{"id":3646,"date":"2012-08-28T09:42:51","date_gmt":"2012-08-28T09:42:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=3646"},"modified":"2012-08-28T09:44:38","modified_gmt":"2012-08-28T09:44:38","slug":"il-nuovo-romanzo-maturo-di-francesco-rodolfo-russo-di-giancarlo-loffarelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2012\/08\/28\/il-nuovo-romanzo-maturo-di-francesco-rodolfo-russo-di-giancarlo-loffarelli\/","title":{"rendered":"Il nuovo romanzo \u201cmaturo\u201d di Francesco Rodolfo Russo  di Giancarlo Loffarelli"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2012\/08\/28\/il-nuovo-romanzo-maturo-di-francesco-rodolfo-russo-di-giancarlo-loffarelli\/copertina-indizi-di-esistenza-1\/\" rel=\"attachment wp-att-3649\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/copertina-Indizi-di-esistenza-1-214x300.jpg\" alt=\"\" width=\"214\" height=\"300\" class=\"alignnone size-medium wp-image-3649\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/copertina-Indizi-di-esistenza-1-214x300.jpg 214w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/copertina-Indizi-di-esistenza-1-731x1024.jpg 731w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/copertina-Indizi-di-esistenza-1.jpg 886w\" sizes=\"(max-width: 214px) 100vw, 214px\" \/><\/a><\/p>\n<p><em>Indizi di esistenza<\/em> di Francesco Rodolfo Russo (Giancarlo Zedde Editore, Torino 2012, pagine 310, \u20ac 16,00; con copertina disegnata da par suo da Gianni Chiostri ) \u00e8 un romanzo di difficile catalogazione (ammesso che abbia un senso cercare a ogni costo di ingabbiare un romanzo all\u2019interno di un genere).<\/p>\n<p>A un primo approccio il lettore che trova utile e magari rassicurante accostarsi a un nuovo romanzo, sapendo in che \u201cambiente\u201d si trover\u00e0, avr\u00e0 l\u2019impressione che quello che si sta apprestando a leggere sia un romanzo che poggia con sicurezza su due terreni della letteratura: il romanzo d\u2019ambientazione storica e il poliziesco.<\/p>\n<p>In effetti, Russo conduce il lettore, con un ritmo scandito da datazioni molto precise, in continua alternanza, all\u2019interno di due epoche: l\u2019una recente (fra il 2010 e il 2011), l\u2019altra remota (fra il 1480 e il 1492). Ben presto, poi, la sparizione di tre persone e la comparsa di un ispettore e di un commissario di polizia contribuiscono a disporre la vicenda di ambientazione recente (ma il lettore un po\u2019 pi\u00f9 scaltro collocher\u00e0 anche quella di ambientazione remota) all\u2019interno dell\u2019ampio alveo della letteratura poliziesca.<\/p>\n<p>Certo, in questo tentativo di leggere il romanzo accompagnati dalla rassicurante sensazione di ri-conoscerne l\u2019orizzonte, si intuisce che qualcosa non quadra da uno strano dualismo, evidente nell\u2019alternanza di epoche ma anche delle dislocazioni geografiche: Otranto e altri territori del Meridione da una parte, Cuneo e la terra di confine fra Italia e Francia che si colloca tra Torino e Menton dall\u2019altra.<\/p>\n<p>Il fatto che l\u2019ipotetico lettore preferisca muoversi su territori letterari conosciuti non vuol certamente dire che non intenda essere incuriosito e spinto ad andare avanti nella lettura. E il romanzo di Russo riesce anche in questo intento, inducendo il lettore a porsi continuamente domande e dubbi: chi \u00e8 quel monaco guerriero d\u2019origine spagnola, chiamato <em>Monje<\/em> che lascia Otranto cinta d\u2019assedio nel 1480 per approdare nel Cuneese ponendosi al servizio di un discutibile signorotto locale? E che c\u2019entra il <em>Monje<\/em> con un gruppetto di appassionati di esoterismo nella Cuneo del 2010? E che tipo \u00e8 l\u2019ispettore di Pubblica sicurezza Francesco Martinez, in servizio a Cuneo ma originario di Lecce, con un cognome di evidente origine spagnola, cui vengono affidate le indagini per la scomparsa di tre persone che ruotano attorno al gruppo di appassionati d\u2019esoterismo?<\/p>\n<p>Ma se ci si lascia condurre da Russo lungo un percorso pi\u00f9 profondo del precedente, il romanzo allarga smisuratamente il proprio orizzonte. Per seguire l\u2019autore in questo itinerario bisogna essere attenti a una serie di segni che egli lascia cadere con tale evidenza da risultare poco visibili, proprio come accade con le cose che abbiamo troppo vicine.<\/p>\n<p>Due tipologie di questa serie di segni appaiono particolarmente interessanti.<\/p>\n<p>La prima \u00e8 costituita dai nomi dei personaggi che, in questo romanzo, come in tutta l\u2019opera di Francesco Rodolfo Russo, non sono mai scelti casualmente: dall\u2019evidente rimando alla dimensione del gioco nel nome di una delle persone scomparse, Ludovica, all\u2019orso forte e furioso nascosto nel nome dell\u2019altra persona scomparsa, Furio Berardo; dalla grazia che promana dal nome Anna, all\u2019ambiente marino del nome Marina, e cos\u00ec via per un\u2019altra decina di casi. Non \u00e8 qui possibile (e forse nemmeno opportuno) avventurarsi in un\u2019analitica disanima ermeneutica della onomastica del romanzo, ma se il lettore non si mostra disattento a questi segni, <em>Indizi di esistenza <\/em>si apre a prospettive inaspettate.