{"id":25179,"date":"2014-03-03T09:19:06","date_gmt":"2014-03-03T09:19:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=25179"},"modified":"2014-03-03T09:19:59","modified_gmt":"2014-03-03T09:19:59","slug":"esamopoli-e-concorsopoli-litalia-degli-esami-di-stato-e-dei-concorsi-pubblici-truccati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2014\/03\/03\/esamopoli-e-concorsopoli-litalia-degli-esami-di-stato-e-dei-concorsi-pubblici-truccati\/","title":{"rendered":"Esamopoli e Concorsopoli  L\u2019Italia degli esami di Stato e dei concorsi pubblici truccati"},"content":{"rendered":"<p>Antonio Giangrande: \u201cDopo tanti anni, come volevasi dimostrare, in Italia, pur con la ragione, non si riesce a cavare un ragno dal buco, anzi s\u00ec \u00e8 cornuti e mazziati e ti dicono, in aggiunta, subisci e taci. Gli aspiranti avvocati fuggono in Spagna o in Romania per abilitarsi. Questo per difendersi dai boiardi della lobby forense. Poi ci sono, tra gli altri, i concorsi truccati in magistratura e per diventare dirigente scolastico (preside). Inoltre, paradosso tutto italiano, i ricercatori universitari ingiustamente bocciati al passaggio di ruolo sono costretti ad insegnare\u201d.<\/p>\n<p>\u00abSiamo un paese di bocciati e di scartati agli esami di Stato ed ai concorsi pubblici, o, magari, qualcuno ha interesse a farci passare come tali. Il fatto che io sputtani il sistema, rendendo pubbliche le malefatte dei boiardi di caste e lobbies, fa s\u00ec che per ritorsione da decenni non mi abilitano all\u2019avvocatura, non correggendo i miei compiti. Inoltre i magistrati mi denunciano per diffamazione continuamente, senza mai conseguirne condanna\u00bb. Cos\u00ec afferma il dr Antonio Giangrande, noto saggista di fama mondiale, che sul tema ha scritto dei libri, e presidente dell\u2019Associazione Contro Tutte le Mafie, sodalizio antimafia riconosciuto dal Ministero dell\u2019Interno. Associazione fuori dal coro e fuori dai circuiti foraggiati dai finanziamenti pubblici. \u00abEsemplare \u00e8 la mia storia identica a milioni di altre italiche storie. Da anni mi rivolgo alle istituzioni competenti ed ai Parlamentari italiani ed europei con funzioni di vigilanza ed inchiesta. Non parliamo poi delle denunce insabbiate dai magistrati. Al primo tapino che si rivolse a me, chiedendomi aiuto e non avendo potere di intervento, premonendo il futuro, gli dissi che con questa gente e le istituzioni che li coprono non avrebbe cavato un ragno dal buco: \u201csarai cornuto e mazziato\u201d, gli dissi. Quindi cari bocciati e scartati Italia, fatevene una ragione. Con questi italioti mai nulla cambier\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Abogados &#8220;spagnoli&#8221; e Avocat &#8220;rumeni&#8221; solo di nome, ma a tutti gli effetti avvocati con nazionalit\u00e0 italiana. Un fenomeno poco rassicurante per l\u2019accesso alla professione forense che di\u00a0 fatto secondo i boiardi nostrani \u00e8 una scorciatoia per eludere l\u2019esame di abilitazione nazionale.<\/strong>\u00a0Se le leggi e le prassi in Italia fossero fatte nell\u2019interesse di tutti, questi costosi oneri non cadrebbero sulle spalle dei cittadini meno protetti e sulle loro famiglie. Per qualcuno di\u00a0 fatto una scorciatoia che elude l\u2019esame di abilitazione nazionale che non si riesce a superare mentre per altri \u00e8 un diritto di ciascun cittadino europeo. Fatto sta che sempre pi\u00f9 giovani buttano la spugna gi\u00e0 al secondo tentativo e scelgono la via facile dell\u2019abilitazione professionale all\u2019estero, dove non c\u2019\u00e8 alcun esame.