{"id":264887,"date":"2026-10-31T00:05:00","date_gmt":"2026-10-30T23:05:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=264887"},"modified":"2026-10-23T16:38:35","modified_gmt":"2026-10-23T14:38:35","slug":"indovina-chi-viene-a-cena-la-legalita-si-costruisce-giorno-per-giorno-intorno-a-noi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2026\/10\/31\/indovina-chi-viene-a-cena-la-legalita-si-costruisce-giorno-per-giorno-intorno-a-noi\/","title":{"rendered":"INDOVINA CHI VIENE A CENA? \/ LA LEGALITA&#8217; SI COSTRUISCE GIORNO PER GIORNO INTORNO A NOI"},"content":{"rendered":"\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"1600\" height=\"1200\" class=\"wp-image-264889\" style=\"width: 1500px;\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/ACENNaA.png\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/ACENNaA.png 1600w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/ACENNaA-300x225.png 300w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/ACENNaA-1024x768.png 1024w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/ACENNaA-768x576.png 768w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/ACENNaA-1536x1152.png 1536w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/ACENNaA-400x300.png 400w\" sizes=\"(max-width: 1600px) 100vw, 1600px\" \/><\/p>\n\n\n\n<p>di <strong>Emanuela Boccassini ________________<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Oggi parlare di legalit\u00e0 significa smettere di considerarla un tema da convegno e iniziare a riconoscerla come un\u2019abitudine quotidiana. Non coincide semplicemente con il rispetto delle leggi: riguarda il modo in cui ci comportiamo quando nessuno ci osserva, quando siamo nel traffico, sui social, in famiglia, al lavoro.<\/p>\n\n\n\n<p>Molti fenomeni che ci preoccupano \u2013 dalla violenza al bullismo, dal vandalismo all\u2019aggressivit\u00e0 verbale \u2013 hanno una radice comune: la difficolt\u00e0 di riconoscere il limite dell\u2019altro. Prima ancora dell\u2019illegalit\u00e0 c\u2019\u00e8 la perdita del rispetto reciproco.<\/p>\n\n\n\n<p>Per questo \u00e8 particolarmente efficace la definizione proposta da Nando dalla Chiesa: \u00abLa legalit\u00e0 \u00e8 un sentimento\u00bb. Una frase che sposta il discorso dalle norme alle persone. La legalit\u00e0 non \u00e8 soltanto obbedienza a una regola, ma educazione alla convivenza, capacit\u00e0 di gestire il conflitto senza trasformarlo in sopraffazione, consapevolezza che la libert\u00e0 individuale pu\u00f2 esistere solo all\u2019interno di una comunit\u00e0 che riconosce diritti e doveri comuni.<\/p>\n\n\n\n<p>Le leggi sono indispensabili, ma da sole non bastano. Devono diventare cultura condivisa, senso di responsabilit\u00e0, attenzione verso gli altri. E questo processo non nasce per decreto: nasce dagli esempi, dalle relazioni e dalle scelte quotidiane.<\/p>\n\n\n\n<p>La legalit\u00e0, dunque, non si difende soltanto nei tribunali o nelle aule parlamentari. Si costruisce ogni giorno attraverso gesti apparentemente piccoli: il rispetto delle persone, delle parole, degli spazi comuni e dell\u2019ambiente. \u00c8 in questo intreccio di coscienza, responsabilit\u00e0 e relazioni che smette di essere un concetto astratto e diventa esperienza vissuta.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Se la legalit\u00e0 non \u00e8 una semplice somma di norme, ma un modo di vivere fatto di consapevolezza e scelte quotidiane, allora anche il men\u00f9 di questa sera pu\u00f2 raccontare qualcosa. Ho scelto una cena interamente a base di frutti di mare, perch\u00e9 il rapporto con il mare ci offre un esempio concreto di quanto sia importante trovare un equilibrio tra desideri individuali e bene comune.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci sono prelibatezze che, per anni, hanno occupato un posto privilegiato sulle nostre tavole, ma che stasera mancheranno volutamente. \u00c8 il caso dei datteri e dei ricci di mare, specie la cui raccolta deve fare i conti con la necessit\u00e0 di proteggere gli ecosistemi marini e garantirne la sopravvivenza. La pesca dei datteri di mare, in particolare, provoca danni gravissimi e spesso irreversibili alle rocce costiere e agli organismi che le abitano, tanto da essere vietata in Italia.