{"id":32862,"date":"2014-08-02T01:17:10","date_gmt":"2014-08-01T23:17:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=32862"},"modified":"2014-08-02T01:17:10","modified_gmt":"2014-08-01T23:17:10","slug":"semaforo-verde-per-il-progetto-s-e-a-salentum-environmental-assistant","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2014\/08\/02\/semaforo-verde-per-il-progetto-s-e-a-salentum-environmental-assistant\/","title":{"rendered":"SEMAFORO VERDE PER IL PROGETTO \u201cS.E.A. &#8211; SALENTUM ENVIRONMENTAL ASSISTANT\u201d"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left;\" align=\"center\"><a href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/San-Foca-la-caciulara-x-web.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/San-Foca-la-caciulara-x-web-300x200.jpg\" alt=\"\" title=\"San Foca \" width=\"300\" height=\"200\" class=\"alignnone size-medium wp-image-3484\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/San-Foca-la-caciulara-x-web-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/San-Foca-la-caciulara-x-web-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/San-Foca-la-caciulara-x-web.jpg 1500w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>E\u2019 l\u2019unico progetto in Italia e tra i cinque in Europa ad essere stato finanziato. Sabato 2 agosto, alle 19, a San Foca, un incontro per illustrare l\u2019argomento.<br \/>\n<strong>Sabato 2 agosto, a San Foca, alle ore 19<\/strong>, <strong>in piazzetta dei Pescatori<\/strong>, \u00e8 in\u00a0 programma un incontro per discutere del progetto <strong><em>\u201cSea-Salentum Environmental Assistant\u201d.<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Il progetto \u2013 che fa parte del\u00a0 programma comunitario \u201cGuardians of the Sea\u201d Custodi del Mare \u2013 \u00e8 l\u2019unico in Italia e tra i cinque in Europa ad aver ottenuto un finanziamento comunitario.<\/p>\n<p>All\u2019iniziativa prenderanno parte <strong>Attilio Monosi<\/strong> (assessore al Patrimonio del Comune di Lecce), <strong>Luciano Cariddi<\/strong> (sindaco di Otranto), <strong>Marco Pot\u00ec<\/strong> (sindaco di Melendugno), <strong>Luca De Carlo<\/strong> (sindaco di Vernole) e <strong>Cosimo Montinaro<\/strong>, presidente della Cooperativa Pescatori \u201cLa Folgore\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Introduzione:<\/span><\/strong><\/p>\n<p>Il mare, rappresentando circa i tre quarti della superficie terrestre, ha importanza fondamentale per il sostentamento dell\u2019uomo.<\/p>\n<p>Nel mare Adriatico la biodiversit\u00e0 marina \u00e8 sostanzialmente concentrata entro i primi 50 metri di profondit\u00e0 con il 90% della flora e il 50% della fauna ittica presenti in questa zona, senza considerare che questa stima non tiene conto delle acque profonde, ancora poco esplorate. Esso risente degli effetti negativi dovuti alla presenza umana poich\u00e9 il livello di antropizzazione estremamente elevato, presente lungo le sue coste, rappresenta un pericolo per uno dei mari pi\u00f9 ricchi in biodiversit\u00e0 del globo.<\/p>\n<p>Il monitoraggio e il controllo dell\u2019habitat marino e la valutazione della qualit\u00e0 della colonna d\u2019acqua rappresentano i punti cardine per garantire l\u2019ecosistema marino e tutelarlo in tutte le sue sfaccettature.<\/p>\n<p>Questo progetto prevede la realizzazione di specifiche analisi della superficie marina e della colonna d\u2019acqua, ma non solo.<\/p>\n<p>Il progetto che si intende proporre si muover\u00e0 lungo tre direttrici principali che vedranno il coinvolgimento diretto della comunit\u00e0 dei pescatori locali :<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>1)\u00a0\u00a0\u00a0 La pulizia dei fondali marini dagli attrezzi di pesca smarriti e dalle forme di inquinamento marino<\/p>\n<p>2)\u00a0\u00a0\u00a0 La salvaguardia e guardiania del patrimonio archeologico sottomarino dell\u2019area di intervento<\/p>\n<p>3)\u00a0\u00a0\u00a0 La sorveglianza marittima, ricerca e soccorso. Controllo delle attivit\u00e0 di pesca in collaborazione con le Autorit\u00e0 di controllo nazionali.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Tutto questo potr\u00e0 garantire la conoscenza degli habitat e delle specie che lo determinano, fornendo la possibilit\u00e0 di mettere in atto strategie di tutela e gestione che consentano, pur in presenza di attivit\u00e0 umane, il rispetto totale dell\u2019ecosistema.<\/p>\n<p>L\u2019Individuazione di misure di conservazione e di tipologie di interventi ammissibili, previa valutazione dello status degli habitat e delle specie di interesse comunitario e delle relative criticit\u00e0, potranno stabilire una serie di interventi di gestione, per la conservazione di specie secondo un percorso logico ben definito dall\u2019analisi dei dati ottenuti.<\/p>\n<p>La normativa Italiana riguardante le politiche ambientali rappresenta un\u2019importante svolta culturale poich\u00e9 prende in considerazione la valenza ecologica dei territori da proteggere anche in un\u2019ottica ecosistemica e non solo in base alla presenza di singole specie o di valori paesaggistici, tenendo in grande considerazione gli aspetti economici ed i valori culturali legati alla presenza dell\u2019uomo.<\/p>\n<p>La Direttiva 92\/43\/CEE, sinteticamente definita &#8220;Habitat Directive&#8221;, costituisce lo strumento pi\u00f9 recente e pi\u00f9 caratterizzante di un diverso approccio per individuare azioni coerenti che consentano l&#8217;uso del territorio e lo sfruttamento delle risorse in una logica di sviluppo sostenibile per il mantenimento vitale degli ecosistemi. La Direttiva fornisce indirizzi concreti per le azioni e per la costituzione di una rete europea di siti rappresentativi per la conservazione del patrimonio naturale d\u2019interesse comunitario, detta \u201cNATURA 2000\u201d.<\/p>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Analisi del sito:<\/span><\/strong><\/p>\n<p>La regione Puglia, con i suoi 800 km di costa, presenta numerose problematiche legate alla tutela e alla conservazione dei beni e servizi offerti dal mare sia in termini di attivit\u00e0 industriali che di attivit\u00e0 turistiche.<\/p>\n<p>La costa adriatica salentina \u00e8 molto apprezzata da turisti e visitatori per le sue caratteristiche che la rendono unica pi\u00f9 che rara. Il litorale costiero \u00e8 caratterizzato da rocce che cadono a picco nel mare, con tratti in cui la scogliera \u00e8 molto alta alternati a tratti rocciosi pi\u00f9 bassi.<\/p>\n<p>L\u2019area di riferimento del progetto comprende 38 km di costa, partendo da nord, dal litorale di San Cataldo che fa capo a Lecce, capoluogo di provincia e anima del Salento. Il volto di San Cataldo \u00e8 particolare e tipizzato: piccolo borgo di pescatori si distingue per la presenza di una lunga fila di dune sabbiose ricoperte dalla vegetazione ed ospita un\u2019area protetta, la Riserva Naturale delle Cesine.