{"id":24432,"date":"2014-02-11T17:05:45","date_gmt":"2014-02-11T17:05:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=24432"},"modified":"2014-02-11T17:05:45","modified_gmt":"2014-02-11T17:05:45","slug":"lotta-allevasione-fiscale-e-contributiva-da-quale-pulpito-arriva-la-predica-se-lo-stato-e-il-primo-evasore-in-italia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2014\/02\/11\/lotta-allevasione-fiscale-e-contributiva-da-quale-pulpito-arriva-la-predica-se-lo-stato-e-il-primo-evasore-in-italia\/","title":{"rendered":"LOTTA ALL\u2019EVASIONE FISCALE E CONTRIBUTIVA. DA QUALE PULPITO ARRIVA LA PREDICA, SE LO STATO E\u2019 IL PRIMO EVASORE IN ITALIA?"},"content":{"rendered":"<p>\u00abSiamo un paese di truffatori, o, magari, qualcuno ha interesse a farci passare come tali\u00bb. Cos\u00ec afferma il dr Antonio Giangrande, noto saggista di fama mondiale e presidente dell\u2019Associazione Contro Tutte le Mafie, sodalizio antimafia riconosciuto dal Ministero dell\u2019Interno. Associazione fuori dal coro e fuori dai circuiti foraggiati dai finanziamenti pubblici.<\/p>\n<p><strong>Evasione fiscale, buco di 52 miliardi nel 2013.<\/strong>\u00a0<em>In base alle indagini delle Fiamme Gialle, l&#8217;evasione fiscale italiana del 2013 \u00e8 pari a 51,9 miliardi di euro, scrive\u00a0<\/em>Angelo Scarano\u00a0su \u201cIl Giornale\u201d. Le\u00a0<strong>evasioni fiscali<\/strong>\u00a0in Italia sono all&#8217;ordine del giorno: niente<strong>\u00a0scontrino<\/strong>, niente fatture, insomma, niente di niente. \u00c8 cos\u00ec, oggi lo Stato italiano ha scoperto che nelle sue casse c&#8217;\u00e8 un<strong>\u00a0buco<\/strong>\u00a0di 51,9 miliardi di euro non versati: colpa delle societ\u00e0 italiane, che per non incappare nel Fisco hanno attuato i tanto famosi &#8220;trasferimenti di comodo&#8221;, spostando le proprie residenze o le basi delle societ\u00e0 nei cosiddetti\u00a0<em>paradisi fiscali<\/em><strong>\u00a0<\/strong>&#8211; Cayman, Svizzera, Andorre -. Quanto agli oltre ottomila evasori totali scoperti, hanno occultato redditi al fisco per 16,1 miliardi, mentre i ricavi non contabilizzati e i costi non deducibili riferibili ad altri fenomeni evasivi &#8211; dalle frodi carosello ai reati tributari fino alla piccola evasione &#8211; ammontano a 20,7 miliardi, una cifra pi\u00f9 che consistente. Il totale dell&#8217;IVA evasa dagli italiani sarebbe di circa 5 miliardi: un dato che non sorprende, se si considera che secondo una recente ricerca della Guardia di finanza su 400.000 controlli effettuati, il 32% delle attivit\u00e0 almeno un paio di volte hanno emesso uno scontrino falso, o non lo hanno emesso proprio. Per frodi e<strong>\u00a0reati fiscali<\/strong>, lo scorso anno sono state denunciate 12.726 persone, con 202 arresti. Nei confronti dei responsabili delle frodi fiscali, i finanzieri hanno avviato procedure di sequestro di beni mobili, immobili, valuta e conti correnti per 4,6 miliardi di euro. Oltretutto, in Italia sono presenti 14.220 lavoratori completamente in nero, scoperti nel 2013, e 13.385 irregolari, impiegati da 5.338 datori di lavoro. Con una media di una su tre societ\u00e0 che non emette scontrini, non sorprende come l&#8217;evasione sia arrivata a cifre stellari, e come tendenzialmente \u00e8 destinata ad aumentare col tempo.<\/p>\n<p><strong>I datori di lavoro versano i contributi (altrimenti \u00e8 un reato). Lo stato il primo evasore fiscale: INPDAP non versa i contributi come fanno le aziende ordinariamente.\u00a0<\/strong>Lo Stato \u00e8 il primo evasore contributivo. Secondo stime attendibili (ma non ufficiali) il datore di lavoro di oltre 3 milioni di persone avrebbe mancato di versare circa 30 miliardi di contributi. Risultato? Un buco enorme nell&#8217;Inpdap che poi \u00e8 stato scaricato sull&#8217;Inps con un&#8217;operazione di fusione alquanto discutibile. Non ha versato all&#8217;INPDAP i contributi previdenziali dei suoi dipendenti&#8230;<\/p>\n<p><strong>Cresce il buco nei conti dell&#8217;INPS.\u00a0<em>Nel 2015 lo Stato dovr\u00e0 sborsare 100 miliardi per ripianare l&#8217;ammanco dell&#8217;istituto. Prendendoli da pensionati e contribuenti.