{"id":252862,"date":"2025-12-15T12:33:01","date_gmt":"2025-12-15T11:33:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=252862"},"modified":"2025-12-17T11:30:42","modified_gmt":"2025-12-17T10:30:42","slug":"ogni-promessa-e-un-debito-e-a-reggio-emilia-con-roberto-molle-per-leccecronaca-it-fabrizio-tavernelli-commenta-le-sue-canzoni-piu-famose-su-cui-leva-dubbi-e-curiosita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2025\/12\/15\/ogni-promessa-e-un-debito-e-a-reggio-emilia-con-roberto-molle-per-leccecronaca-it-fabrizio-tavernelli-commenta-le-sue-canzoni-piu-famose-su-cui-leva-dubbi-e-curiosita\/","title":{"rendered":"OGNI PROMESSA E&#8217; UN DEBITO. E A REGGIO EMILIA CON ROBERTO MOLLE  PER leccecronaca.it FABRIZIO TAVERNELLI COMMENTA LE SUE CANZONI PIU&#8217; FAMOSE,   SU CUI LEVA DUBBI E CURIOSITA&#8217;"},"content":{"rendered":"\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"2005\" height=\"1337\" class=\"wp-image-252863\" style=\"width: 2500px;\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Fabrizio-Tavernelli.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Fabrizio-Tavernelli.jpg 2005w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Fabrizio-Tavernelli-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Fabrizio-Tavernelli-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Fabrizio-Tavernelli-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Fabrizio-Tavernelli-1536x1024.jpg 1536w\" sizes=\"(max-width: 2005px) 100vw, 2005px\" \/><\/p>\n\n\n\n<p>di <strong>Roberto Molle ____________<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<em>Per noi Taver vale come un gioiello, perch\u00e9 rappresenta il modo in cui ci piace lavorare: conoscere le persone, intuire in loro delle qualit\u00e0 e valorizzarle<\/em>. [..] <em>La prima volta che li abbiamo visti incarnavano l\u2019idea dell\u2019Emilia che piace a noi, un\u2019Emilia messa in scena cos\u00ec com\u2019\u00e8: sul palco degli AFA c\u2019erano stregoni, indovini, cartomanti, pazzi e ciarlatani della pi\u00f9 varia specie, gente che Taver rimediava in giro. Una vera Emilia paranoica, esposta come noi non potevamo pi\u00f9 fare, e l\u2019idea che qualcuno potesse interpretare il mondo della pianura emiliana per noi, oltre che per se steso, ci affascinava.<\/em>\u201d Cos\u00ec raccontavano <strong>Giovanni Lindo Ferretti<\/strong> e <strong>Massimo Zamboni<\/strong> (CCCP, CSI e PGR) al giornalista <strong>Alberto Campo<\/strong> nel libro \u201cFedeli alla linea dai CCCP ai CSI\u201d a proposito del musicista e cantautore <strong>Fabrizio \u201cTaver\u201dTavernelli <\/strong>e degli <strong>AFA<\/strong>. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Di Taver ho gi\u00e0 scritto su leccecronaca.it altre volte in occasione della pubblicazione di suoi dischi; al musicista mi lega un rapporto antico fatto di apprezzamento per la sua musica e di stima per quel che riguarda l\u2019aspetto umano e intellettuale. Mi ero perso il suo inizio di percorso con gli <strong>En Manque D\u2019Autre<\/strong> (1984-1990), sua prima band di ispirazione dark-wave, ma lo avevo agganciato insieme agli AFA con uno degli album italiani pi\u00f9 belli, innovativi e seminali degli anni Novanta: quel \u201c<strong>Nomade Psichico<\/strong>\u201d che \u00e8 fatto sostanzialmente di sperimentali vagiti trip-hop, di poetici allineamenti di parole e suoni dentro archetipi della coscienza, e di un mood infiltrato da segnali alieni, giunti da chiss\u00e0 quale galassia e che orbiteranno a lungo nella sua produzione musicale e di scrittura.