{"id":259730,"date":"2026-05-31T00:05:00","date_gmt":"2026-05-30T22:05:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=259730"},"modified":"2026-05-28T18:31:54","modified_gmt":"2026-05-28T16:31:54","slug":"2-giugno-un-anniversario-da-condividere-e-da-ripensare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2026\/05\/31\/2-giugno-un-anniversario-da-condividere-e-da-ripensare\/","title":{"rendered":"2 GIUGNO: UN ANNIVERSARIO DA CONDIVIDERE. E DA RIPENSARE&#8230;"},"content":{"rendered":"\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"278\" height=\"181\" class=\"wp-image-259732\" style=\"width: 1200px;\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/AAAGA.jpg\" alt=\"\"><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>di <strong>Mario Bozzi Sentieri _________________<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Tra \u00a0le biciclettate di chi contesta la parata militare (e quindi una porzione \u00a0significativa della nostra italianit\u00e0), le interpretazioni &#8220;di parte&#8221; (dimenticandosi del contributo degli ex della Rsi, con lo storico accordo a favore della Repubblica \u00a0tra Pino Romualdi, ex vicesegretario del Partito Fascista Repubblica, e Palmiro Togliatti, segretario del Partito Comunista Italiano) ed il ruolo \u201cstraordinario e determinante\u201d delle donne al\u00a0 referendum monarchia-repubblica (quasi che la scelta a favore della Repubblica avesse una valenza \u201cfemminista\u201d), l\u2019ottantesimo anniversario della nascita della Repubblica Italiana \u00e8 un\u2019occasione importante per \u201critrovare\u201d il senso condiviso di una Storia, \u00a0che appartiene a tutto il popolo italiano, ben al di l\u00e0 ormai degli schieramenti politici ed ideologici.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCondividere\u201d una data, il 2 giugno-Festa della Repubblica,&nbsp; non significa per\u00f2 &nbsp;sottovalutare o non considerare &nbsp;la sostanza del nostro essere Nazione, i valori che essa richiama, la nostra Storia, l\u2019idea&nbsp; che abbiamo della nostra Unit\u00e0. &nbsp;L\u2019idea di Nazione \u00e8 &nbsp;certamente \u201cproiezione\u201d identitaria, ma anche capacit\u00e0 quotidiana di&nbsp;&nbsp; essere percepita nel cuore e nelle menti delle persone che la compongono, a partire dalle ragioni &nbsp;stesse del nostro stare insieme come Stato unitario.<\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 qui che bisogna trovare la sostanza del nostro essere Nazione, che ha tutt\u2019altro che un valore retorico, perch\u00e9 si fonda ormai su storie comuni, su comuni linguaggi, su modelli di vita assimilabili, su simboli riconoscibili, che nessuno intende rinnegare. E questo perch\u00e9 \u00e8\u00a0 fatta di culture sovrapposte, di famiglie intrecciate nel complesso viaggiare tra Sud e Nord, tra cognomi che si mischiano e sfumano l\u2019originaria appartenenza, tra usi e gastronomie che si confondono.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Proviamo\/provate a sentire e a vedere questa nostra Italia fuori dalla retorica dell\u2019ufficialit\u00e0, del rito imposto, cercando di scoprire tutto ci\u00f2 che ci unisce in termini suggestivi, di \u201cimmaginario collettivo\u201d, piuttosto che ci\u00f2 che ci divide in ragione di tante storie diverse e divise.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo ambito ci piace ricordare l\u2019analisi di un intellettuale anticonformista, ma non fazioso, quale \u00e8 stato Giano Accame (1928 &#8211; 2009, nella foto), autore, nel 2000, di una <em>Storia della Repubblica<\/em>, che rimane un importante riferimento per\u00a0 fare i conti, in occasione del 2 giugno 2026, \u00a0con i passaggi epocali della nostra Storia nazionale.