{"id":257895,"date":"2026-04-09T17:57:11","date_gmt":"2026-04-09T15:57:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=257895"},"modified":"2026-04-09T17:57:16","modified_gmt":"2026-04-09T15:57:16","slug":"la-fenice-e-il-caso-venezi-quando-la-bacchetta-diventa-un-bastone-politico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2026\/04\/09\/la-fenice-e-il-caso-venezi-quando-la-bacchetta-diventa-un-bastone-politico\/","title":{"rendered":"LA FENICE E IL CASO &#8220;VENEZI&#8221;: QUANDO LA BACCHETTA DIVENTA UN BASTONE POLITICO"},"content":{"rendered":"\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"1686\" height=\"1485\" class=\"wp-image-257899\" style=\"width: 900px;\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/fenice-teatro-venezi.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/fenice-teatro-venezi.jpg 1686w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/fenice-teatro-venezi-300x264.jpg 300w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/fenice-teatro-venezi-1024x902.jpg 1024w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/fenice-teatro-venezi-768x676.jpg 768w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/fenice-teatro-venezi-1536x1353.jpg 1536w\" sizes=\"(max-width: 1686px) 100vw, 1686px\" \/>Melcore Valerio______Negli anni \u201970 andava di moda una frase che suonava pi\u00f9 o meno cos\u00ec: \u201c Tu puoi anche non interessarti di politica, ma la politica si interessa di te\u201d. Oggi si mutando quella frase potrei dire tu puoi anche non interessarti della Fenice, ma la \u201cVenezi si interessa di te\u201d. Infatti quando faccio per aprire la mia pagina Facebook,\u00a0\u00a0mi si presentano una serie di post e tra questi immancabilmente ve n\u2019\u00e9 qualcuno a base di polemiche, scontri generazionali e veti incrociati che tratta della Venezi. Sotto i riflettori del Gran Teatro La Fenice di Venezia non va in scena un\u2019opera, ma lo psicodramma tutto italiano delle istituzioni culturali divise tra conservazione e azzardo.<br>Tra i velluti rossi, gli stucchi dorati e le memorie di Callas e Corelli, l&#8217;eco che rimbomba in questi giorni al Teatro La Fenice non \u00e8 l&#8217;ouverture di una nuova stagione brillante, ma il frastuono sguaiato di una gazzarra politica. Al centro del palcoscenico, o meglio, al centro dello scacchiere delle nomine, c&#8217;\u00e8 il nome di Beatrice Venezi. E attorno a lei, un vortice che ha trasformato uno dei templi mondiali della lirica in una curva da stadio.<br>La questione \u00e8 apparentemente semplice, ma profondamente radicata nei mali cronici del nostro Paese. L&#8217;ipotesi di affidare le chiavi, o una fetta importante della gestione a una direttrice d&#8217;orchestra giovane, mediatica e, dettaglio non trascurabile per i suoi detrattori, politicamente connotata.<br>Da una parte c&#8217;\u00e8 la levata di scudi dei puristi, dei sindacati e di quelle dinastie di addetti ai lavori che, respirando l&#8217;aria della Fenice da generazioni, considerano la nomina di un profilo under 35 come un &#8220;azzardo inaccettabile&#8221;. Si invoca l&#8217;esperienza, si sventola il curriculum, si chiede a gran voce che i santuari della cultura restino nelle mani di chi ha fatto la classica e lunga gavetta all&#8217;ombra del sipario. \u00c8 la reazione quasi fisiologica di un sistema che tende all&#8217;autoconservazione, dove il termine &#8220;giovane scommessa&#8221; suona alle orecchie dei veterani come una bestemmia in chiesa.<br>Dall&#8217;altra parte della barricata, c&#8217;\u00e8 chi denuncia l&#8217;ipocrisia di un ambiente teatrale spesso ostaggio di lobby, potentati storici e correnti politiche che per decenni hanno lottato per mantenere lo\u00a0<em>status quo<\/em>. Per questa fazione, il rifiuto di Venezi non \u00e8 una questione di spartiti e bacchette, ma il mero terrore di perdere il controllo sulle istituzioni, mascherato da nobile difesa dell&#8217;arte.<br>Ai progressisti, che, scherzo del destino, si ritrovano ad essere i cultori della tradizione e della conservazione, \u00e8 bene ricordare che non c\u2019\u00e8 tradizione senza innovazione.<br><br>In questo scontro tra &#8220;incartapecoriti&#8221; (come li ha definiti qualcuno nel dibattito infuocato sui social) e portavoce del nuovo corso, si perde di vista la memoria storica. Si ergono a scudo i giganti del passato, dimenticando che quegli stessi giganti furono, a loro tempo, dei sovversivi.<br>C&#8217;\u00e8 un&#8217;ironia pungente che aleggia in questa polemica. I difensori della tradizione della Fenice farebbero bene a ricordare l&#8217;anno 1832, quando la commissione di un celebre conservatorio italiano si trov\u00f2 davanti un diciottenne emiliano. Lo giudicarono fuori et\u00e0, criticarono la sua tecnica pianistica, decisero che investire su di lui era un rischio inutile. Lo bocciarono senza appello.Quel giovane si chiamava Giuseppe VERDI.<br>Oggi, il Conservatorio di Milano porta il suo nome, in quello che \u00e8 forse il pi\u00f9 grande e involontario monumento al fallimento dei &#8220;guardiani della tradizione&#8221;. La storia dell&#8217;arte \u00e8 lastricata di porte sbattute in faccia a chi proponeva linguaggi nuovi o semplicemente a chi non rientrava nei canoni rassicuranti dell&#8217;establishment dell&#8217;epoca.<br>Il vero dramma del &#8220;caso Venezi&#8221; alla Fenice non \u00e8 valutare se il Maestro sia la scelta manageriale o artistica perfetta. \u00c8 del tutto legittimo discutere di competenze, bilanci e visioni artistiche. Il vero vulnus \u00e8 la politicizzazione estrema di ogni singola sillaba.<\/p>\n\n\n\n<p>Se la discussione si riduce a &#8220;Venezi s\u00ec perch\u00e9 \u00e8 di destra&#8221; contro &#8220;Venezi no perch\u00e9 \u00e8 di destra&#8221;, il Teatro La Fenice ha gi\u00e0 perso, ancor prima che si alzi il sipario. Trasformare le nomine culturali in un regolamento di conti tra maggioranza e opposizione significa svilire un patrimonio che appartiene al mondo intero.<br>Tutelare la Fenice significa proteggerla non solo dai salti nel buio, ma anche dall&#8217;asfissia di chi pensa che l&#8217;unico modo per non sbagliare sia non cambiare mai nulla. Forse, ogni tanto, le cattedrali della cultura avrebbero bisogno di prendersi il rischio di un &#8220;azzardo&#8221;. Perch\u00e9 se c&#8217;\u00e8 una cosa che il palcoscenico insegna, \u00e8 che senza il coraggio di osare, l&#8217;arte diventa solo un polveroso museo di se stessa.<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2026\/04\/09\/la-fenice-e-il-caso-venezi-quando-la-bacchetta-diventa-un-bastone-politico\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2026\/04\/09\/la-fenice-e-il-caso-venezi-quando-la-bacchetta-diventa-un-bastone-politico\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Melcore Valerio______Negli anni \u201970 andava di moda una frase che suonava pi\u00f9 o meno cos\u00ec: \u201c Tu puoi anche non interessarti di politica, ma la politica si interessa di te\u201d. 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