{"id":252140,"date":"2025-11-28T12:41:00","date_gmt":"2025-11-28T11:41:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=252140"},"modified":"2025-11-28T13:14:26","modified_gmt":"2025-11-28T12:14:26","slug":"dino-tropea-scrittore-multimediale-la-radio-e-immediata-viscerale-istintiva","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2025\/11\/28\/dino-tropea-scrittore-multimediale-la-radio-e-immediata-viscerale-istintiva\/","title":{"rendered":"DINO TROPEA, SCRITTORE MULTIMEDIALE: &#8220;La radio \u00e8 immediata, viscerale, istintiva&#8221;"},"content":{"rendered":"\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"1600\" height=\"1066\" class=\"wp-image-252141\" style=\"width: 1500px;\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/IMG-20250929-WA0050.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/IMG-20250929-WA0050.jpg 1600w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/IMG-20250929-WA0050-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/IMG-20250929-WA0050-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/IMG-20250929-WA0050-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/IMG-20250929-WA0050-1536x1023.jpg 1536w\" sizes=\"(max-width: 1600px) 100vw, 1600px\" \/><\/p>\n\n\n\n<p>di <strong>Cristina Pipoli ______________<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLa radio web non ha confini: l\u2019ho fatta a Sanremo durante lo scorso Festival, l\u2019ho fatta dal Regno Unito, l\u2019ho fatta dall\u2019America. Cambiano i posti e i fusi orari, ma la voce e il senso restano gli stessi. Ma soprattutto mi ricorda la ragione per cui non ho mai smesso di lavorare con le parole: perch\u00e9 le storie sono un dialogo, non un monologo. Sono un passaggio di consegne tra chi parla e chi ascolta, un atto di fiducia reciproca. E io, oggi, vivo per quell\u2019atto di fiducia\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec Dino Tropea ha iniziato a parlarci delle sue attivit\u00e0 da giornalista radiofonico, che affianca a quella di scrittore.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>D- Com\u2019\u00e8 nato questo percorso?<\/p>\n\n\n\n<p>R- &#8220;Credo che certe strade si aprano quando smetti di inseguirle come un ordine e inizi ad ascoltarle come una chiamata. Io non ho sempre scritto, almeno non nel senso romantico che ci si immagina. Ho cominciato quando sono entrato nel mondo militare, quando mi hanno insegnato che ogni parola \u00e8 un fatto, ogni virgola \u00e8 un ordine, ogni frase pu\u00f2 cambiare la lettura di una situazione. La mia scrittura nasce l\u00ec, nella disciplina, nei rapporti operativi, negli scenari da analizzare, nelle sintesi che non potevano sbagliare. Era un modo per capire il mondo, non per raccontarlo. <\/p>\n\n\n\n<p>Poi \u00e8 arrivata l\u2019intelligence, il lavoro di analista, e l\u00ec la scrittura e il giornalismo diventavano quasi la stessa cosa: cercare la verit\u00e0, separare il rumore dal segnale, ricostruire ci\u00f2 che \u00e8 invisibile a molti. A un certo punto, e chi ha letto &#8216;Lasciato Indietro&#8217; o &#8216;Ombre e Ludi di un Cammino&#8217; lo sa, qualcosa si \u00e8 incrinato. La parola ha cominciato a bussare da dentro: non pi\u00f9 per raccontare, ma per farsi strada, per uscire e diventare altro. Non voleva spiegare soltanto. Voleva cambiare le cose. Ha cambiato pelle. <\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec, un giorno, senza averlo pianificato \u2014 perch\u00e9 le cose pi\u00f9 vere arrivano senza avvertire \u2014 mi sono ritrovato davanti a un microfono. Non ero pronto, o almeno non pensavo di esserlo. E invece forse lo ero da sempre, solo che non avevo ancora imparato ad ascoltare la mia voce. Oggi curo un programma settimanale su Talk City Web Radio, che ringrazio. \u00c8 una radio che, al momento, faccio via telefono, ovunque io mi trovi. Ogni puntata mi allena, mi affina, mi prepara \u2014 s\u00ec \u2014 anche al patentino da giornalista&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>D- Il giornalismo radiofonico \u00e8 davvero il giornalismo pi\u00f9 pulito?