{"id":33180,"date":"2014-08-07T18:48:34","date_gmt":"2014-08-07T16:48:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=33180"},"modified":"2014-08-07T18:48:34","modified_gmt":"2014-08-07T16:48:34","slug":"il-garantismo-e-di-sinistra-ma-da-loro-e-rinnegato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2014\/08\/07\/il-garantismo-e-di-sinistra-ma-da-loro-e-rinnegato\/","title":{"rendered":"IL GARANTISMO E\u2019 DI SINISTRA, MA DA LORO E\u2019 RINNEGATO."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/Ingroia-300x225.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/Ingroia-300x225.jpg\" alt=\"\" title=\"Ingroia-300x225\" width=\"300\" height=\"225\" class=\"alignnone size-full wp-image-33181\" \/><\/a>Nel libro scritto da Antonio Giangrande, \u201cIMPUNITOPOLI, LEGULEI ED IMPUNITA\u2019\u201d, un capitolo \u00e8 dedicato al garantismo.<\/strong><\/p>\n<p>Su\u00a0questo Antonio Giangrande, il noto saggista e sociologo storico che ha pubblicato la collana editoriale &#8220;L&#8217;Italia del Trucco, l&#8217;Italia che siamo&#8221;, ha svolto una sua inchiesta indipendente. Giangrande sui vari aspetti dell\u2019impunit\u00e0 in Italia ha pubblicato un volume \u201c<strong>\u201cIMPUNITOPOLI, LEGULEI ED IMPUNITA\u2019\u201d<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>IL GARANTISMO E\u2019 DI SINISTRA, MA DA LORO E\u2019 RINNEGATO.<\/strong><\/p>\n<p>Il giovane Pippo Civati, giovane piddino intelligente e scaltro, ha rilasciato una intervista a \u201cRepubblica\u201d per dire due o tre cose che \u2013 a suo giudizio \u2013 renderanno pi\u00f9 forte la sua posizione dentro il partito, e magari daranno fastidio a Renzi. Per essere esatti ha detto cinque cose. Ha detto che la riforma della giustizia va fatta senza Berlusconi. Che la riforma della giustizia va fatta, invece, insieme ai magistrati. Poi ha detto anche che la riforma della giustizia va fatta con Grillo. E infine si \u00e8 scagliato contro indulto e amnistia, giudicandole iniziative demagogiche, e si \u00e8 detto invece soddisfatto del decreto carceri che \u2013 a suo giudizio \u2013 alleggerisce la condizione dei carcerati, scrive Piero Sansonetti su \u201cIl Garantista\u201d. Dei carcerati stipati nelle celle: come lo alleggerisce, onorevole? Con gli otto euro al giorno, che sono l\u2019equivalente di 8 secondi della sua diaria da parlamentare? Il giovane Pippo Civati, che politicamente \u00e8 nato insieme a Renzi, alla Leopolda, ma poi si \u00e8 distaccato dal fiorentino scegliendo di diventare \u2013 cos\u00ec mi dicono \u2013 il leader dell\u2019ala sinistra del Pd, probabilmente sa poco della storia della sinistra e della destra in Italia, e non \u00e8 il solo. E ignora \u2013 a occhio \u2013 che le sue posizioni favorevoli alle galere, contrarie alle amnistie, e desiderose di lasciare che siano i magistrati a riformare la giustizia, assomigliano parecchio a quelle che furono di un certo Mario Scelba e pochissimo a quelle che furono di un certo Umberto Terracini. Visto che il giovane Civati, come \u00e8 logico, \u00e8 giovane, \u00e8 possibile che non sappia nulla di Scelba e Terracini (del resto molti intellettuali di sinistra pi\u00f9 anziani di lui ne sanno pochissimo, o vogliono saperne pochissimo, o fingono di saperne pochissimo). Dunque riassumo: Mario Scelba, siciliano, nato nel 1901. Fu il segretario particolare di don Sturzo, poi leg\u00f2 con De Gasperi che lo fece ministro dell\u2019Interno. Comunisti e socialisti lo chiamavano ministro di polizia. Us\u00f2 la mano dura, semin\u00f2 le piazze di morti e feriti e le prigioni di militanti politici, pens\u00f2 la legge-truffa e la difese, poi divenne presidente del Consiglio dopo De Gasperi in un governo nel quale il vicepresidente era Saragat, e che Nenni, scherzosamente ma non tanto, usando le iniziali dei due leader, defin\u00ec il governo \u201cS.S\u201d. Poi Scelba fece una legge che stabiliva che il fascismo fosse un reato d\u2019opinione, per fortuna mai applicata, ma questa legge non gli conquist\u00f2 \u2013come lui si aspettava \u2013 simpatie a sinistra, perch\u00e9 le sinistre intuivano che nella sua