{"id":260761,"date":"2026-06-25T11:15:00","date_gmt":"2026-06-25T09:15:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=260761"},"modified":"2026-06-25T12:43:27","modified_gmt":"2026-06-25T10:43:27","slug":"ivan-raganato-scrivere-con-la-voce","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2026\/06\/25\/ivan-raganato-scrivere-con-la-voce\/","title":{"rendered":"IVAN RAGANATO, SCRIVERE CON LA VOCE"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>(Rdl)<\/strong> ____________ Ci sono autori che scrivono per essere letti. <\/p>\n\n\n\n<p>Ivan Raganato, invece, sembra scrivere per essere ascoltato. Non \u00e8 una differenza da poco. Nel suo caso la pagina non \u00e8 mai soltanto pagina: \u00e8 gi\u00e0 ritmo, respiro, intenzione, pausa. \u00c8 gi\u00e0 presenza. <\/p>\n\n\n\n<p>Per questo la scelta di pubblicare i romanzi dedicati a Ren\u00e9 Valenti in audiolibro non nasce da una rinuncia al libro cartaceo, n\u00e9 da una scorciatoia editoriale. <\/p>\n\n\n\n<p>Nasce da una coerenza artistica che ha radici profonde.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"988\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/1000393934-988x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-260762\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/1000393934-988x1024.jpg 988w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/1000393934-290x300.jpg 290w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/1000393934-768x796.jpg 768w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/1000393934.jpg 1028w\" sizes=\"(max-width: 988px) 100vw, 988px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Da oltre trent\u2019anni Raganato presta la propria voce alle parole degli altri: romanzi, racconti, poesie, testimonianze. Ha accompagnato migliaia di ascoltatori dentro storie che non aveva scritto, cercando ogni volta di restituire emozione, ritmo e verit\u00e0. A un certo punto, quasi inevitabilmente, la domanda \u00e8 arrivata: se per una vita ha dato voce agli autori, perch\u00e9 non dare voce anche alle storie nate da s\u00e9?<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 da questa domanda che prendono forma i romanzi di Ren\u00e9 Valenti. Non libri trasformati in audiolibri in un secondo momento, ma opere pensate fin dall\u2019origine per essere ascoltate. Ogni pausa, ogni silenzio, ogni sorriso trattenuto dietro una frase fanno parte della narrazione quanto le parole stesse. Togliere la recitazione significherebbe togliere una parte del racconto.<\/p>\n\n\n\n<p>Il cartaceo, per lui, non \u00e8 un nemico. Sarebbe persino banale metterla cos\u00ec. Il punto \u00e8 un altro: Ren\u00e9 Valenti \u00e8 nato per camminare nella voce. \u00c8 un personaggio che ha passo, corpo, sarcasmo, ferite, eleganza, rabbia, sensualit\u00e0 \u2014 un ispettore con i tacchi che non pu\u00f2 restare fermo su una pagina. Deve entrare nell\u2019orecchio di chi lo segue, occupare una stanza, arrivare come arriva una presenza.Il pubblico ha cominciato a seguirlo. <\/p>\n\n\n\n<p>Dopo Inganno Barocco, anche Ombre di Cartapesta ha confermato l\u2019interesse per questa saga noir, ironica e barocca, arrivando fino al sesto posto nella classifica settimanale degli audiolibri Feltrinelli. Un risultato significativo, soprattutto per un progetto nato fuori dalle formule pi\u00f9 prevedibili dell\u2019editoria tradizionale. Anche se resta una domanda legittima: fino a dove pu\u00f2 spingersi un noir in audiolibro, in un mercato che ancora fatica a considerarlo letteratura a pieno titolo?C\u2019\u00e8 poi un altro motivo, molto concreto, in questa scelta. Viviamo nell\u2019epoca delle voci sintetiche e dei cloni vocali sempre pi\u00f9 perfetti. Una tecnologia che Raganato non demonizza, ma rispetto alla quale prende una posizione netta: quando si ascolta una storia narrata da lui, si ascolta lui. Le esitazioni involontarie, il respiro prima di una rivelazione, l\u2019ironia che affiora in una battuta, l\u2019emozione che non sempre si lascia controllare. Sono dettagli che appartengono a una vita vissuta, a un percorso costruito in decenni di palcoscenici, studi di registrazione e incontri. Forse un giorno una macchina riuscir\u00e0 a imitare perfettamente una voce. Ma non potr\u00e0 mai sostituire la storia di chi quella voce se l\u2019\u00e8 costruita vivendo. \u00c8 questa la scommessa \u2014 e anche la posta in gioco.