{"id":262789,"date":"2026-08-23T11:13:05","date_gmt":"2026-08-23T09:13:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=262789"},"modified":"2026-08-23T12:27:57","modified_gmt":"2026-08-23T10:27:57","slug":"saracena-di-serena-basilela-distanza-tra-noi-e-la-riva-di-pallida-cavtat-like-freshly-mown-grass-e-backwoods-di-deis-moines-sea-songs-di-autori-vari-una-recensione-multipla-com","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2026\/08\/23\/saracena-di-serena-basilela-distanza-tra-noi-e-la-riva-di-pallida-cavtat-like-freshly-mown-grass-e-backwoods-di-deis-moines-sea-songs-di-autori-vari-una-recensione-multipla-com\/","title":{"rendered":"&#8220;Saracena&#8221; DI CESARE BASILE,&#8221;La distanza tra noi e la riva&#8221; DI PALLIDA CAVTAT, &#8220;Like freshly mown grass&#8221; E &#8220;Backwoods&#8221; DI DEIS MOINES, &#8220;Sea songs&#8221; DI AUTORI VARI: UNA RECENSIONE MULTIPLA COMPARATA DELLE MIGLIORI NOVITA&#8217; DISCOGRAFICHE"},"content":{"rendered":"\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"2000\" height=\"1371\" class=\"wp-image-262790\" style=\"width: 2500px;\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/RECENSIONE-MULTIPLA.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/RECENSIONE-MULTIPLA.jpg 2000w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/RECENSIONE-MULTIPLA-300x206.jpg 300w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/RECENSIONE-MULTIPLA-1024x702.jpg 1024w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/RECENSIONE-MULTIPLA-768x526.jpg 768w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/RECENSIONE-MULTIPLA-1536x1053.jpg 1536w\" sizes=\"(max-width: 2000px) 100vw, 2000px\" \/><\/p>\n\n\n\n<p>di <strong>Roberto Molle _______________<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><br>Due perdite importanti mi hanno segnato in questa estate infuocata. <\/p>\n\n\n\n<p>Una mi ha fatto quasi passare la voglia di ascoltare musica, l\u2019altra me l\u2019ha fatta tornare, prepotentemente. La prima, molto personale, mi ha come svuotato di ogni interesse; la seconda, condivisa con altre migliaia di persone, mi ha ripreso prima che il filo si rompesse e mi lasciasse precipitare in qualche abisso schermato da ogni spiraglio sonoro. Ed eccomi, allora, a tirare le somme (dal punto di vista musicale) su un periodo strano e doloroso, che comunque ha lasciato il segno. <\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Alla fine di luglio se n\u2019\u00e8 andata una persona di famiglia, dopo un mese Glen Hansard.<\/p>\n\n\n\n<p>Di Glen ho scritto su <em>leccecronaca.it<\/em> qualche giorno dopo il suo funerale: un pezzo nato di getto, sull\u2019onda di una tensione emotiva fortissima e di un affetto antico nei confronti del musicista irlandese. Dopo un mese senza musica, il funerale di Glen nella St. Patrick\u2019s Cathedral di Dublino \u00e8 stato occasione di profonda riflessione. In chiesa, oltre ai familiari, erano presenti tantissimi amici e musicisti a rendergli omaggio con testimonianze e canzoni (Eddie Vedder ha interpretato una toccante versione di <em>The Song of Good Hope<\/em> dal primo album di Glen, \u201cRhythm and Repose\u201d). L\u2019emozione e la frustrazione per una perdita cos\u00ec importante erano palpabili nelle voci e sui volti di tutti loro, ma la musica ha un potere cos\u00ec grande da riuscire a mitigare ogni dolore e ad aiutare a elaborare, seppur lentamente, anche ferite che non si rimargineranno mai.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho trascorso i giorni seguenti immerso nell\u2019ascolto di tutti i dischi di Glen con i suoi Frames, quelli da solista e quelli altrettanto importanti con Mark\u00e9ta Irglov\u00e1 nel side project The Swell Season; all\u2019appello era mancato solo l\u2019ultimo disco pubblicato un paio di mesi fa, quel \u201cDon+T Settle Vol.2 Transmission West\u201d (seconda parte di un concerto registrato nello storico studio radiofonico Funkhaus di Berlino) che un corriere gentile mi ha consegnato proprio stamattina.