\u00a0<\/em><\/strong>Inps, Mastrapasqua al governo: &#8220;Allarme conti&#8221;. Ma Saccomanni lo smentisce, scrive Il Fatto Quotidiano. Il presidente dell&#8217;istituto scrive ai ministri Saccomanni e Giovanni: &#8220;Valutare un intervento dello Stato per coprire i deficit dell&#8217;ex Inpdap, altrimenti le passivit\u00e0 aumenteranno&#8221;. L&#8217;ultimo bilancio segnava un rosso di quasi 10 miliardi. E a &#8220;La Gabbia&#8221; su La7 aveva detto: &#8220;<em>Possiamo sopportare solo 3 anni di disavanzo&#8221;.<\/em>\u00a0Angeletti: &#8220;Avvertimento tardivo&#8221; e Bonanni chiede di fare chiarezza.<\/p>\n<p><strong>Lo stato italiano non ha versato per anni i contributi pensionistici ai dipendenti delle pubbliche amministrazioni e quindi li ha fatti confluire nell\u2019Inps, ponendoli a carico di coloro che la sventura pose a lavorare nel comparto produttivo.\u00a0<\/strong>Forse che i pensionati italiani non saranno solidali con i poveri dipendenti delle pubbliche amministrazioni?<\/p>\n<p><strong>Cerchiamo di raccontare la questione del<\/strong>\u00a0<strong>presunto buco dell\u2019Inps<\/strong>\u00a0<strong>come se fossimo dei privati e non mamma Stato<\/strong>, scrive Nicola Porro su \u201cIl Giornale\u201d. La cosa in fondo \u00e8 semplice. Un paio di anni fa il governo Monti ha deciso di fondere nella grande Inps, la pi\u00f9 piccola Inpdap. \u00c8 il fondo previdenziale che si occupa dei 2,8 milioni di pensionati pubblici. E ovviamente dei prossimi dipendenti statali che andranno in quiescenza. Il motivo formale era nobile: ridurre di 100 milioni il costo di queste burocrazie. In fondo, Inps e Inpdap facevano e fanno lo stesso mestiere: incassano i contributi sociali da lavoratori e datori di lavoro e pagano le pensioni. Si \u00e8 rivelato, dobbiamo presumere senza malizia, come un modo di annacquare un gigantesco buco di bilancio.\u00a0<strong>Se fossimo dei privati sarebbe una bancarotta, pi\u00f9 o meno fraudolenta.<\/strong><strong>\u00a0<\/strong>E vi spieghiamo perch\u00e9. L\u2019Inpdap \u00e8 nato nel 1994. Prima lo Stato italiano la faceva semplice e male. Non pagava i contributi per i propri dipendenti pubblici, ritenendola una partita di giro. Perch\u00e9 accantonare risorse per le future pensioni pubbliche, si saranno detti i furbetti della Prima repubblica? Paghiamo il dovuto, cio\u00e8 apriamo la cassa, solo quando la pensione sar\u00e0 maturata. Se volete si tratta di una variazione ancora peggiore rispetto allo schema Ponzi (dal grande truffatore italo americano) del metodo retributivo. Quando nel 1994 si crea l\u2019ente previdenziale si pone dunque il problema. Come facciamo? Semplice, da oggi in poi la Pubblica amministrazione \u00e8 costretta a pagare anno per anno i suoi contributi, cos\u00ec come tutti i datori privati lo fanno ogni mese con l\u2019Inps, al suo fondo di riferimento: l\u2019Inpdap, appunto. Il sistema diventa cos\u00ec corretto e identico a quello di un\u2019azienda privata: il costo del personale pubblico, in questo modo, diventa fedele alla realt\u00e0 e pari (anche in termini di cassa) a stipendio netto, pi\u00f9 tasse e contributi sociali. Ma restava un problema.\u00a0<strong>Cosa fare con i contributi che si sarebbero dovuti versare nel passato? La genialata se la inventa il governo Prodi nel 2006 insieme al ministro del lavoro Damiano.<\/strong>\u00a0All\u2019Inpdap (semplifichiamo per farci capire) lo Stato avrebbe dovuto dare pi\u00f9 di 8 miliardi di euro di contributi non versati, ma maturati dai dipendenti pubblici. Una bella botta. E anche all\u2019epoca avevamo bisogno di fare i fighetti con l\u2019Europa. Per farla breve, lo Stato non ha trasferito gli 8 miliardi all\u2019Inpdap, ma ha fatto come lo struzzo: ha anticipato volta per volta ci\u00f2 che serviva per pagare i conti. Di modo che alla fine dell\u2019anno i saldi con l\u2019Europa quadrassero. I nodi vengono al pettine quando Monti decide di fondere l\u2019Inps con l\u2019Inpdap. Antonio Mastrapasqua, che \u00e8 il super boss delle pensioni private, sa fare bene i suoi conti. E appena si accorge che gli hanno mollato il pacco inizia a tremare.\u00a0<strong>Un imprenditore privato che omettesse di versare i contributi per i propri dipendenti, pur assumendosi l\u2019impegno di pagare la pensione quando maturasse, verrebbe trasferito in un secondo a Regina Coeli o a San Vittore.