{"id":33579,"date":"2014-08-14T17:48:24","date_gmt":"2014-08-14T15:48:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=33579"},"modified":"2014-08-14T17:48:57","modified_gmt":"2014-08-14T15:48:57","slug":"scuola-secondaria-di-1-grado-giuseppe-grassa-mazara-del-vallo-progetto-por-sicilia-una-scuola-a-colori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2014\/08\/14\/scuola-secondaria-di-1-grado-giuseppe-grassa-mazara-del-vallo-progetto-por-sicilia-una-scuola-a-colori\/","title":{"rendered":"Scuola Secondaria di 1\u00b0 grado  \u201cGiuseppe Grassa\u201d  Mazara del Vallo     Progetto POR SICILIA   \u201cUna Scuola a Colori\u201d"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left;\" align=\"center\">Riceviamo e volentieri pubblichiamo.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"center\">Dispensa didattica<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"center\">Parliamo di immigrazione:<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"center\">parole, dati e attivit\u00e0 didattiche<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"right\">A cura di Alessandro La Grassa<\/p>\n<p><em>L\u2019importanza sociale e politica dell\u2019immigrazione e dell\u2019asilo \u00e8 cresciuta costantemente nel corso degli ultimi due decenni, durante i quali abbiamo assistito ad un aumento continuo dei flussi migratori (immigrati, richiedenti asilo e rifugiati) in tutto il mondo. Al contempo hanno continuato a manifestarsi sempre pi\u00f9 episodi di discriminazione, xenofobia e razzismo, causando tensioni all&#8217;interno delle comunit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p><em>Man mano che le societ\u00e0 europee assumono un aspetto sempre pi\u00f9 multiculturale, si avverte la necessit\u00e0 di accrescere la consapevolezza dei molti motivi per i quali le persone scelgono di o sono costrette a lasciare il proprio Paese; tale consapevolezza pu\u00f2 contribuire a promuovere il rispetto per la diversit\u00e0 ed a favorire la coesione sociale. In particolare, dobbiamo educare i giovani, che saranno i responsabili delle decisioni di domani, ma le cui opinioni in materia di immigrazione e di asilo non sempre si basano su elementi fondati ed obiettivi<\/em>.\u201d*<\/p>\n<p>* (Manuale dell\u2019insegnante \u2018Non Solo Numeri\u2019 kit educativo su Immigrazione e Asilo Politico in Europa, edito da OIM\u00a0 e UNHCR, Bruxelles 2009)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Introduzione<\/strong><\/p>\n<p>Nel corso della storia, le persone hanno spesso deciso di spostarsi nella speranza di migliorare la propria vita, garantire alle proprie famiglie ed ai propri figli delle opportunit\u00e0 migliori, sfuggire alla povert\u00e0, alle persecuzioni, alla precariet\u00e0 e alle guerre.<\/p>\n<p>Col mutare della societ\u00e0 europea, sempre pi\u00f9 multiculturale e diversificata, i problemi legati all\u2019immigrazione e all\u2019asilo politico sono entrati sempre pi\u00f9 a far parte della nostra vita quotidiana, determinando problemi e sfide sempre nuove ma anche un continuo arricchimento per la societ\u00e0 stessa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ma fino a che punto riusciamo a capire questi problemi, e perch\u00e9 sono cos\u00ec importanti?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per dare qualche risposta a queste domande, nell\u2019ambito del progetto <strong>\u201cLa Scuola a Colori\u201d<\/strong>, abbiamo pensato che fosse utile mettere a disposizione degli insegnanti una dispensa che abbia l\u2019obiettivo di stimolare un dibattito aperto ed informato su temi tanto importanti e complessi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>Cominciamo dal vocabolario: <\/em><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Che vuol dire immigrato?<\/strong><\/p>\n<p>Il termine \u00e8 solitamente utilizzato per descrivere qualcuno che decide liberamente di trasferirsi in un&#8217;altra regione o Paese, \u00a0per ottenere migliori condizioni materiali o sociali.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Che differenza c\u2019\u00e8 fra immigrato ed emigrato?