<\/p>\n\n\n\n<p>Eppure Ivan Raganato non ama definirsi scrittore. Lo dice con una forma di pudore che non sembra posa, ma rispetto. Preferisce un\u2019altra parola: creare. Si diverte a costruire mondi, situazioni, personaggi, dialoghi, inciampi, colpi di scena, ferite mascherate da battute. Scrivere, per lui, non \u00e8 salire su un piedistallo letterario. \u00c8 giocare seriamente. \u00c8 dare fiato a una storia.<\/p>\n\n\n\n<p>Da questo gioco serio \u00e8 nato Ren\u00e9 Valenti: un personaggio fuori asse, volutamente non addomesticato, capace di attraversare il noir, il barocco, l\u2019ironia, il dolore privato e la commedia umana. \u201cUn cervello coi tacchi\u201d, come lo definisce il suo stesso creatore, con quella leggerezza che in Raganato nasconde sempre una precisione chirurgica. Raganato ha gi\u00e0 in mente l\u2019intera saga, come se Ren\u00e9 gli camminasse accanto da tempo e gli suggerisse dove andare, chi interrogare, chi smascherare, chi amare e da chi farsi ferire.<\/p>\n\n\n\n<p>La particolarit\u00e0 del progetto sta proprio qui: non un romanzo che diventa esperienza sonora in un secondo momento, ma una narrativa che nasce gi\u00e0 come atto vocale. Una storia che non chiede solo di essere capita, ma vissuta.<\/p>\n\n\n\n<p>Ivan Raganato dice di non sentirsi uno scrittore. Forse bisogna credergli. O forse no. Forse appartiene a quella categoria scomoda di artisti che non si lasciano definire con una sola parola. Scrive, legge, interpreta, inventa, provoca, sorride, affonda.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"1024\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/1000393936-1024x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-260763\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/1000393936-1024x1024.jpg 1024w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/1000393936-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/1000393936-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/1000393936-768x768.jpg 768w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/1000393936-60x60.jpg 60w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/1000393936.jpg 1254w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>E mentre lui continua a dire che si diverte soltanto a creare, Ren\u00e9 Valenti procede. Con i suoi tacchi, la sua intelligenza tagliente e quella capacit\u00e0 rara di trasformare un\u2019indagine in uno specchio.<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 alcune storie non nascono per restare immobili.<\/p>\n\n\n\n<p>Nascono per avere una voce.<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2026\/06\/25\/ivan-raganato-scrivere-con-la-voce\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2026\/06\/25\/ivan-raganato-scrivere-con-la-voce\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Rdl) ____________ Ci sono autori che scrivono per essere letti. Ivan Raganato, invece, sembra scrivere per essere ascoltato. Non \u00e8 una differenza da poco. Nel suo caso la pagina non \u00e8 mai soltanto pagina: \u00e8 gi\u00e0 ritmo, respiro, intenzione, pausa. \u00c8 gi\u00e0 presenza. Per questo la scelta di pubblicare i romanzi dedicati a Ren\u00e9 Valenti [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":260762,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[31,57],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/260761"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=260761"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/260761\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":260768,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/260761\/revisions\/260768"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/260762"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=260761"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=260761"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=260761"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}