{"id":24325,"date":"2014-02-09T09:22:18","date_gmt":"2014-02-09T09:22:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=24325"},"modified":"2014-02-09T09:22:18","modified_gmt":"2014-02-09T09:22:18","slug":"fame-nel-mondo-disinformazione-e-scienza-chi-ha-paura-delle-nuove-tecnologie-hyst-ed-ogm","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2014\/02\/09\/fame-nel-mondo-disinformazione-e-scienza-chi-ha-paura-delle-nuove-tecnologie-hyst-ed-ogm\/","title":{"rendered":"FAME NEL MONDO. DISINFORMAZIONE E SCIENZA.  CHI HA PAURA DELLE NUOVE TECNOLOGIE: HYST ED OGM"},"content":{"rendered":"<p>\u00abSiamo un paese di truffatori, o, magari, qualcuno ha interesse a farci passare come tali\u00bb. Cos\u00ec afferma il dr Antonio Giangrande, noto saggista di fama mondiale e presidente dell\u2019Associazione Contro Tutte le Mafie, sodalizio antimafia riconosciuto dal Ministero dell\u2019Interno. Associazione fuori dal coro e fuori dai circuiti foraggiati dai finanziamenti pubblici.<\/p>\n<p>\u00abOgni qualvolta c\u2019\u00e8 una nuova tecnologia o una nuova terapia, che non sia abilitata e di propriet\u00e0 intellettuale delle grandi lobbies, ecco l\u00ec che interviene la magistratura a stoppare il tutto. Dei metodi Di Bella e Stamina sono argomenti che ho trattato nei miei libri nel tema della sanit\u00e0. In questa sede voglio parlare delle tecnologie HYST e degli OGM, trattati nei miei libri nel tema delle frodi agro alimentari.\u00bb<\/p>\n<p>\u201cL&#8217;Italia sfamer\u00e0 il Mondo grazie alla tecnica BioHyst. Gli scienziati italiani hanno scoperto un nuovo metodo per ricavare farine proteiche dai sottoprodotti dell\u2019industria molitoria attraverso un processo di frammentazione degli scarti-\u00a0 scrive Anna Germoni<em>\u00a0<\/em>su<em>\u00a0\u201cPanorama\u201d &#8211;\u00a0<\/em>Nel mondo, 800 milioni di persone soffrono di fame. In Italia da alcuni anni c\u2019\u00e8 una tecnologia, denominata Hyst, in grado di valorizzare a fini alimentari i residui di attivit\u00e0 agricole. A sperimentarlo un\u2019associazione onlus, Scienza per Amore, che conta 200 soci, ha la titolarit\u00e0 del brevetto e un progetto internazionale,\u00a0Bits of Future: food for all. Con questa tecnologia si ricavano farine proteiche dai sottoprodotti dell\u2019industria molitoria, attraverso un processo di frammentazione degli scarti. Il ministero della Salute, il 19 dicembre del 2012 ha dato \u00abparere positivo alla produzione e commercializzazione di integratore alimentare di vitamina B1, manganese e fosforo prodotto con il sistema Hyst\u00bb; anche quello delle Politiche agricole il 18 dicembre del 2012 si \u00e8 espresso favorevolmente \u00abper la produzione e commercializzazione di frumento prodotto da crusca\u00bb. Sei paesi africani: Burkina Faso, Camerun, Congo, Ruanda, Senegal, Somalia e Burundi, interessati a questa tecnologia, hanno ottenuto l\u2019ok dalla World Bank di Washington e della Banca Africana di Sviluppo di Tunisi per installarla. L\u2019impianto \u00e8 stato sperimentato da universitari e persone altamente qualificate che ne hanno attestato l\u2019efficacia fra le certificazioni, quelle delle universit\u00e0 de La Sapienza di Roma, di Milano, la Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza, l\u2019Asl di Pavia, Confindustria energia.\u00a0<em>Il macchinario, su cui girano miliardi di euro, viene inghiottito da due filoni giudiziari.