<\/p>\n<p>Diventare avvocati senza sostenere l&#8217;esame di abilitazione professionale: \u00e8 la via che scelgono molti laureati italiani che \u00abemigrano\u00bb in Spagna e Romania il tempo necessario per conquistare il titolo e tornare a esercitare la professione forense in Italia, scrive \u201cIl Giornale di Sicilia\u201d. A rivelarlo sono i dati diffusi dal Consiglio nazionale forense, che da tempo sta conducendo una battaglia contro questo fenomeno, arrivata sino a un ricorso alla Corte di giustizia delle Comunit\u00e0 europee. Il caso nasce dalla Direttiva europea 98, recepita dall&#8217; Italia nel 2001 che consente agli avvocati \u00abcomunitari\u00bb di svolgere l&#8217;attivit\u00e0 forense in uno Stato europeo diverso da quello nel quale gli stessi hanno conseguito il titolo professionale. L&#8217;obiettivo \u00e8 quello di promuovere la libera circolazione degli avvocati europei che sono chiamati \u00abstabiliti\u00bb nei Paesi ospitanti. Ma la direttiva \u00e8 di fatto\u00a0 diventata, lamenta il Cnf, \u00ablo strumento utilizzato da parte di tanti aspiranti avvocati italiani per eludere la disciplina interna ed, in particolare, per sottrarsi all&#8217;esame necessario per poter acquisire la necessaria abilitazione all&#8217;esercizio della professione forense in Italia\u00bb. Una rilevazione effettuata presso tutti i Consigli dell&#8217; Ordine degli avvocati ha accertato che ben il 92% degli avvocati iscritti nell&#8217;elenco degli avvocati stabiliti sia di nazionalit\u00e0 italiana. Tra questi l&#8217;83% ha conseguito il titolo in Spagna e il 4% in Romania.In numeri assoluti, su un totale di avvocati stabiliti pari a 3759, 3452 sono di nazionalit\u00e0 italiana. Gli Ordini forensi che contano il maggior numero di avvocati \u00abstabiliti\u00bb di nazionalit\u00e0 italiana, iscritti nell&#8217;elenco speciale, sono Roma (1058), Milano (314), Latina (129) Foggia (126).<\/p>\n<p>Naturalmente, il fine della legge europea \u00e8 quello di\u00a0<strong>favorire la libera circolazione delle professionalit\u00e0 entro i confini dell\u2019Unione,<\/strong>\u00a0e permettere loro di svolgere il proprio lavoro in tutti gli Stati aderenti. Si tratta, nello specifico, della direttiva\u00a098\/5\/CE, che l\u2019Italia ha adottato con il decreto\u00a0legislativo 2 febbraio 2001 n. 96. Anche la professione forense, infatti, come tutti gli altri elenchi presenti in Italia, si \u00e8 dotata di un<strong>\u00a0registro speciale per l\u2019inserimento dei legali formati in altri Stati europei.<\/strong><strong><\/strong><\/p>\n<p>Come evidente, per\u00f2,\u00a0<strong>sorgono diverse perplessit\u00e0 sugli effetti della norma<\/strong>, come denota il segretario Cnf Andrea Mascherin:\u00a0<em>\u201c\u00c8 evidente che queste pratiche falsano la corretta concorrenza tra avvocati nei Paesi Ue, ma soprattutto mettono a rischio i diritti dei cittadini che si affidano a questi professionisti per la loro tutela\u201d.\u00a0<\/em>Questo, finirebbe per tradursi in\u00a0<strong>differenze di non poco conto tra chi si sobbarca dell\u2019intero iter italiano<\/strong>\u00a0e chi, invece, preferisce percorrere la via straniera, pi\u00f9 breve e semplice:\u00a0<em>\u201cI giovani aspiranti avvocati italiani che seguono la corretta procedura dell\u2019esame di abilitazione sono svantaggiati rispetto a coloro che ottengono il riconoscimento di un titolo acquisito all\u2019estero con scorciatoie e furbizie\u201d.