{"id":37832,"date":"2014-10-26T17:32:10","date_gmt":"2014-10-26T16:32:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=37832"},"modified":"2014-10-26T17:37:07","modified_gmt":"2014-10-26T16:37:07","slug":"dopo-il-convegno-internazionale-sui-nostri-ulivi-tornare-subito-alla-corretta-coltivazione-dei-campi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2014\/10\/26\/dopo-il-convegno-internazionale-sui-nostri-ulivi-tornare-subito-alla-corretta-coltivazione-dei-campi\/","title":{"rendered":"DOPO IL CONVEGNO INTERNAZIONALE SUI NOSTRI ULIVI \/ TORNARE SUBITO A UNA CORRETTA COLTIVAZIONE"},"content":{"rendered":"<h3>di Cristian Casili__________<a href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/1545761_10205355706195905_2031240277509234226_n.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"300\" height=\"168\" title=\"1545761_10205355706195905_2031240277509234226_n\" class=\"alignright size-medium wp-image-37833\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/1545761_10205355706195905_2031240277509234226_n-300x168.jpg\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/1545761_10205355706195905_2031240277509234226_n-300x168.jpg 300w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/1545761_10205355706195905_2031240277509234226_n.jpg 960w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/h3>\n<h3>Si \u00e8 concluso qualche giorno\u00a0fa il simposio internazionale sulla distribuzione di Xylella fastidiosa su olivo, svoltosi a Gallipoli, che ha visto coinvolti duecento ricercatori provenienti da tutto il mondo.<\/h3>\n<h3>In questi giorni si sono susseguiti una serie di interventi da cui \u00e8 emerso in primis il ruolo dei vettori nella propagazione del batterio. Gli entomologi concordano nel ritenere il Philaenus spumarius, meglio conosciuto come sputacchina, il principale vettore del batterio in lettera. Si sono affacciate anche tutta una serie di ipotesi che riconoscono quali concause la debilitazione delle piante dovuta alla proliferazione di un complesso di funghi del tipo Phaeoacremonium parasiticum, P.aleophilum, P. rubrigenum, P. alvesi e Pleruostomophora richardisiae e dal lepidottero Zeuzera pyrina.<\/h3>\n<h3>I ricercatori hanno fatto emergere che in cogenza di una massiva inoculazione da parte di vettori infetti anche alberi in perfetto stato fitopatologico vengono infettati in modo compromettente. Forte il richiamo dei ricercatori all\u2019implementazione massiva di pratiche atte a contenere la diffusione del patogeno.<\/h3>\n<h3>A tal riguardo oltre alla possibilit\u00e0 di lotta integrata con fitofarmaci, si \u00e8 parlato dell\u2019importanza della lavorazione del terreno con fresature nei periodi in cui la riproduzione del vettore, P. spumarius, \u00e8 in fase di neanide sul suolo oltre all\u2019importanza di potature leggere.<\/h3>\n<h3>Allo stato dell\u2019arte \u00e8 emerso univocamente da parte di tutti i ricercatori che curare un oliveto infetto \u00e8 un utopia, mentre si pu\u00f2 con una certa efficacia prevenire la proliferazione e la diffusione dei vettori.<\/h3>\n<h3>L\u2019 americano Hopkins ha proposto il controllo biologico con l\u2019inserimento di ceppi benigni del batterio e l\u2019inserimento di cultivar resistenti.<\/h3>\n<h3>La brasiliana Alves de Souza ha parlato degli effetti positivi che potrebbe avere la n-acetilcisteina.<\/h3>\n<h3>Si \u00e8 parlato poi di piante transgeniche capaci di resistere al batterio. E\u2019 emerso anche che a poco servirebbe l\u2019estirpazione di alberi infetti.<\/h3>\n<h3>Una mia considerazione: vorrei subito esprimere cio\u00e8 il silenzio assordante da parte della politica regionale in primis e dei suoi sottoboschi (per capirci le associazioni di categoria). Assenze gravissime, soprattutto quella di Vendola, che generano in chi si aspetta risposte e decisioni un grave sentimento di impotenza. Tale sentimento \u00e8 aggravato dall\u2019unica decisione certa sull\u2019argomento che \u00e8 quella di creare una fascia tampone (buffer zone) che isoli il Salento dal resto della Regione, come dire: nel Salento ormai la situazione \u00e8 compromessa cerchiamo di salvare il possibile. Tutto ci\u00f2 \u00e8 allucinante!<\/h3>\n<h3><span style=\"font-family: Times New Roman;\">Rimangono altre considerazioni fondamentali.<\/span><\/h3>\n<h3><span style=\"font-family: Times New Roman;\">Il grande attore protagonista del convegno \u00e8 stato un insetto che appartiene alla famiglia Aphrophoridae, Philaenus spumarius, meglio noto come sputacchina della dimensione di circa 5 mm. E\u2019 emerso che questo insetto \u00e8 il principale vettore del batterio Xylella fastidiosa sub. pauca negli oliveti salentini. Questo insetto, provvisto di un rostro, una sorta di siringa, acquisisce il batterio attraverso punture nei vasi xilematici di una pianta infetta per poi inocularlo in una sana. Cos\u00ec descritto, P. spumarius da sempre innocuo per le colture agrarie, sembrerebbe un mostro. A chiusura dei lavori del simposio, ho raccolto alcuni esemplari di Philaenus s. in un uliveto con segni di disseccamento per farli vedere alla comitiva giunta dal Costa Brada (lussuoso hotel gallipolino) dove si \u00e8 svolto il simposio. E\u2019 un insetto che compie scatti velocissimi e voli di poche decine di metri. <\/span><\/h3>\n<h3><span