{"id":262866,"date":"2026-08-26T11:48:54","date_gmt":"2026-08-26T09:48:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=262866"},"modified":"2026-08-26T11:50:43","modified_gmt":"2026-08-26T09:50:43","slug":"ti-voglio-un-falo-di-bene-chiamiamolo-lultimo-guizzo-della-candela-non-so-se-ci-vedremo-ancora-letture-e-riletture-lultima-estate-di-cesare-pavese-dei-suoi-amo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2026\/08\/26\/ti-voglio-un-falo-di-bene-chiamiamolo-lultimo-guizzo-della-candela-non-so-se-ci-vedremo-ancora-letture-e-riletture-lultima-estate-di-cesare-pavese-dei-suoi-amo\/","title":{"rendered":"\u201cTi voglio un fal\u00f2 di bene. Chiamiamolo l\u2019ultimo guizzo della candela. Non so se ci vedremo ancora\u201d. LETTURE E RILETTURE: L\u2019ULTIMA ESTATE DI CESARE PAVESE, FRA I SUOI AMORI FALLIMENTARI E IL  TORMENTATO RAPPORTO CON LA POLITICA"},"content":{"rendered":"\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"1140\" height=\"640\" class=\"wp-image-262867\" style=\"width: 1500px;\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/TORINO.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/TORINO.jpg 1140w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/TORINO-300x168.jpg 300w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/TORINO-1024x575.jpg 1024w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/TORINO-768x431.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1140px) 100vw, 1140px\" \/><\/p>\n\n\n\n<p>di&nbsp;<strong>Giuseppe Puppo<\/strong>______<\/p>\n\n\n\n<p>La sera del 26 agosto dell\u2019anno di grazia 1950, Cesare Pavese, gi\u00e0 affermato e brillante intellettuale, al culmine di una disperata crisi esistenziale, prese i primi portici di via Roma a Torino, fece pochi passi, si ferm\u00f2 davanti all\u2019hotel omonimo di piazza Carlo Felice e sal\u00ec le ultime scale della sua vita.<\/p>\n\n\n\n<p>In camera, quella notte, port\u00f2 a compimento tutto quello che di disperato e disperante aveva maturato negli ultimi giorni, e diede le sue dimissioni irrevocabili dal&nbsp;<strong>mestiere di vivere<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"959\" height=\"1139\" class=\"wp-image-262868\" style=\"width: 800px;\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/CP.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/CP.jpg 959w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/CP-253x300.jpg 253w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/CP-862x1024.jpg 862w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/CP-768x912.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 959px) 100vw, 959px\" \/><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Prese un\u2019overdose di farmaci ed aspett\u00f2 di guardare quegli&nbsp;<strong>occhi&nbsp;<\/strong>che aveva lucidamente prefigurato, il tempo appena di lasciare un biglietto sul suo letto:&nbsp;<strong><em>\u201cPerdono tutti e a tutti chiedo perdono. Va bene? Non fate troppi pettegolezzi\u201d.<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Poi rilesse aspettando la morte che veniva, rilesse l\u2019ultima lettera che aveva scritto pochi giorni prima:<strong><em>&nbsp;\u201cPosso dirti, amore, che non mi sono mai svegliato con una donna mia al fianco, che chi ho amato non mi ha mai preso sul serio, e che ignoro lo sguardo di riconoscenza che una donna rivolge a un uomo? E ricordarti che, per via del lavoro che ho fatto, ho avuto i nervi sempre tesi, e la fantasia pronta e precisa, e il gusto delle confidenze altrui? E che sono al mondo da quarantadue anni? Non si pu\u00f2 bruciare la candela dalle due parti \u2013 nel mio caso l\u2019ho bruciata da una parte sola e la cenere sono i libri che ho scritto.<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Tutto questo te lo dico non per impietosirti \u2013 so che cosa vale la piet\u00e0, in questi casi \u2013 ma per chiarezza, perch\u00e9 tu non creda che quando avevo il broncio lo facessi per sport o per rendermi interessante.