{"id":28137,"date":"2014-04-26T12:32:31","date_gmt":"2014-04-26T10:32:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=28137"},"modified":"2014-04-26T12:39:40","modified_gmt":"2014-04-26T10:39:40","slug":"_-__-_-___-___-__-_-___-___-__-_-___-___-__-_-___-___-__-_-___-___-__-_-___-___-__-_-___-___-__-_-___-___-__-_-___-___-__-_-___-___-__-_-___-___-__-_-___-___-__-_-___-___-__-_-___-___-__-_-___-___-__","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2014\/04\/26\/_-__-_-___-___-__-_-___-___-__-_-___-___-__-_-___-___-__-_-___-___-__-_-___-___-__-_-___-___-__-_-___-___-__-_-___-___-__-_-___-___-__-_-___-___-__-_-___-___-__-_-___-___-__-_-___-___-__-_-___-___-__\/","title":{"rendered":"DETENUTI SENZA OSPEDALE. QUALI RISCHI PER LA COLLETTIVITA&#8217;."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/Carcere.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/Carcere-300x200.jpg\" alt=\"\" title=\"Carcere\" width=\"300\" height=\"200\" class=\"alignleft size-medium wp-image-28140\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/Carcere-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/Carcere.jpg 500w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Nell\u2019immaginario collettivo la soluzione pi\u00f9 elementare alla criminalit\u00e0 dilagante \u00e8 il carcere, ed una volta arrestato il delinquente di turno la battuta pi\u00f9 ricorrente che un poliziotto penitenziaria ascolta \u00e8 \u201cgettate la chiave\u201d!<\/p>\n<p>Peccato che l\u2019opinione pubblica non conosca i costi della detenzione. Infatti, mediamente, stando ai dati reperibili sul sito del Ministero della Giustizia, ogni detenuto costa al contribuente tra i 100 e 110 euro al giorno, praticamente quanto una camera d\u2019albergo a quattro stelle!<\/p>\n<p>A questi costi bisognerebbe aggiungere anche quelli relativi alla tutela della salute dei detenuti che, secondo la SIMPSE (la Societ\u00e0 Italiana di Medicina Penitenziaria), non sarebbero adeguatamente tutelati da quando le competenze in materia sono passate dall\u2019Amministrazione Penitenziaria alle ASL, visto anche il bacino d\u2019utenza e la complessit\u00e0 dei relativi quadri clinici.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La SIMPSE ha stilato una &#8220;classifica&#8221; delle malattie pi\u00f9 frequenti in ambito carcerario, scorrendo la quale si ha l\u2019impressione che i nostri Istituti di pena assomiglino a veri e propri lazzaretti. Infatti, si pensi che i tossicodipendenti sono il 32% del totale dell\u2019utenza detenuta ed in condizioni di sovraffollamento i rischi di contagio legati a patologie connesse al consumo di sostanze psicotrope non possono essere nemmeno facilmente stimabili.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Alla condizione di tossicodipendenza si aggiunga che il 27% dei detenuti ha problemi psichiatrici, spesso di una certa importanza, ed un\u2019elevata percentuale di detenuti soffre di patologie infettive rilevanti come l&#8217;epatite C (la pi\u00f9 frequente), la tubercolosi, l\u2019Epatite B, l\u2019Hiv e la sifilide.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La gestione di questi detenuti non avviene in ambiente ospedaliero, ma nelle sezioni ordinarie; al massimo i detenuti con complicazioni temporanee maggiori giungono nelle sezioni &#8211; infermeria dei penitenziari, non dissimili a loro volta da normali sezioni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le nostre prigioni, quindi, sono una \u201criserva di virus\u201d in cui \u00e8 presente principalmente la Polizia Penitenziaria, abituata oramai ad operare in condizioni di lavoro estreme, senza che nessuno si preoccupi di migliorarne il contesto di riferimento.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La \u201criserva di virus\u201d in questione non \u00e8 stanziale, ma ha una relativa \u201cmobilit\u00e0\u201d. Infatti, la nostra utenza \u00e8 \u201cparticolarmente affezionata\u201d al sistema, ed il fenomeno della recidiva lo dimostra, tanto che i volti che popolano le nostre carceri alla fine sono sempre gli stessi; di conseguenza, le persone alle prime esperienze di carcerazione non \u00e8 escluso che entrino (relativamente) \u201csani\u201d e possano uscirne incubando i virus o le patologie pi\u00f9 disparate!