<\/em><em><\/em><\/p>\n<p><em>Ci si potrebbe scandalizzare, per\u00f2, se l\u2019iter italiano fosse legale.<\/em><\/p>\n<p>\u201cNessuno parla pi\u00f9 di \u201cdiritto libero\u201d e basta il fatto che quella fosse la teoria ufficiale nazista per rendere non pi\u00f9 spendibili tali concetti &#8211; afferma\u00a0<em>Mauro Mellini &#8211;\u00a0<\/em>Ma che cos\u2019\u00e8 la teoria dell\u2019\u201cabuso del diritto\u201d? Io non ho la possibilit\u00e0 di andarlo a proclamare nella sede di qualche Arcivescovado, nemmeno ora (e forse proprio ora) che c\u2019\u00e8 un Papa gesuiticamente tollerante e progressista. Ma non esito ad affermare che questa storia dell\u2019abuso del diritto dovrebbe essere definita la \u201cteoria nazista del diritto libero all\u2019italiana\u201d.\u00a0Il diritto \u00e8 il diritto, sia quello civile, sia, soprattutto, quello penale \u201c<em>nullum crimen, nulla poenia sine praevia lege penali<\/em>\u201d. Se vogliamo parlare di diritto dobbiamo risalire alla norma, stabilire la sua certezza e ad essa attenerci e con essa misurare il lecito e l\u2019illecito. Siamo un Paese civile! Anzi, siamo \u201cla culla del diritto\u201d, mica una societ\u00e0 barbara di cui parlava Calamandrei. Continuiamo ad affermare che il \u201cdiritto libero\u201d \u00e8 la legge del pi\u00f9 forte, del potere senza regole. Benissimo. Per\u00f2, italianamente, \u201csenza esagerare\u201d. E cio\u00e8? Beh, senza abusare dei diritti. Cos\u00ec siamo al riparo da questa falsa \u201clibert\u00e0\u201d che \u00e8 negazione del principio di legalit\u00e0, cos\u00ec come si predica in Italia. Diritto, dunque e certezza di esso. Che peraltro, sembra lo dica ora anche la Cassazione, non esclude per\u00f2 che del diritto prestabilito, certo, finemente interpretato, si possa abusare\u2026 Che significa? Significa che respinto come barbaro e nazista il \u201cdiritto libero\u201d, si afferma, oltre al \u201clibero convincimento\u201d dei giudici nell\u2019accertamento dei fatti e, magari, nell\u2019interpretazione delle norme esistenti (fino a crearne qualcuna alquanto inesistente) \u201ccorreggendo\u201d, per\u00f2 il sistema con la \u201clibera individuazione dell\u2019abuso\u201d. L\u2019abuso, infatti, una volta che se ne ammetta l\u2019esistenza e la rilevanza, non pu\u00f2 essere classificato e regolato, neppure per reprimerlo. Libert\u00e0 dunque (per i magistrati) di stabilire l\u2019abuso, ferma restando la fede inconcussa nella certezza del diritto. Che a questa conclusione dovesse pervenire la magistratura italiana era prevedibile si dovesse arrivare. Ma, come al solito, il peggio di ogni abuso (anche, dunque, di quello di liberamente di richiederne e rilevarne l\u2019esistenza!) \u00e8 rappresentato dalla corrivit\u00e0 con la quale, poi, tutti cercano di trarne profitto. Apprendo che il Consiglio Nazionale Forense, impegnato contro le iscrizioni \u201cspagnole\u201d ed, ora, anche \u201crumene\u201d negli albi degli avvocati, con successivo trasferimento in Italia (un sistema consentito, sembra, delle norme comunitarie, e dal fatto che in Spagna ed in Romania i laureati in giurisprudenza si iscrivono all\u2019albo degli avvocati senza apposti esami) pare abbia impugnato avanti alla Corte Suprema qualcosa come quattrocento iscrizioni di avvocati \u201cmade in Spagna\u201d o in Romania. Per risolvere una questione particolare (forse risolvibile assai meglio altrimenti) proprio gli Avvocati, che del principio di legalit\u00e0 dovrebbero essere gli interessati custodi, fanno ricorso a questa teoria nazista all\u2019italiana del \u201dlibero abuso del diritto certo\u201d. E\u2019 cosa su cui riflettere. Amaramente.