{"id":256740,"date":"2026-03-16T09:52:38","date_gmt":"2026-03-16T08:52:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=256740"},"modified":"2026-03-16T09:52:41","modified_gmt":"2026-03-16T08:52:41","slug":"i-giovani-di-oggi-in-un-mondo-che-e-gia-cambiato-alla-ricerca-di-liberta-responsabilita-e-relazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2026\/03\/16\/i-giovani-di-oggi-in-un-mondo-che-e-gia-cambiato-alla-ricerca-di-liberta-responsabilita-e-relazione\/","title":{"rendered":"I GIOVANI DI OGGI, IN UN MONDO CHE E&#8217; GIA&#8217; CAMBIATO, ALLA RICERCA DI LIBERTA&#8217;, RESPONSABILITA&#8217; E RELAZIONE"},"content":{"rendered":"\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"627\" height=\"417\" class=\"wp-image-256741\" style=\"width: 1500px;\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/BBBBUNA.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/BBBBUNA.jpg 627w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/BBBBUNA-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 627px) 100vw, 627px\" \/><\/p>\n\n\n\n<p>di <strong>Mario Bozzi Sentieri ______________<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Che aria tira tra le giovani generazioni ? O meglio: qual \u00e8 il sentimento dei giovani italiani rispetto a ci\u00f2 che li circonda e ad un mondo in continua trasformazione ? <\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Secondo &#8220;Fragile \u2013 Mappae mundi di una nuova generazione&#8221;, ricerca dell\u2019Osservatorio permanente sulla condizione giovanile in Italia, promosso dalla Fondazione Unhate, il 24% dei giovani italiani (tra i 13 e i 24 anni) si sente &#8220;sotto pressione&#8221;, sfiduciato, sopraffatto e incapace di agire. C\u2019\u00e8 poi un 25% di\u00a0<em>irrequieti in bilico<\/em>, \u201cesposti alla pressione della performance. Oscillano tra forte attivazione e rischio di sovraccarico\u201d. Poco meno di 1 su 5 (il 17%) risulta aperto, attivo, \u201ccon buon equilibrio emotivo e capacit\u00e0 progettuale\u201d. Vede \u201copportunit\u00e0\u201d e sa \u201corientarsi nella complessit\u00e0\u201d. Non solo. Ha \u201cpoca ansia e nessun senso di inadeguatezza\u201d. Valuta \u00a0\u201cil mondo come pieno di opportunit\u00e0\u201d e affronta \u201cla complessit\u00e0 senza timori\u201d. \u00c8 uno dei ragazzi che rientra nell\u2019insieme dei\u00a0<em>fiduciosi propositivi<\/em>. Infine \u00a0i\u00a0<em>moderati in transizione<\/em>\u00a0(il 34%) che \u201cvivono un equilibrio fragile. Necessitano di accompagnamento nei passaggi\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>\u201cOgni generazione eredita un mondo e ha il compito di rigenerarlo, creando nuove forme di libert\u00e0, responsabilit\u00e0 e relazione\u201d &#8211; \u00a0\u00a0\u00e8 entrato nel dettaglio, in sede di presentazione dell\u2019indagine,\u00a0Mauro Magatti, professore ordinario di Sociologia dell\u2019Universit\u00e0 Cattolica e \u00a0coordinatore della ricerca: \u00a0\u00a0\u201cquesto laboratorio generazionale nasce dalla necessit\u00e0 di superare analisi frammentate e restituire una mappa dinamica che unisca dati quantitativi, sguardi qualitativi e, soprattutto, le voci dirette delle ragazze e dei ragazzi\u201d. Per Magatti il tema vero \u201c\u00e8 cogliere come le generazioni vivono\u201d le trasformazioni in atto nella societ\u00e0 e \u201cmettere in discussione come noi percepiamo la realt\u00e0\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Rispetto a questo \u201cquadro\u201d che fare ? <\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019Osservatorio propone cinque linee di azione e di intervento: ricostruire relazioni educative stabili e luoghi di appartenenza, trasformare l\u2019orientamento