testa c\u2019era l\u2019idea di fare una legge successiva, che trasformasse anche il comunismo in reato d\u2019opinione. Insomma, onorevole Civati, capito che tipo era questo Scelba? A lui non piacevano indulto e amnistia, amava le celle ben stipate e voleva che la giustizia fosse forte e salda nelle mani dei magistrati. Umberto Terracini invece era un avvocato ebreo genovese \u2013 il padre si chiamava Jair, come la mitica ala destra dell\u2019Inter \u2013 di sei anni pi\u00f9 vecchio di Scelba, era nato nel 1895, amico di Gramsci, fondatore del partito comunista, antistalinista, espulso dal Pci negli anni trenta e poi riammesso, sempre anticonformista, sempre libertario, e quando era gi\u00e0 vecchio, negli anni Settanta, si batt\u00e9 ferocemente contro la legge Reale e altre leggi speciali e liberticide volute dal governo e appoggiate dal Pci per colpire il dissenso di sinistra (e anche un po\u2019 di destra). Terracini \u2013 oratore fantastico \u2013 \u00e8 quel signore che nel dicembre del 1947 firm\u00f2 la Costituzione Repubblicana. Capito? Terracini si batt\u00e9 contro Scelba nelle piazze, si batt\u00e9 contro Scelba nei tribunali, si batt\u00e9 contro la legge truffa, fu sempre favorevole alle amnistie e agli indulti, combatteva all\u2019arma bianca contro le sopraffazioni dei magistrati, si trov\u00f2 a battagliare spalla a spalla con Marco Pannella. Scelba mise in prigione molte persone. Terracini and\u00f2 lui in prigione, per una decina d\u2019anni. Ora torniamo un momento alle sue tesi. Fare la riforma della giustizia escludendo Berlusconi \u2013 cio\u00e8 l\u2019opposizione liberale \u2013 ed includendo i magistrati, \u00e8 qualcosa di terrificante. Lei pensa che affidando ai magistrati il compito di autoriformarsi si difende l\u2019indipendenza tra i poteri? Lei pensa che non esista un conflitto di interessi se una riforma viene decisa da chi dovrebbe essere l\u2019oggetto di questa riforma? Lei pensa che escludere i liberali dalla riforma della giustizia sia una cosa saggia? E poi, posso farle un\u2019altra domanda che nasce da una pura curiosit\u00e0): ma come mai non le \u00e8 neanche venuto in mente, allora, di chiamare gli avvocati a collaborare? I magistrati s\u00ec, gli avvocati no. Forse perch\u00e9 gli avvocati non sono un potere? Quanto a Grillo, e alla proposta di collaborare con lui sul terreno della giustizia, mi sembra proprio una bella idea: ieri Grillo ha detto che preferisce Pinochet al partito democratico, ed effettivamente se l\u2019Italia diventasse come il Cile di Pinochet, il problema giustizia sarebbe risolto e anche il problema carceri (magari si porrebbe una nuova questione: dove far giocare la seria A di Tavecchio, con tutti gli stadi occupati dai prigionieri\u2026). Vabb\u00e8, Onorevole, veda un po\u2019 lei. Io per\u00f2 torno per un attimo alle biografie di quei due padri della patria dei quali le parlavo, per porle un\u2019ultima domanda: Scelba o Terracini? Lei chi preferisce? Perch\u00e9 il partito democratico, sar\u00e0 un paradosso, ma \u00e8 cos\u00ec: \u00e8 erede di entrambi. Di uno dei massimi leader della Dc e di uno dei massimi leader del Pci. \u00a0Si tratta di decidere il proprio punto di vista. Quello che un po\u2019 mi preoccupa \u00e8 che lei, che vuole fare il capo della sinistra del Pd, mi sembra molto pi\u00f9 vicino a Scelba che a Terracini. Non so spiegarmi perch\u00e9. Forse perch\u00e9 ormai il modo \u00e8 girato tutto alla rovescia, i valori si sono invertiti, i pensieri aggrovigliati. O forse invece \u00e8 per calcolo politico. Perch\u00e9 qualcuno immagina che per essere di sinistra bisogna essere coi giudici contro Berlusconi, e dunque per le galere contro la libert\u00e0, e poi per Grillo e tutto il resto, e anche se a Grillo piacciono Le Pen e i golpisti cileni va bene lo stesso\u2026si, si, per\u00f2 voi siete sicuri che questa sia ancora sinistra?<\/p>\n<p>Il garantismo \u00e8 di sinistra, scrive Piero Sansonetti<strong>\u00a0su \u201c<\/strong>Il Garantista<strong>\u201d. Pu\u00f2 esistere il garantismo di sinistra?