<\/em>\u00a0Da una parte i ministeri della Salute e delle Politiche agricole, esprimono pareri favorevoli sulla validit\u00e0 e potenzialit\u00e0 di tale impianto e della tecnologia che usa, dall\u2019altra la polizia municipale boccia l\u2019utilit\u00e0 e l\u2019adeguatezza del metodo Hyst. I soci della onlus hanno chiesto il dissequestro alla Procura di Roma e che sia disposto incidente probatorio al fine di testare l\u2019efficacia di impianto e tecnologia alla presenza di consulenti nominati dal \u00a0giudice. Tali istanze sono state per ora rigettate, impedendo agli indagati di smontare in concreto le accuse di vigili urbani e PM di Roma. Chi ha titolo per valutare l\u2019efficacia di una tecnologia, i dicasteri competenti o la polizia municipale? I soci di una onlus che si autofinanzia possono truffare se stessi? Chi ha interesse a bloccare questo impianto?\u201d\u00a0Si chiede ancora Anna Germoni<em>\u00a0<\/em>su<em>\u00a0\u201cPanorama\u201d.<\/em><\/p>\n<p><em>\u201c<\/em>Tecnologia Hyst: truffa o rivoluzione umanitaria? &#8211; Si chiede\u00a0<em>Patrizia Notarnicola su \u201cL\u2019Indro\u201d. &#8211;\u00a0<\/em>\u00a0La tecnologia Hyst (Hypercritical Separation Technology) \u00e8 un sistema, inventato e perfezionato negli ultimi 40 anni dall&#8217;ingegnere Umberto Manola, per trasformare scarti dell&#8217;industria alimentare (cruscame) e biomasse agricole (ad esempio paglia e legno) \u00a0in componenti per l&#8217;alimentazione umana, per la zootecnica e per la produzione di biocarburanti. In poche parole, dagli scarti si otterrebbero soprattutto farine alimentari a basso costo e senza alcun impatto ambientale, con un grandissimo vantaggio per i Paesi pi\u00f9 poveri.\u201d<\/p>\n<p>\u201cUna setta? Forse solo degli illusi che voglio fare arte e mettere a disposizione dei governi nuovi strumenti tecnologici per sopperire alla carenza alimentare dei paesi pi\u00f9 poveri? Sta di fatto che l\u2019associazione\u00a0<em>Scienza per l\u2019Amore<\/em>\u00a0ha visto sequestrati preventivamente entrambi i siti web dove promuovevano le loro attivit\u00e0 e progetti. Il Tribunale di Roma, con la Procura della Repubblica \u2013 Direzione distrettuale antimafia, ha dato mandato alla Polizia locale di Roma Capitale, con il suo Gruppo di elite sulla Sicurezza Sociale Urbana, all\u2019oscuramento in base al Proc. Pen. N. 13650\/11 R.G.I.P. e il Proc. Pen. N. 25093\/10 R.G.N.R., probabilmente perch\u00e9 sospettati di essere dei truffatori con il voler contribuire alla crescita e al benessere dell\u2019Africa, mettendo in grado gli stessi africani di sfruttare al meglio le risorse locali, dove sono endemiche le carenza alimentari ed energetiche &#8211; scrive Nero Penna &#8211; Il Progetto\u00a0<em>Bits of Future: Food For All<\/em>\u00a0pu\u00f2 lasciare alcuni per lo meno perplessi sulla possibilit\u00e0 che un macchinario trasformi degli scarti in cibo, ma sequestrare la loro vetrina senza specificarne le motivazioni. Bisogna diffidare dei soci e simpatizzanti dell\u2019associazione, e perch\u00e9? Magari sono contagiosi ed \u00e8 consigliabile non stringere loro la mano. Sul sito veniva sbandierata l\u2019adesione di una serie di stati africani (Repubblica del Senegal, Governo di Transizione della Repubblica Somala, Repubblica del Burkina Faso, Repubblica del Camerun, Repubblica del Ruanda, Repubblica del Burundi, Repubblica del Congo Brazzaville) al Progetto con lettere di ministri e rappresentanze diplomatiche. Forse sono solo il frutto di millantato credito o come \u00e8 spesso accade un\u2019occasione per dei governanti di fare un po\u2019 di business?\u201d<\/p>\n<p><strong>CHI HA PAURA DELL\u2019OGM?<\/strong><\/p>\n<p>\u201c\u00abOgm? L\u2019unica cosa di cui dovete aver paura \u00e8 il terrorismo pseudo-scientifico che uccide il biotech\u00bb, &#8211; scrive\u00a0Emmanuele Michela su \u201cTempi\u201d &#8211; Pierdomenico Perata, rettore della Sant\u2019Anna di Pisa, smonta tutte le leggende sugli organismi \u201cgiornalisticamente modificati\u201d. Ma ammette: \u00abPurtroppo in questo campo chi fa disinformazione \u00e8 pi\u00f9 abile di chi informa\u00bb. Nel clima di sospetto che verte attorno ai cibi transgenici la stampa ha giocato un ruolo chiave, e a\u00a0<em>Tempi<\/em>\u00a0Perata cerca di fare luce sui tanti limiti e pericoli addebitati a questo genere di colture. \u00abAi giornalisti piace inventare titoli a effetto. E cos\u00ec nascono anche leggende che non esistono, come la \u201cfragola-pesce\u201d, o la storia che i semi Ogm sarebbero sterili. Eppure, tra ricercatori, scienziati e biotecnologi il fronte sembra compatto nel guardare con favore agli Ogm.