<\/p>\n\n\n\n<p>La loro assenza diventa cos\u00ec il simbolo di una domanda che va oltre la cucina: quanto siamo disposti a rinunciare a un piacere personale quando sappiamo che ottenerlo pu\u00f2 danneggiare un patrimonio condiviso?<\/p>\n\n\n\n<p>La legalit\u00e0, infatti, non si manifesta soltanto nel rispetto delle regole imposte dalla legge, ma anche nella capacit\u00e0 di comprenderne le ragioni. Significa riconoscere che non tutto ci\u00f2 che desideriamo deve necessariamente diventare nostro e che il vantaggio individuale non pu\u00f2 prevalere sulla tutela dell&#8217;ambiente e sul futuro della collettivit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche a tavola, dunque, una scelta pu\u00f2 diventare una dichiarazione di responsabilit\u00e0. Perch\u00e9 rispettare il mare significa non soltanto apprezzarne i doni, ma anche saper riconoscere quando \u00e8 necessario lasciargli qualcosa.<\/p>\n\n\n\n<p>Riflettendo su questi temi mi sono chiesta come si possa rendere visibile qualcosa di apparentemente invisibile come la legalit\u00e0. Come si racconta un sentimento? Come si mostra un valore?<\/p>\n\n\n\n<p>Ho provato a farlo attraverso una tavola apparecchiata, perch\u00e9 anch\u2019essa pu\u00f2 diventare un racconto fatto di regole, responsabilit\u00e0, rispetto e giustizia.<\/p>\n\n\n\n<p>Per questa serata dedicata alla legalit\u00e0 ho immaginato un ambiente sobrio ed elegante, dove ogni elemento contribuisce a costruire un significato.<\/p>\n\n\n\n<p>Per coprire il tavolo in legno ho scelto una tovaglia in fiandra color avorio chiarissimo. La sua superficie, attraversata da giochi di luce lucidi e opachi, \u00e8 decorata da motivi floreali e foglie d\u2019acanto che sembrano emergere dal tessuto. Una scelta che richiama la complessit\u00e0 della convivenza civile: una trama fatta di intrecci, relazioni e sfumature che, pur nella loro variet\u00e0, compongono un disegno armonico.<\/p>\n\n\n\n<p>Su questa base trovano posto i piatti in gres caolino color tortora. La loro natura racconta bene il significato della legalit\u00e0. Il gres, resistente e robusto, richiama la solidit\u00e0 della norma, la fermezza delle istituzioni e delle regole che garantiscono la convivenza. Il caolino, materia nobile della porcellana, introduce invece un\u2019altra dimensione: quella della giustizia, dell\u2019equit\u00e0 e dell\u2019attenzione alla persona. Senza questa componente, la legge rischierebbe di trasformarsi in un meccanismo freddo e impersonale. La vera legalit\u00e0 nasce proprio dall\u2019equilibrio tra questi due elementi: forza e umanit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Le posate in acciaio con finitura champagne riprendono le tonalit\u00e0 calde della tavola e aggiungono una nota di misura ed equilibrio, qualit\u00e0 indispensabili in ogni societ\u00e0 che voglia definirsi civile.<\/p>\n\n\n\n<p>Al centro della composizione trova posto un vaso trasparente che accoglie iris e gardenie. Gli iris, simbolo di saggezza, fiducia e ricerca della verit\u00e0, richiamano il valore della conoscenza e della consapevolezza. Le gardenie, con il loro significato di sincerit\u00e0 e purezza d\u2019intenti, ricordano, invece, che il rispetto delle regole non pu\u00f2 prescindere dall\u2019autenticit\u00e0 dei comportamenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella sala da pranzo, le luci calde creano un&#8217;atmosfera intima e accogliente. La loro luminosit\u00e0 \u00e8 discreta, avvolge l&#8217;ambiente senza abbagliare. Un po\u2019 come la cultura della legalit\u00e0: non impone, non acceca, ma aiuta a vedere pi\u00f9 chiaramente, a distinguere, comprendere e scegliere.<\/p>\n\n\n\n<p>Ad accompagnare la serata saranno le voci di Francesco De Gregori e Franco Battiato. Le loro canzoni, spesso attraversate da riflessioni sul potere, sulla responsabilit\u00e0 civile e sulle contraddizioni della societ\u00e0, offriranno una colonna sonora capace di dialogare con il tema dell\u2019incontro.