{"id":244359,"date":"2025-06-15T00:03:00","date_gmt":"2025-06-14T22:03:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=244359"},"modified":"2025-06-14T18:43:42","modified_gmt":"2025-06-14T16:43:42","slug":"recensione-multipla-stefano-giaccone-valerio-zecchini-fiesta-alba-edo-avi-pale-blue-dot","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2025\/06\/15\/recensione-multipla-stefano-giaccone-valerio-zecchini-fiesta-alba-edo-avi-pale-blue-dot\/","title":{"rendered":"RECENSIONE DISCOGRAFICA MULTIPLA: STEFANO GIACCONE, VALERIO ZECCHINI, FIESTA ALBA, EDO AVI, PALE BLUE DOT"},"content":{"rendered":"\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"1394\" height=\"780\" class=\"wp-image-244360\" style=\"width: 2500px;\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/COVERMOLLE.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/COVERMOLLE.jpg 1394w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/COVERMOLLE-300x168.jpg 300w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/COVERMOLLE-1024x573.jpg 1024w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/COVERMOLLE-768x430.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1394px) 100vw, 1394px\" \/>di <strong>Roberto Molle __________<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ci sono dischi che a doverne parlare mi mettono in difficolt\u00e0, o perch\u00e9 sono troppo belli e complicati e ne ho rimandato troppo a lungo il confronto, o perch\u00e9 apparentemente distanti dalla mia sfera emozionale, o forse, perch\u00e9 fatico ad acquisirne i codici di accesso. <\/p>\n\n\n\n<p>Sono tutte opere di musicisti che stimo, che conosco pi\u00f9 o meno approfonditamente, e che, in diversi periodi hanno contribuito a migliorarmi la vita con la loro musica.<\/p>\n\n\n\n<p>Si tratta di pubblicazioni pi\u00f9 o meno recenti, cd confinati nell\u2019angolo a destra della scrivania, dove aspettano solo di essere inseriti nel lettore e sprigionare suoni, parole, emozioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi ho deciso di affrontarli un po\u2019 tutti insieme invece di rifuggire dalla situazione. <\/p>\n\n\n\n<p>Fuori i trenta gradi di un periodo che si annuncia infuocato tenuto in scacco dall\u2019anticiclone africano, dentro il fresco irreale del condizionatore e una lunga lista di ascolti. In tutto ci\u00f2 si confondono le canzoni, le atmosfere, i flash-back collegati a esperienze disseminate nel tempo.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Stefano Giaccone &#8211;<\/strong> <strong>\u201cL\u2019affondamento di Torino\u201d <\/strong>(pubblicato nel novembre del 2024). Stefano \u00e8 un mito che per me resiste nel tempo. Una specie di coscienza arroccata dentro la mia coscienza, sin dai tempi dei <strong>Franti<\/strong>, gruppo hardcore-folk (e mille altre cose) che per tutta la durata della sua esistenza ha sostenuto l\u2019idea di indipendenza totale dalle logiche dei canali classici del mercato discografico.<\/p>\n\n\n\n<p> <img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"2016\" height=\"2048\" class=\"wp-image-244363\" style=\"width: 500px;\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/stefano-giaccone.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/stefano-giaccone.jpg 2016w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/stefano-giaccone-295x300.jpg 295w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/stefano-giaccone-1008x1024.jpg 1008w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/stefano-giaccone-768x780.jpg 768w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/stefano-giaccone-1512x1536.jpg 1512w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/stefano-giaccone-60x60.jpg 60w\" sizes=\"(max-width: 2016px) 100vw, 2016px\" \/><\/p>\n\n\n\n<p>Cantautore immenso, dalla creativit\u00e0 multiforme, declinata (dopo i Franti) in seno ad altre esperienze artistiche (<strong>Environs<\/strong>, <strong>Orsi Lucille<\/strong>, <strong>Howt Castle<\/strong>, <strong>La banda di Tirofisso<\/strong>). Qualche anno fa raccolse il mio invito a scrivere una canzone per il progetto \u201c<strong>Il delicato mondo di Nick Dracke<\/strong>\u201d regalandomi \u201c<strong>Fun Fair<\/strong>\u201d, finita nella compilation allegata al libro. Nato a Los Angeles, Stefano vive fra Torino e la Sardegna.