{"id":260316,"date":"2026-06-16T00:35:06","date_gmt":"2026-06-15T22:35:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=260316"},"modified":"2026-06-16T00:38:06","modified_gmt":"2026-06-15T22:38:06","slug":"lintervista-di-valerio-melcore-a-giovanna-adelardi-autrice-del-libro-riconosci-il-polo-opposto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2026\/06\/16\/lintervista-di-valerio-melcore-a-giovanna-adelardi-autrice-del-libro-riconosci-il-polo-opposto\/","title":{"rendered":"L&#8217;intervista di Valerio Melcore a Giovanna Adelardi autrice del libro &#8220;Riconosci il polo opposto&#8221;"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"L&#039;intervista di Valerio Melcore a Giovanna Adelardi autrice del libro &quot;Riconosci il polo opposto&quot;\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/uE0vEJe7sJw?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><figcaption class=\"wp-element-caption\">di Melcore Valerio_____<strong>La Danza degli Opposti: Tra Illusioni e Sfide della Coppia<\/strong>.<br>Vi sono testi che nascono per compiacere il lettore e altri che, fin dalle prime pagine, si propongono come un vero e proprio corpo a corpo con le nostre certezze pi\u00f9 radicate. \u00c8 indubbiamente a questa seconda categoria che appartiene\u00a0<em>Riconosci il polo opposto<\/em>, l\u2019opera di Giovanna Adelardi, da poco sbarcata sul mercato editoriale indipendente di Amazon. Pi\u00f9 che un libro, ci troviamo di fronte a un manuale di autodifesa. Ma si badi bene, non un\u2019arma da sfoderare contro il proprio partner, bens\u00ec uno scudo contro i nostri stessi demoni, primo fra tutti il terrore atavico di restare soli.<br>L&#8217;autrice, con una franchezza quasi chirurgica, chiede a chi legge di chiudere gli occhi e sottoporsi a un interrogatorio intimo. Tra le tante provocazioni, una in particolare colpisce con la forza di un gancio ben assestato:\u00a0<em>&#8220;Se sapessi che lasciando il tuo attuale partner ne troveresti subito un altro che rispondesse meglio alle tue esigenze, cosa faresti? Continueresti ad accontentarti di quello che hai?&#8221;<\/em><br>\u00c8 una domanda pericolosa, capace di innescare le fantasie pi\u00f9 inconfessabili. E cos\u00ec, quasi per riflesso condizionato, la mente prende il largo. Si comincia a tratteggiare l&#8217;impossibile: una compagna vent&#8217;anni pi\u00f9 giovane, dal fisico mozzafiato e con il volto diafano di una Madonna del Botticelli. Una musa tollerante, che non sollevi obiezioni sull&#8217;andare a teatro o ai concerti, e che magari padroneggi con disinvoltura le 64 posizioni del Kamasutra.<br>La mente, si sa, ama nobilitare i propri istinti con l&#8217;erudizione. Dunque, non si tratta di semplice lussuria, ma di un recupero filologico della cultura vedica e induista, dove il numero 64 possiede un valore simbolico formidabile. La donna ideale non \u00e8 solo un corpo, ma un&#8217;intellettuale che domina le 64 arti tradizionali richieste a una persona colta dell&#8217;antichit\u00e0 (dalla musica alla danza, dalla poesia alla cucina). In quella temperie culturale, associare l&#8217;eros a questo numero significava elevare l&#8217;atto fisico a una forma d&#8217;arte suprema e di profonda conoscenza spirituale. Un ritorno al nucleo storico originale tracciato da Vatsyayana, ben prima che i manualetti moderni lo svilissero con centinaia di varianti improbabili.<br>Mentre l&#8217;immaginazione veleggia rapita verso questa magnifica creatura dalla voce celestiale, accade l&#8217;inevitabile.<br><em>SBAAM!