{"id":29111,"date":"2014-05-15T18:25:18","date_gmt":"2014-05-15T16:25:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=29111"},"modified":"2014-05-15T18:25:18","modified_gmt":"2014-05-15T16:25:18","slug":"galatina-acqaterra-live-intervista-a-emian-paganfolk","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2014\/05\/15\/galatina-acqaterra-live-intervista-a-emian-paganfolk\/","title":{"rendered":"GALATINA: ACQATERRA LIVE &#8211; Intervista a EMIAN PAGANFOLK"},"content":{"rendered":"<div id=\"yui_3_16_0_1_1400147500971_20282\"><a href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Schermata-2014-05-15-a-18.18.24.png\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Schermata-2014-05-15-a-18.18.24.png\" alt=\"\" title=\"Schermata 2014-05-15 a 18.18.24\" width=\"1000\" height=\"508\" class=\"alignleft size-full wp-image-29112\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Schermata-2014-05-15-a-18.18.24.png 1000w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Schermata-2014-05-15-a-18.18.24-300x152.png 300w\" sizes=\"(max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><\/a>Irpinia e Scandinavia, Salento e Irlanda: il quartetto di folk pagano, ispirato all&#8217;incontro tra Mediterraneo e culture celtiche e sciamaniche, in concerto sabato 17 nel leccese.<\/div>\n<div id=\"yui_3_16_0_1_1400147500971_20281\">AcquaTerra: gli Emian PaganFolk a Galatina<\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div id=\"yui_3_16_0_1_1400147500971_20280\">Emian PaganFolk<\/div>\n<div>sono lieti di presentare<\/div>\n<div id=\"yui_3_16_0_1_1400147500971_20279\">ACQUATERRA LIVE<\/div>\n<div><\/div>\n<div id=\"yui_3_16_0_1_1400147500971_20278\"><strong>Sabato 17 maggio 2014<\/strong><\/div>\n<div id=\"yui_3_16_0_1_1400147500971_20277\"><strong>ore 22.00<\/strong><\/div>\n<div id=\"yui_3_16_0_1_1400147500971_20276\"><strong>Circolo Arci\u00a0<\/strong><strong>Eutopia<\/strong><\/div>\n<div id=\"yui_3_16_0_1_1400147500971_20275\"><strong>Corte S. Stefano 4<\/strong><\/div>\n<div><strong>Galatina (LE)<\/strong><\/div>\n<div><\/div>\n<div id=\"yui_3_16_0_1_1400147500971_20273\">Sabato 17 maggio, al Circolo Arci Eutopia di Galatina (LE), arrivano gli\u00a0Emian PaganFolk, la formazione di folk pagano che ha appena debuttato conAcquaTerra. &#8220;Il termine\u00a0\u201cpagano\u201d\u00a0\u00e8 nato come dispregiativo verso coloro che vivevano al di fuori delle citt\u00e0 \u201ccivilizzate\u201d. In un certo senso pagane erano le persone che non si mischiavano alla frenesia e al caos cittadino, che si tenevano lontane dal potere, che mantenevano un\u00a0rapporto sincero con la Natura e i suoi cicli, curandosi con le erbe, ritualizzando le fasi importanti dell\u2019anno,\u00a0danzando e suonando per il proprio villaggio. Il nostro\u00a0Pagan Folk\u00a0\u00e8 vicino a questa scelta di vita&#8221;.\u00a0Emian PaganFolk\u00a0\u00e8 una formazione campana nata il 21 dicembre 2011, che utilizza il folk per esprimere un&#8217;adesione a scelte di vita ancestrali, lontane dalla frenesia contemporanea e vicine a\u00a0valori antichi e naturalistici.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Il disco d&#8217;esordio\u00a0AcquaTerra\u00a0\u00e8 una suggestiva e ammaliante sequenza di\u00a0brani tradizionali\u00a0rivisitati dal quartetto: attraverso l&#8217;omaggio alla propria terra e alle proprie acque, Emian opera una\u00a0sintesi tra linguaggi folk nordeuropei e mediterranei. Tre musicisti campani e un salentino che guardano all&#8217;Europa del Nord immaginando un percorso comune: &#8220;Nella\u00a0scala musicale delle aree Celtiche\u00a0ritroviamo la pentatonica dell\u2019Oriente, in quella del Nord Europa c\u2019\u00e8 il sentore della\u00a0scala musicale del Sud Italia. I tempi ritmici si somigliano&#8230; Abbiamo in comune il\u00a0mare, questo grande e antico mezzo di comunicazione che porta novit\u00e0, vita ma anche guerre e morte. In\u00a0Salento\u00a0ci sono scogliere e piane che evocano il paesaggio Irlandese, in\u00a0Irpinia\u00a0ci sono fiumi, cascate, boschi di conifere che evocano i paesaggi tipici del Nord. Di\u00a0mediterraneo\u00a0c\u2019\u00e8 la luce, il sole, il magma sanguigno che ci scorre dentro e che \u00e8 tipico della gente del Sud&#8221;.