in un percorso continuo che aiuti a dare senso alle scelte, gestire meglio le transizioni scolastiche e lavorative, integrare il benessere psicologico nei contesti educativi con pres\u00ecdi accessibili e non stigmatizzanti, valorizzare il protagonismo dei giovani attraverso spazi reali di partecipazione e corresponsabilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>In questo contesto, la scuola emerge dallo studio come snodo decisivo nei percorsi di fragilit\u00e0 e attivazione. Molti giovani la vivono soprattutto come luogo di valutazione e pressione. Rafforzare la componente educativa e orientativa (soprattutto tra i 16 e i 20 anni) aiuta, secondo gli esperti, a dare senso alle esperienze e a costruire una visione pi\u00f9 chiara del futuro. Un orientamento continuo, legato ad esperienze reali e al territorio, pu\u00f2 sostenere scelte pi\u00f9 consapevoli.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Un altro elemento chiave \u00e8 la partecipazione ad attivit\u00e0 come sport, arte e volontariato che hanno un effetto protettivo sulla salute mentale. Solo attraverso relazioni solide e istituzioni che \u201caccendono il desiderio\u201d, l\u2019apertura al mondo e al futuro pu\u00f2 diventare un\u2019opportunit\u00e0 invece che una minaccia.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Possono bastare queste proposte? <\/p>\n\n\n\n<p>Senza volere contestare le indicazioni offerte dalla ricerca dell\u2019Osservatorio permanente sulla condizione giovanile in Italia, crediamo sia anche \u00a0necessario inquadrare le ansie e le aspettative giovanili all\u2019interno di una crisi \u201cdi Sistema\u201d molto pi\u00f9 ampia e complessa, rispetto alla quale le giovani generazioni sono le vittime principali.<\/p>\n\n\n\n<p>Le sfide economiche, politiche e sociali, combinate con la rapida evoluzione tecnologica e le problematiche ambientali, stanno infatti creando un contesto in cui i giovani si trovano a dovere ridefinire il loro ruolo nella societ\u00e0, una societ\u00e0 peraltro anch\u2019essa in cerca di s\u00e9 stessa, di una sua &nbsp;nuova consapevolezza. Politica, economia, tenuta sociale, cultura dell\u2019appartenenza sono in discussione, su nuove basi. Con forti domande identitarie, nuove suggestioni tecnologiche, orizzonti post industriali, aspettative di sintesi. Un vecchio mondo \u00e8 al tramonto, con le sue facili illusioni globaliste, egalitarie, taumaturgiche.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo contesto il ricambio generazionale stenta a mettersi in moto:\u00a0 l\u2019invecchiamento della popolazione e la\u00a0 crisi demografica condizionano non poco, mentre il rischio per i giovani di essere pi\u00f9 poveri dei loro genitori \u00e8\u00a0 purtroppo un dato che appare\u00a0 consolidato e che condiziona non poco. <\/p>\n\n\n\n<p>Le ricadute non sono \u201csolo\u201d economiche, nella misura in cui questa percezione pu\u00f2 portare ad una sorta di \u201cspossatezza\u201d generazionale, di preoccupazione per il futuro che si fa frustrazione e quindi \u201cdiserzione\u201d rispetto alle responsabilit\u00e0 presenti. <\/p>\n\n\n\n<p>I passaggi tradizionali dell\u2019esistenza ( \u201cla fine degli studi\u201d, \u201cl\u2019inizio di un lavoro\u201d, \u201cla formazione di una nuova famiglia\u201d e \u201cla nascita del primo figlio\u201d) appaiono in crisi e \u2013 al momento &#8211;\u00a0 non sembrano \u00a0avere prodotto\u00a0 fondate alternative.