<\/p>\n\n\n\n<p>Faccio il mio solito passo indietro per capire se la tavola \u00e8 completa e rispecchi il mio intento.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"738\" height=\"414\" class=\"wp-image-264888\" style=\"width: 1200px;\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/ACENNa.png\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/ACENNa.png 738w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/ACENNa-300x168.png 300w\" sizes=\"(max-width: 738px) 100vw, 738px\" \/><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Il citofono annuncia l\u2019arrivo del mio ospite, <strong>Andrea Apollonio<\/strong>. <\/p>\n\n\n\n<p>Nato nel Salento nel 1987, \u00e8 magistrato e scrittore, svolge le funzioni di sostituto procuratore in Sicilia. Dopo la laurea in Giurisprudenza presso l\u2019Universit\u00e0 del Salento, ha conseguito il dottorato di ricerca in Giustizia penale all\u2019Universit\u00e0 di Pavia. Prima di entrare in magistratura ha lavorato presso la Commissione Giuridica del Parlamento Europeo ed \u00e8 stato consulente del Ministero dell\u2019Interno per la Puglia.<\/p>\n\n\n\n<p>Accanto all\u2019attivit\u00e0 giudiziaria, ha sviluppato un intenso percorso di ricerca e scrittura dedicato soprattutto ai fenomeni mafiosi, alla giustizia e al rapporto tra diritto e societ\u00e0. \u00c8 autore di saggi e opere narrative, tra cui <em>Storia della Sacra corona unita<\/em>, <em>I pascoli di carta<\/em> e <em>L&#8217;inferno non prevarr\u00e0<\/em>, oltre all&#8217;opera teatrale <em>Goodbye Scu<\/em>. Nel 2025 \u00e8 entrato a far parte della giuria del Premio Strega Saggistica.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo accolgo e gli faccio strada per la sala da pranzo.<\/p>\n\n\n\n<p>Una volta accomodato, tra le prime chiacchiere per rompere il ghiaccio, porto l\u2019antipasto, un\u2019insalata di mare e ne approfitto per rivolgergli la prima domanda.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Andrea, in una terra bellissima e complessa come il Salento, la legge pu\u00f2 essere percepita come un limite calato dall\u2019alto, anzich\u00e9 come uno scudo che tutela la comunit\u00e0. Per te, che vivi la giustizia da magistrato e da studioso, come si pu\u00f2 trasformare l\u2019applicazione della norma in una scelta di coscienza e responsabilit\u00e0 quotidiana da parte dei cittadini?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>Anzitutto il cittadino dovrebbe avere coscienza di ci\u00f2 che \u00e8 la legge. Sono oltre vent\u2019anni che da studente e da operatore mi confronto con la legge e so che non \u00e8 certo facile assimilarne il suo senso, la sua ragione profonda. E solo di recente mi \u00e8 parso chiaro che la legge \u00e8 l\u2019elemento pi\u00f9 dinamico e pi\u00f9 performante che la nostra societ\u00e0 possiede per migliorare se stessa.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Se ci pensate bene, la legge \u00e8 l\u2019unico elemento sociale in grado di illuminare tanto il passato \u2013 attraverso l\u2019accertamento dei fatti \u2013 quanto il futuro \u2013 attraverso l\u2019applicazione della norma al caso concreto che si verificher\u00e0. La legge guarda al futuro. Non facciamoci ingannare da chi pensa che il brocardo dura <\/em>lex sed lex<em> sia il corollario dell\u2019ineluttabilit\u00e0<\/em><em> <\/em><em>della legge. Le proiezioni della legge sono dentro di noi, guardano al futuro, alle evoluzioni sociali che sono anzitutto \u2013 almeno per chi come si occupa di criminalit\u00e0 \u2013 evoluzioni criminali.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>La legge quindi non solo come dato da rispettare, ma come scelta di coscienza e responsabilit\u00e0 quotidiana da parte dei cittadini, consapevoli della sua dinamicit\u00e0 e della sua modificabilit\u00e0 attraverso la politica, attraverso cio\u00e8 la sovranit\u00e0 popolare.