{"id":25365,"date":"2014-03-08T07:00:04","date_gmt":"2014-03-08T07:00:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=25365"},"modified":"2014-03-08T07:00:04","modified_gmt":"2014-03-08T07:00:04","slug":"libri-alla-riscoperta-del-filosofo-andrea-emo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2014\/03\/08\/libri-alla-riscoperta-del-filosofo-andrea-emo\/","title":{"rendered":"LIBRI\/ ALLA RISCOPERTA DEL FILOSOFO ANDREA EMO"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/SESSA_La_Meraviglia_del_Nulla.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/SESSA_La_Meraviglia_del_Nulla-300x243.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"243\" class=\"alignleft size-medium wp-image-25366\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/SESSA_La_Meraviglia_del_Nulla-300x243.jpg 300w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/SESSA_La_Meraviglia_del_Nulla.jpg 1000w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Esce per i tipi di Bietti uno studio su sul pensiero di Andrea Emo, autore troppo spesso dimenticato, ma di grande importanza nel pensiero filosofico del primo Novecento italiano, gi\u00e0 allievo di Giovanni Gentile e di recente \u201criscoperto\u201d da Massimo Cacciari.<\/p>\n<p>Ne \u00e8 autore Giovanni Sessa:<strong><em>\u201cLa meraviglia del nulla.<\/em><\/strong><em> Vita e filosofia di Andrea Emo<\/em>, Bietti, 2014, 22 euro.<\/p>\n<p>Pubblichiamo qui di seguito l&#8217;introduzione di Sandro Giovannini.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>Fin dalla prima lettura ancora in bozze del testo di Sessa su Emo, ho valutato importante sia la scelta di una monografia esaustiva sul filosofo veneto, sia il possibile impatto che un libro di tale rigore e coraggio, avrebbe potuto comportare. Infatti l\u2019attuale nostro scenario mentale, ancor maggiormente che in passato per una ulteriore eterodiretta perdita di contatto con la <em>normalit\u00e0 eminente<\/em>, \u00e8 determinato sia da una difficolt\u00e0 a possedere un proprio realmente autonomo <em>pensiero pensante<\/em>, sia a poterlo collocare potentemente in un contesto allargato d\u2019<em>incidenza effettiva<\/em>\u00a0 e quindi &#8211; tanto per intenderci bene &#8211; in una azione che coinvolga libert\u00e0 dagli stereotipi da una parte e presenza nel mondo delle relazioni ampie e primarie di tipo civile e geostrategico.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Infatti la libert\u00e0 dagli stereotipi spesso si impassa in un riflettere che non ammette se non pochi o nessun effetto d\u2019azione e di trasformazione sul mondo reale che ci circonda (la tanto, assieme bistrattata ed amata, <em>turris<\/em>) e, d\u2019altra parte, la desiderata \u201c<em>incidenza <\/em>sul\/nel<em> mondo allargato\u201d<\/em> (la disposizione del pensiero civile e geostrategico che ora maggiormente determina posizionamenti e riposizionamenti anche oltremodo interessanti, e del tutto a volte, inediti) vuole o sembra prescindere quasi dal <em>pensiero pensante<\/em> e si abbarbica ad un finalismo determinato dalla prassi di una lettura tutta spostata sul piano orizzontale delle determinazioni d\u2019azione\/reazione, sia pur complicatissime e non certo comunque facilmente decodificabili da una attenzione solo ingenua e\/o poco informata o molto (pi\u00f9 comunemente) disinformata.\u00a0 Credo che noi, trascinati volta a volta, dal pensiero<em> teorico<\/em> o dal pensiero della <em>prassi<\/em>, non ci si renda ben conto di come, sia nel passato come nel presente, ed ora ancor pi\u00f9 immersi nel mondo violentemente unipolare del liberalismo imperialista, con il pensiero <em>di mestiere<\/em>, un tempo idealistico o materialistico, e con questo schizomorfo di ora, strattonati dalle discipline che richiedevano un diverso status epistemologico, come la sociologia, la psicologia, la geostrategia, (e tutto sotto il concavo ed ipotetico universo di vetro della scienza ultima), venissimo tendenzialmente espropriati dal diritto\/dovere di <em>pensare il pensiero<\/em> come un intero organico, identitario e differenziato, che potesse continuare a coinvolgere il massimo possibile di contestualit\u00e0, di potenzialit\u00e0, d\u2019utopia.