{"id":261256,"date":"2026-07-25T00:05:00","date_gmt":"2026-07-24T22:05:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=261256"},"modified":"2026-07-07T17:10:48","modified_gmt":"2026-07-07T15:10:48","slug":"indovina-chi-viene-a-cena-innamoramento-e-amore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2026\/07\/25\/indovina-chi-viene-a-cena-innamoramento-e-amore\/","title":{"rendered":"INDOVINA CHI VIENE A CENA? \/ INNAMORAMENTO E AMORE"},"content":{"rendered":"\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"467\" height=\"720\" class=\"wp-image-261273\" style=\"width: 1500px;\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/coveremanue.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/coveremanue.jpg 467w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/coveremanue-195x300.jpg 195w\" sizes=\"(max-width: 467px) 100vw, 467px\" \/><\/p>\n\n\n\n<p>di <strong>Emanuela Boccassini ________________ <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>A tavola, in Salento, siamo abituati a far sedere la storia insieme al presente. Ma se osserviamo da vicino ci\u00f2 che accade ai matrimoni in Italia, scopriamo che l\u2019album di famiglia sta cambiando colore. I dati ISTAT raccontano una realt\u00e0 chiara: il matrimonio non \u00e8 scomparso, ma ha cambiato forma. Oggi ci si sposa meno e sempre pi\u00f9 tardi. L\u2019et\u00e0 media alle prime nozze supera i 34 anni per gli uomini e i 32 per le donne: un tempo pi\u00f9 lungo per costruire stabilit\u00e0 prima della scelta. La maggior parte delle unioni \u00e8 oggi civile e il fenomeno si \u00e8 ridotto soprattutto nel Mezzogiorno, dove un tempo era pi\u00f9 radicato.<\/p>\n\n\n\n<p>Accanto a questo, crescono i matrimoni misti e i secondi matrimoni, mentre i divorzi registrano un lieve calo.<\/p>\n\n\n\n<p>Forse, in un tempo in cui il matrimonio non \u00e8 pi\u00f9 un passaggio obbligato, chi lo sceglie lo fa con maggiore consapevolezza. Meno inerzia, pi\u00f9 intenzione.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Il matrimonio, secondo me, \u00e8 coesistenza di due individualit\u00e0 che si incontrano senza annullarsi. Si compenetrano, si comprendono, a volte si sostengono, altre si urtano. Ma sempre nel tentativo di non far prevalere l\u2019uno sull\u2019altro. \u00c8 un dialogo difficile, che non sempre scorre con naturalezza. A volte sembra quasi di non parlare la stessa lingua, eppure si continua a cercare un punto di contatto. Anche quando \u00e8 faticoso.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>La tavola nasce da un\u2019idea semplice: raccontare una relazione attraverso le differenze che la tengono in equilibrio. La tovaglia di lino naturale, in una tonalit\u00e0 sabbia chiara, leggermente materica, lascia intravedere la superficie sottostante e accoglie tutto senza sovrastare le stoviglie. Al centro, i ranuncoli si dispongono in piccoli gruppi, in modo non simmetrico. I loro colori riprendono quelli delle stoviglie, come se ogni elemento trovasse un\u2019eco nell\u2019altro senza mai diventare identico. Non c\u2019\u00e8 un ordine rigido, ma una sorta di dialogo silenzioso tra presenze diverse che condividono lo stesso spazio.<\/p>\n\n\n\n<p>Ad attraversare la composizione, come un segno leggero tracciato a mano, scorre un filo vegetale. Non divide, non separa, ma collega. \u00c8 una linea imperfetta che unisce i punti della tavola senza uniformarli, ricordando che ci\u00f2 che tiene insieme non \u00e8 mai la somiglianza, ma la continuit\u00e0 del tentativo.<\/p>\n\n\n\n<p>Ogni posto a tavola riprende questo principio. I piatti non sono tutti uguali: il piano e il fondo dialogano attraverso il colore, diversi ma pensati per stare insieme. Il piatto piano \u00e8 in terracotta, caldo e materico, mentre il fondo si muove su tonalit\u00e0 crema, pi\u00f9 morbide e luminose. Colori differenti che si incontrano senza forzarsi, trovando un equilibrio naturale, come accade quando le differenze non si oppongono ma si riconoscono. Anche i bicchieri seguono lo stesso principio. Hanno la stessa forma, ma si distinguono nelle tonalit\u00e0, come due sguardi che osservano la stessa realt\u00e0 da angolazioni diverse.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche i tovaglioli, pur identici nel tessuto, cambiano leggermente nella piega. Piccole differenze quasi invisibili, ma sufficienti a ricordare che nessun gesto si ripete mai nello stesso modo.