<\/p>\n<p>Solo 16 km pi\u00f9 a sud, si incontrano le superpremiate marine di Melendugno che, nell\u2019estate 2012, sono state giudicate meritevoli sia della Bandiera Blu sia delle 5 vele di Legambiente (nel secondo caso, uniche nel Salento). San Foca, Roca Vecchia, Torre dell\u2019Orso e Sant\u2019Andrea sono forse poco conosciute, ma ognuna di loro presenta una particolarit\u00e0. San Foca ha due abitanti speciali: lo \u201cScoglio dell\u2019Otto\u201d (detto cos\u00ec per la forma) e un importante porto turistico. Roca \u00e8 rinomata, invece, per la grotta naturale della Poesia e per i ruderi del suo castello a strapiombo sul mare. A Torre dell\u2019Orso, i fiori all\u2019occhiello sono la Grotta di San Cristoforo e i due faraglioni (le \u201cdue sorelle\u201d), mentre a Sant\u2019Andrea, oltre agli scogli a picco che emergono dall\u2019acqua nei pressi della riva, spicca la rigogliosa pineta che incontra quella degli Alimini.<\/p>\n<p>L\u2019area di intervento del progetto si ferma a sud sul litorale di Otranto. Nella cittadina pi\u00f9 orientale d\u2019Italia, particolare rinomanza assume la piccola baia di Porto Badisco, nella zona della Grotta Monaca o la leggendaria Baia dei Turchi.<\/p>\n<p>Per affrontare la complessit\u00e0 e l\u2019imprevedibilit\u00e0 delle attivit\u00e0 antropiche correlate all\u2019ecosistema marino, si deve necessariamente strutturare un attento monitoraggio e analisi dei dati che, attraverso un processo dinamico e continuo delle disposizioni istituzionali e delle conoscenze ecologiche, mira al miglioramento delle politiche e delle pratiche di gestione al fine di favorire il soddisfacimento degli obiettivi sociali.<\/p>\n<p>Tutto questo servir\u00e0 a operare una continua revisione dello stato dell\u2019ecosistema e delle sue mutanti condizioni ambientali e socio-economiche.<\/p>\n<p>Il progetto porter\u00e0 ad uno studio e ad uno sviluppo di politiche per la promozione delle attivit\u00e0 compatibili, promuovendo iniziative atte a favorire la crescita economica, sociale e culturale delle comunit\u00e0 residenti.<\/p>\n<p>L\u2019iniziativa in atto si prefigge come obiettivo principale di coinvolgere il locale ceto peschereccio con una doppia finalit\u00e0:<\/p>\n<p>1)\u00a0\u00a0\u00a0 per supporto attivo nello svolgimento di tutte le fasi di progetto;<\/p>\n<p>2)\u00a0\u00a0\u00a0 per contrastare il progressivo abbandono della tradizionale attivit\u00e0 peschereccia da sempre presente sul territorio.<\/p>\n<p>Il coinvolgimento dei pescatori locali risulter\u00e0 prezioso poich\u00e9 essi sono reali conoscitori delle zone di pesca e dell&#8217;ambiente marino e quindi possono fornire preziose indicazioni per l\u2019individuazione delle aree di maggior incidenza sui diversi obiettivi di progetto che debbono essere raggiunti. Grazie a questo contributo il lavoro di monitoraggio non sar\u00e0 dispersivo visto l&#8217;ampiezza della zona oggetto di intervento e sar\u00e0 efficientemente rivolto alle zone critiche cio\u00e8 nelle zone sensibili.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>I crescenti impatti e le pressioni antropiche su questo compartimento richiedono quindi azioni appropriate, in grado di gestire e conservare adeguatamente tale ambiente.<\/p>\n<p>L\u2019impatto antropico marino (scarichi civili, attivit\u00e0 industriali, costruzione della viabilit\u00e0, opere di difesa della costa, ripascimenti delle spiagge, attivit\u00e0 di pesca professionale, diportismo, ecc\u2026) genera forti pressioni sull&#8217;ecosistema marino-costiero ed \u00e8 fondamentale che ogni comunit\u00e0 si doti di uno strumento conoscitivo in grado di evidenziare e quantificare gli eventuali danni ambientali in atto, le risorse presenti sulla superficie del fondale marino e la qualit\u00e0 dell\u2019acqua, al fine di pianificare tempestivamente le opportune attivit\u00e0 correttive. A questo per garantire tali premesse si ha la necessit\u00e0 di svolgere un\u2019attivit\u00e0 sistematica di monitoraggio.<\/p>\n<p>Tutta la fascia costiera presa in analisi presenta una densit\u00e0 di urbanizzazione molto alta, con una presenza massiccia di infrastrutture e opere di urbanizzazione, con una diffusa portualit\u00e0. L\u2019ambiente marino costiero \u00e8 caratterizzato da un litorale molto vario composto da ambienti meritevoli di salvaguardia e da una preziosa biodiversit\u00e0, , senza dimenticare il sito archeologico di \u201cRoca Vecchia\u201d e il valore storico-culturale che pu\u00f2 rappresentare per tutta la comunit\u00e0.<\/p>\n<p>Attraverso una serie di misurazioni e di campionamenti delle acque, possiamo ottenere un importante campione di dati e un monitoraggio costante per controllare lo stato di salute dell\u2019habitat marino.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Obiettivi di progetto<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong>Azione di monitoraggio e analisi della colonna d\u2019acqua:<\/strong><\/p>\n<p>I principali fattori che influenzano lo stato di salute del mare sono:<\/p>\n<ul>\n<li>L&#8217;eutrofizzazione e l&#8217;inquinamento provenienti dall&#8217;agricoltura, dalle attivit\u00e0 industriali, dal turismo e dalla crescita demografica.<\/li>\n<li>L&#8217;introduzione di specie non autoctone attraverso le acque di zavorra delle navi, il fouling, le importazioni e le invasioni biologiche.<\/li>\n<li>La pesca e lo sfruttamento eccessivo delle risorse biologiche.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019analisi del fondale marino e degli habitat presenti garantisce una conoscenza dettagliata della costa e delle risorse disponibili al fine di tutelare al massimo il patrimonio naturale e archeologico presente nell\u2019area interessata dall\u2019intervento.<\/p>\n<p>Negli ultimi vent&#8217;anni c\u2019\u00e8 stata un\u2019attenzione crescente finalizzata ad una migliore gestione e conservazione delle coste pugliesi, bench\u00e9 alcune zone, seppur di pregevole valore naturalistico-culturale, non siano\u00a0 al momento interessate da nessuna forma di gestione e conservazione.<\/p>\n<p>La tutela di queste aree non pu\u00f2 prescindere dalla conoscenza sia delle variabili ambientali che delle attivit\u00e0 socio-economiche,\u00a0 al fine di realizzare una progettualit\u00e0 coerente, in cui le esigenze della protezione si incontrino con quelle della vocazione turistico-industriale della zona in esame.<\/p>\n<p>Per perseguire questo scopo \u00e8 necessaria un\u2019accurata conoscenza dei fondali marini e della colonna d\u2019acqua che si pu\u00f2 realizzare tramite:<\/p>\n<ul>\n<li>Interventi di mappatura attraverso l\u2019utilizzo di ecografi ad alta frequenza, che forniscono informazioni sulla morfologia del fondale, volti ad integrare ed aggiornare le conoscenze circa l\u2019estensione dei principali habitat bentonici (prateria di Posidonia e Coralligeno ecc.)<\/li>\n<li>Attivit\u00e0 di monitoraggio per mezzo di campionamenti subacquei, per valutare lo stato di salute degli habitat in modo da individuare eventuali fenomeni regressivi;<\/li>\n<li>Mappatura degli scarichi civili \/industriali;<\/li>\n<li>Monitoraggio della colonna d\u2019acqua tramite campionamenti stagionali volti ad individuare la distribuzione di diversi inquinanti nello spazio e nel tempo;<\/li>\n<li>Mappatura delle attivit\u00e0 socio-economiche, con particolare attenzione alle attivit\u00e0 legate al turismo e alla pesca;<\/li>\n<li>Mappatura dei siti di rilevante importanza storico-culturale e\/o ambientale presenti nell\u2019area di analisi;<\/li>\n<li>Creazione di un geo-database che contenga tutte le informazioni spazialmente esplicite derivanti dalle campagne di mappatura e monitoraggio.