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>I\u00a0principi femminili\u00a0che reggono l&#8217;universo,\u00a0storie di terra e di mare, suoni di fiumi e invocazioni pagane, racconti di grandi re e danze in cerchio:\u00a0AcquaTerra\u00a0non \u00e8 un semplice album, \u00e8 un viaggio nel passato guidato da strumenti inconsueti, da\u00a0flauti overtone Siberiani\u00a0al\u00a0doppio flauto campano, dal\u00a0jouhikko\u00a0della tradizione Scandinava al\u00a0bodhr\u00e0n\u00a0Irlandese suonato con un battente, dalla\u00a0pandereta\u00a0Galiziana al\u00a0bouzouki. Un album autoprodotto che i ragazzi venderanno durante i\u00a0concerti, che si preannunciano come sempre numerosi: in soli due anni di attivit\u00e0,gli Emian hanno collezionato una notevole mole di live, compresa la vittoria nel 2013 del\u00a0Ferrara Buskers Festival\u00a0nella categoria &#8216;artisti accreditati&#8217;.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div>EMIAN PAGANFOLK:<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Aianna Egan: irish harp, vocals and bodhr\u00e0n<\/div>\n<div>Emain Druma: percussions, vocals and fiddle<\/div>\n<div>Rohan: bass, irish bouzouki and back vocals<\/div>\n<div id=\"yui_3_16_0_1_1400147500971_20250\">M\u00e1irt\u00edn Killian: drums, percussions, acoustic guitar and vocals<\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div>\n<p><strong>Ascoltare gli EMIAN PaganFolk \u00e8 come intraprendere un viaggio\u2026<\/strong><\/p>\n<p><strong>Dalla Cultura dell&#8217;area Celtica a quella del Nord Europa passando per Ballate<\/strong><\/p>\n<p><strong>Medievali e Canti Sciamanici. Arpa e voce di Aianna Egan, percussioni e violino di<\/strong><\/p>\n<p><strong>Emain Druma e le corde di Rohan rapiscono lo spettatore, anche il pi\u00f9 disattento,<\/strong><\/p>\n<p><strong>come le sirene facevano con i marinai, accompagnandolo su cime innevate, in<\/strong><\/p>\n<p><strong>boschi incantati e lungo fiordi scandinavi, per ritrovare, infine, nell&#8217;io pi\u00f9 profondo,<\/strong><\/p>\n<p><strong>un sentore arcaico e selvaggio che l&#8217;uomo ormai ha perso da tempo, il tutto in<\/strong><\/p>\n<p><strong>perfetta sintonia col Cosmo.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Nonostante il progetto esista da soli 2 anni, gli EMIAN PaganFolk vantano la media<\/strong><\/p>\n<p><strong>di 60 concerti l&#8217;anno tra festival e locali di tutta Italia. A ottobre 2013 vincono il<\/strong><\/p>\n<p><strong>concorso del Ferrara Buskers Festival nella categoria \u201cArtisti Accreditati\u201d. A Marzo<\/strong><\/p>\n<p><strong>2014 il trio annuncia la pubblicazione del primo full-length dal titolo<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u201cACQUATERRA\u201d, che vedr\u00e0 la luce il mese successivo e al quale seguir\u00e0 un lungo<\/strong><\/p>\n<p><strong>tour promozionale in tutta Italia. Nello stesso periodo si unisce alla band il batterista<\/strong><\/p>\n<p><strong>M\u00e1irt\u00edn Killian, nuovo membro della band, arricchendo l&#8217;impatto live delle loro<\/strong><\/p>\n<p><strong>performance. <\/strong><strong>Clicca per ascoltare<\/strong><\/p>\n<p><strong>EMIAN PaganFolk sono:<\/strong><\/p>\n<p><strong>Aianna Egan: arpa irlandese, voce<\/strong><\/p>\n<p><strong>Emain Druma: percussioni, violino, flauti, voce<\/strong><\/p>\n<p><strong>Rohan: basso, bouzouki irlandese, cori<\/strong><\/p>\n<p><strong>M\u00e1irt\u00edn Killian: batteria e percussioni, chitarra, cori<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><strong>EMIAN PAGANFOLK intervista<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Entrare nel mondo (musicale e non) di Emian PaganFolk significa addentrarsi in una selva di simboli dai collegamenti ben precisi. Il primo riguarda proprio il nome: cosa significa Emian?