<\/strong><\/p>\n<p>Si parla di immigrati quando ci riferiamo a persone che arrivano nel nostro Paese, mentre si parla di emigrati quando ci riferiamo agli italiani che decidono di trasferirsi in altri paesi del mondo. Per definire in generale una persona che decide di andare a vivere in un altro paese, si pu\u00f2 usare il termine pi\u00f9 generico di migrante.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Altre definizioni utili:<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Migranti irregolari o clandestini<\/strong><\/p>\n<p>Il termine migrante irregolare o clandestino \u00e8 utilizzato per descrivere qualcuno che non possiede lo status giuridico richiesto o i documenti di viaggio necessari ad entrare in un paese o a stabilirvisi<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Rifugiati<\/strong><\/p>\n<p>La Convenzione di Ginevra del 1951 descrive i rifugiati come \u201cpersone che vivono al di fuori del loro paese di nazionalit\u00e0 o di residenza abituale, ed hanno un \u201ctimore fondato di\u00a0 persecuzione a causa della loro razza, religione, nazionalit\u00e0, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o opinioni politiche, e sono incapaci di, o, a causa di tale timore, non disposti ad avvalersi della protezione di tale paese\u201d. Le persone che fuggono dai conflitti o dalla violenza in generale sono anche considerati come rifugiati. Essi non ricevono alcuna protezione dal loro stato di origine; al contrario, \u00e8 spesso il loro governo che minaccia di perseguitarli.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Richiedenti Asilo:<\/strong><\/p>\n<p>Persona straniera che ha fatto richiesta di asilo (ospitalit\u00e0 nel nostro Paese) ed attende che questa venga accettata o meno.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Minori non accompagnati<\/strong><\/p>\n<p>I minori non accompagnati sono ragazze e ragazzi sotto i 18 anni di et\u00e0, di origine straniera, separati da entrambi i genitori e non accuditi da alcun adulto responsabile per legge o convenzione.<\/p>\n<p>I minori non accompagnati possono essere sia rifugiati che richiedenti asilo o migranti e sono particolarmente vulnerabili allo sfruttamento. I diritti dei minori non accompagnati sono protetti dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti del Fanciullo del 1989.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Favoreggiamento dell\u2019immigrazione clandestina<\/strong><\/p>\n<p>. Il favoreggiamento pu\u00f2 essere basato sullo sfruttamento e spesso si rivela estremamente pericoloso, talvolta fatale, ma non \u00e8 coercitivo, come la tratta di esseri umani. In molti paesi, compresa l\u2019Italia, \u00e8 considerata un reato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Tratta di esseri umani<\/strong><\/p>\n<p>Rapimento, trasporto, trasferimento, occultamento o ricezione di persone per mezzo di minacce, atti di violenza o altre forme di coercizione. La tratta di esseri umani \u00e8 perlopi\u00f9 finalizzata allo sfruttamento sessuale, o allo sfruttamento della\u00a0 manodopera. La tratta viola i diritti umani e include il rapimento, la frode, l\u2019inganno e l&#8217;abuso di potere o l&#8217;abuso di qualcuno in una situazione di vulnerabilit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Integrazione<\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;integrazione \u00e8 il processo mediante il quale migranti e rifugiati sono inseriti nella societ\u00e0. L&#8217;integrazione si basa sulla ricerca di un equilibrio tra il rispetto dei valori culturali originari e le identit\u00e0 dei migranti e dei rifugiati e la nascita di un senso di appartenenza da parte dei nuovi arrivati (basato sull\u2019accettazione dei valori fondamentali e delle istituzioni della comunit\u00e0 o del Paese ospitante). Il processo di integrazione coinvolge tutti gli aspetti della vita di una societ\u00e0 e sia i nuovi arrivati che la comunit\u00e0 ospitante giocano un ruolo importante.