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Tutte le informazioni raccolte saranno elaborate con l\u2019utilizzo di software per l\u2019analisi spaziale al fine di produrre mappe che esplicitino la localizzazione delle diverse variabili considerate.<\/p>\n<p>La conoscenza, tramite i dati provenienti dal monitoraggio, dell\u2019evoluzione delle variabili ambientali permetter\u00e0 una valutazione costante dello stato di salute del territorio, consentendo interventi di tutela tempestivi e idonei.<\/p>\n<p>L\u2019analisi combinata di tutti i dati raccolti porter\u00e0 poi allo sviluppo di piani di gestione olistici che permettano di individuare le aree pi\u00f9 idonee per la realizzazione d\u2019interventi di protezione e per lo sviluppo sostenibile delle principali attivit\u00e0 economiche della zona in esame.<\/p>\n<p>La realizzazione di tale progetto contribuir\u00e0 alla pianificazione per garantire la tutela e la valorizzazione dei sistemi ambientali cooperando con le principali attivit\u00e0 socio-economiche delle comunit\u00e0 presenti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>La pulizia dei fondali<\/strong><\/p>\n<p>La \u00a0pulizia \u00a0dei \u00a0fondali\u00a0 avverr\u00e0 \u00a0con peschereccio di lunghezza m.t. 14,92 larghezza m.t. 5,70\u00a0 G.T. 23 munita di apparato motore\u00a0 della potenza\u00a0 di C.V. 125- ufficio di iscrizione Ortona (sigla OR 184) abilitato ad esercitare\u00a0 la pesca a \u00a0strascico e pesca turismo.<\/p>\n<p>La pulizia dei fondali sar\u00e0 compresa entro la batimetrica dei 20 mt. e dei litorali sabbiosi della fascia costiera delle marine ricadenti a partire dal territorio comunale di Lecce per arrivare fino al territorio appartenente al Comune di Otranto per un totale complessivo di km. 38 di costa. per la fase operativa si proceder\u00e0 alla raccolta sistematica degli attrezzi da pesca smarriti e dei rifiuti solidi depositati sui fondali marini o presenti in sospensione raccolti con apposite attrezzature dai pescatori professionali ,sommozzatori e sub presenti a bordo dell\u2019imbarcazione e \u00a0temporaneamente tali rifiuti saranno \u00a0stoccati a bordo in contenitori differenziati \u00a0sul peschereccio innanzi citato \u00a0munito di tutti i confort sufficiente per consentire all\u2019equipaggio di rimanere in mare anche per diversi giorni e permettere pertanto\u00a0 di \u00a0portare a bordo tutte \u00a0le attrezzature necessarie in conformit\u00e0 con le attivit\u00e0 da eseguire (spazio per la raccolta e lo stoccaggio di rifiuti, attrezzature da pesca , di monitoraggio attrezzature per la\u00a0 raccolta di dati a sostegno alla ricerca , lotta ai rischi ambientali, monitoraggio dell\u2019 ambiente marino , della colonna d\u2019acqua ecc.)<\/p>\n<p>La raccolta dei rifiuti prodotti e pescati dalle navi, comprese quelle da pesca \u00e8 regolata da una normativa internazionale, di cui va certamente perfezionata l\u2019applicazione superando le non poche difficolt\u00e0 esistenti.<\/p>\n<p>In Italia \u00e8 stata recepita con la legge 29 settembre 1980 n. 662 <em>\u201cRatifica ed esecuzione della convenzione internazionale per la prevenzione dell\u2019inquinamento&#8230;\u201d <\/em>cui hanno fatto seguito varie ordinanze delle Capitanerie di Porto.<\/p>\n<p>\u00c8 opportuno sottolineare che, al di l\u00e0 degli obblighi di legge, la pulizia del mare dai rifiuti, fra cui quelli solidi, che hanno origine dalla terraferma e dalle attivit\u00e0 di traffico commerciale e turistico, oltre che dall\u2019attivit\u00e0 peschereccia, \u00e8 un servizio reso alla comunit\u00e0 intera.<\/p>\n<p>Nonostante gli sforzi profusi negli ultimi decenni per prevenire e ridurre l&#8217;inquinamento marino da rifiuti come gli imballaggi di plastica, le reti da pesca abbandonate o rifiuti industriali o domestici, il problema della presenza di rifiuti in mare continua a crescere. Ci\u00f2 \u00e8 dovuto anche alla mancanza di coordinamento tra i programmi mondiali e regionali di gestione dell&#8217;inquinamento marino, le lacune nell&#8217;applicazione delle regole internazionali e nazionali esistenti ed i modi di produzione e consumo sono all&#8217;origine dell&#8217;aggravamento di questo problema.<\/p>\n<p>Si pensa che negli oceani ogni anno vengono gettati pi\u00f9 di 6,4 milioni di tonnellate di rifiuti. Secondo l&#8217;Onu, almeno 267 specie marine nel mondo hanno problemi per l&#8217;ingestione di rifiuti marini, tra queste l&#8217;86% delle specie di tartarughe marine, il 44% di tutte le specie di uccelli martini e il 43% di tutte le specie di mammiferi marini. Sta crescendo anche la preoccupazione per il potenziale impatto sulla salute umana dei rifiuti marini che contengono sostanze tossiche.<\/p>\n<p>Le ingenti quantit\u00e0 di plastica in mare, soprattutto della frazione pi\u00f9 leggera costituita dai sacchetti, causano gravi danni alla fauna marina. A farne le spese sono soprattutto i mammiferi marini e le tartarughe che scambiano le parti di sacchetti di plastica per meduse \u2013 come testimoniano numerosi studi di universit\u00e0 canadesi, brasiliane, spagnole e italiane riportati nel rapporto delle due Agenzie regionali per la protezione dell\u2019ambiente.<\/p>\n<p>Secondo l\u2019Unep e l\u2019Agenzia di protezione ambiente svedese, di 115 specie di mammiferi marini, 49 sono a rischio intrappolamento o ingestione di rifiuti marini. I cetacei e i mammiferi marini vengono attratti da questi materiali spesso di colore acceso. Elefanti marini, delfini, capodogli, lamantini sono tutti stati trovati ingerire sacchetti di plastica. Nelle tartarughe il sacchetto di plastica, scambiato per una medusa, provoca il blocco del tratto digestivo e il conseguente soffocamento. Di 312 specie di uccelli marini, 111 sono note per aver ingerito rifiuti plastici. Tra i 700.000 e un milione di uccelli marini rimangono ogni anno uccisi per soffocamento o intrappolamento.<\/p>\n<p>In particolare la &#8220;micro-plastica&#8221;, frutto della disgregazione dei materiali plastici, pu\u00f2 provocare accumuli di sostanze contaminanti e cancerogene o che presentano rischio per il sistema riproduttivo o altri rischi sanitari.<\/p>\n<p>L&#8217;impatto dei rifiuti marini sulla flora e la fauna dei mari \u00e8 un problema che \u00e8 necessario affrontare oggi con molta pi\u00f9 rapidit\u00e0.<\/p>\n<p>Alla grande quantit\u00e0 di studi faunistico-ambientali si contrappongono solo una scarsa quantit\u00e0 di informazioni riguardanti l\u2019impatto economico. La ricerca condotta da KIMO <em>(<strong>KIMO International <\/strong>-associazione europea che rappresenta oltre 6 milioni di persone preoccupate per la sicurezza e l\u2019inquinamento dei mari) <\/em>ha cercato di chiarire l\u2019impatto economico di questi rifiuti sulle comunit\u00e0 costiere, in particolare lungo la regione nord-orientale dell\u2019Europa, e di capire le conseguenze sull\u2019intera filiera ittica (acquacoltura, pesca, porti, comuni, servizi di soccorso e organizzazioni di volontariato).<\/p>\n<p>Dai risultati \u00e8 emerso che l\u2019impatto economico dei rifiuti marini su comunit\u00e0 costiere e industria ittica \u00e8 notevole: le autorit\u00e0 locali del Regno Unito spendono mediamente circa 18 milioni di euro all\u2019anno per rimuovere i rifiuti dalle spiagge, con un aumento del 37,4% negli ultimi 10 anni, mentre i comuni olandesi spendono 10,4 milioni di euro ogni anno. La spazzatura marina costa alla flotta da pesca scozzese tra gli 11,7 milioni e i 13 milioni di euro all\u2019anno, pari al 5% del gettito totale degli stabilimenti coinvolti; mentre i porti spagnoli spendono in media 61.013 euro ciascuno ogni anno per rimuovere i rifiuti.