<\/p>\n\n\n\n<p>La luce arriva da un solo punto laterale, basso e scivola obliqua sulla superficie. Non illumina tutto: seleziona. Alcuni dettagli emergono con chiarezza, altri restano appena accennati, come se la scena non volesse mai mostrarsi del tutto in una sola volta.<\/p>\n\n\n\n<p>I ranuncoli al centro prendono vita proprio da questo taglio di luce, i colori delle stoviglie si rispondono senza mai sovrapporsi completamente. Il filo vegetale che attraversa la composizione si intuisce: una linea discreta che tiene insieme senza costringere.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi allontano di qualche passo. \u00c8 il solito gesto per capire se l\u2019insieme regge da lontano.<\/p>\n\n\n\n<p>La tavola sembra perfetta nella sua imperfezione.<\/p>\n\n\n\n<p>Il citofono interrompe il silenzio.<\/p>\n\n\n\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"828\" height=\"779\" class=\"wp-image-261271\" style=\"width: 800px;\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/ciavisi.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/ciavisi.jpg 828w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/ciavisi-300x282.jpg 300w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/ciavisi-768x723.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 828px) 100vw, 828px\" \/><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 arrivata la mia ospite <strong>Silvana Cassar<\/strong>, una professionista che della relazione e della comunicazione ha fatto una missione ultraventennale. Consulente Familiare diplomatasi presso la Scuola di Formazione di Roma, ha maturato una profonda esperienza clinica e umana lavorando per sedici anni nei consultori del territorio jonico. Il suo sguardo attento sulle dinamiche di coppia e familiari affonda le radici in un costante aggiornamento scientifico, che spazia dall&#8217;analisi della violenza intrafamiliare alla gestione della conflittualit\u00e0, fino alle nuove sfide educative e alle crisi della genitorialit\u00e0. Una competenza poliedrica, la sua, affinata anche nel sociale come educatrice e nel delicato ruolo di Giudice Popolare presso la Corte d&#8217;Assise, che le permette di leggere i disagi contemporanei con straordinaria lucidit\u00e0 e profonda empatia. <\/p>\n\n\n\n<p>Dal 2026 ha scelto di mettere la sua esperienza a servizio del territorio salentino, collaborando con il Consultorio Diocesano \u201cLa Famiglia\u201d di Lecce. Un ingresso speciale, nato prima da un incontro privato e trasformatosi poi, su invito della direttrice Simona e della presidente Cristiana, in una stretta collaborazione professionale come socia effettiva, dopo aver vissuto quel delicato periodo di affiancamento e reciproca conoscenza che all&#8217;interno del consultorio chiamano, con una bellissima espressione, tempo di \u201cinnamoramento\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Conduco Silvana sulla terrazza che appare poco alla volta. Prima il profilo dei fiori, poi il riflesso sui bicchieri, poi le differenze tra gli oggetti: non subito evidenti, ma inevitabili quando lo sguardo si ferma. Non c\u2019\u00e8 effetto scenico. C\u2019\u00e8 una progressiva messa a fuoco.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi fermo un istante.<\/p>\n\n\n\n<p>Penso che alcune cose non funzionano perch\u00e9 devono essere uguali, ma perch\u00e9 riescono a restare diverse senza perdersi.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho scelto come antipasto un piatto che non costruisce, ma rivela. Non sovraccarica, ma rappresenta la chiarezza. Un gesto semplice, quasi essenziale, come l\u2019inizio di ogni incontro in cui si prova a capirsi senza ancora conoscersi davvero. Poggio sul tavolo un <a>carpaccio di ricciola<\/a>: sottile, diretto, senza sovrastrutture. Qualcosa che non nasconde e non interpreta, ma si offre per quello che \u00e8. Ed \u00e8 da qui che si pu\u00f2 cominciare: da ci\u00f2 che non pretende di essere altro.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Oggi, secondo te, cosa tiene davvero insieme due persone che decidono di condividere la vita?