<\/p>\n\n\n\n<p>A parte le produzioni \u201cacerbe\u201d con gli En Manque D\u2019Autre, quattro album (pi\u00f9 uno di \u201cmanipolazioni\u201d) con gli AFA, alcuni progetti laterali (Duozero, Ajello, Impresa Gottardo e altri), Taver vanta una carriera solistica che conta sette album all\u2019attivo e una discreta produzione letteraria (l\u2019ultimo suo libro si chiama \u201c<strong>Quando gli alieni rapivano le mucche<\/strong>\u201d); infine ancora una splendida mutazione dentro la nuova esperienza che si chiama <strong>Energumeni, <\/strong>dove ha dalla suaun sodale che risponde al nome di <strong>Manit\u00f9 Rossi <\/strong>(Le Forbici di Manit\u00f9)e un album incredibile, che proietta l\u2019improbabile duo sulle vette della migliore produzione discografica del 2025 (\u201cEnergumeni\u201d \u00e8 anche il titolo dell\u2019album ed \u00e8 presente nelle playlist di fine anno di molta critica specializzata). Il tutto creato sullo sfondo di un\u2019Emilia che trasfigura dentro identit\u00e0 cangianti e allineato su un sentire che sa di Resistenza e militanza, senza mai cercare facili consensi. La musica di Fabrizio non \u00e8 mai stata per i palchi di Sanremo o per i network radio da folle di ascoltatori, ma \u00e8 vissuta e continua a farlo sull\u2019orlo di ogni limite, nell\u2019ambito di un pubblico di culto, zoccolo duro di ascoltatori che dalla musica si aspettano non solo intrattenimento, ma profondit\u00e0 e sperimentazione.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Qualche giorno fa ero a Correggio (RE), suo ospite per la presentazione di un libro dedicato a Nick Drake che ho curato, e la tentazione di fargli una piccola intervista a margine ha avuto la meglio. Reggio Emilia mi aveva accolto in un clima freddo umido che mi ha fatto sentire a casa (il Salento d\u2019inverno e di libeccio \u00e8 cosa dura da sopportare), poi l\u2019arrivo di Fabrizio alla stazione ha mitigato le prime sensazioni e dopo aver cercato a lungo un\u2019auto parcheggiata da qualche parte, finalmente l\u2019arrivo a Correggio in un pomeriggio che si faceva pi\u00f9 tiepido.<\/p>\n\n\n\n<p>Un bar, un ginseng lungo, tante curiosit\u00e0 e domande che negli anni si sono affollate nella testa. Avevo una lista e un registratore con microfono nello zaino restato in macchina, ma anche l\u2019istinto di andare a braccio, di chiedergli le cose come mi venivano, l\u2019ho fatto.<\/p>\n\n\n\n<p>Si \u00e8 parlato del periodo del <strong>Consorzio Produttori Indipendenti<\/strong>, della incredibile esperienza di <strong>Materiale Resistente<\/strong>, dei rapporti con le altre band che ci ruotavano dentro come gli <strong>\u00dcstmamo<\/strong>, gli <strong>Estasia<\/strong>, i <strong>Disciplinatha<\/strong>, gli <strong>Ulan Bator<\/strong> e tutti gli altri. Sono venuti fuori retroscena e aneddoti legati nel tempo al rapporto con Giovanni Lindo Ferretti e Massimo Zamboni. Si \u00e8 parlato anche della sua laurea al Dams di Bologna (della mia frequenza di un paio di corsi sempre al Dams nei primi \u201880, io ero a Lettere), dei concerti un po\u2019 in tutta Italia, di quando gli AFA suonarono a Melissano a due passi da me (io c\u2019ero, ovviamente), del successo straordinario di \u201c<strong>Nomade Psichico<\/strong>\u201d, forse il disco pi\u00f9 importante uscito fuori tra tutti i gruppi del Consorzio; di dove sta andando a parare il rock, in che cosa si \u00e8 trasformato, della nuova musica italiana in odor di rinascimento, della nuova generazione di musicisti che non cerca consensi a tutti i costi, facendo dischi belli di respiro internazionale, che se ne infischiano se non vengono passati in radio; di <strong>Luciano Ligabue<\/strong> (suo compaesano), di suo fratello Davide meglio noto come Little Taver, (che con Ligabue ci ha fatto insieme un po\u2019 di cose, non ultima l\u2019interpretazione di se stesso in \u201c<strong>Radiofreccia<\/strong>\u201d) musicista e attore istrionico, \u201crocker\u201d vulcanico, ironico e frontman di una band che \u00e8 tutto un programma: \u201c<strong>Little Taver and His Crazy Alligators<\/strong>\u201d (Little Taver \u00e8 anche il gestore de \u201c<strong>La Galera<\/strong>\u201d, il locale dove io e Fabrizio abbiamo presentato \u201c<strong>Il delicato mondo di Nick Drake<\/strong>\u201d). Parlando e discutendo il tempo \u00e8 passato, intanto ci aveva raggiunti <strong>Simone Romei (Des Moines)<\/strong>, un musicista di Reggio Emilia che di l\u00ec a poco ha regalato a chi c\u2019era alla \u201cGalera\u201d emozioni e bellezza. La sua esecuzione di tutte le canzoni di \u201c<strong>Pink Moon<\/strong>\u201d di&nbsp; Nick Drake \u00e8 stata fantastica: chitarra scordata e riaccordata per ogni brano, fedele al metodo usato da Nick.