<\/p>\n<p>Oltre il 70% dei porti e delle marinerie interessate hanno parlato di incidenti dovuti alla spazzatura marina, basti pensare che nel 2008 la <em>Royal National Lifeboat Institution <\/em>-l\u2019organizzazione che fornisce assistenza nelle acque britanniche- ha effettuato 286 interventi di soccorso a navi con eliche inceppate dai rifiuti, con costi tra gli 830.000 euro e i 2.189.000 euro.<\/p>\n<p>La ricerca ha anche sottolineato che, sebbene l\u2019impatto economico dei rifiuti marini si verifichi prevalentemente a livello locale, le azioni per ridurli devono essere condotte su scala internazionale. Gli operatori del settore auspicano che l\u2019Unione Europea prosegua l\u2019indagine sull\u2019impatto socioeconomico dei rifiuti marini e prenda misure mirate, senza le quali i costi per ridurre la spazzatura in mare sono destinati inevitabilmente ad aumentare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>La salvaguardia e guardiania del patrimonio archeologico sottomarino<\/strong><strong><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Lungo le coste salentine dell\u2019Adriatico, molti siti archeologici sono stati nel corso dei secoli sommersi dal mare. Ma anche il mare aperto, solcato per millenni dalle navi dei popoli che si sono insediati sulle sue coste dando vita a fiorenti civilt\u00e0, custodisce una miriade di relitti, con il loro prezioso carico di merci, di anfore e di opere d\u2019arte.<\/p>\n<p>La mancanza di una adeguata tutela espone questo straordinario patrimonio culturale a numerosi attacchi da parte dei \u201cnemici dell\u2019arte in mare\u201d: l\u2019inquinamento marino, i\u201ccacciatori di relitti\u201d e le organizzazioni criminali dedite al saccheggio e al commercio illecito di reperti archeologici ed opere d\u2019arte, le cosiddette \u201carcheomafie\u201d, ma anche la pesca e il turismo subacqueo irresponsabile. Anche il semplice appassionato pu\u00f2, infatti, imbattersi fortuitamente in una scoperta archeologica. In casi del genere comportamenti scorretti, seppur inconsapevolmente, possono danneggiare gravemente i reperti, e soprattutto far perdere le informazioni storiche di cui quell\u2019antico oggetto \u00e8 custode.<\/p>\n<p>L\u2019attivit\u00e0 che verr\u00e0 effettuata durante lo svolgimento del progetto \u00e8 quella di una vera e propria salvaguardia e guardiania del patrimonio archeologico sottomarino dell\u2019area di intervento, assicurando la protezione del patrimonio archeologico sottomarino, prevenendo il rischio di attivit\u00e0 illegali (come scavi non regolamentati) o di episodi di vandalismo e saccheggio e garantendo la durata nel tempo di opere e monumenti.<\/p>\n<p>A tal proposito il primo sito da presidiare, venendo da Nord, \u00e8 il Molo di Adriano situato a San Cataldo (frazione di Lecce).<\/p>\n<p>In epoca romana San Cataldo era sede di un importante porto, intitolato all&#8217;imperatore Adriano, che ne aveva ordinato la ricostruzione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Del porto di Lecce scrive tra i primi lo storico e geografo greco Pausania del II sec. d.C. che lo definisce \u201cun porto artificiale per le navi, opera dell&#8217;imperatore Adriano\u201d. Qui confluivano le strade che si diramavano dalla citt\u00e0 romana verso il mare, tutte in direzione da Ovest a Est ed ancora visibili in alcune tracce di antiche carrarecce, incrostate dai depositi calcarei a seguito del lungo tempo di disuso.<\/p>\n<p>Il \u201cMolo di Adriano\u201d sorgeva, dunque, dov\u2019era pi\u00f9 naturale e logico che fosse ubicato, in un\u2019insenatura rivolta ad Oriente ricadente nell\u2019attuale marina di San Cataldo, dunque a pochi chilometri da Lecce, punto di approdo dei tanti marinai che solcavano il basso Adriatico, luogo di fiorenti traffici di merci e di scambi tra vari popoli del Mediterraneo. Di quest\u2019imponente opera portuale si possono tuttora ammirare nei pressi del faro i blocchi regolari, quasi squadrati, in parte chiaramente individuabili fuori dall\u2019acqua, in parte sommersi e completamente ricoperti da vegetazione marina.<\/p>\n<p>Il porto, edificato da Adriano nel secondo secolo d.C., l\u00ec dove naturalmente ricadeva l\u2019estrema propaggine dell&#8217;impero romano verso Oriente, \u00e8 indicato dalle fonti letterarie come luogo dello sbarco dell\u2019imperatore Ottaviano che era diretto a Roma dopo aver appreso la notizia della morte di Cesare, nel 44 a.C. Lo stesso Pausania riferisce che l\u2019imperatore fece costruire la struttura portuaria per fornire un ancoraggio, in caso di burrasca, alle imbarcazioni che facevano il tragitto fra Brindisi e Otranto, gli altri due nodi portuali romani, tappe obbligate per chi percorresse le rotte di Levante, facendo da ponte tra Oriente e Occidente.<\/p>\n<p>L\u2019antico porto adrianeo costitu\u00ec, dunque, il principale e pi\u00f9 vicino sbocco marittimo della citt\u00e0, ricoprendo un ruolo determinante tra la fine dell&#8217;et\u00e0 repubblicana e la prima et\u00e0 imperiale, quando il municipium di Lupiae conobbe un forte impulso economico e culturale. Proprio in questo periodo la cittadina, ormai pienamente romanizzata, incontr\u00f2 un crescente sviluppo fiorendo in particolare, secondo quanto narrano le fonti,\u00a0 grazie ai favori concessi dall\u2019imperatore stesso verso la citt\u00e0 erede della grande Rudiae e, probabilmente, ancor prima, della Sibari Sallentina. Cos\u00ec anche il traffico marittimo divenne intenso e il suo vicino porto sempre pi\u00f9 fiorente, diventando teatro di numerosi scambi commerciali nonch\u00e9 culturali nell\u2019intera area del Mediterraneo. L\u2019opera fu poi munita di infrastrutture che furono ulteriormente rafforzate dalla costruzione del molo, prolungandosi in mare per una lunghezza di oltre un miglio e in profondit\u00e0\u00a0 fino a circa 15 mt, nel punto in cui gli ingegnosi costruttori romani impostarono le fondamenta, fissandone il basamento e i pilastri in resistente pozzolana.<\/p>\n<p>La parte pi\u00f9 avanzata del molo, a nord del faro, \u00e8 riuscita a resistere fino ai nostri giorni ma ci\u00f2 che di pi\u00f9 straordinario si conserva dell\u2019antica struttura, purtroppo, sfugge agli occhi dei visitatori della marina di San Cataldo in quanto completamente sommerso e consumato dalle acque. Enormi massi giacciono, infatti, sul fondale marino, in attesa di essere riscoperti in tutta la loro grandezza, a testimonianza del glorioso passato che sulle coste dell\u2019antico Sallentum.<\/p>\n<p>Un&#8217;altra postazione da monitorare e salvaguardare si trova a Roca Vecchia.<\/p>\n<p>Roca Vecchia o <em>Rocavecchia<\/em> \u00e8 una delle marine di Melendugno, ed \u00e8 posta tra San Foca e Torre dell\u2019Orso.