{"id":35383,"date":"2014-09-16T23:20:53","date_gmt":"2014-09-16T21:20:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=35383"},"modified":"2014-09-16T23:22:56","modified_gmt":"2014-09-16T21:22:56","slug":"che-cose-la-xyelella-fastidiosa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2014\/09\/16\/che-cose-la-xyelella-fastidiosa\/","title":{"rendered":"CHE COS&#8217;E&#8217; LA XYELELLA FASTIDIOSA"},"content":{"rendered":"<div id=\"intestazione\">\n<h1><a href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/cicala-Xylella.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/cicala-Xylella.jpg\" alt=\"\" title=\"cicala Xylella\" width=\"276\" height=\"183\" class=\"alignleft size-full wp-image-35386\" \/><\/a><span class=\"Apple-style-span\" style=\"font-weight: normal; font-size: 13px;\">Una misteriosa malattia ha recentemente colpito gli olivi pugliesi del Salento, purtroppo spesso con esito infausto e quindi con la morte di molte piante. Secondo alcuni articoli di quotidiani locali, la grave fitopatia sarebbe riconducibile ad un patogeno,\u00a0<strong><em>Xylella fastidiosa<\/em><\/strong>, finora mai segnalato in Italia, quale agente patogeno della malattia che in America \u00e8 denominata \u201c<strong>malattia di Pierce<\/strong>\u201d, dal nome del ricercatore che l\u2019ha studiata. Si riferiva dell\u2019America perch\u00e9 in letteratura si riportano attacchi di questo patogeno essenzialmente in quel continente: negli U.S.A. (specialmente in California e Florida) su vite, pesco, susino, acero, quercia, oleandro ed altre specie arboree oltre che su numerose specie erbacee; in sud America (Brasile, Messico, Venezuela ed altri Paesi) su agrumi, mandorlo ed altre specie. In Europa era stato segnalato qualche caso della malattia in Francia su vite. Non risultavano fino ad oggi segnalazioni e danni su olivo.<\/span><\/h1>\n<\/div>\n<div id=\"contenuti\">\n<div>\n<p>La sintomatologia iniziale della batteriosi riguarda un<strong>ingiallimento fogliare<\/strong>, dovuto a disidratazione, visibile anche a distanza, seguito da una\u00a0<strong>rilevante filloptosi ed un deperimento generale della pianta<\/strong>. Negli anni successivi gli stessi sintomi si ripetono fino alla<strong>\u00a0morte della pianta stessa, che avviene nel giro di 1-5 anni<\/strong>. Con riferimento ai sintomi, in pratica si tratta di un decorso simile alla verticilliosi e per questa patologia scambiata in Salento, sebbene gli attacchi di Verticillium su piante adulte, o addirittura secolari, non danno quasi mai esito mortale. Ci\u00f2 \u00e8 dovuto alla circostanza che il batterio abita, come il fungo della verticilliosi, nello xilema, quindi con il meccanismo di ostruzione dei vasi ascendenti che \u201calimentano\u201d la parte aerea della pianta.<\/p>\n<p><em>Xylella fastidiosa\u00a0<\/em>\u00e8 un batterio gram negativo, a crescita lenta, isolato e descritto negli U.S.A. da Pierce nel 1987. Esso \u00e8 stato trovato in uno stato latente, e quindi in forma asintomatica, in molte piante, specialmente erbacee, piante che fungono da inoculo per insetti vettori. Infatti anche in questo caso \u00e8 presumibile sia introdotto da un vettore, probabilmente la\u00a0<strong>cicalina\u00a0<em>Homolodisca vitripennis\u00a0<\/em><\/strong>o<em>\u00a0Cicadella viridis\u00a0<\/em>o altri Cicadellidae, attraverso le punture effettuate per nutrirsi. Di questo batterio sono stati descritti diversi ceppi con altrettanti livelli di virulenza, spesso specifici in relazione alla specie che attaccano. In riferimento all\u2019identificazione e quindi alla diagnosi, si utilizza il protocollo PCR Real-time con un set di primer specifici. Circa la resistenza delle specie e dei genotipi, poche sono le informazioni esistenti. In letteratura sono segnalati solo pochi casi di resistenza per alcune cultivar di vite, per tutte le altre specie per i vari genotipi si presuppone una suscettibilit\u00e0 pi\u00f9 o meno pronunciata.