{"id":261673,"date":"2026-07-20T00:05:00","date_gmt":"2026-07-19T22:05:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=261673"},"modified":"2026-07-20T12:12:02","modified_gmt":"2026-07-20T10:12:02","slug":"le-favole-rivisitate-di-tiziana-franzutti-cappuccetto-rosso-e-diventata-una-commessa-precaria-e-sua-nonna-e-stata-richiamata-al-lavoro-per-la-pensione-dallinps","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2026\/07\/20\/le-favole-rivisitate-di-tiziana-franzutti-cappuccetto-rosso-e-diventata-una-commessa-precaria-e-sua-nonna-e-stata-richiamata-al-lavoro-per-la-pensione-dallinps\/","title":{"rendered":"LE FAVOLE RIVISITATE DI TIZIANA FRANZUTTI. CAPPUCCETTO ROSSO E&#8217; DIVENTATA UNA COMMESSA PRECARIA, E SUA NONNA E&#8217; STATA RICHIAMATA AL LAVORO PER LA PENSIONE DALL&#8217;INPS"},"content":{"rendered":"\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"1600\" height=\"1200\" class=\"wp-image-261674\" style=\"width: 1500px;\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/criccri.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/criccri.jpg 1600w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/criccri-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/criccri-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/criccri-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/criccri-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/criccri-400x300.jpg 400w\" sizes=\"(max-width: 1600px) 100vw, 1600px\" \/><\/p>\n\n\n\n<p>di <strong>Cristina Pipoli _______________<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLe storie di William e Tiziana&#8221; nascono come racconti settimanali, apparentemente indicati per bambini, ma che fanno bene anche agli adulti.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/profile.php?id=100094619753947\">https:\/\/www.facebook.com\/profile.php?id=100094619753947<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>I personaggi, di fantasia, impersonano i vizi, i difetti e la miseria umana.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In questa intervista a <strong>leccecronaca.it,<\/strong> con l&#8217;autrice, Tiziana Franzutti, abbiamo parlato di motivi e personaggi che l&#8217;hanno maggiormente ispirata.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>D- Dietro Cappuccetto Rosso c&#8217;\u00e8 solo una fiaba o la denuncia di una societ\u00e0 che divora i suoi anziani come il lupo divorava la nonna?<\/p>\n\n\n\n<p><br>R-<em><strong> &#8220;Ho scelto la favola di Cappuccetto Rosso perch\u00e9 aveva tutti gli ingredienti per proporre una rivisitazione della storia. Sono convinta che le fiabe non siano destinate soltanto ai bambini. Partono quasi sempre da una situazione difficile, fatta di male, vizi e debolezze umane. La nonna si prestava molto bene a rappresentare la situazione che stiamo vivendo. L&#8217;et\u00e0 pensionabile \u00e8 sempre pi\u00f9 lontana e, nella fiaba, l&#8217;INPS si accorge&nbsp;che la vecchietta era andata in pensione troppo presto. \u00c8 costretta a tornare al lavoro e, quando arriver\u00e0 il momento della meritata pensione, potrebbe essere ormai troppo tardi per godersela, anche a causa dell&#8217;avanzare di malattie degenerative come la demenza senile e l&#8217;Alzheimer&#8221;<\/strong><\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Sono un&#8217;educatrice, non solo una redattrice. So per certo che le fiabe funzionano quando smettono di essere favole e diventano specchi. La nonna che torna al lavoro non \u00e8 soltanto un personaggio: \u00e8 l&#8217;immagine di una generazione che vede allontanarsi&nbsp;continuamente il traguardo promesso. E quando una societ\u00e0 costringe gli anziani a inseguire ancora ci\u00f2 che avevano gi\u00e0 conquistato, forse il problema non riguarda pi\u00f9 una singola pensione ma un&#8217;intera&nbsp;idea di futuro.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>D-Il cacciatore non salva pi\u00f9 nessuno: guida un taxi. \u00c8 questa la sua denuncia di una societ\u00e0 che costringe persino gli eroi a piegarsi a un sistema che prima li usa e poi li sostituisce?