{"id":259456,"date":"2026-05-23T00:05:00","date_gmt":"2026-05-22T22:05:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=259456"},"modified":"2026-05-22T15:59:43","modified_gmt":"2026-05-22T13:59:43","slug":"indovina-chi-viene-a-cena-mauro-vorrei-che-tu-e-piero-e-io-fossimo-presi-per-incantamento-e-messi-in-uno-spazio-sempre-aperto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2026\/05\/23\/indovina-chi-viene-a-cena-mauro-vorrei-che-tu-e-piero-e-io-fossimo-presi-per-incantamento-e-messi-in-uno-spazio-sempre-aperto\/","title":{"rendered":"INDOVINA CHI VIENE A CENA? \/ &#8220;Mauro, vorrei che tu, e Piero e io fossimo presi per incantamento, e messi in uno spazio sempre aperto&#8230;&#8221;"},"content":{"rendered":"\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"1600\" height=\"1200\" class=\"wp-image-259458\" style=\"width: 2500px;\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/coverema.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/coverema.jpg 1600w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/coverema-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/coverema-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/coverema-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/coverema-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/coverema-400x300.jpg 400w\" sizes=\"(max-width: 1600px) 100vw, 1600px\" \/><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>di <strong>Emanuela Boccassini __________________<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Dopo la cena con Marcello Aprile, ho avuto un\u2019ulteriore conferma di quanto oggi sia difficile fare cultura in modo serio, continuativo e stimolante.<br>Eppure, nel Salento, esistono realt\u00e0 che da anni resistono e proseguono nella creazione di occasioni di incontro, riflessione e confronto autentico.<\/p>\n\n\n\n<p>Luoghi in cui la cultura \u00e8 ancora dialogo, curiosit\u00e0 viva.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra queste c\u2019\u00e8 il Fondo Verri, fondato da Mauro Marino e Piero Rapan\u00e0. Negli anni i due \u201ccombattenti\u201d hanno costruito una proposta culturale originale, libera, fuori dagli schemi.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Fondo Verri, infatti, porta con s\u00e9 un immaginario particolare: non cultura imbalsamata, ma poesia, sperimentazione, contaminazioni, persone che parlano fino a tardi. Quasi pi\u00f9 una \u201cbottega\u201d culturale che un\u2019istituzione.<\/p>\n\n\n\n<p>Si trova in via Santa Maria del Paradiso, in un vicolo che sembra un passaggio segreto, dentro una Lecce, talvolta, divorata dal turismo e ridotta a superficie da attraversare velocemente. Eppure, proprio l\u00ec, il Fondo non \u00e8 una fortezza chiusa: \u00e8 un luogo che resiste, che continua a tendere un ponte verso chi arriva da fuori, magari solo per un selfie, offrendo qualcosa di inatteso e pi\u00f9 profondo.<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi quel testimone continua a vivere anche attraverso nuove energie, come quelle di Gianni Minerva, protagonista della cena di questa sera.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"738\" height=\"1600\" class=\"wp-image-259457\" style=\"width: 800px;\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/dentro.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/dentro.jpg 738w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/dentro-138x300.jpg 138w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/dentro-472x1024.jpg 472w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/dentro-708x1536.jpg 708w\" sizes=\"(max-width: 738px) 100vw, 738px\" \/><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Classe 1979, Gianni vive a Lecce. Ha svolto studi tecnici, si \u00e8 laureato in Lettere Moderne e poi con una seconda laurea \u00e8 diventato maestro nella scuola primaria. <\/p>\n\n\n\n<p>All\u2019attivo ha alcuni corsi di teatro presso il Fondo Verri dove ha portato in scena i suoi versi, ha partecipato a corsi sulla lettura e la voce e a numerosi reading poetici. I suoi testi, sia versi sia racconti, sono apparsi su quotidiani e