\u00a0 Le mode successive hanno poi confermato, sia sul piano del registro <em>alto<\/em> (perch\u00e9 sicuramente la reazione di chi s\u2019avventura per tale <em>tangente impazzita<\/em> mentalista non ammetter\u00e0 mai di aver perso, o di aver rischiato di perdere, il contatto, con una organicit\u00e0 pi\u00f9 giustificabile), sia su quello pi\u00f9 <em>basso<\/em> delle idee-forza, (perch\u00e9 sicuramente la reazione di chi s\u2019affanna &#8211; ad esempio &#8211; nei meandri della criptopolitica non ammetter\u00e0 di aver perso, o di aver rischiato di perdere \u2013 \u201c\u2026<em>ho perso il mio centro a combattere il mondo<\/em>\u201d \u2013 la strada maestra), lo sbandamento interpretativo sempre discentrante, allora come ora, e solo contrato da pochi <em>pensanti fecondi<\/em>, le <em>grandianime<\/em>, quelli cio\u00e8 che <em>meravigliosamente<\/em> hanno saputo sintetizzare, prima in se medesimi e poi per gli altri, lungo il periplo di una vita (alla fine &#8211; ben spesa), visione ideale e prassi di posizionamento politico e geostrategico. Non ne diamo, appunto, una lettura ingenua od edificante; sappiamo di quante imboscate, inganni, illusioni e delusioni sia ricca anche la carriera intima &#8211; oltre a quella esteriore &#8211; delle grandi anime, ma esse ci servono costantemente per <em>rettificare<\/em>, per equilibrare il nostro giudizio che precede, segue\u00a0 &#8211; e poi corregge &#8211; il posizionamento.\u00a0 Ma bastano?\u00a0 Per le novit\u00e0, ineludibili, dell\u2019ora?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Questo che sembra un preambolo problematico, serve forse a dirci che il libro di Sessa su Emo inaugura una nuova linea di lavoro per il cantiere del <em>pensiero pensante<\/em>, e lo possiamo dimostrare facilmente con pochi riferimenti, che non vogliono cio\u00e8 ribadire quei <em>VII<\/em> punti o <em>note<\/em> (la nostra <em>tavoletta heliopolis<\/em> a commento del libro primario) che abbiamo altrove enucleato per favorire ulteriore riflessione dialettica sul testo primario di Sessa, quanto cogliere velocissimamente alcune tra le tante <em>anomalie <\/em>fondamentali e fondanti (del pensiero di Emo e della riflessione libera di Sessa su Emo):<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&#8211; La <em>compresenza Cristo\/Dioniso<\/em>. Essa spiazza ogni tipo di vantato confessionalismo e di ferma disposizione pregiudiziale, ovunque s\u2019annidi\u2026 Instaura la potenzialit\u00e0 di ci\u00f2 che sta prima del giudizio, in re, ed apre alle confluenze pi\u00f9 determinanti: Heidegger, Evola, Ker\u00e9ny, Colli, Noica\u2026<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&#8211; La <em>vigenza dell\u2019origine<\/em>. Ch\u2019\u00e8 pulsione utopista ed azzardo <em>urfuturista<\/em>, ma anche tragico attuale (beffardo del <em>monopensiero democratico<\/em>) ma che non <em>suda sangue<\/em> e non impone livree\u2026 ed \u00e8 il <em>sempre\/possibile<\/em>\u2026<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&#8211; Il\u00a0 <em>tempo sferico<\/em> con il suo <em>presente\/eterno<\/em> che non \u00e8 \u2018solo\u2019 la classica <em>anticoccidentale<\/em> od <em>estremorientale<\/em> \u2018distanza rammemorante\u2019, ma la trasparenza del <em>Nulla<\/em>, come motore immobile del reale, non \u2018negazione logica\u2019 o peggio ancora \u2018negazione blasfema\u2019, ma affermazione della continua carenza, cruciale, innegabile e voraginosa ed in essa, della continua affermazione. Il <em>sempre\/transitabile<\/em>\u2026 come potenzialit\u00e0, ma il <em>sempre\/certo<\/em> come trasparenza. Non <em>per nulla<\/em> Sessa intitola: <em>meraviglia<\/em>\u2026<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&#8211; L\u2019ermeneutica del tragico come <em>originario e immediato auto negarsi, <\/em>ma che vive e si afferma nella libert\u00e0 &#8211; dalla parte del soggetto ma che s\u2019afferma eminentemente come dimensione oggettiva (regolarit\u00e0 erga omnes) &#8211; <em>dell\u2019inseparabilit\u00e0 di positivit\u00e0 e negazione<\/em>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ora uno mi potrebbe dire, che cosa conta tutto questo con gli avvenimenti in Ucraina\/Crimea, (ad esempio \u2026 <em>parliamo di cose serie<\/em>), sui quali si ribaltano gli stereotipi di giudizio, rimescolando i nazionalismi e gli internazionalismi e sorprendendoci (di nuovo) grandemente e lasciandoci <em>nudi<\/em>?\u00a0 (\u2026ed alquanto vergognosi).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le riserve che ci saranno, all\u2019esempio ed al libro, si daranno \u2013 secondo questa <em>postura<\/em> \u2013 soprattutto a partire dal <em>dato caratteriale<\/em>, (si sarebbe detto in passato, elemento spirituale o disposizione animica), ovvero dall\u2019indisponibilit\u00e0 certa di alcuni a reagire secondo l\u2019alto parametro emiano, che \u00e8 il\u00a0 parametro dell\u2019accettazione incondizionata della condizione nichilista ma con una forza di penetrazione e rilevamento tale da ridonare interi, <em>coraggio<\/em> ed <em>onore,<\/em> alla spaurita mente europea contemporanea\u2026 dico approssimativamente ancora <em>dato caratteriale<\/em> e non <em>visione ideale<\/em> perch\u00e9 l\u00ec si smarca &#8211; ancor prima e forse pi\u00f9 fondatamente &#8211; la generosit\u00e0 esistenziale (<em>grandeanima<\/em>) che ha compreso &#8211; in Uno &#8211; la <em>vacuit\u00e0 <\/em>ed il<em> destino<\/em>\u2026\u00a0 \u00a0 Questo, sempre a mio discutibile avviso &#8211; e capisco bene che questa posizione pu\u00f2 essere facilmente fraintesa &#8211; non prescinde\u00a0 ma presiede &#8211; d\/alla <em>visione ideale<\/em>, (ideologica, confessionale\u2026), perch\u00e9 pu\u00f2\u00a0 basarsi su una,\u00a0 addirittura appunto anteriore, disposizione a comprendere e verificare\u2026\u00a0 Qui quindi non si tratta di una postura romantica <em>d\u2019anima bella<\/em>, ma d\u2019un rigoroso assetto a verificare <em>tutto<\/em>, pur avendo ben certa e cara la nostra provenienza di <em>terza forza<\/em> e contemporaneamente aperti i propri orizzonti ideali ed estetici verso nuove e giuste sintesi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Noi possiamo comprendere questo se vogliamo veramente che il lavoro di Sessa sia un <em>pilastro<\/em> come \u00e8 e come dovrebbe essere accolto\u2026 e non si riduca alla favoletta del <em>nichilismo mistico<\/em>, ed infatti il <em>fuoco della controversia<\/em> non ci preoccupa, mentre invece ci preoccupa\u00a0 grandemente la faciloneria saccente o la malevolenza disinformata\u2026 ma resta certo in ogni caso che Sessa ha dato prova di una grande capacit\u00e0 di stare sui dati<em> reali<\/em>, quelli culturali e quelli materiali, assieme.<\/p>\n<div><\/div>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2014\/03\/08\/libri-alla-riscoperta-del-filosofo-andrea-emo\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2014\/03\/08\/libri-alla-riscoperta-del-filosofo-andrea-emo\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Esce per i tipi di Bietti uno studio su sul pensiero di Andrea Emo, autore troppo spesso dimenticato, ma di grande importanza nel pensiero filosofico del primo Novecento italiano, gi\u00e0 allievo di Giovanni Gentile e di recente \u201criscoperto\u201d da Massimo Cacciari. 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