\u201d<\/p>\n<p>Parliamo in questa sede degli elaborati.<\/p>\n<p>Quanto succede prima sono i trucchi che i candidati possono vedere ed eventualmente denunciare. Quanto avviene in sede di correzione \u00e8 l\u00ec la madre di tutte le manomissioni. Proprio perch\u00e8 nessuno vede. La norma prevede che la commissione d\u2019esame (tutti i componenti) partecipi alle fasi di:<\/p>\n<p>\u2022 apertura della busta grande contenente gli elaborati;<\/p>\n<p>\u2022 lettura del tema da parte del relatore ed audizione degli altri membri;<\/p>\n<p>\u2022 correzione degli errori di ortografia, sintassi e grammatica;<\/p>\n<p>\u2022 richiesta di chiarimenti, valutazione dell\u2019elaborato affinch\u00e8 le prove d\u2019esame del ricorrente evidenzino un contesto caratterizzato dalla correttezza formale della forma espressiva e dalla sicura padronanza del lessico giuridico, anche sotto il profilo pi\u00f9 strettamente tecnico-giuridico, e che anche la soluzione delle problematiche giuridiche poste a base delle prove d\u2019esame evidenzino un corretto approccio a problematiche complesse;<\/p>\n<p>\u2022 consultazione collettiva, interpello e giudizio dei singoli commissari, giudizio numerico complessivo, motivazione, sottoscrizione;<\/p>\n<p>\u2022 apertura della busta piccola contenete il nome del candidato da abbinare agli elaborati corretti;<\/p>\n<p>\u2022 redazione del verbale.<\/p>\n<p>Queste sono solo fandonie normative. Di fatto si apre prima la busta piccola, si legge il nome, se \u00e8 un prescelto si d\u00e0 agli elaborati un giudizio positivo, senza nemmeno leggerli. Quando i prescelti sono pochi rispetto al numero limite di idonei stabilito illegalmente, nonostante il numero aperto, si aggiungono altri idonei diventati tali \u201ca fortuna\u201d.<\/p>\n<p>La riforma forense del 2003 ha cacciato gli avvocati e sbugiardato i magistrati e professori universitari (in qualit\u00e0 anch\u2019essi di commissari d\u2019esame) perch\u00e9 i compiti vengono letti presso altre sedi: tutto questo perch\u00e9 prima tutti hanno raccomandato a iosa ed abusato del proprio potere dichiarando altres\u00ec il falso nei loro giudizi abilitativi od osteggiativi. Spesso le commissioni d\u2019esame sono mancanti delle componenti necessarie per la valutazione tecnica della materia d\u2019esame. Le Commissioni d\u2019esame hanno sempre e comunque interessi amicali, familistiche e clientelari. Seguendo una crescente letteratura negli ultimi anni abbiamo messo in relazione l\u2019et\u00e0 di iscrizione all\u2019albo degli avvocati con un indice di frequenza del cognome nello stesso albo. In particolare, per ogni avvocato abbiamo calcolato la frequenza del cognome nell\u2019albo, ovvero il rapporto tra quante volte quel cognome vi appare sul totale degli iscritti, in relazione alla frequenza dello stesso cognome nella popolazione. In media, il cognome di un avvocato appare nell\u2019albo 50 volte di pi\u00f9 che nella popolazione. Chi ha un cognome sovra-rappresentato nell\u2019albo della sua provincia diventa avvocato prima. Infine vi sono commissioni che, quando il concorso \u00e8 a numero aperto, hanno tutto l\u2019interesse a limitare il numero di idonei per limitare la concorrenza: a detta dell\u2019economista Tito Boeri: \u00abNelle commissioni ci sono persone che hanno tutto da perderci dall\u2019entrata di professionisti pi\u00f9 bravi e pi\u00f9 competenti\u00bb.