{"id":265161,"date":"2026-10-30T00:05:00","date_gmt":"2026-10-29T23:05:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=265161"},"modified":"2026-10-29T16:33:40","modified_gmt":"2026-10-29T15:33:40","slug":"presentazione-dei-risultati-delle-recenti-scoperte-a-manduria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2026\/10\/30\/presentazione-dei-risultati-delle-recenti-scoperte-a-manduria\/","title":{"rendered":"PRESENTAZIONE DEI RISULTATI DELLE RECENTI SCOPERTE A MANDURIA"},"content":{"rendered":"\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"1600\" height=\"947\" class=\"wp-image-265162\" style=\"width: 1500px;\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/assopricoverra.png\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/assopricoverra.png 1600w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/assopricoverra-300x178.png 300w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/assopricoverra-1024x606.png 1024w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/assopricoverra-768x455.png 768w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/assopricoverra-1536x909.png 1536w\" sizes=\"(max-width: 1600px) 100vw, 1600px\" \/><\/p>\n\n\n\n<p>Comunicazione istituzionale della <a>SOPRINTENDENZA ARCHEOLOGIA BELLE ARTI E PAESAGGIO PER LE PROVINCE DI BRINDISI, LECCE E TARANTO<\/a> _______________<\/p>\n\n\n\n<p><em>Le indagini archeologiche restituiscono importanti testimonianze sull&#8217;organizzazione urbana e sulle pratiche funerarie e religiose dell&#8217;antica Manduria. Tra i rinvenimenti, una tomba monumentale con iscrizioni in lingua messapica e raffigurazioni legate alla sfera sacerdotale.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Nuove e significative scoperte archeologiche arricchiscono il quadro delle conoscenze sull&#8217;antica Manduria. Le indagini condotte dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Brindisi, Lecce e Taranto presso il Parco archeologico delle Mura Messapiche, finanziate dal Ministero della Cultura, Direzione generale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, nell&#8217;ambito dei fondi di cui al cap. 7953 \u2013 Circolare n. 8\/2026, hanno restituito importanti testimonianze relative all&#8217;organizzazione degli spazi urbani e funerari, all&#8217;evoluzione del sistema difensivo e alle pratiche religiose della comunit\u00e0 messapica.<\/p>\n\n\n\n<p>I risultati delle ricerche sono stati presentati nel corso della conferenza stampa del 29 ottobre, presso la sede della Soprintendenza a Lecce, alla presenza del Soprintendente Antonio Zunno e del Sindaco di Manduria Domenico Sammarco, con gli interventi di Vincenzo Ria, funzionario archeologo responsabile per il territorio di Manduria, e Stefania Montanaro, esperto archeologo Ales S.p.A. della Soprintendenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Le attivit\u00e0 di ricerca hanno interessato due distinti settori del Parco archeologico: l\u2019area della Porta Est, dove sono proseguite le indagini della necropoli gi\u00e0 individuata nel corso dei precedenti interventi condotti dal Segretariato Regionale del Ministero della Cultura, e il settore meridionale, nel quale \u00e8 stato eseguito uno scavo stratigrafico in estensione su una superficie di circa 180 m\u00b2.<\/p>\n\n\n\n<p>Le indagini hanno restituito nuove e significative testimonianze per la ricostruzione dell\u2019articolato sistema difensivo dell\u2019antica Manduria, sviluppatosi attraverso successive fasi di costruzione e trasformazione comprese tra il V e il III secolo a.C. Le evidenze emerse hanno consentito di approfondire la conoscenza dell\u2019organizzazione delle strutture fortificate e delle loro relazioni con gli spazi urbani e funerari, contribuendo a delineare un quadro pi\u00f9 articolato delle trasformazioni che interessarono la citt\u00e0 messapica nel corso dei secoli.<\/p>\n\n\n\n<p>Di particolare interesse \u00e8 l\u2019individuazione di un antico percorso stradale che, nel corso del III secolo a.C., si sovrappose a un\u2019area precedentemente destinata a necropoli, documentando un significativo processo di ridefinizione dell\u2019uso degli spazi e di riorganizzazione dell\u2019assetto urbano.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel complesso, le ricerche hanno consentito di indagare 24 sepolture, in larga parte compromesse da precedenti attivit\u00e0 di scavo clandestino. Nonostante le manomissioni subite, il recupero di reperti ceramici, oggetti di ornamento personale ed elementi dei corredi funerari ha permesso di acquisire nuovi dati sull\u2019organizzazione degli spazi destinati alla sepoltura, sulle consuetudini funerarie e sulle pratiche rituali della comunit\u00e0 messapica tra il IV e il III secolo a.C.<\/p>\n\n\n\n<p>La scoperta di maggiore rilievo \u00e8 rappresentata dal rinvenimento della Tomba 17, una sepoltura monumentale ricavata nel banco roccioso, originariamente chiusa mediante tre grandi lastroni lapidei. Sulla superficie esterna della copertura \u00e8 stata individuata un&#8217;iscrizione monumentale in lingua messapica, incisa e distribuita sui tre blocchi. Le prime osservazioni epigrafiche hanno consentito di riconoscere tre elementi onomastici, rispettivamente un nome femminile, un patronimico e un termine riconducibile a un titolo sacerdotale, tutti espressi al genitivo. Quest&#8217;ultimo, identificabile con il termine messapico <em>thabara<\/em>, suggerisce che la sepoltura fosse destinata a una figura femminile investita di particolari funzioni sacerdotali.