{"id":262316,"date":"2026-08-05T00:05:00","date_gmt":"2026-08-04T22:05:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=262316"},"modified":"2026-08-05T15:23:08","modified_gmt":"2026-08-05T13:23:08","slug":"la-morte-in-un-incidente-con-la-moto-del-musicista-irlandese-glen-hansard-per-me-e-stata-uno-choc","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2026\/08\/05\/la-morte-in-un-incidente-con-la-moto-del-musicista-irlandese-glen-hansard-per-me-e-stata-uno-choc\/","title":{"rendered":"LA MORTE IN UN INCIDENTE CON LA MOTO DEL MUSICISTA IRLANDESE GLEN HANSARD PER ME E&#8217; STATA UNO CHOC"},"content":{"rendered":"\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"2048\" height=\"1366\" class=\"wp-image-262317\" style=\"width: 1500px;\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/glen1.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/glen1.jpg 2048w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/glen1-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/glen1-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/glen1-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/glen1-1536x1025.jpg 1536w\" sizes=\"(max-width: 2048px) 100vw, 2048px\" \/><\/p>\n\n\n\n<p>di <strong>Roberto Molle _______________<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Nel 2008 non c\u2019erano ancora Netflix, Prime Video o altre piattaforme low cost legali dove guardare film (c\u2019era Sky, ma bisognava svenarsi per un abbonamento). C\u2019era anche chi, riuscendo ad hackerare il sistema, riusciva a vedere un sacco di film. Non ho mai pensato di usufruire di qualcosa senza pagare il dovuto, ma c\u2019era un amico che non si faceva problemi e riusciva a vedere anche film appena usciti in sala con facilit\u00e0, senza pagare nulla. <\/p>\n\n\n\n<p>Di tanto in tanto proponeva di passarmene qualcuno e a volte ho accettato (sar\u00e0 successo quattro, cinque volte); succedeva pi\u00f9 che altro con film che avevano a che fare con la musica. Ricordo come fosse ieri (era il settembre del 2008, appunto) l\u2019amico che, con nonchalance, mi porse un DVD dicendo: <\/p>\n\n\n\n<p>\u00abQuesto \u00e8 un film strano, c\u2019\u00e8 uno che suona con una chitarra scassata. \u00c8 un film lento, non succede mai niente\u2026 non si riesce neanche a capire il finale\u00bb. <\/p>\n\n\n\n<p>Presi il dischetto incuriosito, pi\u00f9 che altro perch\u00e9 le volte che l\u2019amico parlava di film strani, spesso erano degli ottimi film (vedi \u201cDonnie Darko\u201d o \u201cWalk the Line\u201d).<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Il film in questione era \u201c<strong>Once<\/strong>\u201d, interpretato dal folk singer irlandese <strong>Glen Hansard<\/strong> e dalla pianista e cantante ceca <strong>Mark\u00e9ta Irglov\u00e1<\/strong>. Qualche anno fa ho raccontato da queste colonne quello che da quel momento \u201cOnce\u201d ha rappresentato e continua a rappresentare per me. Lo avr\u00f2 visto una cinquantina di volte: la musica, la poesia e la bellezza che lo abitano mi fanno sempre sentire bene, in armonia col mondo, facendomi pensare a Glen Hansard come all\u2019amico che ho sempre voluto, al fratello con cui l\u2019intesa \u00e8 completa, all\u2019alter ego con tutte le qualit\u00e0 artistiche e umane che ammiro in una persona.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Da \u201cOnce\u201d \u00e8 cominciata una ricerca a ritroso alimentata da un interesse crescente nei confronti del musicista. Un salto spazio-temporale mi ha condotto nel 1991, quando il regista <strong>Alan Parker<\/strong> gir\u00f2 uno dei film pi\u00f9 belli tra quelli da lui diretti; quel \u201c<strong>The Commitments<\/strong>\u201d (trasposizione dell\u2019omonimo romanzo di Roddy Doyle) che permetteva uno sguardo romantico e disincantato sulle periferie di Dublino, la citt\u00e0 con i \u201c<strong>musicisti pi\u00f9 neri d\u2019Irlanda<\/strong>\u201d. <\/p>\n\n\n\n<p>Nel film Glen Hansard \u00e8<strong> Outspan Foster<\/strong>, uno dei musicisti dei Commitments (la soul band che Jimmy Rabbitte voleva lanciare). Non \u00e8 ancora il guy carismatico di \u201cOnce\u201d, ma da quella prima prova di recitazione traspaiono gi\u00e0 semplicit\u00e0 e bont\u00e0 d\u2019animo, qualit\u00e0 preziose che gli sono sempre appartenute.