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>UNA STORIA IN PILLOLE DELLE MIGRAZIONI NEL MONDO<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>I pi\u00f9 famosi \u201cvia vai\u201d della storia:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Gli uomini primitivi si sono mossi in cerca di terreni fertili, ricchi di vegetazione e di animali. Oppure cacciati dai disastri naturali, dai conflitti con altre trib\u00f9.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Il primo grande flusso di emigranti \u00e8 partito dalla Rift Valley, nel cuore della savana africana, diretto in Asia, Europa e perfino in America (fra 1 milione e 500.000 anni fa).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Il continente europeo ha ricevuto le prime visite delle popolazioni asiatiche e africane verso la fine dell\u2019ultima glaciazione (circa 10.000 anni fa)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Gruppi indoeuropei giunsero nell\u2019Europa centrale 2000 anni a.C. fondendosi con gli abitanti locali.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Verso il 1200 a.C. avvenne la travagliata fuga degli ebrei dall\u2019Egitto di Rames II verso la Palestina, raccontata nel libro dell\u2019Esodo (= uscita).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Dal 350 d.C., le ondate dei \u201cbarbari\u201d (Ostrogoti, Visigoti, Unni, Ostrogoti, Svevi) e le incursioni degli arabi (dopo la morte di Maometto, 632) rivoluzionarono la geopolitica europea, mescolando le etnie gi\u00e0 presenti sul territorio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Nel 1700, a sua volta, l&#8217;Europa incominci\u00f2 ad esportare in modo massiccio i suoi cittadini verso l\u2019America, sulla scia di grandi esploratori (Colombo, Magellano, Vespucci): circa 40 milioni da 1820 al 1914, di cui 7 milioni italiani (questi numeri andrebbero ricordati ai moderni movimenti xenofobi). La citt\u00e0 di Sydney \u00e8 nata nel 1788 sulla base di una colonia di pericolosi carcerati, deportati dagli inglesi nella baia australiana.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Lo sviluppo industriale del secolo scorso, le due guerre mondiali, la caduta del muro di Berlino (1989) hanno favorito i flussi migratori dalla campagna alla citt\u00e0. Gli anni \u201970 hanno registrato il boom dei rifugiati (da 5 a 15 milioni): 2 milioni di cambogiani, vietnamiti e laotiani diventarono boat people (il popolo delle barche).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 I regimi dittatoriali, la fame, i disastri ecologici, i genocidi, la mancanza di lavoro, movimentano i moderni esodi da diversi punti del Pianeta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 arrivano gli immigrati in Italia?<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Gli anni \u201870, &#8217;80 e&#8217;90 del secolo scorso hanno visto l&#8217;arrivo di un numero consistente di richiedenti asilo e rifugiati, in fuga dai conflitti e dalla violazione dei diritti umani perpetrati in molte parti del mondo. Negli anni 90, con la caduta del muro di Berlino, l\u2019emergere del favoreggiamento dell\u2019immigrazione clandestina e della tratta di persone ha generato un flusso di immigrati e rifugiati irregolari, creando una situazione estremamente delicata. Man mano che l\u2019Italia e l\u2019Unione Europea hanno intensificato i controlli alle frontiere, \u00e8 diventato sempre pi\u00f9 difficile per rifugiati e migranti raggiungere l&#8217;Europa. Oggigiorno, questi devono percorrere strade alternative, spesso molto pi\u00f9 pericolose, per entrare nell&#8217;UE.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Molti stranieri giungono oggi in Italia come lavoratori immigrati per colmare una carenza di manodopera e trovare opportunit\u00e0 economiche migliori o per un ricongiungimento familiare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Inoltre l\u2019Italia, ancor pi\u00f9 che il resto d\u2019Europa, \u00e8 un paese in cui nascono pochi bambini, e quindi la popolazione nazionale tende a invecchiare. Per questo si prevede che anche nei prossimi anni l\u2019immigrazione sar\u00e0 indispensabile per colmare questo carenza demografica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Molti lavoratori immigrati svolgono lavori non specialistici che la popolazione locale non \u00e8 disposta a fare; dal lato opposto, lavoratori altamente qualificati vengono assunti per ricoprire ruoli in aree in cui la manodopera locale \u00e8 carente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Oggi, molti migranti arrivano in Europa anche per altri motivi, ad esempio per ragioni di studio o per turismo, che li portano a restarvi per lunghi o brevi periodi di tempo o a stabilirvisi per sempre. Al contempo, i paesi europei continuano ad ospitare profughi e richiedenti asilo in fuga da guerre e persecuzioni e ad offrire loro protezione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 molti immigrati sono clandestini?