<\/strong>\u00a0In pi\u00f9, il medesimo imprenditore privato non dovendo versare ogni anno i contributi all\u2019Inps, potrebbe fare il fenomeno con le banche o la Borsa, dicendo di avere molta pi\u00f9 cassa di quanto avrebbe se dovesse andare a versare ogni mese il dovuto. Un mega falso in bilancio da 8 miliardi, questo \u00e8 ci\u00f2 che plasticamente \u00e8 emerso fondendo l\u2019Inpdap nell\u2019Inps. Mastrapasqua resta un servitore dello Stato e, secondo il cuoco, non lo ammetterebbe neanche a sua nonna, ma la fusione dei due enti ha in buona parte compromesso molti degli sforzi fatti per mettere ordine nel suo carrozzone (che tale in buona parte purtroppo resta). Si \u00e8 dovuto sobbarcare un\u2019azienda fallita e non pu\u00f2 prendersela pi\u00f9 di tanto con il suo principale creditore: che si chiama Stato Italiano. La morale \u00e8 sempre quella.\u00a0<strong>Mentre i privati chiudono, falliscono, si disperano per pagare tasse e contributi sociali, lo Stato centrale se ne fotte.<\/strong>\u00a0Come diceva il marchese del Grillo: \u00abIo so io e voi nun siete un cazzo.\u00bb<\/p>\n<p><strong>C&#8217;\u00e8 soltanto una categoria professionale che invece sta versando molti pi\u00f9 contributi di quanto riceve in termini di assegni pensionistici<\/strong>, scrive Andrea Telara su \u201cPanorama\u201d. Si tratta degli iscritti alla Gestione Separata, cio\u00e8 quel particolare fondo dell&#8217;Inps in cui confluiscono i versamenti previdenziali dei lavoratori precari (come i collaboratori a progetto) e dei liberi professionisti con la partita iva, non iscritti agli Ordini. Nel 2013, il bilancio della Gestione Separata sar\u00e0 in attivo per oltre 8 miliardi di euro. Va detto che questo risultato ha una ragion d&#8217;essere ben precisa: tra i precari italiani e tra le partite iva senza Ordine, ci sono infatti molti giovani ancora in attivit\u00e0, mentre i pensionati di questa categoria sono pochissimi (il rapporto \u00e8 di 1 a 6). Non si pu\u00f2 tuttavia negare che, se non ci fossero i contributi della Gestione Separata, il bilancio dell&#8217;Inps sarebbe in una situazione ancor peggiore di quella odierna. In altre parole, oggi ci sono in Italia quasi 2 milioni di lavoratori precari e di partite iva che tengono in piedi i conti dell&#8217;intero sistema previdenziale e che pagano una montagna di soldi per mantenere le pensioni di altre categorie, compresi gli assegni d&#8217;oro incassati da qualche ex-dirigente d&#8217;azienda. tema dei \u00abcontributi pensionistici silenti\u00bb, che vengono versati dai lavoratori precari, parasubordinati e libero professionisti privi di un ordine di categoria, alla gestione separata dell\u2019Inps. Contributi che per\u00f2 non si trasformano in trattamenti previdenziali, poich\u00e9 quei cittadini non riescono a maturare i requisiti minimi per la pensione: e che restano nelle casse dell\u2019ente pubblico per pagare quelle degli altri. \u00c8 un assetto che\u00a0<strong>penalizza proprio i giovani e i precari<\/strong><strong>,<\/strong>\u00a0che con maggiore difficolt\u00e0 raggiungono i 35 anni di anzianit\u00e0, visto che nel mercato legale del lavoro si entra sempre pi\u00f9 tardi e in modo intermittente. Anche quando si matura il minimo di contribuzione richiesto, la pensione non supera i 400-500 euro. Ad aggravare la condizione di questa fascia di popolazione \u00e8 anche l\u2019elevata aliquota dei versamenti, quasi il 27 per cento della retribuzione: una quota che per la verit\u00e0 fu stabilita nel 2006 dal governo di Romano Prodi su pressione dei sindacati. Peraltro il problema non tocca esclusivamente i lavoratori trentenni, sottoposti al regime contributivo, ma anche i pi\u00f9 anziani, soggetti a quello retributivo, che richiede almeno vent\u2019anni di attivit\u00e0 per maturare la pensione.<\/p>\n<p><em><br \/>\n<\/em><\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2014\/02\/11\/lotta-allevasione-fiscale-e-contributiva-da-quale-pulpito-arriva-la-predica-se-lo-stato-e-il-primo-evasore-in-italia\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2014\/02\/11\/lotta-allevasione-fiscale-e-contributiva-da-quale-pulpito-arriva-la-predica-se-lo-stato-e-il-primo-evasore-in-italia\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abSiamo un paese di truffatori, o, magari, qualcuno ha interesse a farci passare come tali\u00bb. 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