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"1120\" height=\"1580\" class=\"wp-image-252864\" style=\"width: 800px;\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Fabrizio-Tavernelli-2-1.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Fabrizio-Tavernelli-2-1.jpg 1120w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Fabrizio-Tavernelli-2-1-213x300.jpg 213w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Fabrizio-Tavernelli-2-1-726x1024.jpg 726w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Fabrizio-Tavernelli-2-1-768x1083.jpg 768w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Fabrizio-Tavernelli-2-1-1089x1536.jpg 1089w\" sizes=\"(max-width: 1120px) 100vw, 1120px\" \/><\/p>\n\n\n\n<p>Intorno alla mezzanotte tutto \u00e8 finito, o quasi. Avevo strappato a Fabrizio la promessa che mi avrebbe fornito degli indizi intorno a una canzone (forse due) per ogni album dei suoi e degli AFA che io avrei scelto; \u00e8 cos\u00ec \u00e8 stato, non si \u00e8 sottratto alla mia richiesta e gentilmente ha finalmente sciolto curiosit\u00e0 e dubbi che in me hanno covato per anni rispetto ad alcune sue canzoni. Ne do conto qui:<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Leccecronaca.it:<strong> \u201cComandante Straker\u201d&nbsp; da ACID FOLK ALLEANZA (Afa) &#8211; 1993<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ul>\n<li>Taver: <em>\u201cComandante Straker\u201d \u00e8 una dedica a uno degli eroi scatenanti della mia infanzia. La Domenica pomeriggio dal 1971&nbsp; era un rituale trovarsi davanti al televisore per una nuova puntata della serie di fantascienza \u201cUFO\u201d. In particolare il Comandante Ed Straker era il personaggio principale della SHADO, un\u2019organizzazione segreta che aveva il compito di difendere il pianeta terra dagli alieni. Su Base Luna poi , un avamposto di difesa da cui partivano gli intercettori capaci di abbattere i dischi volanti prima che entrassero nell\u2019orbita terrestre, c\u2019era un gruppo di operatrici avvenenti che hanno popolato le fantasie erotiche-spaziali. Tra loro la fascinosa Gay Ellis dal caschetto viola, ovvero l\u2019attrice Gabrielle Drake sorella di Nick Drake, musicista che amiamo entrambi.&nbsp; &#8211; In definitiva quel brano era una celebrazione di una estetica futuribile che andava di pari passo con la mia ossessione per gli avvistamenti di oggetti non identificati, incontri extraterrestri e cronache del mistero.<\/em><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Leccecronaca.it: \u201c<strong>Afa\u201d da FUMANA MANDALA (Afa) &#8211; 1994<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ul>\n<li>Taver: <em>Il brano descrive e trasfigura scenari climatici estremi ben prima dell\u2019emergenza che tutti oggi conosciamo. Per questo la pianura padana \u00e8 stato il luogo in cui l\u2019apocalisse, la visione infernale, la distopia \u00e8 arrivata per prima. Vivere in provincia diventa un\u2019esperienza al limite, un film catastrofico, una deriva che trasfigura il reale in allucinazione, in delirio psichedelico. Volevo creare un mood desertico, arido, infuocato, dove l\u2019umidit\u00e0 soffocante diventa metafora di un clima sociale, di una condizione di apatia esistenziale, l\u2019afa che regnava incontrastata e opprimente era il fascismo che si stava ripresentando nel nostro paese seppure in altre forme apparentemente spettacolari. Era come un miraggio che si manifestava nella sua vera natura. Per questo si dovevano usare chitarre torride, crossover e invocazioni pagane.