{"id":253440,"date":"2026-01-04T15:30:00","date_gmt":"2026-01-04T14:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=253440"},"modified":"2026-01-11T12:32:44","modified_gmt":"2026-01-11T11:32:44","slug":"il-pranzo-della-domenica-a-melendugno-con-antonio-nahi-con-qualche-ricordo-e-tante-poesie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2026\/01\/04\/il-pranzo-della-domenica-a-melendugno-con-antonio-nahi-con-qualche-ricordo-e-tante-poesie\/","title":{"rendered":"IL PRANZO DELLA DOMENICA \/\u00a0A MELENDUGNO CON ANTONIO NAHI, CON QUALCHE RICORDO E TANTA POESIA"},"content":{"rendered":"\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"341\" height=\"512\" class=\"wp-image-253441\" style=\"width: 1500px;\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/nahi-foto.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/nahi-foto.jpg 341w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/nahi-foto-200x300.jpg 200w\" sizes=\"(max-width: 341px) 100vw, 341px\" \/>di&nbsp;<strong>Raffaele Polo ___________<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Da bravo intellettuale, il poeta Tonio Nahi&nbsp; mi ha invitato per spiegarmi quale \u00e8, secondo lui, il senso de &#8216;Il pranzo della domenica&#8217;. E gli lascio volentieri il palcoscenico&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>\u00abCaro Raffaele aderisco volentieri al tuo invito ma, \u201ca modo mio\u201d. Tu sai che sono un nostalgico cultore del passato, per cui non posso non ricordare che &#8220;La domenica \u00e8 sempre domenica\u201d titolava un film del 1958, vecchio quanto me, con Achille Togliani e Dorian Gray. Ebbene i miei piatti preferiti mi riportano inevitabilmente alle domeniche indimenticabili che risalgono alla fine degli anni Sessanta o gi\u00f9 di l\u00ec, quando la domenica era sacra fin dal mattino. Mio padre non lavorava per cui alle 8 in punto accendeva la radio e la casa gi\u00e0 si riempiva di musiche allegre e serene. Ma un paio di ore dopo alla musica subentravano profumi appetitosi e invitanti; in particolar modo quello del sugo al pomodoro di cui ancora conservo l&#8217;odore nel ricordo, se cos\u00ec si pu\u00f2 dire. <\/p>\n\n\n\n<p>Le polpette fritte erano poi d&#8217;obbligo la domenica. Inevitabilmente dovevo carpirne almeno una ancora fumante per meglio gustare la crosta prima di tuffarmi nel composto di carni e formaggio, lontanamente insaporita dal sale, aglio e prezzemolo. A tavola poi sarebbero state servite con invitanti patatine al forno magari, belle croccanti e guarnite dagli odori del rosmarino e origano. <\/p>\n\n\n\n<p>La pasta fatta in casa si preparava la sera del sabato e lasciata lievitare la pasta veniva lavorata per ricavarne orecchiette e \u201csagne\u201d dal formato piccolo e ricciuto per meglio trattenere il sapore del sugo. Ma il tripudio avveniva con l&#8217;immancabile torta che la mia povera mamma la domenica non faceva mancare, fosse pure il solito pan di Spagna farcito da crema dal gusto insuperabile e decorato con mandorle tritate e pinoli. <\/p>\n\n\n\n<p>Credo per\u00f2 il sapore pi\u00f9 attese e ambito fosse la famiglia riunita, l&#8217;affetto incommisurato che anche il piatto pi\u00f9 frugale rende unico e insostituibile. Se pure le domeniche odierne &#8211; ma cos\u00ec non \u00e8 &#8211;&nbsp; possono essere pi\u00f9 ricche e sontuose, purtroppo non conservano pi\u00f9 il condimento che un tempo le rendeva esclusive: il calore familiare dello stare tutti assieme.<\/p>\n\n\n\n<p>Purtroppo poi, con gli anni, mi \u00e8 riuscito in poche occasioni rivivere questi momenti, prima preso dal mio lavoro che spesso mi teneva lontano da casa, e ora inevitabilmente con analoghi problemi che non consentono ai miei figli di stare assieme in questi frangenti. Sono tante le domeniche che per un motivo o un altro qualche componente della famiglia deserta l&#8217;appuntamento domenicale e non solo; a volte si tratta di ricorrenze ben pi\u00f9 importanti.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec spesso la domenica compensa qualche vuoto a tavola il mio buon Aharon, un labrador che \u00e8 con noi da ben 9 anni. \u00c8 cos\u00ec affettuoso il mio Aharon da meritarsi perfino una poesia come un componente della famiglia, quando una rigida sera d&#8217;inverno, riusc\u00ec a trasmettermi tante emozioni e scrissi questi versi:<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019inverno di Ah\u00e0ron<\/p>\n\n\n\n<p>Ah\u00e0ron lungo il sentiero aduso la sera<\/p>\n\n\n\n<p>cerca l\u2019odore che non trova; dall\u2019erba<\/p>\n\n\n\n<p>diaccia ritrae lo zampino che raggela.<\/p>\n\n\n\n<p>Scruta bruni nuvoli gonfi di tormenta;<\/p>\n\n\n\n<p>guaisce a sparuti tordi intirizziti<\/p>\n\n\n\n<p>raccolti tra ramagli spettrali d\u2019ulivi.<\/p>\n\n\n\n<p>Immobile acuisce l\u2019udito a muso serrato:<\/p>\n\n\n\n<p>sul muro dell\u2019orto dei limoni ispidi e neri:<\/p>\n\n\n\n<p>punta l\u2019ombra grigia dal passo felpato.