<\/strong>\u00a0Pu\u00f2 esistere, per una ragione storica: \u00e8 esistito, ha pesato, ha avuto una influenza notevole sulla formazione degli intellettuali di sinistra.\u00a0Tutto questo \u00e8 successo molto, molto tempo fa. Soprattutto, naturalmente, quando la sinistra era all\u2019opposizione, o addirittura era \u201cribelle\u201d, e quando i magistrati \u2013 qui in Italia \u2013 erano prevalentemente legati ai partiti politici conservatori o reazionari, e in gran parte provenivano dalla tradizione fascista. Allora persino il Pci, che pure aveva delle fortissime componenti staliniste, e quindi anti-libertarie, coltivava il garantismo.<strong>\u00a0Il grande limite del garantismo<\/strong>, in Italia \u2013 e il motivo vero per il quale\u00a0<a href=\"http:\/\/webmaildomini.aruba.it\/ext_aruba\/classic\/html\/mainframe.html?_v_=v4r2b25.20140711_1600?lang=it&amp;flavour=orange&amp;theme=ext_aruba\/classic&amp;useSprite=0\">oggi<\/a>\u00a0quasi non esiste pi\u00f9 alcuna forma vivente di garantismo di sinistra \u2013 sta nel fatto che non \u00e8 mai stato il prodotto di una battaglia di idee \u2013 di una convinzione assoluta \u2013 ma solo di una battaglia politica (questo, tranne pochissime eccezioni, o forse, addirittura, tranne la unica eccezione del Partito radicale). La distinzione tra garantismo e non garantismo\u00a0<a href=\"http:\/\/webmaildomini.aruba.it\/ext_aruba\/classic\/html\/mainframe.html?_v_=v4r2b25.20140711_1600?lang=it&amp;flavour=orange&amp;theme=ext_aruba\/classic&amp;useSprite=0\">oggi<\/a>\u00a0si determina calcolando la distanza tra un certo gruppo politico \u2013 o giornalistico, o di pensiero \u2013 e la casta dei magistrati. Il \u201cgarantismo reale\u201d, diciamo cos\u00ec, non \u00e8 qualcosa che si riferisce a dei principi e a una visione della societ\u00e0 e della comunit\u00e0, ma \u00e8 soltanto una posizione politica riferita a un sistema di alleanze che privilegia o combatte il potere della magistratura. Per questo il garantismo non riesce pi\u00f9 ad essere un \u201cvalore generale\u201d e dunque entra in rotta di collisione con il corpo grosso della sinistra \u2013 moderata, radicale, o estremista \u2013 che vede nella magistratura un baluardo contro il berlusconismo, e al \u201cculto\u201d di questo baluardo sacrifica ogni cosa. Tranne in casi specialissimi: quando la magistratura, per qualche motivo, diventa nemico. Per esempio nella persecuzione verso il movimento no-tav. Allora, in qualche caso, anche spezzoni di movimenti di sinistra diventano \u201ctransitoriamente\u201d garantisti, e contestano il mito della legalit\u00e0, ma senza mai riuscire a trasformare questa idea in idea generale: quel garantismo resta semplicemente uno strumento di difesa. Di difesa di se stessi, del proprio gruppo delle proprie illegalit\u00e0, non di difesa di tutta la societ\u00e0.<strong>\u00a0Il garantismo pu\u00f2 essere di sinistra<\/strong>, per la semplice ragione che il garantismo \u00e8 una delle poche categorie ideal-politiche che non ha niente a che fare con le tradizionali distinzioni tra di sinistra e destra. La sinistra e la destra \u2013 per dirla un po\u2019 grossolanamente \u2013 si dividono sulle grandi questioni sociali e sulla negazione o sull\u2019esaltazione del valore di eguaglianza; il garantismo con questo non c\u2019entra, \u00e8 solo un sistema di idee che tende a difendere i diritti individuali, a opporsi alla repressione e a distinguere tra \u201clegalit\u00e0\u201d e \u201cdiritto\u201d. Pu\u00f2 essere indifferentemente di destra o di sinistra. A destra, tradizionalmente, il garantismo ha sempre sofferto perch\u00e9 entra in conflitto con le idee pi\u00f9 reazionarie di Stato- Patria- Gerarchia- Ordine- Obbedienza- Legalit\u00e0. A sinistra, in linea teorica, dovrebbe avere molto pi\u00f9 spazio, con il solo limite della scarsa \u201cpassione\u201d della sinistra per i diritti individuali, spesso considerati solo una variabile subordinata dei diritti collettivi. E quindi, spesso, negati in onore di un Diritto Superiore e di massa. Ed \u00e8 proprio in questa morsa tra destra e sinistra \u2013 tra statalismo di destra e di sinistra \u2013 che il garantismo rischia