<\/p>\n\n\n\n<p>Il disagio resta tutto, ma la musica \u00e8 tornata a fluire nelle mie giornate. Sono stato un po\u2019 in giro per concerti e il giradischi e il lettore CD sono tornati a girare; lo streaming \u00e8 servito laddove il supporto fisico non era disponibile. <\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 tornata anche la voglia di scrivere di musica, grazie ad alcuni dischi interessanti che mi sono capitati tra le mani e all\u2019ascolto. Alcuni sono usciti di recente, altri un po\u2019 di tempo fa; uno solo, da qualche giorno. Come al solito, sono dischi lontani dalle classifiche, \u201cbanalmente\u201d alternativi e bellissimi (per il sottoscritto, ovviamente\u2026). Questi i titoli:<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSaracena\u201d di Cesare Basile; \u201cLa distanza tra noi e la riva\u201d dei Pallida Cavtat \u201cLike Freshly Mown Grass\u201d e \u201cBackwoods\u201d (meraviglia! Uscito su audiocassetta) di Des Moines; \u201cSea Songs: Music for Hotels vol. 3\u201d di Autori Vari.<\/p>\n\n\n\n<p>Ne vogliamo parlare?<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"1280\" height=\"1280\" class=\"wp-image-262791\" style=\"width: 800px;\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Cesare-Basile-Saracena.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Cesare-Basile-Saracena.jpg 1280w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Cesare-Basile-Saracena-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Cesare-Basile-Saracena-1024x1024.jpg 1024w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Cesare-Basile-Saracena-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Cesare-Basile-Saracena-768x768.jpg 768w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Cesare-Basile-Saracena-60x60.jpg 60w\" sizes=\"(max-width: 1280px) 100vw, 1280px\" \/><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">SARACENA di CESARE BASILE<\/h2>\n\n\n\n<p>\u201cSaracena\u201d \u00e8 un flusso continuo di memorie che trascina dentro immagini proiettate su schermi immaginifici. Il dialetto siciliano \u00e8 cos\u00ec vicino a quello salentino da riuscire a tracimare dentro storie che scorrono lente sullo sfondo comune di mari inquieti e controre battute da soli implacabili. Le parole hanno i loro spigoli, ma i suoni riescono a levigarle dentro il monolite emotivo in cui sono incastonate. Sulle prime, quasi cantilene senza identit\u00e0, poi, man mano, brani identitari di un sentire del Sud\u2026 di ogni Sud. Un disco sciamanico, capace di cauterizzare ferite con impasti di parole arse al fuoco di una poesia liberata da ogni costrizione estetica.<\/p>\n\n\n\n<p>Otto canzoni che vivono la fiammata di un racconto sul crinale di un vulcano che si fa identit\u00e0 e riscatto per una terra ai confini del mondo. Cesare Basile, musicista catanese, \u00e8 a tutt\u2019oggi uno dei pi\u00f9 importanti songwriter italiani, dedito a una forma-canzone assolutamente unica, tra retaggio punk, vocazione folk-blues e musica popolare siciliana. Le origini con la band alt-rock dei Candida Lilith, un giro lungo attraverso altre formazioni (Kim Squad, Quartered Shadows), poi il percorso solistico, toccato anche da collaborazioni internazionali (Hugo Race, John Parish).<\/p>\n\n\n\n<p>La scelta finale del musicista di cantare in dialetto siciliano, raccontando mondi che restano cristallizzati in una terra misteriosa e bellissima, si fa condizione di impegno particolare. La sua non \u00e8 musica che ascolti in auto o in cuffia al parco mentre fai jogging. Devi entrarci dentro, essere disposto a immergerti con dedizione per percepirne la profondit\u00e0 storica, diacronica e ancestrale.