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Gi\u00e0 in quel periodo Glen fonda la band dei <strong>Frames<\/strong>, insieme a musicisti amici che lo seguiranno anche nelle sue avventure da solista anni dopo. Sette album tra il 1991 e il 2015, giocati tra folk delle radici, rock e un songwriting che lo porter\u00e0 ai vertici della scena internazionale. In particolare \u201c<strong>Fitzcarraldo<\/strong>\u201d e \u201c<strong>The Cost<\/strong>\u201d sono album per me sacri, il punto pi\u00f9 alto dell\u2019avventura dei Frames.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<strong>Falling Slowly<\/strong>\u201d \u00e8 il brano (contenuto in \u201cThe Cost\u201d e ripreso nella colonna sonora di \u201cOnce\u201d), cantato insieme a Mark\u00e9ta Irglov\u00e1, che nel 2008 frutter\u00e0 un Oscar per la migliore canzone originale.<\/p>\n\n\n\n<p>Nello stesso periodo, insieme a Mark\u00e9ta, forma gli <strong>Swell Season<\/strong>, un duo che nell\u2019arco di circa vent\u2019anni produrr\u00e0 quattro album stupendi, l\u2019ultimo (\u201c<strong>Forward<\/strong>\u201d) uscito lo scorso anno. <\/p>\n\n\n\n<p>Poi una carriera solistica, intrapresa nel 2012, porta Glen alla pubblicazione di altri cinque album che confermano la solidit\u00e0 di un musicista che, iniziando a suonare sulla strada, non ha mai preso le distanze da quella dimensione da busker che lo ha portato a vivere mille avventure artistiche e umane. Nel tempo, tanti concerti in tutto il mondo (l\u2019inverno scorso, insieme a Mark\u00e9ta come Swell Season, hanno tenuto diversi concerti in un tour che ha toccato gli Stati Uniti), collaborazioni e incursioni sui palchi di tanti musicisti amici; negli ultimi anni spesso \u00e8 stato in concerto con <strong>Eddie Vedder <\/strong>(dei Pearl Jam), insieme al quale e alla figlia Olivia (di Eddie)  ha realizzato l\u2019album \u201c<strong>Flag Day<\/strong>\u201d, colonna sonora dell\u2019omonimo film di <strong>Sean Penn<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019uomo Glen Hansard, inscindibile dall\u2019artista, ha un cuore immenso. <\/p>\n\n\n\n<p>Impegnato nel sociale da sempre, si \u00e8 spesso battuto per i senzatetto, arrivando anche a occupare alloggi disabitati per rivendicare il diritto di tutti ad avere un tetto. La semplicit\u00e0 e l\u2019umilt\u00e0 del suo essere hanno incantato chiunque: le persone che lo hanno incrociato, anche per soli cinque minuti, ne sono rimaste affascinate e toccate fino ad arrivare a nutrire nei suoi confronti un senso di stima e di amicizia sincera. <\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Un paio di anni fa, in occasione di un suo concerto al <strong>Teatro Petruzzelli <\/strong>di Bari, ho avuto modo di conoscerlo e scambiare quattro chiacchiere durante un suo giro solitario per la citt\u00e0. Il piacere di conversare con una persona affabile, curiosa e brillante, per un attimo mi ha fatto dimenticare di avere di fronte una rockstar e gli ho offerto qualcosa al bar; dopo un po\u2019 era gi\u00e0 tempo di soundcheck e ci siamo salutati. Di l\u00ec a poco, in platea, ho assistito a uno dei concerti pi\u00f9 belli e intensi tra quelli a cui negli anni ho assistito.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Il 29 luglio scorso, di prima mattina, un amico mi gira il link di un articolo di un giornale irlandese. Sulle prime non capisco: c\u2019\u00e8 la foto di Glen, si parla del premio Oscar, poi la notizia. Glen Hansard \u00e8 morto intorno alle 4.30 del mattino in seguito a un incidente stradale. Aveva passato la serata al Wren\u2019s Nest, un pub lungo il fiume Liffey, nei boschi di Dublino, dove c\u2019era in programma una serata di musica tradizionale. Poi era salito sulla sua moto per tornare a casa e ha avuto un incidente a un paio di chilometri di distanza. <\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 stato uno choc, non volevo credere a quella maledetta notizia, e con me migliaia di persone. I social hanno cominciato a vomitare decine di post da ogni parte del mondo, testimoniando e confermando tutto quello che gi\u00e0 pensavo di Glen: attestati di stima, video con parole strozzate dalla commozione, musicisti uniti spontaneamente dentro jam session improvvisate nelle strade e nelle piazze, con i versi di \u201cFalling Slowly\u201d che si levavano al cielo, corali\u2026 e tanto, troppo sgomento. Glen aveva 56 anni, lascia una moglie (la poetessa finlandese <strong>Maire Saaritsa<\/strong>) e un bimbo di appena tre anni, <strong>Christy<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>La camera ardente, disposta per il 3 agosto, \u00e8 stata allestita nella<strong> Baroque Chapel dell\u2019Irish Museum of Modern Art<\/strong>, dove la bara di vimini di Glen era stata posta tra decorazioni vegetali e due delle sue chitarre. Una fila composta e interminabile di persone ha reso omaggio al cantautore irlandese per l\u2019ultima volta; fuori, ancora chitarre e voci a intonare le sue canzoni.