riviste letterarie come <em>Atelier Poesia<\/em>, <em>L\u2019Appeso<\/em>. Un <em>corpus<\/em> di suoi testi \u00e8 stato pubblicato in una piccola antologia \u201cI poeti del Giovedilla del Fondo Verri\u201d, 2025 ed. Spagine. Ha ricevuto menzioni d\u2019onore in alcuni concorsi di poesia nazionale: Menzione d\u2019onore al IX premio nazionale di poesia \u201cL\u2019arte in versi\u201d Ass. Culturale Euterpe. \u00c8 stato finalista al premio <em>PoetiOggi 2022 <\/em>e al premio <em>AlberoAndronico 2022<\/em>. Alcuni suoi brevi racconti sono apparsi in antologie cartacee, come \u201cCartoline dalla Puglia\u201d L\u2019erudita (Giulio Perrone Ed.), \u201cShottini I e II\u201d (ed. Penelopestorylab).<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Ho riflettuto a lungo su questa serata, non volevo essere ripetitiva o banale. Il mio intento \u00e8 di far comprendere, soprattutto ai pi\u00f9 giovani, quanto la cultura sia importante. Non serve soltanto ad accumulare nozioni o a leggere libri difficili: offre strumenti per vivere. Aiuta a comprendere meglio il mondo che ci circonda, ma anche noi stessi. Ci insegna a stare in mezzo agli altri con maggiore consapevolezza, ad avere curiosit\u00e0, a fare domande, ad ascoltare, a distinguere, a non fermarci alla prima risposta facile. E forse ci aiuta anche a non essere trascinati continuamente da ci\u00f2 che urlano gli altri.<\/p>\n\n\n\n<p>Mentre mi lascio attraversare da questi pensieri, preparo la tavola e costruisco lentamente l\u2019atmosfera che accoglier\u00e0 il mio ospite.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Stendo una tovaglia di lino puro color verde salvia. Lungo il centro del tavolo dispongo alcune piccole bottiglie in vetro ambrato, simili alle antiche boccette medicinali. Hanno altezze diverse e custodiscono rametti di ulivo e di mirto, le due piante simboliche per eccellenza della cultura classica e mediterranea. L\u2019ulivo richiama la pace e la sapienza; il mirto, invece, l\u2019amore, la poesia e la bellezza. Nell\u2019antichit\u00e0, i suoi rami intrecciati cingevano il capo dei poeti e dei vincitori.<\/p>\n\n\n\n<p>I piatti sono di ceramica, il bordo \u00e8 decorato a mano con una corona di ulivo. I bicchieri, invece, sono di vetro verde. Le posate d\u2019acciaio hanno il manico d\u2019avorio verde.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi posiziono i segnaposto. Ho scelto piccole boccette di inchiostro sulle quali, con una grafia elegante ma sobria, ho scritto a mano il nome di ogni commensale. In un tempo in cui tutto passa attraverso schermi e messaggi veloci, mi piaceva l\u2019idea di tornare alla lentezza di un nome scritto di mio pugno.<\/p>\n\n\n\n<p>Su ogni boccetta \u00e8 poggiata una piuma; attorno ad essa, un foglietto arrotolato custodisce la prima domanda destinata all\u2019ospite d\u2019onore della serata.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche le luci, calde e soffuse, hanno la loro importanza, la loro voce. Sistemo tre lanterne in rattan intrecciato: una vicino al capotavola, una sul lato lungo opposto e una terza accanto al gelsomino.<\/p>\n\n\n\n<p>Preparo anche la musica. Ho pensato che il jazz fosse la scelta pi\u00f9 adatta per accompagnare la serata. Non essendo particolarmente esperta, mi hanno suggerito Chet Baker. Speriamo bene.<\/p>\n\n\n\n<p>Faccio un passo indietro e osservo la tavola con un certo distacco, cercando di capire se riesca davvero a trasmettere ci\u00f2 che desidero: cultura, eleganza, dialogo.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa tavola non serve soltanto ad accogliere degli ospiti. Vorrei che diventasse un luogo in cui fermarsi davvero ad ascoltare, a pensare, a confrontarsi senza fretta. Una cosa sempre pi\u00f9 rara.<\/p>\n\n\n\n<p>E forse, per affrontare un discorso simile, non potevo scegliere ospite migliore. <\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Gianni Minerva \u00e8 perfetto per una conversazione viva e stimolante. Fare cultura, secondo me, significa continuare ad avere fame di capire, senza sentirsi superiori agli altri. Anzi, nella mia esperienza, le persone pi\u00f9 colte sono state \u2013 quasi sempre \u2013 anche le pi\u00f9 umili.