<\/p>\n<p>Il miglioramento della tutela della salute dei detenuti, quindi, non \u00e8 un problema che riguarda solo chi accede (suo malgrado) alle patrie galere, ma colpisce tutta la comunit\u00e0 territoriale di riferimento.<\/p>\n<p>Un esempio potr\u00e0 giovare.<\/p>\n<p>Quando un detenuto \u00e8 in condizioni precarie accade spesso che finisca in ospedale e ci rimanga. Nel nostro caso l\u2019unica struttura ospedaliera della BAT che consente di coniugare sicurezza e salute \u00e8 l\u2019Ospedale di Bisceglie, ove confluiscono i detenuti del carcere di Trani, essendo presente in quella struttura sanitaria un repartino di degenza ospedaliera dedicata (ai pi\u00f9 noto come \u201cgabbione\u201d).<\/p>\n<p>Invero, le condizioni di questa piccola struttura (in carico al locale reparto di infettivologia) sono a dir poco precarie (per ovvi motivi di sicurezza e di decenza, si risparmiano i dettagli\u2026), tanto che la ASL \u2013 BAT si era impegnata ad effettuare un robusto intervento di manutenzione straordinaria, in grado di rimettere in sesto il repartino, assicurando alla Polizia Penitenziaria ed ai detenuti,\u00a0condizioni di sicurezza, di lavoro e di detenzione rispettose dei canoni minimi di esigibilit\u00e0, oltre che dei Livelli Essenziali di Assistenza (i c.d. LEA). Infatti, la situazione attuale, secondo l\u2019UGL Polizia Penitenziaria, espone la ASL BAT (e non l\u2019Amministrazione Penitenziaria) a rischi di denuncia per trattamento inumano e degradante in violazione dell\u2019art. 3, CEDU, da parte dei detenuti in degenza presso il repartino in questione, oltre che ad azioni giudiziarie da parte dei poliziotti penitenziari, con chiamata in causa anche della Regione Puglia (infra).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A quanto pare, per\u00f2, nonostante l\u2019impegno (non solo formale) del DG ASL BAT, Dott. Gorgoni, e del personale del suo Staff tecnico, le condizioni di lavoro e di detenzione rimarranno inalterate, poich\u00e9 sembra che l\u2019Assessorato Regionale alla Sanit\u00e0 per la Puglia con una propria delibera del febbraio 2014 non abbia inteso ricondurre ai LEA la ristrutturazione del repartino per detenuti, impedendo alla ASL BAT la possibilit\u00e0 di utilizzare i fondi aziendali accantonati per ristrutturarlo \u2026<\/p>\n<p>Il vero paradosso, per\u00f2, \u00e8 che la Regione Puglia, cos\u00ec facendo risulta inottemperante agli impegni da Essa assunti col protocollo d\u2019intesa per l\u2019attuazione della Medicina penitenziaria, ex d.lgs. 230\/1999, ivi prevedendosi che \u00abla Regione si impegna ad adottare idonee misure per l\u2019attivazione e\/o funzionamento dei reparti per detenuti all\u2019interno delle strutture ospedaliere di competenza\u00bb (pt. 4).<\/p>\n<p>Prima o poi, quindi, i detenuti (come gi\u00e0 accade per le specialistiche assenti all\u2019Ospedale di Bisceglie, come l\u2019oculistica o l\u2019ORL) potrebbero essere ospitati nelle normali stanze di degenza ospedaliere, con enorme disagio per gli operatori sanitari e la collettivit\u00e0, non essendo peregrina la possibilit\u00e0 che addirittura un detenuto sia collocato nella stessa stanza di un normale cittadino (\u00e8 gi\u00e0 accaduto a Foggia con annessa evasione nel novembre del 2012\u2026), con tutti i disagi ed i rischi che si possono intuire!!!<\/p>\n<p>Rispetto a tale incresciosa situazione la ASL BAT ha le mani legate, l\u2019Amministrazione Penitenziaria sembra latitante ed i politici (nonostante la campagna elettorale in atto) non paiono sensibili all\u2019argomento: forse tutti lo saranno quando condivideranno la stessa stanza di ospedale con qualche detenuto, sorvegliati a vista entrambi dalla Polizia Penitenziaria\u2026<\/p>\n<p>Come al solito l\u2019UGL Polizia Penitenziaria lancia l\u2019allarme, e speriamo che questa volta qualcuno lo raccolga!<\/p>\n<p><strong>Il Segretario Regionale Aggiunto \u00a0DOTT. VINCENZO LAMONACA<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\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