<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Sono ormai di l\u00e0 dalla politica.<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>L\u2019amore \u00e8 come la grazia di Dio \u2013 l\u2019astuzia non serve.<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Quanto a me, ti voglio bene, Pierina, ti voglio un fal\u00f2 di bene. Chiamiamolo l\u2019ultimo guizzo della candela. Non so se ci vedremo ancora. Io lo vorrei \u2013 in fondo non voglio che questo \u2013 ma mi chiedo sovente che cosa ti consiglierei se fossi tuo fratello. Purtroppo non lo sono. Amore\u201d.<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Pierina era l\u2019ultima della serie. Naturalmente, non si chiamava cos\u00ec. Pavese \u2013 e io gongolo, oh quanto gongolo e al tempo stesso me ne struggo \u2013 non le chiamava mai con il loro vero nome, ma con uno pseudonimo che si inventava di volta in volta per l\u2019occasione, per scriverne su una specie di diario, di blocco di appunti, che portava sempre con s\u00e9.<\/p>\n\n\n\n<p>Pierina per la cronaca era una ragazza di 18 anni, una liceale appena maggiorenne,&nbsp;Romilda Bollati, sorella dell\u2019editore&nbsp;Giulio Bollati, appartenente alla nobile famiglia torinese dei Bollati di&nbsp;Saint-Pierre, appena conosciuta durante una vacanza organizzata dalla casa editrice Einaudi in Liguria.<\/p>\n\n\n\n<p>Un flirt di pochi giorni, un\u2019avventura di breve durata, innocenti evasioni. Ma vaglielo a spiegare\u2026Cesare Pavese, incapace di discernere e impaziente di dare un volto ai fantasmi delle proprie insoddisfazioni sessuali e sentimentali, ogni volta partiva subito lancia in resta all\u2019assalto animato dai pi\u00f9 eroici furori, senza lasciar decantare, senza poter, com\u2019\u00e8 necessario, valutare alla luce del tempo.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Poi, se le sceglieva tutte sbagliate, le sue pseudo Beatrice del Dolce Stil Novo. Fra tante che avrebbe potuto avere, scartava possibilit\u00e0 d\u2019occasione che non lo interessavano, il tanto per basta che respira non lo aveva mai interessato, ma ogni volta si andava a scegliere, puntualmente, inesorabilmente, quella sbagliata, ma sbagliata a tal punto che sarebbe stato facile capirlo subito. E niente, invece no, lui ci credeva, partiva, subito e&nbsp; subito finiva regolarmente disarcionato, a mangiare la polvere. Se le trovava tutte cos\u00ec, con il lanternino, incredibile.<\/p>\n\n\n\n<p>E una cosa tranquilla, una storia semplice, no eh? Ma per lui l\u2019amore non era mai un comodo aggiustamento, per lui l\u2019amore era sempre uno scomodo sconvolgimento.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Fu cos\u00ec fin dal suo primo amore, quando era ancora giovane diciassettenne liceale al \u201cD\u2019Azeglio\u201d e si prese una cotta terribile per una cantante ballerina di un locale frequentato dagli studenti. In un modo o nell\u2019altro riusc\u00ec a darle un appuntamento e stette ad aspettarla all\u2019uscita per sei ore, dalle 18.00 alle 24.00, quando pass\u00f2 l\u2019ultimo tram, sotto la pioggia battente, perch\u00e9 intanto era venuto gi\u00f9 un temporale che la met\u00e0 bastava, e quella non si fece vedere, perch\u00e9 evidentemente aveva avuto di meglio con cui intrattenersi. Cos\u00ec non gli rest\u00f2 altro da fare che tornarsene a casa, talmente bagnato fradicio, che gli venne subito una bronchite degenerata in pleurite, che lo tenne a lungo fra la vita e la morte.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Cesare<\/em>&nbsp;di cui canta Francesco De Gregori nella sua famosa canzone del 1973 \u201cAlice non lo sa\u201d, \u00e8 proprio lui.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Per un\u2019altra donna sbagliata,&nbsp;&nbsp;la&nbsp;<strong><em>\u201cdonna dalla voce rauca\u201d<\/em><\/strong>, al secolo Tina Pizzardo, ma lui la chiamava cos\u00ec, attiva nella fronda antifascista torinese, si mise nei guai con la politica, lui che della politica sostanzialmente se ne fregava, perch\u00e9 si interessava solamente di letteratura e anzi si era gi\u00e0 appassionato di letteratura nord americana, e fin\u00ec al confino.