<\/em><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Leccecronaca.it: <strong>\u201cFossili\u201d da NOMADE PSICHICO (Afa) &#8211; 1996<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ul>\n<li>Taver:<em>\u201cFossili\u201d \u00e8 la canzone che dal 1996 propongo sempre dal vivo e che considero una delle pi\u00f9 significative della mia produzione. E\u2019 una composizione che unisce melodia e sperimentazione, testo letterario che parla di memoria, ricerca interiore, nomadismo psichico come recita il titolo dell\u2019album. Sono ancora molto soddisfatto del design sonoro, dell\u2019arrangiamento, delle invenzioni e strategie che abbiamo sviluppato o semplicemente incontrato per caso in studio di registrazione : loop, campionamenti, effetti, dilatazione del suono,&nbsp; un magma sonoro che si muove sotterraneo eppure sinuoso, avvolgente. Sono altres\u00ec soddisfatto della pasta, della grana della voce, mi da una idea di immanenza, di presenza extra-corporea, come se mi trovassi nella stanza, nel luogo in cui si ascolta l\u2019album. Questo brano e relativo album fu uno stacco netto con le cose precedenti degli<\/em> AFA, <em>fu una seconda fase che si apr\u00ec alla sperimentazione, all\u2019elettronica, una nuova forma canzone in cui fare confluire avanguardia e comunicabilit\u00e0.<\/em><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Leccecronaca.it: <strong>\u201cEsploratore\u201d da NOMADE PSICHICO (Afa) &#8211; 1996<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ul>\n<li>Taver: <em>\u201cEsploratore\u201d \u00e8 un canto al nostro pianeta, alla terra come madre, pensando alle teorie di GEA come essere vivente che ospita specie, oceani, continenti. La necessit\u00e0 di rispettarla, adorarla come una divinit\u00e0 . Come un incontro sensuale attraverso la ricerca di luoghi in cui respirare e scoprire zone erogene, cariche di vibrazioni, energie e sintonie. Mentre intorno la tecnologia costruisce nuovi mondi artificiali in maniera vertiginosa (quando scrissi il testo, l\u2019intelligenza artificiale era ancora fantascienza) l\u2019esplorazione del territorio, il visitare fisicamente o spiritualmente questo o altri mondi paralleli \u00e8 una possibilit\u00e0 di salvezza.<\/em><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Leccecronaca.it: <strong>\u201cOnda armonica\u201d da ARMONICO (Afa) &#8211; 1999<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ul>\n<li>Taver: <em>\u00c8 nata dopo il viaggio\/esperienza nel deserto del Kalahari in Namibia che ci port\u00f2 con tutto il gruppo a vivere per una ventina di giorni, a stretto contatto con gli ultimi gruppi tribali dei boscimani. L\u2019album \u00e8 tutto quanto costruito su registrazioni sul campo, fields recordings, boscimani e strumenti primordiali mescolati successivamente con beat, programmazione digitale, sincopi drum\u2019n\u2019bass, pulsazioni dub. Arcaicit\u00e0 e modernit\u00e0, primitivismo e mutazioni. \u201cOnda Armonica\u201d \u00e8 fondamentalmente una canzone d\u2019amore che nasce dalla lontananza. \u201cE\u2019 la distanza che ci lega in questo mondo di vicinanze\u201d questa frase riportata sulla copertina dell\u2019album riflette il messaggio di \u201cOnda Armonica\u201d. E\u2019 soltanto quando ti allontani da un luogo, da una persona, da un essere a cui sei legato, che ti accorgi di un legame, di un indissolubile intreccio che si rivela anche se ti ritrovi dall\u2019altra parte del mondo. Musicalmente ha un portamento ritmico quasi meccanico, spezzato, artificiale su cui si innestano e si aprono partiture di archi che danno un mood romantico. Se vogliamo dare un ulteriore lettura al testo, si pu\u00f2 parlare di un onda che possa superare le disarmonie degli umani a favore di un amore universale.