{"id":246173,"date":"2025-07-21T13:41:13","date_gmt":"2025-07-21T11:41:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=246173"},"modified":"2025-07-21T13:47:02","modified_gmt":"2025-07-21T11:47:02","slug":"il-caso-clean-game-tra-laggravante-mafiosa-e-lombra-della-prescrizione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2025\/07\/21\/il-caso-clean-game-tra-laggravante-mafiosa-e-lombra-della-prescrizione\/","title":{"rendered":"IL CASO CLEAN GAME: TRA L&#8217;AGGRAVANTE MAFIOSA E L&#8217;OMBRA DELLA PRESCRIZIONE"},"content":{"rendered":"\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"1200\" height=\"800\" class=\"wp-image-246174\" style=\"width: 1500px;\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/18-07-25-leccecronaca.it-Clean-Game.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/18-07-25-leccecronaca.it-Clean-Game.jpg 1200w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/18-07-25-leccecronaca.it-Clean-Game-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/18-07-25-leccecronaca.it-Clean-Game-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/18-07-25-leccecronaca.it-Clean-Game-768x512.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1200px) 100vw, 1200px\" \/><\/p>\n\n\n\n<p>Il panorama giudiziario salentino \u00e8 teatro delle fasi conclusive di una delle sue <strong>vicende pi\u00f9 complesse e longeve degli ultimi anni<\/strong>: il processo scaturito dall&#8217;operazione <strong>&#8220;Clean Game&#8221;<\/strong>. <\/p>\n\n\n\n<p>Un dibattimento che, dopo anni di udienze, perizie e battaglie legali, giunge a un punto di svolta cruciale con la requisitoria della pubblica accusa.<\/p>\n\n\n\n<p>Le pesanti <a href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2025\/03\/10\/la-nuova-udienza-del-processo-tap\/\">richieste di condanna formulate dalla Procura<\/a> per i principali imputati segnano l&#8217;avvicinarsi all&#8217;epilogo di un&#8217;inchiesta che ha mirato a scoperchiare un presunto sistema pervasivo di controllo illecito nel redditizio settore del gaming. Al centro del contendere c\u2019\u00e8 un sodalizio che avrebbe imposto il proprio dominio sul territorio del Basso Salento attraverso la <strong>gestione e il noleggio di slot machine manomesse<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Genesi e impatto dell&#8217;inchiesta &#8220;Clean Game&#8221;<\/h2>\n\n\n\n<p>Per comprendere la portata degli sviluppi attuali, \u00e8 necessario tornare con la memoria al 2015, anno in cui l&#8217;inchiesta &#8220;Clean Game&#8221; provoc\u00f2 un vero e proprio terremoto giudiziario. L&#8217;operazione, condotta con meticolosit\u00e0 dalla Guardia di Finanza, culmin\u00f2 nell&#8217;emissione di&nbsp;<strong>27 ordinanze di custodia cautelare<\/strong>, tra carcere e arresti domiciliari, a carico di un nutrito gruppo di persone.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;impatto mediatico e sociale fu immediato e potente, non solo per il numero di arresti, ma anche per la dimensione economica del presunto giro d&#8217;affari. In quella fase, infatti, le autorit\u00e0 disposero un imponente <strong>sequestro patrimoniale del valore di circa&nbsp;12 milioni di euro<\/strong>, un provvedimento che mirava a colpire al cuore le finanze dell&#8217;organizzazione. Sebbene quel patrimonio sia stato successivamente dissequestrato, la cifra testimonia la vastit\u00e0 degli interessi in gioco.<\/p>\n\n\n\n<p>Il nucleo dell&#8217;indagine ruotava attorno a un presunto modus operandi ben definito: l&#8217;<strong>imposizione sistematica agli esercenti commerciali<\/strong>&nbsp;del Basso Salento del <strong>noleggio di apparecchi da gioco<\/strong> riconducibili alle societ\u00e0 dei principali indagati. Secondo l&#8217;impianto accusatorio, queste macchine sarebbero state alterate per frodare sia lo Stato, sia <a href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2024\/04\/29\/tra-gioco-dazzardo-e-prevezione-della-ludopatia-a-lecce\/\">gli stessi giocatori<\/a>, modificando le probabilit\u00e0 di vincita a esclusivo vantaggio dei gestori.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il cuore del dibattimento: la battaglia sulla natura del reato<\/h2>\n\n\n\n<p>Uno degli aspetti pi\u00f9 significativi e tecnicamente complessi dell&#8217;intero processo \u00e8 stato senza dubbio il <strong>dibattito sulla corretta qualificazione giuridica<\/strong> del reato associativo. Inizialmente, la Procura aveva contestato l&#8217;ipotesi pi\u00f9 grave: quella di associazione di stampo mafioso, disciplinata dall&#8217;articolo 416-bis del codice penale. Questa contestazione presupponeva l&#8217;esistenza di un vero e proprio clan, capace di esercitare un potere di intimidazione e un controllo omertoso sul territorio.<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia, questa impostazione \u00e8 diventata il fulcro di un&#8217;aspra contesa legale che ha visto il coinvolgimento prima del <strong>Tribunale del Riesame<\/strong> e poi della <strong>suprema Corte di Cassazione<\/strong>. La difesa ha combattuto tenacemente per dimostrare l&#8217;insussistenza degli elementi tipici della mafiosit\u00e0. Al termine di questo lungo e articolato iter, la stessa pubblica accusa, rappresentata dalla sostituta procuratrice Carmen Ruggiero, ha proceduto alla derubricazione del reato.