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8220;Premettendo che oggi proprio per la diversit\u00e0 di interpretare da parte di ciascuno la propria vita, non vi \u00e8 un solo elemento motivante. \u00c8 bene partire da ci\u00f2 che ha spinto la singola coppia a mettersi insieme per condividere il proprio futuro. Ciascuno di noi nella scelta dell\u2019altro o dell\u2019altra \u00e8 partito dal proprio bisogno di amare e di essere amato. Da qui inizia il percorso per la scelta del partner, un cammino che si basa sia sui nostri bisogni consci e inconsci, sia sulla percezione dell&#8217;altro come persona disposta alla cura, all&#8217;ascolto e ad assumere un ruolo speciale nei nostri confronti. Cos\u00ec, quando si decide di vivere la propria idea d\u2019amore con qualcuno, \u00e8 proprio la piena consapevolezza del bisogno d\u2019amore che rende solidale e duratura la scelta. Infatti, nelle coppie che restano unite nel tempo, basta la continua consapevolezza di quel bisogno, capace di ricontrattarsi e rinnovarsi giorno dopo giorno.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Quindi non c\u2019\u00e8 un solo ingrediente, ma un insieme di dinamiche relazionali come la comunicazione efficace \u2013 cio\u00e8 il dialogo senza rancore \u2013, gli obiettivi e i valori condivisi \u2013 guardare cio\u00e8 tutti e due nella stessa direzione, fare progetti insieme \u2013 rispetto, fiducia reciproca e la crescita personale. Quest\u2019ultima \u00e8 anche crescita di unione, perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 crescita personale che non implichi, poi, anche una crescita nell\u2019unione della coppia e della famiglia<\/em>&#8220;.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Sorrido e servo il primo. Un aspetto fondamentale del matrimonio \u00e8 l\u2019insieme di elementi diversi tra di loro ed \u00e8 per questo che il piatto arriva come una costruzione lenta, fatta di strati che si sovrappongono senza mai annullarsi del tutto. La <a>parmigiana di melanzane <\/a>assorbe, trattiene, cambia consistenza a seconda di ci\u00f2 che la circonda. Non \u00e8 un piatto immediato. Ha bisogno di tempo, di equilibrio, di riposo. Ed \u00e8 proprio questo che lo rende interessante. Nulla si impone, tutto si costruisce.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Nel tempo \u00e8 cambiato il modo di stare in una relazione stabile? Se s\u00ec, cosa \u00e8 diventato pi\u00f9 difficile rispetto al passato?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;<em>Considerando la mia esperienza di consulente familiare coniugale pi\u00f9 che decennale, ho potuto constatare che \u00e8 cambiato il modo di vivere e di stare in una relazione stabile. Prima il rapporto era basato sul dovere, sulla convenzione sociale e una certa stabilit\u00e0 economica. Le donne, un tempo, non avevano il coraggio di dare voce ai propri dubbi o ai propri disagi. C\u2019era una sottile stanchezza, una mortificazione quotidiana nel piegarsi esclusivamente ai bisogni dell\u2019uomo, a quella figura che incarnava il ruolo di marito-padrone. In quel contesto non c\u2019era spazio per la parola: si cercava di stare sempre zitte, schiacciate dal timore del giudizio. E cos\u00ec, la donna soprattutto taceva. Adesso, invece, il modo di vivere la relazione \u00e8 cambiato: la base \u00e8 diventata soprattutto l\u2019autorealizzazione, per cui sono diventati primari la felicit\u00e0 individuale e il benessere di s\u00e9, a discapito, per\u00f2, del legame che diventa cos\u00ec pi\u00f9 fragile. Oggi il modo di instaurare e vivere una relazione \u00e8 fortemente influenzato da un modello culturale che enfatizza il diritto dell\u2019individuo alla realizzazione dei propri bisogni, spesso a danno del valore del legame. Diventa cos\u00ec difficile articolare le esigenze del s\u00e9 con quelle della coppia, soprattutto considerando che la relazione \u00e8, di per s\u00e9, un processo dinamico. Siamo inseriti in contesti frenetici che, bombardandoci di stimoli socio-ambientali ed educativi, non sempre ci permettono di stare al passo attraverso un\u2019elaborazione consapevole. In passato i cambiamenti erano pi\u00f9 a misura d\u2019uomo; oggi, invece, siamo immersi in contesti multi-stimolanti che mettono a dura prova la nostra capacit\u00e0 di elaborare e discernere gli input da cui veniamo assaliti. In questo scenario, la sopravvivenza del legame \u00e8 determinata dalle basi caratteriali ed educative che ciascun membro della coppia possiede. Per questo diventa indispensabile prendersi cura dell\u2019altro e aiutarlo a crescere, cos\u00ec da affrontare meglio le continue sollecitazioni esterne. Non ultime, tra queste stimolazioni, spiccano ormai nelle dinamiche familiari l\u2019era digitale e i social network. Si \u00e8 potuto infatti constatare come, in questo momento di profonda crisi per la stabilit\u00e0 della coppia, aumentino sempre pi\u00f9 i cosiddetti tradimenti virtuali: relazioni consumate in chat che, pur limitandosi spesso a contatti telefonici, finiscono per logorare il rapporto e sono alla base di moltissime cause di separazione&#8221;.