{"id":264275,"date":"2026-10-06T00:03:00","date_gmt":"2026-10-05T22:03:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=264275"},"modified":"2026-10-06T09:28:05","modified_gmt":"2026-10-06T07:28:05","slug":"donato-di-poce-rilegge-la-figura-del-filosofo-tedesco-walter-benjamin-attraverso-i-suoi-importanti-rapporti-con-motivi-e-personaggi-della-cultura-europea-del-novecento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2026\/10\/06\/donato-di-poce-rilegge-la-figura-del-filosofo-tedesco-walter-benjamin-attraverso-i-suoi-importanti-rapporti-con-motivi-e-personaggi-della-cultura-europea-del-novecento\/","title":{"rendered":"DONATO DI POCE RILEGGE LA FIGURA DEL FILOSOFO TEDESCO WALTER BENJAMIN ATTRAVERSO I SUOI IMPORTANTI RAPPORTI CON MOTIVI E PERSONAGGI DELLA CULTURA EUROPEA DEL NOVECENTO"},"content":{"rendered":"\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"1080\" height=\"1091\" class=\"wp-image-264276\" style=\"width: 1500px;\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/825266817_1111153058447211_459061789703498498_n.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/825266817_1111153058447211_459061789703498498_n.jpg 1080w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/825266817_1111153058447211_459061789703498498_n-297x300.jpg 297w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/825266817_1111153058447211_459061789703498498_n-1014x1024.jpg 1014w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/825266817_1111153058447211_459061789703498498_n-768x776.jpg 768w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/825266817_1111153058447211_459061789703498498_n-60x60.jpg 60w\" sizes=\"(max-width: 1080px) 100vw, 1080px\" \/><\/p>\n\n\n\n<p>Nota stampa dell&#8217;editore ____________<\/p>\n\n\n\n<p>In un momento storico segnato da conflitti globali, derive geopolitiche e una strisciante amnesia culturale, c&#8217;\u00e8 un pensatore che sembra aver scritto la rassegna stampa dei nostri giorni con quasi un secolo di anticipo:\u00a0<strong>Walter Benjamin<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho il piacere di segnalare l&#8217;uscita di un volume che si preannuncia come uno dei casi saggistici pi\u00f9 densi della stagione:&nbsp;<strong>&#8220;La parabola critica di Walter Benjamin&#8221;<\/strong>&nbsp;di&nbsp;<strong>Donato Di Poce<\/strong>, edito da&nbsp;<em>I Quaderni del Bardo Edizioni<\/em>&nbsp;di Stefano Donno (pp. 184, \u20ac 15,50).<\/p>\n\n\n\n<p>Non si tratta della solita biografia accademica o cronologica. Il saggio di Di Poce \u2013 impreziosito dalla prefazione di Marco Ercolani \u2013 \u00e8 un&#8217;opera &#8220;porosa&#8221; e dialettica che smonta i clich\u00e9 sul massimo critico tedesco del XX secolo per restituircelo in tutta la sua dirompente attualit\u00e0. Benjamin viene analizzato non come una figura da museo, ma come l&#8217;unico vero &#8220;outsider geniale&#8221; capace di fondere filosofia, marxismo eretico, mistica ebraica e antropologia della metropoli.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Perch\u00e9 questo libro merita uno spazio sulle Sue pagine?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ul>\n<li><strong>L&#8217;Angelo della Storia e le guerre contemporanee:<\/strong>&nbsp;L&#8217;autore applica le famose&nbsp;<em>Tesi sulla storia<\/em>&nbsp;di Benjamin (il drammatico testamento scritto prima del suicidio a Portbou) alle macerie del nostro presente, da Gaza all&#8217;Europa dell&#8217;Est, offrendo una chiave di lettura spietata ma necessaria contro l&#8217;impotenza delle istituzioni.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Le &#8220;Cospirazioni Linguistiche&#8221; con i giganti del secolo:<\/strong>&nbsp;Il testo sviscera le affinit\u00e0 elettive e i sodalizi che hanno cambiato la letteratura: il Kafka teologico e materiale, la Parigi specchio del capitalismo di Baudelaire, la memoria involontaria di Proust e le partite a scacchi in esilio con Bertolt Brecht per reinventare il teatro.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>La &#8220;Demolizione&#8221; di Heidegger:<\/strong>&nbsp;Una sezione cruciale del saggio mette a contrasto l&#8217;energia distruttiva e allegorica di Benjamin con l&#8217;irrazionalismo sacrale di Martin Heidegger, demolendo l&#8217;umanesimo tradizionale.