<\/p>\n\n\n\n<p>R- &#8220;Lo \u00e8 per me, s\u00ec. Perch\u00e9 la radio non ti concede trucchi n\u00e9 ritocchi. Non hai una rete di protezione, non hai scalette di domande preparate giorni prima, non hai quella versione addomesticata del dialogo che in altri contesti fa comodo. In diretta non puoi correggere il tiro: la frase ti esce dalla bocca e vola, nuda, irripetibile, irreversibile. Se sbagli, sbagli davanti a tutti. Se arrivi al cuore, ci arrivi senza trucchi. \u00c8 una forma di verit\u00e0 che non puoi negoziare. <\/p>\n\n\n\n<p>La radio \u00e8 immediata, viscerale, istintiva. <\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 l\u2019unico mezzo che pu\u00f2 parlare a quaranta milioni di persone e, allo stesso tempo, sembrare come se si rivolgesse soltanto a te. \u00c8 camaleontica, perch\u00e9 si adatta a ogni spazio, a ogni viaggio, a ogni solitudine, a ogni cucina, a ogni notte insonne. Entra nelle case, nelle auto, perfino nei silenzi che nessuno vede. Cambia pelle mille volte, ma resta sempre se stessa. E soprattutto\u2026 se hai qualcosa nel cuore, arriva. Se non ce l\u2019hai, arriva comunque. La radio ti smaschera e ti salva nello stesso istante. \u00c8 onesta fino all\u2019osso. Cruda, a volte. Ma proprio per questo incredibilmente vera&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>D- Cosa significa curare un programma radiofonico?<\/p>\n\n\n\n<p>R- &#8220;Significa esserci. Sempre. Non per obbligo, ma per responsabilit\u00e0. Curare un programma quotidiano vuol dire prendere una storia tra le mani come si prende qualcosa di fragile: con attenzione, con rispetto, con il desiderio di farle spazio. Vuol dire dare voce a chi non ce l\u2019ha, a chi da anni urla in silenzio, a chi non ha mai trovato un microfono disposto ad ascoltare davvero. E allo stesso tempo significa offrire un ponte a chi ha una voce autorevole, limpida, necessaria, ma non ha gli strumenti per farla arrivare lontano. La radio fa questo: apre corridoi dove prima c\u2019erano muri, connette persone che non si sarebbero mai incrociate, trasforma un messaggio in un movimento. Ogni storia che porto in diretta mi cambia, un po\u2019 mi scava e un po\u2019 mi rimette al mondo. E dentro tutto questo c\u2019\u00e8 la gratitudine, quella vera, quella che non ha bisogno di aggettivi. Perch\u00e9 Talk City Web Radio non \u00e8 solo una radio. \u00c8 un presidio umano, un luogo sociale, un punto di ascolto collettivo. \u00c8 una piattaforma che d\u00e0 spazio a realt\u00e0 che altrove non avrebbero cittadinanza, \u00e8 una casa aperta ai fragili, ai creativi, ai combattenti silenziosi e meno silienziosi. Io non avevo pensato di bussare a quella porta. Loro l\u2019hanno aperta lo stesso. E questo, per me, ha un valore che non si misura in numeri, ma in coscienza.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 nato tutto da un incontro semplice: ho visto l\u2019icona di Talk City, mi sono proposto per un\u2019intervista dentro il percorso di Sanremo Writers 2025. Pensavo potesse interessare, niente di pi\u00f9. Invece Corrado Orfini mi ha ascoltato e mi ha offerto un programma. Da l\u00ec \u00e8 iniziato tutto. E gi\u00e0 che ci siamo\u2026 venite ad ascoltarci. Una radio vive solo se qualcuno, dall\u2019altra parte, decide di restare un attimo in pi\u00f9. Ed \u00e8 in quell\u2019attimo che, spesso, si accende una scintilla che non ti aspetti&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>D- Collabora anche con Mondospettacolo, Alessandria Today e LiquidArte. In che modo?<\/p>\n\n\n\n<p>R- &#8220;Racconto ci\u00f2 che conta. Cultura, arte, teatro, letteratura. Ma lo faccio con i piedi per terra, come redattore di Talk City prima di tutto. Da l\u00ec parte tutto: la linea, l\u2019etica, la direzione. Talk City mi d\u00e0 la libert\u00e0 di scrivere anche per altre realt\u00e0 \u2014 Mondospettacolo, Alessandria Today, LiquidArte \u2014 ognuna diversa per natura, per pubblico, per territorio. E io questa libert\u00e0 la uso in modo sapiente, quasi strategico: sfrutto le caratteristiche di ogni redazione per veicolare notizie che meritano attenzione e per promuovere attivit\u00e0 mirate su temi sociali e culturali. Quando hai pi\u00f9 voci a disposizione, puoi far arrivare il messaggio pi\u00f9 lontano. Grazie a queste collaborazioni riesco a strutturare contenuti che parlano a target diversi e, soprattutto, a raggiungere letteralmente milioni di potenziali lettori a livello nazionale. \u00c8 un lavoro intenso, ma \u00e8 il modo pi\u00f9 efficace che ho trovato per dare forza alle storie che voglio portare in superficie. E continuo a farlo con gratitudine: verso Talk City, che mi sostiene&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>D- E poi c\u2019\u00e8 &#8216;Cadenze Letterarie&#8217;. Cosa rappresenta per lei?