{"id":3297,"date":"2012-08-09T09:24:54","date_gmt":"2012-08-09T09:24:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=3297"},"modified":"2012-10-01T10:38:53","modified_gmt":"2012-10-01T10:38:53","slug":"nord-sud-ovest-est-usi-e-costumi-ditalia-x-x-x-sex-eterogayprostitute-di-un-italiano-vero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2012\/08\/09\/nord-sud-ovest-est-usi-e-costumi-ditalia-x-x-x-sex-eterogayprostitute-di-un-italiano-vero\/","title":{"rendered":"NORD SUD (OVEST EST) Usi e costumi d\u2019Italia X X X Sex: ETERO\/GAY\/PROSTITUTE di Un Italiano Vero"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2012\/08\/09\/nord-sud-ovest-est-usi-e-costumi-ditalia-x-x-x-sex-eterogayprostitute-di-un-italiano-vero\/sesso-clik\/\" rel=\"attachment wp-att-3298\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/sesso-clik-300x273.gif\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"273\" class=\"alignnone size-medium wp-image-3298\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/sesso-clik-300x273.gif 300w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/sesso-clik.gif 500w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>7<\/p>\n<p>ETERO<\/p>\n<p>A Lecce l\u2019italiano standard \u201cscopare\u201d, \u201ctrombare\u201d nell\u2019accezione giovanilistica, si dice abitualmente con un verbo che per i Leccesi \u00e8 inutile ricordare e per i non Leccesi \u00e8 meglio non dettagliare, perch\u00e9 stranamente e inopinatamente volgare, ma non nel senso etimologico, ma proprio volgare nel senso di bruttezza.<\/p>\n<p>Pure il nome dell\u2019organo sessuale femminile \u00e8 volgare-brutto, oltre che strano: le Brigate Rosse non c\u2019entrano evidentemente niente, chiss\u00e0 qual \u00e8 la derivazione. Strano, pur di difficilissima spiegazione, comunque non gastronomica, perch\u00e9 le margherite e le quattro stagioni non c\u2019azzeccano proprio, per\u00f2 bello, il nome che a Lecce indica l\u2019apparato sessuale maschile, anche perch\u00e9 permette disinvolte allusioni, in cui i Leccesi sono maestri, soprattutto quando parlano con altri, con la particolare cadenza, sulla bont\u00e0, sul gusto, se non sulla fragranza, della loro specialit\u00e0 personale.<\/p>\n<p>I Leccesi parlano sesso, pardon, spesso e volentieri di sesso, con compunta ironia, sagace sarcasmo e feroce brillantezza, tipica del loro portato genetico, che si esalta poi nelle allusioni di cui infarciscono i loro discorsi.<\/p>\n<p>Inoltre usano le varianti del verbo \u201cmettere\u201d ( facile capire cosa e dove ) con cui fanno la parafrasi dei verbi scopare\/trombare, anche se cos\u00ec \u201cte la metto\u201d, oppure \u201cni la mise\u201d denotano un inguaribile maschilismo di fondo.<\/p>\n<p>A Torino l\u2019atto etero si dice \u201cciulare\u201d, che \u00e8 una specie di adattamento del \u201cfottere\u201d del Regno delle Due Sicilie, con tutta quella gentilezza, debordante nell\u2019ipocrisia, con tutta quella cortesia sconfinata nella falsit\u00e0, tipicamente sabauda.<\/p>\n<p>A Torino per\u00f2 parlare di sesso, in qualunque tipo di discorso pubblico, viene considerato sconveniente, comprese ogni tipo di anche semplici allusioni.<\/p>\n<p>Se proprio non se ne pu\u00f2 fare a meno viene adoperata l\u2019espressione neutra e asettica \u201cfare sesso\u201d mutuata dai film e telefilm americani.<\/p>\n<p>\u201cAndai ensema\u201d, che sarebbe \u201candare insieme\u201d, \u00e8 l\u2019espressione tipicamente meneghina: andare insieme a fare che cosa \u00e8 implicito e non c\u2019\u00e8 bisogno di dirlo, per quanto a Milano ognuno costruisca sulla sessualit\u00e0 tutta una serie di implicazioni sociali e relativi modi di dire anglofoni, che vuole abbinare ed esprimere a tutti i costi, mettendoci cos\u00ec sempre, per esempio, del \u201cfashion\u201d, degli aperitivi after hour, della location della situazione e cos\u00ec via.<\/p>\n<p>Nel resto dell\u2019antico Lombardo \u2013 Veneto, specie la zona di Brescia, il termine, di derivazione veneta, appunto,\u00a0 nella fattispecie \u00e8 \u201cciapare\u201d, che originariamente significava \u201cpigliare\/prendere\u201d ( stupefacente: l\u2019esatto contrario del leccese \u201cmettere\u201d): \u201cte pi\u00e0 ciap\u00e0?!?