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cL\u2019affondamento di Torino\u201d \u00e8 l\u2019ultimo di una lunga serie di album solistici pubblicati tra un progetto e l\u2019altro. Tra le sue pieghe c\u2019\u00e8 profumo di vita reale, respiro di quotidianit\u00e0 e resistenza intesa come capacit\u00e0 di vivere e lottare. Solo otto canzoni costruite dentro un perimetro di strumenti (voce, chitarra e sax) che si fa ossatura indolente e malinconica, capace di tratteggiare cambiamenti e trasformazioni di un luogo che non smette di sorprendere. Pensato e creato in un paesino sperduto della Sardegna, \u201cL\u2019affondamento di Torino\u201d vive anche delle esperienze dirette avute da Stefano con i musicisti del territorio sardo. Apolide o appartenente a pi\u00f9 mondi, anglosassone con forte sentimento sociale, cantautore di culture subalterne, musicista eternamente scollegato da ogni logica di mercato, Stefano giaccone mi rimane uno splendido mistero.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Post Contemporary Corporation \u2013 \u201cPatriottismo Psichedelico\u201d <\/strong>(pubblicato nel gennaio 2024). Si provi a pensare a un alieno che s\u2019insinua nella stanza nel cuore della notte mentre la luce della luna filtra, disegnandone la sagoma informe. Proprio quando un urlo di terrore sta per uscire dalla gola, le sue parole liberate come litanie dolciastre aiutano a distendere le tempie e rilassare i nervi. Questa \u00e8 l\u2019immagine istantanea che ho avuto la prima volta che ho ascoltato <strong>Valerio Zecchini<\/strong> in una sua lirica, avvolgente, urticante performance.<\/p>\n\n\n\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"1680\" height=\"1520\" class=\"wp-image-244365\" style=\"width: 500px;\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/post-contemporary-corporation.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/post-contemporary-corporation.jpg 1680w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/post-contemporary-corporation-300x271.jpg 300w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/post-contemporary-corporation-1024x926.jpg 1024w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/post-contemporary-corporation-768x695.jpg 768w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/post-contemporary-corporation-1536x1390.jpg 1536w\" sizes=\"(max-width: 1680px) 100vw, 1680px\" \/><\/p>\n\n\n\n<p>Provocatore, polemista, poeta, attore, intellettuale, agitatore, Valerio \u00e8 un vulcano in eruzione che travolge e avvolge dentro cantici soavi e affabulatori.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cPatriottismo psichedelico\u201d \u00e8 una sorta di poema inscindibile dal suo autore, potente e identitario. Impossibile non rimanere invischiati tra le sue malie, anche quando in apertura richiama i versi di un altro \u201cveggente del lessico\u201d come <strong>Dino Campana<\/strong>: <\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<em>Numerose le studentesse sotto i portici \/ si vede subito che siamo in un centro di cultura, \/ Guardano a volte con l\u2019ingenuit\u00e0 di Ofelia \/ tre a tre, \/ parlando a fior di labbra<\/em>\u201d. <\/p>\n\n\n\n<p>Valerio Zecchini ha la prorompenza di uno sciamano che rema controvento nelle metropoli: \u201c<em>Come rimpiango la solitudine mistica della vita nei grattacieli<\/em>\u201d, ha pietre enormi da gettare nello stagno del qualunquismo: \u201c<em>Voi, a cui nessuno ha mai dato nulla. \/ Voi, che trascinate le vostre misere esistenze \/ coperti di cenci \/ coi corpi piagati \/ e col dolore che ulula nei vostri petti \/ volgo putrescente \/ ignobile plebaglia flautolente\u2026<\/em>\u201d. <\/p>\n\n\n\n<p>Un disco, un concept, un breviario d\u2019assalto, una piece teatrale, tutto questo e molto altro. Un coinvolgimento emotivo totale che trasporta dentro altri mondi, forse distopici e frammentati ma vividi come l\u2019ardimento di Valerio in questo nuovo capitolo di Post Cotemporary Corporation, da ascoltare tutto d\u2019un fiato, in cuffie e nella penombra per non perdersi nemmeno un frammento. Nota di merito ai musicisti che lo hanno supportato in maniera eccelsa: <strong>Luca Oleastri<\/strong>, <strong>Antonello Manzo<\/strong>, <strong>Roberto Passuti<\/strong> e <strong>Giulio Sangirardi<\/strong>, <strong>Dario Parisini<\/strong>, <strong>Carlo Marrone<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Fiesta alba \u2013 Pyrotechinc Babel <\/strong>(pubblicato nel marzo 2025). Mi hanno sempre affascinato le band con i musicisti dal volto nascosto, dai <strong>Residents<\/strong> ai <strong>Tre Allegri Ragazzi Morti<\/strong>, dagli <strong>Slipknot<\/strong> ai<strong> Misfits<\/strong>, fino alle altre decine di gruppi un po\u2019 in tutto il mondo. I Fiesta Alba sono un altro gruppo che si diverte a mascherarsi e a fare musica molto interessante. Partendo dalla concezione algebrica del <strong>math-rock<\/strong> sviluppano canzoni che si fondono a mille altri generi: dal prog al jazz, dal drum\u2019n\u2019 bass fino al loop-tronic. Pyrotechinc Babel \u00e8 un crocevia di suoni e voci che attingono a diverse lingue.