<\/p>\n\n\n\n<p>R- <em><strong>&#8220;Un eroe, purtroppo, deve fare i conti con la realt\u00e0 e, per sopravvivere, anche lui si \u00e8 dovuto reinventare. Fare un lavoro che&nbsp;valorizzi davvero le proprie capacit\u00e0 sta diventando sempre pi\u00f9 un miraggio. Alla societ\u00e0 interessa poco come stai nell&#8217;ambiente di lavoro, come sei inserito o cosa pensi. Devi produrre e, se non ti sta bene, c&#8217;\u00e8 sempre qualcun altro pronto a prendere il tuo posto. La societ\u00e0 non \u00e8&nbsp;costruita attorno ai bisogni delle persone: \u00e8 il sistema che deve continuare a funzionare&#8221;.<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Voglio pensare che gli eroi non sono scomparsi. Forse guidano un taxi,&nbsp;consegnano pacchi, lavorano di notte o fanno turni impossibili. Li abbiamo resi invisibili perch\u00e9 guardiamo solo chi comanda e non chi sostiene il peso quotidiano del Paese. Eppure sono proprio loro a impedire che tutto si fermi.<\/p>\n\n\n\n<p>D- Cappuccetto Rosso finisce a lavorare in pasticceria. \u00c8 il destino di una ragazza qualunque o il simbolo di una generazione costretta a lavorare senza sosta?<\/p>\n\n\n\n<p>R-<em><strong> &#8220;Cappuccetto Rosso e la nonna si adeguano per vivere, per pagare tasse e servizi che spesso non ricevono. Serve un aiuto e, poich\u00e9 un solo stipendio non basta pi\u00f9, tutti devono lavorare per andare avanti, talvolta semplicemente per sopravvivere. Il sistema si regge sul sudore della gente comune. Crescono il divario sociale, il&nbsp;malcontento, la violenza e le difficolt\u00e0 psicologiche, mentre chi fatica ogni giorno&nbsp;continua a sostenere il peso dell&#8217;intero sistema<\/strong><\/em>&#8220;.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho imparato lavorando con i bambini per anni che quando anche Cappuccetto Rosso deve andare a lavorare, la fiaba perde l&#8217;innocenza. Non \u00e8 soltanto una bambina che aiuta la famiglia: \u00e8 il simbolo di un&#8217;infanzia che rischia di essere travolta troppo presto dalle responsabilit\u00e0 degli adulti. Una societ\u00e0 sana protegge il tempo dei bambini; una societ\u00e0 in affanno tende invece a trasformare tutti in produttori.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>D- Nella sua fiaba i lupi si moltiplicano, si addestrano, si sostituiscono l&#8217;uno all&#8217;altro. Sono davvero animali o sono il ritratto di una societ\u00e0 che considera ogni individuo sacrificabile, oggi persino sotto la pressione di un\u2019intelligenza artificiale che rischia di prendere il posto dell&#8217;uomo?<\/p>\n\n\n\n<p>R-<em><strong> &#8220;Il lupo \u00e8 un personaggio che, come accade spesso nel lavoro, pu\u00f2 essere facilmente sostituito. Nessuno viene considerato indispensabile. La scuola dei lupi serve proprio a questo: a formare nuovi lupi pronti a prendere il posto dei precedenti. \u00c8 un po&#8217; ci\u00f2 che sta accadendo con l&#8217;intelligenza&nbsp;artificiale che, gradualmente, sta sostituendo il lavoro di molte persone. Le stiamo affidando sempre pi\u00f9 compiti: scrivere testi, creare immagini, elaborare idee&#8221;.<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Tiziana ha ragione il problema forse non \u00e8 il singolo lupo. Il problema \u00e8 la fabbrica che continua a produrne altri. Nella politica, nell&#8217;economia, nell&#8217;informazione e perfino nelle relazioni umane esistono meccanismi che generano continuamente nuovi predatori. Cambiano i volti, ma il sistema&nbsp;resta identico.<\/p>\n\n\n\n<p>D- La Volpe di Pinocchio \u00e8 uno dei personaggi pi\u00f9 inquietanti perch\u00e9 non usa la forza, ma l&#8217;inganno. Oggi chi indossa i suoi panni? I furbi che, mossi da avidit\u00e0, egoismo e sete di potere, cercano di ottenere tutto senza costruire nulla e senza scrupoli, perfino a discapito dei pi\u00f9 deboli?