<\/strong><\/p>\n<p>Le possibilit\u00e0 di immigrazione legale in Italia e in Europa sono limitate; per coloro che non rientrano in categorie specifiche (in possesso, ad esempio, di un visto di lavoro), ma hanno l\u2019assoluta necessit\u00e0 di emigrare per ragioni economiche, sociali o di altra natura, la migrazione irregolare pu\u00f2 apparire come l&#8217;unica opzione. In molti casi, i migranti che cercano di raggiungere l\u2019Europa entrano nella UE per vie legali (ad esempio come turisti o studenti), ma vi rimangono anche dopo lo scadere del visto o del permesso d&#8217;ingresso. Coloro che invece non riescono ad entrare in questo modo, utilizzano rotte sempre pi\u00f9 pericolose nel tentativo di raggiungere l\u2019Italia. Tra le rotte migratorie irregolari pi\u00f9 comuni verso l&#8217;UE vi sono l\u2019attraversamento del Mare Adriatico o del Mediterraneo in barca, o l\u2019ingresso attraverso il confine orientale, per esempio nascosti in camion. I migranti irregolari spesso non sono del tutto consapevoli, prima di partire, dei pericoli e delle condizioni di viaggio o della realt\u00e0 che dovranno affrontare all&#8217;arrivo. Per alcuni affrontare il rischio calcolato di viaggiare verso l\u2019Italia e l&#8217;Europa attraverso rotte irregolari \u00e8 l\u2019unico modo per mantenere viva la speranza di una vita migliore.<\/p>\n<p>Negli ultimi tempi, gli Stati membri dell&#8217;UE hanno prestato maggior attenzione per impedire l&#8217;immigrazione irregolare e rafforzare i controlli alle frontiere. Tutto ci\u00f2 ha portato alcuni critici a definire l\u2019UE \u2019Fortezza Europa&#8217;, sostenendo che i controlli sono eccessivi rispetto alla situazione effettiva.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Quanti sono gli immigrati in Italia?<\/strong><\/p>\n<p>In <strong>Italia <\/strong>nel 1861, anno dell\u2019Unit\u00e0 d\u2019Italia, su 22.182.000 di residenti, gli stranieri erano 89mila, appena uno 1 ogni 250 (incidenza dello 0,4%) e rivestivano posizioni socio-occupazionali ragguardevoli.<\/p>\n<p>Il fenomeno dell\u2019immigrazione in Italia \u00e8 esploso dopo la caduta del muro di Berlino (1989), con l\u2019arrivo di diverse migliaia di persone provenienti dai paesi ex comunisti (Albania, Jugoslavia, Romania, Polonia, etc), e nello steso tempo sono aumentati gli arrivi dai paesi del Nord Africa (Marocco, Tunisia, Egitto, etc).<\/p>\n<p>Al 31 dicembre 2010, su 60.626.442 residenti nel Paese, i 4.570.317 stranieri (per il 51,8% donne) incidono sulla popolazione per il 7,5% (52 volte di pi\u00f9 rispetto al 1861) ed esercitano un ruolo rilevante nel supplire alle carenze strutturali a livello demografico e occupazionale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Da dove arrivano?<\/strong><\/p>\n<p>Se guardiamo alla provenienza degli immigrati, i cittadini stranieri pi\u00f9 numerosi in Italia sono: Rumeni 968.576; Albanesi 482.627; Marocchini 452.424; Cinesi 209.934<\/p>\n<p>La ripartizione territoriale degli immigrati in Italia \u00e8 la seguente: Nord Ovest 35,0%; Nord Est 26,3%; Centro 25,2%; Sud e Isole 13,5%.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>In Sicilia <\/strong>al 1\u00b0 gennaio del 2011 erano presenti 142.000 stranieri e i gruppi pi\u00f9 rappresentati erano: Rumeni (circa 40.000), Tunisini (circa 17.000), Marocchini (circa 13.000)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Di che religione sono gli immigrati in Italia?