<\/p>\n\n\n\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"800\" height=\"800\" class=\"wp-image-244366\" style=\"width: 500px;\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/fiesta-alba.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/fiesta-alba.jpg 800w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/fiesta-alba-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/fiesta-alba-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/fiesta-alba-768x768.jpg 768w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/fiesta-alba-60x60.jpg 60w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/> <\/p>\n\n\n\n<p>I Fiesta Alba sono tre musicisti in incognito, dietro le loro maschere bizzarre si nascondono brillanti manipolatori di suoni. La loro musica \u00e8 un mosaico sonoro stratificato: le influenze si sovrappongono e s\u2019intrecciano, generando un\u2019energia cinetica, un\u2019esplosione di colori, una vera e propria babele pirotecnica. Il rimando al caos \u00e8 delegato all\u2019intreccio di voci provenienti dal Giappone, dalla Mitteleuropa, dall\u2019Africa e dall\u2019Italia, Il tutto shakerato dalle sonorit\u00e0 oblique della band.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Edo Avi \u2013 \u201cFammi Male\u201d<\/strong> (pubblic. Aprile 2025). Ho conosciuto Edo(ardo) Avi un po\u2019 di anni fa lungo la rotta che da Gemini conduce a Bolzano, fino ai luoghi che sono stati di <strong>Alexander Langer<\/strong>. Edo \u00e8 un musicista che mette nella musica tutta la sua materia esistenziale e umana, con la grande capacit\u00e0 di toccarti nel profondo. A prescindere che lo apprezzerei gi\u00e0 solo per il fatto di aver scritto \u201c<strong>Come un fiume<\/strong>\u201d, una tra le pi\u00f9 belle canzoni degli ultimi anni del panorama italiano, lo inserisco di diritto tra i songwriter che hanno saputo coniugare nel tempo vecchie pulsioni post-punk new wave a un respiro pop-rock capace di farsi trasversale negli apprezzamenti dei fan. Gi\u00e0 con i <strong>Chain<\/strong> (di cui si \u00e8 detto in passate recensioni qui a leccecronaca.it il 3\/11\/18 e il 18\/10\/2023) e pi\u00f9 diffusamente con la pubblicazione di album in solo, Edo Avi si \u00e8 costruito un suono personale che \u00e8 diventato un suo marchio identitario, ha allestito un home-studio e ha interagito con musicisti e produttori italiani e statunitensi.<\/p>\n\n\n\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"1772\" height=\"1818\" class=\"wp-image-244367\" style=\"width: 500px;\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/edo-avi.png\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/edo-avi.png 1772w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/edo-avi-292x300.png 292w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/edo-avi-998x1024.png 998w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/edo-avi-768x788.png 768w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/edo-avi-1497x1536.png 1497w\" sizes=\"(max-width: 1772px) 100vw, 1772px\" \/><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<strong>Fammi Male<\/strong>\u201d \u00e8 la summa di un lavoro calibrato sui precedenti album e riallineato su frequenze pi\u00f9 radiofoniche. Tutto l\u2019album respira di afflati e citazioni, mediato dalla voce carismatica di Edo. \u00c8 il rimando alla delicata \u201c<strong>Under the milkyway<\/strong>\u201d degli australiani <strong>Church<\/strong> che mi rapisce mentre mi avvolgono le note dell\u2019intro \u201c<strong>Perdonami<\/strong>\u201d, il drumming di \u201c<strong>Fino a perdersi<\/strong>\u201d accompagna una ballata che va a frangersi nel vento con un refrain che fa venire i brividi. Il falsetto iniziale di \u201c<strong>Narciso<\/strong>\u201d vira brevemente verso sonorit\u00e0 rock delicate ed evocative con chitarre che s\u2019impennano e trascinano. La title-track \u201c<strong>Fammi male<\/strong>\u201d si sporca di un riff di chitarra pi\u00f9 pulsante e orecchiabile fermandosi in limine di un baratro glam. Poi ancora brani di cristallina bellezza gi\u00e0 