style=\"font-family: Times New Roman;\">Dicevamo essere un insetto innocuo per le colture agrarie, tuttavia la sua colpa pi\u00f9 grande \u00e8 ospitare nel suo apparato boccale colonie di Xylella fastiosa. La sua polifagia lo porta ad essere presente ovunque su moltissime specie vegetali comprese molte essenze ornamentali da giardino. Questo suo comportamento naturalmente rende difficile se non impossibile pensare di poterne controllare le popolazioni attraverso l\u2019utilizzo di fitofarmaci che si sono gi\u00e0 dimostrati fallimentari negli Stati Uniti. E\u2019 quindi inutile cercare di utilizzare questi palliativi nel controllo delle popolazioni di Philaenus s. che ci esporrebbero, e questo \u00e8 sicuro, ad un devastante impatto ambientale, oltre a ridurre un ecosistema gi\u00e0 semplificato a causa di indiscriminate pratiche agricole come il diserbo chimico. Gli organi di controllo europei e nazionali devono prendere atto di questo ed eliminare dai protocolli di quarantena l\u2019utilizzo di sostanze chimiche nocive. Pi\u00f9 sensata a mio avviso la lavorazione meccanica del terreno con fresature da eseguire nel periodo primaverile durante il quale l\u2019insetto si trova sul suolo allo stadio di neanide oltre alle continue operazioni di potatura da eseguire correttamente e con scrupolosit\u00e0. Operazioni colturali tradizionali queste la cui bont\u00e0 ed efficacia \u00e8 stata confermata durante il convegno dai ricercatori brasiliani ed americani. <\/span><\/h3>\n<h3><span style=\"font-family: Times New Roman;\">La politica a tutte le latitudini deve prendere atto che lo stato fitosanitario dell\u2019olivicoltura salentina \u00e8 frutto di un decennio di gestione fallimentare delle politiche agricole, dove il mercato dell\u2019olio extravergine di oliva \u00e8 stato alterato dall\u2019importazione di &#8220;finti&#8221; oli extravergini o peggio ancora di oli deodorati e rettificati che ne hanno abbattuto il prezzo, ma soprattutto al mancato rispetto delle norme di condizionalit\u00e0 frutto di un reddito che non garantisce pi\u00f9 agli agricoltori di condurre gli oliveti come il buon padre di famiglia. <\/span><\/h3>\n<h3><span style=\"font-family: Times New Roman;\">Del resto il Prof. Nigro ed altri, intervenuti nel convegno, hanno messo in evidenza la debilitazione dei nostri ulivi causata da Zeuzera pyrina e da funghi del genere Phaeoacremonium et altri a seguito di scarsi interventi agronomici di cura. Fattori debilitanti, che come pi\u00f9 volte abbiamo ripetuto ( a tal riguardo ricordo quello che dissi al national geographic nel 2013) hanno permesso a Xylella fastidiosa di avere un ruolo all\u2019interno del complesso rapido del disseccamento dell\u2019olivo. Gli stessi scienziati hanno confermato che Xylella preferisce piante di ulivo centenarie piuttosto che le giovani, poich\u00e9 le prime, appunto, sono gi\u00e0 debilitate da funghi ed insetti. <\/span><\/h3>\n<h3><span style=\"font-family: Times New Roman;\">E\u2019 poi impensabile e va eliminata anche in extrema ratio la possibilit\u00e0 di introdurre variet\u00e0 geneticamente resistenti di ulivo. Il patrimonio olivicolo pugliese \u00e8 unico, e gli ecotipi salentini vanno difesi fino alla fine. Vedo associazioni di categoria e tecnici buttare gi\u00e0 le mani avanti verso una riconversione varietale del nostro patrimonio olivicolo che \u00e8 storico, culturale e paesaggistico. Del resto ci hanno gi\u00e0 abituati a questo becero modus operandi che, vedi il caso dell\u2019espianto dei vigneti, si \u00e8 dimostrato fallimentare. L\u2019Unione europea, la EPPO (organizzazione intergovernativa responsabile della cooperazione europea nel settore fitosanitario), il Ministero, comitati scientifici etc. devono prendere atto delle fallimentari azioni di controllo di Xylella f. e dei suoi vettori negli Stati uniti, in Brasile e nelle altre nazioni, e puntare nel caso degli olivi del Salento ad un ritorno immediato alla corretta coltivazione dei campi che oggi pi\u00f9 che mai deve essere scrupolosa e senza soluzione di continuit\u00e0. <\/span><\/h3>\n<h3><span style=\"font-family: Times New Roman;\">Per fare ci\u00f2 occorre dare subito dignit\u00e0 ad un settore che \u00e8 stato svenduto dalla politica alle multinazionali che ne hanno controllato il mercato e le produzioni. <\/span><\/h3>\n<h3><span style=\"font-family: Times New Roman;\">Diamo subito un reddito dignitoso agli olivicoltori salentini mettendoli in condizione di ritornare a curare un patrimonio olivicolo che non \u00e8 solo produttivo ma \u00e8 soprattutto la pelle del nostro paesaggio.<\/span><\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2014\/10\/26\/dopo-il-convegno-internazionale-sui-nostri-ulivi-tornare-subito-alla-corretta-coltivazione-dei-campi\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2014\/10\/26\/dopo-il-convegno-internazionale-sui-nostri-ulivi-tornare-subito-alla-corretta-coltivazione-dei-campi\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Cristian Casili__________ Si \u00e8 concluso qualche giorno\u00a0fa il simposio internazionale sulla distribuzione di Xylella fastidiosa su olivo, svoltosi a Gallipoli, che ha visto coinvolti duecento ricercatori provenienti da tutto il mondo. 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