<\/p>\n<p>Nella sessione 2012 a Lecce sono in tutto 102 gli aspiranti \u00abavvocati copioni\u00bb. I loro nomi sono contenuti nell\u2019avviso di proroga delle indagini preliminari emesso dal gip Simona Panzera, notificato agli indagati nei giorni di febbraio 2014. La richiesta di proroga, che comporter\u00e0 altri sei mesi di verifiche e accertamenti, \u00e8 stata formulata dal procuratore capo Cataldo Motta, che ha tenuto per s\u00e8 il fascicolo. Il reato contestato \u00e8 la violazione dell\u2019articolo 1 del regio decreto numero 7 del 1925, che regola la disciplina dei diritti d\u2019autore. L\u2019inchiesta riguarda coloro che hanno sostenuto la prova scritta dell\u2019esame di Stato nel dicembre 2012. Gli elaborati sono stati poi corretti dalla Corte d\u2019Appello di Catania, dove per\u00f2 gli esaminatori non hanno potuto fare a meno di notare alcune \u00abanomalie\u00bb.<\/p>\n<p>Di scandali per i compiti non corretti, ma ritenuti idonei, se ne \u00e8 parlato. Nel 2008 un consigliere del Tar trombato al concorso per entrare nel Consiglio di Stato, si \u00e8 preso la briga di controllare gli atti del giorno in cui sono state corrette le sue prove, scoprendo che i cinque commissari avevano analizzato la bellezza di 690 pagine. &#8220;Senza considerare la pausa pranzo e quella della toilette, significa che hanno letto in media tre pagine e mezzo in 60 secondi. Un record da guinness, visto che la materia \u00e8 complessa&#8221;, ironizza Alessio Liberati. Che ha impugnato anche i concorsi del 2006 e del 2007: a suo parere i vincitori hanno proposto stranamente soluzioni completamente diverse per la stessa identica sentenza. Il magistrato, inoltre, ha sostenuto che uno dei vincitori, Roberto Giovagnoli, non aveva nemmeno i titoli per partecipare al concorso. L&#8217;esposto viene palleggiato da mesi tra lo stesso Consiglio di Stato e la presidenza del Consiglio dei ministri, ma i dubbi e &#8220;qualche perplessit\u00e0&#8221; serpeggiano anche tra alcuni consiglieri. &#8220;Il bando sembra introdurre l&#8217;ulteriore requisito dell&#8217;anzianit\u00e0 quinquennale&#8221; ha messo a verbale uno di loro durante una sessione dell&#8217;organo di presidenza: &#8220;Giovagnoli era stato dirigente presso la Corte dei conti per circa 6 mesi (&#8230;) Il bando non sembra rispettato su questo punto&#8221;. Per legge, a decidere se i concorsi siano stati o meno taroccati, saranno gli stessi membri del Consiglio. Vedremo.<\/p>\n<p>In effetti, con migliaia di ricorsi al TAR si \u00e8 dimostrato che i giudizi resi sono inaffidabili. La carenza, ovvero la contraddittoriet\u00e0 e la illogicit\u00e0 del giudizio negativo reso in contrapposizione ad una evidente assenza o rilevanza di segni grafici sugli elaborati, quali glosse, correzioni, note, commenti, ecc., o comunque la infondatezza dei giudizi assunti, tale da suffragare e giustificare la corrispondente motivazione indotta al voto numerico. Tutto ci\u00f2 denota l\u2019assoluta discrasia tra giudizio e contenuto degli elaborati, specie se la correzione degli elaborati \u00e8 avvenuta in tempi insufficienti, tali da rendere un giudizio composito. Tempi risibili, tanto da offendere l\u2019umana intelligenza. Dai Verbali si contano 1 o 2 minuti per effettuare tutte le fasi di correzione, quando il Tar di Milano ha dichiarato che ci vogliono