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;accusa principale \u00e8 stata cos\u00ec rimodulata in&nbsp;<strong>associazione per delinquere &#8220;semplice&#8221; con l&#8217;aggravante del metodo mafioso<\/strong>. Si tratta di una distinzione non meramente formale: pur riconoscendo l&#8217;utilizzo di metodi intimidatori e coercitivi tipici delle mafie per affermarsi sulla concorrenza, esclude che il gruppo costituisse un&#8217;associazione mafiosa in senso stretto. Questa evoluzione ha profondamente ridefinito i contorni giuridici e le potenziali conseguenze sanzionatorie del processo.<\/p>\n\n\n\n<p>Mentre la vicenda giudiziaria seguiva il suo lento corso, il mondo del <strong>gioco d&#8217;azzardo al di fuori delle aule di tribunale<\/strong> subiva una metamorfosi radicale. Dal 2015 a oggi il settore \u00e8 esploso, mostrando una crescita inarrestabile: il volume di gioco \u00e8 passato&nbsp;dai 111 miliardi di euro del 2021 ai 136 miliardi del 2022, fino a toccare quota 150 miliardi nel 2023. Ma il cambiamento pi\u00f9 profondo riguarda le abitudini dei giocatori, con una transizione verso il digitale sempre pi\u00f9 marcata.<\/p>\n\n\n\n<p>Se il processo &#8220;Clean Game&#8221; \u00e8 emblematico di un&#8217;era dominata dalla rete fisica, oggi il panorama \u00e8 stato ribaltato: le analisi pi\u00f9 recenti mostrano come il gioco a distanza abbia conquistato circa il&nbsp;<strong>60% del mercato, guadagnando 15 punti percentuali solo negli ultimi tre anni<\/strong>. La fiducia del giocatore si \u00e8 spostata dall&#8217;integrit\u00e0 (in questo caso violata) della macchina fisica alla trasparenza di software certificati, specialmente su piattaforme che forniscono massime garanzie di legalit\u00e0, consentendo di giocare con <a href=\"https:\/\/www.imiglioricasinoonline.net\/slot\/soldi-veri\/\">soldi veri ma senza rischi<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La procura presenta il conto: condanne e prescrizioni<\/h2>\n\n\n\n<p>Con la requisitoria finale l&#8217;accusa ha presentato il conto ai quattro fratelli De Lorenzis di Racale, imprenditori del settore gaming e figure centrali dell&#8217;inchiesta. Per <strong>Piero, Pasquale e Saverio De Lorenzis sono stati chiesti 10 anni e 6 mesi<\/strong> di reclusione ciascuno; per il fratello Salvatore, la richiesta \u00e8 stata di 9 anni. Pene severe che, se accolte dal collegio giudicante, confermerebbero la tesi di un sodalizio criminale strutturato e operante con metodi illeciti.<\/p>\n\n\n\n<p>Contestualmente, un altro fenomeno ha eroso una parte consistente dell&#8217;impianto accusatorio originale: <strong>la&nbsp;prescrizione<\/strong>. Per tutti gli altri imputati, tirati in causa a vario titolo come prestanome o gestori di esercizi commerciali, la <strong>Procura ha richiesto una sentenza di &#8220;non doversi procedere&#8221; <\/strong>proprio per l&#8217;intervenuta scadenza dei termini.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo stesso destino \u00e8 toccato a una lunga lista di reati satellite, tra cui concorrenza illecita con minaccia o violenza, interposizione fittizia, corruzione, frode informatica ed esercizio abusivo di giochi e scommesse. In sostanza, il tempo trascorso dall&#8217;epoca dei fatti ha <strong>estinto la possibilit\u00e0 per lo Stato di perseguire penalmente queste condotte,<\/strong> lasciando in piedi solo il reato associativo, l&#8217;unico non &#8220;scalfito&#8221; dal tempo.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Cosa aspettarsi dagli sviluppi futuri<\/h2>\n\n\n\n<p>A rafforzare il quadro delle presunte attivit\u00e0 illecite concorre <strong>anche un altro procedimento<\/strong>, focalizzato sulla compravendita di schede da gioco contraffatte, che si \u00e8 gi\u00e0 concluso con <strong>una sola condanna<\/strong> e la prescrizione per tutti gli altri. Questo filone secondario rafforza l&#8217;immagine di un sistema complesso e articolato, volto a massimizzare i profitti attraverso diverse forme di illegalit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ora la palla passa al collegio difensivo<\/strong>, rappresentato, tra gli altri, dagli avvocati Gabriella Mastrolia, Francesco Fasano ed Eustachio Sisto. La prossima udienza, fissata per il 20 ottobre davanti alla seconda sezione penale del tribunale di Lecce, sar\u00e0 il palcoscenico per le arringhe difensive, l&#8217;ultimo atto prima che i giudici si ritirino in camera di consiglio.<\/p>\n\n\n\n<p>Si apre cos\u00ec la fase finale di un processo che ha attraversato quasi un decennio, ponendo questioni giuridiche di grande rilievo e facendo i conti con i meccanismi procedurali del sistema italiano. <strong>L&#8217;attesa per la sentenza \u00e8 palpabile <\/strong>non solo per gli imputati, ma per un intero territorio che attende di conoscere la verit\u00e0 giudiziaria su una pagina oscura del suo recente passato economico e sociale.<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2025\/07\/21\/il-caso-clean-game-tra-laggravante-mafiosa-e-lombra-della-prescrizione\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2025\/07\/21\/il-caso-clean-game-tra-laggravante-mafiosa-e-lombra-della-prescrizione\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il panorama giudiziario salentino \u00e8 teatro delle fasi conclusive di una delle sue vicende pi\u00f9 complesse e longeve degli ultimi anni: il processo scaturito dall&#8217;operazione &#8220;Clean Game&#8221;. 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