{"id":263402,"date":"2026-09-09T00:03:00","date_gmt":"2026-09-08T22:03:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=263402"},"modified":"2026-09-08T11:40:46","modified_gmt":"2026-09-08T09:40:46","slug":"i-ricordi-di-paola-mattioli-nel-libro-viera-unitaliana-del-23-dedicato-alla-madre-la-guerra-era-finita-e-noi-non-avevamo-nemmeno-le-lenzuola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2026\/09\/09\/i-ricordi-di-paola-mattioli-nel-libro-viera-unitaliana-del-23-dedicato-alla-madre-la-guerra-era-finita-e-noi-non-avevamo-nemmeno-le-lenzuola\/","title":{"rendered":"I RICORDI DI PAOLA MATTIOLI NEL LIBRO \u201cViera. Un\u2019italiana del \u201923\u201d DEDICATO ALLA MADRE \/ LA GUERRA ERA FINITA &#8220;e noi non avevamo nemmeno le lenzuola&#8221;"},"content":{"rendered":"\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"1512\" height=\"2016\" class=\"wp-image-263403\" style=\"width: 1500px;\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/pippola.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/pippola.jpg 1512w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/pippola-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/pippola-768x1024.jpg 768w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/pippola-1152x1536.jpg 1152w\" sizes=\"(max-width: 1512px) 100vw, 1512px\" \/><\/p>\n\n\n\n<p>di <strong>Cristina Pipoli ________________<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Aprile 1945.<\/p>\n\n\n\n<p>La guerra era finita.<\/p>\n\n\n\n<p>Davvero?<\/p>\n\n\n\n<p>Per chi?<\/p>\n\n\n\n<p>Per quelli che avevano firmato la fine delle ostilit\u00e0, forse. Per chi poteva tornare a casa, magari. Ma per chi una casa non ce l&#8217;aveva pi\u00f9? Per chi non aveva un letto, un vestito, nemmeno un paio di lenzuola?<\/p>\n\n\n\n<p>Viera tornava a Bologna dopo essere stata sfollata qua e l\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>La sua famiglia aveva abitato in un appartamento in affitto, in via Algardi 21. Poi arrivarono i profughi e quell&#8217;appartamento dovettero lasciarlo a loro.<\/p>\n\n\n\n<p>E qui la domanda viene da sola: che cosa significa davvero &#8220;tornare a casa&#8221; quando la casa non \u00e8 pi\u00f9 tua?<\/p>\n\n\n\n<p>Dove si torna quando la guerra ti ha tolto anche il diritto di avere un posto dove dormire?<\/p>\n\n\n\n<p>Viera non usa grandi parole. Non ne ha bisogno.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Avevamo perduto tutto. Non avevamo nemmeno le lenzuola.&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>Nemmeno le lenzuola.<\/p>\n\n\n\n<p>Fermiamoci qui.<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 siamo cos\u00ec abituati a parlare della fine della guerra come dell&#8217;inizio della libert\u00e0, della ricostruzione, della rinascita, che rischiamo di dimenticare una cosa elementare: la libert\u00e0 non riempie uno stomaco e non copre un letto.<\/p>\n\n\n\n<p>A Viserba la Croce Rossa aveva dato loro qualche tela ricavata dalle tende e alcune camicie da notte.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando lasciarono la casa avevano addosso pochi stracci.<\/p>\n\n\n\n<p>E gli abiti?<\/p>\n\n\n\n<p>Si rivoltavano.<\/p>\n\n\n\n<p>Un cappotto diventava un altro cappotto. Un vestito veniva smontato, girato, ricucito. Le sarte lavoravano sui vecchi tessuti. Le mogli facevano quello che potevano.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli abiti degli uomini si mettevano soprattutto la domenica.<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9?<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 non c&#8217;erano soldi.<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 non c&#8217;era stoffa.<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 un vestito nuovo non era una necessit\u00e0 che ci si potesse permettere.<\/p>\n\n\n\n<p>Eppure bisognava apparire dignitosi.<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 anche chi non aveva pi\u00f9 niente doveva fingere di avere ancora qualcosa?<\/p>\n\n\n\n<p>Quanta vergogna c&#8217;era dietro quella povert\u00e0?<\/p>\n\n\n\n<p>E quanta dignit\u00e0?<\/p>\n\n\n\n<p>Sono domande che raramente entrano nei racconti ufficiali.<\/p>\n\n\n\n<p>La Storia ama le grandi parole. Ricostruzione. Rinascita. Libert\u00e0. Democrazia.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma una donna che rivolta un cappotto non pensa alla Storia.<\/p>\n\n\n\n<p>Pensa a come arrivare alla domenica.<\/p>\n\n\n\n<p>Bologna intanto era ferita. I bombardamenti avevano danneggiato le case. C&#8217;erano muri da ricostruire, abitazioni da riparare, famiglie che cercavano di rimettere insieme quello che restava.<\/p>\n\n\n\n<p>Il padre di Viera acquist\u00f2 con due amici una casa danneggiata in via Corticella 39 e cominci\u00f2 a restaurarla, anche con l&#8217;aiuto del Genio Civile.<\/p>\n\n\n\n<p>E allora un&#8217;altra domanda:<\/p>\n\n\n\n<p>Chi ricostruiva davvero il Paese?