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Per secondo porto in tavola un coniglio alla cacciatora. Non ha l\u2019impatto iniziale della costruzione stratificata del piatto precedente, ma racconta un\u2019altra forma di equilibrio: quella che nasce dal tempo. \u00c8 una preparazione lenta, paziente, che ha bisogno di maturare. La carne assorbe ci\u00f2 che la circonda, le erbe, il vino, il profumo del soffritto. Non resta mai identica a se stessa, ma non si dissolve nemmeno negli ingredienti. Li trattiene, li attraversa, li trasforma.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 un piatto che parla di convivenza lunga. Non dell\u2019incontro iniziale, n\u00e9 dell\u2019armonia costruita con intenzione, ma di ci\u00f2 che accade dopo: quando la relazione smette di essere progetto e diventa presenza quotidiana.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Non tutto \u00e8 armonia immediata. Alcuni sapori restano distinti, altri si fondono senza chiedere permesso. E proprio in questa tensione si riconosce qualcosa di familiare: la capacit\u00e0 di restare insieme senza semplificarsi.<\/p>\n\n\n\n<p>Forse la stabilit\u00e0 non \u00e8 mai una forma perfetta, ma un adattamento continuo. Un aggiustarsi reciproco che non smette di accadere, anche quando non ce ne accorgiamo pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Quanto conta oggi la capacit\u00e0 di dialogare e di accettare le differenze dell\u2019altro nella tenuta di una relazione?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;<em>La capacit\u00e0 di dialogare \u00e8 importantissima infatti la coppia cresce attraverso, non solo gli anni, ma le esperienze personali di ciascun partner \u2013 sia in ambito sociale che familiare. Tutto ci\u00f2 richiede mettere in atto un efficace dialogo comunicativo che tenga conto non solo dell\u2019aspetto tecnico \u2013 come uno parla, come si dialoga, i termini che si usano \u2013, ma soprattutto dell\u2019aspetto emozionale che \u00e8 alla base del nostro bisogno di comunicare. Adottare un\u2019efficace comunicazione che vada bene per quella coppia \u00e8 essenziale e va imparato e coltivato. In effetti con il dialogo efficace i coniugi si aiutano reciprocamente nelle personali difficolt\u00e0, sono capaci di riconoscere l\u2019autonomia dell\u2019altro superando il sentimento del possesso, lo sconforto della diversit\u00e0 dell\u2019altro dall\u2019ideale originario e considerano la diversit\u00e0 dell\u2019altro \u2013 nei gusti, negli interessi, nell\u2019ideologia \u2013 come un arricchimento della coppia. Ognuno dei due riconosce l\u2019importanza e soprattutto le funzionalit\u00e0 dell\u2019altro nella propria vita. Questo capita quando si usa il dialogo efficace, quello in cui c\u2019\u00e8 una comunicazione vera, che non serve solo a uno, ma a entrambi per migliorare il rapporto di coppia e far s\u00ec che si condivida ci\u00f2 che \u00e8 importante nella relazione. \u00c8 fondamentale dialogare e accettare le differenze dell\u2019altro, se si vuole crescere e mantenere una relazione duratura&#8221;.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Porto in tavola il dolce consapevole che la serata sta per sciogliersi nella sua fase finale. Ho scelto qualcosa che non fosse solo conclusivo, ma che potesse tenere insieme ci\u00f2 che abbiamo attraversato: la struttura e la morbidezza, la solidit\u00e0 e la leggerezza.<\/p>\n\n\n\n<p>Davanti alla mia ospite arriva una <a>mousse all\u2019arancia su base croccante di biscotto<\/a>, quasi una piccola stratificazione di consistenze. Sotto, una base che sostiene; sopra, una parte pi\u00f9 aerea, che cambia al primo cucchiaio.<\/p>\n\n\n\n<p>Mentre il dolce prende forma nel piatto, penso a come anche le relazioni funzionino cos\u00ec: non su un solo livello, ma su pi\u00f9 strati che si tengono, si compensano, a volte si contraddicono senza per\u00f2 annullarsi.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 un equilibrio che non si vede subito, ma si scopre.<\/p>\n\n\n\n<p>Faccio una breve pausa. Non serve riempirla.