<\/p>\n\n\n\n<p>Riusc\u00ec a venirne fuori poco dopo, scrivendo lettere di elogio a Benito Mussolini. Tutte regolarmente omesse dalla cultura ufficiale. Non si trattava di un espediente opportunistico. Dall\u2019altro versante, invece si tratt\u00f2 di vera e propria omissione. La cultura antifascista del Dopoguerra che aveva fatto di Cesare Pavese un\u2019icona, non poteva tollerare certi trascorsi, che ometteva e basta, come fece per tanto tempo anche con il padre dell\u2019antifascismo torinese, il mostro sacro Norberto Bobbio.<\/p>\n\n\n\n<p>Ogni tanto spuntano fuori, per\u00f2. In questi giorni dell\u2019estate 2020, settantesimo anniversario della morte, sono stati appena ripubblicati certi appunti imbarazzanti, risalenti al periodo finale della Seconda Guerra Mondiale, in cui lo scrittore criticava gli antifascisti e simpatizzava per la repubblica Sociale Italiana.<\/p>\n\n\n\n<p>Amen.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma dove eravamo rimasti? Ah, s\u00ec, la passione per la letteratura nord americana contemporanea , fondamentale per l\u2019intera letteratura italiana. <\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"1100\" height=\"765\" class=\"wp-image-262869\" style=\"width: 800px;\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/FERPIVA.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/FERPIVA.jpg 1100w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/FERPIVA-300x209.jpg 300w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/FERPIVA-1024x712.jpg 1024w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/FERPIVA-768x534.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1100px) 100vw, 1100px\" \/><\/p>\n\n\n\n<p>Ne fu contagiato da Fernanda Pivano, che divenne poi importantissima,<strong>&nbsp;F.&nbsp;<\/strong>da lui cos\u00ec appellata<strong>,&nbsp;<\/strong>all\u2019epoca per\u00f2 universitaria di belle speranze, che dell\u2019amore di quel trentaduenne tanto complicato non ne volle sapere, malgrado, nell\u2019ordine, decine di bigliettini, tre poesie, e due proposte di matrimonio, una subito, una cinque anni dopo: le date in cui le rivolse, precise sono riportate nel suo diario, con, disegnata accanto, una croce.<\/p>\n\n\n\n<p>Cinque anni di tira e molla, strazianti per lui, che non poteva accettare la riductio ad amico cui era stato da lei declassato.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ma quali buoni amici, maledetti?!?<\/strong>&nbsp;Canter\u00e0 a tal proposito Gianluca Grignani, in \u201cLa mia storia tra le dita\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019altra storia che scivol\u00f2 fra le dita martoriate di Cesare Pavese, fu poi a Roma, all\u2019ufficio dell\u2019Einaudi, dove era costretto a fingere di interessarsi di politica per conto del Pci, il che gli procur\u00f2 una depressione maggiore, acuita a breve dall\u2019amore, che te lo dico a fare? non ricambiato, per la segretaria di redazione, tal Bianca Garufi, semplicemente<strong>&nbsp;B.<\/strong>&nbsp;nei suoi diari.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"1024\" height=\"761\" class=\"wp-image-262870\" style=\"width: 800px;\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/ABBALLE-RINA.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/ABBALLE-RINA.jpg 1024w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/ABBALLE-RINA-300x223.jpg 300w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/ABBALLE-RINA-768x571.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Ma il peggio doveva ancora venire, e verr\u00e0 con gli occhi della morte dell\u2019&nbsp;<strong>attrice,&nbsp;<\/strong>di Constance Dowling (nella foto qui sopra, in una scena del film \u2018Black angel\u2019 del 1946), che gliene combin\u00f2 di tutti i colori: lo illuse, perch\u00e9 era una comparsa di belle speranze, venuta a Roma in cerca di fortuna a Cinecitt\u00e0 e le faceva comodo avere aderenze negli ambienti culturali della capitale; gli mise accanto a palliativo la sorella Doris; lo port\u00f2 in vacanza a Cervinia e qui lo trad\u00ec, insomma, tradire non \u00e8 il verbo adatto, ma mentre gli faceva credere di essere andata in montagna per lui e con lui, coltivava la tresca&nbsp; con un collega attore italiano associato alla bella vacanza, per poi ritornarsene in America subito dopo.