<\/strong><\/p>\n<p>Emian \u00e8 la fusione dei nomi Emilio e Anna. Per noi e per molte delle persone che ci seguono invece, \u00e8 diventato un vero e proprio luogo fisico in cui noi stessi viviamo. \u00c8 una casa, una famiglia, una cerchia di amici e conoscenze, un posto accogliente in cui poter essere parte di un pensiero creativo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>In bella evidenza anche la &#8220;qualit\u00e0&#8221; del vostro folk, che definite &#8220;pagano&#8221;: spiegateci meglio di cosa si tratta.<\/strong><\/p>\n<p>Il Pagan Folk \u00e8 un concetto astratto, molto personale. Ci\u00f2 che noi definiamo \u201cPagan Folk\u201d \u00e8 quella tipologia di folk che prende ispirazione dalle antiche tradizioni musicali, nel caso nostro quelle del Nord Europa, delle culture Sciamaniche e delle aree Celtiche, tradizioni appartenenti a popoli e a territori che sostanzialmente venivano definiti Pagani per scelte religiose o etiche, scelte che contemplavano il rispetto e l\u2019amore per la natura e i suoi esseri o degli Dei che allegoricamente rappresentavano ogni evento climatico o comportamento animale o evento personale. Ci ispiriamo a quella parte del mondo che, fondamentalmente, \u00e8 riuscita a conservare la propria origine Pagana senza metterla all\u2019indice.<\/p>\n<p>Non dimentichiamo che il termine \u201cpagano\u201d \u00e8 nato come dispregiativo per coloro che vivevano al di fuori delle citt\u00e0 \u201ccivilizzate\u201d. In un certo senso pagane erano le persone che non volevano mischiarsi alla frenesia e al caos cittadino, che si tenevano lontane dal potere, che volevano mantenere un rapporto sincero con la Natura ed i suoi cicli, curarsi con le erbe, ritualizzare le fasi importanti dell\u2019anno, danzare e fare musica per il proprio villaggio. Il nostro Pagan Folk \u00e8 vicino a questa scelta di vita e lo vorremmo comunicare attraverso la nostra personale elaborazione del folk.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Siete campani ma guardate all&#8217;Europa del nord: quali sono gli elementi delle tradizioni celtiche e scandinave che vi hanno colpito di pi\u00f9? quanto c&#8217;\u00e8 di &#8220;mediterraneo&#8221; invece nella vostra musica?<\/strong><\/p>\n<p>S\u00ec, siamo Campani, eccetto Emilio che \u00e8 Salentino. Sostanzialmente le nostre culture non sono molto diverse dalle culture Pagane del Nord Europa\u2026.\u00a0 Si amano le danze, le feste, la sacralit\u00e0 della musica come componente esorcizzante del malessere personale. Crediamo che la scelta di guardare verso il Nord faccia parte di un flusso di scambio a largo respiro, oseremmo dire che coinvolge il DNA di ogni essere Umano. Le mescolanze tra popoli avvengono da millenni, non si ha pi\u00f9 un limite che ci porta a collocare la determinata provenienza di un genere musicale o di un altro. Ad esempio: nella scala musicale delle aree Celtiche ritroviamo la pentatonica dell\u2019Oriente, in quella del Nord Europa c\u2019\u00e8 il sentore della scala musicale del Sud Italia. I tempi ritmici si somigliano&#8230; Questo sarebbe un bel discorso da approfondire durante il nostro percorso personale da musicisti. Le tradizioni Celtiche e Scandinave ci hanno colpito non solo per questo ma anche per le atmosfere che evocano.<\/p>\n<p>Abbiamo in comune il mare, questo grande e antico mezzo di comunicazione che porta novit\u00e0, vita ma anche guerre e morte. In Salento ci sono scogliere e piane che evocano il paesaggio Irlandese, in Irpinia ci sono fiumi, cascate, boschi di conifere che evocano i paesaggi tipici del Nord. Di mediterraneo c\u2019\u00e8 la luce, il sole, il magma sanguigno che ci scorre dentro e che \u00e8 tipico della gente del Sud. Questo \u00e8 l\u2019elemento in pi\u00f9 che vorremmo fosse sempre visibile. E poi ci sono gli strumenti. Emilio ha inserito negli Emian una bella dose di percussioni mediterranee: la darbouka, il bendir, il tamburello Salentino\u2026<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Ci sono gruppi o artisti ai\u00a0 quali tenete in modo particolare, che vi influenzano musicalmente o che considerate come \u201cbussole\u201d?