<\/p>\n\n\n\n<p>Ed \u00e8 una qualit\u00e0 che ho ritrovato in Gianni.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Lupus est in fabula.<\/em><br>Il citofono mi riporta alla realt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo accolgo e lo conduco sulla terrazza, sperando che ci\u00f2 che ho preparato e pensato per lui, sia di suo gradimento.<\/p>\n\n\n\n<p>Mentre prende posto, dopo i convenevoli, porto l\u2019antipasto. Una coppa con gli stessi decori dei piatti contenente l\u2019impepata di cozze e un piatto ovale del medesimo set per le cozze gratinate.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi piaceva l\u2019idea di aprire la cena con un piatto popolare e autentico. In fondo la cultura che amo non \u00e8 mai distante dalla vita vera: nasce nei luoghi vissuti, nelle parole scambiate attorno a una tavola, nei sapori che appartengono a una comunit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Gianni, ricevere il testimone da Mauro e Piero \u00e8 come ereditare un taccuino pieno di appunti scritti a mano e sogni ancora aperti. Senti pi\u00f9 la responsabilit\u00e0 di conservare quella memoria o l\u2019urgenza di tradurre la loro \u201cvisione militante\u201d in un nuovo linguaggio?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;<em>Non credo di ricevere un testimone, quanto piuttosto di essere presente e attivo all\u2019interno del messaggio portato avanti da Mauro e Piero. L\u2019idea \u00e8 quella di continuare insieme, tutti e tre, a custodire e portare avanti \u2013 spero ancora a lungo \u2013 l\u2019eredit\u00e0 di Antonio Leonardo Verri.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Innanzitutto perch\u00e9 la sua presenza \u00e8 ancora viva dentro di noi, ma anche perch\u00e9 continuano a esserci sogni, progetti e visioni. Loro ne hanno ancora tantissimi, e io stesso sono curioso di scoprirli e condividerli.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Sicuramente mi sento testimone dei molti cambiamenti che il Fondo Verri ha attraversato nel tempo, anche perch\u00e9 il mio percorso all\u2019interno di questa realt\u00e0 \u00e8 iniziato nel 2004<\/em>&#8220;.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Tra battute e chiacchiere leggere arriva il momento del primo: minchiareddhi con pomodorini freschi saltati in padella, scaglie di ricotta e due piccole foglie di basilico.<\/p>\n\n\n\n<p>Per me questo piatto racconta un\u2019estate salentina colta e sobria, una tradizione che continua a vivere senza trasformarsi in nostalgia.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Riprendendo quanto emerso con Marcello Aprile sul distacco tra giovani e radici, come pu\u00f2 il Fondo Verri oggi tornare a essere un luogo \u201cpericoloso\u201d e affascinante per i ragazzi? Come si trasforma la cultura da \u201ccosa da studiare\u201d a \u201cnecessit\u00e0 di vita\u201d per chi oggi comunica solo attraverso schermi?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;<em>Al fondo Verri abbiamo pensato di diventare pericolosi tenendo lo spazio sempre aperto. Questo vuol dire aperto a tutti senza distinzioni di sorta, di bandiera. Aperto veramente. Lo abbiamo pensato, appunto, quando abbiamo creato il momento del gioved\u00ec, quando cio\u00e8 abbiamo tenuto il microfono aperto a chi aveva voglia di leggere i propri scritti \u2013 che fossero poesie, racconti, qualsiasi cosa \u2013 e quindi questo microfono aperto dopo le esibizioni o dopo le presentazioni di libri ha fatto in modo che molti ragazzi, universitari e non, si affacciassero in maniera timida \u2013 come \u00e8 stato timido il mio affacciarmi in quel luogo \u2013 per leggere i propri versi. <\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u00c8 stato uno scambio tra i poeti presenti e le future forze di poeti. \u00c8 stato molto stimolante e coinvolgente perch\u00e9 loro avevano una coscienza civile, sociale e letteraria abbastanza interessante. Sicuramente in formazione, sicuramente fervente, sicuramente curiosa ed erano l\u00ec, al Fondo, spinti da quella curiosit\u00e0 che ha mosso me, e che sicuramente spinger\u00e0 altre persone a varcare la soglia.