<\/p>\n\n\n\n<p>R- <em><strong>&#8220;La volpe \u00e8 il furbetto di turno. Nella storia di Pinocchio vuole impossessarsi del denaro del burattino. \u00c8 convinta di essere astuta e rappresenta avidit\u00e0, egoismo e sete di potere. Cerca di ottenere tutto senza fatica e senza aver costruito nulla. Nelle mie fiabe, per\u00f2, il bene finisce sempre per prevalere. La volpe \u00e8 l&#8217;emblema di chi vuole raggiungere i propri obiettivi senza guardare in faccia&nbsp;nessuno, nemmeno i bambini&#8221;.<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Ogni epoca ha le sue volpi. Sono coloro che prosperano sul lavoro degli altri, che raccolgono frutti senza aver piantato alberi. Possono assumere molte forme: economiche, politiche, burocratiche. La loro&nbsp;forza sta nel convincere gli altri che il loro privilegio sia naturale. La metafora della Volpe richiama figure che vivono del lavoro altrui e del privilegio. Tuttavia, resta aperta una domanda: chi decide dove finisce il legittimo successo e dove inizia lo sfruttamento? \u00c8 un confine che nella societ\u00e0 contemporanea appare sempre pi\u00f9 sfumato.<\/p>\n\n\n\n<p>D- Nella fiaba richiama un proverbio antico, &#8220;Paese e buoi dei paesi tuoi&#8221;, che oggi suscita interpretazioni e polemiche. Attraverso il rimprovero della Fata Turchina alla Volpe, vuole forse denunciare l&#8217;abitudine di intromettersi in realt\u00e0 che non ci appartengono e richiamare l&#8217;importanza di custodire identit\u00e0, tradizioni e valori che, a suo avviso, il nostro Paese sta progressivamente smarrendo?<\/p>\n\n\n\n<p>R- &#8220;La Fata Turchina richiama la volpe perch\u00e9 si \u00e8 introdotta in una storia che non le appartiene. Molte persone fanno irruzione in situazioni che non le riguardano. Il proverbio significa che ognuno dovrebbe custodire il proprio Paese, le proprie tradizioni, i propri valori e le proprie consuetudini. Ritengo che nel nostro Paese questo patrimonio stia progressivamente andando perduto&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Mancano pochi mesi e sar\u00f2 una giornalista. Al di l\u00e0 del proverbio, il punto centrale \u00e8 il rispetto. Rispetto dei luoghi, delle comunit\u00e0 e del lavoro altrui. Ogni volta che qualcuno arriva soltanto per sfruttare una realt\u00e0 senza contribuire a costruirla, si crea una frattura che prima o poi presenta il conto. Ascolto, vedo, riporto, scrivo. Tiziana tutto questo lo mette in risalto con il teatro. Le parole di Tiziana sollevano un tema delicato: la difesa delle tradizioni. Ma in un mondo attraversato da migrazioni, scambi culturali e globalizzazione, la sfida sembra essere non soltanto conservare un&#8217;identit\u00e0, ma capire come essa possa evolversi senza dissolversi.<\/p>\n\n\n\n<p>D- Dietro la leggerezza di una fiaba sembra nascondersi un atto d\u2019accusa contro il nostro tempo. Attraverso temi come il lavoro, il denaro, le disuguaglianze, l\u2019immigrazione, l\u2019intelligenza artificiale e la perdita d\u2019identit\u00e0, ha voluto scoperchiare quel \u201cvaso di Pandora\u201d che la societ\u00e0 contemporanea preferisce spesso tenere chiuso per non fare i conti con le proprie contraddizioni?<\/p>\n\n\n\n<p>R- <em><strong>&#8220;Con questa favola rivisitata ho affrontato molti temi: il lavoro, il denaro, le disuguaglianze, gli anziani, l&#8217;intelligenza artificiale, l&#8217;immigrazione e la perdita d&#8217;identit\u00e0. \u00c8 stato come scoperchiare un piccolo vaso di Pandora: una volta sollevato il coperchio sono emersi molti problemi che&nbsp;spesso preferiamo non vedere&#8221;<\/strong><\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Per chi desidera vedere la fiaba rivisitata&nbsp;che ha ispirato questa intervista ecco il link:<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/share\/v\/1G1jvTGJ77\/\">https:\/\/www.facebook.com\/share\/v\/1G1jvTGJ77\/<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>La forza delle fiabe \u00e8 che possono dire ci\u00f2 che il dibattito pubblico spesso evita. Non gridano, non fanno comizi, non impartiscono lezioni. Raccontano una storia e lasciano che sia il lettore a riconoscersi nei personaggi. Ed \u00e8 proprio questa libert\u00e0 a renderle&nbsp;scomode.