almeno 6 minuti solo per leggere l\u2019elaborato. La mancanza di correzione degli elaborati ha reso invalido il concorso in magistratura. Per altri concorsi, anche nella stessa magistratura, il ministero della Giustizia ha fatto lo gnorri e si \u00e8 sanato tutto, alla faccia degli esclusi. Gi\u00e0 nel 2005 candidati notai ammessi agli orali nonostante errori da somari, atti nulli che vengono premiati con buoni voti, mancata verbalizzazione delle domande, elaborati di figli di professionisti ed europarlamentari prima considerati \u201cnon idonei\u201d e poi promossi agli orali. Al Tg1 Rai delle 20.00 del 1 agosto 2010 il conduttore apre un servizio: esame di accesso in Magistratura, dichiarati idonei temi pieni zeppi di errori di ortografia. La denuncia \u00e8 stata fatta da 60 candidati bocciati al concorso 2008, che hanno spulciato i compiti degli idonei e hanno presentato ricorso al TAR per manifesta parzialit\u00e0 dei commissari con abuso del pubblico ufficio.<\/p>\n<p>E poi.\u00a0Scuola, concorso per dirigente truccato: 25 avvisi di garanzia a Napoli,\u00a0scrive Leandro Del Gaudio \u201cIl Mattino\u201d. Concorso per presidi: blitz nell&#8217;ufficio regionale scolastico. La procura di Napoli indaga sull&#8217;ultimo concorso per preside in Campania. Associazione per delinquere, abuso d&#8217;ufficio e falso, la Procura punta a fare chiarezza sulla gestione del concorso per dirigenti scolastici, notificando in queste ore decreti di perquisizione, ordini di esibizione e alcuni avvisi di garanzia. Indagine delegata alla Guardia di finanza di Torre Annunziata, sono in corso accertamenti e acquisizioni di documenti, sotto i riflettori l&#8217;ufficio regionale scolastico. Sono venticinque gli indagati, otto dei quali sono docenti vincitori di concorso dopo l&#8217;ultima prova scritta (all&#8217;inizio di febbraio) per l&#8217;accesso a un posto di dirigente scolastico. Gli altri indagati sono commissari di esame, un ex dirigente dell&#8217;ufficio regionale scolastico e sindacalisti. La guardia di finanza di torre annunziata ha anche trovato compiti scritto gi\u00e0 fatti in una sede del sindacato. Dalle indagini, coordinate dal procuratore aggiunto Alfonso D&#8217;Avino e dal sostituto Ida Frongillo, \u00e8 emerso che gli indagati avevano creato un meccanismo per favorire alcuni candidati al concorso. In particolare, sarebbe stata pilotata la nomina di alcuni membri della commissione esaminatrice, grazie ai quali i candidati erano riusciti a conoscere con largo anticipo i quesiti della prova preselettiva. Inoltre &#8211; secondo l&#8217;accusa &#8211; si era riusciti a eludere l&#8217;anonimato delle prove scritte facendo pervenire ai componenti collusi della commissione giudicatrice gli incipit e le frasi finali dei candidati da favorire. Il materiale concorsuale di sei candidati \u00e8 stato sequestrato.<\/p>\n<p>Concorso per preside tra accuse e sospetti. Un bel giallo tra i presunti brogli coinvolto un foggiano. Secondo la legge doveva essere fuori dal concorso, invece non solo l&#8217;ha superato ma si ritrova a un passo dalla nomina. Denunce, dimissioni e sospetti di brogli: c&#8217;\u00e8 un piccolo giallo nella procedura per il concorso da presidi (236 posti in Puglia) sulla quale da qualche indaga la procura della Repubblica. Uno degli 867 candidati ammessi alla prova scritta del maxi concorso per dirigenti scolastici, un professore \u00abcomandato\u00bb presso gli uffici della direzione regionale di Foggia, sarebbe