{"id":261127,"date":"2026-07-04T10:40:17","date_gmt":"2026-07-04T08:40:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=261127"},"modified":"2026-07-04T10:40:20","modified_gmt":"2026-07-04T08:40:20","slug":"pnrr-qualcosa-e-andato-storto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2026\/07\/04\/pnrr-qualcosa-e-andato-storto\/","title":{"rendered":"PNRR, QUALCOSA E&#8217; ANDATO STORTO"},"content":{"rendered":"\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"1280\" height=\"720\" class=\"wp-image-261128\" style=\"width: 1500px;\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/Draghi-von-der-leyen-2.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/Draghi-von-der-leyen-2.jpg 1280w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/Draghi-von-der-leyen-2-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/Draghi-von-der-leyen-2-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/Draghi-von-der-leyen-2-768x432.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1280px) 100vw, 1280px\" \/><\/p>\n\n\n\n<p>di <strong>Graziano De Tuglie __________________<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il PNRR giunge a scadenza oggi, anche se ci sar\u00e0 tempo per spendere i fondi erogati dall\u2019Unione Europea, nonch\u00e9 per ricevere l\u2019ultima tranche da oltre 40 miliardi di euro, quasi totalmente sotto forma di prestiti. <\/p>\n\n\n\n<p>Il <strong>Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza <\/strong>venne inaugurato nel 2021, all\u2019epoca di\u00a0 Draghi a presidente del consiglio dei ministri. Ma l\u2019anno prima era stata la Commissione europea, su impulso di Germania e Francia, a varare un piano d\u2019emergenza a sostegno delle economie maggiormente vulnerabili allo shock pandemico. A Palazzo Chigi vi era Giuseppe Conte, orgoglioso che l\u2019Italia fosse la principale beneficiaria con circa 200 miliardi di euro massimi tra prestiti e sussidi.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">PNRR non sono soldi gratis<\/h2>\n\n\n\n<p>Ci\u00f2 che l\u2019ex premier e attuale leader del Movimento 5 Stelle non disse agli italiani fu che il PNRR premiava le economie pi\u00f9 fragili, per cui essere i primi della lista non avrebbe dovuto riempirci di alcun orgoglio. Ma il principale danno sul piano comunicativo in quei mesi fu un altro, ossia il propinare l\u2019idea che stessimo ricevendo \u201csoldi gratis\u201d. Per quello che vedremo in base ai numeri, si tratt\u00f2 di una narrazione talmente menzognera da non necessitare di grosse spiegazioni per essere smentita.<\/p>\n\n\n\n<p>Dei 194,4 miliardi di euro destinati all\u2019Italia, circa 121,5 miliardi furono previsti sotto forma di prestiti e una settantina di miliardi come sussidi. I primi vanno restituiti nel corso dei prossimi anni, mentre i secondi formalmente sono denaro a fondo perduto. La classe politica ha giocato molto sui secondi, spacciandoli per denaro gratis a tutti gli effetti.<a><\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Vedremo che non \u00e8 cos\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p>Andiamo alle cifre. Pur non essendo le stime aggiornatissime, sappiamo che l\u2019Italia ad oggi ha ricevuto 166 miliardi di euro e ne ha spesi 105. Di questi, 94,2 miliardi sono stati prestiti e 71,8 miliardi sussidi. Restano da ricevere entro agosto altri 28,4 miliardi, sostanzialmente solo prestiti. Numeri relativamente positivi, nel senso che ci siamo mostrati pi\u00f9 capaci di quanto pensassimo nel ricevere e spendere i fondi. Sar\u00e0 molto difficile, tuttavia, raggiungere il 100% di spesa entro la fine effettiva del PNRR.