<\/em><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Leccecronaca.it: \u201c<strong>Ma che gente c\u2019\u00e8 in giro\u201d da OGGETTI DEL DESIDERIO &#8211; 2010<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ul>\n<li>Taver: <em>Dopo le avventure sonore degli ultimi tre album degli AFA e dopo lo scioglimento del gruppo, dopo la fine de i dischi del mulo e del consorzio, dopo altri progetti collaterali (electropop con Groove Safari, electroblues con Roots Connection, sperimentale con Duozero, italo disco con Ajello) avevo voglia di fare un album pi\u00f9 semplice, fatto di sole semplici canzoni. \u201cMa che gente c\u2019\u00e8 in giro\u201d ne \u00e8 il primo esempio, una scrittura pi\u00f9 vicina alla canzone d\u2019autore, al songwriting, strutture pi\u00f9 classiche, melodie e strumentazione pi\u00f9 basic. E\u2019 anche il primo album e il primo brano che ha dato l\u2019inizio di una collaborazione con il gruppo (Fabrizio Tavernelli Complesso) con cui ho suonato per 7 album e una ventina di anni di concerti. E\u2019 una canzone che nasce in un momento di disillusione personale verso quello che mi circondava, verso gli altri umani, verso gli ideali e le utopie che scomparivano. Non \u00e8 per\u00f2 rabbia, voglia di rivalsa, reazione violenta, \u00e8 una amara constatazione, quasi una testimonianza di solitudine, una osservazione delle derive sociali e dei rapporti tra le persone. E\u2019 probabilmente la prima di una serie di canzoni sulla sconfitta, sulla perdita, sul riconoscere una propria alterit\u00e0, che ritorneranno negli album successivi.<\/em><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Leccecronaca.it: <strong>\u201cCanzoni melense e grandi bastardi\u201d da VOLARE BASSO &#8211; 2013<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ul>\n<li>Taver:<em> \u201cCanzoni melense e grandi bastardi\u201d parla del sentimentalismo, dei cuori spezzati, dell\u2019artificiosit\u00e0 disonesta di presunte canzoni d\u2019amore pensate a tavolino soltanto per entrare in classifica e per fare profitto. Parla delle tecniche, dei trucchi, degli inganni di certe canzoni di Sanremo gi\u00e0 confezionate con parole fintamente cariche di pathos, con arrangiamenti furbi e melodie scontate. Canzoni che hanno come riferimento soltanto la sfera intima vista come la tradizionale visione dell\u2019amore come sofferenza, come possessione, gelosia, come fossimo ancora in un paese degli anni 50. Parla di canzoni cos\u00ec zuccherose da diventare veleno. Canzoni da cantare nel citt\u00e0 dei fiori avvelenati.<\/em><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Leccecronaca.it: <strong>\u201cIl ponte di Calatrava\u201d da VLARE BASSO&nbsp; &#8211; 2013<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ul>\n<li>Taver: <em>\u201cIl ponte di Calatrava\u201d una costruzione magniloquente opera di un archistar che per\u00f2 proietta un\u2019ombra sinistra sul territorio. Grandi opere, grandi eventi che nascondono frane e crepe nel tessuto sociale.&nbsp; La cronaca, la disamina della provincia emiliana, o meglio reggiana, che negli ultimi decenni ha conosciuto derive politiche, sfruttamento del territorio, industrializzazione selvaggia, invasione di centri commerciali, hub di logistica, politica vista solo come affarismo e ambizione personale, marketing e impoverimento culturale.<\/em><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Leccecronaca.it: <strong>\u201cHollow Baobab\u201d da FANTACOSCIENZA &#8211; 2016<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ul>\n<li>Taver:<em> \u201cHollow Baobab\u201d il testo \u00e8 ispirato a una leggenda che racconta di un dio furibondo, arrabbiato con gli uomini che lancia sulla terra un albero che cadendo si pianta al contrario con le radici verso il cielo. Diventando in questo modo uno strumento di comunicazione e contatto con il sovraumano, con le alte sfere, con il divino. Questo albero secondo le credenze ataviche \u00e8 il baobab, albero che pu\u00f2 diventare magico, protezione o oggetto di maledizione. E\u2019 uno scritto che ho conservato dai tempi del viaggio nel Kalahari del 1997 e recuperato nell\u2019album \u201cFantacoscienza\u201d del 2016. Tra l\u2019altro \u00e8 stata la prima occasione con cui \u00e8 iniziata una lunga e proficua collaborazione con i progetti curati da Roberto Molle.