<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per questa domanda non esistono dati certi. La stima delle appartenenze, curata annualmente dal <em>Dossier Statistico Immigrazione Caritas\/Migrantes<\/em>, si basa infatti sul presupposto che gli immigrati provenienti da un determinato paese ne rispecchino sostanzialmente anche la ripartizione per gruppi religiosi, cos\u00ec come si pu\u00f2 desumere da opere specialistiche pubblicate sia in Italia che a livello internazionale.<\/p>\n<p>Secondo questa stima, al 31 dicembre 2010 tra i 4.570.317 stranieri residenti in Italia vi sono 2.465.000 cristiani (53,9%), 1.505.000 musulmani (32,9%), 120.000 induisti (2,6%), 89.000 buddhisti (1,9%), 61.000 fedeli di altre religioni orientali (1,3%), 46.000 che fanno riferimento alle religioni tradizionali, per lo pi\u00f9 dell\u2019Africa (1,0%), 7.000 ebrei (0,1%) e 83.000 (1,8%) appartenenti ad altre religioni. Si aggiungono 196.000 immigrati (4,3%) classificati come atei o non religiosi, in prevalenza provenienti dall\u2019Europa e dall\u2019Asia (dalla Cina in particolare).<\/p>\n<p>I cristiani al loro interno sono cos\u00ec ripartiti: 1.405.000 ortodossi, 876.000 cattolici, 204.000 protestanti e 33.000 che fanno parte di altre comunit\u00e0 cristiane.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Alcuni luoghi comuni sugli immigrati<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Gli immigrati commettono pi\u00f9 crimini degli italiani? <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>No, basta guardare i dati dell\u2019ISTAT, del Ministero di Giustizia, e del Ministero degli Interni, dai quali appare chiaramente che il problema pi\u00f9 grave in Italia non \u00e8 la &#8220;criminalit\u00e0 di strada&#8221;, ma la grande criminalit\u00e0 organizzata (mafia, camorra, ndrangheta, etc), invece paradossalmente il vero allarme sociale punta sui piccoli crimini. E&#8217; determinante valutare che ad esempio il 92 % dei furti rimangono a carico di ignoti e quindi il problema \u00e8 individuarne gli autori pi\u00f9 che inasprire le pene. In generale emerge che gli stranieri rappresentano il 30,2% della popolazione carceraria. Ma \u00e8 vero anche che i detenuti italiani riescono ad usufruire in misura molto pi\u00f9 elevata degli stranieri delle misure alternative alla detenzione (percorsi di rieducazione e inserimento lavorativo, etc) \u00a0Secondo i dati ISTAT del 2005 i reati commessi dagli immigrati rappresentano infatti il 19,2% del totale di tutti i reati commessi in Italia.<\/p>\n<p>In genere i reati pi\u00f9 frequenti commessi dagli stranieri sono quelli relativi alle leggi sull\u2019immigrazione, alla prostituzione, e allo spaccio di droghe.<\/p>\n<p>Ma in ogni caso, sempre guardando i dati ISTAT, emerge chiaramente che gli stranieri denunciati nel 2005 (ultimo anno disponibile) erano appena il 4% dell\u2019intera popolazione straniera presente in Italia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Gli immigrati sono portatori di malattie?<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Gli immigrati in genere non presentano patologie particolari e non sono portatori di temibili malattie tropicali.<\/p>\n<p>Secondo un rapporto dell\u2019Istituto Superiore di Sanit\u00e0 del 2010, spesso gli immigrati clandestini si ammalano in Italia per le precarie condizioni di vita, e perch\u00e9 temono che andando in ospedale possano essere poi denunciati ed espulsi dall\u2019Italia. Negli ultimi anni, data la crescente difficolt\u00e0 a entrare nei Paesi Europei, capita sempre pi\u00f9 spesso che gli immigrati irregolari si ammalino durante il viaggio (che a volte pu\u00f2 durare anche mesi e in condizioni molto pesanti).<\/p>\n<p>Le patologie pi\u00f9 presenti sono l&#8217;alcolismo (soprattutto fra gli immigrati dei Paesi dell\u2019Est) o disturbi psichici derivanti dalla loro situazione di sradicamento o malattie sessuali, dovuti quasi sempre allo stato di degrado. Inoltre a volte pu\u00f2 capitare che la differenza di alimentazione con i paesi di origine provochi per qualche periodo, qualche malattia all\u2019apparato digestivo. I problemi sanitari degli immigrati, soprattutto quelli appena arrivati, sono a volte complicati dal fatto che non sempre trovano strutture mediche e ospedaliere preparate ad accogliere stranieri, che magari non parlano ancora bene la nostra lingua. Migliorando la nostra capacit\u00e0 di integrare gli immigrati, diminuiranno anche le malattie, o almeno si potr\u00e0 intervenire prima per curarle.