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSaracena\u201d \u00e8 un disco di albe appena esplose, respiri mediterranei e afflati tuareg che si levano dentro tramonti insanguinati. <em>C\u2019\u00e8 na casa rutta a Notu<\/em> s\u2019insinua arpeggiata e solenne su parole appese a uno scirocco impenitente. <em>Kafr Qasim<\/em> \u00e8 ipnotica danza nel suo incedere di arabeschi cangianti, monca di versi e scura essenza di suoni. La voce di Cesare arriva sinuosa dentro <em>Ciuri i Cutugni<\/em>, avvolta di suoni e disturbi che inghiottono le parole in un continuum che svela la saldatura con <em>Prisenti Assenti<\/em>, brano che si nutre di riverberi e loop mentre le parole si fanno sincopi sullo sfondo del tempo. La prima met\u00e0 di \u201cSaracena\u201d evapora di bellezza e, prima di potersene rendere conto, arriva il lato B del disco. <em>Bbacilic\u00f2<\/em> ha il profumo della terra bagnata dopo un temporale che rinfresca tra la macchia e gli ulivi, <em>Caliti ciatu<\/em> \u00e8 suono di ciaramella svernato in una grotta controvento, nella solitudine di un eremita che non vuole pi\u00f9 guardare il mondo nello stesso modo. <em>U iornu do Signuri<\/em> \u00e8 mistico sentire fatto di atmosfere nebbiose e interludi poetici: preghiera laica che trasmuta in elegia dentro <em>Cappeddu a mari<\/em>, final song che riecheggia la tradizione dei cantori siciliani.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSaracena\u201d \u00e8 un album cupo e introspettivo, esistenziale nel suo affondo di passato ma per nulla anacronistico nell\u2019analisi dell\u2019oggi, dell\u2019Io e dell\u2019Altro. Insieme a \u201cIri\u201d, l\u2019album in dialetto siciliano rilasciato qualche mese fa dall\u2019altro catanese Marcello Cunsolo, \u201cSaracena\u201d \u00e8 testimonianza di liberazione, identit\u00e0 e coraggio espressivo, fattori che si fondono a un grande respiro culturale, civile e artistico.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"700\" height=\"700\" class=\"wp-image-262795\" style=\"width: 800px;\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/apalliad.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/apalliad.jpg 700w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/apalliad-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/apalliad-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/apalliad-60x60.jpg 60w\" sizes=\"(max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">LA DISTANZA TRA NOI E LA RIVA di PALLIDA CAVTAT<\/h2>\n\n\n\n<p>\u201c<em>C\u2019\u00e8 qualcosa di nuovo oggi nel sole, anzi d\u2019antico: io vivo altrove, e sento che sono intorno nate le viole<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Pascoli non \u00e8 tra i poeti che nel tempo mi hanno fatto battere il cuore: il suo decadentismo fragile, retaggio di scuola ottocentesca, privo di quel mood nichilista presente in Montale (ad esempio), non mi ha mai conquistato; ma questi versi sono cos\u00ec rivoluzionari, contraddittori e coraggiosi da prestarsi a metafora e ossimoro perfetto anche se li si volesse accostare alla musica.<\/p>\n\n\n\n<p>I Pallida Cavtat sono un trio di musicisti formato da Virginia Massi (voce, basso), Alberto Ruberti (chitarra, voce) e Lorenzo Paiano (batteria, synth). Tre salentini, giovanissimi, che si presentano come band alt-rock, e l\u00ec ti verrebbe da storcere il naso; poi vai oltre, scopri che tra le loro influenze citano Sonic Youth, Blonde Redhead, Pavement, Verdena e Yuppie Flu; qualcosa non torna: sono troppo giovani per certa (splendida) musica \u201cantica\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Da pochi giorni hanno pubblicato il loro primo album per NOS Records, dal titolo \u201cLa distanza tra noi e la riva\u201d; aspettavo da un po\u2019 di capirci meglio, li avevo intercettati l\u2019anno scorso in alcuni video e mi sono sembrati subito interessanti. Virginia, Alberto e Lorenzo, tre musicisti dall\u2019aria nerd alle prese con strumenti governati con leggiadria e idee incredibilmente chiare.