{"id":265157,"date":"2026-10-30T00:04:00","date_gmt":"2026-10-29T23:04:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=265157"},"modified":"2026-10-29T16:18:52","modified_gmt":"2026-10-29T15:18:52","slug":"novita-discografiche-blessed-child-opera-the-traveler-challenges-death","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2026\/10\/30\/novita-discografiche-blessed-child-opera-the-traveler-challenges-death\/","title":{"rendered":"NOVITA&#8217; DISCOGRAFICHE \/ BLESSED CHILD OPERA, &#8220;The traveler challenges death&#8221;"},"content":{"rendered":"\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"922\" height=\"876\" class=\"wp-image-265159\" style=\"width: 1500px;\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/aaamollacoverra.png\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/aaamollacoverra.png 922w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/aaamollacoverra-300x285.png 300w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/aaamollacoverra-768x730.png 768w\" sizes=\"(max-width: 922px) 100vw, 922px\" \/><\/p>\n\n\n\n<p>di <strong>Roberto Molle <\/strong> _________________<\/p>\n\n\n\n<p>Questo \u00e8 il resoconto del nuovo disco di un musicista abbastanza sopra le righe, poco riconducibile allo scibile italico e direttamente collegato da condotti sotterranei a quel suono angloamericano giocato tra dark, folk e pulsioni post-punk. Il disco si chiama \u201c<strong>The Traveler Challenges Death<\/strong>\u201d, l\u2019uomo dietro la regia \u00e8 <strong>Paolo Messere<\/strong>, che si presenta come <strong>Blessed Child Opera<\/strong> (progetto nato verso la fine degli anni Novanta). Nei Blessed, Paolo canta e suona chitarra, tastiere e campionatori, supportato dall\u2019ottimo polistrumentista <strong>Matteo Anelli<\/strong> alla batteria. Ero rimasto molto colpito e affascinato dall\u2019ottimo lavoro fatto da Paolo come musicista e produttore nell\u2019album tributo \u201c<strong>Lievi Favole<\/strong>\u201d, dedicato al musicista sardo <strong>Gavinuccio Canu<\/strong> un paio di anni fa; in seguito, il confronto con il suo background mi ha dato conferma del fatto che sia un ottimo cantautore, musicista raffinato e produttore impegnato a raccogliere suoni di diverse epoche e convogliarli dentro composizioni cesellate come piccole opere d\u2019arte.<\/p>\n\n\n\n<p>La storia di Paolo Messere \u00e8 ricca di particolari interessanti; partenopeo non stanziale, con puntate in Toscana, Lazio, Sardegna e infine Sicilia, a Catania. Ha fondato la sua etichetta <strong>Seahorse Recordings<\/strong> e registrato una manciata di album con la sigla di Blessed Child Opera a iniziare dal 2001. \u00c8 presente nei crediti di almeno cinquanta album, ha suonato chitarra e tastiere in alcuni tour del gruppo francese <strong>Ulan Bator <\/strong>e ha portato avanti un paio di esperienze parallele: <strong>Ostara\u2019s Bless<\/strong> e <strong>The Big Self<\/strong>. Un\u2019attivit\u00e0 artistica intensa che, per ovvi motivi, non pu\u00f2 essere approfondita nelle colonne di un quotidiano di cronaca (si rimanda all\u2019ottima webzine <strong>OndaRock<\/strong> per una bella ed esauriente monografia di Paolo).<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Dunque si diceva di <strong>\u201cThe Traveler Challenges Death\u201d<\/strong>, uscito qualche giorno fa e da subito entrato nelle grazie del sottoscritto. Nato dalla selezione di oltre settanta bozze, undici i brani alla fine inseriti nel disco. Gi\u00e0 dal titolo si pu\u00f2 percepire il mood che sorregge un concept sulla sfida alla morte, intesa come metafora della fine di qualcosa, anche semplicemente di quella di un giorno. Il languore sotteso, l\u2019emotivit\u00e0, una sensibilit\u00e0 dolorosa, incarnate nel contesto, rimandano l\u2019identikit di un dandy mai rassegnato; tra i solchi dei brani di <strong>\u201cThe Traveler Challenges Death\u201d<\/strong> prendono corpo e respiro mille immagini stratificate dal tempo e rimandate da un controller impazzito sull\u2019iride del suo autore. Le nebbie notturne di <em><strong>Vienna<\/strong><\/em> degli <strong>Ultravox<\/strong> orfani di <strong>John Foxx<\/strong>, la straziante <em><strong>Eternal<\/strong><\/em>dei J<strong>oy Division<\/strong>, l\u2019orientaleggiante<strong> <em>Decline and Fall<\/em><\/strong> degli irredenti <strong>Virgin Prunes<\/strong>, la spettrale <em><strong>Electra Descending<\/strong><\/em> dei <strong>Christian Death<\/strong>, e potrei continuare con gli indizi. Una discesa agli inferi e ritorno, omaggio a un\u2019epoca mai veramente lasciata andare; i prodromi e le spore del movimento dark (se cos\u00ec pu\u00f2 intendersi) sono ancora nell\u2019aria, dispersi tra nuove tendenze sonore e vecchie percezioni.