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Due anni fa, al funerale di <strong>Shane MacGowan<\/strong>, nella <strong>chiesa di San Patrizio a Dublino<\/strong>, insieme ad altri musicisti c\u2019era anche Glen a rendere omaggio al cantante dei Pogues: esegu\u00ec una toccante versione di \u201c<strong>Fairytale of New York<\/strong>\u201d, accompagnato dall\u2019amica <strong>Lisa O\u2019Neill<\/strong> e da musicisti storici della scena tradizionale irlandese. In quell\u2019occasione fu quasi una festa: Shane era malato da tempo e, in qualche modo, si era preparati al peggio; poi Shane era naturalmente capace di trasformare tutto in allegria e baldoria. Ma ieri, 4 agosto, data del funerale di Glen, l\u2019atmosfera era ben diversa. <\/p>\n\n\n\n<p>La cerimonia, trasmessa in diretta da <strong>RT\u00c9 News<\/strong> sul proprio canale YouTube, ha permesso di assistere per circa due ore a qualcosa che in tanti non avremmo mai voluto vedere. Sembrava di rivivere la stessa scena: l\u2019interno della splendida chiesa gotica, la bara, i musicisti, la gente. Ma qualcosa era profondamente diverso: questa volta, al posto di Shane, c\u2019era Glen. Il pubblico in chiesa, quello fuori che restava a guardare sul grande schermo allestito per l\u2019occasione, chi da casa: tutti attraversati da un dolore immenso, trasversale, segnato da un sentire comune nei confronti di un artista che, con le sue canzoni, \u00e8 riuscito a creare ponti tra persone di diversa nazionalit\u00e0 e a trasmettere un\u2019idea di solidariet\u00e0 e mutuo aiuto nei confronti degli ultimi che rester\u00e0 per sempre in chi ama e amer\u00e0 la sua musica.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono stati in tanti a rendere omaggio a Glen Hansard. A iniziare da Eddie Vedder, accompagnato da alcuni musicisti dei Frames e dalla voce di Mark\u00e9ta Irglov\u00e1, che ha interpretato una toccante versione di \u201c<strong>The Song of Good Hope<\/strong>\u201d (dal primo album di Glen, \u201c<strong>Rhythm and Repose<\/strong>\u201d). Lisa O\u2019Neill, visibilmente provata, ha cantato \u201c<strong>Acasey<\/strong>\u201d (un traditional irlandese); Damien Dempsey ha toccato i cuori con una versione tesa e travolgente di \u201c<strong>The Rocky Road to Dublin<\/strong>\u201d; <strong>Bono Vox<\/strong> (sinceramente deludente) ha letto stralci di \u201cBeautiful Day\u201d e ha fatto ascoltare dal suo smartphone la voce di <strong>Patti Smith<\/strong> che leggeva una ninna nanna scritta per Glen. La moglie Maire, tra le lacrime, ha ringraziato tutti (in particolare la famiglia di Glen) e ha letto una poesia; il fratello <strong>Richard <\/strong>ha pronunciato un accorato discorso e l\u2019altro fratello <strong>Gary<\/strong>, ha cantato una canzone. Poi altri amici che tornano confusamente in testa: <strong>Lisa Hannigan<\/strong>, <strong>The Edge<\/strong>, gli attori <strong>Steve Coogan<\/strong> e <strong>Chris O\u2019Dowd<\/strong> e altri. Nel finale tutti si sono stretti in una versione corale di \u201c<strong>Forever Young<\/strong>\u201d di <strong>Dylan<\/strong>, intonata da <strong>Liam \u00d3 Maonla\u00ed<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Ora bisogna andare avanti. Non sar\u00e0 facile per i fan di Glen Hansard, tanto meno per i suoi amici e la sua famiglia. Ieri ho ascoltato un po\u2019 di sue canzoni e per un attimo il pensiero della sua scomparsa \u00e8 svanito; per un po\u2019 sono stato bene. Poi il magone \u00e8 tornato mentre guardavo il video integrale del suo ultimo concerto, tenuto in una citt\u00e0 della Repubblica Ceca: lui era l\u00ec, come al solito, cantando, sudando, coinvolgendo il pubblico\u2026 Soprattutto, regalando la sua musica nella speranza di un mondo migliore.<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2026\/08\/05\/la-morte-in-un-incidente-con-la-moto-del-musicista-irlandese-glen-hansard-per-me-e-stata-uno-choc\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2026\/08\/05\/la-morte-in-un-incidente-con-la-moto-del-musicista-irlandese-glen-hansard-per-me-e-stata-uno-choc\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Roberto Molle _______________ Nel 2008 non c\u2019erano ancora Netflix, Prime Video o altre piattaforme low cost legali dove guardare film (c\u2019era Sky, ma bisognava svenarsi per un abbonamento). 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