<\/em><br>Una voce assai poco celestiale e tremendamente prosaica ci riporta alla gravit\u00e0 terrestre. Non \u00e8 dato sapere se sia il fischio del subconscio o il monito di una memoria ancestrale incisa nel DNA, ma si esprime con la ruvida ineluttabilit\u00e0 dell&#8217;antica lingua salentina:\u00a0<em>&#8220;Ci stae buenu e bae cercandu uai &#8211; sia benedittu diu ca li li tai&#8221;<\/em>. Per chi non avesse dimestichezza con la sintesi lapidaria del Sud, il concetto \u00e8 cristallino: chi sta bene a casa sua \u00e8 meglio che resti dov&#8217;\u00e8, senza andare in giro in cerca di guai; e se lo fa, merita tutto ci\u00f2 che gli piover\u00e0 addosso.<br>Questa brusca collisione tra il misticismo orientale e il granitico pragmatismo nostrano ci riporta al cuore della questione e all&#8217;assunto che, fin dalla notte dei tempi, governa l&#8217;umanit\u00e0: gli uomini vengono da Marte e le donne da Venere. Vi \u00e8 un&#8217;intrinseca, incolmabile differenza di vedute, di sentire e di amare che nessuna cultura, legge o fantasia potr\u00e0 mai azzerare.<br>Ed \u00e8 esattamente qui, nell&#8217;accettazione di questa ineluttabile dicotomia, che si inserisce il lavoro della Adelardi. Viviamo in un\u2019epoca asfissiata da polarizzazioni assolute: bianchi e neri, torti e ragioni, noi e loro. Una logica da curva sud che incide in modo nefasto anche sull&#8217;ecosistema della coppia.<br>Il titolo del saggio \u00e8 una dichiarazione d\u2019intenti che prende in prestito un ineludibile postulato della fisica, ossia i poli opposti si attraggono. Nelle relazioni umane e nella nostra stessa psiche, al contrario, spesso questi poli si logorano in battaglie estenuanti prima di arrivare a comprendersi. L&#8217;autrice ci accompagna in un\u2019esplorazione profonda, invitandoci a un drastico cambio di paradigma. Che si tratti dell\u2019Altro da noi  il compagno che ci fa ammattire, o di quella &#8220;zona d&#8217;ombra&#8221; che nascondiamo ostinatamente nello scantinato dell&#8217;anima, l&#8217;obiettivo non \u00e8 sconfiggere la diversit\u00e0, ma integrarla. Non annullare la distanza, ma comprendere, e magari governare, la forza magnetica che la genera.<br>Scegliendo l&#8217;immediatezza e la libert\u00e0 del\u00a0<em>self-publishing<\/em>, l&#8217;autrice scavalca le liturgie e i tempi morti dell&#8217;editoria tradizionale. Il risultato \u00e8 una prosa fresca, diretta e felicemente immune da ogni retorica pre-confezionata.\u00a0<em>Riconosci il polo opposto<\/em>\u00a0si rivolge a chi ha ormai smesso di cercare risposte rassicuranti e ha iniziato a frequentare il territorio delle domande scomode. \u00c8 l&#8217;invito a guardare oltre la superficie delle nostre pigre certezze, per scoprire che, molto spesso, ci\u00f2 da cui fuggiamo con maggiore foga \u00e8 l&#8217;esatto tassello che ci manca per essere finalmente interi. Un volume da tenere sul comodino, a patto di non aver paura di guardare in faccia il proprio, personalissimo, magnete. E di ricordarsi, prima di sognare impossibili Madonne vediche, che a volte \u00e8 meglio tenersi cari i propri, ben noti, guai.<\/figcaption><\/figure>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2026\/06\/16\/lintervista-di-valerio-melcore-a-giovanna-adelardi-autrice-del-libro-riconosci-il-polo-opposto\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2026\/06\/16\/lintervista-di-valerio-melcore-a-giovanna-adelardi-autrice-del-libro-riconosci-il-polo-opposto\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1,31,57],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/260316"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=260316"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/260316\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":260325,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/260316\/revisions\/260325"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=260316"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=260316"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=260316"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}