<\/strong><\/p>\n<p>Tutti e quattro veniamo dalla conoscenza della musica tradizionale Irlandese e delle aree Celtiche, il nostro percorso musicale parte principalmente da l\u00ec, a parte Anna che ha studiato Arpa classica al Conservatorio di Avellino. Da musicisti aperti non escludiamo nessun genere, accogliamo qualsiasi cosa, dal metal alla musica Classica. Le influenze che abbiamo sono variegate. Abbiamo adottato il termine Pagan Folk grazie a una band Olandese, gli Omnia, che abbiamo conosciuto quasi contemporaneamente prima ancora che esistessero gli Emian, quando ognuno di noi era coinvolto in differenti progetti musicali anche di influenza Celtica. Quando ci siamo conosciuti \u00e8 stato come un colpo di fulmine! Ci siamo trovati all\u2019unanimit\u00e0 su quale strada volevamo percorrere. Possiamo sicuramente considerare loro come la nostra bussola iniziale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Una delle cose che maggiormente colpiscono dell&#8217;esperienza Emian \u00e8 la notevole mole di live accumulati in soli due anni: possiamo dire che Emian \u00e8 principalmente una creatura da concerto?<\/strong><\/p>\n<p>Pi\u00f9 che \u201ccreatura da concerto\u201d \u00e8 \u201ccreatura da contatto\u201d. Noi ci sfamiamo e saziamo di live, abbiamo bisogno di suonare per gli altri e con gli altri, di creare un contatto con le persone. Di interagire e lasciare qualcosa, di portare a casa i sorrisi, gli sguardi, le piccole coccole che ci vengono date attraverso i complimenti o i consigli e talvolta attraverso le critiche.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Dalla performance sul palco \u2013 o nei luoghi della natura da voi amati e frequentati \u2013 alla realizzazione di un disco: \u00e8 stato un passaggio naturale o entrare in studio ha creato qualche malessere?<\/strong><\/p>\n<p>Come dicevamo prima, veniamo tutti da vari progetti musicali, nel caso di Danilo e Martino anche attuali, che inevitabilmente hanno portato e portano ad entrare in sala, anche solo per creare una demo di presentazione. Nonostante ci\u00f2 \u00e8 sempre emozionante entrare in studio. C\u2019\u00e8 la paura di perdere il \u201cclick nella cuffia\u201d, l\u2019ansia di prestazione, il timore di non spiegarsi bene con il fonico per eventuali effetti o modifiche&#8230; alla fine per\u00f2 v\u00e0 sempre tutto per il verso giusto e lavorare a un disco diventa quasi un lavoro artigianale di cura e cesellatura.<\/p>\n<p>Poi ci sono i vari momenti di passaggio: dal trovare i titoli del disco o dei brani, dalla scelta della copertina alle foto da inserire\u2026. Sembra poco ma in queste semplici cose devi racchiudere un\u2019idea, una sensazione, il messaggio che vuoi mandare. Deve diventare un lavoro di squadra e di sincronizzazione mentale. Lavorare in sala \u00e8 un momento unico.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Acquaterra<\/em><\/strong><strong> \u00e8 un titolo a dir poco evocativo: cosa si cela dietro questa simbologia?<\/strong><\/p>\n<p><em>Acquaterra<\/em> \u00e8 un concept album in cui abbiamo voluto racchiudere molte cose. Innanzitutto due dei principi creatori dell\u2019Universo, femminili. Un omaggio a ci\u00f2 che ci ha ispirati a creare Emian: \u201calla nostra meravigliosa terra e alle sue acque\u201d.