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019ascolto dell\u2019album svela interessanti risvolti: vaggiti wave, noise gentile, rigurgiti post-punk, tutto filtrato attraverso uno sguardo adolescente e disincantato.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLa distanza tra noi e la riva\u201d \u00e8 spora cyber di memoria innestata su germogli adamantini. L\u2019acerbo languore nella voce di Virginia riporta alla Hope Sandoval pre Mazzy Star, eterea singer degli Opal; il lirismo disperato di \u201cMisery Is a Butterfly\u201d nelle elettroniche dei fratelli Pace e i gorgheggi di Kazu Makino trovano sponda negli attacchi furiosi e nelle quieti di un imberbe shoegaze; i testi si nutrono di delicato ermetismo e la poesia scivola leggera in alcuni passaggi: \u201c<em>Guarda la scogliera \/ crolla sotto il peso \/ della gabbia dei fiori \/ delle mie libagioni \/ ti prego stai male \/ dammi il tuo dolore<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>I Pallida Cavtat sono il vecchio e il nuovo che si compendiano, la musica che influenza la musica attraverso un circolo virtuoso, sono la staffetta che tiene viva la fiamma del rock. \u201cLa distanza tra noi e la riva\u201d \u00e8 molto pi\u00f9 di un disco di formazione: \u00e8 una dichiarazione incontaminata d\u2019intenti, una sfida della bellezza alle brutture del mondo, un sasso nello stagno dell\u2019apatia delle piazze in estate, ingolfate di suoni alla deriva.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"1200\" height=\"1082\" class=\"wp-image-262797\" style=\"width: 800px;\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/des-moines.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/des-moines.jpg 1200w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/des-moines-300x271.jpg 300w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/des-moines-1024x923.jpg 1024w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/des-moines-768x692.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1200px) 100vw, 1200px\" \/><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">LIKE FRESHLY MOWN GRASS e BACKWOODS di DES MOINES<\/h2>\n\n\n\n<p>Dicembre 2025, Correggio. Nella citt\u00e0 di Pier Vittorio Tondelli, Luciano Ligabue e Fabrizio Tavernelli ci arrivo in un pomeriggio freddino per la presentazione di un libro. Ospite di Fabrizio, prima dell\u2019evento facciamo un giro nel centro storico per poi approdare al caldo interno di un bar. Il terzo uomo era gi\u00e0 seduto fuori a un tavolino a sorseggiare una birra con una coperta sulle gambe. Questo \u00e8 stato il primo impatto con un ragazzone emiliano di nome Simone Romei, con un moniker misterioso: Des Moines.<\/p>\n\n\n\n<p>Di l\u00ec a poco avrebbe scaldato un bel po\u2019 di gente, eseguendo con nonchalance l\u2019intero \u201cPink Moon\u201d di Nick Drake.<\/p>\n\n\n\n<p>Insomma, Des Moines \u00e8 un musicista sopra le righe, quello perfetto, che non ha certo il physique du r\u00f4le romantico e decadente del menestrello di Tanworth-in-Arden, ma che ha un cuore molto in sintonia con gli autunni rosso bordeaux e marrone cioccolato di quei luoghi.<\/p>\n\n\n\n<p>Se pu\u00f2 servire a inquadrare meglio il personaggio, potrei dire che si colloca da qualche parte tra il folk britannico anni \u201960 (Nick Drake, Bert Jansch), il fingerpicking primitivo (John Fahey, Robbie Basho) e la tradizione americana.<\/p>\n\n\n\n<p>Il ragazzo ha una bella storia alle spalle, fatta di produzioni indipendenti e collaborazioni importanti: Andrea Rovacchi (Julie\u2019s Haircut), Egle Sommacal (Massimo Volume).