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci\u00f2 che manca\u00a0\u00a0 \u2013 in questa fase \u2013 \u00e8 innanzitutto la\u00a0 consapevolezza generazionale: il senso di un\u2019appartenenza in grado di proporre modelli, di mobilitare energie, di sfidare l\u2019oggi e soprattutto il domani, di farsi esempio. <\/p>\n\n\n\n<p>\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Il mito dell\u2019impegno (politico, sociale, culturale) \u00e8 sbiadito e perduto. \u201cL\u2019epoca delle passioni ribelli \u00e8 diventata un\u2019epoca di passioni tristi\u201d \u2013 ha notato il pedagogista cattolico Daniele Novara. <\/p>\n\n\n\n<p>La percezione \u00e8 di una cesura tra i giovani ed il sistema Paese, con conseguenze che \u2013 in prospettiva \u2013 rischiano di aumentare le fasce degli esclusi, degli \u201cinghiottiti\u201d dall\u2019inedia, a causa di\u00a0 un corpo sociale sempre pi\u00f9 debole e sfilacciato, visti\u00a0 la perdita di ruolo e di certezze autentiche offerte dalle famiglie (con\u00a0 una lunga e paradossale \u00a0dipendenza dei figli adulti dai genitori),\u00a0 l\u2019avanzare dei processi di\u00a0\u00a0 <em>disintermediazione<\/em>, a seguito del\u00a0 depotenziamento dei corpi intermedi (ed il sostanziale isolamento sociale), la precariet\u00e0 (resa palese dal\u00a0 lavoro in\u00a0 nero).<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Essere consapevoli di questa realt\u00e0, non proprio esaltante,\u00a0 \u00e8 un primo passo per uscirne.\u00a0 A partire certamente dalla Scuola, dai processi formativi, dagli incentivi sociali lo Stato pu\u00f2 fare la sua parte. Ma la questione ha anche risvolti antropologici, culturali, di \u201cvisione della vita e del mondo\u201d da non sottovalutare, nella misura in cui i pensieri di oggi sono le azioni di domani. In questa prospettiva c\u2019\u00e8 bisogno di una vera e propria rivoluzione culturale a cui richiamare proprio le giovani generazioni.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Il riconoscimento dei meriti \u00e8 il primo passo per garantire il libero sviluppo della personalit\u00e0 e l\u2019autentica \u201cliberazione\u201d dei giovani. Tramontato il tempo dell\u2019\u201dindividuo sociale\u201d, caro a certa cultura macchinistico-industrialista, \u00e8 la mobilit\u00e0 sociale, l\u2019aggiornamento permanente, l\u2019innovazione a segnare la nuova \u201cfilosofia del lavoro\u201d. Ed \u00e8 dunque rispetto a questa nuova filosofia che \u00e8 necessario riparametrare una cultura ed i modelli organizzativi che intorno ad essa vanno emergendo.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Un discorso di qualit\u00e0 dunque e di valore, quello che bisogna sapere leggere tra le pieghe del vissuto giovanile, molto pi\u00f9 concreto di quanto non dicano certe indagini, pur meritorie, \u00a0\u00a0e, nello stesso tempo, pronto ad accettare le sfide del cambiamento, intorno\u00a0 a cui si giocano le sorti del Paese. Bisogna per\u00f2 parlarne. <\/p>\n\n\n\n<p>Bisogna affinare sensibilit\u00e0 e modalit\u00e0 d\u2019intervento, chiamando ciascuno a fare il proprio dovere, mettendo\u00a0 in campo le doverose contromisure, anche comunicative.\u00a0 In gioco, insieme a quelli dei giovani,\u00a0 ci sono i pi\u00f9 ampi destini nazionali e quindi il diritto ad un domani, pieno e consapevole. Per tutti.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2026\/03\/16\/i-giovani-di-oggi-in-un-mondo-che-e-gia-cambiato-alla-ricerca-di-liberta-responsabilita-e-relazione\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2026\/03\/16\/i-giovani-di-oggi-in-un-mondo-che-e-gia-cambiato-alla-ricerca-di-liberta-responsabilita-e-relazione\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Mario Bozzi Sentieri ______________ Che aria tira tra le giovani generazioni ? O meglio: qual \u00e8 il sentimento dei giovani italiani rispetto a ci\u00f2 che li circonda e ad un mondo in continua trasformazione ? 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