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Dopo il lockdown c\u2019\u00e8 stata una richiesta continua da parte di giovani artisti che sentivano il bisogno di tornare a parlare, a esprimersi, a condividere il proprio lavoro dopo due anni di chiusura e isolamento. Se prima lo spazio era aperto al pubblico soprattutto nel fine settimana, negli ultimi tre anni le attivit\u00e0 si sono ampliate notevolmente: le mattinate sono dedicate a laboratori e workshop, mentre dal gioved\u00ec alla domenica si sviluppano diverse rassegne culturali.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Tra queste ci sono la rassegna di poesia e arti sceniche del Giovedilla e quella del venerd\u00ec, &#8216;Tutti solo&#8217;, giunta ormai alla quinta edizione, realizzata in collaborazione con la flautista e docente del Conservatorio di Monopoli Giorgia Santoro, che cura tutta la parte musicale. Nel tempo si sono alternati grandi artisti, ma anche tanti giovani provenienti dai conservatori, creando collaborazioni che hanno sposato pienamente lo spirito di accoglienza e apertura del Fondo Verri. Lo spazio continua inoltre a ospitare mostre di pittura e attivit\u00e0 legate alle arti visive, ma negli ultimi due anni si \u00e8 rafforzato soprattutto il dialogo tra parola e musica, dando vita a un\u2019offerta culturale molto ampia e variegata&#8221;.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Mentre Gianni mi racconta alcuni dei progetti attivi al Fondo penso che l\u00ec dentro ci si dia davvero da fare. Si lavora davvero con uno spirito diverso: inclusione vera, partecipazione, fiducia nei giovani. C\u2019\u00e8 un\u2019inclusione autentica, concreta. Ci vorrebbero pi\u00f9 realt\u00e0 come questa, fatte di giovani leve guidate dalla curiosit\u00e0, dalla voglia di imparare e forse, un domani, di diventare mentori per chi verr\u00e0 dopo di loro.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;<em>A questo proposito \u00e8 importante ricordare anche la nascita di &#8216;Officina Verri&#8217;, un nuovo progetto ideato insieme allo scrittore Rossano Astremo. Si tratta di una residenza di scrittura dedicata alle &#8216;geografie di Antonio Verri&#8217;, che si terr\u00e0 dall\u20191 al 5 luglio a Caprarica di Lecce<\/em><em>.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>La residenza ospiter\u00e0 dodici partecipanti \u2013 sei provenienti dal territorio e sei da fuori \u2013 e si svolger\u00e0 anche grazie alla disponibilit\u00e0 della Casa del Pellegrino, uno spazio affidato dal Comune di Caprarica che, oltre ad accogliere camminanti e pellegrini, pu\u00f2 diventare luogo di ospitalit\u00e0 per residenze artistiche e culturali. L\u2019idea \u00e8 quella di costruire una vera e propria vacanza letteraria, fatta di scrittura, incontri e scoperta dei luoghi legati alla storia di Antonio Leonardo Verri.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>La rassegna si concluder\u00e0 il 5 luglio con una grande festa della poesia detta, alla quale parteciperanno anche giovani rapper provenienti dal Salento e da Viareggio, nel tentativo di mettere in dialogo la poesia e i linguaggi contemporanei delle nuove generazioni&#8221;.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>\u201cUno spazio sempre aperto\u2026\u201d una frase breve ma ricca di significato, perch\u00e9 spesso si sente dire che i ragazzi non hanno un posto dove esprimere se stessi e dove mostrare la loro sensibilit\u00e0. E allora il Fondo Verri si presenta come quel pezzo di puzzle che si inserisce perfettamente in un contesto che non abbandona ma include, che accoglie e che accompagna chi desidera compiere un percorso che sappia toccare le giuste corde.