{"id":256768,"date":"2026-03-17T00:02:00","date_gmt":"2026-03-16T23:02:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=256768"},"modified":"2026-03-17T16:04:01","modified_gmt":"2026-03-17T15:04:01","slug":"via-fani-48-anni-dopo-il-rito-stanco-delle-commemorazioni-e-la-memoria-negata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2026\/03\/17\/via-fani-48-anni-dopo-il-rito-stanco-delle-commemorazioni-e-la-memoria-negata\/","title":{"rendered":"VIA FANI, 48 ANNI DOPO: IL RITO STANCO DELLE COMMEMORAZIONI E LA MEMORIA NEGATA"},"content":{"rendered":"\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"2474\" height=\"1656\" class=\"wp-image-256788\" style=\"width: 900px;\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Commemorazione.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Commemorazione.jpg 2474w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Commemorazione-300x201.jpg 300w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Commemorazione-1024x685.jpg 1024w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Commemorazione-768x514.jpg 768w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Commemorazione-1536x1028.jpg 1536w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Commemorazione-2048x1371.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 2474px) 100vw, 2474px\" \/>di Melcore Valerio______ Tra dichiarazioni istituzionali e post sui social, la politica ricorda l&#8217;eccidio della scorta e il rapimento di Aldo Moro. Ma commemorare non significa analizzare. E sulle colpe, le reticenze e le cecit\u00e0 che portarono a quella strage, cala ancora una volta un comodo silenzio.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono passati 48 anni da quella mattina in cui, a Roma, in via Fani, la Repubblica Italiana perse per sempre la sua innocenza. L&#8217;eccidio della scorta e il rapimento dell&#8217;Onorevole Aldo Moro, Presidente della Democrazia Cristiana, segnano una ferita ancora aperta. Eppure, a quasi mezzo secolo di distanza, sembra che nessuno abbia davvero voglia di&nbsp;<em>ricordare<\/em>&nbsp;e di analizzare come si arriv\u00f2 a quel massacro.<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi assistiamo al consueto, e per certi versi rassicurante, rito delle commemorazioni. Da un lato, una delegazione del PD si reca sul luogo della strage, con la segretaria&nbsp;<strong>Elly Schlein<\/strong>&nbsp;che in una nota dichiara:&nbsp;<em>&#8220;ricordiamo una delle pagine pi\u00f9 buie e dolorose della nostra storia repubblicana&#8221;<\/em>&nbsp;e invita a&nbsp;<em>&#8220;difendere, ogni giorno, i valori della democrazia contro ogni violenza politica e contro il terrorismo&#8221;<\/em>. La vediamo nella foto in alto a favore di telecamera. <br>Dall&#8217;altro, la Presidente del Consiglio&nbsp;<strong>Giorgia Meloni<\/strong>&nbsp;sottolinea come quegli uomini&nbsp;<em>&#8220;furono vigliaccamente uccisi nel tragico agguato in via Fani&#8221;<\/em>, esprimendo&nbsp;<em>&#8220;eterna gratitudine&#8221;<\/em>&nbsp;e inviando un ringraziamento&nbsp;<em>&#8220;a tutti gli uomini e le donne in divisa per il quotidiano lavoro a difesa della Nazione&#8221;<\/em>. <br>Sui social, si unisce anche il Presidente del Senato&nbsp;<strong>Ignazio La Russa<\/strong>:&nbsp;<em>&#8220;Ricordare quel giorno cos\u00ec drammatico significa rendere omaggio a chi sacrific\u00f2 la propria vita e riaffermare, con forza, il valore della libert\u00e0 e della democrazia&#8221;<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto ineccepibile. Ma, come potete leggere,&nbsp;tutti si limitano a commemorare. Nessuno analizza.&nbsp;L&#8217;eccidio della scorta: Oreste Leonardi, Domenico Ricci, Giulio Rivera, Francesco Zizzi e Raffaele Iozzino e il rapimento di Moro non furono un fulmine a ciel sereno. Furono l&#8217;epilogo drammatico di anni di sottovalutazioni, reticenze e comode cecit\u00e0 ideologiche. Per comprendere come lo Stato si sia fatto trovare cos\u00ec impreparato davanti alle Brigate Rosse, un&#8217;organizzazione terroristica orgogliosamente comunista, marxista-leninista e antifascista, bisogna riavvolgere il nastro.