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>La profezia sui Media:<\/strong>&nbsp;Il volume rilegge il celebre saggio sulla riproducibilit\u00e0 tecnica, mostrando la distanza tra il pessimismo elitarista di Adorno e l&#8217;intuizione benjaminiana del potenziale rivoluzionario (e di emancipazione) delle masse attraverso la tecnologia.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>&#8220;La parabola critica di Walter Benjamin&#8221; \u00e8 un&#8217;immersione totale in un&#8217;architettura onirica e politica; un libro che esorta il lettore a un &#8220;risveglio traumatico&#8221; dalla passivit\u00e0 della societ\u00e0 dei consumi.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>COMUNICATO STAMPA &#8211; <\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;OUTSIDER GENIALE CHE HA RISCRITTO IL NOVECENTO: ESCE &#8220;LA PARABOLA CRITICA DI WALTER BENJAMIN&#8221; DI DONATO DI POCE<br>Un&#8217;imponente indagine saggistica, edita da I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno, esplora il labirinto intellettuale del massimo critico tedesco del XX secolo. Tra filosofia, letteratura e profezia storica, il testo offre una rilettura vitale del pensiero benjaminiano per decodificare le crisi, le aporie e l&#8217;alienazione della societ\u00e0 contemporanea.<\/p>\n\n\n\n<p><br>LECCE \u2013 La casa editrice pugliese I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno \u00e8 orgogliosa di annunciare la pubblicazione de La parabola critica di Walter Benjamin, il nuovo e poderoso saggio firmato da Donato Di Poce. L&#8217;opera si impone nel panorama editoriale come uno studio definitivo, vasto e splendidamente ramificato, dedicato a una delle figure pi\u00f9 affascinanti, inafferrabili e tragiche della modernit\u00e0 europea. Filosofo, traduttore, pensatore ebreo, marxista eretico ed esule perseguitato, Walter Benjamin (1892-1940) sfugge a ogni comoda classificazione. Attraverso una scrittura che procede deliberatamente per frammenti, illuminazioni, rotture e costellazioni di idee, Di Poce restituisce a Benjamin il titolo che egli stesso ambiva a conquistare fin dalla giovinezza: quello di unico vero critico della letteratura tedesca.<br><\/p>\n\n\n\n<p>Il volume, impreziosito da una densa e suggestiva prefazione a firma di Marco Ercolani, si distacca nettamente dalle biografie intellettuali di stampo tradizionale. Rifiutando la mera cronologia lineare per abbracciare un&#8217;architettura &#8220;porosa&#8221; e profondamente dialettica, la materia viene suddivisa in indagini micrologiche che affrontano, una dopo l&#8217;altra, le epifanie, i concetti e le ossessioni dell&#8217;autore berlinese. L&#8217;approccio adottato da Di Poce si configura come un vero e proprio atto di &#8220;rammemorazione&#8221; (Eingedenken) attiva, capace di riposizionare l&#8217;immensa eredit\u00e0 di Benjamin esattamente al centro dei dibattiti geopolitici, estetici ed etici della nostra stringente attualit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p><br>La Critica come Atto di Distruzione, Alchimia e Compimento<br>La prima sezione del dossier traccia una fenomenologia del metodo benjaminiano, prendendo le mosse dalla sua complessa tesi di laurea intitolata Il concetto di critica d&#8217;arte nel romanticismo tedesco (1919) e dal formidabile saggio su Le affinit\u00e0 elettive di Goethe (1922). Il saggio di Di Poce evidenzia come Benjamin, attingendo alle intuizioni primordiali di Friedrich Schlegel e Novalis, abbia letteralmente capovolto e rivoluzionato l&#8217;atto critico. L&#8217;opera d&#8217;arte non viene mai concepita come un feticcio chiuso, finito e da contemplare passivamente; al contrario, essa \u00e8 un frammento perennemente in divenire che il critico ha il dovere morale di attraversare, alterare, indagare e, in ultima analisi, portare a compimento.