{"id":262718,"date":"2026-08-21T00:03:00","date_gmt":"2026-08-20T22:03:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=262718"},"modified":"2026-08-20T13:43:23","modified_gmt":"2026-08-20T11:43:23","slug":"la-citta-di-lecce-si-appresta-a-festeggiare-il-suo-santoronzo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2026\/08\/21\/la-citta-di-lecce-si-appresta-a-festeggiare-il-suo-santoronzo\/","title":{"rendered":"LA CITTA&#8217; DI LECCE SI APPRESTA A FESTEGGIARE IL SUO SANT&#8217;ORONZO"},"content":{"rendered":"\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"678\" height=\"381\" class=\"wp-image-262719\" style=\"width: 1500px;\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/processione-678x381-1.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/processione-678x381-1.jpg 678w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/processione-678x381-1-300x169.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 678px) 100vw, 678px\" \/><\/p>\n\n\n\n<p>di <strong>Maria Antonietta Vacca _______________ <\/strong>Tre giorni di festa, quattro secoli di storia e una citt\u00e0 che nel suo Patrono ha affidato paure, speranze e memoria.<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 un momento in cui Lecce cambia volto Ci sono feste che appartengono a una citt\u00e0. Per i leccesi Sant\u2019Oronzo \u00e8 una di quelle. Quando arrivano i giorni di agosto e le luminarie cominciano ad accendersi, quando le bande riempiono le strade e Piazza Sant\u2019Oronzo si prepara ad accogliere migliaia di persone, Lecce sembra tornare indietro nel tempo. Perch\u00e9 la festa del Patrono non \u00e8 soltanto una ricorrenza religiosa. \u00c8 memoria. \u00c8 infanzia. \u00c8 odore di bancarelle e di cibo, musica di banda, luci, processioni, preghiere, incontri casuali, racconti tramandati dai nonni. \u00c8 quella strana sensazione per cui, almeno per qualche giorno, una citt\u00e0 intera sembra riconoscersi nello stesso simbolo. E quel simbolo \u00e8 un uomo vissuto quasi duemila anni fa. Prima di Oronzo c&#8217;era Irene C&#8217;\u00e8 un particolare che forse non tutti ricordano. Sant\u2019Oronzo non \u00e8 sempre stato il patrono di Lecce. <\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Per secoli la citt\u00e0 fu affidata a Sant\u2019Irene, considerata protettrice anche dai fulmini. Poi arriv\u00f2 il Seicento. E arriv\u00f2 la peste. Nel 1656 una terribile epidemia colp\u00ec il Regno di Napoli. Lecce e la Terra d\u2019Otranto ne furono risparmiate e la popolazione interpret\u00f2 quella salvezza come un intervento del santo. La devozione esplose. Il vescovo Luigi Pappacoda la sostenne con forza e nel 1658 Sant\u2019Oronzo divenne ufficialmente il principale patrono della citt\u00e0. Da quel momento, la storia di Lecce e quella del suo Patrono cominciarono a diventare quasi inseparabili. E forse c&#8217;\u00e8 qualcosa di profondamente umano in questa storia. <\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Quando arriva una calamit\u00e0 che non si riesce a spiegare, l&#8217;uomo cerca qualcuno a cui affidare la propria paura. Quando la calamit\u00e0 passa, cerca qualcuno da ringraziare. Al centro della citt\u00e0 c&#8217;\u00e8 un monumento che racconta questa storia meglio di qualsiasi libro. La colonna di Sant\u2019Oronzo. Quei blocchi di marmo non sono nati a Lecce. Provengono da una delle antiche colonne romane che si trovavano a Brindisi, al termine della Via Appia. La citt\u00e0 brindisina ne don\u00f2 una a Lecce e Giuseppe Zimbalo ne cur\u00f2 la trasformazione monumentale. Nel 1684 la statua del Santo