{"id":260775,"date":"2026-06-26T11:48:56","date_gmt":"2026-06-26T09:48:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=260775"},"modified":"2026-06-26T11:48:59","modified_gmt":"2026-06-26T09:48:59","slug":"il-settore-delle-affissioni-a-lecce-un-comparto-al-collasso-tra-tasse-gravose-e-scelte-amministrative-discutibili","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2026\/06\/26\/il-settore-delle-affissioni-a-lecce-un-comparto-al-collasso-tra-tasse-gravose-e-scelte-amministrative-discutibili\/","title":{"rendered":"IL SETTORE DELLE AFFISSIONI A LECCE: UN COMPARTO AL COLLASSO TRA TASSE GRAVOSE E SCELTE AMMINISTRATIVE DISCUTIBILI"},"content":{"rendered":"\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"1200\" height=\"900\" class=\"wp-image-260776\" style=\"width: 900px;\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/affissioni-lecce-via-vecchia-frigole.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/affissioni-lecce-via-vecchia-frigole.jpg 1200w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/affissioni-lecce-via-vecchia-frigole-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/affissioni-lecce-via-vecchia-frigole-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/affissioni-lecce-via-vecchia-frigole-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/affissioni-lecce-via-vecchia-frigole-400x300.jpg 400w\" sizes=\"(max-width: 1200px) 100vw, 1200px\" \/>MG_______Il settore delle affissioni pubblicitarie a Lecce \u00e8 al collasso. Non per mancanza di mercato, ma per una lenta, inesorabile e sistematica opera di logoramento che sembra derivare dalle politiche delle ultime amministrazioni comunali. I concessionari di pubblicit\u00e0 locali sono ormai messi a dura prova, spesso costretti a chiudere o a dismettere impianti che, a fronte di una tassazione stringente, anzich\u00e9 produrre profitto generano perdite.<br>Di fronte a questo scenario, sorge spontaneo un interrogativo sulle reali finalit\u00e0 delle scelte politiche di questi anni: ci troviamo di fronte a una scarsa programmazione, o stiamo assistendo a una dinamica che, di fatto, penalizza le storiche aziende leccesi per lasciare campo libero a grandi player nazionali? I fatti parlano chiaro e raccontano di amministrazioni che, nel tempo, sembrano aver percepito i cartelli 6&#215;3 pi\u00f9 come uno strumento per fare cassa che come un servizio al territorio. <br><strong>L&#8217;era Perrone e le concessioni Piazza Mazzini.<\/strong><br>La complessa situazione dei concessionari locali parte da lontano. Gi\u00e0 durante l&#8217;amministrazione del Sindaco Paolo Perrone e dell&#8217;allora assessore ai Tributi Monosi, la pressione fiscale sub\u00ec un&#8217;impennata, con tasse sugli impianti 6&#215;3 che vennero letteralmente raddoppiate.<br>Ma uno dei colpi pi\u00f9 duri per le imprese del territorio arriv\u00f2 con la gestione delle transenne salvapedone. Di fatto, l&#8217;esclusiva della pubblicit\u00e0 su questi supporti fin\u00ec per favorire un&#8217;azienda esterna al territorio. Perfino Piazza Mazzini, fino ad allora considerata un&#8217;area da tutelare con rigore,  tanto da spingere il Comune in alcuni casi a revocare concessioni gi\u00e0 accordate (con danni alle aziende per decine e decine di migliaia di euro),  fu interessata dall&#8217;installazione di queste transenne, un&#8217;opportunit\u00e0 che sembrava invece preclusa alle agenzie leccesi.<br>Mentre molte aziende del territorio chiudevano o rinunciavano a operare su Lecce, per oltre un decennio gli uffici preposti hanno continuato a respingere numerose richieste dei concessionari locali per nuove installazioni (cartelli, pre-insegne, parapedonali), mentre il settore assisteva all&#8217;ingresso di realt\u00e0 esterne. Una dinamica che lascia aperti molti interrogativi sulle reali ricadute economiche per la citt\u00e0. <br><strong>Arriva Salvemini il Salvatore della Patria.<\/strong><br>Chi sperava in un cambio di rotta con l&#8217;arrivo della Giunta Salvemini \u00e8 rimasto deluso. Le difficolt\u00e0 per le imprese leccesi sono continuate, con l&#8217;obbligo di rimuovere o rimpicciolire i propri impianti, passando dal formato 6&#215;3 al 4&#215;3. Cartelli storici sono stati rimossi da arterie cruciali come Viale De Pietro o Viale degli Studenti, con la legittima giustificazione di voler tutelare il paesaggio urbano.<br>Eppure, il settore lamenta una percezione di forte disparit\u00e0 di trattamento. Mentre a molti concessionari locali veniva imposto lo smantellamento dei 4&#215;3 perch\u00e9 ritenuti &#8220;invasivi&#8221;, in altre situazioni \u00e8 stato possibile mantenere in piedi i vecchi 6&#215;3, e anche in quelle vie ad altri vietate.<\/p>\n\n\n\n<p>Secondo le direttive dell&#8217;allora assessore ai Tributi Gnoni e dell&#8217;amministrazione Salvemini, si \u00e8 venuto a creare un cortocircuito logico e normativo:<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Impianto 4&#215;3 (12 mq):<\/strong>\u00a0Considerato troppo ingombrante e incompatibile con il paesaggio.