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>La riflessione di Andrea invita a superare una concezione della legge ancora molto diffusa, che la identifica prevalentemente con il divieto, la sanzione e l&#8217;obbligo di conformarsi a una regola. La legge, invece, non interviene soltanto quando qualcosa \u00e8 gi\u00e0 accaduto: definisce anche le condizioni entro cui una comunit\u00e0 sceglie di vivere, i diritti che intende tutelare e i confini che stabilisce per impedire che la libert\u00e0 di alcuni si trasformi nella negazione di quella altrui. Una consapevolezza che riguarda tutti i cittadini, perch\u00e9 la legalit\u00e0 non si esaurisce nella paura della sanzione: richiede comprensione, responsabilit\u00e0 e partecipazione. E in una societ\u00e0 che cambia, anche il diritto \u00e8 chiamato a confrontarsi con nuove sfide, comprese quelle poste dall\u2019evoluzione della criminalit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Intanto, sulla tavola arriva il primo piatto: spaghetti con le cozze. Il profumo \u00e8 spettacolare, ma devo confessare che il merito non \u00e8 mio. \u00c8 la specialit\u00e0 di mio marito e, anche quando non gli riesce alla perfezione, per me resta una squisitezza.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra una forchettata e l\u2019altra, torno alla nostra conversazione e pongo al mio ospite la seconda domanda.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Oggi le forme della criminalit\u00e0 possono essere molto diverse e arrivare a toccare l&#8217;economia, il turismo, il territorio e perfino le attivit\u00e0 apparentemente pi\u00f9 lontane dall&#8217;illegalit\u00e0. Dal tuo osservatorio, quali sono oggi i segnali che dovremmo imparare a riconoscere prima che diventino un problema? E come si pu\u00f2 difendere la legalit\u00e0 economica senza soffocare la vitalit\u00e0 di un territorio con la burocrazia?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>Il primo segnale d\u2019allarme dovrebbe essere sempre legato all\u2019origine delle cose: se non riusciamo a comprendere da dove arrivano e come sono stati accumulati i capitali per fare impresa, allora dovremmo continuare a farci domande. Se una impresa si afferma su un territorio con capitali illeciti, criminali e mafiosi, quello diventa un problema enorme per la comunit\u00e0. Gli imprenditori per bene soccombono dinanzi alla forza economica di soggetti che possono attingere a capitali sporchi, col risultato che la cittadinanza subisce un monopolio di soggetti criminali o peggio mafiosi. E fare girare l\u2019economia di una comunit\u00e0 con il supporto di soggetti criminali o peggio mafiosi \u00e8, questo s\u00ec, un grande problema.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Apriamo gli occhi, quindi, guardiamoci attorno e non smettiamo mai di chiederci quale sia l\u2019origine delle cose; facciamo scattare i segnali d\u2019allarme, quando occorre. Per fare questo dobbiamo pretendere la massima trasparenza dagli organi pubblici, su questo aspetto. E se gli organi pubblici sanno essere trasparenti, anche i processi burocratici si semplificano. Il buon governo di un territorio, e la vitalit\u00e0 della sua economia, passa a mio avviso da questi pochi, ma fondamentali principi.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Dopo aver sparecchiato i piatti ormai vuoti, segno silenzioso che il primo \u00e8 stato apprezzato, porto il secondo seppie ripiene con pangrattato, prezzemolo e tentacoli. Un piatto della tradizione che racchiude un segreto all\u2019interno, proprio come le vicende complesse che un magistrato si trova a districare, dove la verit\u00e0 non \u00e8 mai in superficie, ma va cercata scavando oltre l\u2019apparenza.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Andrea, spesso tra legalit\u00e0 e illegalit\u00e0 esiste una zona grigia fatta di piccole concessioni, silenzi, scorciatoie e comportamenti che sembrano innocui. Quanto \u00e8 pericolosa questa normalizzazione e come si pu\u00f2 educare una comunit\u00e0 a riconoscere che la legalit\u00e0 non comincia soltanto quando arriva un reato, ma molto prima?