\u00bb\u201d<\/p>\n<p>\u201cFino ad oggi un solo coltivatore, a Vivaro in Friuli, aveva seminato mais ogm &#8211; su un piccolo appezzamento di poco pi\u00f9 di mezzo ettaro &#8211; fra proteste, denunce e mobilitazioni di ambientalisti e soprattutto di contadini &#8211; scrive Jenner\u00a0 Meletti su \u201cLa Repubblica\u201d &#8211; Adesso invece una &#8220;Petizione pro mais transgenico Mon 810&#8243; viene firmata da oltre 600 imprenditori agricoli del mantovano (associati alla Confagricoltura) e inviata alla Regione Lombardia.\u201d<\/p>\n<p>\u201cStessa biodiversit\u00e0 campi ogm e non. Lo indica il primo studio sulle coltivazioni in Africa &#8211; scrive \u201cL\u2019Ansa\u201d &#8211; Il primo studio sui campi di mais geneticamente modificato (gm) in Africa indica che la biodiversit\u00e0 degli insetti \u00e8 uguale a quella presente nelle colture tradizionali, sia per la variet\u00e0 delle specie che per il numero di individui. Condotto in Sudafrica e pubblicato sulla rivista Environmental Entomology, il risultato si deve al gruppo di ricerca coordinato da Johnnie van den Berg, della North-West University. I dati confermano quelli raccolti finora dalle ricerche condotte in Cina, Spagna, e Stati Uniti su campi di riso, cotone e mais gm. La biodiversit\u00e0 di un ecosistema agricolo, scrivono gli autori dello studio, \u00e8 importante non solo per il suo valore intrinseco, ma perch\u00e9 influenza le funzioni ecologiche vitali per la produzione vegetale nei sistemi agricoli sostenibili e nell&#8217;ambiente circostante. Una delle preoccupazioni pi\u00f9 comuni in merito alle colture geneticamente modificate \u00e8 il potenziale impatto negativo che potrebbero avere sulla diversit\u00e0 e l&#8217;abbondanza degli organismi che ospitano, e successivamente sulle funzioni degli ecosistemi. Pertanto, proseguono gli autori, \u00e8 essenziale valutare il potenziale rischio ambientale di queste colture e il loro effetto sulle specie. Tuttavia la valutazione dell&#8217;impatto del granturco ogm sull&#8217;ecosistema \u00e8 stata finora ostacolata dalla mancanza di liste di controllo delle specie presenti nelle coltivazioni di mais. Il primo obiettivo dello studio \u00e8 stato quindi compilare una lista degli insetti che popolano queste colture per confrontare la diversit\u00e0 e l&#8217;abbondanza nelle coltivazioni ogm. In due anni in entrambi i campi considerati nella ricerca sono stati censiti 8.771 insetti di 288 specie, fra decompositori, erbivori, predatori, e parassiti. I dati indicano che, per quanto riguarda i campi di mais in Sudafrica, &#8221;la diversit\u00e0 di insetti nei sistemi agricoli ogm &#8211; sottolinea van den Berg &#8211; \u00e8 elevata come nei sistemi di agricoltura tradizionali&#8221;.\u201d<\/p>\n<p>\u201cLa comunicazione della scienza nell\u2019era dei social: emozionare o informare? &#8211; Si chiede Moreno Colaiacovo su \u201cI Mille\u201d &#8211; Organismi geneticamente modificati, metodo Stamina, sperimentazione animale: il dibattito pubblico su temi scientifici \u00e8 pi\u00f9 acceso che mai. Incalzata dai media e dai gruppi di pressione, la politica si \u00e8 trovata ad affrontare \u2013 spesso con scarsi risultati \u2013 problemi complessi, in cui l\u2019aspetto scientifico e quello sociale si sono mescolati a tal punto da risultare molte volte indistinguibili. E se alla classe