<\/em><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Leccecronaca.it: <strong>\u201cFiglia di Guerra\u201d da INFANTI &#8211; 2018<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ul>\n<li>Taver:<em>\u201cFiglia di Guerra\u201d nasce da una constatazione e da una successiva domanda. La constatazione \u00e8 che io, come altre generazioni, ho avuto la fortuna di non incontrare la guerra nella mia infanzia, nella mia adolescenza, nella mia vita. La guerra mi \u00e8 stata raccontata dai nonni, da chi l\u2019ha vissuta ma la domanda che si fa impellente ora \u00e8: \u201cPosso assicurare che mia figlia, come le nuove generazioni, avr\u00e0 la mia stessa fortuna?\u201d.&nbsp; Visto quello che sta succedendo nel mondo, non posso pi\u00f9 assicurarlo. Le vicende geopolitiche globali e i mezzi di comunicazione interconnessi hanno portato le guerre nelle nostre case in tempo reale. Sempre pi\u00f9 ci minacciano con conflitti che potrebbero improvvisamente bussare alle porte dell\u2019Occidente. In fondo il terrorismo internazionale, entrato nelle grandi citt\u00e0 europee, \u00e8 stato una nuova forma di guerra. Anche soltanto una visita in un museo di una capitale provoca ansie e paure nei pi\u00f9 piccoli. Questo cambia la percezione del mondo, questo crea di nuovo confini, frontiere, controllo sociale. Purtroppo il vento che coinvolge il nostro pianeta ha preso una direzione in cui prevale odio, protezionismo, nazionalismo: senza tanti giri di parole, molti dei leader mondiali si possono definire di estrema destra. Oggi \u00e8 tutto un isterico e ossessivo richiamo alle armi e alla guerra. Le immagini dei bambini vittime dagli scenari di guerra sono pura pornografia insostenibile che viene irradiata dai media quotidianamente. Ho pochi argomenti per controbilanciare questa deriva; forse rimane la sfera intima, il proprio agire nel mondo, il fare rete con chi ha ancora utopie di pace, uguaglianza, libert\u00e0, salvezza del pianeta.<\/em><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Leccecronaca.it: <strong>\u201cLune Cinesi\u201d da HOMO DISTOPIENS &#8211; 2020<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ul>\n<li>Taver: <em>L\u2019ispirazione \u00e8 arrivata dopo aver letto del progetto di mettere in orbita delle lune artificiali sui cieli della citt\u00e0 di Cheng-Du per garantire una illuminazione per tutta la notte. Questo per permettere una costante produzione e attivit\u00e0 . Questo progetto influisce sui meccanismi biologici e naturali. Il nuovo fulcro delle accelerazioni tecnologiche, delle mutazioni del post-umano, ha come territorio fisico e mentale la Cina. L\u00ec si gioca la prossima evoluzione del genere umano. In quella canzone sia dal punto di vista musicale che lirico ci sono immagini trasponibili a quello che \u00e8 accaduto e sta accadendo oggi. Focolai di sviluppo, di consumo, di pandemie. E\u2019 quello che \u00e8 successo all\u2019occidente con l\u2019industrializzazione, il boom economico, con la robotica, con lo sviluppo della rete digitale soltanto che in Cina ora \u00e8 tutto a un ritmo vertiginoso e moltiplicato infinitamente.<\/em><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Leccecronaca.it: <strong>\u201cFallibili\u201d da ALGORITMI &#8211; 2022<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ul>\n<li>Taver: <em>In un mondo governato da algoritmi e intelligenze artificiali, dove macchine senzienti possono predire il nostro futuro, le nostre aspettative di vita, dove i piani del reale si sovrappongono e non \u00e8 pi\u00f9 distinguibile il vero dall\u2019artificioso, la nostra unica e residuale testimonianza di umanit\u00e0 \u00e8 la fallibilit\u00e0, la possibilit\u00e0 dell\u2019errore, dello sbaglio. Il fallire, il cadere, l\u2019imperfezione sono probabilmente gli ultimi segni, le ultime manifestazioni che ci rendono umani. Tutto volge alla chirurgica perfezione, il tempo \u00e8 contingentato da simulazioni, la nostra sostituzione \u00e8 in atto, nei calcoli, nel lavoro, addirittura nella creazione intellettuale e artistica. Ecco perch\u00e9 \u00e8 necessaria una orgogliosa rivendicazione del nostro essere fallibili.