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Come si parla degli immigrati alla televisione e sui giornali?<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Le parole pi\u00f9 frequenti quando si parla di immigrazione in televisione, o sui giornali sono sempre le stesse. Di alcune abbiamo gi\u00e0 parlato in precedenza, proviamo ora a vedere come vengono usate queste altre due parole:<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <strong><em>Emergenza<\/em><\/strong><\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <strong><em>Sbarchi <\/em><\/strong><\/p>\n<p>Queste parole, quasi delle formule, sono usate in modo ripetitivo ormai da molti anni, e probabilmente hanno avuto un ruolo determinante nel convincere molte persone che ci sia il rischio di una vera e propria \u201cinvasione\u201d. Spesso per\u00f2 le cose non sono proprio come vengono descritte.<\/p>\n<p>Per esempio:<\/p>\n<p>Se si parla di <strong>\u201cemergenza<\/strong>\u201d in genere vuol dire che abbiamo a che fare con qualcosa di inatteso, che \u00e8 difficile da gestire e che ha una durata limitata. Ma come abbiamo visto il grosso degli immigrati \u00e8 arrivato gi\u00e0 nei primi anni \u201990, quindi il fenomeno ha ormai pi\u00f9 di 20 anni. Non pu\u00f2 pi\u00f9 essere considerato un\u2019\u201demergenza\u201d (come ad esempio un terremoto) ma un fenomeno stabile che molto probabilmente durer\u00e0 ancora a lungo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per quanto riguarda la parola \u201c<strong>sbarchi<\/strong>\u201d: la maggior parte degli immigrati irregolari, non arriva via mare. Secondo il Ministero dell\u2019Interno, <em>\u201cRapporto criminalit\u00e0 2007<\/em>\u201d, gli \u201c<strong>sbarchi\u201d<\/strong> riguardano solo il 12% circa di tutti gli immigrati irregolari. Tutti gli altri (l\u201988 %) entrano dalle frontiere del Nord Italia. Eppure a guardare i giornali e la televisione sembra che il problema siano soltanto le \u201ccarrette del mare\u201d che arrivano a Lampedusa. Invece la maggior parte degli immigrati (circa il 60%) viene in Italia con il \u201cvisto turistico\u201d e poi decide di rimanere, anche clandestinamente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Quattro attivit\u00e0 didattiche per capire meglio<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>1) Conoscete qualche ragazzo figlio di immigrati? Ce ne sono nella vostra classe? Vorreste provare a intervistare il padre o la madre per capire meglio perch\u00e9 hanno deciso di venire in Italia e come hanno fatto? Con un gruppo di vostri compagni e con l\u2019insegnante decidete quali domande volete fare e poi realizzate l\u2019intervista.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>2) Avete qualche parente o conoscente italiano che sia emigrato all\u2019estero (Germania, Stati Uniti, etc)? provate a fare anche a lui le stesse domande che avete fatto alla famiglia dell\u2019immigrato e poi confrontate le risposte con tutta la classe.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>3) Fate una ricerca sulla situazione economica di uno dei paesi di provenienza degli immigrati (es. la Tunisia) e provate ad approfondire:<\/p>\n<p><em>a) il cambio fra la moneta di quel paese e l\u2019euro (quanto vale la moneta di quel paese rispetto all\u2019euro?)<\/em><\/p>\n<p><em>b) quali sono gli stipendi medi di \u2026 (es. un professore, un poliziotto, un operaio, un impiegato, etc) e confrontateli con quelli italiani<\/em><\/p>\n<p><em>c) quanto costano i beni e i servizi di maggior consumo (es. il pane, il latte, la carne, un paio di jeans, un biglietto del cinema, una confezione di medicine, l\u2019iscrizione a scuola, etc) in quel paese e in Italia<\/em><\/p>\n<p>Una volta effettuata la ricerca riportate tutto su un cartellone e discutetene con i vostri compagni. Svolgendo queste attivit\u00e0 sar\u00e0 pi\u00f9 facile capire perch\u00e9 cosi tanta gente nel mondo ha deciso di emigrare<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4>4)\u00a0 Un articolo da leggere e discutere in classe<\/h4>\n<h4><\/h4>\n<h4>Il cambiamento inarrestabile del Sud del Mediterraneo<\/h4>\n<p>di <em>Giuliana Sgrena<\/em>*<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le rivolte che negli ultimi mesi hanno cambiato i regimi del sud del Mediterraneo e del Medio Oriente non erano cos\u00ec inaspettate come si \u00e8 ritenuto in Occidente.