politica possiamo rimproverare di non aver affrontato razionalmente questi problemi, concedendo troppo alla demagogia, d\u2019altra parte non si pu\u00f2 dire che la popolazione avesse gli strumenti per valutare lucidamente le questioni che di volta in volta venivano sollevate: raramente i media hanno scelto di spiegare, quasi sempre hanno preferito\u00a0scandalizzare, commuovere o spaventare. Impostare un dibattito sui binari dell\u2019emotivit\u00e0 \u00e8 il modo pi\u00f9 semplice per muovere le coscienze, soprattutto in un Paese come il nostro, dove la cultura scientifica \u00e8 da sempre trattata con supponenza e sospetto. Parte di questa strategia ha a che fare con l\u2019uso delle immagini. Puoi fare un discorso perfettamente logico e convincente, puoi presentare numeri e tabelle, ma il castello della razionalit\u00e0 crolla miseramente se dall\u2019altra parte c\u2019\u00e8 un\u2019immagine vincente. Con le immagini \u00e8 tutto pi\u00f9 facile: basta una foto per far scattare a piacimento sentimenti come la rabbia, l\u2019indignazione, la paura, la piet\u00e0. E i tre temi menzionati all\u2019inizio di questo articolo, in effetti, hanno tutti un denominatore comune: in tutti questi casi l\u2019opinione pubblica \u00e8 stata condizionata e plasmata anche grazie all\u2019uso di immagini forti. Immagini che passano in TV e sui giornali, ma che diventano virali soprattutto sui social network, Facebook in particolare. Nel caso degli\u00a0OGM\u00a0si \u00e8 voluto spaventare. Basta cercare \u201cOGM\u201d su Google per rendersene conto: le immagini neutrali o favorevoli agli organismi geneticamente modificati sono una minima parte rispetto ai mostruosi fotomontaggi che hanno accompagnato questa tecnologia fin dalla sua nascita. Pensiamo alla fragola-pesce, una creatura mitologica che \u00e8 ormai entrata a far parte dell\u2019immaginario collettivo. Una vera e propria leggenda metropolitana che si \u00e8 rivelata essere lo strumento perfetto per allontanare l\u2019interlocutore dal sentiero della razionalit\u00e0 e spingerlo verso le pulsioni pi\u00f9 istintive, che ci portano a fuggire da tutto ci\u00f2 che \u00e8 nuovo e sconosciuto, invitandoci ad approdare al porto sicuro della tradizione e dei bei tempi andati. Ovviamente\u00a0non \u00e8 mai esistita nessuna fragola-pesce, ma l\u2019immagine era cos\u00ec evocativa da resistere ancora oggi, a distanza di anni dalla sua comparsa sui media. Cosa dire invece del\u00a0metodo Stamina? Il caso \u00e8 diventato di pubblico dominio grazie alle Iene, il cui messaggio \u00e8 passato in gran parte attraverso la strumentalizzazione di immagini di bambini malati e sofferenti. Gli scienziati, dal canto loro, hanno dovuto subire l\u2019accusa infamante di essere persone insensibili, fredde macchine razionali impossibili da scalfire persino con la pi\u00f9 straziante delle tragedie umane. Eppure \u00e8 esclusivamente con la razionalit\u00e0 e la lucidit\u00e0 che si pu\u00f2 fare scienza, e trasformare le nuove conoscenze in soluzioni terapeutiche concrete ed efficaci. Ma quando dall\u2019altra parte c\u2019\u00e8 il dolore di un bambino sbattuto in prima pagina (o in prima serata), qualunque considerazione ancorch\u00e9 giusta svanisce istantaneamente. Infine, la questione pi\u00f9 scottante e attuale, quella relativa alla\u00a0sperimentazione animale. Anche qui, la battaglia tra le due fazioni (perch\u00e9 di guerra si tratta, in molti casi) si \u00e8 combattuta a suon di immagini. I movimenti animalisti hanno fatto abbondante uso di fotografie terribili, con animali costretti a subire tremende torture, ma non hanno disdegnato nemmeno sapienti fotomontaggi volti a screditare quei ricercatori che avevano difeso pubblicamente l\u2019utilit\u00e0 della vivisezione (come viene impropriamente chiamata). Poco