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>Torno a quanto dicevo prima: fare affari con soggetti economici criminali, farli anche inconsapevolmente, vuol dire normalizzare e perfino legittimare l\u2019illegalit\u00e0. Cercare sempre la scorciatoia ci conduce ad una vita pi\u00f9 semplice, ma siamo sicuri che sia questo il modo per arrivare ad una socialit\u00e0 condivisa?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Il concetto di \u201clegalit\u00e0\u201d, ricordiamolo, \u00e8 \u201csemplicemente\u201d legato al rispetto delle leggi: noi tutti, o quasi tutti, siamo rispettosi delle leggi: questo basta?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>No, serve da parte nostra un\u2019attenzione in pi\u00f9. Non dobbiamo mai smettere di chiederci chi \u00e8 il nostro vicino, da dove arrivano le sue ricchezze, perch\u00e9 ci sta indicando la strada pi\u00f9 agevole. Andiamo oltre la legalit\u00e0 formale, cerchiamo di vivere in una legalit\u00e0 consapevole, in cui non smettiamo di farci domande e di fare un passo indietro quando qualcosa non quadra. Vivere una legalit\u00e0 consapevole vuol dire rimanere inquieti, chiedersi sempre qual \u00e8 la giusta via.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Le parole di Andrea riportano la legalit\u00e0 alla sua dimensione pi\u00f9 personale: non basta rispettare le regole, occorre trovare il coraggio di interrogarsi sulle proprie scelte, anche quando la strada pi\u00f9 facile sembra quella pi\u00f9 conveniente. \u00c8 un&#8217;inquietudine che non lascia tranquilli, ma che forse \u00e8 necessaria per distinguere ci\u00f2 che \u00e8 semplicemente possibile da ci\u00f2 che \u00e8 giusto.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 arrivato il mio momento preferito, quello del sorbetto. Mi piace pensarlo come una piccola pausa, quando le idee e le parole sedimentano e si lasciano attraversare. Perch\u00e9 a volte, prima di passare alla domanda successiva, vale la pena concedersi il tempo di assaporare ci\u00f2 che \u00e8 rimasto. Poi servo il dessert: panna cotta al miele. Un piccolo modo per \u201czuccherare\u201d una conversazione che ha toccato temi tutt\u2019altro che dolci. Non certo per l\u2019ospite, ma per gli argomenti affrontati: l\u2019illegalit\u00e0, le sue conseguenze e le ferite che lascia nella vita delle persone. Una realt\u00e0 difficile da digerire, soprattutto per chi la combatte ogni giorno e per chi \u00e8 costretto a subirla sulla propria pelle.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Questa tavola ci ricorda che la legalit\u00e0 \u00e8 una costruzione condivisa, fatta anche di dettagli, misura e rispetto. In un\u2019epoca segnata da toni spesso urlati e dalla velocit\u00e0 dei social, quanto conta riscoprire il valore dell&#8217;ascolto, del confronto e delle scelte quotidiane, perch\u00e9 la legalit\u00e0 smetta di essere percepita soltanto come un dovere e diventi, come dice Nando dalla Chiesa, un vero e proprio \u201csentimento\u201d di comunit\u00e0?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>Abbiamo smesso di leggere, abbiamo smesso di approfondire, quindi di capire. Abbiamo smesso di dialogare, di confrontarci, quindi rinunciamo a dare il nostro contributo allo sviluppo della societ\u00e0. \u00c8 un dramma che non ha precedenti nella storia dell\u2019uomo e in Italia questa tendenza \u00e8 pi\u00f9 spiccata che altrove. Sono di recente stato in Medioriente, dove la gente, di tutte le estrazioni, ancora si trova nelle case e siede in divani circolari, poi per terra a mangiare da uno stesso grande piatto, e poi ancora si ritrova a bere il the in ambienti che sono costruiti per dialogare e confrontarsi. Uno straordinario rito di socialit\u00e0 che si compie molto spesso. Cosa c\u2019entra tutto questo?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>C\u2019entra eccome. Nessun sentimento sociale nasce da solo e quando si \u00e8 soli, nel buio della propria stanza. La legalit\u00e0 \u00e8 il primo e pi\u00f9 istintivo senso sociale e l\u2019isolamento in cui ci stiamo chiudendo (pensando che uno schermo e una intelligenza artificiale possa sostituire il confronto umano, certo pi\u00f9 difficile e complesso) ci preclude questo prezioso sviluppo sociale. Fateci caso: qual \u00e8 il background degli studenti che ahim\u00e9, sempre pi\u00f9 spesso, aggrediscono i professori? Sono ragazzi rimasti attaccati per anni a uno schermo, sviluppando istinti contrari a quelli della socialit\u00e0.