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Impianto 6&#215;3 (18 mq):<\/strong>\u00a0Tollerato e mantenuto nelle situazioni ad altri precluse.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>I NUMERI: UNA PRESSIONE FISCALE INTOLLERABILE.<\/strong><br>Per comprendere l&#8217;impatto delle politiche comunali sulle agenzie pubblicitarie, basta guardare i numeri. La sproporzione nella tassazione locale \u00e8 evidente se paragonata, a titolo puramente esemplificativo, ad altri settori in concessione:<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table><thead><tr><td><strong>Tipo di Attivit\u00e0<\/strong><\/td><td><strong>Fatturato Annuo Ipotetico<\/strong><\/td><td><strong>Tributi Locali Ipotetici<\/strong><\/td><td><strong>Incidenza Percentuale<\/strong><\/td><\/tr><\/thead><tbody><tr><td><strong>Lido Balneare<\/strong><\/td><td>\u20ac 300.000<\/td><td>~ \u20ac 3.000<\/td><td><strong>1%<\/strong><\/td><\/tr><tr><td><strong>Agenzia Pubblicitaria<\/strong><\/td><td>\u20ac 300.000<\/td><td>~ \u20ac 150.000<\/td><td><strong>50%<\/strong><\/td><\/tr><\/tbody><\/table><figcaption class=\"wp-element-caption\">I numeri sono a scopo indicativo non si pretende di fare i Commercialisti ma servono per dare il senso di quanto sostenuto nell&#8217;articolo.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Chi fa impresa sa bene che\u00a0<strong>fatturare non significa guadagnare<\/strong>. A quell&#8217;incidenza del 50% di tributi locali, l&#8217;agenzia deve sottrarre il costo dei materiali, gli stipendi dei dipendenti, l&#8217;affitto degli spazi, le imposte statali e i costi di gestione. Alla fine, il guadagno netto dell&#8217;imprenditore \u2013 che si accolla il 100% del rischio d&#8217;impresa \u2013 si assottiglia drasticamente.<br>Perch\u00e9, allora, questi imprenditori continuano? Perch\u00e9 amano il proprio lavoro, perch\u00e9 hanno investito una vita in competenze e attrezzature, e perch\u00e9 ci sono decine di famiglie che dipendono da queste piccole agenzie. Aziende create con sacrifici che oggi non vogliono arrendersi di fronte a ostacoli burocratici e decisioni politiche percepite come inique.<br>Il paragone con i balneari \u00e8 citato solo a titolo di studio, alla luce dei recenti dibattiti sulla stampa: anche se le percentuali per altre categorie fossero leggermente diverse, la logica del ragionamento non cambierebbe. Colpisce l&#8217;ostinazione nel gravare su chi si occupa di affissioni standard, soprattutto considerando che impianti della stessa grandezza usati per altri scopi pubblicitari godono spesso di regimi impositivi molto pi\u00f9 favorevoli.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>UN NUOVO PIANO DELLA PUBBLICITA&#8217; &#8220;AL BUIO&#8221;?<\/strong><br>Oggi, a Lecce, \u00e8 in fase di redazione il nuovo Piano della Pubblicit\u00e0. E tra gli addetti ai lavori serpeggia grande preoccupazione. Il timore \u00e8 che manchi un&#8217;adeguata analisi sul campo e che ci si limiti a replicare le planimetrie esistenti, senza verificare eventuali criticit\u00e0 legate ai luoghi di installazione.<br>Non sarebbe una novit\u00e0. <br>Anche l&#8217;ultimo Piano della Pubblicit\u00e0 si tradusse in una complessa matassa burocratica: vennero messi a bando lotti in cui erano previsti impianti esattamente dove ne esistevano gi\u00e0 altri, regolarmente autorizzati in precedenza. In quell&#8217;occasione, le istanze dell&#8217;Associazione dei Concessionari di Pubblicit\u00e0 rimasero inascoltate, e l&#8217;attuale percezione \u00e8 che si stia proseguendo su questa linea di mancato confronto.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>CONCLUSIONE.<\/strong><br>La storia della cartellonistica a Lecce \u00e8 lunga e complessa. In questo articolo ne abbiamo tracciato solo i contorni, ma \u00e8 essenziale mantenere accesi i riflettori su un settore che rischia di scomparire sotto i colpi della burocrazia.<br>Nel frattempo, continueremo a monitorare e ad aggiornare i cittadini e gli addetti ai lavori sull&#8217;evoluzione normativa di un comparto produttivo locale che merita tutela e non ostruzionismo. Ovviamente, qualora le amministrazioni coinvolte volessero fornire la loro versione dei fatti, fornire chiarimenti o smentite sui dati qui riportati, siamo pronti a ospitare i loro interventi per garantire la massima trasparenza ai nostri lettori.<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2026\/06\/26\/il-settore-delle-affissioni-a-lecce-un-comparto-al-collasso-tra-tasse-gravose-e-scelte-amministrative-discutibili\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2026\/06\/26\/il-settore-delle-affissioni-a-lecce-un-comparto-al-collasso-tra-tasse-gravose-e-scelte-amministrative-discutibili\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>MG_______Il settore delle affissioni pubblicitarie a Lecce \u00e8 al collasso. 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