due genitori che volevano fare rispettivamente lo scrittore e l\u2019attrice e che invece si ritrovano a correre dietro ai loro due figli e ai loro problemi.<\/p>\n\n\n\n<p>In particolare \u00e8 Valentina, col suo chiodo fisso di entrare nel mondo dello spettacolo, ricorrendo a tutti i mezzi, che manda ancora pi\u00f9 in crisi il menage famigliare, compreso il fratellino Paolo.<\/p>\n\n\n\n<p>In un mondo che vede le madri spesso pi\u00f9 fanatiche delle figlie e riversare su di loro le proprie aspirazioni frustrate, invogliandole a perseguire in tutti i modi il traguardo dell\u2019apparire, anche senza saper fare niente, il film diventa poi, anche pi\u00f9 di quanto il regista in realt\u00e0 voleva, un impietoso ritratto sociale dell\u2019Italia del nuovo secolo e del nuovo millennio.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>10 A)&nbsp;<u>La frase di Andy Warhol sulla notoriet\u00e0<\/u><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La citazione \u00e8 corretta.<\/p>\n\n\n\n<p>Andy Warhol, pittore americano, l\u2019esponente pi\u00f9 famoso della cos\u00ec detta \u201cpop art\u201d, <\/p>\n\n\n\n<p>diceva che \u201c<em>chiunque pu\u00f2 essere famoso per quindici minuti<\/em>\u201d.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019affermazione \u00e8 indicativa della tendenza imposta, soprattutto negli ultimi anni, dai mezzi di comunicazione di massa.<\/p>\n\n\n\n<p>Nasconde per\u00f2 sottaciuta un\u2019altra verit\u00e0: il quarto d\u2019ora di celebrit\u00e0 \u00e8 creato dai media stessi, che in maniera spesso del tutto falsa e inconsistente, magari anche in presenza di indicazioni chiaramente negative, elevano a celebrit\u00e0 una semplice apparizione, qualcuno o qualcuna che non ha altro titolo, o merito, se non quello di trovarsi in un certo posto in un determinato momento.<\/p>\n\n\n\n<p>Il personaggio cos\u00ec creato sar\u00e0 dato in pasto alla curiosit\u00e0 morbosa del pubblico, usato per attirare l\u2019attenzione e generare audience da sfruttare a fini promozionali e commerciali, per poi quasi sempre essere altrettanto rapidamente fatto cadere e dimenticare.&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">CAPITOLI SUCCESSIVI<\/h2>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>A \u2013&nbsp; Lo scempio delle televisioni<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>(2 ottobre 2007)<\/p>\n\n\n\n<p>Era facilmente prevedibile, di per s\u00e9, il fenomeno correlato, ma ne era difficilmente prevedibile una tale intensit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>A met\u00e0 settembre, dopo che per caso, in mezzo a tanti altri fatti pi\u00f9 o meno analoghi, l\u2019assassinio di Chiara Poggi era stato \u201cpompato\u201d a dismisura da quotidiani e settimanali della carta stampata per un mese intero, se ne sono impossessate le reti televisivi, pubbliche e private.<\/p>\n\n\n\n<p>Svegliatesi dal lungo letargo estivo in cui cadono d\u2019estate, le televisioni, che fino a quel momento avevano giocoforza seguito il caso solamente attraverso i servizi dei telegiornali, se ne sono violentemente impossessate con i propri programmi cos\u00ec detti \u201ctalk show\u201d, di parole in libert\u00e0 che diventano spettacolo e spettacolo fan tutto diventare, anche il dolore e la tragedia.<\/p>\n\n\n\n<p>Approfittando anche delle contemporanee vicessitudini delle indagini \u2013 quelle vere \u2013 giudiziarie, per cui Alberto Stasi \u00e8 finito in carcere per alcuni giorni, salvo poi essere rimesso in libert\u00e0 da un altro magistrato, che ha ritenuto insufficienti, o inconsistenti, non \u00e8 dato sapere al momento, le prove, o indizi che dir si voglia raccolte a carico dell\u2019indagato dagli inquirenti, hanno dilatato il caso a dismisura, l\u2019hanno spettacolarizzato anche per eccesso, l\u2019hanno sfracellato fino all\u2019ultimo brandello possibile e immaginabile, ne han fatto scempio, ne han fatto strame.