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Il secondo arriva nel suo recipiente tradizionale quasi fosse un piccolo scrigno di sapori antichi. Una ciotola di terracotta custodisce un profumato polpo alla pignata, accompagnato da fette di pane casereccio abbrustolito e da un contorno di verdure grigliate. \u00c8 un piatto che, a mio avviso, racchiude profondit\u00e0, territorio e memoria&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Oggi molti spazi culturali nascono e muoiono nell&#8217;arco di un festival. Il Fondo Verri, invece, \u00e8 un \u201cbaluardo\u201d aperto tutto l&#8217;anno. Qual \u00e8 la sfida pi\u00f9 grande nel mantenere questa porta sempre aperta, trasformando la cultura in un\u2019abitudine quotidiana per la citt\u00e0 e non in un evento eccezionale?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;<em>Non \u00e8 facile mantenere vivo, attivo e attento un luogo che ormai vanta una storia ultratrentennale. Continuare a fare cultura, offrendo attivit\u00e0 e proposte durante tutto l\u2019anno in uno spazio cos\u00ec piccolo, significa vivere in una resistenza continua. E non \u00e8 sempre stato semplice, anche perch\u00e9 il periodo che stiamo attraversando non \u00e8 dei migliori.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Vorrei per\u00f2 fare un appello: i sacrifici necessari per mantenere vivo questo luogo sono stati possibili anche grazie ai contributi ottenuti attraverso i bandi della Regione Puglia, che in questi quindici anni ci ha sempre sostenuti. Non si tratta di regali, ma di piccoli contributi assegnati perch\u00e9 i progetti presentati erano validi e ci permettevano di portare avanti tutte le nostre attivit\u00e0.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Quest\u2019anno, per\u00f2, siamo rimasti davvero amareggiati. Fatico persino a trovare le parole giuste, perch\u00e9 dopo quindici anni il nostro progetto non \u00e8 stato accettato per mancanza di storicit\u00e0. Preferisco non entrare oltre nel merito della questione, perch\u00e9 \u00e8 una situazione molto difficile da comprendere e da accettare.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Noi speriamo comunque di riuscire ad andare avanti, ma senza il sostegno delle istituzioni tutto diventa enormemente pi\u00f9 complicato&#8221;.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Le sue parole ci ricordano ancora una volta quanto sia difficile oggi fare cultura in modo indipendente e continuativo, soprattutto nei piccoli spazi che diventano veri pres\u00ecdi culturali e umani per il territorio. E forse emerge anche la necessit\u00e0 di una maggiore vicinanza da parte delle istituzioni, perch\u00e9 investire nella cultura significa investire nella crescita critica, civile ed emotiva delle persone. E dopo queste riflessioni mi rendo conto che \u00e8 arrivato il momento della pausa, quel breve tempo sospeso in cui le parole sembrano sedimentare insieme ai pensieri. <\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Il sorbetto rinfresca il palato, ma anche il ritmo della conversazione, che rallenta per qualche istante, prima di riprendere. Le parole sembrano depositarsi lentamente tra i bicchieri, le luci soffuse e la musica jazz in sottofondo.<\/p>\n\n\n\n<p>Prima di questo incontro mi aveva detto di sentirsi quasi inadeguato a raccontare una realt\u00e0 cos\u00ec importante, perch\u00e9 per lui le voci storiche del Fondo Verri restano quelle di Mauro e Piero. E invece credo che proprio questo suo entrare quasi in punta di piedi dica molto del rispetto e dell\u2019amore che nutre per questo luogo. Dietro le risposte, a volte brevi, c\u2019\u00e8 una persona profondamente conviviale, capace di trasformare la cultura anche in vicinanza umana, ironia e dialogo.<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco arrivato il momento del dolce<a>. Uno spumone artigianale con nocciola, stracciatella e una granella di mandorle<\/a>. Ho scelto un dessert legato alla tradizione del Sud, capace di evocare ricordi semplici e familiari. In fondo, anche la cultura vive cos\u00ec: attraverso ci\u00f2 che resta nella memoria e continua ad accompagnarci nel tempo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Gianni, se dovessi scegliere una parola, un autore o un\u2019immagine che rappresenti la \u201ctua\u201d impronta personale sul futuro del Fondo Verri, quella che ancora non c&#8217;era e che vuoi portare tu, quale sarebbe<\/strong>?