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Ascoltare <strong>\u201cThe Traveler Challenges Death\u201d<\/strong> \u00e8 come guardare un film a occhi bendati. Le immagini, i colori, i volti si possono immaginare attraverso le canzoni. E allora l\u2019ho fatto! Mi sono bendato e ho lasciato che Blessed Child Opera mi portasse per mano come dentro un esperimento suono-visivo, aiutandomi a tratteggiare storie, visioni, emozioni.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>The End of the Line \/ And Yet I Remain Still<\/strong><\/em> \u2013 C\u2019\u00e8 qualcuno al centro della stanza, immobile, con lo sguardo fisso verso una porta. Nella penombra, da una fessura filtra un fascio di luce sporcato dal pulviscolo che si leva leggero nell\u2019aria. La musica arriva da tutte le parti, le tempie sembrano voler scoppiare, il giorno si alterna alla notte; i ricordi riaffiorano chiari, fili di suono si aggrovigliano. Sul cielo della stanza ectoplasmi prendono forma. Ritmi tribali infestano l\u2019intero brano. Un angelo triste si aggira tra le rovine di un amore che gli \u00e8 scoppiato in mano. Quando tutto sembra impazzire, una figura eterea irrompe fluttuando nell\u2019aria, ha il volto e la voce languida di <strong>Siouxsie<\/strong> e il corpo di un suonatore che percuote l\u2019albero del tamburo. Poi tutto finisce, i suoni si stoppano, le immagini evaporano e il sonno pone fine al tormento.<\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>Even Before It All Ends<\/strong><\/em> \u2013 \u00c8 notte, gli incubi cercano di prendere il sopravvento e il canto di uno sciamano in lontananza li tiene lontani. Paolo \u00e8 lo sciamano: mutante dentro epoche sonore capaci di trasfigurazioni. La caverna di fuoco in cui \u00e8 scivolato <strong>Peter Murphy<\/strong> cercando di riportare in vita i suoi <strong>Bauhaus<\/strong> crea rifrazioni vocali che calmano il dolore. La bellezza si distilla dalle lacrime che scivolano da volti inesistenti.<\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>Gray Calm<\/strong><\/em> \u2013 La sabbia si ritrova, riconta le sue dune portate a Oriente da un monsone leggero. Il mare vira al grigio dal blu, gli alberi sono capovolti. Il silenzio si sporca di silenzi, la calma \u00e8 irreale. La musica corre per non essere fermata, la porta si chiude sull\u2019ultimo suono, tranciandolo di netto.<\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>Sudden Pain<\/strong><\/em> \u2013 \u201cGoditi il dolore\u201d cantava <strong>Jayne Casey<\/strong> in una delle sue diverse mutazioni synth-pop. Quarant\u2019anni dopo, lo stesso mood si libera in tempi inquinati da guerre sanguinose e genocidi spacciati per videogiochi virtuali. Paolo Messere, come un parafulmine, ha assorbito lustri di tendenze sonore, generi che si sono avvicendati annientandosi, per poi ricompattarsi. Una specie di profeta capace di mettere il mondo di fronte al suo passato, accompagnandolo con una speciale colonna sonora realizzata con frame di vita reale, suoni incubati nel tempo, poesia post-romantica.<\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>Like Souls in Heat<\/strong><\/em> \u2013 La voce cavernosa, il ritmo intenso, le macchine emotive, lo spleen eternamente presente. Brani uno pi\u00f9 bello dell\u2019altro; atmosfere che qualche epoca fa sarebbero state in linea con i tempi. Ma qui non siamo negli anni Ottanta, non \u00e8 questione di riflussi o di mode. Sono tempi distopici, drogati da qualunquismi sfrenati, dominati dalla cultura dell\u2019immagine e da edonismi contagiosi. Qualcosa non torna, tutto in questo disco suona dannatamente post-apocalittico. Anche la canzone pi\u00f9 bella possiede qualcosa di ossessivamente dark; non la stessa ingenua oscurit\u00e0 delle opere dei <strong>Cure<\/strong>, dei <strong>Banshees<\/strong>, dei <strong>Joy Division<\/strong> o degli <strong>Smiths<\/strong>, per capirsi. Nel magnifico, ipnotico, surreale <strong>\u201cThe Traveler Challenges Death\u201d<\/strong> c\u2019\u00e8 molto di pi\u00f9: la consapevolezza di un non ritorno, la percezione di vivere tempi post-atomici, la disperata ricerca di barlumi di umanit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>The World by a Mistake<\/strong><\/em>\u2013 Una batteria analogica batte il tempo scandendo una fuga nel bosco, seminando insidie e falsi profeti. La voce di Paolo, liberata da germi patogeni, si fa ancestrale e liberatoria.