stato pizzicato durante il primo giorno di prova con alcuni foglietti in un vocabolario. Tale episodio sarebbe avvenuto nella scuola \u00abElena di Savoia\u00bb in via Caldarola, al rione Japigia, uno degli istituti di Bari in cui si sono tenute le prove scritte, il 14 e 15 dicembre scorso. E a conferma che qualcosa non sia andato per il verso giusto, ci sono anche le dimissioni &#8211; avvenute pochi giorni fa &#8211; dei segretari delle due sottocommissioni, arrivate proprio adesso a concorso ormai ultimato (sono attese le prove orali). A denunciare tutto il docente Gerardo Troiano.<\/p>\n<p>Una pioggia di ricorsi amministrativi s&#8217;\u00e8 abbattuta sull&#8217;ultimo concorso per l&#8217;Abilitazione scientifica nazionale 2012-2013 per professori ordinari e associati che prelude poi a quella didattica con la chiamata e l&#8217;assunzione in ruolo, scrive Giovanni Valentini su \u201cLa Republica\u201d. \u00c8 una montagna di carta bollata che minaccia ora di provocare una valanga di annullamenti o di revisioni, sconvolgendo la vita gi\u00e0 travagliata dei nostri atenei. Nell&#8217;ambito della controversa riforma Gelmini, il ministero della Pubblica istruzione aveva disposto una nuova procedura di abilitazione, introducendo la meritocrazia come principale criterio di valutazione. Questa avrebbe dovuto fondarsi su elementi trasparenti e oggettivi, definiti &#8220;bibliometrici&#8221;, forniti dalla produzione scientifica di ciascun candidato nei rispettivi curricula: cio\u00e8 monografie, articoli o citazioni pubblicati da riviste specializzate. Ma successivamente sono stati inseriti criteri aggiuntivi, del tutto discrezionali, in forza dei quali le commissioni di valutazione hanno ribaltato le graduatorie, suscitando anche alcune interrogazioni parlamentari.<\/p>\n<p>Si tratta di un settore concorsuale \u201cnon bibliometrico\u201d, perci\u00f2 la commissione, come in tutti i settori non bibliometrici, si \u00e8 proposta di valutare la \u00abqualit\u00e0 della produzione scientifica (\u2026) sulla base dell\u2019originalit\u00e0, del rigore metodologico e del carattere innovativo della stessa\u00bb e ha ritenuto di poter \u00abprendere in considerazione, sulla base di un motivato giudizio di eccellenza della produzione scientifica, anche candidati che non posseggano tutti i requisiti (bibliometrici)\u00bb. Questo comporta la necessit\u00e0 di leggere le pubblicazioni scientifiche dei candidati (di rileggerle, o almeno riconsiderarle, se gi\u00e0 conosciute). I concorrenti per la seconda fascia erano 425 e quelli per la prima 115 e, poich\u00e9 alcuni sostenevano ambedue le abilitazioni, il totale effettivo era pari a 490, per un totale di circa 6.600 (seimilaseicento) pubblicazioni: monografie, articoli, saggi, tutti da valutare analiticamente a norma di regolamento.<\/p>\n<p>Seguiamo l\u2019iter di questa commissione scrive G. Avezzu. Nominata a fine dicembre 2012, la commissione si riunisce una prima volta a fine gennaio 2013, per fissare i criteri. Poniamo che i commissari comincino a leggere le pubblicazioni e a valutarle quello stesso giorno. Consegneranno i loro verbali al MIUR a fine novembre, esattamente dieci mesi dopo: in tutto 303 giorni, 233 se togliamo 48 fra domeniche e altre festivit\u00e0 nazionali e 44 mezze giornate del sabato. In 233 giorni significa leggere 28 pubblicazioni (anche monografie) al giorno. E comunque in 303 giorni significherebbe leggerne 21 al giorno. Questo dal primo all\u2019ultimo giorno, e nel