di morire. Provocando dei danni enormi, in tutto l\u2019impianto della democrazia e soprattutto nel regime della libert\u00e0. Perch\u00e9 il garantismo ha molto a che fare con la modernit\u00e0. Ormai si stanno delineando due ipotesi diverse di modernit\u00e0. Una molto cupa, ipercapitalistica. Quella che assegna al mercato e all\u2019efficienza il potere di dominare il futuro. E questa tendenza \u2013 che a differenza dalle apparenze non \u00e8 affatto solo di destra ma attraversa tutti gli schieramenti, compreso quello grillino \u2013 passa per una politica ultra-legalitaria, che si realizza moltiplicando a dismisura le leggi, i divieti, le regolazioni, le punizioni, le confische e tutto il resto. L\u2019idea \u00e8 che moderno significhi \u201cregolato\u201d, \u201cpredeterminato\u201d e che per fare questo si debba separare libert\u00e0 e organizzazione. E anche, naturalmente, libert\u00e0 e uguaglianza (uguaglianza sociale o uguaglianza di fronte alla legge, o pari opportunit\u00e0 eccetera). E che la libert\u00e0 sia \u201csuccessiva\u201d agli altri valori.<strong>Poi c\u2019\u00e8 una seconda idea<\/strong>, del tutto minoritaria, che vorrebbe che il mercato restasse nel mondo dell\u2019economia, e non pretendesse di regolare e comandare sulla comunit\u00e0; e vorrebbe organizzare la comunit\u00e0 su due soli valori: la libert\u00e0 piena, in tutti i campi, e il diritto, soprattutto il diritto di ciascuno. Questa idea qui \u00e8 l\u2019idea garantista. E non ha nessuna possibilit\u00e0 di decollare se non riesce a coinvolgere la sinistra. Rischia di ridursi a un rinsecchito principio liberista, o individualista, che pu\u00f2 sopravvivere, ma non pu\u00f2 volare, non pu\u00f2 prendere in mano le redini del futuro. E\u2019 la sfida essenziale che abbiamo davanti. Chiss\u00e0 se prima o poi qualcuno se ne accorger\u00e0, o se continuer\u00e0 a prevalere la sciagurata cultura reazionario-di-sinistra dei girotondi.<\/p>\n<p>Pubblichiamo ancora qui di seguito l\u2019intervista che il direttore Piero Sansonetti ha rilasciato a editoria.tv\u00a0 e ripubblicata da \u201cIl Garantista\u201d. \u201cLa sinistra non ha un\u2019idea di libert\u00e0\u201d.\u00a0In un editoriale di due anni fa su Gli Altri,\u00a0Piero Sansonetti\u00a0sintetizzava cos\u00ec la sua posizione. Hanno scelto il liberismo, diceva, perch\u00e8 \u00e8 l\u2019unica via possibile, quando non sai \u2013 tu, Stato \u2013 governare il mercato, indirizzarlo, farci i conti. Altro che \u201cliberal\u201d americani. Da noi non esistono. Quelli l\u00ec, oltreoceano, sono chiamati in questo modo dai conservatori \u201ccon lo stesso sdegno con cui Berlusconi d\u00e0 ogni tanto a qualcuno del comunista\u201d. Qui da noi \u00e8 un\u2019altra storia. Qui la sinistra \u00e8 fuori da tutto, non esiste, e quella che si spaccia per tale \u201c\u00e8 di destra\u201d, come recita il titolo del suo ultimo libro. E allora che si fa? Come s\u2019articola il discorso politico nuovo? Con quali voci, con quali forze? Sansonetti, giornalista d\u2019altri tempi, da una vita ai vertici dei quotidiani \u201crossi\u201d storici (dall\u2019Unit\u00e0, a Liberazione, al Riformista, fino a Gli Altri) mette in riga le questioni e porta in edicola una nuova testata. Un foglio di carta di nome Garantista. Uscir\u00e0 il prossimo 18 giugno 2014 \u00a0(tra poco scoprirete con che formula) e nasce dalle ceneri di Liberal (a volte il destino\u2026) del forzista Ferdinando Adornato e andr\u00e0 a giocare la sua partita in questo mare impazzito che \u00e8 il mercato di\u00a0<a href=\"http:\/\/webmaildomini.aruba.it\/ext_aruba\/classic\/html\/mainframe.html?_v_=v4r2b25.20140711_1600?lang=it&amp;flavour=orange&amp;theme=ext_aruba\/classic&amp;useSprite=0\">oggi<\/a>, con la pubblicit\u00e0 che \u00e8 una bestia in estinzione, i lettori (o clienti) che hanno scoperto l\u2019eden del gratuito sul web e i fondi pubblici che sono diminuiti fino quasi scomparire. Il Garantista riparte senz\u2019altro dal contributo pubblico, ma quello \u2013 si sa \u2013 ormai ti pu\u00f2 dar sangue per vivere un po\u2019. E poi?