\u201d \u00e8 la frase pi\u00f9 usata, come domanda dalla risposta scontata, quindi inutile: una constatazione, insomma, pi\u00f9 che un interrogativo.<\/p>\n<p>La cosa pi\u00f9 piacevole, insomma, perfettamente connaturata ai disegni ancestrali della natura, che l\u2019abbinava alla procreazione e dunque al perpetuarsi della specie, anche al Nord: solo a Napoli dicono che comandare sia meglio che fottere.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>8<\/p>\n<p>Omosex<\/p>\n<p>A Lecce i gay sono detti \u201cricchioni\u201d, come un po\u2019 in tutto il Sud Italia; a differenza del Sud Italia, per\u00f2, il termine non ha valenza offensiva, o, per meglio dire, \u00e8 una specie di affettuoso insulto, scevro da significati sessuali, tanto \u00e8 vero \u2013 \u201cNa stu ricchione!- che viene adoperato nei confronti di chiunque compia qualcosa di strano, o sbagliato, o fastidioso.<\/p>\n<p>A Lecce hanno dato poi la cittadinanza onoraria a un regista gay, che, in preda alle sue ossessioni sessuali, ha dipinto la citt\u00e0 come un piccolo paese d\u2019anteguerra, vittima di pregiudizi e malvagit\u00e0.<\/p>\n<p>Niente di pi\u00f9 sbagliato e falso: non \u00e8 per niente vero.<\/p>\n<p>Nella realt\u00e0 odierna, i Leccesi dei gay, i quali, dal canto loro, n\u00e9 nascondono, n\u00e9 ostentano, come un po\u2019 degli esponenti di tutte le altre categorie sociali, semplicemente se ne fottono, anzi, se ne strafottono: sono cazzi loro, pensano, \u00e8 proprio il caso di dirlo, e amen.<\/p>\n<p>A Torino sono pieni di \u201cGay\u201d, nel senso che ( pronuncia: come \u00e8 scritto, non l\u2019inglese \u201cghei\u201d) \u00e8 uno dei cognomi pi\u00f9 diffusi in citt\u00e0, come i \u201cFerrero\u201d o i \u201cPautasso\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019omosessualit\u00e0 \u00e8 vissuta in maniera coperta e sofferta, pi\u00f9 che altro in una solitudine disperata e disperante, anche e soprattutto nelle occasionali compagnie.<\/p>\n<p>Il termine \u201comosessuale\u201d nel dialetto piemontese \u00e8 tutto un programma: si dice \u201ccupio\u201d, che rimanda subito al biblico \u201ccupio dissolvi\u201d.<\/p>\n<p>A Milano l\u2019omosessuale ( il romano \u201cfrocio\u201d, il palermitano \u201carruso\u201d, termini a forte connotazione negativa e spregiativa ) viene definito con una colta figura retorica, la sineddoche, per la precisione, cio\u00e8 l\u2019indicare una parte per il tutto: \u201cculatone\u201d, si dice, e basta e avanza a esprimere bene il concetto.<\/p>\n<p>Qui i gay sono spesso una lobby potente, condizionante, che al loro interno e al loro esterno \u2013 vedi i settori lavorativi della moda, o della comunicazione \u2013 adoperano i criteri uguali e contrari degli etero nel resto d\u2019Italia, cio\u00e8 gli stessi condizionamenti discriminatori, sovente ricattatori, nei confronti di chi culatone non \u00e8.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>9<\/p>\n<p>PROSTITUTE<\/p>\n<p>Fino a qualche decennio fa, a Lecce, citt\u00e0 tradizionale, profondamente cattolica, ma non bigotta, intimamente perbenista e sostanzialmente garbata, la prostituzione svolgeva una duplice, precisa funzione sociale: di educazione sessuale, per i minori, e di valvola di sfogo salva-matrimoni per gli adulti.<\/p>\n<p>C\u2019erano poche, sempre discrete, presenze di lavoratrici autoctone e autonome nelle ore serali, isolate in zone periferiche; il grosso dell\u2019attivit\u00e0 veniva esercitata in un\u2019apposita zona della citt\u00e0, detta \u201cLa Chiesa greca\u201d, che era una specie di quartiere in scala ridotta a luci rosse, dove le prostitute, alcune vere e proprie navi scuola, educatrici sessuali per intere generazioni di giovanissimi marinai al battesimo del mare, o riservate presenze fisse extraconiugali, sovente pressoch\u00e9 istituzionalizzate, svolgevano in tutta tranquillit\u00e0, senza violenze, o volgarit\u00e0 di sorta, la loro professione, a prezzi proprio modici.<\/p>\n<p>I frequentatori adulti della Chiesa greca erano tranquilli per la loro riservatezza, nel senso che tanto potevano essere visti e riconosciuti solamente da chi poteva essere l\u00e0 per la stessa, unica, ragione e quindi non aveva nessunissima ragione a divulgare l\u2019eventuale riconoscimento; al contrario, per i minori ogni visita nelle alcove del piacere, di solito stanze che affacciavano direttamente sulle stradine, con il lettone in evidenza fin da fuori, tanto per levare ogni dubbio ai passanti, era un\u2019occasione memorabile per racconti estenuanti delle epiche imprese, che venivano ripetute e vivisezionate nei racconti ai coetanei per mesi e mesi interi, fino a una nuova prodezza di qualcuno del gruppo.