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Una comunit\u00e0 rispettosa delle leggi si forma necessariamente assieme: con l\u2019ascolto dell\u2019altro, il confronto con l\u2019altro. Ma stiamo andando nella direzione sbagliata.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Nelle parole di Andrea mi sembra di ritrovare una preoccupazione che altri ospiti, prima di lui, hanno gi\u00e0 espresso: un&#8217;apparente inerzia delle nuove generazioni, la perdita di interessi, la difficolt\u00e0 di costruire relazioni autentiche. Ma siamo sicuri che sia davvero cos\u00ec? O rischiamo di fermarci a sguardi che ci sembrano assenti, senza domandarci che cosa nascondano, quali inquietudini custodiscano e quale mondo si muova dietro quegli schermi che tanto ci preoccupano?<\/p>\n\n\n\n<p>Non ho risposte definitive. E forse \u00e8 proprio questo il bello di una conversazione: non sempre serve a sciogliere i dubbi, qualche volta ha il merito di farne nascere di nuovi. Come ogni cena, anche questa mi lascia con altre domande, riflessioni che potrebbero trovare una risposta oppure rimanere aperte. Ai posteri l\u2019ardua sentenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Intanto, la serata volge al termine. Sul tavolo restano i bicchieri, qualche briciola di conversazione e molte riflessioni che continueranno ad accompagnarmi anche dopo questa cena.<\/p>\n\n\n\n<p>Ripenso alle parole ascoltate, alle domande, alle risposte, ma soprattutto a una consapevolezza: la legalit\u00e0 non \u00e8 una meta raggiunta una volta per tutte. \u00c8 una scelta quotidiana. A volte scomoda, a volte faticosa, spesso silenziosa. \u00c8 la scelta di rispettare una regola anche quando nessuno controlla. Di rinunciare a un vantaggio personale per proteggere un bene comune. Di non voltarsi dall\u2019altra parte quando sarebbe pi\u00f9 semplice farlo.<\/p>\n\n\n\n<p>Forse \u00e8 proprio questo il significato pi\u00f9 profondo della frase di Paolo Borsellino: \u00abParlate della mafia. Parlatene alla radio, in televisione, sui giornali. Per\u00f2 parlatene\u00bb. Parlarne, dunque. Senza abituarsi, senza voltarsi dall\u2019altra parte, senza lasciare che il silenzio diventi indifferenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Spengo le luci della sala da pranzo con la convinzione che la cultura della legalit\u00e0 non si costruisca soltanto nelle aule dei tribunali o nei grandi eventi pubblici. Nasce nelle famiglie, nelle scuole, nelle parole che scegliamo e nelle decisioni che prendiamo ogni giorno.<\/p>\n\n\n\n<p>Persino attorno a una tavola apparecchiata.<\/p>\n\n\n\n<p>__________________<\/p>\n\n\n\n<p><strong>( 25 &#8211; continua )<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Emanuela Boccassini ________________ Oggi parlare di legalit\u00e0 significa smettere di considerarla un tema da convegno e iniziare a riconoscerla come un\u2019abitudine quotidiana. Non coincide semplicemente con il rispetto delle leggi: riguarda il modo in cui ci comportiamo quando nessuno ci osserva, quando siamo nel traffico, sui social, in famiglia, al lavoro. Molti fenomeni che [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":264889,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/264887"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=264887"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/264887\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":264890,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/264887\/revisions\/264890"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/264889"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=264887"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=264887"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=264887"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}