{"id":265003,"date":"2026-10-26T12:18:17","date_gmt":"2026-10-26T11:18:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=265003"},"modified":"2026-10-26T12:18:32","modified_gmt":"2026-10-26T11:18:32","slug":"lassociazione-rurale-italiana-contesta-le-nuove-politiche-agricole-della-commissione-europea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2026\/10\/26\/lassociazione-rurale-italiana-contesta-le-nuove-politiche-agricole-della-commissione-europea\/","title":{"rendered":"L&#8217;ASSOCIAZIONE RURALE ITALIANA CONTESTA LE NUOVE POLITICHE AGRICOLE DELLA COMMISSIONE EUROPEA"},"content":{"rendered":"\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"768\" height=\"512\" class=\"wp-image-265004\" style=\"width: 1200px;\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/agrifish18.07.22-768x512-1.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/agrifish18.07.22-768x512-1.jpg 768w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/agrifish18.07.22-768x512-1-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/p>\n\n\n\n<p>Riceviamo e volentieri pubblichiamo. Associazione Rurale Italiana, &#8220;<em>per la crescita della societ\u00e0 civile, un&#8217;agricoltura contadina socialmente giusta, rispettosa della biodiversit\u00e0 ed<br>ecologicamente sostenibile verso la Sovranit\u00e0 Alimentare<\/em>&#8220;, ci manda il seguente comunicato ____________<\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab\u00c8 ormai chiaro chi detta le regole per la politica agricola europea e i sistemi alimentari: sono l\u2019agroindustria e le potenti corporation dell\u2019agroalimentare. Sono loro, e i politici della destra al Parlamento Europeo, la vera \u201cmaggioranza\u201d nella Commissione e nel Consiglio europeo da cui \u00e8 uscito il testo della Presidenza del Consiglio sulla PAC post-2027 \u00bb: <\/p>\n\n\n\n<p>\u00e8 l\u2019amara constatazione dell\u2019Associazione Rurale Italiana (ARI), che bolla come irricevibile il testo che \u00e8 stato diffuso. <\/p>\n\n\n\n<p>\u00abPer chi produce cibo in aziende di dimensioni ridotte, la PAC 2028-2034 si riduce a un men\u00f9 nazionale senza alcuna garanzia minima europea \u2013 prosegue ARI \u2013 Gli strumenti esistenti per limitare i finanziamenti ai grandi \u201clatifondi\u201d (degressivit\u00e0, capping, importi per ettaro) vengono depotenziati e relegati in un limbo, sostanzialmente rinviati a successivi confronti che chiss\u00e0 cosa produrranno\u00bb. <\/p>\n\n\n\n<p>\u00abCade, di fatto, l\u2019obbligo di mirare il sostegno al reddito dell\u2019agricoltura familiare e delle piccole aziende\u00bb \u2013 \u00e8 la constatazione dell\u2019associazione che in Italia tutela i piccoli contadini virtuosi e dediti all\u2019agroecologia \u2013 senza minimamente tenere in conto che nel nostro Paese le aziende agricole con produzione inferiore agli 8000 euro sono ben il 54%. Resta solo il vincolo (e per fortuna, almeno quello!) di destinare fondi ai giovani. <\/p>\n\n\n\n<p>Inoltre, l\u2019indennit\u00e0 per le zone soggette a vincoli naturali diventa facoltativa, perch\u00e9, secondo il testo, quei vincoli sono da considerarsi \u201csuperati\u201d, come se la tutela delle aree interne fosse qualcosa di cui disfarsi, perch\u00e9 seccante. Ci\u00f2 penalizza chi, con fatica e spirito di \u201crestanza\u201d, continua a coltivare sull\u2019Appennino e le Alpi\u00bb. <\/p>\n\n\n\n<p>\u00abE si cala la mannaia anche sul biologico, con la probabile cancellazione di questo approccio produttivo virtuoso come area prioritaria autonoma \u2013 prosegue ARI \u2013 In questo modo l\u2019Europa vanifica decenni di lotta per sistemi produttivi meno distruttivi, cancellando gli obiettivi della Strategia \u201cFarm to Fork\u201d, tra cui quello di raggiungere il 25% di superficie agricola coltivata in bio entro il 2030. Per il biologico resta solo il sostegno al suo mantenimento, ma la transizione e la conversione diventano facoltative nei piani nazionali\u00bb. <\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Enormi passi indietro anche sulle tutele e i diritti: \u00abViene svuotato di significato il meccanismo che lega l&#8217;erogazione dei fondi al rispetto delle norme sul lavoro e sulla sicurezza dei lavoratori, poich\u00e9 vengono di fatto eliminati i controlli. Il ricorso agli ispettorati del lavoro diventa facoltativo e la notifica annuale all\u2019organismo pagatore non \u00e8 pi\u00f9 garantita. La conseguenza? Vince il caporalato\u00bb. <\/p>\n\n\n\n<p>Il malcontento dilaga, \u00abma non basta protestare solo sul rincaro del carburante: \u00e8 necessario affiancare una riflessione critica sulla dipendenza del sistema agroalimentare dagli incentivi statali, dal trasporto su gomma e dal gasolio. Se non verranno dati agli agricoltori i fondi necessari per effettuare una reale transizione ecologica, il gasolio rester\u00e0 un fattore decisivo nella produzione alimentare, con tutta l\u2019instabilit\u00e0 che ne consegue a livello di fornitura e di prezzi \u2013 prosegue ARI &#8211; A cosa servir\u00e0 ottenere prezzi calmierati sul carburante per le imbarcazioni, se in mare non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 pesce da pescare? A chi venderemo i nostri prodotti se i salari da fame dei cittadini stanno minando la possibilit\u00e0 di fornire cibo sano a prezzi ragionevoli per tutti?\u00bb. <\/p>\n\n\n\n<p>La PAC riformata \u00abinfligger\u00e0 un altro duro colpo all\u2019agricoltura contadina che ancora sorregge i nostri sistemi alimentari. La catena di valore sar\u00e0 sempre pi\u00f9 lunga, pi\u00f9 dispendiosa e pi\u00f9 fragile, ma soprattutto pi\u00f9 sbilanciata a favore dell\u2019industria agroalimentare e della Grande Distribuzione Organizzata (GDO), che si arricchisce sulle spalle di produttori e cittadini \u2013 spiega ancora ARI &#8211; Mentre sempre pi\u00f9 risorse vengono sperperate nell\u2019industria della guerra, la povert\u00e0 assoluta in Italia colpisce l\u20198% delle famiglie (2,1 milioni di persone) e il 9,3% degli individui (5,4 milioni di persone). Nel 2025 l&#8217;Italia \u00e8 tornata nel gruppo dei paesi europei in cui le aree rurali stanno peggio delle citt\u00e0 (24% contro 21,3% di persone a rischio di povert\u00e0 o esclusione sociale). Nelle piccole aziende agricole il reddito netto medio per azienda (8377 euro) e quello per unit\u00e0 di lavoro familiare (10.973 euro) sono sotto la soglia di povert\u00e0. Dobbiamo portare in strada la lotta per un reddito giusto che copra i costi di produzione, per salari dignitosi e sicurezza sul lavoro, per l\u2019agroecologia contadina (e non agroindustriale!), per la difesa delle aree rurali, per il diritto di accedere e restare alla terra, per la sovranit\u00e0 alimentare che disdegna il libero mercato e rivendica il diritto di chi produce e chi consuma a decidere cosa produrre, come e per chi\u00bb. <\/p>\n\n\n\n<p>Viva la terra e chi la lavora!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riceviamo e volentieri pubblichiamo. 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