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;elenco dei temi affrontati nella fiaba rivela un disagio diffuso. La questione \u00e8 se la narrativa riesca ancora a trasformare&nbsp;la consapevolezza in azione oppure se il rischio sia quello di limitarsi a riconoscere i problemi senza trovare strumenti concreti per&nbsp;affrontarli.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>D- Alla fine della fiaba, Cappuccetto Rosso sembra trasformarsi in una metafora dell&#8217;Italia contemporanea. \u00c8 il ritratto di un Paese che si lamenta dei propri problemi, ne riconosce le difficolt\u00e0, ma troppo spesso finisce per accettarle passivamente senza trovare la forza di reagire?<\/p>\n\n\n\n<p>R- <em><strong>&#8220;S\u00ec. Alla fine Cappuccetto Rosso \u00e8 diventato il ritratto dell&#8217;Italia di oggi. E&nbsp;l&#8217;aspetto pi\u00f9 preoccupante \u00e8 che continuiamo a lamentarci di molte cose, ma spesso le accettiamo passivamente senza reagire&#8221;.<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>La domanda pi\u00f9 inquietante non \u00e8 se questa sia davvero l&#8217;Italia di oggi. La domanda \u00e8 quanto siamo disposti a riconoscerci in questo ritratto? Perch\u00e9 i lupi fanno paura, ma l&#8217;abitudine ai lupi \u00e8 ancora pi\u00f9 pericolosa. \u00c8 il momento in cui si smette di indignarsi e si comincia a considerare normale ci\u00f2 che normale non dovrebbe essere. La riflessione pi\u00f9 provocatoria non riguarda l&#8217;esistenza dei &#8220;lupi&#8221;, ma la normalizzazione della loro presenza, quando diventano parte&nbsp;del paesaggio. Quando un fenomeno smette di indignare e viene percepito come inevitabile, il pericolo non \u00e8 soltanto politico o sociale: \u00e8 culturale. Le societ\u00e0 raramente cedono di colpo; pi\u00f9 spesso si adattano. Si abituano. E ci\u00f2 che ieri appariva inaccettabile oggi viene tollerato, domani difeso, dopodomani dimenticato.<br>La vera vittoria dei lupi non consiste nell&#8217;essere arrivati, ma nell&#8217;aver convinto tutti che siano sempre stati qui, che non esista alternativa alla loro presenza e che persino nominarli sia ormai una forma di nostalgia o di allarmismo. \u00c8 a questo punto che la normalit\u00e0 smette di descrivere la realt\u00e0 e comincia a riscriverla.<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2026\/07\/20\/le-favole-rivisitate-di-tiziana-franzutti-cappuccetto-rosso-e-diventata-una-commessa-precaria-e-sua-nonna-e-stata-richiamata-al-lavoro-per-la-pensione-dallinps\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2026\/07\/20\/le-favole-rivisitate-di-tiziana-franzutti-cappuccetto-rosso-e-diventata-una-commessa-precaria-e-sua-nonna-e-stata-richiamata-al-lavoro-per-la-pensione-dallinps\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Cristina Pipoli _______________ \u201cLe storie di William e Tiziana&#8221; nascono come racconti settimanali, apparentemente indicati per bambini, ma che fanno bene anche agli adulti. https:\/\/www.facebook.com\/profile.php?id=100094619753947 I personaggi, di fantasia, impersonano i vizi, i difetti e la miseria umana.&nbsp; In questa intervista a leccecronaca.it, con l&#8217;autrice, Tiziana Franzutti, abbiamo parlato di motivi e personaggi che [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":261674,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1,31],"tags":[44],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/261673"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=261673"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/261673\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":261714,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/261673\/revisions\/261714"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/261674"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=261673"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=261673"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=261673"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}