{"id":35897,"date":"2014-09-25T20:16:32","date_gmt":"2014-09-25T18:16:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=35897"},"modified":"2014-09-25T20:16:32","modified_gmt":"2014-09-25T18:16:32","slug":"una-cartolina-da-francavilla-fontana-presentato-il-libro-della-zingaropoli-lafrica-di-erica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2014\/09\/25\/una-cartolina-da-francavilla-fontana-presentato-il-libro-della-zingaropoli-lafrica-di-erica\/","title":{"rendered":"UNA CARTOLINA DA FRANCAVILLA FONTANA \/Presentato il libro della Zingaropoli \u201cL\u2019Africa di Erica\u201d"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/1454982_10204755681202186_1193829433095367375_n.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"300\" height=\"225\" title=\"1454982_10204755681202186_1193829433095367375_n\" class=\"alignleft size-medium wp-image-35898\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/1454982_10204755681202186_1193829433095367375_n-300x225.jpg\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/1454982_10204755681202186_1193829433095367375_n-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/1454982_10204755681202186_1193829433095367375_n.jpg 960w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Quelli che non fanno mai le tangenziali e le autostrade, io (quando sono solo in macchina, ovvio e guido io). Ancora una volta, premiato, perch\u00e9 per stradine contorte e strette, a Cellino San Marco ho risentito le canzoni di Albano, vabb\u00e8 nella mia fantasia, per\u00f2 nella realt\u00e0 ho visto di passaggio una Oria talmente splendida a prima vista, che mi ci volevo fermare, e comunque ci ritorner\u00f2, io, che non la conoscevo, non ci posso credere, perch\u00e9 non ero mai andato a Oria prima di ieri? Francavilla Fontana, alla porte del Salento, era feudo di Oria, ho letto. Il Castello degli Imperiali si chiama cos\u00ec dalla famiglia che a pi\u00f9 riprese lo fece costruire. E\u2019 una costruzione strana, di un Medioevo gi\u00e0 superato, \u00e8 pi\u00f9 che altro un palazzotto fortificato, ma ieri sera non ho parlato del passato, ho parlato di futuro. Una bella serata, arricchita da esibizioni musicali, letture e interpretazioni e performance artistiche, per di pi\u00f9 in uno spazio recuperato e per la prima volta adibito a manifestazioni culturali. Tanto pubblico, politici in prima fila, artisti, volontari, animatori culturali, tantissima gente, tutto inusuale, almeno per una presentazione di un libro, di un\u2019esordiente per di pi\u00f9, di una ragazza, Erica Zingaropoli, che ha fatto una scelta di vita, anche per andare a scoprire s\u00e9 stessa, i suoi mondi sconosciuti, per superare i limiti e i confini dentro cui ognuno di noi \u00e8 rinchiuso, ma superati i quali tutto diventa possibile, e cos\u00ec \u00e8 andata alla scoperta dell\u2019Africa, che poi ci ha raccontato in questo suo romanzo di esordio <strong>\u201cL\u2019Africa di Erica\u201d, Pubblicazioni Italiane, Taranto, 2014, 100 pagg., euro 18,<\/strong> in un volume ricco di immagini, e ancor di pi\u00f9 di lucida analisi, con occhi disincantati e veritieri. La veste grafica eccellente, e di questo bisogna dar conto all\u2019editore, rende merito al valori dei contenuti, di cui bisogna render grazie all\u2019autrice. Romanzo? Che dico romanzo? E\u2019 una serie di scene, o racconti, un reportage pi\u00f9 che di viaggio, di permanenza, un diario delle scoperte, delle sensazioni, dei pensieri che questa permanenza ha generato. Hemingway, pi\u00f9 che Conrad, Moravia, pi\u00f9 che la Blixen, e scusate se \u00e8 poco, nel filone letterario in cui questa eccellente opera prima va collocata. Lo stile, poi, maturo, a dispetto dell\u2019et\u00e0 e dell\u2019esperienza, uno strumento che serve a calibrare immagini e suoni, pensieri e parole, odori e impressioni che Erica Zingaropoli sapientemente registra, filtra e rende ai suoi lettori. Lo scrivo adesso, perch\u00e9 non mi ricordo se l\u2019ho detto ieri sera. Infatti, \u00a0quando \u00e8 toccato a me parlare, mi sono ben presto levate di dosso le paludate vesti del critico letterario, per tenermi quelle mie solite, dell\u2019intellettuale che, ligio agli insegnamenti pasoliniani, deve provocare, scandalizzare e bestemmiare e stare sempre dalla parte degli ultimi, degli umili, degli indifesi. I libri non sono di chi li scrive, i libri sono di chi li legge. A me questo ha fatto nuova rabbia e lucida convinzione. Pensiamo agli Africani come se fossero geneticamente condannati da chiss\u00e0 quale maledizione biblica a stare depredati, sfruttati e marginalizzati. Invece \u00e8 colpa nostra, di noi Occidentali, che prima li abbiamo schiavizzati, poi abbiamo portato loro guerre e violenza, li abbiamo privati delle loro risorse naturali e delle materie prima e li abbiamo plagiati a nostra immagine e somiglianza, quella di un modello di cos\u00ec detto sviluppo, che qui da noi produce egoismo, disuguaglianze sociali, ingiustizie e l\u00e0 ha prodotti sfaceli a ciclo continuo. Li abbiamo uccisi e fatti uccidere, per poi lamentarci dei profughi che arrivano da noi, dei quali ci sentiamo migliori e li disprezziamo. O degli immigrati, che sfruttiamo nelle abitazioni affittate di Torino, nei mobilifici \u00a0della Brianza, nei campi della Capitanata e del Salento. Al colonialismo dei mercanti di esseri umani, di armi e di preziosi, abbiamo sostituito quello dello sfruttamento delle multinazionali della globalizzazione. Solamente da poco la parola schiavit\u00f9 fa ribrezzo. La parola guerra non lo fa ancora. Sono processi lunghi, ci vogliono decenni e forse secoli, ma in qualche modo bisogna pur cominciare, a costruire la cultura del dialogo, del confronto, della pace, a cercare cio\u00e8 un nuovo tipo di modello di sviluppo, come quello indicato dagli economisti filosofi alla Amartya Sen e alla Serge Latouche, cio\u00e8 a concretizzarlo, a riprenderci le leve della partecipazione e della decisione politica, a immaginare alla John Lennon, cio\u00e8 a fare realt\u00e0 dei suoi sogni. Ecco, con serate come quella di ieri sera a Francavilla Fontana, il futuro \u00e8 gi\u00e0 cominciato, un futuro in cui forse un modo migliore sar\u00e0 ugualmente impossibile, ma una vita migliore per ciascuno di noi, almeno un poco, almeno questo, probabilmente s\u00ec. <strong>Giuseppe Puppo<\/strong><\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2014\/09\/25\/una-cartolina-da-francavilla-fontana-presentato-il-libro-della-zingaropoli-lafrica-di-erica\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2014\/09\/25\/una-cartolina-da-francavilla-fontana-presentato-il-libro-della-zingaropoli-lafrica-di-erica\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quelli che non fanno mai le tangenziali e le autostrade, io (quando sono solo in macchina, ovvio e guido io). 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