<\/p>\n<p>Nel disco ci sono molti suoni naturali: lo scorrere del fiume in <em>Mother\u2019s breath<\/em>, che al suo interno contiene un\u2019invocazione Pagana alla Natura e il cui video \u00e8 stato girato proprio sulle sponde di un fiume; il suono del mare in <em>A sailor\u2019s tale<\/em>, triste storia d\u2019amore che ha per protagonista una donna che parte su una nave lasciando il suo innamorato infelice e solo; ancora il mare in <em>D\u00falam\u00e1n<\/em>, canzone dedicata ai raccoglitori di alghe d\u2019Irlanda\u2026<\/p>\n<p>Poi ci sono le storie di terra: <em>The last King\u2019s march<\/em>, brano dall\u2019impronta Sciamanica, un omaggio ai grandi Re che hanno protetto fino alla morte la propria terra. Come il grande Re Irlandese Brian Boru nell\u2019anno 1000 o i Nativi Americani; <em>Dance in circle<\/em>, un vero e proprio inno alla Terra che danza e si muove, movimento evocato appunto dalla danza a cerchio.<\/p>\n<p>Poi c\u2019\u00e8 la simbologia dei nostri strumenti che ci ha aiutato nella scelta del titolo. L\u2019arpa da sempre simboleggia l\u2019acqua con il suo suono cristallino e il suo fluire mentre i tamburi evocano il battito\u00a0 della terra, il primo strumento che l\u2019uomo ha saputo ricreare da quando \u00e8 comparso sulla terra.<\/p>\n<p>La copertina rappresenta il sunto di tutto ci\u00f2 ma racchiude in s\u00e9 un elemento in pi\u00f9: la fusione tra la Dea e il Dio, principi femminile e maschile, che hanno creato insieme il Tutto. La Dea adagiata con le sue radici sulla roccia dura, radici che si dipartono dall\u2019albero che, con i suoi rami, rappresenta il Dio Cernunnos.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Gli otto brani sono prevalentemente composti da materiale tradizionale da voi riletto e riarrangiato: come vi siete orientati per la selezione dei pezzi?<\/strong><\/p>\n<p>Molti dei brani che abbiamo inserito rappresentano un po\u2019 la chiusura di un cerchio, la chiusura di questi primi due anni degli Emian. Molti li conoscevamo perch\u00e9 venivamo da altri progetti in cui li suonavamo, altri ci son stati passati oralmente da amici, come nel caso di <em>Odeno Oro<\/em> (danza Macedone) o <em>Medieval Drum dance<\/em> di Joe Matzzie (entrambe fanno parte del set di <em>Dance in circle<\/em>), altri li abbiamo scelti ascoltando gruppi Irlandesi oppure navigando in rete.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Anche la strumentazione che usate \u00e8 inconsueta: che tipo di ricerca c\u2019\u00e8 dietro la scelta degli strumenti?<\/strong><\/p>\n<p>A prescindere dagli strumenti personali che ognuno di noi ha scelto per vocazione, inseriamo altri strumenti\u00a0 sia per curiosit\u00e0 conoscitiva sia per le loro peculiarit\u00e0 sonore. Per adesso abbiamo inserito vari flauti overtone tipici della Siberia, qualcuno costruito da Emilio in PVC, che venivano utilizzati dai pastori di pecore durante i momenti di riposo;\u00a0 il doppio flauto Campano che richiama gli aulos dell\u2019antica Roma; un jouhikko, strumento musicale della tradizione Scandinava anche questo costruito da Emilio; il bodhr\u00e0n, tamburo della tradizione folk Irlandese suonato con un battente; la pandereta, altra tipologia di tamburello della tradizione musicale Galiziana; il bouzouki Irlandese, strumento che fa parte della famiglia dei mandolini e che prende origini dal bouzouki greco\u2026\u00a0 \u00e8 un continuo work in progress e non escludiamo che la nostra voglia di conoscenza ci porter\u00e0 ad inserire anche altri strumenti come la ghironda.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Cosa vi aspettate da questo album d\u2019esordio?<\/strong><\/p>\n<p>Cose belle.<\/p>\n<\/div>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2014\/05\/15\/galatina-acqaterra-live-intervista-a-emian-paganfolk\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2014\/05\/15\/galatina-acqaterra-live-intervista-a-emian-paganfolk\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Irpinia e Scandinavia, Salento e Irlanda: il quartetto di folk pagano, ispirato all&#8217;incontro tra Mediterraneo e culture celtiche e sciamaniche, in concerto sabato 17 nel leccese. 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