pubblicati nel suo \u201c<strong>The best of<\/strong>\u201d del 2023: \u201c<strong>Ti trover\u00f2<\/strong>\u201d, \u201c<strong>Pensami<\/strong>\u201d, \u201c<strong>Pi\u00f9 di quello che c\u2019\u00e8<\/strong>\u201d. A suggello di un album piacevolissimo, \u201c<strong>Senza di lei<\/strong>\u201d un brano che mi ha conquistato proiettandomi in certi assolati territori dell\u2019Indiana dove un attempato <strong>John Mellemcamp,<\/strong> dentro immagini seppiate, si destreggia con una delle sue canzoni pi\u00f9 iconiche: \u201c<strong>Human Wheels<\/strong>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Pale Blue Dot \u2013 (h)eart(h)<\/strong> (pubblicato questo mese). La storia degli <strong>Star\u00e9 M\u011bsto<\/strong>, band di Ferrara nata e morta nello spazio impercettibile di un battito d\u2019ali (dato i tempi veloci del rock) per me \u00e8 stato un grande trauma. Un unico bellissimo album (\u201c<strong>Punto di fuga<\/strong>\u201d) e niente pi\u00f9, con i musicisti che sciolgono il gruppo e si cimentano con altre esperienze musicali. Con almeno un paio di loro sono restato in contatto, seguendoli nelle loro nuove evoluzioni. Li ho ritrovati nei Pale Blue Dot con un nuovo disco e tanta voglia di suonare. <strong>Enrico Bongiovanni<\/strong> che negli Star\u00e9 M\u011bsto oltre a suonare la chitarra cantava, nella nuova realt\u00e0 \u00e8 impegnato solo alla sei corde. <strong>Tommaso Lampronti<\/strong> al contrario, suonava solo la chitarra e nei Pale Bule Dot canta e suona anche il synth. Insieme a loro <strong>Cosimo Tanzarella<\/strong> basso e synth, <strong>Francesco D\u2019Astore<\/strong> batteria.<\/p>\n\n\n\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"1476\" height=\"1476\" class=\"wp-image-244368\" style=\"width: 500px;\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/pale-blue-dot.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/pale-blue-dot.jpg 1476w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/pale-blue-dot-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/pale-blue-dot-1024x1024.jpg 1024w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/pale-blue-dot-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/pale-blue-dot-768x768.jpg 768w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/pale-blue-dot-60x60.jpg 60w\" sizes=\"(max-width: 1476px) 100vw, 1476px\" \/><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Pale Blue Dot \u2013 (h)eart(h)<\/strong> arriva come un macigno, gravido di pioggia, plumbeo, crepuscolare. Arriva e mi salva dal caldo torrido che preme da fuori per entrare. Salvifiche canzoni, una via l\u2019altra senza soluzione di continuit\u00e0. Lo shoegaze si libera nell\u2019aria, rilascia spore microscopiche di psichedelia a purificare l\u2019ambiente. Il suono degli strumenti si sovrappone, la voce s\u2019impasta facendosi un tutt\u2019uno, \u00e8 come dentro un disco sognante prodotto da <strong>Steve Lillywhite<\/strong> in un\u2019epoca distopica. Sono gli amati <strong>Chameleons<\/strong>, i frugali <strong>Opposition<\/strong>, i ricercati <strong>The Fall<\/strong> che non ci stanno a essere marchiati semplicemente come band anni \u201980 e vogliono riemergere attraverso sensibilit\u00e0 pi\u00f9 fresche e avvolgenti. <\/p>\n\n\n\n<p>I Pale Blue Dot come carta moschicida hanno attratto sonorit\u00e0 lungo l\u2019arco di un ventennio (gli ottanta e i novanta del secolo scorso) e anche pi\u00f9 gi\u00f9, fino agli inferi del post-punk dove immortali fantasmi si materializzano tra i suoni e le voci delle loro canzoni e hanno volti amici e nomi che restano scolpiti nella memoria per sempre: <strong>Echo &amp; Bunnymen<\/strong>, <strong>The Church<\/strong>, <strong>Comsat Angels, Cocteau Twins, Teardrop Explodes.<\/strong><\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2025\/06\/15\/recensione-multipla-stefano-giaccone-valerio-zecchini-fiesta-alba-edo-avi-pale-blue-dot\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2025\/06\/15\/recensione-multipla-stefano-giaccone-valerio-zecchini-fiesta-alba-edo-avi-pale-blue-dot\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Roberto Molle __________ Ci sono dischi che a doverne parlare mi mettono in difficolt\u00e0, o perch\u00e9 sono troppo belli e complicati e ne ho rimandato troppo a lungo il confronto, o perch\u00e9 apparentemente distanti dalla mia sfera emozionale, o forse, perch\u00e9 fatico ad acquisirne i codici di accesso. 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