<\/p>\n\n\n\n<p>Nel corso degli anni, per promuovere i suoi dischi, ha tenuto numerosi concerti in giro per l\u2019Italia, come opening act per artisti come Michael Chapman, Ryley Walker, Geoff Farina, Matt Elliott; ha partecipato a festival come Handmade Festival e Musica Nelle Valli e a tre tour tra Olanda, Germania, Svizzera, Austria, Repubblica Ceca e Italia insieme al musicista olandese Joost Dijkema e al musicista svizzero Son Of Buzzi (Sebastian Bischoff), oltre a un breve tour italiano insieme al musicista spagnolo Isasa.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo l\u2019ascolto fulminante di \u201cPink Moon\u201d a Correggio, contatti, scambi e apprezzamenti; infine la disponibilit\u00e0 del supporto fisico in CD del suo disco \u201cLike Freshly Mown Grass\u201d e quella di \u201cBackwoods\u201d in audiocassetta (s\u00ec! Proprio quell\u2019oggetto l\u00ec), comprendente tre brani che avevano anticipato il disco un anno prima.<\/p>\n\n\n\n<p>La musica di Des Moines \u00e8 balsamo che profuma di muschio e funghi di bosco. Gli arpeggi di chitarra sorretti da un violino magico e un violoncello etereo accompagnano una voce calda che disegna ghirigori di parole. Le canzoni di \u201cLike Freshly Mown Grass\u201d sono lucciole nelle notti senza luna che guidano lungo i sentieri solitari dell\u2019anima. Il british folk di Bert Jansch e John Renbourn e le scorribande west-coast di CSN&amp;Y s\u2019intrecciano nel suono e nel canto di Des Moines in magica armonia.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<em>Des Moines \u00e8 piena di rotaie &#8211; e andai a finire in una vecchia locanda tristissima delle praterie vicino al deposito delle locomotive, e passai una giornata intera a dormire in un grande letto bianco duro e pulito, con scritte oscene incise nella parete accanto al cuscino e serrande gialle e malconce tirate gi\u00f9 sullo scenario fumoso dello scalo ferroviario. Mi svegliai che il sole stava diventando rosso; e quello fu l&#8217;unico preciso istante della mia vita, il pi\u00f9 assurdo, in cui dimenticai chi ero, lontano da casa, stanco e stordito per il viaggio, in una povera stanza d&#8217;albergo che non avevo mai visto, col sibilo del vapore fuori, lo scricchiolio del legno vecchio degli impianti, i passi al piano di sopra e altri rumori tristi &#8211; e guardai il soffitto alto e screpolato e davvero non riuscii a ricordare chi ero per almeno quindici assurdi secondi. Non avevo paura; ero semplicemente qualcun altro, uno sconosciuto, e tutta la mia vita era una vita stregata, la vita di un fantasma. Ero a met\u00e0 strada fra una costa e l&#8217;altra dell&#8217;America, al confine tra l&#8217;Est della mia giovinezza e il West del mio futuro, e forse \u00e8 per questo che accadde proprio l\u00ec e in quel momento, in quello strano pomeriggio rosso.<\/em>\u201d \u2014 da \u201cOn the Road\u201d, Jack Kerouac, 1957.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"443\" height=\"451\" class=\"wp-image-262798\" style=\"width: 800px;\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/sea-song.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/sea-song.jpg 443w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/sea-song-295x300.jpg 295w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/sea-song-60x60.jpg 60w\" sizes=\"(max-width: 443px) 100vw, 443px\" \/><\/p>\n\n\n\n<p>SEA SONGS: MUSIC FOR HOTELS vol. 3 di A.A.V.V.<\/p>\n\n\n\n<p>Un anno fa un insolito cavallo di Troia aveva liberato nei miei spazi le note di un progetto ambizioso: la creazione di una doppia compilation di canzoni originali o riprese dal passato (dal pi\u00f9 remoto a quello pi\u00f9 prossimo) e \u201crinfrescate\u201d, o meglio, \u201cannichilite\u201d dalla creativit\u00e0 di musicisti abbastanza sopra le righe. All\u2019origine di tutto Vittore Baroni, critico musicale, musicista, albergatore e molto altro. Fulcro del progetto, l\u2019Acapulco, il suo albergo dal nome evocativo (\u201cFun in Acapulco\u201d \u00e8 il film con Elvis Presley). La struttura, oltre a ospitare turisti, di volta in volta diventa sala mostre, spazio concerti e quinta naturale per performance teatrali.