<\/p>\n<p>Sede di importanti scavi archeologici, \u00e8 un centro turistico di rilievo durante il periodo estivo. Si segnalano la torre di avvistamento cinquecentesca, le rovine del castello a picco sul mare, il santuario della Madonna di Roca del XVII sec. e le due grotte <em>Poesia<\/em>. Queste ultime, in particolare, distanti circa 60 m l&#8217;una dall&#8217;altra, sono delle grotte carsiche cui sono crollati i tetti; l&#8217;acqua del mare giunge in ciascuna di esse attraverso un canale percorribile a nuoto o con una piccola imbarcazione. La pi\u00f9 grande delle due ha una pianta approssimativamente ellittica con assi di circa 30 e 18 m e dista dal mare aperto una trentina di metri. La <em>Poesia Piccola<\/em>, invece, ha assi di circa 15 e 9 m ed \u00e8 separata dal mare aperto da una settantina di metri in linea d&#8217;aria. La sua notevole importanza in ambito archeologico \u00e8 legata al rinvenimento nel 1983 di iscrizioni messapiche (ma anche latine e greche) sulle sue pareti, da cui \u00e8 stato possibile stabilire che la grotta fosse anticamente luogo di culto del dio <em>Taotor<\/em> (o anche <em>Tator<\/em>, <em>Teotor<\/em>, o <em>Tootor<\/em>).<\/p>\n<p>Le ricerche pi\u00f9 recenti hanno anche individuato come punto di approdo antico connesso con l\u2019abitato di Roca Vecchia la vicina baia di <strong>Torre dell\u2019Orso<\/strong>. Qui infatti la grotta di San Cristoforo (\u201cil traghettatore\u201d, nome altomedievale, ma la grotta \u00e8 di origini ben pi\u00f9 antiche) si apre nella parete di roccia sul lato sud &#8211; orientale della baia. Si presenta come un\u2019escavazione a pianta rettangolare, probabilmente eseguita tra il IV e il III sec. a.C.. Uno studioso locale, il giudice De Simone, ordin\u00f2 nel 1877 l\u2019asportazione, dalle pareti, di alcune porzioni di roccia sulle quali erano graffite iscrizioni in lingua greca e latina. Tra il 1981 e il 1983 alcune campagne di scavo dell\u2019Universit\u00e0 di Lecce hanno permesso di individuare diversi periodi di frequentazione della cavit\u00e0. Al IV &#8211; III sec. a.C. risale una\u00a0 sistemazione dell&#8217;interno della grotta con una banchina di roccia risparmiata che corre lungo tre lati. Le risulte servirono a sistemare il pendio antistante l&#8217;ingresso, con creazione di una terrazza artificiale, sulla quale \u00e8 stato individuato uno spesso strato di tufina in cui erano alloggiate almeno tre anfore datate al II-I sec. a.C.. E\u2019 stata anche riconosciuta una grande fossa scavata nel terrazzamento del IV sec. a.C., interpretata come un altare di cenere dello stesso tipo rinvenuto anche in altri luoghi di culto del Salento, come Leuca (grotta Porcinara) e Porto Cesareo. Ad una fase di frequentazione alto-medievale risale una lucerna in bronzo di produzione orientale ed altri materiali pi\u00f9 tardi. Sulle pareti interne della grotta rimangono ancora altri frammenti di epigrafi greche, latine e medievali, il pi\u00f9 importante dei quali \u00e8 stato purtroppo vandalicamente asportato da ignoti nel 1995. La grotta fu frequentata da navigatori e mercanti che si apprestavano ad attraversare (o avevano appena attraversato) il canale d&#8217;Otranto, esprimendo al dio, attraverso queste iscrizioni, voti, dediche ed invocazioni.<\/p>\n<p>Sul versante opposto della baia \u00e8 poi ubicato un altro insediamento rupestre, scavato nell&#8217;alto costone roccioso, utilizzato fino ai primi anni &#8217;60 come vera e propria abitazione estiva da parte di alcune famiglie dei paesi vicini e successivamente, in parte, fino ai primi anni \u201880, come deposito di reti da pesca. Le cavit\u00e0, il cui lato d\u2019ingresso \u00e8 stato spesso tamponato per adattarle agli usi pi\u00f9 recenti, si articolano su tre livelli, e sono in tutto 10, delle quali 7 al livello pi\u00f9 alto. La pi\u00f9 ampia di esse \u00e8 facilmente identificabile come luogo di culto medievale. Il costone roccioso \u00e8 stato interessato, negli ultimi 40 anni, da due crolli, l\u2019ultimo dei quali, molto rovinoso, risale a circa 10 anni or sono.<\/p>\n<p>E\u2019 possibile che l\u2019insediamento, non ancora indagato con tecniche archeologiche, sia coevo della grotta di San Cristoforo, visto che su alcuni massi di crollo, attualmente giacenti sull&#8217;arenile, sono state individuate &#8211; al di sotto del livello della sabbia &#8211; alcune iscrizioni latine, una delle quali riporta il nome di una nave e quello del suo capitano.<\/p>\n<p>Scendendo a sud, infine, troviamo l\u2019ultimo avamposto di reperti archeologici sottomarini da preservare in prossimit\u00e0 dell\u2019area marina di Otranto.<\/p>\n<p>Il porto storico di Otranto non era collocato all\u2019esterno dell\u2019odierna baia portuale, ma in una zona molto interna, che ha avuto visibilit\u00e0 certamente dalla fase preromana fino al medioevo, riparata naturalmente dai moti ondosi, colmata in parte nei secoli successivi dai sedimenti trasportati dal canale della valle delle Memorie, che sfocia a mare alle spalle della spiaggetta attuale del porto.<\/p>\n<p>Si segnala anche, in quella zona, la presenza di un relitto di\u00a0 imbarcazione (di epoca non nota) ad una profondit\u00e0 di circa 2 metri d\u2019acqua, parzialmente sommerso nella sabbia e visibile ad occhio nudo con mare calmo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Fasi di progetto<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<table border=\"1\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"118\"><strong>WORK PACKAGE<\/strong><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"363\"><strong>ATTIVITA\u2019<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"118\">WP0.<\/p>\n<p>Gestione del progetto<\/p>\n<p>&nbsp;<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"363\">\n<ul>\n<li>\u00b7 Pianificazione delle attivit\u00e0 generali della progettazione operativa<\/li>\n<li>\u00b7 Pianificazione delle attivit\u00e0 di controllo e verifica dell\u2019avanzamento lavori e dei risultati prodotti<\/li>\n<li>\u00b7 Pianificazione assetto organizzativo e management<\/li>\n<li>\u00b7 Individuazione e coinvolgimento dei soggetti sul territorio<\/li>\n<\/ul>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"118\">\n<p align=\"left\">WP1.<\/p>\n<p>\u00a0Analisi dell\u2019ambiente<\/p>\n<p>&nbsp;<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"363\">\n<ul>\n<li>\u00b7 Ricognizione e mappatura dei fondali marini dell\u2019area oggetto di intervento, con individuazione dei rifiuti da asportare<\/li>\n<li>\u00b7 Ricognizione e mappatura del patrimonio archeologico sottomarino esistente nell\u2019area in oggetto<\/li>\n<li>\u00b7 Analisi dell\u2019accessibilit\u00e0<\/li>\n<li>\u00b7 Mappatura degli scarichi civili e industriali<\/li>\n<li>\u00b7 Analisi delle problematiche chiave relative al contesto ambientale\/naturale<\/li>\n<\/ul>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"118\">WP2.<\/p>\n<p>Progettazione<\/p>\n<p>&nbsp;<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"363\">\n<ul>\n<li>\u00b7 Strutturazione delle attivit\u00e0 da compiere<\/li>\n<li>\u00b7 Definizione delle tecnologie utilizzabili<\/li>\n<li>\u00b7 Individuazione dell\u2019equipaggio da utilizzare nel progetto<\/li>\n<li>\u00b7 Creazione di un geo-database con le informazioni rilevanti<\/li>\n<\/ul>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"118\">WP3.<\/p>\n<p>Messa in opera<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"363\">\n<ul>\n<li>\u00b7 Informazione e sensibilizzazione stakeholders circa il progetto che si sta effettuando<\/li>\n<li>\u00b7 Realizzazione delle attivit\u00e0 progettuali<\/li>\n<\/ul>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"118\">WP 4.