importa se le immagini cruente di animali straziati non corrispondano alla realt\u00e0, almeno non qui in Europa, e ancor meno importa il fatto che circa il\u00a092% degli scienziati\u00a0ritenga che purtroppo non si possa fare a meno della sperimentazione animale. L\u2019impatto emotivo di quelle foto e di quei camici insanguinati \u00e8 semplicemente devastante. Le immagini sono uno strumento potentissimo all\u2019interno di una discussione, specie se gli interlocutori non sono molto informati sul tema. Spesso raggiungono l\u2019obiettivo, muovendo le masse verso una posizione piuttosto che un\u2019altra. E ad avvantaggiarsene sono stati anche coloro che stanno dalla parte della scienza, come dimostra la recente vicenda di\u00a0Caterina Simonsen, suo malgrado divenuta nel giro di poche settimane una celebrit\u00e0 della rete. Il coinvolgimento emotivo \u00e8 un\u2019arma micidiale, che pu\u00f2 essere usato sia dagli oppositori della scienza, sia da quelli che dovrebbero esserne i paladini. Ma \u00e8 davvero la strategia migliore? Dal punto di vista etico, sfruttare immagini di persone sofferenti per portare avanti una causa non sembra certo il massimo della correttezza. Tuttavia, non \u00e8 a questo che mi riferisco, quanto piuttosto all\u2019efficacia di questo approccio nel lungo periodo. Le immagini scioccanti sono perfette per orientare l\u2019opinione pubblica in merito al singolo episodio (i movimenti animalisti hanno obiettivamente accusato il colpo dopo la vicenda di Caterina), ma hanno il difetto di mancare il bersaglio grosso, quello che un amante della scienza dovrebbe considerare come l\u2019obiettivo prioritario: insegnare a\u00a0valutare un problema in modo razionale, informandosi e pesando pro e contro. In teoria, viviamo in una democrazia moderna, relativamente colta e istruita. Dovremmo quindi smetterla di trattare le persone come un gregge da guidare da una valle all\u2019altra ogni volta che si presenta un nuovo argomento di discussione.\u00a0Oggi \u00e8 la sperimentazione animale, domani potrebbe essere qualcos\u2019altro. La verit\u00e0 \u00e8 che esiste soltanto una bussola che permette di trovare sempre, in ogni circostanza, la via giusta: \u00e8 la bussola del pensiero critico, della logica e della corretta informazione. Educare le persone a usarla le render\u00e0 cittadini liberi, e realmente consapevoli delle proprie opinioni. Fare informazione corretta paga. Prendiamo ad esempio il recentissimo\u00a0sondaggio IPSOS\u00a0sulla sperimentazione animale: la percentuale di favorevoli saliva dal 49% al 57% se agli intervistati venivano fornite informazioni di base sull\u2019argomento. In modo analogo, all\u2019ultimo Festival della Letteratura di Mantova, il ricercatore Dario Bressanini e la giornalista Beatrice Mautino erano riusciti a vincere un\u00a0confronto Oxford-style\u00a0sul tema degli OGM, convincendo molti scettici a passare dalla loro parte. Comunicare la scienza in modo pacato, chiaro e oggettivo rimane ancora la strategia vincente. Anche nell\u2019era di Twitter e Facebook.\u201d<\/p>\n<p><em><br \/>\n<\/em><\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2014\/02\/09\/fame-nel-mondo-disinformazione-e-scienza-chi-ha-paura-delle-nuove-tecnologie-hyst-ed-ogm\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2014\/02\/09\/fame-nel-mondo-disinformazione-e-scienza-chi-ha-paura-delle-nuove-tecnologie-hyst-ed-ogm\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abSiamo un paese di truffatori, o, magari, qualcuno ha interesse a farci passare come tali\u00bb. Cos\u00ec afferma il dr Antonio Giangrande, noto saggista di fama mondiale e presidente dell\u2019Associazione Contro Tutte le Mafie, sodalizio antimafia riconosciuto dal Ministero dell\u2019Interno. 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