<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;<em>In merito a questa domanda, non vado molto lontano: resto nel nome di questo luogo, quello di Antonio Leonardo Verri. Lo stiamo riscoprendo, lo stiamo leggendo, ma non \u00e8 ancora abbastanza.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Dobbiamo rompere gli schemi, rompere attraverso le parole di Antonio, perch\u00e9 ci ha lasciato troppo presto ed \u00e8 necessario che venga letto, scoperto e riscoperto dal maggior numero di persone possibile. Era un accumulatore di anime, di belle anime. Io, purtroppo, non l\u2019ho conosciuto personalmente, ma da tutto ci\u00f2 che emerge di lui si comprende quanto fosse capace di creare cultura attraverso gli incontri, attraverso le relazioni umane.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Per questo oggi, come ieri, Antonio resta una figura importante.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>E poi c\u2019\u00e8 un\u2019immagine che porto dentro: quella della poesia che deve essere letta. La poesia deve passare attraverso la voce del suo autore, deve farsi carne, diventare presenza viva attraverso chi la pronuncia&#8221;.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Le sue parole restituiscono l\u2019idea di una cultura che non \u00e8 qualcosa di astratto o distante, ma un incontro vivo tra persone, voci e sensibilit\u00e0. E forse \u00e8 proprio questo il lascito pi\u00f9 forte di Antonio Leonardo Verri: l\u2019idea che la cultura debba continuare a creare relazioni, domande, presenza.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>La serata volge lentamente al termine. I bicchieri ormai sono quasi vuoti, le parole, invece, sembrano continuare a restare sospese nell\u2019aria tiepida della terrazza. Penso che, forse, fare cultura significhi anche questo: creare occasioni di incontro autentico, momenti in cui fermarsi ad ascoltare, a riflettere, a condividere idee.<\/p>\n\n\n\n<p>Gianni saluta con la stessa discrezione con cui \u00e8 entrato, mentre il jazz continua ad accompagnare gli ultimi istanti della serata. Quando la porta si chiude alle sue spalle, il silenzio della casa mi appare quasi irreale dopo tante riflessioni e sorrisi condivisi.<\/p>\n\n\n\n<p>Spengo lentamente le lanterne. Sul tavolo restano i bicchieri verdi, il foglietto arrotolato, il profumo lieve del mirto e del basilico.<\/p>\n\n\n\n<p>La cultura, forse, somiglia anche a un piccolo spazio di luce che continua ostinatamente a resistere nel rumore del mondo. <\/p>\n\n\n\n<p>__________________<\/p>\n\n\n\n<p><strong>( 3 \u2013 continua )<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2026\/05\/23\/indovina-chi-viene-a-cena-mauro-vorrei-che-tu-e-piero-e-io-fossimo-presi-per-incantamento-e-messi-in-uno-spazio-sempre-aperto\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2026\/05\/23\/indovina-chi-viene-a-cena-mauro-vorrei-che-tu-e-piero-e-io-fossimo-presi-per-incantamento-e-messi-in-uno-spazio-sempre-aperto\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Emanuela Boccassini __________________ Dopo la cena con Marcello Aprile, ho avuto un\u2019ulteriore conferma di quanto oggi sia difficile fare cultura in modo serio, continuativo e stimolante.Eppure, nel Salento, esistono realt\u00e0 che da anni resistono e proseguono nella creazione di occasioni di incontro, riflessione e confronto autentico. Luoghi in cui la cultura \u00e8 ancora dialogo, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":259458,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1,31],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/259456"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=259456"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/259456\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":259459,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/259456\/revisions\/259459"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/259458"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=259456"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=259456"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=259456"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}