venne collocata sulla sommit\u00e0. Ma anche qui la storia sembra voler lasciare spazio alla leggenda. <\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1737, durante i festeggiamenti, un fuoco d\u2019artificio colp\u00ec la statua e la incendi\u00f2. Il Patrono bruci\u00f2 proprio mentre Lecce festeggiava il suo Patrono. Due anni dopo ne fu realizzata una nuova, quella che per secoli avrebbe dominato la piazza. Quasi una storia nella storia. Il Santo che arriv\u00f2 dalla peste e la citt\u00e0 che continu\u00f2 a chiedergli protezione.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p> Nel corso dei secoli Sant\u2019Oronzo \u00e8 diventato molto pi\u00f9 di una figura religiosa. \u00c8 diventato una sorta di custode simbolico della citt\u00e0. E Lecce, nei momenti difficili, ha continuato a guardare verso di lui. Non soltanto contro le epidemie. Anche contro terremoti, malattie, disgrazie e paure. Esiste infatti anche una tradizione legata al terremoto del 12 ottobre 1858, tanto che in passato, in autunno, si celebrava una seconda grande festa oronziana, con una processione verso il santuario fuori le mura. Come se i leccesi avessero avuto bisogno, pi\u00f9 di una volta, di dire: \u201cSant\u2019Oronzo, proteggici.\u201d Ma la parte pi\u00f9 bella \u00e8 quella che non si trova nei libri. Perch\u00e9 una festa patronale non vive soltanto nei documenti. Vive nelle persone. Nelle nonne che raccontavano ai bambini la storia del Santo. Nei leccesi che da piccoli aspettavano la festa per vedere le luminarie. Nella banda che attraversa le strade. Nel profumo delle bancarelle. Nella processione. Nelle preghiere dette quasi sottovoce. E anche in quelle piccole credenze popolari che, passando da una generazione all&#8217;altra, finiscono per diventare patrimonio collettivo. La tradizione popolare ha attribuito a Sant\u2019Oronzo una particolare capacit\u00e0 di proteggere Lecce dalle calamit\u00e0. E forse non importa nemmeno stabilire dove finisca la storia e dove cominci la leggenda. Perch\u00e9 \u00e8 proprio in quella zona di confine che nasce la memoria di un popolo. <\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>C&#8217;\u00e8 anche un Santo dentro la leggenda Secondo la tradizione agiografica, Oronzo sarebbe stato il primo vescovo di Lecce e avrebbe incontrato Giusto, legato alla predicazione di San Paolo. Oronzo, Giusto e Fortunato avrebbero evangelizzato il territorio e sarebbero infine morti martiri. Il luogo tradizionalmente indicato per il martirio \u00e8 il santuario di Sant\u2019Oronzo fuori le mura, dove ancora oggi la devozione leccese conserva uno dei suoi luoghi pi\u00f9 importanti. E qui la storia diventa quasi un racconto. Una citt\u00e0. Un uomo. Una fede proibita. La persecuzione. Il martirio. E, quasi duemila anni dopo, una folla che ogni agosto torna a pronunciare quel nome: Oronzo. <\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Tre giorni per ricordare, tre giorni per sentirsi leccesi Il 24, il 25 e il 26 agosto non sono semplicemente tre date sul calendario. Sono i giorni nei quali Lecce ritrova una parte di s\u00e9. Il 24 agosto arriva la grande processione dei Patroni. Il 25 \u00e8 il giorno legato al martirio e al santuario fuori le mura. Il 26 \u00e8 la solennit\u00e0 di Sant\u2019Oronzo. Tre giorni nei quali la dimensione religiosa convive con quella popolare: luminarie, bande, bancarelle, incontri, spettacoli e quell&#8217;atmosfera che trasforma il centro della citt\u00e0. La tradizione della festa patronale leccese affonda le proprie radici almeno nel XVI secolo, mentre il culto oronziano