{"id":259526,"date":"2026-05-24T17:10:00","date_gmt":"2026-05-24T15:10:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=259526"},"modified":"2026-05-24T17:16:19","modified_gmt":"2026-05-24T15:16:19","slug":"la-riflessione-un-lungo-dibattito-ancora-in-sospeso-che-ne-facciamo-di-questa-europa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2026\/05\/24\/la-riflessione-un-lungo-dibattito-ancora-in-sospeso-che-ne-facciamo-di-questa-europa\/","title":{"rendered":"LA RIFLESSIONE \/ UN LUNGO DIBATTITO ANCORA IN SOSPESO: CHE NE FACCIAMO DI QUESTA EUROPA?"},"content":{"rendered":"\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"1280\" height=\"715\" class=\"wp-image-259529\" style=\"width: 1500px;\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Belgique_-_Bruxelles_-_Schuman_-_Berlaymont_-_01.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Belgique_-_Bruxelles_-_Schuman_-_Berlaymont_-_01.jpg 1280w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Belgique_-_Bruxelles_-_Schuman_-_Berlaymont_-_01-300x168.jpg 300w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Belgique_-_Bruxelles_-_Schuman_-_Berlaymont_-_01-1024x572.jpg 1024w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Belgique_-_Bruxelles_-_Schuman_-_Berlaymont_-_01-768x429.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1280px) 100vw, 1280px\" \/><\/p>\n\n\n\n<p>di <strong>Mario Bozzi Sentieri __________________<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Incalzati \u2013 come siamo \u2013 dagli eventi (tra guerre, crisi energetica, trasformazioni tecnologiche, sfide geopolitiche, debolezza di una leadership europea) spesso ci sfugge la portata della sfida in atto, a livello globale e rispetto alle singole realt\u00e0 nazionali dei Paesi che fanno parte dell\u2019Unione Europea. L\u2019incertezza pare regnare sovrana, con&nbsp; il vecchio continente che, mai come oggi, paga&nbsp; le contraddizioni del processo d\u2019integrazione e soprattutto la chiara identificazione di un&nbsp; proprio ruolo internazionale.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo contesto \u2013&nbsp; segnato oggettivamente da una sorta di disillusione di massa &#8211; &nbsp;&nbsp;paradossale \u00e8 considerare &nbsp;le&nbsp; diverse economie europee sull\u2019orlo del baratro. Sia chiaro: l\u2019incertezza esiste, le previsioni sono al ribasso, ma ci\u00f2 non pu\u00f2 volere dire perdere di vista il quadro oggettivo di un\u2019Unione che rappresenta comunque, a livello globale, un concentrato di risorse, di competenze, di culture condivise, su cui fare affidamento.<\/p>\n\n\n\n<p>Il vero tema non \u00e8 perci\u00f2 gestire il \u201ctramonto\u201d, alludendo &nbsp;alle note \u201cvisioni\u201d&nbsp; spengleriane, ma rispondere concretamente alle emergenze in atto, mobilitando le energie presenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Al primo livello, quello pi\u00f9 immediato, le risposte vanno date rispetto alla questione energetica e alla cooperazione geopolitica e militare. <\/p>\n\n\n\n<p>Sul&nbsp; tema del nucleare (un vero tab\u00f9 per il nostro Paese) si pu\u00f2 finalmente aprire un dibattito non ideologico in grado di rispondere&nbsp; all\u2019attuale emergenza e a quelle che, visto il contesto internazionale, potrebbero emergere ? <\/p>\n\n\n\n<p>E sulla difesa comune che dire ? <\/p>\n\n\n\n<p>Ipotizzare un esercito europeo significa&nbsp; essere guerrafondai ? A noi pare il contrario, nella misura in cui realizzare una difesa integrata a livello continentale, ben salda nella tutela dei contesti geopolitici su cui l\u2019Europa \u00e8 incardinata, significa iniziare a realizzare l\u2019auspicata politica di autonomia continentale, difendere i nostri interessi, affermarsi come forza equilibratrice rispetto ai contesti internazionali.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Di questo, anche di questo, vorremmo che si discutesse, coinvolgendo ed aggiornando le opinioni pubbliche europee. Senza timori reverenziali verso un pacifismo di facciata, sterile e \u2013 alla prova dei fatti \u2013 improduttivo. Ma anche \u2013 sia ben chiaro \u2013 senza alcuna fuga estetizzante.<\/p>\n\n\n\n<p>Basterebbe, anche qui, andare oltre gli auspici e fare parlare gli atti e i fatti.<\/p>\n\n\n\n<p>Cenni ad una difesa comune sono contenuti nel Trattato di Maastricht, il trattato costitutivo dell\u2019Unione europea, sottoscritto il 7 febbraio 1992 dai dodici paesi membri dell&#8217;allora Comunit\u00e0 Europea.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019articolo 42 del Trattato di Maastricht recita: \u201cLa politica estera e di sicurezza comune deve includere la progressiva formazione di una politica di sicurezza comune. Questo condurr\u00e0 a una difesa comune, quando il Consiglio europeo, agendo unanimemente, decider\u00e0 cos\u00ec\u201d. Che cosa impedisce una seria discussione ed iniziativa sul tema? Siamo consapevoli dei contesti internazionali con cui, volenti o nolenti, siamo costretti a convivere ?