<\/p>\n\n\n\n<p>C&#8217;\u00e8 stato un tempo, nei primi anni &#8217;70, in cui i vertici delle istituzioni e i ministri degli Interni democristiani minimizzavano la minaccia. Nei palazzi della politica e sui grandi giornali si parlava apertamente di&nbsp;<strong>&#8220;fantomatiche&#8221; o &#8220;sedicenti&#8221; Brigate Rosse<\/strong>, aggiungendo spesso un corollario rassicurante:&nbsp;<em>&#8220;la violenza viene solo da destra&#8221;<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Una definizione surreale, usata per derubricare il fenomeno o insinuare l&#8217;esistenza di trame nere. <br>Questa narrazione colpevole proseguiva indisturbata mentre i terroristi rossi iniziavano a spargere sangue. Quando a cadere sotto i colpi dell&#8217;eversione erano attivisti e dirigenti del Movimento Sociale Italiano, come&nbsp;<strong>Graziano Giralucci e Giuseppe Mazzola<\/strong>, assassinati a Padova nel 1974 nel primo delitto rivendicato dalle BR \u2013 l&#8217;allarme democratico suonava con molta meno urgenza. Erano morti che, per una certa miopia istituzionale, pesavano di meno.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa sottovalutazione istituzionale trov\u00f2 terreno fertile in un preciso clima culturale a sinistra. Per troppo tempo, nella sinistra extraparlamentare, nelle frange estreme della CGIL e nella base del Partito Comunista Italiano, si \u00e8 cullata una pericolosa ambiguit\u00e0. L&#8217;espressione&nbsp;<strong>&#8220;compagni che sbagliano&#8221;<\/strong>&nbsp;non \u00e8 un&#8217;invenzione giornalistica, ma la fotografia di un&#8217;indulgenza ideologica mortale. Si riconosceva ai terroristi la stessa matrice ideale, faticando a recidere il cordone ombelicale dell&#8217;ideologia comunista e della retorica della &#8220;Resistenza tradita&#8221;. Solo sull&#8217;orlo del baratro il vertice del PCI di Berlinguer prender\u00e0 le distanze abbracciando la &#8220;linea della fermezza&#8221;, ma il ritardo con cui si ag\u00ec resta una ferita storica.<\/p>\n\n\n\n<p>E la Democrazia Cristiana? Il partito di maggioranza relativa aveva le sue precise convenienze politiche. In quegli anni si stava tessendo la delicata tela del&nbsp;<strong>&#8220;Compromesso storico&#8221;<\/strong>&nbsp;con il PCI. Ammettere la gravit\u00e0 e la natura profondamente comunista del terrorismo brigatista significava mettere in estremo imbarazzo l&#8217;alleato. Per non &#8220;disturbare&#8221; quel percorso politico, una parte della DC prefer\u00ec abbassare lo sguardo, ritardando l&#8217;azione investigativa e repressiva dello Stato. E il Movimento Sociale Italiano?  eIl partito di Almirante era come inebetito, si limit\u00f2 a parlare di condanna di tutti i terrorismi e dello Stato che doveva applicare il pugno di ferro contro i terroristi.<\/p>\n\n\n\n<p>La tragedia di Aldo Moro e della sua scorta \u00e8 anche il conto salatissimo presentato alla Repubblica per queste omissioni. Un monito che ci ricorda un&#8217;amara verit\u00e0: quando la politica subordina la realt\u00e0 ai propri calcoli e alle proprie ideologie, a pagare il prezzo col sangue sono sempre i servitori dello Stato.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2026\/03\/17\/via-fani-48-anni-dopo-il-rito-stanco-delle-commemorazioni-e-la-memoria-negata\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2026\/03\/17\/via-fani-48-anni-dopo-il-rito-stanco-delle-commemorazioni-e-la-memoria-negata\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Melcore Valerio______ Tra dichiarazioni istituzionali e post sui social, la politica ricorda l&#8217;eccidio della scorta e il rapimento di Aldo Moro. Ma commemorare non significa analizzare. 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