<\/p>\n<p>Gestione della<\/p>\n<p>comunicazione<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"363\">\n<ul>\n<li>\u00b7 Individuazione degli obiettivi e dei target della comunicazione<\/li>\n<li>\u00b7 Individuazione dei livelli su cui attuare la comunicazione (interna vs esterna, locale vs allargata)<\/li>\n<li>\u00b7 Individuazione dei mezzi di comunicazione<\/li>\n<li>\u00b7 Progettazione del piano di comunicazione<\/li>\n<li>\u00b7 Coordinamento di azioni logistiche e promozionali<\/li>\n<\/ul>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"118\">WP 5.<\/p>\n<p align=\"left\">Valutazione e monitoraggio<\/p>\n<p>&nbsp;<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"363\">\n<ul>\n<li>\u00b7 qualit\u00e0 progettata e prevista (fase di progettazione ex-ante)<\/li>\n<li>\u2022 qualit\u00e0 prestata (nella fase di attuazione del progetto e di erogazione degli interventi, in \u2013itinere);<\/li>\n<li>\u2022 qualit\u00e0 raggiunta\/percepita (durante l\u2019erogazione degli interventi previsti da progetto ex-post)<\/li>\n<li>\u00b7 Coerenza nelle varie fasi del progetto e del piano finanziario<\/li>\n<li>\u00b7 Avvio di customer satisfaction<\/li>\n<\/ul>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Tempi di realizzazione del progetto<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La durata del progetto \u00e8 prevista in 12 mesi. In particolare si prevede di monitorare e ripulire l\u2019intera zona di progetto in un anno effettuando le principali operazioni durante i fine settimana in modo da ottenere la massima disponibilit\u00e0 dei pescatori e dei sommozzatori impegnati nel progetto.<\/p>\n<p>Contestualmente alle operazioni di pulizia verranno effettuate le azioni di monitoraggio e analisi della colonna d\u2019acqua. Le operazioni di guardiania e sorveglianza, invece, prevederanno un impegno costante per tutta la durata del progetto.<\/p>\n<p>Tale durata \u00e8 giustificata sia dalla estensione della zona oggetto di intervento sia dall\u2019aleatoriet\u00e0 delle condizioni climatiche che possono compromettere la regolarit\u00e0 degli interventi previsti di monitoraggio e di recupero dei rifiuti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Metodologia di intervento<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p>Il sistema di ricerca ed individuazione adottato sar\u00e0 quello \u201cricerca al traino\u201d.<\/p>\n<p>Questo metodo di ricerca \u00e8 efficace e veloce con fondali piatti o poco scoscesi, privi di ostacoli rilevanti e consente di esplorare grandi superfici. Consiste nel farsi trainare dall\u2019imbarcazione a velocit\u00e0 moderata, in modo tale da rimanere in costante visione del fondo, tenendosi ad una tavoletta planante, che consente di cambiare rapidamente la profondit\u00e0 in caso di presenza di ostacoli.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Un altro metodo adottato non solo per la ricerca, ma anche per la realizzazione di filmati, sar\u00e0 quello di utilizzare una telecamera subacquea via cavo a circuito chiuso appositamente studiata per effettuare riprese in diretta dei fondali marini. Questa telecamera permette riprese di qualit\u00e0, ad alta definizione e in diretta su un monitor-tv, alimentandosi con consumi ridottissimi direttamente dall&#8217;imbarcazione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nelle zone cos\u00ec determinate verranno eseguite delle immersioni puntuali (es. rimozione di un rifiuto ingombrante o pesante) o percorsi dei transetti di direzione variabile in funzione delle indicazioni rilevate (pulizia di baie ad alto uso), onde identificare le zone di accumulo dei rifiuti o le zone rilevanti per le analisi delle acque e la tipologia degli stessi e caratterizzare la morfologia dei fondali. Infatti, in funzione delle caratteristiche del fondale saranno predisposte le modalit\u00e0 tecniche degli interventi di pulizia e bonifica nonch\u00e9 quelle delle rilevazioni che debbono essere effettuate.<\/p>\n<p>Inoltre se durante le fasi di ricognizione dei fondali verranno individuati rifiuti particolari e\/o pericolosi, quali ad esempio fusti di olio, ordigni di ogni genere esplosi o inesplosi, o comunque rifiuti del peso superiore a Kg 50, si provveder\u00e0 a segnalare la loro posizione mediante boe di segnalazione e di fornire le coordinate geografiche dei punti sia nel sistema italiano Roma 1940 Monte Mario che tramite il sistema di localizzazione satellitare GPS alle autorit\u00e0 competenti per una loro corretta rimozione.<\/p>\n<p>Infine i filmati e le foto prodotti saranno messi a disposizione degli operatori coinvolti nel progetto come riferimento per le operazioni di raccolta ed esposti nei punti informativi e nelle manifestazioni pubbliche ai fini della divulgazione e della promozione dell\u2019iniziativa.<\/p>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Coinvolgimento di altri enti nel progetto<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p>Al fine di una riuscita ottimale delle attivit\u00e0 progettuali \u00e8 prevista una collaborazione sinergica tra il gruppo di lavoro e le amministrazioni comunali di Lecce, Melendugno e Otranto.<\/p>\n<p>Compito degli enti pubblici sar\u00e0 quello di fornire il supporto logistico alle attivit\u00e0 da svolgere mediante il coinvolgimento di alcuni propri funzionari specificatamente addetti alla materia (provenienti dagli uffici tecnici, dagli uffici ambiente ecc.) che saranno inseriti nel progetto come \u201ctutor ambientali\u201d e presteranno la propria attivit\u00e0 sul territorio di competenza.<\/p>\n<p>A tal fine \u00e8 prevista la sottoscrizione di un apposito protocollo d\u2019intesa tra tutte le amministrazioni coinvolte e il lead partner di progetto.<\/p>\n<p>Nella fase di presentazione della proposta progettuale si allegano le deliberazioni degli organi esecutivi dei tre enti con le quali si fornisce adesione alla proposta progettuale stessa e si rinvia a successivo atto, dopo l\u2019approvazione del progetto, la firma del protocollo d\u2019intesa.<\/p>\n<p>E\u2019 prevista, altres\u00ec, una stretta collaborazione con l\u2019Ufficio Marittimo di San Cataldo e con quello di Otranto.<\/p>\n<p>Il corpo delle Capitanerie di Porto \u00e8 uno dei corpi tecnici della Marina Militare \u2013 Ministero della Difesa al quale \u00e8 affidata la gestione amministrativa, la sicurezza della navigazione, la salvaguardia della vita umana in mare e in genere tutte le attivit\u00e0 marittime connesse alla fruizione del mare nella pi\u00f9 ampia accezione del termine.<\/p>\n<p>Nell\u2019ambito del progetto il compito di questo organo sar\u00e0 quello di fornire tutte le autorizzazioni necessarie per muoversi nell\u2019ambito dello specchio d\u2019acqua interessato dalle attivit\u00e0 e fornire un supporto logistico professionalizzato a tutte le esigenze che, di volta in volta, emergeranno nell\u2019esecuzione di quanto previsto.<\/p>\n<p>Anche in questo caso si prevede, ad avvenuta approvazione della proposta, la sottoscrizione di un apposito protocollo d\u2019intesa che chiarisca ruoli e competenze tra questo organo e gli altri partners di progetto.