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Accame non fa una scelta \u201cdi merito\u201d, anche se evidentemente ha un\u2019idea ben chiara dell\u2019Italia che avrebbe potuto essere e non fu. A cominciare dal \u00a0tema cruciale della Resistenza, \u201cfondamento\u201d \u2013 si dice &#8211; della Repubblica,\u00a0 che\u00a0 egli reinterpreta in termini inusuali. Senza nulla concedere alla vulgata e alla retorica tuttora correnti, rimarcando \u00a0la forza d\u2019inerzia e l\u2019istintiva\u00a0 diffidenza degli italiani verso gli ideali e gli uomini della Guerra Partigiana, che \u2013 egli scrive \u2013 dietro\u00a0 forme d\u2019abulia e di culto del particolare privarono il Paese, archiviando l\u2019Idea di Nazione, \u00a0dell\u2019 \u201c \u2026 unico dinamico aggregato di passioni civili che le vicende storiche avevano lasciato ancora disponibile al servizio del paese dopo la caduta del fascismo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Anche rispetto ai partiti politici e quindi alla partitocrazia, giudicata spesso per i suoi tratti ultimi e degenerativi, Accame invita \u2013 in premessa \u2013 a non dimenticare il fervore comunitario che anim\u00f2, nella vita postbellica, le sedi dei partiti, ed il fatto che \u00e8 anche attraverso le segreterie dei (deprecati) partiti\u00a0 politici e delle loro classi dirigenti che pass\u00f2 la volata della Ricostruzione.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Sul versante economico l\u2019autore di <em>Storia della Repubblica <\/em>&nbsp;non sposa tesi preconcette. Erede di una visione \u201cnazional-sociale\u201d, partecipativa e dirigista, egli fotografa la linea liberista della fase postbellica, linea sostanzialmente vincente,&nbsp; in un \u201cmercato delle occasioni\u201d, che chiedeva prontezza e flessibilit\u00e0, giudicando il Piano Marshall, con gli aiuti statunitensi all\u2019Europa, una sorta di \u201ccatena d\u2019oro\u201d, meno pesante di quella che gravava sui Paesi caduti sotto il dominio dell\u2019Unione Sovietica.<\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 attraverso\u00a0 i diversi\u00a0 tasselli di un quadro complesso, nel quale si sommano fattori politici, economici e culturali, che viene offerta la possibilit\u00e0 di una lettura sincrona della Storia italiana dal 1946 agli Anni Novanta del \u2018900, nella quale non c\u2019\u00e8 spazio per facili determinismi e moralismi.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Uomo \u201cdi destra\u201d, Accame non si sente un combattente tra le rovine, secondo una visione cara a certo tradizionalismo, quanto piuttosto&nbsp; un lettore critico, ma partecipe&nbsp; delle vicende nazionali, sulle quali pesano, in origine, le debolezze \u201cstrutturali\u201d della Repubblica, nata nel 1946. Da questo punto di vista <em>Una storia della Repubblica&nbsp; <\/em>ha un\u2019utilit\u00e0 di fondo: in un\u2019Italia dalla memoria corta, pi\u00f9 attenta alle cronache che alle sue vicende storiche, essa evidenzia i dati reali di una crescita economica e sociale contraddittoria e disorganica, con le cui debolezze (e le pesanti eredit\u00e0)&nbsp; gli italiani debbono costantemente fare i conti, non disgiunta da una sostanziale gracilit\u00e0 politico-costituzionale.