<br>La critica non si colloca al di sopra del proprio oggetto, ma vi penetra all&#8217;interno. Benjamin teorizza il ruolo del critico paragonandolo a un paleografo posto di fronte a una pergamena il cui testo originario \u00e8 sbiadito e ricoperto da scritture successive. Il compito \u00e8 raschiare via i sedimenti per rivelare la verit\u00e0. L&#8217;atto critico si sdoppia: da un lato vi \u00e8 il &#8220;commentario&#8221;, che ricerca il contenuto materiale e reale dell&#8217;opera; dall&#8217;altro vi \u00e8 la &#8220;critica&#8221; vera e propria, che ne distilla il contenuto di verit\u00e0, trasformando il critico in un alchimista in grado di sprigionare l&#8217;essenza filosofica del testo. In questo processo, la critica assume i connotati di una prassi poetica e distruttiva al tempo stesso, sintetizzata magistralmente nelle &#8220;13 tesi sulla tecnica dello scrittore&#8221;, dove l&#8217;ispirazione viene sottomessa al rigore della forma e la polemica diventa un atto di cannibalismo intellettuale per smascherare le convenzioni borghesi.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><br>L&#8217;indagine prosegue addentrandosi nei meandri di Strada a senso unico (Einbahnstra\u00dfe, 1928), il capolavoro aforistico dedicato alla rivoluzionaria lettone Asja Lacis. Il testo dimostra come Benjamin abbia ibridato la speculazione letteraria e filosofica con i linguaggi frenetici della strada, della r\u00e9clame, dei baracconi e della metropoli weimariana. Qui la letteratura smette di essere un rifugio borghese rassicurante per farsi volantino, manifesto, grido di allarme contro l&#8217;inflazione, contro la cecit\u00e0 della media borghesia e contro il baratro del nazifascismo imminente. La forma enigmatica e frammentaria dell&#8217;opera provoca continui corto-circuiti concettuali, costringendo il lettore a un risveglio traumatico dalla passivit\u00e0 imposta dalla societ\u00e0 dei consumi.<\/p>\n\n\n\n<p><br>Affinit\u00e0 Elettive e Cospirazioni Linguistiche: Kafka, Baudelaire e Proust<br>Il cuore pulsante del libro risiede nella meticolosa esplorazione delle letture e delle passioni letterarie di Benjamin, che si configurano come autentiche alleanze strategiche contro l&#8217;oblio. Un capitolo cruciale \u00e8 dedicato al &#8220;Kafka di Benjamin&#8221;, nato dal monumentale saggio commemorativo del 1934. Di Poce sottolinea con vigore come Benjamin sia stato il primo interprete a decodificare l&#8217;universo labirintico kafkiano non in chiave puramente psicanalitica (alla maniera dell&#8217;amico Max Brod), bens\u00ec attraverso un&#8217;ottica teologica e storico-materialista. In Kafka, Benjamin vede un mondo &#8220;palustre&#8221;, popolato di animali braccati e personaggi che incarnano la caducit\u00e0 dell&#8217;oblio, l&#8217;angoscia della dilazione e l&#8217;impossibilit\u00e0 di giungere alla legge. I due autori vengono accomunati dalla loro natura di &#8220;outsider&#8221; ribelli: entrambi ebrei, entrambi amanti dell&#8217;allegoria, entrambi distruttori dei dogmi letterari, entrambi ossessionati dall&#8217;incompiutezza dell&#8217;opera d&#8217;arte e dal sacrificio dell&#8217;intellettuale di fronte al potere.<br>Ancora pi\u00f9 profondo e pervasivo \u00e8 il legame tracciato con Charles Baudelaire. Trasferitosi esule a Parigi, Benjamin individua nel poeta maledetto dei Fleurs du mal il sismografo perfetto della modernit\u00e0 capitalistica e della sua crisi. Il saggio ricostruisce l&#8217;archetipo del fl\u00e2neur, l&#8217;osservatore malinconico che vaga nelle folle alienate dei Passages parigini (i primi centri commerciali coperti, definiti da Benjamin come la preistoria del XIX secolo e architetture oniriche). Baudelaire e Benjamin, accomunati da un geniale &#8220;dandysmo letterario&#8221;, formano una costellazione in cui l&#8217;allegoria diventa l&#8217;arma prediletta per combattere il mito trionfante del progresso tecnologico. La donna e la prostituta diventano nel testo allegorie della merce stessa, gettando le basi per una spietata critica marxista del capitalismo che si nasconde dietro la fantasmagoria della novit\u00e0.<br>Altrettanto fondamentale \u00e8 l&#8217;analisi della memoria involontaria teorizzata da Marcel Proust. Contrapponendosi alla memoria volontaria e intellettuale di Bergson, Benjamin legge Alla ricerca del tempo perduto come un disperato atto di salvezza. L&#8217;immagine proustiana (innescata dal celebre episodio della madeleine) non restituisce il passato come una continuit\u00e0 pacifica, ma lo fa emergere in lampi frammentari, rivelando che la vera esperienza (Erfahrung) si d\u00e0 solo nella sua perdita e nella sua successiva rammemorazione. Ricordare, per Benjamin e Proust, significa ricreare e redimere, sottraendo i vinti all&#8217;oblio imposto dalla storia ufficiale.