<\/em><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Leccecronaca.it: <strong>\u201cGigantismo\u201d da RESA INCONDIZIONATA &#8211; 2024<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ul>\n<li>Taver: <em>\u201cGigantismo\u201d \u00e8 un rifiuto del pi\u00f9 grande a tutti i costi.&nbsp; Il progresso, l\u2019emancipazione, il produrre sono stati un modo per garantire benessere , per elevare classi popolari. Tutto questo fino a quando non si \u00e8 trasformata in una ossessione, in una condanna, lo sviluppismo a tutti i costi, l\u2019opera pi\u00f9 grande di tutti e tutto, il grande evento, una vera e propria malattia compulsiva. Questo edificare grandi opere, questa corsa ai progetti faraonici, alle adunate messianiche, alle grandi arene circensi fanno gi\u00e0 immaginare le prossime rovine, i ruderi di civilt\u00e0 decadute.<\/em><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Leccecronaca.it: <strong>\u201cCi Sta\u201d da RESA INCONDIZIONATA &#8211; 2024<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ul>\n<li>Taver: <em>\u201cCi Sta\u201d <\/em><em>nasce dalla accettazione della ingovernabilit\u00e0 degli eventi, della assoluta casualit\u00e0 delle nostre vicende su questo pianeta e in questa vita, dove l\u2019oblio e l\u2019assenza sono possibili, dove ogni ipotesi pu\u00f2 portare al nulla. Il Caso e il Caos decidono sopra e oltre noi ma questa perdita non deve essere vista come una sconfitta, una colpa e in questo non si trovano ragioni nelle religioni gi\u00e0 scritte. Il Karma, il peccato, la superstizione, sono sovrastrutture che costruiamo per dare un senso a ci\u00f2 che non \u00e8 stato e ci\u00f2 che non sar\u00e0.<\/em><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>p.s. in tutti gli album di Fabrizio Tavernelli e in concerto ha suonato il \u201cFabrizio Tavernelli Complesso\u201d: <strong>Taver<\/strong> (voce e altre diavolerie), <strong>Marco Santarello<\/strong> (chitarre), <strong>Alessandro De Nito<\/strong> (tastiere e synth), <strong>Lorenzo Lusvardi<\/strong> (batteria), <strong>Marco Tirelli<\/strong> (basso).<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2025\/12\/15\/ogni-promessa-e-un-debito-e-a-reggio-emilia-con-roberto-molle-per-leccecronaca-it-fabrizio-tavernelli-commenta-le-sue-canzoni-piu-famose-su-cui-leva-dubbi-e-curiosita\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2025\/12\/15\/ogni-promessa-e-un-debito-e-a-reggio-emilia-con-roberto-molle-per-leccecronaca-it-fabrizio-tavernelli-commenta-le-sue-canzoni-piu-famose-su-cui-leva-dubbi-e-curiosita\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Roberto Molle ____________ \u201cPer noi Taver vale come un gioiello, perch\u00e9 rappresenta il modo in cui ci piace lavorare: conoscere le persone, intuire in loro delle qualit\u00e0 e valorizzarle. [..] La prima volta che li abbiamo visti incarnavano l\u2019idea dell\u2019Emilia che piace a noi, un\u2019Emilia messa in scena cos\u00ec com\u2019\u00e8: sul palco degli AFA [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":252863,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[31],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/252862"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=252862"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/252862\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":252866,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/252862\/revisions\/252866"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/252863"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=252862"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=252862"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=252862"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}