<\/p>\n\n\n\n<p>Come a Cogne, ma peggio a Garlasco, hanno celebrato i processi, pur negando di volerlo fare, seguendo il logoro copione di alcuni compari di chiacchierata colpevolisti e gli altri innocentisti, per cui ognuno dice la sua, su quel poco che sa, o finge di sapere e alla fine non solo la verit\u00e0 cercata continua a latitare, ma si allontana: poi, se ne sa sempre meno di prima, non si conclude mai nulla, alla fine resta sempre soltanto una confusione maggiore. Oltre che, certo, l\u2019audience, cui si \u00e8 sacrificato ogni pudore, da immolare alla pubblicit\u00e0, al successo, al denaro.<\/p>\n\n\n\n<p>Come a Cogne, ma peggio a Garlasco, abbiamo rivisto il plastico della casa, le piantine sulla dislocazione di impronte, masserizie e suppellettili, le foto delle macchie di sangue sulla scena del crimine.<\/p>\n\n\n\n<p>Il pi\u00f9 abile, in questa finzione di spettacolo mascherato da informazione, andata in onda su ogni dove, Enrico Mentana: spara parole a mitraglia, dice sempre di voler far le domande che farebbe la gente da casa, riesce nell\u2019impossibile di condannare in teroria ci\u00f2 che fa esattamente e contemporaneamente in pratica: infatti, in realt\u00e0 anch\u2019egli, appena un tantino di abilit\u00e0 e dunque di ipocrisia in pi\u00f9, fa i processi mediatici e fa i teatrini televisivi, cui ha acquisito, strappata al diretto, maggior concorrente, la Barbara Palombelli.<\/p>\n\n\n\n<p>S\u00ec, lui.<\/p>\n\n\n\n<p>Bruno Vespa.<\/p>\n\n\n\n<p>Si era fregato le mani in anticipo, in pubbliche dichiarazioni: Garlasco, poi ancora Garlasco e nient\u2019altro che Garlasco.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il risultato alla fine, in una grottesca puntata di Porta a Porta, \u00e8 stato devastante.<\/p>\n\n\n\n<p>Come a Cogne, ma peggio a Garlasco, c\u2019era una bicicletta, in luogo dei sandali, in luogo del cucchiaio.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma, a parte qualche timida new entry, non ci posso credere, c\u2019erano sempre gli stessi teatranti, trascinatisi immarcescibili da Novi Ligure, a Cogne, da Parma a Garlasco: il maglioncino colorato dello psichiatra Paolo Crepet, la barba lunga del criminologo Francesco Bruno, le gambe accavallate della giudice del tribunale dei minori di Roma (l\u2019abbiamo imparato a memoria! ma, come direbbe qualcuno, appunto: che c\u2019azzecca? ) Simonetta Matone.<\/p>\n\n\n\n<p>Mancava soltanto l\u2019avvocato Carlo Taormina.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma siccome al peggio non c\u2019\u00e8 mai fine, coraggio, lo sappiamo gi\u00e0: \u00e8 soltanto questione di tempo, in un modo o nell\u2019altro arriver\u00e0 a Garlasco anche lui.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<h1 class=\"wp-block-heading\"><strong>B \u2013&nbsp; Lo scempio dei giornali<\/strong><\/h1>\n\n\n\n<p>(12 novembre 2007)<\/p>\n\n\n\n<p>Sul fronte delle indagini non si sono registrate novit\u00e0 decisive.<\/p>\n\n\n\n<p>A dire il vero, sia pur con una periodicit\u00e0 di giorno in giorno sempre minore, i giornali hanno dato sinteticamente conto in questo periodo dei risultati delle analisi scientifiche, nel frattempo acquisiti, rilevando che, sia per l\u2019orario del decesso, sia per le impronte rilevate, essi inchioderebbero l\u2019\u201d<em>unico indagato<\/em>\u201d, Alberto Stasi.<\/p>\n\n\n\n<p>Al che, come sempre pi\u00f9 spesso succede ormai, per quanto attiene&nbsp; all\u2019amministrazione della giustizia, la gente non capisce, trovandosi di fronte a decisioni, comunque a fatti, fuori dal senso comune, in stridente contrasto con le logiche pi\u00f9 elementari.<\/p>\n\n\n\n<p>Come di nuovo in questo caso: se ci sono le prove della sua colpevolezza, perch\u00e9 Alberto Stasi non viene arrestato e rinviato a giudizio? E se non ci sono, perch\u00e9 continua ad essere l\u2019unico indagato e non si indaga altrove?<\/p>\n\n\n\n<p>Nel frattempo, l\u2019attenzione dei mass-media sul caso dell\u2019omicidio di Chiara Poggi a Garlasco, anche per la mancanza di novit\u00e0 decisive, \u00e8 andato progressivamente scemando.