<\/p>\n\n\n\n<p>R- &#8220;\u00c8 il mio modo di restituire qualcosa. Cadenze Letterarie non \u00e8 solo un salotto: \u00e8 un format che nasce presso La Grooveria (locale di Fiumicino, Lungomare della Salute 53, ndr) e devo ringraziarli per l\u2019accoglienza, per la fiducia, per il modo in cui ci hanno aperto le porte come se ci conoscessimo da sempre. L\u00ec dentro abbiamo costruito uno spazio multidisciplinare, fluido, dove la letteratura incontra la musica ed altre forme di arte, dove le parole fanno posto alle voci, dove il racconto diventa un\u2019esperienza condivisa. Lo conduco io, certo, ma non sono solo. Con me ci sono amici che sono diventati parte integrante del format: professionisti veri, ma soprattutto persone che ci mettono passione, presenza, calore. Sono loro a rendere ogni evento un piccolo mondo a s\u00e9. Ultimamente Cadenze Letterarie \u00e8 diventato anche talent scout, e questa cosa mi riempie d\u2019orgoglio: abbiamo portato sul palco giovani talenti straordinari come Melissa Nasti e Flavia Renzi, tredici e sedici anni, reduci da Io Canto Family. Hanno cantato sul palco presso La Grooveria creando una serata irripetibile, dove la letteratura e la musica si sono fuse in un unico respiro. Iconica la foto di fine serata con l\u2019autrice Patrizia Bettinelli del libro e delle ragazze. E la cosa pi\u00f9 bella \u00e8 che non \u00e8 stato un caso isolato. Da diversi eventi ormai la sala \u00e8 piena. Piena davvero. Un pubblico attento, curioso, entusiasta. Gente che viene per ascoltare, per capire, per lasciarsi toccare. Essere curatore letterario significa anche questo: tenere viva la parola degli altri mentre custodisci la tua. E Cadenze Letterarie, ogni volta, mi ricorda quanto sia potente condividere ci\u00f2 che ami&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>D- Gestire tutte queste attivit\u00e0, non \u00e8 impegnativo?<\/p>\n\n\n\n<p>R- &#8220;Lo \u00e8, eccome. Ma \u00e8 quella fatica buona, quella che assomiglia a una lunga uscita in moto. Arrivi stanco, con le gambe dure, ma con un sorriso che ti si arrampica sul viso. E dici: domani si ricomincia. Se non avvertissi questa fatica, forse non sarei sulla strada giusta. Per me questa fatica \u00e8 anche ricchezza personale e sociale: mi nutre dentro, mi rende pi\u00f9 vero, e allo stesso tempo mi mette in circolo con gli altri, perch\u00e9 ogni puntata, ogni voce che incrocio, crea connessioni che restano e allargano la strada per tutti&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"2048\" height=\"1363\" class=\"wp-image-252142\" style=\"width: 800px;\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Dino-Tropea-2.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Dino-Tropea-2.jpg 2048w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Dino-Tropea-2-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Dino-Tropea-2-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Dino-Tropea-2-768x511.jpg 768w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Dino-Tropea-2-1536x1022.jpg 1536w\" sizes=\"(max-width: 2048px) 100vw, 2048px\" \/><\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2025\/11\/28\/dino-tropea-scrittore-multimediale-la-radio-e-immediata-viscerale-istintiva\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2025\/11\/28\/dino-tropea-scrittore-multimediale-la-radio-e-immediata-viscerale-istintiva\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Cristina Pipoli ______________ \u201cLa radio web non ha confini: l\u2019ho fatta a Sanremo durante lo scorso Festival, l\u2019ho fatta dal Regno Unito, l\u2019ho fatta dall\u2019America. 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