<\/p>\n\n\n\n<p>Eh, quelle che abbiamo imparato a chamare le conseguenze dell&#8217;amore&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>Che poi, ecco, proprio questo, esattamente questo l\u2019amore \u00e8: non \u00e8 difficile dimenticare quello che non hai avuto, \u00e8 difficile dimenticare la tristezza che te ne rimane.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Gli restavano gli occhi di Constance, e ancora poche frasi da vergare sul frontespizio di un libro, in cui aveva sistemato il bigliettino delle scuse, mentre arrivava l\u2019alba del 27 agosto 1950 che egli non&nbsp; vide mai:&nbsp;<em><strong>\u201cL\u2019uomo mortale, Leuc\u00f2, non ha che questo d\u2019immortale. Il ricordo che porta e il ricordo che lascia. Ho lavorato, ho dato poesia agli uomini, ho condiviso le pene di molti. Ho cercato me stesso\u201d.<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>BIBLIOGRAFIA<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il mestiere di vivere. Diario 1935-1950, Torino, Einaudi, 1952<\/p>\n\n\n\n<p>Vita attraverso le lettere, a cura di Lorenzo Mondo, Torino, Einaudi, 1973,<\/p>\n\n\n\n<p>Il taccuino inedito, a cura e con un saggio di Francesca Belviso, introduzione di&nbsp;Angelo d\u2019Orsi, con un testo di&nbsp;Lorenzo Mondo, Appendici documentali, Torino, Aragno, 2020<\/p>\n\n\n\n<p>Tutte Le poesie, Torino, Einaudi, 2020.<\/p>\n\n\n\n<p>_____________________ <\/p>\n\n\n\n<p>LA RICERCA nel nostro articolo del 17 agosto 2025<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-wp-embed is-provider-leccecronaca-it wp-block-embed-leccecronaca-it\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"ygdsluYI0M\"><a href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2025\/08\/17\/la-provocazione-alle-origini-del-dissidio-sulla-notte-della-taranta-dissociata-quando-ernesto-de-martino-litigo-con-cesare-pavese\/\">LA PROVOCAZIONE \/ ALLE ORIGINI DEL DISSIDIO SULLA NOTTE DELLA TARANTA DISSOCIATA: QUANDO ERNESTO DE MARTINO LITIGO&#8217; CON CESARE PAVESE<\/a><\/blockquote><iframe class=\"wp-embedded-content\" sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" style=\"position: absolute; clip: rect(1px, 1px, 1px, 1px);\" title=\"&#8220;LA PROVOCAZIONE \/ ALLE ORIGINI DEL DISSIDIO SULLA NOTTE DELLA TARANTA DISSOCIATA: QUANDO ERNESTO DE MARTINO LITIGO&#8217; CON CESARE PAVESE&#8221; &#8212; LecceCronaca.it\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2025\/08\/17\/la-provocazione-alle-origini-del-dissidio-sulla-notte-della-taranta-dissociata-quando-ernesto-de-martino-litigo-con-cesare-pavese\/embed\/#?secret=JMOchCVw7Y#?secret=ygdsluYI0M\" data-secret=\"ygdsluYI0M\" width=\"500\" height=\"282\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2026\/08\/26\/ti-voglio-un-falo-di-bene-chiamiamolo-lultimo-guizzo-della-candela-non-so-se-ci-vedremo-ancora-letture-e-riletture-lultima-estate-di-cesare-pavese-dei-suoi-amo\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2026\/08\/26\/ti-voglio-un-falo-di-bene-chiamiamolo-lultimo-guizzo-della-candela-non-so-se-ci-vedremo-ancora-letture-e-riletture-lultima-estate-di-cesare-pavese-dei-suoi-amo\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di&nbsp;Giuseppe Puppo______ La sera del 26 agosto dell\u2019anno di grazia 1950, Cesare Pavese, gi\u00e0 affermato e brillante intellettuale, al culmine di una disperata crisi esistenziale, prese i primi portici di via Roma a Torino, fece pochi passi, si ferm\u00f2 davanti all\u2019hotel omonimo di piazza Carlo Felice e sal\u00ec le ultime scale della sua vita. 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