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi, con naturalezza, pongo l\u2019ultima domanda.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Quando una relazione entra in crisi, secondo te si smette di capirsi o si smette di provarci davvero?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;<em>La parola crisi \u2013 che i coniugi e la coppia in disaccordo pronunciano spesso \u2013 \u00e8 subdola. Viene spesso usata ma nessuno dei due sa dire quanto e quando sia cominciata effettivamente questa crisi. Non sempre si tratta di un avvenimento scatenante, ma di incomprensioni, silenzi e insofferenza. In pratica la parola crisi \u00e8 il campanello d\u2019allarme suonato dall\u2019entit\u00e0 coppia per avvertire che qualcosa deve cambiare. In considerazione di ci\u00f2, vorrei dire che, per\u00f2, c\u2019\u00e8 anche un altro modo di parlare di crisi. Generalmente si \u00e8 portati a dare sempre un significato negativo, ma se a essa, invece, diamo il significato di \u201ccambiamento, crescita, superamento\u201d il punto di vista migliora, diventa propositivo e ci porta oltre facendoci concentrare su cosa dobbiamo cambiare per superarla. Nella coppia, spesso il termine \u201ccrisi\u201d definisce proprio quello che non riusciamo a cambiare nell\u2019altro, lasciandoci bloccati perch\u00e9 non siamo capaci di trovare modalit\u00e0 diverse da mettere in atto. Ci si rinchiude cos\u00ec in se stessi, sviluppando col passare del tempo una sensazione di impotenza che, se non affrontata, conduce al convincimento che l\u2019altro non cambier\u00e0 mai, spingendo a smettere di provarci. Ecco perch\u00e9 diventa fondamentale l\u2019intervento del consulente familiare, un professionista della relazione e della comunicazione. Il suo aiuto \u00e8 tanto pi\u00f9 efficace quanto pi\u00f9 la coppia \u2013 avvertendo le prime difficolt\u00e0 nel suo essere ormai una \u201ccopia\u201d sbiadita e non pi\u00f9 una \u201ccoppia\u201d vera \u2013 ne riconosca il valore e decida di confrontarsi in un percorso d\u2019aiuto.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Ecco perch\u00e9 la crisi, quando c\u2019\u00e8, va compresa nel profondo: ognuno di noi attraversa momenti difficili. Io dico sempre che quando si viene in consultorio, non \u00e8 perch\u00e9 si \u00e8 fragili, ma perch\u00e9 si \u00e8 forti. Chiedere aiuto, prendere consapevolezza che in quel momento si deve varcare quella porta, richiede un coraggio immenso. Significa avere la forza di superare lo stallo. Molte altre persone, invece, non sanno o non vogliono mettersi in gioco; dicono di non averne bisogno e preferiscono restare in quella nebbia, in quel senso di nebuloso, finch\u00e9 la situazione non diventa troppo pesante da gestire&#8221;.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>La serata sembra aver trovato da sola il suo punto di quiete.<\/p>\n\n\n\n<p>Non c\u2019\u00e8 un momento preciso in cui tutto si conclude. Piuttosto, una graduale perdita di intensit\u00e0, come quando una musica non finisce, ma si allontana fino a diventare quasi memoria.<\/p>\n\n\n\n<p>Rimangono i dettagli: la luce laterale che non ha mai illuminato tutto, i colori della tavola che si sono incontrati senza mai sovrapporsi del tutto, le parole che si sono stratificate senza fretta.<\/p>\n\n\n\n<p>E forse \u00e8 questo che resta davvero: non l\u2019idea di una relazione perfetta, ma la consapevolezza che ogni equilibrio \u00e8 fatto di differenze che continuano a dialogare, anche quando il silenzio prende il posto delle parole.<\/p>\n\n\n\n<p>Accompagno Silvana verso la fine della serata senza aggiungere altro. Non serve.<\/p>\n\n\n\n<p>Alcune cose, quando funzionano, non hanno bisogno di essere spiegate ancora.<\/p>\n\n\n\n<p>__________________<\/p>\n\n\n\n<p><strong>( 12 \u2013 continua )<\/strong><\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2026\/07\/25\/indovina-chi-viene-a-cena-innamoramento-e-amore\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2026\/07\/25\/indovina-chi-viene-a-cena-innamoramento-e-amore\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Emanuela Boccassini ________________ A tavola, in Salento, siamo abituati a far sedere la storia insieme al presente. Ma se osserviamo da vicino ci\u00f2 che accade ai matrimoni in Italia, scopriamo che l\u2019album di famiglia sta cambiando colore. 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