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 esaminabile \u00e8 invece la seconda tipologia di segni che Russo ha collocato proprio in esergo ai tempi in cui il romanzo \u00e8 strutturato. Le tre parti, infatti, in cui il romanzo \u00e8 diviso sono introdotte da altrettante citazioni. La prima \u00e8 di Proust: \u201cLe prime apparizioni che fa nella nostra esistenza un essere destinato a incontrare pi\u00f9 tardi il nostro favore assumono retrospettivamente ai nostri occhi un valore di avvertimento, di presagio.\u201d La seconda di Schopenhauer: \u201cLa vita \u00e8 come una stoffa ricamata della quale ciascuno nella propria met\u00e0 dell\u2019esistenza pu\u00f2 osservare il diritto, nella seconda invece il rovescio: quest\u2019ultimo non \u00e8 cos\u00ec bello, ma pi\u00f9 istruttivo, perch\u00e9 ci fa vedere l\u2019intreccio dei fili.\u201d La terza, infine, \u00e8 di Drieu La Rochelle: \u201cIo sono vivo soltanto quando avverto l\u2019eternit\u00e0.\u201d<\/p>\n<p>Se le citazioni non costituiscono banalmente uno sfoggio di cultura (e nel caso di Russo questo \u00e8 fuor di dubbio), esse vanno a costituire un indice di fondamentale importanza per entrare nelle dimensioni pi\u00f9 intime e profonde del romanzo.<\/p>\n<p>Che cosa ci dice Proust? Che tutta la vita \u00e8 una rete di segni che continuamente interpretiamo, permettendo che essi gettino una luce non soltanto sul presente che viviamo o sul futuro, ma anche sul passato, costituendo, rispettivamente, segnali, premonizioni e, appunto, presagi. Attenzione, in quanto segno, la relazione non contiene in se stessa, oggettivamente, il presagio: tale esso pu\u00f2 esser colto (o no); e l\u2019esser presagio non sta nelle cose ma nell\u2019atteggiamento ermeneutico costitutivo dell\u2019uomo. Se non si tiene presente questo aspetto, sfuggir\u00e0 la duplice ambientazione temporale del romanzo.<\/p>\n<p>E che cosa ci dice Schopenhauer? Che la maturit\u00e0 dell\u2019uomo \u00e8 fatta per mutare lo sguardo sulle cose: non pi\u00f9 per ammirane la bellezza (preferiremmo dire: non <em>soltanto<\/em> per ammirarne la bellezza), ma per comprendere la fitta, inestricabile, forse incomprensibile, trama che costituisce l\u2019esistenza. Quindi anche la vicenda narrata nel romanzo va vista, per cos\u00ec dire, dalla parte delle radici. E se dalla parte del <em>recto<\/em>, \u00e8 la logica che guida le interpretazioni (le indagini) che segue la Polizia, la parte del <em>verso<\/em> si apre a dimensioni interpretative in cui la logica riveste un ruolo molto marginale: il commissario Nuccio \u00e8 fedele interprete della prima prospettiva, l\u2019ispettore Martinez (di nome Francesco e salentino come l\u2019Autore), pur partendo dalla stessa impostazione, si mostra via via sempre pi\u00f9 aperto alla seconda.<\/p>\n<p>Infine Drieu La Rochelle. Con la frase di Drieu La Rochelle scendiamo alla dimensione pi\u00f9 profonda del romanzo: una lieve meditazione sulla morte e sull\u2019eternit\u00e0 in cui il segno di interpunzione pi\u00f9 frequentato da Francesco Rodolfo Russo \u00e8 il punto interrogativo, di cui sono ricche soprattutto le ultime pagine.<\/p>\n<p>\u00c8 un romanzo \u201cmaturo\u201d quest\u2019ultima fatica di Francesco Rodolfo Russo. Maturo nel duplice significato: scritto dopo un lungo percorso artistico che ha permesso all\u2019Autore di crescere da un punto di vista letterario arricchendo la propria sensibilit\u00e0 di scrittore; e prodotto da un uomo maturo che, per dirla nuovamente con Schopenhauer, riesce oggi a vedere meglio la trama della vita perch\u00e9 da una prospettiva rovesciata.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Giancarlo Loffarelli<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2012\/08\/28\/il-nuovo-romanzo-maturo-di-francesco-rodolfo-russo-di-giancarlo-loffarelli\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2012\/08\/28\/il-nuovo-romanzo-maturo-di-francesco-rodolfo-russo-di-giancarlo-loffarelli\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Indizi di esistenza di Francesco Rodolfo Russo (Giancarlo Zedde Editore, Torino 2012, pagine 310, \u20ac 16,00; con copertina disegnata da par suo da Gianni Chiostri ) \u00e8 un romanzo di difficile catalogazione (ammesso che abbia un senso cercare a ogni costo di ingabbiare un romanzo all\u2019interno di un genere). 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