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;eccezionalit\u00e0 del monumento \u00e8 ulteriormente accresciuta dalla presenza di un articolato apparato decorativo pittorico. Le pareti della cassa funeraria conservano tracce di intonaco dipinto, con una fascia superiore ornata da un motivo a meandro realizzato con pigmenti blu e rossi. Sulle superfici interne dei lastroni di copertura sono state inoltre individuate raffigurazioni di particolare interesse per la ricostruzione del programma iconografico del monumento e per l&#8217;interpretazione del suo significato simbolico e cultuale.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra queste, particolare rilievo assume la raffigurazione di un oggetto interpretabile come una chiave di santuario, attributo frequentemente associato, nel mondo greco, a figure sacerdotali femminili, quale simbolo dell&#8217;autorit\u00e0 e delle prerogative connesse all&#8217;esercizio delle funzioni cultuali. Un&#8217;ulteriore raffigurazione potrebbe invece rappresentare un <em>thymiaterion<\/em>, un incensiere destinato alla combustione di sostanze aromatiche durante le cerimonie rituali. La presenza di tali elementi, considerata in relazione alle testimonianze epigrafiche, sembra rafforzare l&#8217;interpretazione della sepoltura come appartenente a una donna che rivestiva un ruolo sacerdotale di particolare prestigio.<\/p>\n\n\n\n<p>Di straordinario interesse \u00e8 inoltre il rinvenimento, sulla superficie interna di uno dei lastroni di copertura, di una seconda iscrizione in lingua messapica, dipinta in azzurro e articolata su quattro linee. Il testo, parzialmente compromesso dalle manomissioni clandestine, presenta un contenuto in parte differente rispetto all&#8217;iscrizione esterna. Le prime osservazioni epigrafiche hanno consentito di riconoscere anche in questo caso il termine <em>thabara<\/em>, riferibile alla funzione sacerdotale, e un&#8217;ulteriore forma nominale, ricostruibile come <em>Damatrioas<\/em>, che sembrerebbe rinviare a un orizzonte religioso e culturale connesso al culto di Demetra.<\/p>\n\n\n\n<p>Il riferimento alla dea, divinit\u00e0 legata alla fertilit\u00e0 della terra, ai cicli della natura e alla rigenerazione, assume particolare significato nel contesto funerario e contribuisce ad ampliare le prospettive di ricerca sulle pratiche religiose dell&#8217;antica Manduria.<\/p>\n\n\n\n<p>La compresenza, all&#8217;interno dello stesso monumento funerario, di due iscrizioni in lingua messapica, realizzate con tecniche differenti e caratterizzate da contenuti testuali parzialmente diversi, costituisce una testimonianza di eccezionale interesse nel panorama archeologico ed epigrafico della Messapia. L&#8217;associazione tra documentazione epigrafica e apparato figurativo offre inoltre nuove possibilit\u00e0 di approfondimento sul ruolo delle figure sacerdotali femminili, sul rapporto tra pratiche funerarie e culti religiosi e sulle forme di rappresentazione del prestigio sociale e dell&#8217;autorit\u00e0 religiosa nella comunit\u00e0 messapica.<\/p>\n\n\n\n<p>Si tratta tuttavia di interpretazioni preliminari, attualmente oggetto di approfondimento specialistico, che potranno fornire nuove informazioni sull&#8217;organizzazione dei culti e sul ruolo delle donne nella societ\u00e0 messapica. Nonostante le precedenti manomissioni, la Tomba 17 ha restituito anche alcuni elementi del corredo funerario, tra cui fibule in bronzo, un anello in argento, una moneta argentea attribuita alla zecca di Taranto e uno strumento in ferro ancora in corso di studio.<\/p>\n\n\n\n<p>Le attivit\u00e0 scientifiche proseguiranno con lo studio specialistico delle iscrizioni e delle decorazioni, le analisi archeobotaniche sui campioni prelevati durante lo scavo e gli interventi di restauro e consolidamento delle superfici pittoriche. Particolare attenzione sar\u00e0 inoltre dedicata alle prospettive di valorizzazione del rinvenimento, attraverso un progetto che preveda la conservazione della struttura funeraria nel contesto originario e la possibile esposizione dei lastroni iscritti e dipinti, insieme ai materiali di corredo, presso il Museo archeologico di Manduria.<\/p>\n\n\n\n<p>Le recenti scoperte confermano la straordinaria rilevanza archeologica del sito e si inseriscono nel pi\u00f9 ampio impegno del Ministero della Cultura e della Soprintendenza ABAP per le province di Brindisi, Lecce e Taranto per la conoscenza, la tutela e la valorizzazione del patrimonio archeologico locale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Comunicazione istituzionale della SOPRINTENDENZA ARCHEOLOGIA BELLE ARTI E PAESAGGIO PER LE PROVINCE DI BRINDISI, LECCE E TARANTO _______________ Le indagini archeologiche restituiscono importanti testimonianze sull&#8217;organizzazione urbana e sulle pratiche funerarie e religiose dell&#8217;antica Manduria. 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