<\/p>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Sistema di valutazione del progetto<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p>Anche il sistema di valutazione del progetto si articoler\u00e0 su pi\u00f9 livelli: il primo sar\u00e0 relativo alla valutazione dell\u2019effettiva efficienza del sistema delle tecnologie utilizzate, se cio\u00e8 tutto quello che il progetto si prefissava di realizzare \u00e8 stato realizzato secondo il disegno dell\u2019intervento, il secondo si baser\u00e0 sulla valutazione dell\u2019efficacia di ci\u00f2 che \u00e8 stato realizzato rispetto agli obiettivi prefissati.<\/p>\n<p>La valutazione avr\u00e0 dunque l\u2019obiettivo di valutare se l\u2019intervento \u00e8 stato utile, e cio\u00e8 se ha modificato in senso positivo il problema o soddisfatto il bisogno a partire dal quale \u00e8 stato elaborato e attuato.<\/p>\n<p>Al termine della fase di implementazione del progetto sar\u00e0 possibile analizzare i risultati conseguiti anche attraverso una valutazione di efficacia ed efficienza. La finalit\u00e0 di questa attivit\u00e0 \u00e8 rilevare:<\/p>\n<p>\u2022 efficacia intesa come rapporto tra risultati raggiunti e i risultati attesi (la valutazione sar\u00e0 centrata principalmente sugli aspetti oggettivi dell&#8217;organizzazione, analizzata nei suoi elementi operativi, come per esempio l\u2019articolazione della progettazione esecutiva, la realizzazione degli eventi di comunicazione, il rapporto fra tempi effettivi e tempi programmati).<\/p>\n<p>\u2022 Efficienza intesa come rapporto tra risorse impegnate e risultati conseguiti (rapporto fra risultati ottenuti e risultati attesi, ottenibile soprattutto attraverso la valutazione delle \u201csituazioni\u201d, cos\u00ec come esse vengono costruite e vissute a livello personale, e quindi esplorando gli elementi soggettivi, ovvero la percezione del servizio erogato da parte dei singoli).<\/p>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Sostenibilit\u00e0 futura del progetto<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p>Gli elementi che rendono l\u2019azione sostenibile, riproducibile ed eventualmente estendibile, \u00a0sono di varia natura:<\/p>\n<ul>\n<li>di tipo politico, poich\u00e9 vi \u00e8 un forte sostegno ed una forte attenzione verso gli\u00a0 obiettivi del progetto da parte delle autorit\u00e0 Pubbliche\u00a0 e dagli organismi competenti dopo la conclusione del progetto<\/li>\n<li>l\u2019adeguatezza delle tecnologie utilizzate per la realizzazione del progetto;<\/li>\n<li>le capacit\u00e0 istituzionali e gestionali da parte del team che ha lavorato al progetto;<\/li>\n<li>di tipo economico e finanziario, \u00e8 previsto a regime la possibilit\u00e0 di ottenere proventi derivanti dal merchandising, gadgets, eventuali pubblicazioni e cartoline.<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p>Nel tratto di costa alla base della presente proposta progettuale (che comprende i siti di Acaja, dell\u2019oasi naturalistica delle Cesine &#8211; gestita dal W.W.F. &#8211; , di San Foca &#8211; sede dell\u2019unico porto turistico esistente tra Brindisi e Otranto &#8211; di Torre dell\u2019Orso, dei laghi Alimini e numerosi villaggi turistici, tra cui Valtur e M\u00e9diterran\u00e9e, e che possiede un entroterra particolarmente ricco di motivi storici, architettonici, etnografici &#8211; la Grec\u00eca Salentina) sono\u00a0 stati\u00a0 effettuati ovvero sono in corso o previsti investimenti pubblici di portata rilevante. Questi, se visti sinergicamente con il decollo del Parco archeologico a Roca Vecchia,\u00a0 possono far assumere al tratto costiero tra Lecce e Otranto valenza turistica di rilevanza internazionale.<\/p>\n<p>Anche sull\u2019area archeologica di Roca Vecchia, a partire dal 1984, sono stati effettuati consistenti investimenti pubblici (fondi regionali, dell\u2019Amm.ne provinciale, dell\u2019Universit\u00e0 di Lecce, del C.N.R. ecc.), i quali hanno consentito la creazione di un primo nucleo di parco con possibilit\u00e0 di fruire di ampie superfici scavate\u00a0 (pi\u00f9 di 25.000 mq, oltre alle aree gi\u00e0 scavate negli anni \u201820 &#8211; \u201850 e alle testimonianze monumentali gi\u00e0 visibili).<\/p>\n<p>Tra Citt\u00e0 di Melendugno, Universit\u00e0 del Salento e Amministrazione provinciale sono stati siglati vari protocolli di intesa e Accordi di Programma, l\u2019ultimo dei quali, siglato nel 2006, ha avuto validit\u00e0 fino al 2011. Questo impegna i tre Enti, ciascuno nell\u2019ambito dei propri fini istituzionali, a operare concretamente per la tutela e la valorizzazione di tutta l\u2019area di interesse archeologico-ambientale.<\/p>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Replicabilit\u00e0 del progetto<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p>L\u2019azione progettuale poich\u00e9 si articola in macrofasi ben definite \u00e8 facilmente replicabile nelle zone caratterizzate da problematiche uguali nell\u2019ambito dell\u2019ecosistema marino e dalla presenza di tracce storiche di pregio e rilevanza storico-architettonica-culturale al fine di poter creare un circuito, un network capace di mettere a sistema e dare nuova vita ad un patrimonio che non deve essere dimenticato.<\/p>\n<p>L\u2019azione progettuale quindi, si articola in: preliminare ed attuativa.<\/p>\n<p><strong><em>Preliminare<\/em><\/strong>:<\/p>\n<ul>\n<li>Analisi dei fabbisogni territoriali<\/li>\n<li>Progettazione dell\u2019intervento<\/li>\n<li>Diffusione, promozione, divulgazione dell\u2019iniziativa<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong><em>Attuativa<\/em><\/strong>:<\/p>\n<ul>\n<li>realizzazione dell\u2019intervento che comprende:\n<ul>\n<li>una fase iniziale di orientamento, counselling, bilancio delle competenze<\/li>\n<li>una fase di attivit\u00e0 sul campo.<\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Piano di comunicazione del progetto<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p>Una efficace ed efficiente comunicazione costituisce uno degli elementi chiave del successo di un Progetto.<\/p>\n<p>In generale, le attivit\u00e0 di comunicazione esterna sono finalizzate a promuovere un\u2019ampia diffusione\u00a0 dei risultati e prodotti progettuali presso i settori\/gruppi target nonch\u00e9 la sensibilizzazione dei\u00a0 potenziali utilizzatori e dei diversi soggetti coinvolti nelle tematiche progettuali.<\/p>\n<p>Con il presente progetto si intende realizzare tematiche sensibili e strettamente interconnesse all\u2019ambiente marino locale sia dal punto di vista ecologico-ambientale, sia dal punto di vista informativo e conoscitivo. In tal modo si intende promuovere, divulgare e valorizzare le specie ittiche locali (anche relativamente al loro utilizzo in gastronomia), la storia e la cultura del territorio salentino e la bellezza dal punto di vista turistico delle innumerevoli localit\u00e0 di mare presenti sul territorio.