<br><\/p>\n\n\n\n<p>Il Sodalizio Teatrale e Politico con Bertolt Brecht<br>L&#8217;opera esplora inoltre il sodalizio asimmetrico, ma incredibilmente fecondo, con il drammaturgo Bertolt Brecht. Analizzando l&#8217;opera Che cos&#8217;\u00e8 il teatro epico?, Di Poce illustra come i due esuli \u2013 durante le loro interminabili partite a scacchi in Danimarca \u2013 abbiano condiviso l&#8217;urgenza etica di &#8220;straniare&#8221; il pubblico. L&#8217;arte non deve pi\u00f9 favorire la passiva immedesimazione emotiva tipica del dramma borghese; deve invece interrompere costantemente l&#8217;azione, mostrando l&#8217;artificio, affinch\u00e9 lo spettatore mantenga un distacco critico e razionale. Questo effetto di straniamento \u00e8 il preludio necessario per innescare il risveglio politico delle masse di fronte alle palesi ingiustizie storiche e sociali, trasformando il teatro in un laboratorio per la rivoluzione.<\/p>\n\n\n\n<p><br>Il Labirinto Filosofico: Francoforte, la Kabbalah e lo Scontro con Heidegger<br>La densa rete di relazioni intellettuali che ha circondato Benjamin costituisce un capitolo di eccezionale valore, che l&#8217;autore districa con abilit\u00e0. Si analizza il legame profondo e duraturo con Gershom Scholem, incentrato sull&#8217;escatologia ebraica e sulla Kabbalah. \u00c8 da questa matrice che Benjamin attinge la forza di un messianismo laico, una tensione costante verso un &#8220;tempo-ora&#8221; (Jetztzeit) in cui il fluire omogeneo e vuoto della storia possa essere interrotto.<br>Di Poce delinea poi il complesso rapporto con Theodor W. Adorno e gli altri esponenti della Scuola di Francoforte (come Max Horkheimer). Viene sviscerato il celebre saggio L&#8217;opera d&#8217;arte nell&#8217;epoca della sua riproducibilit\u00e0 tecnica, dove si teorizza la decadenza dell'&#8221;aura&#8221; \u2013 l&#8217;unicit\u00e0 e la lontananza sacrale dell&#8217;opera d&#8217;arte classica \u2013 sotto i colpi della fotografia e del cinema. Tuttavia, si rileva la distanza siderale tra i due pensatori: mentre Adorno (nel suo elitarismo negativo) vede nella mercificazione dell&#8217;arte e nei mass media l&#8217;alienazione totale dell&#8217;individuo e il trionfo dell&#8217;industria culturale, Benjamin scorge nelle nuove tecniche un potenziale emancipatorio e rivoluzionario, capace di politicizzare l&#8217;arte in risposta all&#8217;estetizzazione della politica operata dal fascismo.<\/p>\n\n\n\n<p><br>Fondamentale \u00e8 anche l&#8217;eredit\u00e0 di Ernst Bloch, da cui Benjamin mutua i concetti di &#8220;Principio Speranza&#8221; e &#8220;Eingedenken&#8221; (rammemorazione). I due filosofi forgeranno una prassi utopica in cui il ricordo del passato diviene una forza dinamica e attiva per redimere il futuro, cercando nel passato le potenzialit\u00e0 inespresse che attendono ancora giustizia. L&#8217;autentica consacrazione del genio benjaminiano e la salvezza dei suoi scritti spetta tuttavia a Hannah Arendt, amica fraterna che ne custod\u00ec i manoscritti durante la fuga, definendolo un &#8220;pescatore di perle&#8221; incapace di piegarsi ai dettami dell&#8217;accademia.<\/p>\n\n\n\n<p><br>In netto e stridente contrasto, il saggio dedica una sezione decisiva alla &#8220;demolizione&#8221; del pensiero di Martin Heidegger. Di Poce traccia il divario incolmabile tra la poesia classicheggiante, sacrale e irrazionalista del filosofo di Essere e Tempo (che vede nel linguaggio la pacifica &#8220;dimora dell&#8217;essere&#8221;) e l&#8217;energia dirompente, allegorica e distruttiva della filosofia benjaminiana. Se Heidegger eleva il simbolo per ricostituire un&#8217;armonia perduta, Benjamin impugna l&#8217;allegoria come una clava per far saltare in aria il continuum della storia dei dominatori, smascherando le ideologie reazionarie che si celano dietro l&#8217;umanesimo tradizionale.