<\/p>\n<p><strong>Direttore, ci vuole coraggio a fondare un giornale di carta in questo caos di\u00a0<a href=\"http:\/\/webmaildomini.aruba.it\/ext_aruba\/classic\/html\/mainframe.html?_v_=v4r2b25.20140711_1600?lang=it&amp;flavour=orange&amp;theme=ext_aruba\/classic&amp;useSprite=0\">oggi<\/a>. Dove lo ha trovato?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abNella consapevolezza che esiste uno spazio, sebbene non vasto, dove poter affermare dei ragionamenti diversi. Delle idee.\u00bb<\/p>\n<p><strong>E perch\u00e9 crede di potercela fare? In fondo i numeri dicono che il mercato dell\u2019editoria \u00e8 un disastro.<\/strong><\/p>\n<p>\u00abS\u00ec, ma la questione \u00e8 pi\u00f9 complessa. Io credo che la crisi dei giornali vada indagata a partire da due ragioni. La prima \u00e8 senz\u2019altro l\u2019avvento di internet. Il web ha dato una direzione diversa al mercato, della quale si deve prendere atto e sulla quale non si ha potere di intervento. La seconda ragione \u00e8 che in Italia si \u00e8 smesso di pensare. Non ci sono idee. Non ci sono novit\u00e0 da decenni. L\u2019ultimo caso \u201cinnovativo\u201d \u00e8 forse Repubblica, ed era il 1976. Poi pi\u00f9 niente, a parte il Fatto Quotidiano, forse.\u00bb<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 forse?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abPerch\u00e9 per me non \u00e8 una grande novit\u00e0. E\u2019 la diretta conseguenza di una via giustizialista, sulla quale camminano anche gli altri, dal Corriere in gi\u00f9.\u00bb<\/p>\n<p><strong>E il Garantista? In un\u2019intervista rilasciata proprio al sito del giornale di Padellaro e Travaglio, Adornato, l\u2019editore di Liberal, dice che lei ha proprio in mente un anti-Fatto. E\u2019 vero?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abMa no. Noi siamo molto pi\u00f9 di un anti-Fatto, siamo un anti-tutto. Vogliamo affermare un giornalismo che va alla verit\u00e0. E la parola stessa Garantismo suona come un insulto di questi tempi. Noi per\u00f2 quest\u2019idea la portiamo sul mercato ben sapendo che \u00e8 minoritaria. Siamo sicuri, tuttavia, che conquisteremo il nostro spazio sapendo che di voci nuove c\u2019\u00e8 bisogno.\u00bb<\/p>\n<p><strong>Ma facciamo un po\u2019 di storia. Quand\u2019\u00e8 che la sinistra s\u2019accoda ai magistrati? Quand\u2019\u00e8 che nasce quest\u2019amore?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abDi certo negli anni \u201970. Quando si decide di cancellare la lotta armata. Anzi, si pu\u00f2 dire di pi\u00f9. C\u2019\u00e8 una data precisa che \u00e8 la legge Reale (la legge 152 del 1975, Disposizioni a tutela dell\u2019ordine pubblico,\u00a0<em>ndr)<\/em>.\u00bb<\/p>\n<p><strong>Poi?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abIl giustizialismo nasce l\u00ec e poi l\u2019idea si consolida. Il giustizialismo \u00e8 la realizzazione di un\u2019alleanza che si salda, ancora di pi\u00f9, con Tangentopoli, quando si decide di cacciare quelli che fino ad allora avevano governato con la clava.\u00bb<\/p>\n<p><strong>Ma da dove nasce questa tendenza? Quale origine culturale ha?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abE\u2019 un rigurgito stalinista. E\u2019 da l\u00ec che proviene questo metodo. E\u2019 l\u00ec che affonda la sua radici.\u00bb<\/p>\n<p><strong>Lei, nei suoi pezzi, differenzia i liberal dai liberisti. I primi sono tipica espressione della sinistra americana: pensano che lo Stato debba intervenire sul mercato per garantire le libert\u00e0 di tutti. I secondi sono di destra, e pensano che il mercato si debba autoregolamentare, e che sia questa la vera libert\u00e0. Detto questo: Renzi \u00e8 un liberal o un liberista?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abLui bisogna aspettarlo al varco. Non lo so che sar\u00e0. Ma di certo l\u2019andazzo \u00e8 lo stesso. Se cos\u00ec non fosse, Renzi non parlerebbe usando termini come \u201cli cacciamo tutti a calci\u201d. Non le pare? Ho l\u2019impressione che siamo sempre l\u00ec: la sinistra non sa scegliere e piega l\u2019idea di libert\u00e0 al mercato. E\u2019 pi\u00f9 facile cos\u00ec.