assunse nuova forza nel Seicento. Forse \u00e8 questo il vero miracolo di Sant\u2019Oronzo. Non sappiamo quanto ci sia di storia e quanto di leggenda. Non sappiamo se ogni racconto tramandato dai nostri nonni sia realmente accaduto. Ma sappiamo una cosa. Dopo quasi duemila anni, Lecce continua a parlare con il suo Patrono. Lo fa attraverso una statua. Attraverso una colonna romana. Attraverso una processione. Attraverso una preghiera. Attraverso una luce accesa. Attraverso una festa che ogni anno ritorna. E forse il vero miracolo non \u00e8 che Sant\u2019Oronzo abbia attraversato i secoli. Il vero miracolo \u00e8 che una citt\u00e0 abbia continuato a sentirlo vicino. Perch\u00e9 le feste patronali non sono soltanto celebrazioni. Sono il modo con cui una comunit\u00e0 racconta a se stessa chi \u00e8 stata, chi \u00e8 diventata e, forse, chi vorrebbe continuare ad essere. E quando a Lecce si accenderanno le prime luminarie, quando la banda comincer\u00e0 a suonare e la folla riempir\u00e0 Piazza Sant\u2019Oronzo, per qualche giorno la citt\u00e0 far\u00e0 quello che fa da secoli: alzer\u00e0 gli occhi verso il suo Santo. E gli parler\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><\/h2>\n\n\n\n<p>Sono i giorni nei quali Lecce ritrova una parte di s\u00e9. Il 24 agosto arriva la grande processione dei Patroni. Il 25 \u00e8 il giorno legato al martirio e al santuario fuori le mura. Il 26 \u00e8 la solennit\u00e0 di Sant\u2019Oronzo. Tre giorni nei quali la dimensione religiosa convive con quella popolare: luminarie, bande, bancarelle, incontri, spettacoli e quell&#8217;atmosfera che trasforma il centro della citt\u00e0. La tradizione della festa patronale leccese affonda le proprie radici almeno nel XVI secolo, mentre il culto oronziano assunse nuova forza nel Seicento. Forse \u00e8 questo il vero miracolo di Sant\u2019Oronzo Non sappiamo quanto ci sia di storia e quanto di leggenda. Non sappiamo se ogni racconto tramandato dai nostri nonni sia realmente accaduto. Ma sappiamo una cosa. Dopo quasi duemila anni, Lecce continua a parlare con il suo Patrono. Lo fa attraverso una statua. Attraverso una colonna romana. Attraverso una processione. Attraverso una preghiera. Attraverso una luce accesa. Attraverso una festa che ogni anno ritorna. E forse il vero miracolo non \u00e8 che Sant\u2019Oronzo abbia attraversato i secoli. Il vero miracolo \u00e8 che una citt\u00e0 abbia continuato a sentirlo vicino. Perch\u00e9 le feste patronali non sono soltanto celebrazioni. Sono il modo con cui una comunit\u00e0 racconta a se stessa chi \u00e8 stata, chi \u00e8 diventata e, forse, chi vorrebbe continuare ad essere. E quando a Lecce si accenderanno le prime luminarie, quando la banda comincer\u00e0 a suonare e la folla riempir\u00e0 Piazza Sant\u2019Oronzo, per qualche giorno la citt\u00e0 far\u00e0 quello che fa da secoli: alzer\u00e0 gli occhi verso il suo Santo. E gli parler\u00e0.<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2026\/08\/21\/la-citta-di-lecce-si-appresta-a-festeggiare-il-suo-santoronzo\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2026\/08\/21\/la-citta-di-lecce-si-appresta-a-festeggiare-il-suo-santoronzo\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Maria Antonietta Vacca _______________ Tre giorni di festa, quattro secoli di storia e una citt\u00e0 che nel suo Patrono ha affidato paure, speranze e memoria. C\u2019\u00e8 un momento in cui Lecce cambia volto Ci sono feste che appartengono a una citt\u00e0. Per i leccesi Sant\u2019Oronzo \u00e8 una di quelle. 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