contempo: fare lezione, ricevere gli studenti, tenere gli appelli d\u2019esame e di laurea, fare ricerca \u2013 living and partly living. In realt\u00e0, se scorriamo i verbali vediamo che gi\u00e0 ai primi di aprile la commissione \u00e8 in grado di \u00ab(discutere) ampiamente dei curricula, dei profili e della produzione scientifica dei candidati all\u2019abilitazione nazionale (di) II fascia\u00bb in due riunioni consecutive per complessive 15 ore, e che a met\u00e0 maggio passer\u00e0 a discutere i candidati alla I fascia. Dobbiamo dedurre che nei mesi di febbraio e di marzo, pi\u00f9 qualche giorno di gennaio e di aprile, la commissione abbia letto i 5.100 (cinquemilacento) lavori dei candidati alla II fascia \u2013 anche per riscontrare l\u2019eccellenza, ove presente, pur in assenza dei requisiti cosiddetti bibliometrici (vedi sopra). E questo \u00e8 un tour de force eccezionale anche per un accademico italiano: 85 (ottantacinque) pubblicazioni il giorno, comprese le domeniche, Pasqua, Pasquetta e Festa del Pap\u00e0. Ammettiamo pure che un \u201ceccellente\u201d accademico conosca i quattro quinti della produzione del suo settore: restano 17 (diciassette) pubblicazioni il giorno, da leggere e valutare nel rispetto dei valori in campo e con la presunzione di fare un buon servizio all\u2019Universit\u00e0 italiana.<\/p>\n<p>E pure scatta il paradosso. Bocciati, ma costretti a rimanere in cattedra ad insegnare, scrive Silvano Introvaia su \u201cLa Repubblica\u201d. Ecco il singolare destino di migliaia di ricercatori universitari italiani alle prese con l&#8217;Abilitazione scientifica nazionale: la patente introdotta dalla riforma Gelmini, necessaria, in futuro, per partecipare ai concorsi per docente di prima &#8211; l&#8217;ex professore ordinario &#8211; e seconda\u00a0 &#8211;\u00a0 il professore associato &#8211; fascia. Ricercatori italiani, sfruttati e maltrattati? Stando ai loro racconti, sembra proprio di s\u00ec. Ma il tutto si svolge nel pi\u00f9 assoluto riserbo, visto che nessuno se la sente di denunciare apertamente, se vuole continuare ad avere qualche chance all&#8217;interno del proprio ateneo. Noi siamo riusciti a raccogliere qualche testimonianza, ovviamente anonima.<\/p>\n<p>\u00abDopo tanti anni, come volevasi dimostrare, in Italia, pur con la ragione, non si riesce a cavare un ragno dal buco, anzi s\u00ec \u00e8 cornuti e mazziati e ti dicono, in aggiunta, subisci e taci\u00bb, chiosa in chiusura Antonio Giangrande.<\/p>\n<p><em>Dr Antonio Giangrande<\/em><\/p>\n<p>Presidente dell\u2019Associazione Contro Tutte le Mafie e di Tele Web Italia<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.controtuttelemafie.it\/\">www.controtuttelemafie.it<\/a>\u00a0e\u00a0<a href=\"http:\/\/www.telewebitalia.eu\/\">www.telewebitalia.eu<\/a><\/p>\n<p><em>099.9708396 \u2013 328.9163996<\/em><\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2014\/03\/03\/esamopoli-e-concorsopoli-litalia-degli-esami-di-stato-e-dei-concorsi-pubblici-truccati\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2014\/03\/03\/esamopoli-e-concorsopoli-litalia-degli-esami-di-stato-e-dei-concorsi-pubblici-truccati\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Antonio Giangrande: \u201cDopo tanti anni, come volevasi dimostrare, in Italia, pur con la ragione, non si riesce a cavare un ragno dal buco, anzi s\u00ec \u00e8 cornuti e mazziati e ti dicono, in aggiunta, subisci e taci. 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