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Mi chiedi poi, caro Raffaele, cosa penso della poesia odierna. <\/p>\n\n\n\n<p>La poesia per me \u00e8 principalmente fatta di emozioni. &#8216;Genesi Emotiva&#8217;, come sai, \u00e8 appunto il titolo dell&#8217;intera mia raccolta di versi, comprendente sette raccolte scritte in oltre 50 anni. E quindi nel rispondere alla tua domanda riguardo la poesia odierna, quella d&#8217;avanguardia, dico che per fortuna gli estremi esempi di poesia contemporanea, al nostro Meridione non sono giunti e neppure ci \u00e8 stato chiesto di uniformarci alle avanguardie letterarie dotte e saccenti del Nord proliferate specialmente nell&#8217;ultimo trentennio. Qualche sporadico tentativo dei nostri migliori, ha varcato i confini, per \u201ccause di forza maggiore\u201d, direi, tra cui Antonio Prete, ma egli ha saputo e voluto mantenere legami tesi con le origini nostre, con capace originalit\u00e0 e dignitosa contemporaneit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>La poesia contemporanea, utilizza linguaggi evoluti e sperimentali dalle diversificazioni contenutistico-trascendentali nelle tematiche estremamente odierne e, al medesimo tempo, permeate di sterile messaggistica. Sono testi \u2013 ritengo \u2013 che esternano in primis, l\u2019alterit\u00e0 significante dell\u2019autore e, quanto intende e voglia dire \u2013 ancora una volta \u2013 imposto all\u2019inconsapevole ascoltatore o lettore soggiogato dal fumus verbale con supina accettazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Vero \u00e8 che i cambiamenti non avvengono pi\u00f9 con frequenza epocale, ma gli adattamenti appaiono pi\u00f9 congeniti che contingenti al pathos quotidiano. Una sorta di voluto adattamento al vento che soffia, pi\u00f9 che esternazione dell\u2019anima. Reportage sensazionalistico dunque, che poco ha a che fare con la maturazione interiore al cospetto dei conflitti umani. <\/p>\n\n\n\n<p>Non una spugna che assorbe le evidenze del vissuto ma un osservatore che appunta \u2013 pi\u00f9 che sensazioni \u2013 il sensazionalismo che gli ruota attorno, acch\u00e9 vada poi col verso (testo?) a colpo sicuro, dando al lettore quello che vuole farsi dire, non quello che l\u2019autore sente di dire. Una poesia \u2013 se lo \u00e8 \u2013 in \u201criga\u201d con i tempi, circuita e circoscritta, rigidamente inscatolata e contingentata. Priva di dinamismo interiore, forte di dinamismo esteriore che tutto ingloba e fa \u201cverso\u201d di una realt\u00e0 ritagliata a piacimento, spesso senza gambe per cui \u2013 claudicante a dir poco \u2013 \u00e8 pilotata dall\u2019autore \u2013 e non solo \u2013 in luoghi e tempi preventivati e predestinati.<\/p>\n\n\n\n<p>Estremamente colta e politicizata, si avvale della facolt\u00e0 di non rispondere, difesa com\u2019\u00e8 da premeditate filosofie \u2013 ancora \u2013 inespresse. Spesso sono testi accuratamente studiati e lavorati a tavolino a tal punto che, tra e dalle righe, sfugge l\u2019anima e, nello sperimentalismo estremo, giungono al cuore col fiato corto, zavorrati da artriti cronachistiche, di fragili epifanie giornaliere. L\u2019irrazionalit\u00e0 interpretativa spesso demotiva e discosta ogni emozione propria del testo poetico, tanto da poterla agglomerare in prosastici \u201csenzaccapo\u201d dove l\u2019assetto sintattico per nulla si duole, che nulla ha da dolersi, influente su versi e significati evocati. Versi di stagione, oserei definirli, prodotti nell\u2019orto dell\u2019adeguatezza; inseminati dal vento che tira; capaci di riprodursi \u2013 fin quando l\u2019autore produrr\u00e0 magie? \u2013, foraggiati dalle medesime accondiscendenze editoriali che hanno dissodato il terreno per farli attecchire. accondiscendenze editoriali dunque foraggiano una poesia che al meridione non appartiene. Pure questa prodotto domenicale nei salotti del Nord quando si decise di emarginare le voci poetiche meridionali, quando i \u201cmovimenti di ascolto\u201d da Luzi, Gatto, Bodini, Comi in gi\u00f9 furono culturalmente ridimensionati perfino nei programmi scolastici per dare &#8220;largo uso&#8221; allecongiunture dei poeti della Linea Lombarda, emersi nel secondo Dopoguerra,attenti ai cambiamenti sociali e storici, con egregi nomi come Vittorio Sereni, Luciano Erba, Nelo Risi, Roberto Rebora eccetera. Ma dagli anni Settanta in poi a questi, si aggiunsero molte \u201cvoci\u201d non pi\u00f9 in linea ma in riga con dettami alquanto e solo politici.<\/p>\n\n\n\n<p>Caro Raffaele, come ho avuto modo di dirti altrove, scusami se a conclusione di questo pranzo domenicale offro un caff\u00e8, a dir poco, amaro: ma ben sai quanto dagli zuccheri ho da difendermi\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>____________<\/p>\n\n\n\n<p><strong>( 85 \u2010 continua )<\/strong><\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2026\/01\/04\/il-pranzo-della-domenica-a-melendugno-con-antonio-nahi-con-qualche-ricordo-e-tante-poesie\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2026\/01\/04\/il-pranzo-della-domenica-a-melendugno-con-antonio-nahi-con-qualche-ricordo-e-tante-poesie\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di&nbsp;Raffaele Polo ___________ Da bravo intellettuale, il poeta Tonio Nahi&nbsp; mi ha invitato per spiegarmi quale \u00e8, secondo lui, il senso de &#8216;Il pranzo della domenica&#8217;. 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