<\/p>\n\n\n\n<p><br>L&#8217;Angelo della Storia e l&#8217;Emergenza del Presente<br>Il climax teorico, filosofico ed emotivo dell&#8217;opera \u00e8 indubbiamente raggiunto nell&#8217;analisi delle celebri Tesi sul concetto di storia (1940), vero e proprio testamento spirituale redatto poco prima del tragico suicidio a Portbou. In queste pagine, Benjamin fissa lo sguardo sul celebre acquerello Angelus Novus di Paul Klee. Attraverso un esame minuzioso del testo, Di Poce espone la visione apocalittica di Benjamin: la storia umana non \u00e8 affatto una linea retta di trionfi progressivi e razionali, ma si presenta all&#8217;Angelo come una singola, immane catastrofe che accumula incessantemente macerie su macerie. La tempesta che si impiglia nelle ali dell&#8217;angelo, trascinandolo inesorabilmente verso il futuro a cui volge le spalle, \u00e8 proprio ci\u00f2 che la borghesia e lo storicismo chiamano &#8220;progresso&#8221;.<br>Il materialista storico, secondo Benjamin, ha il compito di interrompere questa narrazione lineare, di compiere un &#8220;balzo di tigre&#8221; nel passato per risvegliare i morti e redimere i vinti, poich\u00e9 neppure i morti saranno al sicuro se il nemico (il fascismo, l&#8217;oppressione) continuer\u00e0 a vincere.<\/p>\n\n\n\n<p><br>In questo preciso contesto, il volume assume una rilevanza editoriale e sociologica straordinaria. Donato Di Poce non si limita all&#8217;arida esegesi filologica, ma applica le lenti di Walter Benjamin alle urgenze brucianti della nostra contemporaneit\u00e0. Il negazionismo strisciante, le derive geopolitiche globali, le guerre brutali in corso (da Gaza all&#8217;Europa dell&#8217;Est) e la colpevole impotenza delle istituzioni internazionali vengono letti come la tragica riproposizione di quella tempesta distruttiva che l&#8217;Angelo della Storia cerca disperatamente di arginare. Leggere Benjamin oggi, suggerisce il saggio, significa attrezzarsi intellettualmente per strappare la tradizione al conformismo, per rifiutare la totalit\u00e0 aberrante dei mass media e per riscoprire una &#8220;debole forza messianica&#8221; capace, forse, di raddrizzare le sorti dell&#8217;umanit\u00e0.<br>Il saggio La parabola critica di Walter Benjamin rappresenta una pietra miliare per la saggistica indipendente italiana, offrendo un&#8217;immersione totale nell&#8217;architettura onirica, estetica e politica del pensatore berlinese. L&#8217;opera \u00e8 un formidabile monito contro l&#8217;amnesia culturale e un tributo commosso all&#8217;intelligenza di un filosofo inclassificabile che ha sacrificato la propria vita in nome della verit\u00e0 e della libert\u00e0 di pensiero.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"1330\" height=\"2048\" class=\"wp-image-264277\" style=\"width: 800px;\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/831510110_1115870904642093_7451685607897040417_n.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/831510110_1115870904642093_7451685607897040417_n.jpg 1330w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/831510110_1115870904642093_7451685607897040417_n-195x300.jpg 195w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/831510110_1115870904642093_7451685607897040417_n-665x1024.jpg 665w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/831510110_1115870904642093_7451685607897040417_n-768x1183.jpg 768w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/831510110_1115870904642093_7451685607897040417_n-998x1536.jpg 998w\" sizes=\"(max-width: 1330px) 100vw, 1330px\" \/><\/p>\n\n\n\n<p><br>Il volume \u00e8 edito da I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno, casa editrice salentina nota per il suo impegno nella valorizzazione di opere di elevato pregio saggistico e letterario.<\/p>\n\n\n\n<p>INFO LINK NELLA SEZIONE BLOG DEL SITO DELLA CASA EDITRICE I QUADERNI DEL BARDO EDIZIONI DI STEFANO DONNO<br><a href=\"https:\/\/www.quadernidelbardoedizionilecce.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">https:\/\/www.quadernidelbardoedizionilecce.it\/<\/a><br>Contatti \u2013&nbsp;<a href=\"javascript:window.mailto({mailto:'iquadernidelbardoed@libero.it', subject: ''})\">iquadernidelbardoed@libero.it<\/a><br>Euro: 15,50<br>pp. 184<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nota stampa dell&#8217;editore ____________ In un momento storico segnato da conflitti globali, derive geopolitiche e una strisciante amnesia culturale, c&#8217;\u00e8 un pensatore che sembra aver scritto la rassegna stampa dei nostri giorni con quasi un secolo di anticipo:\u00a0Walter Benjamin. 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