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 stato un errore di fondo dell\u2019Italia nell\u2019approcciarsi al piano. Abbiamo puntato sui numeri e non sul loro impatto benefico per l\u2019economia. Pur di prendere il massimo delle somme a noi stanziate, abbiamo inserito nelle voci per gli investimenti di tutto e di pi\u00f9. Il risultato \u00e8 che il PNRR, anzich\u00e9 favorire la crescita economica nel lungo periodo, si \u00e8 tradotto in un sostegno temporalmente limitato e persino risibile. I dati parlano chiaro: l\u2019Italia \u00e8 tornata a crescere dello zero virgola dopo il rimbalzo post-Covid. E questo, nonostante la spesa per gli investimenti pubblici sia quasi raddoppiata fino a salire al 4% del Pil nel 2025.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Nel quadriennio 2022-2025, rapportando tale voce con il dato pre-Covid del 2019, otteniamo che gli investimenti pubblici sono aumentati di un valore cumulato pari ad oltre 125 miliardi di euro.<\/p>\n\n\n\n<p>In media, quasi l\u20191,5% del Pil all\u2019anno in pi\u00f9. Peccato che non abbiano generato alcuna crescita aggiuntiva: media dell\u20191,85%, che scende al 0,73% se escludiamo il rimbalzo del 2022. Nel triennio 2017-2019, la crescita media era risultata persino leggermente pi\u00f9 alta, allo 0,93%.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Il meccanismo di spesa del PNNR non ha funzionato perch\u00e9 l\u2019Italia non ha saputo concentrare gli investimenti su\u00a0 poche voci necessarie per fungere da volano per l\u2019economia. Al contrario, ha sbriciolato, come sempre, le risorse in una miriade di voci poco\u00a0 classificabili e poco monitorabili e dalla scarsa resa per gli stessi territori. <\/p>\n\n\n\n<p>Abbiamo finanziato di tutto, da musei sconosciuti e senza pubblico a stadi, anzich\u00e9 rafforzare le infrastrutture e risolvere mali storici come il dissesto idrogeologico e provvedere al rifacimento della rete idrica colabrodo. Si \u00e8 lasciato mani libere a micro centri di spesa allocata in enti locali piccoli e piccolissimi che si sono sbizzarriti a finanziare progetti improduttivi se non addirittura dannosi per l&#8217;economia nazionale.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Soprattutto, l\u2019approccio mentale \u00e8 stato statalista: pi\u00f9 spesa possibile nella speranza che il Pil cresca. Un\u2019equazione inesistente nella realt\u00e0. Il problema \u00e8 che i debiti restano. I prestiti andranno restituiti. Mentre i sussidi non vanno restituiti direttamente, ma i soldi non crescono sugli alberi. L\u2019UE li finanzia emettendo titoli di credito, che alle scadenze dovranno essere ripagati. E vengono ripagati dagli stati membri in ragione del loro peso economico.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>In tutto, i sussidi comunitari con il Next Generation EU ammonteranno a 338 miliardi di euro. L\u2019Italia contribuir\u00e0 per circa il 12% al loro pagamento tramite il bilancio comunitario, pur nell\u2019arco dei prossimi decenni. Ad occhio e croce, sar\u00e0 a nostro carico una quota di almeno 45 miliardi. Poich\u00e9 ne abbiamo ricevuti per 70 miliardi, il beneficio netto del PNRR in termini strettamente contabili pu\u00f2 essere stimato in circa 25 miliardi spalmati su 6 anni. Una media di 4-5 miliardi all\u2019anno. Grosso modo, quanto l\u2019Italia versa ogni anno in pi\u00f9 all\u2019UE rispetto a quanto riceve. Quanto basta per smentire la favola dei soldi gratis da Bruxelles.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2026\/07\/04\/pnrr-qualcosa-e-andato-storto\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2026\/07\/04\/pnrr-qualcosa-e-andato-storto\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Graziano De Tuglie __________________ Il PNRR giunge a scadenza oggi, anche se ci sar\u00e0 tempo per spendere i fondi erogati dall\u2019Unione Europea, nonch\u00e9 per ricevere l\u2019ultima tranche da oltre 40 miliardi di euro, quasi totalmente sotto forma di prestiti. 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