<\/p>\n<p><strong>Le lotta contro questa \u201cfastidiosa\u201d<\/strong>\u00a0(di nome e di fatto)<strong>\u00a0batteriosi appare ardua<\/strong>, perch\u00e9, come \u00e8 noto, in Italia non \u00e8 consentito l\u2019uso di antibiotici in agricoltura su larga scala e anche per la difficolt\u00e0 di raggiungere i batteri all\u2019interno dei vasi xilematici (come per la verticilliosi). Si potrebbe utilmente ipotizzare un controllo vettoriale mediante lotta ai cicadellidi autoctone dell\u2019ecosistema di riferimento, ma questa pratica presenterebbe non pochi problemi, di varia natura, ma principalmente di salvaguardia ambientale in relazione alla biocenosi complessiva se si ricorresse a trattamenti chimici. Negli U.S.A, in laboratorio, sono state efficacemente saggiate tecniche di trattamento termico, con esposizione di popolazioni batteriche a temperature cumulative di molte ore a -5 gradi C. Nell\u2019ambito degli stessi esperimenti, in un programma di simulazione al computer (CLIMEX), Hoddle (2004) ha concluso che lo stress da freddo evita la manifestazione della malattia seppur in presenza del batterio, ma se ne comprende subito la impossibilit\u00e0 di applicazione in campo. Semmai ci\u00f2 aiuta a capire come la epidemiologia della malattia sia in stretta correlazione con le temperature sempre miti degli areali del Salento. Sempre negli U.S.A. si segnalano avviati programmi di ricerca tendenti a verificare fonti di resistenza genetica nelle specie attaccate e per esse nelle varie cultivar, specialmente in relazione alla vite. Da queste ricerche potranno giungere interessanti informazioni e pertanto sarebbe auspicabile che anche in Italia ci\u00f2 avvenisse per l\u2019olivo.<\/p>\n<p>Comunque nello specifico della situazione salentina, e pi\u00f9 in generale italiana, si auspicano la immediata messa in atto di\u00a0<strong>misure preventive e di profilassi in grado di limitare la diffusione del patogeno<\/strong>, a partire da severi controlli sul materiale di propagazione (marze eventualmente infette) e poi con controlli fitosanitari delle piante infette e conseguenti pratiche di \u201cpulizia\u201d (eliminazione di piante o parti di esse con successiva bruciatura del materiale). Anche una buona condizione di nutrizione e di equilibrio vegetativo della piante potrebbe rappresentare un ostacolo all\u2019infezione. Sicuramente le condizioni climatiche esercitano un ruolo enormemente importante nella epidemiologia della malattia e perci\u00f2 dobbiamo considerare\u00a0<em>Xylella fastidiosa<\/em>come una grave minaccia emergente per l\u2019olivicoltura italiana e mediterranea.<\/p>\n<\/div>\n<p>di\u00a0<strong>Nino Iannotta<\/strong><br \/>\npubblicato il\u00a0<strong>23 ottobre 2013<\/strong>\u00a0in\u00a0<strong>Strettamente Tecnico &gt; L&#8217;arca olearia<\/strong><\/p>\n<div>639\u00a07\u00a0Google +8\u00a02<\/div>\n<\/div>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2014\/09\/16\/che-cose-la-xyelella-fastidiosa\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2014\/09\/16\/che-cose-la-xyelella-fastidiosa\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una misteriosa malattia ha recentemente colpito gli olivi pugliesi del Salento, purtroppo spesso con esito infausto e quindi con la morte di molte piante. 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