<\/p>\n<p>Oggi a Lecce, dopo pochi decenni, non esiste pi\u00f9 niente di tutto questo, n\u00e9 nella geografia, n\u00e9 nella sociologia.<\/p>\n<p>La prostituzione, completamente omologata, cio\u00e8 globalizzata, viene attualmente esercitata da qualche decina di \u201ctrasfertiste\u201d straniere in appartamenti anonimi, apparentemente uguali agli altri, disseminati a macchia di leopardo sul territorio cittadino; i clienti vengono reclutati tramite annunci espliciti, a volte pure di una comicit\u00e0 esilarante, per quanto involontaria, sul giornale locale, \u201cIl quotidiano\u201d, tanto per non fare nomi.<\/p>\n<p>Annunci, modalit\u00e0, professioniste sono uguali a quelli e quelle di tutto il resto d\u2019Italia, dal sud, al nord, senza distinzione alcuna: e se non \u00e8 il Quotidiano di Lecce, \u00e8 il Messaggero, o il Giorno, ma di quello, sempre uguale, si tratta.<\/p>\n<p>Fino a due anni fa, resisteva a Lecce una mini zona di prostituzione sulla strada, in una via laterale rispetto alla stazione ferroviaria, in orari notturni; poi polemiche e casini vari l\u2019hanno spostata quasi del tutto a qualche centinaio di metri pi\u00f9 avanti, sempre lungo i binari, ma in aperta e deserta periferia e per\u00f2 pure ridotta a pochissime occasioni, fra l\u2019altro soltanto con orario serale, e alquanto disturbata.<\/p>\n<p>Pure la strada di campagna sulla statale Lecce-Gallipoli, a chilometri dalla citt\u00e0, \u00e8 stata oggetto di restrizioni di recente e sopravvive solamente per poche presenze di ragazze negre dalla mattina al pomeriggio.<\/p>\n<p>Nelle grandi citt\u00e0 del Nord, la prostituzione, che oramai non ha pi\u00f9 connotazione sociologica alcuna, se non nel trionfo della volgarit\u00e0 e della mercificazione, \u00e8 dilagante, a tutte le ore del giorno e della notte.<\/p>\n<p>Annunci sui giornali a parte, che pure sono massicci e, come detto, uguali a tutto il resto d\u2019Italia, la strada rimane la modalit\u00e0 di esercizio dominante. Soprattutto dalle 21 all\u2019alba, ci sono presenze di prostitute straniere, di ogni etnia, per ogni specialit\u00e0, per decine e decine di chilometri: un \u201cputtan tour\u201d completo, che voglia rendersi conto del fenomeno in maniera esaustiva, pu\u00f2 durare ore e ore.<\/p>\n<p>A Milano le italiane, con la qualifica di ragazze \u2013 immagine, lo fanno solamente con le agenzie di escort, a prezzi stratosferici, o nelle discoteche, nei privee dei festini a base di coca, per ricchi scemi e anzi idioti.<\/p>\n<p>A Torino l\u2019ultimo grido sono i saloni dei massaggi gestiti dai cinesi, anzi, dalle cinesi, le quali evidentemente sanno sopperire alla discutibile avvenenza con altre capacit\u00e0 tecniche. Ne sono spuntati a decine in ogni zona della citt\u00e0 e sulla natura dei massaggi ivi praticati non ci sono dubbi, con tanto tariffario scritto esposto fuori, extra e specialit\u00e0 della casa a parte, come nei migliori ristoranti direttamente a voce al cliente coccolato e anzi venerato: dopo il tessile, la ristorazione e le Olimpiadi, un altro, clamoroso successo dell\u2019economia rampante cinese all\u2019estero. ( continua )<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2012\/08\/09\/nord-sud-ovest-est-usi-e-costumi-ditalia-x-x-x-sex-eterogayprostitute-di-un-italiano-vero\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2012\/08\/09\/nord-sud-ovest-est-usi-e-costumi-ditalia-x-x-x-sex-eterogayprostitute-di-un-italiano-vero\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>7 ETERO A Lecce l\u2019italiano standard \u201cscopare\u201d, \u201ctrombare\u201d nell\u2019accezione giovanilistica, si dice abitualmente con un verbo che per i Leccesi \u00e8 inutile ricordare e per i non Leccesi \u00e8 meglio non dettagliare, perch\u00e9 stranamente e inopinatamente volgare, ma non nel senso etimologico, ma proprio volgare nel senso di bruttezza. 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