<\/p>\n\n\n\n<p>Accame le evidenzia nel dettaglio: dall\u2019 abnorme sviluppo della situazione previdenziale (che, nel corso degli Anni Settanta del \u2018900, ha visto \u00a0crescere le pensioni d\u2019invalidit\u00e0 sino a superare quelle di vecchiaia) alla crisi del sistema giudiziario (con l\u2019abnorme lievitazione dei delitti contro il patrimonio, largamente impuniti, e con il consolidarsi della cosiddetta criminalit\u00e0 organizzata), dall\u2019aumento del debito pubblico (\u201cSi devono a Stammati \u2013 scrive Accame &#8211;\u00a0 col pieno accordo di Ferdinando Di Giulio, ministro ombra del Pci, i decreti per ripianare i debiti dei comuni, aprendo una voragine nel bilancio dello Stato\u201d) agli anni del dissesto cronico e degli scandali\u00a0 (espressione del \u201ccaso Italia\u201d, misto di crisi istituzionale e degrado della funzione politica, in una soffocante commistione d\u2019interessi pubblici, partitocratici e privati), punteggiati dallo scandalo Lockheed (legato alla vendita all\u2019Italia di quattordici aerei militari), dai grandi scandali della chimica e delle partecipazioni statali (Montedison), dal caso Sindona (esemplare connubio\u00a0 tra\u00a0 finanza vaticana, potere politico e ambienti di mafia italo-americana)\u00a0 fino\u00a0 all\u2019Irpiniagate, con la pessima gestione dei fondi per il terremoto dell\u2019Irpinia del 23 novembre 1980.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Ad emergere \u00a0\u2013 alla fine del lungo itinerario, proposto da Accame \u2013 un\u2019Italia che ha \u201cgalleggiato\u201d, per usare un\u2019immagine proposta, in uno dei suoi storici \u201cRapporti\u201d, dal Censis, un galleggiamento che \u2013 per decenni &#8211; \u00a0si \u00e8 via via cronicizzato, ben al di l\u00e0 dei governi, delle diverse stagioni politiche, delle crisi internazionali, mentre tra la fine della Prima Repubblica ed i passi incerti\u00a0 di quella che \u00e8 stata annunciata come la Seconda si \u00e8 confermata quella\u00a0 linea di sostanziale \u201cprecariet\u00e0\u201d politica che aveva segnato\u00a0 gli anni dal 1948 al 1994 e che \u2013 possiamo dire oggi\u00a0 \u2013 solo grazie al\u00a0 Governo Meloni ha realizzato una \u00a0stabilit\u00e0, per decenni cercata ma mai realizzata.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>In questo contesto non vanno peraltro negati i&nbsp; progressi sociali compiuti tra Anni Cinquanta ed Anni Novanta (dall\u2019allungamento della vita media alla moltiplicazione e diffusione dei redditi, dall\u2019estensione della propriet\u00e0 della casa all\u2019aumento della scolarit\u00e0, maschile femminile, all\u2019unificazione linguistica del Paese), senza tuttavia perdere di vista i nodi \u201cstrutturali\u201d della Repubblica nata nel 1946: identici i problemi sul tappeto (seppure in un contesto fortemente segnato dal ruolo dell\u2019Unione Europea), irrisolta la spaccatura tra un Nord competitivo ed un Sud in affanno, ricorrenti i fenomeni di corruzione, persistente l\u2019insofferenza per l\u2019eccessiva pressione fiscale,&nbsp; soffocante la burocrazia, resa ancor pi\u00f9 invasiva da un regionalismo disorganico e contraddittorio.<\/p>\n\n\n\n<p>Da qui \u2013 al di l\u00e0 di ogni retorica celebrativa \u2013 bisogna partire &nbsp;per guardare al futuro dell\u2019Italia con una maggiore consapevolezza dei propri limiti e delle proprie potenzialit\u00e0, consapevoli del percorso compiuto e delle sfide che ci stanno di fronte.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2026\/05\/31\/2-giugno-un-anniversario-da-condividere-e-da-ripensare\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2026\/05\/31\/2-giugno-un-anniversario-da-condividere-e-da-ripensare\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Mario Bozzi Sentieri _________________ Tra \u00a0le biciclettate di chi contesta la parata militare (e quindi una porzione \u00a0significativa della nostra italianit\u00e0), le interpretazioni &#8220;di parte&#8221; 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