<\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>I Will No Longer Be Here<\/strong><\/em> \u2013 Acque profonde, limpide. Cerchi concentrici si allargano sullo specchio che non ristagna. <strong>Robert Smith<\/strong>, imprigionato dentro un corteo che si muove lento, grida tutta la sua disperazione dentro un urlo senza voce. <em><strong>Funeral Party<\/strong><\/em> \u00e8 lontana nel tempo, ma l\u2019eco viaggia alla velocit\u00e0 della luce, la sua bellezza avvolge in un abbraccio algido, il pianto sgorga spontaneo; dietro, in fondo al corteo, <strong>Ian Curtis<\/strong> si dimena in quella sua insolita danza.<\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>Nothing That Can Nourish Me<\/strong><\/em> \u2013 Siamo reincarnati, spiriti che vagano fino a quando non trovano un corpo, una storia, un\u2019esistenza da occupare. Paolo Messere concentra nella sua arte l\u2019essenza di mondi che gli (ci) sono appartenuti. Presenze preziose si aggirano tra i solchi di <strong>\u201cThe Traveler Challenges Death\u201d<\/strong>; il viaggiatore sfida la morte e la invita a sostenerlo in un viaggio attraverso il segnale di una pulsar che rimanda il lamento di qualche stella morta: come detto, Ian, <strong>Rozz Williams<\/strong> (Christian Death), <strong>Nico<\/strong>, <strong>Adrian Borland<\/strong> (The Sound) si aggirano, convitati di pietra, in questo album, mappa-manifesto clandestino.<\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>Nothing Can Be Controlled Anymore<\/strong><\/em> \u2013 Tutto gira a velocit\u00e0 pazzesca, niente \u00e8 pi\u00f9 controllabile, le risposte sono custodite dentro scrigni celati nelle segrete di torri inesistenti. Ma la ricerca non si pu\u00f2 fermare, la speranza non pu\u00f2 cedere al pragmatismo, la musica non pu\u00f2 morire.<\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>One Less Reason Not to Try Again<\/strong><\/em> \u2013 Ritmi circolari, atmosfere stratificate, il canto si fa languido. L\u00e0 fuori tutto sembra morire, i sentimenti sciogliersi sotto raggi di ghiaccio\u2026 ma innamorarsi pu\u00f2 essere un ripartire, un gioco di cui si conosce gi\u00e0 il finale. Provare, riprovare, fino al punto di sentire di poter impazzire. L\u2019assunto sembra emergere: cos\u2019\u00e8 che muove il mondo se non un disperato bisogno d\u2019amore, una chimica che non va in dissoluzione, un sentire che nasce ogni volta dal profondo.<\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>I Feel Like I Don\u2019t Feel (Nostalgia)<\/strong><\/em> \u2013 Alla fine, poi, basterebbe poco\u2026 un segno, uno sguardo, una carezza. I mondi distopici contenuti nelle canzoni dei Blessed Child Opera sono microcosmi proiettati su schermi siderali dalla sensibilit\u00e0 di un musicista che risponde alle sollecitazioni esterne con i suoni e le parole forniti dai tempi alienanti che sta vivendo.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019ascolto \u00e8 terminato. Libero la vista, tutto gira un po\u2019, poi si ferma. L\u2019idea di un rinascimento musicale mi resta pi\u00f9 viva che mai. La decadente bellezza, il nichilismo dolciastro, le nostalgie folk-dark-wave, la poetica strisciante di <strong>\u201cThe Traveler Challenges Death\u201d<\/strong>, il genio, la creativit\u00e0 e la sensibilit\u00e0 di Paolo Messere ne sono prove inconfutabili.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"2048\" height=\"2048\" class=\"wp-image-265158\" style=\"width: 800px;\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/aaamolla.png\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/aaamolla.png 2048w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/aaamolla-300x300.png 300w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/aaamolla-1024x1024.png 1024w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/aaamolla-150x150.png 150w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/aaamolla-768x768.png 768w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/aaamolla-1536x1536.png 1536w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/aaamolla-60x60.png 60w\" sizes=\"(max-width: 2048px) 100vw, 2048px\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Roberto Molle _________________ Questo \u00e8 il resoconto del nuovo disco di un musicista abbastanza sopra le righe, poco riconducibile allo scibile italico e direttamente collegato da condotti sotterranei a quel suono angloamericano giocato tra dark, folk e pulsioni post-punk. 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