\u00bb<\/p>\n<p><strong>A proposito di questioni immanenti. Lei dopo Liberazione \u00e8 andato a dirigere dei giornali in Calabria. Che idea s\u2019\u00e8 fatto del Sud?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abIl Mezzogiorno \u00e8 la parte pi\u00f9 povera del Paese. I meridionali non hanno strumenti di potere. E in quell\u2019area non c\u2019\u00e8 stata alcuna affermazione della cultura dei diritti. Le condizioni attuali sono il risultato di questo.\u00bb<\/p>\n<p><strong>E allora? Che si fa?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abSi deve ripartire dallo stato di diritto. Non ci sono altre vie. Il Nord ha portato al Sud le prigioni, le manette, nient\u2019altro. Ma alla modernit\u00e0 s\u2019arriva con un\u2019altra cultura. Quella che noi, soprattutto in quelle aree, cercheremo di proporre. Anche se \u2013 ripeto \u2013 la nostra \u00e8 una battaglia minoritaria.\u00bb<\/p>\n<p><strong>Che macchina state mettendo in piedi? Che giornale sar\u00e0?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abDei contenuti ho gi\u00e0 parlato. Per quanto attiene all\u2019organizzazione, le redazioni saranno distribuite a Reggio Calabria, a Cosenza, a Catanzaro e poi a Roma. Il giornale nazionale avr\u00e0 24 pagine. E le redazioni locali 20 pagine, per ognuno dei posti che ho menzionato. Puntiamo molto sulla dimensione locale.\u00bb<\/p>\n<p><strong>A Cosenza ci sar\u00e0 dunque un giornale diverso rispetto a quello di Reggio Calabria.<\/strong><\/p>\n<p>\u00abEsatto. E sar\u00e0 un giornale di 44 pagine. Avremo, poi, 16 pagine in pi\u00f9 per Napoli e Salerno. Quindi i posti dove avremo una presenza pi\u00f9 capillare, all\u2019inizio, saranno la Calabria e la Campania.\u00bb<\/p>\n<p><strong>E sul web?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abSar\u00e0 online il sito del giornale e sar\u00e0 possibile scaricare il pdf, abbonarsi e acquistare le copie, come \u00e8 ormai consuetudine. La nostra sfida, ripeto, si gioca sulle idee non sulle tecniche.\u00bb<\/p>\n<p><strong>IL GARANTISMO E&#8217; DI SINISTRA,\u00a0<\/strong>scrive Simonetta Fiori su \u201cLa Repubblica\u201d.<\/p>\n<p>\u00abPerch\u00e9 tanta resistenza all&#8217;indulto, soprattutto tra gli elettori democratici? Credo si tratti di un meccanismo perverso, che porta a sospettare sempre e comunque della politica. Un pregiudizio che naturalmente pu\u00f2 essere spiegato con l&#8217;ultimo ventennio della storia italiana. Quello proposto dal presidente della Repubblica \u00e8 un atto sacrosanto, che andrebbe illustrato nella sua banale umanit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p>Settantatr\u00e9 anni, fiorentino, Luigi Ferrajoli \u00e8 il filosofo del diritto italiano pi\u00f9 conosciuto all&#8217;estero, forse pi\u00f9 famoso nella scena internazionale che nel nostro paese. Ha scritto saggi fondamentali che hanno definito una nozione complessa di garantismo, non solo come sistema di divieti e obblighi a carico della sfera pubblica a garanzia di tutti i diritti fondamentali (dunque sia i diritti di libert\u00e0 che i diritti sociali), ma anche come sistema di divieti e obblighi a carico dei poteri privati del mercato. Il suo percorso intellettuale \u00e8 cominciato alla scuola di Norberto Bobbio, di cui \u00e8 considerato tra gli eredi pi\u00f9 autorevoli, ed \u00e8 proseguito negli anni Sessanta in veste di giudice dentro Magistratura democratica, dove confluivano culture politiche diverse. Ferrajoli s&#8217;identifica nel &#8220;costituzionalismo garantista&#8221; che poi significa \u00abuna scelta di campo a sostegno dei soggetti pi\u00f9 deboli, come impongono i principi di giustizia sanciti dalla Costituzione\u00bb. Le sue posizioni &#8211; anche nel terreno delicatissimo della riforma della giustizia &#8211; sfidano alcuni tab\u00f9 della sinistra. Difende la separazione delle carriere tra giudice e Pm, ferma restando l&#8217;assoluta indipendenza dei pubblici ministeri dal potere politico (\u00abLa sinistra \u00e8 caduta in un equivoco, anche perch\u00e9 all&#8217;epoca di Craxi la separazione fu proposta con l&#8217;intento di assoggettare i pm all&#8217;esecutivo\u00bb). E questo suo ultimo prezioso libro-intervista con Mauro Barberis, filosofo del diritto altrettanto competente, contiene giudizi originali sulla crisi della politica e della democrazia, di cui il tema della giustizia \u00e8 parte essenziale. A cominciare dal &#8220;populismo penale&#8221; in voga nel dibattito pubblico (Dei diritti e delle garanzie, il Mulino).