<\/p>\n\n\n\n<p>Quelli che pronunciavano i discorsi sulla ricostruzione o quelli che, ogni mattina, entravano nei cantieri e nelle case distrutte per rimettere un mattone sopra l&#8217;altro?<\/p>\n\n\n\n<p>Forse la risposta \u00e8 meno elegante.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Paese lo ricostruivano quelli che non avevano alternative.<\/p>\n\n\n\n<p>Quelli che avevano perso tutto e dovevano ricominciare comunque.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando finalmente Viera entr\u00f2 in una vera casa, dopo essere stata sfollata qua e l\u00e0, lo ricorda come un sogno.<\/p>\n\n\n\n<p>Una casa.<\/p>\n\n\n\n<p>Non una casa bella.<\/p>\n\n\n\n<p>Non una casa ricca.<\/p>\n\n\n\n<p>Una casa.<\/p>\n\n\n\n<p>Quanto deve aver perso una persona per considerare un tetto sopra la testa un sogno?<\/p>\n\n\n\n<p>La sera, prima di addormentarsi, Viera ringraziava Dio per averli aiutati tanto.<\/p>\n\n\n\n<p>La ripresa fu lenta.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma che cosa significa \u201cripresa\u201d quando si parte praticamente da zero?<\/p>\n\n\n\n<p>Significa forse tornare alla vita di prima?<\/p>\n\n\n\n<p>No.<\/p>\n\n\n\n<p>La vita di prima non c&#8217;era pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p>Bisognava inventarne un&#8217;altra.<\/p>\n\n\n\n<p>E allora arriv\u00f2 la speranza. Quella vera, quella quotidiana. La speranza di migliorare che, racconta Viera, dava ogni giorno pi\u00f9 forza.<\/p>\n\n\n\n<p>E anche lei voleva tornare a essere allegra.<\/p>\n\n\n\n<p>Con le amiche ricominci\u00f2 a uscire. Feste private. Passeggiate. Cinema. Il Circolo Ufficiali per ballare.<\/p>\n\n\n\n<p>Ballare.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo una guerra.<\/p>\n\n\n\n<p>Vi sembra frivolo?<\/p>\n\n\n\n<p>O forse era proprio quello il punto?<\/p>\n\n\n\n<p>Che cosa c&#8217;\u00e8 di pi\u00f9 sovversivo di una ragazza che, dopo aver visto la guerra, decide di tornare a ballare?<\/p>\n\n\n\n<p>La guerra aveva cercato di insegnare loro la paura.<\/p>\n\n\n\n<p>Loro ricominciavano a imparare la gioia.<\/p>\n\n\n\n<p>Intanto le case si costruivano. Quelle danneggiate venivano riparate. L&#8217;economia cominciava lentamente a riprendersi.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma anche qui attenzione.<\/p>\n\n\n\n<p>Chi poteva permettersi di aspettare la ripresa?<\/p>\n\n\n\n<p>Chi aveva ancora un lavoro?<\/p>\n\n\n\n<p>Chi aveva ancora una casa?<\/p>\n\n\n\n<p>Chi aveva qualcuno che potesse aiutarlo?<\/p>\n\n\n\n<p>E quanti invece rimasero indietro mentre il Paese cominciava a raccontarsi come una nazione che rinasceva?<\/p>\n\n\n\n<p>Queste sono le domande che la memoria di Viera ci obbliga a fare.<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 \u00e8 facile raccontare la ricostruzione quando si guardano le fotografie delle case che tornano in piedi.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 molto pi\u00f9 difficile raccontarla attraverso chi, quelle case, le guardava senza avere nemmeno le lenzuola.<\/p>\n\n\n\n<p>Ed \u00e8 qui che la memoria diventa scomoda.<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 Viera non ci racconta soltanto che la guerra \u00e8 finita.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci costringe a chiederci che cosa significhi davvero la fine di una guerra.<\/p>\n\n\n\n<p>Finisce quando smettono di sparare?<\/p>\n\n\n\n<p>Quando ricominciano a funzionare le fabbriche?<\/p>\n\n\n\n<p>Quando si riparano le case?<\/p>\n\n\n\n<p>O finisce soltanto quando una persona pu\u00f2 finalmente chiudere una porta dietro di s\u00e9, andare a letto e sapere che il giorno dopo avr\u00e0 ancora una casa?<\/p>\n\n\n\n<p>Forse la guerra, per Viera, fin\u00ec quella sera.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando entr\u00f2 nella sua casa.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando si sdrai\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando pot\u00e9 finalmente dormire.<\/p>\n\n\n\n<p>E ringraziare.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma noi, oggi, siamo davvero sicuri di aver capito che cosa ci sta raccontando?<\/p>\n\n\n\n<p>O abbiamo semplicemente trasformato la sua sofferenza in una bella storia sulla rinascita?<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 sarebbe molto pi\u00f9 comodo.<\/p>\n\n\n\n<p>E proprio per questo sarebbe sbagliato.<\/p>\n\n\n\n<p>La guerra era finita.<\/p>\n\n\n\n<p>E loro non avevano nemmeno le lenzuola.<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2026\/09\/09\/i-ricordi-di-paola-mattioli-nel-libro-viera-unitaliana-del-23-dedicato-alla-madre-la-guerra-era-finita-e-noi-non-avevamo-nemmeno-le-lenzuola\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2026\/09\/09\/i-ricordi-di-paola-mattioli-nel-libro-viera-unitaliana-del-23-dedicato-alla-madre-la-guerra-era-finita-e-noi-non-avevamo-nemmeno-le-lenzuola\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Cristina Pipoli ________________ Aprile 1945. 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