<br \/>\nDa anni covava un profondo <strong>malessere economico-sociale<\/strong> e anche un forte senso di soffocamento prodotto dalla repressione di dittature al potere da decenni. Negli ultimi anni i vari Paesi dell\u2019area \u2013 soprattutto del Nord Africa \u2013 sono stati teatro di grandi manifestazioni dell\u2019opposizione contro i regimi, di scioperi che rivendicavano migliori condizioni di lavoro, e di proteste sociali per la carenza di servizi di prima necessit\u00e0.<br \/>\nIl sacrificio di <strong>Mohammed Bouazizi<\/strong>, il giovane tunisino di Sidi Bouzid che si \u00e8 dato fuoco perch\u00e9 non poteva guadagnarsi da vivere vendendo i prodotti della sua terra per mancanza di permessi, \u00e8 stata la scintilla che ha fatto esplodere una situazione gi\u00e0 incandescente.<br \/>\nLa rivolta \u00e8 partita dal centro della <strong>Tunisia<\/strong> ma ha raggiunto presto la capitale per poi propagarsi in tutti gli altri Paesi arabi, nessuno escluso, anche se con diversa intensit\u00e0 e con differenti reazioni dei regimi al potere. Non ha invece per ora toccato Paesi non arabi, come l\u2019Iran, dove tuttavia una protesta era nata prima ed \u00e8 tuttora latente.<br \/>\nLa rivolta, che in alcuni casi si \u00e8 trasformata in rivoluzione, secondo la definizione degli stessi protagonisti, \u00e8 partita da problemi economici e sociali ma si \u00e8 subito trasformata in una ribellione con obiettivi politici.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Dalla protesta economica alla rivolta politica<\/strong><\/p>\n<p>La base di partenza \u00e8 la <strong>povert\u00e0<\/strong>: i beni di prima necessit\u00e0 sono sempre pi\u00f9 costosi a causa dell\u2019aumento dei prezzi sui mercati internazionali e non \u00e8 sufficiente chealcuni governi siano intervenuti per calmierare i prezzi, soprattutto dei beni alimentari. Povert\u00e0 e <strong>precariet\u00e0<\/strong>: la maggior parte dei giovani \u2013 parliamo di Paesi dove circa il 70 % della popolazione \u00e8 sotto i trent\u2019anni \u2013 non ha un lavoro e nessuna prospettiva per il futuro. Si tratta spesso di giovani diplomati e laureati, per i quali l\u2019aspettativa di una condizione di vita migliore \u00e8 cresciuta rispetto al passato, quando mancava l\u2019istruzione. Con l\u2019istruzione \u00e8 aumentata anche la coscienza dei propri diritti e la convinzione che non ci potr\u00e0 essere <strong>giustizia sociale<\/strong> senza <strong>giustizia politica<\/strong>, ossia la democrazia.<br \/>\nLa rivolta \u00e8 quindi passata da rivendicazione sociali \u2013 il lavoro, innanzitutto \u2013 a rivendicazioni politiche: dignit\u00e0, giustizia, libert\u00e0, democrazia. E queste sono le richieste avanzate in tutti i Paesi arab,i realizzabili solo con la fine delle dittature al potere. \u201cD\u00e9gage\u201d, \u201cvattene\u201d ,\u00e8 lo slogan pi\u00f9 diffuso nelle rivolte e che ha fatto presa anche nei Paesi non-francofoni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Caratteri comuni delle rivolte<\/strong><\/p>\n<p>Quali sono i punti in comune delle varie rivolte? Innanzitutto la <strong>spontaneit\u00e0<\/strong> della protesta, che non vuol dire spontaneismo. Le convocazioni delle manifestazioni sono passate attraverso i social network, che hanno permesso di aggirare la censura dei regimi, e si sono poi diffuse attraverso il passaparola.<\/p>\n<p>La rivolta \u00e8 partita dai <strong>giovani<\/strong> ma ha coinvolto tutta la popolazione, senza divisioni di classe o di sesso. Le <strong>donne<\/strong> sono protagoniste delle lotte, come lo sono state spesso in passato; tanto che le rivendicazioni di genere sono quelle che evidenziano il carattere moderno e laico di questi movimenti. Le donne non rivendicano \u2018quote rosa\u2019, ma la parit\u00e0.