<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>I numeri parlano chiaro. Anche quest&#8217;anno, la&nbsp;<strong>nuova edizione del&nbsp;<\/strong><em>Conflict Index 2025<\/em>elaborato da ACLED,&nbsp; ci consegna un quadro aggiornato e preoccupante sull\u2019evoluzione dei conflitti armati a livello globale, mentre&nbsp; la qualit\u00e0 della violenza \u2013 in termini di intensit\u00e0, diffusione territoriale e impatto sui civili \u2013 continua a deteriorarsi, confermando che livelli elevati di conflitto rappresentano ormai la&nbsp;<strong>\u201cnuova normalit\u00e0\u201d del sistema internazionale<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Sul numero delle guerre il&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.visionofhumanity.org\/maps\/\"><em>Global Peace Index<\/em><\/a>,&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.geopop.it\/\"><em>Geopop<\/em><\/a>, e&nbsp;<a href=\"https:\/\/valori.it\/\"><em>Valori&nbsp;<\/em><\/a>calcolano che ci sono in atto 56 conflitti&nbsp;principali, cio\u00e8 il numero pi\u00f9 alto dalla Seconda Guerra Mondiale: ne sono coinvolti almeno 92 Paesi. <em>L&#8217;<\/em><a href=\"https:\/\/www.terranuovalibri.it\/libro\/dettaglio\/ass-culturale-46-parallelo\/atlante-delle-guerre-e-dei-conflitti-del-mondo-xiii-edizione-9791257000479-236885.html\"><em>Atlante delle guerre e dei conflitti del mondo<\/em><\/a>&nbsp; parla di 31 guerre e 23 crisi, per oltre 50 emergenze. Si dir\u00e0: sono guerre che si concentrano in particolare in Africa, Medio Oriente e Asia. Certamente, ma non dimentichiamoci delle \u201cricadute\u201d globali, del tutto evidenti rispetto all\u2019aumento delle materie prime, ai contraccolpi commerciali e &#8211; last but not Least &#8211; &nbsp;ai milioni di sfollati e centinaia di migliaia di vittime, con una forte crescita negli ultimi anni.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>In questo contesto, &nbsp;essenziale&nbsp; \u00e8 perci\u00f2 costruire un\u2019autonomia strategica europea concreta: migliore coordinamento tra Stati membri, rafforzamento degli strumenti europei (di difesa, economici, infrastrutturali), meno dipendenza da potenze esterne.<\/p>\n\n\n\n<p>Per farlo occorrono certamente norme, risorse, ma anche una volont\u00e0 condivisa, che deve nascere da una nuova, organica consapevolezza culturale. Quanta Europa c\u2019\u00e8 \u2013 al di l\u00e0 della retorica d\u2019occasione \u2013 nelle nostre scuole, nelle universit\u00e0, sui mass media ? Quanto siamo \u2013 a livello di larghe opinioni pubbliche \u2013 consapevoli delle sfide in corso e di quelle che verranno ?<\/p>\n\n\n\n<p>Molto \u2013 come si vede \u2013 c\u2019\u00e8 da discutere e da analizzare, a livello europeo e non solo, abbandonando finalmente vecchi schematismi ed inadeguate affermazioni di principio. E\u2019 doveroso farlo, evitando di venire strozzati dalle frustranti logiche relative al&nbsp; Pil, allo spread, all\u2019inflazione, alla sostenibilit\u00e0 dei conti pubblici. Tutte questioni \u2013 sia chiaro \u2013 importanti, ma che rischiano di soffocare le nostre capacit\u00e0 d\u2019intervento.<\/p>\n\n\n\n<p>Se non cambier\u00e0, l\u2019Europa rischia veramente di assomigliare a una \u201cpotenza in declino\u201d: forte per dimensioni, ricca per storia, ma lenta nella trasformazione, vulnerabile nelle catene energetiche e produttive, e con scarso peso geopolitico rispetto a Stati Uniti, Cina e alle altre potenze emergenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Al contrario se &nbsp;riuscir\u00e0 a trasformarsi \u2014 migliorando la competitivit\u00e0 industriale, costruendo un nuovo modello energetico, rafforzando la coesione interna e l\u2019autonomia strategica \u2014 potr\u00e0 diventare nuovamente protagonista della scena globale. Avendo &nbsp;&#8211; alla base &#8211; ben presenti i \u201ccontesti\u201d e le \u201cragioni\u201d politiche e strategiche di un nuovo europeismo.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>\u201cL\u2019importante \u2013 notava Jean Thiriart, un apostolo dell\u2019Europa unita, armata e protagonista del proprio destino \u2013 \u00e8 fare l\u2019Europa, il resto verr\u00e0 da s\u00e9\u201d. Ma \u201cfare l\u2019Europa\u201d significa andare oltre le mere contingenze. &nbsp;Fissare priorit\u00e0 ben pi\u00f9 stringenti rispetto al passato. Fare \u201csentire\u201d alle opinioni pubbliche il senso delle sfide attuali.<\/p>\n\n\n\n<p>Non rendersene conto vuole dire perdere in partenza la sfida principale che ci sta di fronte:&nbsp; quella di un destino comune, condannandoci, ancora una volta, in quanto europei, all\u2019irrilevanza.<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2026\/05\/24\/la-riflessione-un-lungo-dibattito-ancora-in-sospeso-che-ne-facciamo-di-questa-europa\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2026\/05\/24\/la-riflessione-un-lungo-dibattito-ancora-in-sospeso-che-ne-facciamo-di-questa-europa\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Mario Bozzi Sentieri __________________ Incalzati \u2013 come siamo \u2013 dagli eventi (tra guerre, crisi energetica, trasformazioni tecnologiche, sfide geopolitiche, debolezza di una leadership europea) spesso ci sfugge la portata della sfida in atto, a livello globale e rispetto alle singole realt\u00e0 nazionali dei Paesi che fanno parte dell\u2019Unione Europea. 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