<\/p>\n<p><strong>Professor Ferrajoli, che cos&#8217;\u00e8 il populismo giudiziario?<\/strong><\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 il protagonismo dei pubblici ministeri poi passati alla politica. Sono rimasto colpito dall&#8217;esibizionismo e dal settarismo di alcuni magistrati, sia durante i processi che in campagna elettorale. Ho proposto anche una sorta di codice deontologico che richiama ai principi di sobriet\u00e0 e riservatezza, oltre che al dubbio come costume intellettuale e morale. Temo molto quando il magistrato inquirente \u00e8 portato a vedere nella conferma in giudizio delle ipotesi accusatorie una condizione della propria credibilit\u00e0 professionale. Cesare Beccaria lo chiamava &#8220;il processo offensivo&#8221;, nel quale il giudice anzich\u00e9 essere un &#8220;indifferente ricercatore del vero&#8221; diviene &#8220;nemico del reo&#8221;\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Lei sottolinea il carattere &#8220;terribile&#8221; del potere giudiziario.<\/strong><\/p>\n<p>\u00abS\u00ec, carattere &#8220;terribile&#8221; e &#8220;odioso&#8221;, dicevano Montesquieue Condorcet. \u00c8 il potere dell&#8217;uomo sull&#8217;uomo, capace di rovinare la vita delle persone. Purtroppo i titolari di questo potere possono cedere alla tentazione di ostentarlo. Cosa sbagliatissima. Quanto pi\u00f9 questo potere diventa rilevante, tanto pi\u00f9 si richiede una sua soggezione alla legge e al principio di imparzialit\u00e0. Un obbligo che \u00e8 a sua volta fonte di legittimazione del potere giudiziario\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Il populismo penale, le fa notare Barberis, \u00e8 di fatto l&#8217;opposto del garantismo.<\/strong><\/p>\n<p>\u00abS\u00ec, in realt\u00e0 l&#8217;opposto del garantismo \u00e8 il dispotismo giudiziario, che \u00e8 presente in tutte le forme di diritto penale con scarse garanzie, in particolare caratterizzate &#8211; come avviene in Italia &#8211; da una legalit\u00e0 dissestata\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Cosa intende?<\/strong><\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 il vero problema\u00a0<a href=\"http:\/\/webmaildomini.aruba.it\/ext_aruba\/classic\/html\/mainframe.html?_v_=v4r2b25.20140711_1600?lang=it&amp;flavour=orange&amp;theme=ext_aruba\/classic&amp;useSprite=0\">oggi<\/a>. Disponiamo di leggi incomprensibili perfino ai giuristi, mentre la chiarezza \u00e8 l&#8217;unica condizione della loro capacit\u00e0 regolativa, sia nei confronti dei cittadini che nei confronti dei giudici. Per prima cosa il Parlamento dovrebbe far bene il proprio mestiere, ossia scrivere le leggi in modo chiaro e univoco. \u00c8 questo il solo modo per contenere l&#8217;arbitrio del potere giudiziario. Un obiettivo che non si raggiunge certo riducendo l&#8217;autonomia dei giudici e dei pubblici ministeri a vantaggio del potere esecutivo\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Forse \u00e8 anche per difendere la propria autonomia minacciata che alcuni magistrati sono arrivati ad eccessi.<\/strong><\/p>\n<p>\u00abNon c&#8217;\u00e8 alcun dubbio. Derisi e pressati da un potere irresponsabile, alcuni talvolta hanno agito per autodifesa. Anche la martellante campagna diffamatoria promossa dalla destra sull&#8217;uso politico della giustizia ha finito per inquinare la stessa cultura giuridica dei magistrati che hanno reagito in modo corporativo all&#8217;accusa. Non dimentichiamoci che in tutti questi anni la riforma della giustizia ha ruotato esclusivamente attorno ai problemi personali di Silvio Berlusconi, riducendosi a un assurdo corpus iuris ad personam. E la parola garantismo ha finito per significare la difesa dell&#8217;impunit\u00e0 dei potenti\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Un&#8217;accusa che viene rivolta alla sinistra, anche da parte non strettamente berlusconiana, \u00e8 di aver cavalcato quel potere terribile a cui alludeva prima, sostituendo Marx con le manette.