<\/p>\n<p>Specificatamente, gli obiettivi delle attivit\u00e0 di comunicazione sono:<\/p>\n<ul>\n<li>Diffondere informazioni sia sul progetto in generale sia su attivit\u00e0 e prodotti specifici\u00a0 sviluppati all\u2019interno di esso, evidenziandone il valore aggiunto e l\u2019innovativit\u00e0<\/li>\n<li>Rafforzare ed ampliare il coinvolgimento e la partecipazione dei sistemi\/gruppi target<\/li>\n<li>Sensibilizzare tutti gli altri stakeholder\u00a0 sulle tematiche\u00a0 progettuali<\/li>\n<li>Informare il pubblico in generale su cosa sta accadendo nei loro territori<\/li>\n<li>Fornire un\u201d brand\u201d al progetto, ovvero un\u2019immagine identificativa che diventi familiare e\u00a0 dunque facilmente ed immediatamente riconosciuta<\/li>\n<li>Diffondere la conoscenza delle specie ittiche locali presso il grande pubblico informandolo sulla loro stagionalit\u00e0, il loro utilizzo in gastronomia, sulle peculiari caratteristiche organolettiche e sulla loro convenienza<\/li>\n<li>Promuovere il consumo del \u201cbuon pescato italiano\u201d, attraverso il coinvolgimento dei consumatori, della ristorazione e degli esperti di settore<\/li>\n<li>Stimolare l\u2019acquisto delle specie minori nei punti di vendita del dettaglio tradizionale (mercati del pesce e pescherie)<\/li>\n<li>Informare gli operatori al dettaglio circa le potenzialit\u00e0 commerciali delle specie ittiche minori affinch\u00e9 si impegnino a renderle disponibili sui loro banchi<\/li>\n<li>\u00a0Sensibilizzare i consumatori verso un acquisto consapevole dei prodotti del mare informandoli sulle specie ittiche disponibili e indicando quelle che consentono di rispettare l\u2019ambiente senza trascurare la qualit\u00e0<\/li>\n<li>Sensibilizzare i produttori sulla sostenibilit\u00e0 e convenienza dei sistemi di cattura determinando scelte ambientali pi\u00f9 consapevoli, rispetto alle criticit\u00e0 sempre maggiori della flora e fauna marina<\/li>\n<li>Far maturare nei giovani una \u201ccoscienza ambientale e alimentare\u201d coniugando, anche attraverso momenti ludici e gastronomici, l\u2019informazione sulle caratteristiche delle specie ittiche locali e sulle loro ottime propriet\u00e0 nutritive<\/li>\n<li>Creare una nuova immagine della pesca delle specie ittiche locali attraverso momenti di iterazione con i pescatori e gli esperti del settore , cos\u00ec da informare il maggior numero di persone possibili circa le attivit\u00e0 svolte, rimarcando l\u2019importanza della ricerca e della qualit\u00e0 del prodotto locale<\/li>\n<li>Diffondere la storia del territorio salentino presso il grande pubblico attraverso foto d\u2019epoca riguardanti lo sviluppo del territorio, le tradizioni anche religiose legate al mare e il lavoro dei pescatori nel tempo, le tecniche di pesca e l\u2019arte marinaresca (nodi, venti, navigazione a vela ecc.)<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In tutte le fasi, la strategia di comunicazione prender\u00e0 in considerazione i seguenti principi, al fine\u00a0 di garantire un impatto reale delle azioni di disseminazione nonch\u00e9 una implementazione efficiente\u00a0 delle stesse:<\/p>\n<ul>\n<li>evitare di veicolare troppi messaggi contemporaneamente (troppo carico di informazioni\u00a0 produce confusione e dispersione)<\/li>\n<li>garantire la trasparenza dei messaggi da veicolare<\/li>\n<li>utilizzare strumenti di natura diversa (sia \u201cmedia\u201d sia \u201cnon-media\u201d)<\/li>\n<li>modellare il linguaggio sul\/sui gruppo\/i target raggiunti nel quadro delle diverse azioni, in\u00a0 modo da rendere il messaggio interessante, personale e rilevante per quel\/quei gruppo\/i\u00a0 target<\/li>\n<li>utilizzare in ogni caso un linguaggio che seppur tecnico risulti chiaro, comprensibile, diretto\u00a0 ed accessibile<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Gli strumenti utilizzati saranno:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Linea grafica coordinata di progetto <\/strong>\n<ul>\n<li>Obiettivo specifico: identificare il progetto in maniera chiara, immediata e fortemente comunicativa<\/li>\n<li>Target specifici: tutti<\/li>\n<li>Descrizione: la Linea grafica comprende primariamente il logo, il quale \u00e8 inserito su qualsiasi\u00a0 documento, comunicazione e prodotto progettuale. In secondo luogo, viene coerentemente\u00a0 realizzata la carta intestata, il format delle presentazioni .ppt e i layout di brochure, poster e\u00a0 newsletter.<\/li>\n<li><strong>Sito web di progetto <\/strong>\n<ul>\n<li>Obiettivo specifico: fornire informazioni specifiche e costantemente aggiornate sul progetto e sul\u00a0 suo stato di avanzamento<\/li>\n<li>Target specifici: tutti<\/li>\n<li>Descrizione: il sito web rappresenta uno strumento particolarmente utile per divulgare informazioni\u00a0 sul progetto al grande pubblico e dunque a tutti i sistemi\/gruppi target e a tutti gli altri stakeholder.<\/li>\n<li>Il sito web includer\u00e0 un\u2019area pubblica ed un\u2019area riservata. Nell\u2019area pubblica, saranno\u00a0 inserite informazioni specifiche sul progetto e relative ad obiettivi, attivit\u00e0, risultati attesi, prodotti e\u00a0 partenariato e saranno caricati tutti i prodotti pubblici del progetto (materiale di comunicazione,\u00a0 pubblicazioni, ecc.); news di aggiornamento dello sviluppo del progetto saranno pubblicate\u00a0 periodicamente, mentre saranno inseriti link a siti di interesse per le tematiche affrontate. L\u2019area privata sar\u00e0 invece utilizzata\u00a0 esclusivamente dai partner per la comunicazione interna e per condividere i documenti tecnici di\u00a0 progetto (verbali, report, format di gestione ed amministrativi, ecc.)<\/li>\n<li><strong>Seminari nazionali informativi<\/strong>\n<ul>\n<li>Obiettivo specifico: diffondere (presso un ampio pubblico composto da operatori, esperti, autorit\u00e0, popolazione, visitatori, turisti, locali, ecc.) le finalit\u00e0 del progetto, i risultati conseguiti e i relativi prodotti sviluppati.<\/li>\n<li>Target specifici: amministratori\/decisori, associazioni di categoria,\u00a0 comunit\u00e0 scientifica<\/li>\n<li><strong>Eventi sul territorio<\/strong>\n<ul>\n<li>Obiettivo specifico: fornire informazioni sul progetto accoppiando una fase ludica e una gastronomica a quella puramente informativa<\/li>\n<li>Target specifici: tutti<\/li>\n<li>Descrizione: un vero e proprio tour di eventi che si svilupper\u00e0 attraverso la sosta nelle principali piazze delle localit\u00e0 marine oggetto delle attivit\u00e0 di progetto.<\/li>\n<li>Questi eventi rappresentano un momento di enorme coinvolgimento per i territori interessati, in quanto gli eventi sono da considerare veri e propri poli di attrazione informativi e di incontro, svago e di opportunit\u00e0, durante i quali i cittadini, i consumatori, gli appassionati e le istituzioni si confronteranno per far conoscere, apprezzare e valorizzare il territorio e la cultura locale attraverso la esposizione di prodotti tipici salentini connessi alla vita marina. In particolare si faranno conoscere le specie ittiche locali attraverso stand gastronomici che garantiranno un assaggio dei prodotti ittici locali cucinati secondo tradizione; da segnalare l\u2019utilizzo di un gazebo contenente una vera e propria esposizione realizzata con ausilio di audiovisivi, materiale fotografico e pubblicazioni editoriali per illustrare la qualit\u00e0 e le caratteristiche esclusive del territorio salentino e delle specie ittiche locali.<\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<\/ul>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2014\/08\/02\/semaforo-verde-per-il-progetto-s-e-a-salentum-environmental-assistant\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2014\/08\/02\/semaforo-verde-per-il-progetto-s-e-a-salentum-environmental-assistant\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E\u2019 l\u2019unico progetto in Italia e tra i cinque in Europa ad essere stato finanziato. 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