<\/p>\n\n\n\n<p>I teatrini televisivi di Vespa e Mentana hanno trovato nel caso delll\u2019assassinio a Perugia di una studentessa&nbsp; inglese, Meredith Kercher, i nuovi personaggi da rappresentare.<\/p>\n\n\n\n<p>Sui giornali, soltanto brevi e retoriche note di aggiornamento sui risultati delle analisi scientifiche, di cui abbiamo detto.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma c\u2019\u00e8 stato un periodo, per fortuna breve, subito dopo lo \u201cscempio\u201d delle televisioni, in cui anche i giornali, evidentemente trascinati al ribasso, hanno dato il peggio di s\u00e9.<\/p>\n\n\n\n<p>I quotidiani.<\/p>\n\n\n\n<p>Uno, in&nbsp; particolare: \u201cLibero\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Con la presunta giustificazione che sarebbero state testimonianze a favore dell\u2019innocenza di Alberto Stasi, a proposito della mancanza di tracce ematiche sulle sue scarpe, ha pubblicato numerose foto della scena del crimine, con una tale esposizione di sangue, da fare invidia al Quentin Tarantino di \u201cPulp fiction\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma questo \u00e8 una finzione, appunto, soltanto un film; la morte della povera Chiara Poggi, invece, una tragica realt\u00e0, di cui, mostrandone i particolari pi\u00f9 crudi e raccapriccianti, senza il minimo di quella \u201cpietas\u201d che dovrebbe assistere tutti in simili circostanze, non si \u00e8 avuto alcun rispetto.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi, anche altri \u2013 e sorprende trovare \u201cRepubblica\u201d&nbsp; &#8211; sono scivolati nel cattivo gusto e sono caduti nella pornografia, nel momento in cui hanno pubblicato ampi stralci degli interrogatori degli inquirenti a Carlo Stasi, in particolare quelli contenenti particolari scabrosi che in sede giudiziaria avevano un senso, mentre buttati in pasto senza motivo alla curiosit\u00e0 pi\u00f9 becera del pubblico suscitano sconcerto e, in chi ne \u00e8 ancora capace, indignazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Le abitudini sociali e sessuali dei due fidanzati. Le loro espressioni sentimentali. I testi dei messaggini che si mandavano. Finanche l\u2019eventuale presenza delle&nbsp; mestruazioni di Chiara.<\/p>\n\n\n\n<p>Una prova che al peggio non c\u2019\u00e8 mai fine, nello smarrimento del rispetto, nella corsa impazzita verso il trash sempre pi\u00f9 puzzolente e orripilante.<\/p>\n\n\n\n<p>Tout court, una vergogna.<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2025\/05\/16\/dossier-non-e-che-siamo-a-csi-che-in-mezzora-si-sa-tutto-ma-sono-passati-18-anni-dal-delitto-di-chiara-poggi-ed-e-ora-di-saperne-di-piu-intanto-ecco-motivi-e-personaggi-in-a\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2025\/05\/16\/dossier-non-e-che-siamo-a-csi-che-in-mezzora-si-sa-tutto-ma-sono-passati-18-anni-dal-delitto-di-chiara-poggi-ed-e-ora-di-saperne-di-piu-intanto-ecco-motivi-e-personaggi-in-a\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di&nbsp;Giuseppe Puppo __________ Clamorose novit\u00e0 sul delitto di Chiara Poggi, 26 anni, di Garlasco, in provincia di Pavia, uccisa in casa sua il 13 agosto 2007, uno dei casi di cronaca nera che pi\u00f9 ha appassionato e diviso gli Italiani, e per cui \u00e8 stato condannato in via definitiva, dopo ben cinque gradi di giudizio, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":243119,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1,69,31],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/243117"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=243117"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/243117\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":243127,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/243117\/revisions\/243127"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/243119"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=243117"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=243117"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=243117"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}