<\/strong><\/p>\n<p>\u00abMi sembra una ricostruzione ingiusta. La caratterizzazione &#8220;giustizialista&#8221; &#8211; parola che detesto &#8211; di una parte della sinistra \u00e8 stata provocata dallo scandalo dell&#8217;anomalia di questo ventennio. Non la giustifico, ma posso spiegarla. Siamo stati governati da una persona che \u00e8 al centro di una quantit\u00e0 enorme di processi, una parte dei quali forse infondata ma altri fondatissimi. Da qui anche l&#8217;enorme aspettativa verso il diritto penale, da cui si pretende che assicuri l&#8217;eguaglianza delle persone davanti alla legge\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Non \u00e8 cos\u00ec?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abPurtroppo da luogo dell&#8217;eguaglianza formale il diritto penale \u00e8 diventato il luogo della massima diseguaglianza. Quella che viene pi\u00f9 facilmente colpita \u00e8 la delinquenza di strada, con la sostanziale impunit\u00e0 dei potenti. Quasi il 90 per cento delle condanne per fatti di corruzione negli ultimi vent&#8217;anni \u00e8 stato inferiore ai due anni, con conseguente sospensione condizionale della pena. Anche l&#8217;evasione fiscale di fatto resta impunita\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Forse questo spiega perch\u00e9 l&#8217;opinione democratica tema l&#8217;indulto. Per una volta che viene applicato il principio dell&#8217;eguaglianza dei cittadini davanti alla legge, si teme che l&#8217;indulto possa cancellarlo.<\/strong><\/p>\n<p>\u00abS\u00ec, ma si tratta di un sospetto tanto velenoso quanto infondato. Naturalmente spetta al Parlamento evitare che a beneficiare dell&#8217;indulto siano i reati di corruzione o frode fiscale, reati che non sono mai entrati nella tradizione dell&#8217;amnistia. E, per le ragioni che ho ora esposto, a chi si oppone al provvedimento bisognerebbe ricordare che la criminalit\u00e0 dei colletti bianchi \u00e8 di fatto assente dalle carceri. Le celle sono piene di povera gente, tossicodipendenti e immigrati clandestini. Sarebbero loro a trarne vantaggio\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Anche per snellire la macchina giudiziaria, lei ha proposto la soppressione di alcuni reati come l&#8217;immigrazione clandestina. Pochi giorni fa \u00e8 cominciato in Senato l&#8217;iter per la sua abolizione.<\/strong><\/p>\n<p>\u00abI nostri tribunali sono paralizzati da un marasma di figure di reato che si potrebbero cancellare. Quello di immigrazione clandestina \u00e8 poi un&#8217;assoluta vergogna. Teorizzato nel 1539 da Francisco de Vitoria, per giustificare conquista e colonizzazione del nuovo mondo, lo ius migrandi \u00e8 rimasto per secoli, fino alla Dichiarazione universale del 1948, un principio fondamentale del diritto internazionale.\u00a0<a href=\"http:\/\/webmaildomini.aruba.it\/ext_aruba\/classic\/html\/mainframe.html?_v_=v4r2b25.20140711_1600?lang=it&amp;flavour=orange&amp;theme=ext_aruba\/classic&amp;useSprite=0\">Oggi<\/a>che il processo s&#8217;\u00e8 invertito &#8211; sono le popolazioni povere da noi depredate a venire nei nostri paesi &#8211; il diritto s&#8217;\u00e8 capovolto in reato. Il risultato \u00e8 una terribile catastrofe umanitaria. Potrei definirle &#8220;le leggi razziali&#8221; di questi anni\u00bb.<\/p>\n<p><em>Dr Antonio Giangrande<\/em><\/p>\n<p>Presidente dell\u2019Associazione Contro Tutte le Mafie e di Tele Web Italia<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2014\/08\/07\/il-garantismo-e-di-sinistra-ma-da-loro-e-rinnegato\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2014\/08\/07\/il-garantismo-e-di-sinistra-ma-da-loro-e-rinnegato\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel libro scritto da Antonio Giangrande, \u201cIMPUNITOPOLI, LEGULEI ED IMPUNITA\u2019\u201d, un capitolo \u00e8 dedicato al garantismo. 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