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo \u201cSea Songs: Music for Hotels vol. 3\u201d chiude un trittico iniziato con \u201cReturn to Acapulco: Music for Hotels vol. 1\u201d, seguito da \u201cSummer Fun: Music for Hotels vol. 2\u201d. Vittore ha raccolto un nutrito drappello di musicisti amici e, nelle tre evoluzioni del progetto, ha inteso realizzare musica che andasse a sonorizzare gli spazi di una struttura alberghiera, rielaborare canzoni dedicate all\u2019estate e, in ultimo, omaggiare uno dei musicisti pi\u00f9 geniali del ventesimo secolo: sir Robert Wyatt (<em>Sea Song<\/em> \u00e8 l\u2019intro del suo album \u201cRock Bottom\u201d, considerato tra i migliori prodotti in ambito rock).<\/p>\n\n\n\n<p>Salterei la lunga lista dei musicisti presenti nelle prime due compilation per un\u2019escursione a volo d\u2019uccello tra quelli presenti in \u201cSea Songs\u201d. I contributi arrivano (oltre che da \u201cLe Forbici di Manit\u00f9\u201d, la band di cui fa parte anche Vittore Baroni) da parte di artisti di diverse generazioni e provenienze. I generi spaziano dal rock all\u2019elettronica, dal pop al blues, a brani con elementi vocal jazz, new wave, punk, surf, rockabilly, industrial e altro ancora.<\/p>\n\n\n\n<p>Equamente divisi tra cover e composizioni originali, non solo canzoni, tra cui classici intramontabili come <em>La Mer<\/em> di Trenet, <em>The Dolphins<\/em> di Fred Neil, <em>Song to the Siren<\/em> di Tim Buckley o <em>Ocean<\/em> di Lou Reed, ma anche colonne sonore, recitazioni e sperimentazioni strumentali.<\/p>\n\n\n\n<p>Un cast di musicisti composito e imprevedibile, che ai musicisti attivi nella riviera della Versilia e dintorni (Luciano Federighi, Michela Lombardi e Andrea Garibaldi, Giuseppe Giannecchini con Ugo Cappadocia, Brunilde Galeotti, Eleband e Staindubatta) o nell\u2019area toscana (Dome La Muerte E.X.P., Mirco Magnani, Gabriele Bartolucci, Xayde, The Garden of Love) vede affiancate vere leggende della scena (inter)nazionale, come il bassista e compositore Steve Piccolo, l\u2019eclettico Maurizio Marsico, esponente di rilievo del panorama extra-rock italiano, e il musicista e compositore Teho Teardo.<\/p>\n\n\n\n<p>In ordine sparso gli altri: Wide Hips 69, David Greenberger &amp; Tyson Rogers, Spectral Unit, McCulloh, Polemica, 9, Ricky Rialto, Adriano Zanni, Elia Ulian, Teatro Satanico, Gianluca Becuzzi, Staindubatta, Stefano Saletti &amp; Sale, Ignazio Lago, Luciano Federighi, Tommaso Ledi &amp; Carlo De Martini, Simon Balestrazzi, Spirocheta Pergoli Redux, xoX, Monofonic Orchestra e Grey T Noise.<\/p>\n\n\n\n<p>Nei due CD della compilation sono presenti trentuno brani a opera dei succitati artisti. Anche in questa occasione un ricco libretto (con approfondimenti e note) accompagna il progetto. Per l\u2019acquisto del CD e per qualsiasi informazione si pu\u00f2 contattare Vittore Baroni attraverso i social.<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2026\/08\/23\/saracena-di-serena-basilela-distanza-tra-noi-e-la-riva-di-pallida-cavtat-like-freshly-mown-grass-e-backwoods-di-deis-moines-sea-songs-di-autori-vari-una-recensione-multipla-com\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2026\/08\/23\/saracena-di-serena-basilela-distanza-tra-noi-e-la-riva-di-pallida-cavtat-like-freshly-mown-grass-e-backwoods-di-deis-moines-sea-songs-di-autori-vari-una-recensione-multipla-com\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Roberto Molle _______________ Due perdite importanti mi hanno segnato in questa estate infuocata. 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