<br \/>\nSi tratta poi, con l\u2019eccezione della Libia, di <strong>movimenti non violenti<\/strong>. Il che non vuol dire che non ci siano state vittime, ma la non violenza \u00e8 una scelta di campo risultata vincente. In <strong>Libia<\/strong> invece la scelta di una rivolta, quasi subito militarizzata (non solo armata, ma anche senza rispetto dei diritti umani tra gli stessi libici), ne ha segnato l\u2019evoluzione: intervento della Nato, preannunciata imposizione della sharia (legge coranica), ecc.<br \/>\nLe rivolte, senza leader e senza ideologie, sono state essenzialmente <strong>laiche<\/strong> (senza slogan religiosi) ma gli islamisti, assenti in una prima fase (tranne in Libia), hanno poi cercato, riuscendo, di inserirsi negli spazi aperti da un processo di democratizzazione ancora in corso e irto di ostacoli.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Un mutamento rapido e irreversibile<\/strong><\/p>\n<p>Il contagio \u00e8 partito dalla Tunisia e si \u00e8 allargato a tutti i Paesi arabi perch\u00e9 per la prima volta \u00e8 stato superato quel <strong>ricatto<\/strong> imposto dai regimi dittatoriali secondo i quali la scelta era <strong>tra dittatura laica o teocrazia islamica<\/strong>. La rivoluzione tunisina (in questo caso, come in Egitto, visto che \u00e8 stato \u00a0abbattuto un regime, si pu\u00f2 parlare di rivoluzione) ha vinto la paura e se la Tunisia \u00e8 riuscita a cacciare Ben Ali in un paio di settimane, gli altri popoli arabi si sono resi conto che forse anche per loro un cambiamento non era impossibile.<br \/>\nL\u2019evoluzione delle varie situazioni dimostra che i risultati pi\u00f9 rapidi si sono avuti dove gli <strong>eserciti<\/strong> hanno appoggiato la rivoluzione, anche se il ruolo dell\u2019esercito pu\u00f2 essere controproducente per la democrazia, come si pu\u00f2 constatare in Egitto. In altri Paesi l\u2019esercito \u00e8 ancora schierato con il potere e reprime le richieste di libert\u00e0 (Siria, Yemen, ecc.) o addirittura l\u2019intervento di truppe straniere contribuisce alla repressione (le truppe saudite in Bahrein). Nonostante i tentativi di evitare il contagio perfino il regno saudita comincia ad essere intaccato dalle rivolte, a partire dalle rivendicazioni delle donne. E sar\u00e0 l\u2019affermarsi o meno delle rivendicazioni delle donne a garantire ovunque l\u2019evoluzione del processo democratico e il successo della Primavera araba.<\/p>\n<p>*Giornalista, esperta del mondo arabo, sul quale ha scritto\u00a0diversi testi, tra cui il recente <em>Il ritorno. Dentro il nuovo Irak<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonti:<\/strong><\/p>\n<p>ISTAT 2011 Stranieri residenti in Italia<\/p>\n<p>Manuale dell\u2019insegnante \u2018Non Solo Numeri\u2019 kit educativo su Immigrazione e Asilo Politico in Europa, edito da OIM (Organizzazione Internazionale Dei Migranti) e UNHCR (Alto Consiglio Per I Rifugiati Delle Nazioni Unite), Bruxelles 2009<\/p>\n<p>Rapporto Caritas \u2013 Fondazione Migrantes, Roma 2011<\/p>\n<p>Rapporto CESPI su immigrazione\u00a0 \u201cBrevi note sull&#8217;immigrazione via mare in Italia e in Spagna\u201d,\u00a0 Roma 2007<\/p>\n<p>Rapporto Istituto Superiore di Sanit\u00e0 \u201cImmigrati e zingari: salute e disuguaglianze\u201d, 2003<\/p>\n<p>La Repubblica, articolo \u201cImmigrati, la salute \u00e8 pi\u00f9 fragile in Italia Per condizioni di vita e integrazione difficile\u201d\u00a0 dell\u201911 giugno 2010<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2014\/08\/14\/scuola-secondaria-di-1-grado-giuseppe-grassa-mazara-del-vallo-progetto-por-sicilia-una-scuola-a-colori\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2014\/08\/14\/scuola-secondaria-di-1-grado-giuseppe-grassa-mazara-del-vallo-progetto-por-sicilia-una-scuola-a-colori\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riceviamo e volentieri pubblichiamo. 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